Buongiorno, in caso di ridotto assorbimento intestinale dei nutrienti, è consigliabile ridurre (al m
Buongiorno, in caso di ridotto assorbimento intestinale dei nutrienti, è consigliabile ridurre (al minimo o eliminare?) l'apporto di fibre per evitare di ridurre ulteriormente la capacità di assorbire i nutrienti da parte dell'intestino? In caso, fibre solubili o insolubili hanno lo stesso effetto nel ridurre l'assorbimento? Avendo a disposizione un'esame del sangue/urine molto completo recente, è possibile capire da alcuni valori (o dalla correlazione tra alcuni di essi) se la capacità di assorbimento da parte dell'intestino è scarsa (vit d/calcio/paratormone, proteine, ferrro/ferritina....)? In caso bisognerebbe fare per forza una valtuazione gastroenterologa per valutare la capacità di assorbimento (test del microbiota....)? Grazie
1 risposta
In caso di sospetto malassorbimento non è generalmente consigliabile eliminare o ridurre drasticamente le fibre. La quantità e la tipologia vanno eventualmente adattate alla causa e alla situazione clinica. Le fibre solubili, spesso fermentabili, possono aiutare a regolare il transito e la consistenza delle feci, mentre quelle insolubili tendono ad aumentare il volume fecale e possono accelerare il transito. Un apporto molto elevato di fibre può inoltre ridurre l'assorbimento di alcuni minerali, ma questo non significa che vadano eliminate. Gli esami del sangue possono evidenziare eventuali conseguenze nutrizionali di un malassorbimento, ma non misurano direttamente la capacità di assorbimento intestinale. Ferro, ferritina e saturazione della transferrina, vitamina B12, folati, 25-OH vitamina D, calcio, magnesio, albumina ed emocromo possono fornire informazioni utili, ma devono essere valutati nel loro insieme e nel contesto clinico. La presenza di carenze multiple non spiegate, anemia, perdita di peso, diarrea persistente o steatorrea può invece rendere opportuno un confronto con il medico e, se necessario, un approfondimento gastroenterologico per individuare la possibile causa. I comuni test commerciali del microbiota fecale, invece, non permettono di valutare la capacità di assorbimento intestinale e non sono strumenti diagnostici standard per il malassorbimento. In assenza di una precisa indicazione clinica, quindi, non modificherei drasticamente l'apporto di fibre sulla base dei soli esami ematici: è più importante capire prima se esiste realmente un problema di malassorbimento e da cosa possa dipendere.
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