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Esperienze

Nutro da sempre una marcata inclinazione per le tematiche legate alla psicologia e provo il desiderio di approfondirne i contenuti fino a indagarne gli aspetti più sottili.

Considero lo studio della mente umana l’efficace mezzo per raggiungere il benessere dell’individuo, finalizzato al miglioramento generale della salute psicofisica della persona.

Il mio percorso di studi si è delineato inizialmente nell’ambito della psicologia del lavoro e delle organizzazioni, per poi costruire e sviluppare competenze sulle tecniche di regolazione e di riequilibrio psicofisico, sul benessere personale e sul rilassamento integrato mente-corpo. Un grande contributo mi è fornito dalla mia esperienza di istruttore sportivo, pratica che considero un mezzo significativo per coltivare consapevolezza, disciplina interiore, centratura e gestione delle emozioni, con un approccio attento all’unità e all’interazione sinergica tra mente e corpo.

Il mio percorso si è arricchito dapprima con un Master universitario post laurea in Psicologia dello Sport e poi con un master di II livello in ipnosi, che mi ha consentito di approfondire l’utilizzo di strumenti efficaci per l’accesso e la regolazione dei processi mentali più profondi.

Attualmente sto completando un ulteriore percorso di specializzazione in psicoterapia attraverso le tecniche immaginative di analisi e ristrutturazione del profondo finalizzate all’esplorazione e alla rielaborazione delle dinamiche mentali.

Il mio approccio è olistico, centrato sulla persona intera, corpo e mente, non unicamente finalizzato alla riduzione o scomparsa del disagio ma orientato a comprendere insieme come si funziona, dare senso alle proprie esperienze e ritrovare un equilibrio personale più profondo.

Il percorso che propongo è uno spazio di ascolto e di lavoro condiviso, orientato al benessere relazionale e personale, al riconoscere i propri bisogni, a scoprire e valorizzare le proprie risorse, ad attraversare con maggiore consapevolezza le diverse fasi della vita e ad affrontare le difficoltà quotidiane con strumenti nuovi.

In fondo, il cuore del lavoro è accompagnare una persona verso una condizione nella quale possa stare il meglio possibile, momento per momento.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Ipnoterapia

Aree di competenza principali:

  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia sportiva
  • Psicologia del benessere

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  • Orientamento scolastico

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  • Superamento di eventi traumatici

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  • Sostegno psicologico

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  • Sostegno alla genitorialità

    70 €

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Gian Artemio Raimondi
Studio Dottor Raimondi

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2 recensioni

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  • K

    Kornelia Giuliano

    Non possiamo che esprimere la nostra più sincera gratitudine per il supporto ricevuto. Fin dal primo incontro ci siamo sentiti accolti con grande gentilezza, professionalità e umanità. Ha saputo mettere nostra figlia completamente a suo agio, creando un ambiente sereno e sicuro in cui si è sentito ascoltato e compreso. Grazie alla sua competenza, sensibilità e pazienza, ci ha aiutato tantissimo in un momento importante del nostro percorso. È un professionista che lavora con il cuore, sempre disponibile, empatico e attento alle esigenze sia dei bambini che delle loro famiglie.
    Lo consigliamo senza alcun dubbio a chiunque cerchi uno psicologo per bambini preparato, accogliente e capace di fare davvero la differenza. Grazie di cuore per tutto quello che ha fatto per noi.
    Kornelia e Giuliano

     • Studio Dottor Raimondi consulenza psicologica  • 

    Dott. Gian Artemio Raimondi

    Ringrazio sentitamente per la recensione che mi avete voluto regalare.
    Un caro saluto.
    Gian Artemio Raimondi


  • M

    MDF

    approccio accogliente, il Dottor Raimondi mi ha aiutata a fare chiarezza dentro di me e ad acquisire strumenti per gestire le mie difficoltà.

     • Studio Dottor Raimondi mindfulness  • 

    Dott. Gian Artemio Raimondi

    Ringrazio!
    Un caro saluto.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

buongiorno. da mesi ho problemi ad addormentarmi. il problema ha iniziato a presentarsi prima di del

buongiorno. da mesi ho problemi ad addormentarmi. il problema ha iniziato a presentarsi prima di delle gare (svolgo atletica di resistenza a livello di dilettantistico ma questo hanno avuto molte gare.) inizialmente, pensavo che fosse semplicemente per l'ansia. succedeva che non riuscivo a dormire anche se ero stanca e alla fine mi addormentavo molto tardi anche tre quattro del mattino riuscendo a dormire anche meno di un'ora.
all'inizio era una volta ogni tanto poi aveva iniziato a diventare una due volte a settimana come un appuntamento fisso.
io avevo sonno e tutto però a un certo punto era come se iniziasse a battermi forte il cuore iniziassi a preoccuparmi tantissimo, molte volte anche a piangere senza motivo.
anche comunque le sere in cui riuscivo a scacciare il pensiero di preoccupazione nei confronti del sonno comunque iniziava a venirmi l'ansia.
bevevo ogni sera la camomilla, ma non funzionava sempre.
avevo poi iniziato a prendere il magnesio su consiglio della mia allenatrice e il problema era migliorato.
con l'estate e quindi lo stop delle gare il problema sembrava essere rientrato, ma adesso è tornato in forma diversa.
per tre giorni ho fatto molta fatica ad addormentarmi dormendo poche ore a notte, ieri, sarebbe il quarto giorno, ho ancora fatto fatica a dormire, però alla fine ci sono riuscita e ho dormito un po' di ore, quasi sette penso.
oggi ovviamente mi sento ancora stanca e ho il mal di testa.
la mia paura però è principalmente di rientrare nel circolo vizioso di associare il sonno a uno stress a qualcosa di brutto invece che a qualcosa che serve per vivere.
come posso fare per far passare questa ansia nel confronti del sonno?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Gian Artemio Raimondi

Buongiorno. Le posso rispondere da psicologo dello sport. Forse all’inizio poteva anche essere un eccessivo stato di attivazione fisiologica pre-gara, una ansia di stato dovuta alla importanza dell’evento sportivo del giorno dopo. E’ assolutamente possibile che lo stress della competizione finisca per interferire con il sonno. Mi sembra però che, ora, si sia attivata una forte ansia legata al sonno stesso e al suo manifestarsi o meno. Così potrebbe essere che dopo notti complicate lei abbia cominciato ad associare il mettersi a letto con il fatto di non dormire, e la necessità conscia di dover dormire abbia alimentato ulteriore attivazione fisiologica, in un circolo vizioso. Tendenzialmente quando si cerca di controllare il sonno in realtà lo si allontana. Esistono alcune regole come il mantenere un orario di risveglio regolare anche se si è andati a dormire tardi; andare a letto quando si avverte sonnolenza; se non si addormenta si alzi e faccia altro (di poco attivante) e poi torni a letto; non controlli sempre l’orologio; se ha pensieri per il giorno dopo li scriva prima di coricarsi così assegna loro lo spazio della sera e non quello della notte; provi a fare respirazioni lente con la fase di espirazione molto lunga ecc…… Io comunque consiglio un approfondimento con il medico e con lo psicologo dello sport …. ad esempio circa orari e intensità degli allenamenti, alimentazione (caffeina, bevande energetiche e integratori), restrizioni alimentari, variazioni ormonali, ciclo mestruale, sintomi ansiosi diurni, russamento, gambe agitate, ecc…. L’intervento dovrebbe concretizzarsi nell’evitare uno sforzo volontario nel tentativo di addormentamento, nel limitare il controllo continuo delle reazioni corporee e nel ridurre o eliminare i pensieri circa la negatività della notte in relazione al sonno. Il rilassamento di jacobson (corpo-mente) o la mindfulness (mente-corpo) possono aiutare.


BUONGIORNO MI SONO INNAMORATA DELLA MIA AMICA. ABBIAMO FATTO IL PASSO DI DICHIARARLO ALLE NOSTRE FAM

BUONGIORNO MI SONO INNAMORATA DELLA MIA AMICA. ABBIAMO FATTO IL PASSO DI DICHIARARLO ALLE NOSTRE FAMIGLIE E CI SIAMO MESSE INSIEME. DOPO MESI HO SCOPERTE FOTO FATTE CON L'EX MARITO AD EVENTI FORMALI DI CUI IO ERO AL CORRENTE ME CHE LEI HA PRONTAMENTE OMESSO DI FARMI VEDERE.
ALLE MIE RICHIESTE DI CHIARIMENTI LEI SI DIFENDE DICENDO CHE PER LEI NON AVEVANO VALORE AFFETTIVO, FATTE PER RICHESTE DI ALTRI E QUINDI NON INDISPENSABILI DA FARMI VEDERE.
SOSTIENE INOLTRE CHE MI PONGO TROPPI PROBLEMI PER QUESTE COSE E CHE DOVREI SORVOLARE PERCHE LEI HA FATTO LA SCELTA DI STARE CON ME.
ADESSO FACCIO FATICA A RIACQUISTARE LA PIENA FIDUCIA IN LEI PERCHE CREDO SEMPRE CHE MI NASCONDA QUALCOSA.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Gian Artemio Raimondi

Buonasera. Premetto che da queste poche parole non è possibile trarre alcuna conclusione e che sarebbe necessario approfondire tutto attraverso più colloqui e una dettagliata anamnesi. Tuttavia noto che questi fatti provocano sofferenza e così provo a individuare alcuni spunti di riflessione da condividere con lei. Per qualche motivo, lei potrebbe essere una persona piuttosto insicura e, per questo motivo, cerca delle rassicurazioni. La compagna pensa che queste rassicurazioni cercate siano eccessive rispetto ai fatti reali e minimizza. Questo in lei non genera rassicurazione ma invece aumenta la necessità di controllo, la richiesta di chiarimenti e il dubbio… un cane che si morde la coda, una dinamica circolare senza uscita. Ma la rottura della fiducia in seguito alla omissione dei fatti è una reazione proporzionale ai fatti stessi? Davvero ci sarebbe altro che la compagna nasconde oppure la sua vigilanza è eccessiva? Di certo è che una cosa che per la compagna è irrilevante, per lei invece è fondamentale. Qui vengono messe in gioco le regole implicite della coppia: cosa va detto, cosa può restare privato, che cosa è e come si determina una omissione davvero importante? La compagna sottovaluta il percepito della partner e questo anziché sminare il terreno, lo rende per lei ancora più insidioso. Da clinico avrei qualche interesse nel sapere se questa diffidenza era anche precedente al fatto e se si era manifestata anche in altre relazioni passate. L’ex marito della compagna è percepito come rivale affettivo? La partner ha omesso altre cose in passato? Lei come reagisce di solito nelle situazioni di incertezza? ecc….. Certo che alimentare un clima di fiducia non significa sorvolare sulle cose ma nemmeno mettere in atto controlli e sospetti eccessivi…. La ferita le genera ulteriore ansia che potrebbe facilmente generare ulteriore sospetto e la minimizzazione della partner non aiuta. Aiuterebbe confrontarvi davvero su ciò che sentite dentro quando accadono queste cose e cominciare a delineare delle regole implicite della coppia che rendano chiari i confini tra ciò che i membri della coppia possono o non possono fare….


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