Buongiorno dottoressa io ho la glicemia a 98 e l'insulina 17.2 posso chiederle se sono insulino re

Buongiorno dottoressa io ho la glicemia a 98 e l'insulina 17.2 posso chiederle se sono insulino resistente?grazie

29 risposte


Buongiorno, con i soli valori di glicemia 98 mg/dl e insulina 17,2 µU/ml non è possibile stabilire con certezza se sia presente un'insulino-resistenza. Un parametro che spesso viene utilizzato come indicazione è l'indice HOMA-IR, che si calcola proprio con glicemia e insulina a digiuno, ma va sempre interpretato nel contesto della persona e dei valori di riferimento del laboratorio. Se desidera, possiamo fare insieme una valutazione più completa considerando anche età, peso, circonferenza vita, pressione, eventuale familiarità per diabete, attività fisica, alimentazione e altri esami come emoglobina glicata e profilo lipidico.

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Buongiorno, con i soli valori di glicemia (98 mg/dL) e insulina (17,2 µU/mL) non è possibile diagnosticare con certezza un'insulino-resistenza, ma questi dati possono farne sospettare la presenza. Per una valutazione più accurata è utile calcolare l'indice HOMA-IR, che deve però essere interpretato dal medico nel contesto clinico complessivo (peso corporeo, circonferenza vita, pressione arteriosa, profilo lipidico, eventuali altri esami). Le consiglio quindi di confrontarsi con il medico curante o con un endocrinologo, che potrà valutare se siano necessari ulteriori approfondimenti e, se indicato, impostare un percorso alimentare e di attività fisica mirato. Distinti saluti, Dr Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

Dott. Luca Agostini

nutrizionista

Terrassa Padovana

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Con una glicemia a digiuno di 98 mg/dL e un'insulina di 17,2 µU/mL è possibile che sia presente un certo grado di insulino-resistenza, ma questi due valori da soli non consentono di fare una diagnosi. Per una valutazione più accurata si utilizza spesso l'indice HOMA-IR, che si calcola proprio da glicemia e insulina a digiuno. Con i valori che riporta, il risultato è di circa 4,2, un valore generalmente considerato compatibile con insulino-resistenza. È comunque importante interpretare questo dato insieme ad altri elementi, come peso e circonferenza vita; pressione arteriosa; profilo lipidico; emoglobina glicata (HbA1c); eventuali sintomi o familiarità per diabete. Nella maggior parte dei casi, alimentazione equilibrata, perdita di peso (se necessaria) e attività fisica rappresentano i primi e più efficaci interventi. Resto a disposizione per eventuali chiarimenti. Cordiali saluti Dott. Gianluca de Franchis Dottore in Dietologia e Dietetica Applicata a Palermo e Bagheria


Buongiorno; probabilmente si ma va approfondita l'anamnesi in quanto l'insulina fatta una sola volta dice poco in quanto molto variabile durante il giorno e anche a digiuno... Se desidera prendere in mano la situazione mi contatti e prenoti una consulenza. Struttureremo un piano idoneo al suo caso per ripristinare i valori corretti ed evitare che tutto evolva. Cordiali saluti Mara Besacchi

Dott.ssa MARA BESACCHI

Dott.ssa MARA BESACCHI

biologo nutrizionista

Vittoria

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Buongiorno, si dai dati indicati risulta una ridotta sensibilità all'insulina. La invito a parlarne con il suo medico e a valutare eventualmente anche altri parametri metabolici. Resto a disposizione se avesse bisogno di una valutazione nutrizionale e/o di indicazioni per l'attività fisica. Un caro saluto


Buongiorno. Calcolando l' HOMA index in base ai valori forniti ha un risultato pari a 4,23, indicando presenza di insulino resistenza. L'attività fisica aerobica e anaerobica con una piano alimentare strutturato può aiutarla a non peggiorare. Le auguro una buona giornata


Buongiorno si risulta insulino resistente in base al calcolo dell'indice HOMA. Il suggerimento è di affidarsi ad un nutrizionista esperto che possa supportarla a farla tornare insulino sensibile. L'insulino resistenza tende a farle accumulare facilmente grasso per alterazione del metabolismo degli zuccheri.


"L'indice homa nonostante sia pari a 4,16, non è sufficiente a stabilire se si tratta di insulino-resistenza;servono altri parametri, compresa una bioimpedenziometria segmentale."


Buongiorno, se le unità di misura per la glicemia sono in mg/dl e per l' insulina sono in µU/ml, il coefficiente Homa index che ne risulta, ha un valore che potrebbe far pensare a un' insulino resistenza da valutare con una visita adeguata.


Salve, facendo un calcolo, il suo indice HOMA è di 4.16 il che suggerirebbe un'insulinoresistenza in atto. È consigliabile adottare un regime alimentare adeguato, svolgere attività fisica regolare (sia aerobica che di resistenza) e monitorare altri parametri che potrebbero essere indicativi di un dismetabolismo più articolato.


Buongiorno la sua glicemia è ancora nella norma , ma l'insulina no è elevata , in base al calcolo HOMAR-IR il suo risulta elevato rispetto alla soglia , quindi i suoi tessuti risultano poco sensibili all'insulina. L'insulino resistenza però è reversibile , quindi fondamentale è una alimentazione mirata all'impatto glicemico dei pasti, preferendo per es carboidrati ricchi di fibre e a basso indice glicemico. Importante è il movimento che riattiva la sensibilita' dei muscoli all'insulina, per esempio combinare attivita' aerobica con esercizi di forza e contro/resistenza . Importante è la consulenza con il suo medico curante per la visione dei suoi esami


Buongiorno, Con una glicemia a digiuno di 98 mg/dL e un'insulina a digiuno di 17,2 µU/mL non è possibile stabilire con certezza la presenza di insulino-resistenza basandosi esclusivamente su questi due valori. Generalmente è utile calcolare l'indice HOMA-IR, che mette in relazione glicemia e insulina a digiuno. Inoltre, l'interpretazione deve essere sempre contestualizzata considerando la storia clinica, il peso corporeo, la circonferenza vita, eventuali altre patologie e gli esami ematochimici. In ogni caso, la diagnosi deve essere formulata dal medico sulla base della valutazione complessiva. Cordialmente Dottoressa Marika Prestinice


Buongiorno, Se glicemia e insulina sono state misurate a digiuno, i valori che riporta possono essere compatibili con un quadro di insulino-resistenza, ma non consentono da soli una diagnosi definitiva. La glicemia di 98 mg/dL è ancora nel range di normalità, tuttavia l’insulina di 17,2 µU/mL risulta relativamente elevata per mantenerla a quel livello. Si può calcolare l’indice HOMA-IR con la formula: glicemia×insulina/405. Nel suo caso il risultato è circa 4,2; pur considerando che i valori di riferimento possono differire tra laboratori e vanno interpretati clinicamente, un HOMA-IR superiore a 2,5 è generalmente suggestivo di insulino-resistenza. Le consiglierei di portare gli esami al medico curante o a uno specialista, valutando anche emoglobina glicata, profilo lipidico, pressione arteriosa, circonferenza vita, familiarità per diabete e, se indicato, curva da carico orale di glucosio con insulinemia. Un’alimentazione personalizzata, attività fisica regolare e un eventuale calo di peso, se necessario, sono gli strumenti principali per migliorare la sensibilità insulinica; una consulenza nutrizionale può aiutarla a impostare un percorso concreto e sostenibile. Un cordiale saluto, Dott. Riccardo Pambira Biologo nutrizionista Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate


buongiorno, il valore di glicemia a digiuno che mi riporta, 98 mg/dl, rientra ancora nel range di normalità, anche se si trova nella fascia alta; l'insulinemia di 17.2, invece, è un valore piuttosto elevato rispetto ai riferimenti ottimali. Detto questo, un singolo indice numerico non basta per fare una valutazione completa: bisogna considerare anche altri fattori. Se vuole possiamo approfondire insieme la sua situazione specifica in una valutazione più strutturata, così da capire se e come intervenire con l'alimentazione per migliorare la sensibilità insulinica.


Buongiorno! Dai valori che mi riporta (glicemia 98 mg/dL e insulina 17,2 µU/mL), calcolando l'indice HOMA-IR si ottiene un valore di circa 4,2, che è compatibile con una condizione di insulino-resistenza. Tuttavia, questo dato da solo non è sufficiente per formulare una diagnosi. È importante interpretarlo insieme alla sua storia clinica, al peso e alla circonferenza vita, agli altri esami del sangue (ad esempio emoglobina glicata e profilo lipidico) e a un'eventuale visita medica. L'insulino-resistenza, se confermata, può spesso essere migliorata con un'alimentazione adeguata, un'eventuale riduzione del peso corporeo (quando necessaria) e un'attività fisica regolare. Le consiglio quindi di confrontare questi risultati con il medico curante o con un nutrizionista, che potrà inquadrarli correttamente e valutare il percorso più adatto al suo caso.


Buongiorno, i valori di glicemia e insulina, da soli, non sono sufficienti per diagnosticare un'insulino-resistenza. È necessario interpretarli nel contesto clinico e, quando indicato, calcolare l'indice HOMA-IR insieme al medico o al nutrizionista. Se sono presenti anche sovrappeso, aumento della circonferenza addominale, ovaio policistico o alterazioni della glicemia, è opportuno effettuare un approfondimento. Una valutazione nutrizionale personalizzata può aiutare a migliorare la sensibilità insulinica attraverso alimentazione e stile di vita. Un cordiale saluto, Dott.ssa Brunella Troncone Biologa Nutrizionista


Si potrebbe trattarsi di insulino resistenza


basandoci su questi valori è molto probabile che si stia istaurando un insulino resistenza


Buongiorno! Con i soli valori di glicemia (98 mg/dL) e insulina (17,2 µU/mL) non è possibile formulare una diagnosi di insulino-resistenza, ma sono dati che meritano un approfondimento. Calcolando l'indice HOMA-IR, il valore risulta intorno a 4,2, superiore ai valori generalmente considerati indicativi di una buona sensibilità insulinica. Tuttavia, l'HOMA-IR è uno strumento di screening e non è sufficiente da solo per porre una diagnosi. È importante valutare il quadro clinico nel suo complesso: anamnesi, circonferenza vita, composizione corporea, emoglobina glicata, profilo lipidico, pressione arteriosa ed eventuali segni clinici di insulino-resistenza. Se il sospetto viene confermato, intervenire precocemente con un'alimentazione personalizzata, un'adeguata attività fisica e, quando necessario, una riduzione del peso corporeo può migliorare significativamente la sensibilità all'insulina e ridurre il rischio di sviluppare alterazioni del metabolismo glucidico.

Dott.ssa Clelia Marcelli

Dott.ssa Clelia Marcelli

nutrizionista

Porto San Giorgio

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Buongiorno. Dai valori che riporta (glicemia 98 mg/dL e insulina 17,2 µU/mL) non è possibile stabilire con certezza se sia presente un'insulino-resistenza, ma sono valori che meritano un approfondimento nel contesto della sua storia clinica. di solito si valuta l'indice HOMA-IR, che si calcola utilizzando glicemia e insulina a digiuno. Con i valori che ha indicato, il risultato è di circa 4,2, un valore che può essere compatibile con una ridotta sensibilità all'insulina. Tuttavia, questo indice da solo non è sufficiente per fare una diagnosi e merita appunto un approfondimento del suo stile di vita e della sua storia clinica, del peso, della pressione arteriosa e dell'alimentazione. Le consiglio quindi di confrontarsi con il suo medico o con un professionista della nutrizione, che potrà interpretare questi dati nel loro insieme e, se necessario, impostare un percorso alimentare e di stile di vita mirato. Saluti Dott.ssa Gaia Tonietto Biologo Nutrizionista

Dott.ssa Gaia Tonietto

Dott.ssa Gaia Tonietto

nutrizionista

Castello di Godego

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Salve, la sola glicemia e il valore dell'insulina non sono sufficienti per stabilire se sia presente o meno un'insulino-resistenza. Per diagnosticare l'insulino - resistenza, è necessario valutare alcuni valori nel loro insieme, ad esempio la storia clinica, il peso e la composizione corporea, oltre ad alcuni valori specifici quali l'indice HOMA. Sarebbe opportuno, intraprendere un percorso con uno specialista in modo da valutare complessivamente il quadro clinico.


Ciao per valutarlo devi calcolare l' HOMA INDEX: glicemia x insulina /405 Nel tuo caso, facendo i calcoli, hai un valore superiore a 2,5 potrebbe far pensare ad una sospetta insulino-resistenza, io ti consiglio di rivolgerti al tuo medico e di valutare di fare la curva glicemica. Mi raccomando giusta alimentazione e sport, l'insulino resistenza non è una malattia è una condizione metabolica reversibile, quindi se la tratti nel giusto modo può regredire, viceversa può progredire in diabete di tipo 2 ed a quel punto non puoi fare più niente


Dai valori forniti, il suo HOMA index è pari a 4,16 quindi verosimilmente potrebbe trovarsi in una condizione di insulino-resistenza. Le consiglio una visita di approfondimento con il suo specialista


Buongiorno, dai valori che riporta è possibile calcolare un HOMA-IR di circa 4,2. Si tratta di un dato che può suggerire una ridotta sensibilità all’insulina e che merita certamente un approfondimento, ma non è corretto formulare una diagnosi di insulino-resistenza basandosi esclusivamente su questo indice. È interessante osservare che la glicemia è ancora nei limiti, mentre l’insulina basale è relativamente elevata: in alcune persone l’organismo riesce infatti a mantenere una glicemia normale proprio attraverso una maggiore produzione di insulina. Per interpretare correttamente il quadro è necessario considerare anche anamnesi, familiarità, composizione corporea, circonferenza addominale, profilo lipidico ed eventualmente altri esami che il medico ritenga opportuni. Se venisse confermata una condizione di ridotta sensibilità insulinica, alimentazione, attività fisica e miglioramento della composizione corporea rappresentano strumenti fondamentali su cui intervenire. Il percorso nutrizionale, però, dovrebbe essere costruito sulla persona e non semplicemente sulla riduzione o eliminazione dei carboidrati.

Dott.ssa Angela Emmanuello

Dott.ssa Angela Emmanuello

biologo nutrizionista

Catania

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Il dato, non permette da solo di formulare una diagnosi e va interpretato insieme al quadro clinico e agli altri parametri metabolici (ad esempio emoglobina glicata, trigliceridi, HDL, circonferenza vita), considerando anche i valori di riferimento del laboratorio.

Dott.ssa Arianna Carretta

Dott.ssa Arianna Carretta

nutrizionista

Torri di Quartesolo

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Salve, purtroppo queste informazioni da sole non sono necessarie a fare una "diagnosi". Dovrebbe fare un HOMA test e corredarlo con il dosaggio dell'emoglobina glicata. Spero di esserle stata utile


Gentilissimo/a, un valore non è sinonimo garantito di insulino resistenza, è necessario tenere in considerazioni altri aspetti legati allo stile di vita, valori ematici anche del profilo lipidico in quanto questo gioca un ruolo importante nell'influenza dell'insulina. Se le è di gradimento, si potrebbe indagare insieme l'aspetto alimentare al fine di trovare una risposta più chiara alla sua esigenza, ripetendo gli esami dopo un periodo di osservazione e miglioramento delle proprie abitudini. Un saluto!


Buongiorno, credo che per qualsiasi medico sia impossibile rispondere alla sua domanda su internet, a maggior ragione conoscendo solo e unicamente il valore di questi due parametri. Il mio consiglio è prendere un appuntamento con un professionista che si occupa di alimentazione così da poter valutare la sua situazione nel modo più corretto.


Buongiorno. Dai soli valori di glicemia 98 mg/dL e insulina 17,2 µU/mL non è corretto formulare una diagnosi di insulino-resistenza. Se entrambi i prelievi sono stati effettuati a digiuno, questi valori possono essere utilizzati anche per calcolare indici indiretti come l’HOMA-IR: nel suo caso risulterebbe circa 4,2. È un dato che può suggerire una ridotta sensibilità insulinica in molti contesti clinici, ma non deve essere interpretato isolatamente né utilizzato autonomamente per fare diagnosi, anche perché valori di riferimento e interpretazione possono variare. È necessario inquadrare il risultato insieme al medico considerando anamnesi, composizione corporea, circonferenza vita, attività fisica, familiarità, eventuali farmaci e altri parametri ematochimici, come emoglobina glicata e profilo lipidico; sarà poi il medico a stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti. Dal punto di vista nutrizionale, però, è proprio in queste situazioni che un intervento personalizzato può essere particolarmente utile. Non significa necessariamente eliminare i carboidrati: bisogna lavorare sulla quantità e qualità complessiva dell’alimentazione, sulla distribuzione dei nutrienti, sull’attività fisica e, quando necessario, sulla riduzione della massa grassa preservando o incrementando la massa muscolare. Per questo partirei da una valutazione completa della composizione corporea e delle sue abitudini alimentari e motorie, per costruire un piano realmente adatto alla sua situazione. L’obiettivo non sarebbe soltanto modificare un singolo valore delle analisi, ma raggiungere nel tempo una composizione corporea e uno stato metabolico complessivamente migliori.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.