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Esperienze

L’alimentazione e la nutrizione non sono solo un banale calcolo calorico e di macro e micronutrienti, ma un mondo che, integrato alle fondamentali regole della biologia, può curare e migliorare la qualità di vita delle persone.

Inoltre, mangiare non può essere solo un atto fisico di ingestione di cibo, e non può essere semplicemente banalizzato con un insieme di rigide regole alimentari da seguire alla lettera.

Mangiare significa nutrirsi, nutrirsi significa, anche, donarsi amore, prendersi cura di sè, scegliere cosa è meglio per sè ascoltando il proprio corpo e le proprie esigenze e soprattutto, ancor più per popolazioni come quella italiana, mangiare può significare convivialità.

Ecco dunque che, in un’ottica ampia, per quanto possano esistere regole ideali che se seguite ci portano alla miglior salute biologica compatibile con la nostra genetica e la nostra storia di vita, non possiamo non tenere in considerazione che ogni persona, ogni singolo essere umano vive la propria vita e ha le proprie esigenze di vita, orari, lavoro, scuola, famiglia, compagnia, sport…

Da qui nasce il mio amore per l’alimentazione e la passione per aiutare ogni singolo paziente nella personale e singolare scoperta di sè e nel trovare il proprio equilibrio fra l’ideale teorico e la propria situazione pratica nelle piene vite del nuovo millenio, trovando il miglior compromesso che non diventi solo un piano alimentare da seguire rigidamente per qualche mese, ma che possa diventare uno stile di vita sostenibile a lungo termine.

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Approccio alla nutrizione

Come si svolgono i percorsi quando decidi di rivolgerti a me?

Come prima cosa, ti chiederò di compilare, oltre al consenso sulla privacy e il consenso informato al trattamento, un modello di anamnesi.
Sebbene questo passaggio possa sembrare un pochino ridondante, è fondamentale per entrambi: a me aiuta a iniziare ad avere un’idea del tuo personale quadro clinico così da poter sfruttare al meglio la visita di persona insieme focalizzandoci su cosa è davvero di interesse, per te invece, è un momento per fermarti un momentino a riflettere sul tuo obiettivo e sulla tua situazione attuale, e su cosa sei veramente disposta/o a cambiare, e cosa invece, in modo molto onesto e sincero, è meglio se non tocchiamo (nei limiti del fatto che i miracoli non esistono!).

Quando ci vediamo di persona in ambulatorio, sarà il momento per costruire insieme la nostra relazione terapeutica e definire un pochino meglio gli obiettivi del percorso, e il percorso stesso che intraprenderemo insieme. Perchè non si può fare a priori decidendo prima un numero prefissato di incontri? Semplicemente perché ognuno è un universo a sé stante, fatto di una propria storia e di proprie caratteristiche, anche quando la diagnosi medica può essere la stessa: prendiamo per esempio due donne con diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico o di amenorrea, o che stanno cercando una gravidanza, bene, queste due donne, pur condividendo la diagnosi, avranno un passato differente alle spalle, e un presente totalmente differente, il loro corpo non risponderà in ugual modo, e avranno bisogno sia di suggerimenti differenti in termini di nutrizione, sia, con ogni probabilità, di tempistiche differenti per il loro trattamento.

Inoltre, oltre alla differenza intrinseca negli organismi e alle differenze di vita che ognuno di noi affronta, va considerato che una stessa diagnosi può sottintendere problematiche radicalmente diverse, un’amenorrea può essere ipotalamica o meno, una sindrome dell’ovaio policistico può presentare resistenza insulinica oppure no, una ricerca di gravidanza può avvenire in una donna sana o in una donna con problemi di ovulazione non noti a priori… insomma, ogni percorso richiede tempo, richiede per me necessità di conoscere il/la paziente, e richiede per la paziente la voglia di farsi conoscere e conoscersi, per poter trovare al meglio un equilibrio che le permetta di raggiungere il suo obiettivo in serenità e mantenendo l’equilibrio anche sul lungo periodo (un esempio fra tanti, quante volte ci è capitato di perdere rapidamente peso ma poi non riuscire a mantenere il regime alimentare che ci era stato prescritto? Questo vorrei che con i miei percorsi non accadesse ma che si lavorasse insieme perché tutto fosse sostenibile!).

E perché tutto questo accada, diventa fondamentale per me conoscere il/la paziente a fondo, indagando la storia clinica personale presente e passata, presenza di patologie, ma non solo, anche la vita lavorativa, gli hobby, il tempo a disposizione, chi cucina, se piace cucinare (no, non è scontato che in un percorso di educazione alimentare uno debba per forza diventare il nuovo Antonino Cannavacciuolo!), se e quante volte si è già affrontato un percorso di educazione alimentare, come è cambiato il corpo nel tempo.. e tante, tante altre informazioni e piccole gocce di conoscenza che però compongono in un insieme il nostro corpo e ne caratterizzano la risposta ad eventuali nuovi interventi.

Infine, dopo una prima parte di reciproca conoscenza, cercherò di darti gli strumenti per capire il significato e la motivazione di alcuni miei consigli, e cercheremo insieme di capire quali strategie si possono adottare da subito, quali magari invece andranno adottate più avanti, e quali magari invece non si riusciranno ad adattare mai nel tuo caso specifico, cercando di trovare la migliore combinazione per la tua persona, la tua vita e il tuo magnifico universo!

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  • Scienze dell'alimentazione
  • Medicina funzionale
  • Nutrizione clinica

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1 recensione

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  • G

    Giulia

    È stata una bella chiacchierata,attenta ad ogni minimo particolare,cuoriosa ed interessata!

     • Istinto e Psiche • prima visita nutrizionale  • 

    Dott.ssa Monica Gavinelli

    Giulia, ti ringrazio per esserti fidata di me, è stato un piacere ascoltarti e supportarti!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 37 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Ho preso già 5 chili e sono al quinto mese di gravidanza… sono troppi?

Buongiorno
Ho preso già 5 chili e sono al quinto mese di gravidanza… sono troppi?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Monica Gavinelli

Buongiorno, non è affatto detto, anzi! Dipende molto dalla sua situazione di partenza e dalla sua situazione di salute generale, faccia riferimento al suo ginecologo e in caso di paure e dubbi a un professionista della nutrizione che possa valutare la sua situazione a 360°.

Una buona giornata!


Buongiorno, in caso di ridotto assorbimento intestinale dei nutrienti, è consigliabile ridurre (al m

Buongiorno,
in caso di ridotto assorbimento intestinale dei nutrienti, è consigliabile ridurre (al minimo o eliminare?) l'apporto di fibre per evitare di ridurre ulteriormente la capacità di assorbire i nutrienti da parte dell'intestino? In caso, fibre solubili o insolubili hanno lo stesso effetto nel ridurre l'assorbimento?
Avendo a disposizione un'esame del sangue/urine molto completo recente, è possibile capire da alcuni valori (o dalla correlazione tra alcuni di essi) se la capacità di assorbimento da parte dell'intestino è scarsa (vit d/calcio/paratormone, proteine, ferrro/ferritina....)? In caso bisognerebbe fare per forza una valtuazione gastroenterologa per valutare la capacità di assorbimento (test del microbiota....)?
Grazie

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Monica Gavinelli

Buonasera,

non so perchè sospetta un mancato assorbimento intestinale, ma le cause possono essere davvero molteplici. Le fibre possono sicuramente interferire con l'assorbimento di alcuni nutrienti, ma le cause potrebbero anche essere totalmente differenti (intolleranze? Infiammazione intestinale? Microbiota infiammato?..)

Il mio consiglio è sicuramente rivolgersi a un professionista in ambito di nutrizione e a un gastroenterologo per capire, se opportuno, la causa, valutare la sua situazione di salute a 360° e poter porre rimedio alle sue eventuali carenze. Non per forza deve rendersi necessario fare ulteriori approfondimenti diagnostici invasivi, potrebbe bastare la sola lettura dell'eventuale sintomatologia.


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