Buongiorno, io assumo sonirem da circa 2 anni in sostituzione delle pastiglie di stilnox che mi hann
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Buongiorno, io assumo sonirem da circa 2 anni in sostituzione delle pastiglie di stilnox che mi hanno provocato sbalzi di pressione con picchi di 200 la massima e 190 battiti, collasso e amnesia totale ... Ho sostituito con sonirem diminuendo le gocce ma anche queste non sono il massimo. Se le prendo e mi chiamano al telefono mi assento o capita di dire cose che nel discorso non c entrano nulla. Una notte mi hanno trovato in bagno a terra con gli occhi sbarrati che non reagivo e non ricordo cosa sia successo. Se capita di svegliarmi durante la notte spesso non riesco a muovermi. Penso che mi voglio alzare ma non riesco ...Purtroppo non dormo ed l unica cosa che mi fa dormire e rispetto al precedente farmaco mi dà meno problemi....
Buonasera, io le suggerirei di farsi valutare da un centro specializzato in disturbi del sonno. Se, a livello fisiologico, non risultassero problematiche si potrebbe ipotizzare una causa psicologica. In tal caso, l'indicazione sarebbe di un percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
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Dott.ssa Valeria Randisi
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Salve intanto la ringrazio per aver condiviso con noi la sua difficoltà ed essersi aperta credo che sia importante si rivolga ad un medico psichiatra o a chi le ha prescritto il farmaco e dica questi effetti del farmaco per trovare quello più adatto a lei che le crei meno problemi per lo svolgimento delle sue attività quotidiane e dopo assocerei una psicoterapia personale dove approfondire e valutare le cause dell'insonnia stessa. Le auguro di ritrovare la serenità un caro saluto dott.ssa Valeria Sicari
Buongiorno,
da ciò che descrive emergono effetti collaterali importanti legati all’assunzione dei farmaci ipnotici, sia con Stilnox in passato sia ora con Sonirem. Episodi di amnesia, confusione, comportamenti automatici, difficoltà di contatto con la realtà, fino alla paralisi nel risveglio e alla perdita di coscienza, sono segnali che meritano molta attenzione, soprattutto considerando l’uso prolungato nel tempo.
È comprensibile che lei continui ad assumere il farmaco perché rappresenta l’unica soluzione che attualmente le permette di dormire, ma è importante sapere che questi medicinali, soprattutto se assunti per lunghi periodi, possono alterare profondamente i meccanismi del sonno e dello stato di coscienza, oltre a creare una dipendenza psicologica e fisiologica. I sintomi che riferisce non andrebbero minimizzati né “tollerati” come prezzo da pagare per dormire.
Il fatto che il Sonirem le dia meno problemi rispetto al precedente non significa necessariamente che sia sicuro o adeguato per lei, soprattutto alla luce degli episodi notturni e della dissociazione che racconta.
Per questo è fortemente consigliabile un approfondimento specialistico, che coinvolga il medico prescrittore (neurologo o psichiatra) e, se possibile, un percorso psicologico mirato al trattamento dell’insonnia. Esistono interventi psicoterapeutici specifici (come quelli cognitivo-comportamentali per l’insonnia) che possono ridurre o eliminare la necessità del farmaco, lavorando sulle cause profonde del disturbo del sonno in modo più sicuro e stabile.
Resto dell’idea che la sua situazione meriti una valutazione accurata e personalizzata, per tutelare la sua salute e il suo benessere nel lungo periodo.
Un cordiale saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da ciò che descrive emergono effetti collaterali importanti legati all’assunzione dei farmaci ipnotici, sia con Stilnox in passato sia ora con Sonirem. Episodi di amnesia, confusione, comportamenti automatici, difficoltà di contatto con la realtà, fino alla paralisi nel risveglio e alla perdita di coscienza, sono segnali che meritano molta attenzione, soprattutto considerando l’uso prolungato nel tempo.
È comprensibile che lei continui ad assumere il farmaco perché rappresenta l’unica soluzione che attualmente le permette di dormire, ma è importante sapere che questi medicinali, soprattutto se assunti per lunghi periodi, possono alterare profondamente i meccanismi del sonno e dello stato di coscienza, oltre a creare una dipendenza psicologica e fisiologica. I sintomi che riferisce non andrebbero minimizzati né “tollerati” come prezzo da pagare per dormire.
Il fatto che il Sonirem le dia meno problemi rispetto al precedente non significa necessariamente che sia sicuro o adeguato per lei, soprattutto alla luce degli episodi notturni e della dissociazione che racconta.
Per questo è fortemente consigliabile un approfondimento specialistico, che coinvolga il medico prescrittore (neurologo o psichiatra) e, se possibile, un percorso psicologico mirato al trattamento dell’insonnia. Esistono interventi psicoterapeutici specifici (come quelli cognitivo-comportamentali per l’insonnia) che possono ridurre o eliminare la necessità del farmaco, lavorando sulle cause profonde del disturbo del sonno in modo più sicuro e stabile.
Resto dell’idea che la sua situazione meriti una valutazione accurata e personalizzata, per tutelare la sua salute e il suo benessere nel lungo periodo.
Un cordiale saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Le consiglio di rivolgersi al medico che le ha prescritto i farmaci che in autonomia possono creare ulteriori disturbi essendo importanti le dosi oltre che la sostanza
Il medico più adatto è lo psichiatra che sa dosare il farmaco e i tempi
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Il medico più adatto è lo psichiatra che sa dosare il farmaco e i tempi
Dott.ssaLorenzini Maria santa psicoterapeuta
Gentile utente di mio dottore,
in merito agli effetti dei farmaci che assume la invito a consultare quanto prima il medico prescrivente, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua domanda.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
in merito agli effetti dei farmaci che assume la invito a consultare quanto prima il medico prescrivente, figura più adatta ad accogliere ed orientare la sua domanda.
Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara
Gentile utente,
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. I sintomi che descrive — episodi di assenza, confusione, difficoltà a muoversi al risveglio — meritano attenzione e tutela, non soluzioni da portare avanti in solitudine.
È importante che una situazione così delicata venga valutata da uno psichiatra, l’unica figura che può aiutarla a rivedere in sicurezza la terapia farmacologica, comprendere cosa stia accadendo e individuare alternative o aggiustamenti adeguati. Non è un fallimento chiedere questo supporto: è un atto di cura verso di sé.
Accanto all’aspetto medico, può essere molto utile affiancare anche un percorso di psicoterapia. Spesso l’insonnia non è solo un problema di sonno, ma il segnale di un sistema interno che resta in allerta, anche di notte. Lavorare su questo può aiutare gradualmente il corpo a ritrovare maggiore sicurezza e continuità nel riposo.
Lei sta facendo del suo meglio per dormire e stare meglio: ora merita di essere accompagnata da professionisti che possano prendersi cura di lei in modo integrato.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
grazie per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. I sintomi che descrive — episodi di assenza, confusione, difficoltà a muoversi al risveglio — meritano attenzione e tutela, non soluzioni da portare avanti in solitudine.
È importante che una situazione così delicata venga valutata da uno psichiatra, l’unica figura che può aiutarla a rivedere in sicurezza la terapia farmacologica, comprendere cosa stia accadendo e individuare alternative o aggiustamenti adeguati. Non è un fallimento chiedere questo supporto: è un atto di cura verso di sé.
Accanto all’aspetto medico, può essere molto utile affiancare anche un percorso di psicoterapia. Spesso l’insonnia non è solo un problema di sonno, ma il segnale di un sistema interno che resta in allerta, anche di notte. Lavorare su questo può aiutare gradualmente il corpo a ritrovare maggiore sicurezza e continuità nel riposo.
Lei sta facendo del suo meglio per dormire e stare meglio: ora merita di essere accompagnata da professionisti che possano prendersi cura di lei in modo integrato.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Buon pomeriggio. Se è seguito da uno specialista che le ha prescritto la terapia, è il caso di riportare gli epusidi descritti qui e la sintomatologia a chi segue la sua situazione. Poiché conoscendola, potrà decidere come continuare la terapia farmacologica.
Dottoressa Teresita Forlano
Dottoressa Teresita Forlano
Gentile utente, le consiglio di consultare quanto prima un medico psichiatra per rivedere posologia e somministrazione del farmaco. I farmaci non vanno gestiti in autonomia, ancorpiù se trattasi di psicofarmaci.
Buongiorno. Per non dover dipendere sempre da un sonno chimico, con tutti gli effetti e incontrollati delle varie dosi, si può far pace con il sonno attraverso pratiche di Mindfulness per l'insonnia volte a saper rilassare corpo e mente e far pace con i momenti di veglia. A disposizione Dottor Gianpietro Rossi
Buonasera, penso che sarebbe necessario rivedere la terapia farmacologica con uno psichiatra. Un percorso di psicoterapia potrebbe sicuramente aiutare per capire l'origine dei sintomi, ma da quello che Lei riporta probabilmente l'aspetto primario, al momento, è quello
Gentile utente,
lei descrive una situazione di grande disagio che non va bene. É seguito da uno psichiatra? Dovrebbe valutare con lui la terapia che sta prendendo perchè gli sta dando importanti effetti collaterali. In caso contrario non esiti a contattarne uno per farsi seguire.
Cordialmente
Dott.ssa Filippi
lei descrive una situazione di grande disagio che non va bene. É seguito da uno psichiatra? Dovrebbe valutare con lui la terapia che sta prendendo perchè gli sta dando importanti effetti collaterali. In caso contrario non esiti a contattarne uno per farsi seguire.
Cordialmente
Dott.ssa Filippi
Gentile anonimo, mi sembra evidente che i farmaci che assume e che ha assunto non siano adatti alla vita che conduce e che per quanto la facciano dormire producano conseguenze gravi tanto quanto l'insonnia. Mi permetto di consigliarle un percorso di psicoterapia che le permetta di capire come mai lei non riesce a dormire senza assumere un farmaco, ricordandole che non dormire significa simbolicamente: vegliare, rimanere vigili, non perdere mai la guardia.
Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Per quanto riguarda la posologia dei farmaci che sta assumendo, è importante rivolgersi direttamente al suo medico curante o prescrivente, che conosce la sua storia clinica.
Cordiali saluti
AV
Cordiali saluti
AV
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Quello che descrive – insonnia persistente, episodi di dissociazione, amnesie notturne e immobilità al risveglio – può generare grande senso di smarrimento e vulnerabilità, e sembra portare con sé un intreccio complesso tra corpo, sonno e mente.
Potrebbe essere utile chiedersi: cosa le comunica il suo corpo attraverso questi episodi? Quali emozioni o tensioni si manifestano in questi momenti di iper-vigilanza notturna? Osservare questi segnali, senza giudizio, può aprire uno spazio di consapevolezza e riflessione su ciò che accade dentro di lei, e su come il sonno, la memoria e l’attenzione interagiscono con l’ansia o lo stress accumulato.
Esplorare queste esperienze in un contesto sicuro e accompagnato, come un percorso terapeutico, potrebbe permetterle di comprendere meglio i meccanismi che la portano a sentirsi “assente” o immobilizzata, e di trovare modi più regolati e sicuri per rapportarsi con il sonno e la vigilanza. A volte, la possibilità di osservare sé stessi e le proprie reazioni può rivelare risorse interiori che da soli è difficile riconoscere.
Potrebbe essere utile chiedersi: cosa le comunica il suo corpo attraverso questi episodi? Quali emozioni o tensioni si manifestano in questi momenti di iper-vigilanza notturna? Osservare questi segnali, senza giudizio, può aprire uno spazio di consapevolezza e riflessione su ciò che accade dentro di lei, e su come il sonno, la memoria e l’attenzione interagiscono con l’ansia o lo stress accumulato.
Esplorare queste esperienze in un contesto sicuro e accompagnato, come un percorso terapeutico, potrebbe permetterle di comprendere meglio i meccanismi che la portano a sentirsi “assente” o immobilizzata, e di trovare modi più regolati e sicuri per rapportarsi con il sonno e la vigilanza. A volte, la possibilità di osservare sé stessi e le proprie reazioni può rivelare risorse interiori che da soli è difficile riconoscere.
Buongiorno, credo sia necessario un confronto con il medico che le ha prescritto la terapia faramcologica a cui riportare tutti gli effetti da lei descritti. L'aspetto psicologico dell'insionnia può essere trattato con tecniche di rilassamento, mindfulness ect, le consiglio di integrare all'aspetto farmacologico anche un trattamento psicologo, deciderà poi il collega quale può essere per lei il più indicato
Buonasera, sono la dott.ssa Irma Calò psicologa e psicoterapeuta, ha provato a chiedere un parere al proprio medico di base?
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