buongiorno. da mesi ho problemi ad addormentarmi. il problema ha iniziato a presentarsi prima di del
buongiorno. da mesi ho problemi ad addormentarmi. il problema ha iniziato a presentarsi prima di delle gare (svolgo atletica di resistenza a livello di dilettantistico ma questo hanno avuto molte gare.) inizialmente, pensavo che fosse semplicemente per l'ansia. succedeva che non riuscivo a dormire anche se ero stanca e alla fine mi addormentavo molto tardi anche tre quattro del mattino riuscendo a dormire anche meno di un'ora. all'inizio era una volta ogni tanto poi aveva iniziato a diventare una due volte a settimana come un appuntamento fisso. io avevo sonno e tutto però a un certo punto era come se iniziasse a battermi forte il cuore iniziassi a preoccuparmi tantissimo, molte volte anche a piangere senza motivo. anche comunque le sere in cui riuscivo a scacciare il pensiero di preoccupazione nei confronti del sonno comunque iniziava a venirmi l'ansia. bevevo ogni sera la camomilla, ma non funzionava sempre. avevo poi iniziato a prendere il magnesio su consiglio della mia allenatrice e il problema era migliorato. con l'estate e quindi lo stop delle gare il problema sembrava essere rientrato, ma adesso è tornato in forma diversa. per tre giorni ho fatto molta fatica ad addormentarmi dormendo poche ore a notte, ieri, sarebbe il quarto giorno, ho ancora fatto fatica a dormire, però alla fine ci sono riuscita e ho dormito un po' di ore, quasi sette penso. oggi ovviamente mi sento ancora stanca e ho il mal di testa. la mia paura però è principalmente di rientrare nel circolo vizioso di associare il sonno a uno stress a qualcosa di brutto invece che a qualcosa che serve per vivere. come posso fare per far passare questa ansia nel confronti del sonno?
2 risposte
Buon pomeriggio, da quello che racconti, sembra che il problema non sia soltanto la difficoltà ad addormentarti, ma anche la paura che quella difficoltà possa ripresentarsi. Ed è comprensibile: quando per alcune notti il sonno diventa faticoso, può accadere di iniziare ad andare a letto con una certa apprensione, quasi aspettandosi che “succeda di nuovo”. In questo modo, però, il momento del sonno può progressivamente associarsi alla preoccupazione anziché al naturale lasciarsi andare. Il fatto che tu riesca comunque, in alcune occasioni, a dormire diverse ore è però un elemento importante: significa che la tua capacità di dormire non è venuta meno. Probabilmente, in questo momento, è soprattutto il rapporto con il sonno ad essere diventato fonte di tensione. Per questo, più che cercare di “obbligarti” a dormire o controllare continuamente quanto riuscirai a dormire, può essere utile lavorare proprio sulla paura del non dormire, imparando gradualmente a non vivere una notte difficile come qualcosa di pericoloso o come l'inizio inevitabile di un nuovo periodo di insonnia. Anche l’ansia e le sensazioni fisiche che descrivi, come il battito accelerato o il pianto, meritano di essere comprese nel loro significato e non semplicemente combattute. Se questa difficoltà dovesse continuare o diventare frequente, parlarne con uno psicologo-psicoterapeuta potrebbe aiutarti a interrompere questo circolo e a recuperare un rapporto più sereno e naturale con il sonno. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta
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Buon pomeriggio, da quello che racconta sembra che il problema non sia più solo il sonno, ma l'ansia di non riuscire a dormire. Il fatto che descriva il cuore che accelera, la preoccupazione crescente e persino il pianto suggerisce che il suo organismo entri in uno stato di allerta proprio quando, invece, dovrebbe rilassarsi. Più si sforza di addormentarsi, più aumenta l'attivazione e il sonno si allontana. La buona notizia è che questo meccanismo si può interrompere. Più che cercare di costringersi a dormire, è utile lavorare sul rapporto con il sonno: accettare che qualche notte difficile possa capitare senza interpretarla come l'inizio di un nuovo periodo di insonnia. Una singola notte andata male non significa che il problema stia necessariamente tornando. Se questa difficoltà dovesse persistere o ripresentarsi con frequenza, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo che si occupi di ansia e insonnia. Un caro saluto
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