Ho un problema, ho effettuato un percorso di psicoterapia per circa 7 anni, (non continui, periodi d

3 risposte
Ho un problema, ho effettuato un percorso di psicoterapia per circa 7 anni, (non continui, periodi dove stavo meglio ecc..). Anche se nella vita pratica non ho effettuato i cambiamenti sperati, a livello emotivo sentivo di aver trovato "un porto sicuro" dove esplorare la mia vita e le emozioni con serenita' e intesa. Il terapeuta, seppur c'era qualcosa che faceva un po' stortare il naso ogni tanto, mi e' sempre sembrato "bravo" e disponibile, anche perche' mi e' persino venuto incontro economicamente non poco, riducendo il prezzo della seduta. Nell'ultimo periodo pero' le cose erano cambiate molto, lui mi sembrava cambiato in peggio, io uscivo peggio invece che meglio alla fine di ogni seduta. Ho cercato di parlarne con delicatezza ma non si e' mai voluto mettere in discussione. Sento che la sua idea, avendo molti pazienti, fosse quella di scaricarmi per prendere qualcuno che potesse pagare a prezzo pieno (questo l'ho capito per motivi che ora non posso spiegare), e per fare questo, non ha affrontato direttamente il problema con me, ma ha messo in moto tutta una serie di comportamenti inaccettabili (ignorare ripetutamente i messaggi per prenotare le sedute, anche di settimane o mesi, e molti altri ecc..), in modo da cercare di farmi allontanare volontariamente invece di prendersi la responsabilita' di essere quello che mi ha abbandonato, in caso di gesti autolesionistici (che non ho mai avuto, ma era un periodo veramente dove ero con le spalle al muro). Ha inventato scuse non credibili ecc... ora, essendomi venuto a mancare un porto sicuro, ho cercato altri terapeuti, avrei voluto affrontare l'argomento con loro come una cosa qualsiasi, come un lutto, la fine di una relazione qualsiasi, ma e' come se ci fosse una sorta di omerta', di difesa del collega, di non volere esporsi, perche' il rischio e' che magari io possa dire a lui, che un altro collega mi ha "dato ragione". Rischio non esistente ovviamente. Quindi mi ritrovo con la necessita' di elaborare la situazione come una relazione qualsiasi, e sembra che il professionista non abbia il coraggio di sbilanciarsi su di un altro professionista, e inoltre mi sembra di passare per quello che "se ti ha mollato e' perche' avrai qualcosa tu che non va, non lui, che e' un professionista"... c'e' difficolta' a mettere in discussione l'operato altrui, e questo porta a cercare di scusare tutti i comportamenti non professionali ed etici che sono stati messi in atto. Mi vengono dette cose banali e generiche "forse il suo terapeuta pensava che lei fosse pronto per farcela da solo" e cose del genere. Cosa che io avrei accettato tranquillamente se mi fosse stato fatto un discorso di chiusura di questo tipo. Ma questo non e' avvenuto, quindi mi trovo in un vicolo cieco. Che ne pensate? Grazie a tutti.
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, non è facile rispondere alla sua domanda perchè naturalmente lei riporta la dinamica per come l'ha vissuta e compresa dal suo punto di vista - ovviamente valido - ma inevitabilmente parziale (forse anche per la necessità di scrivere in poche righe ciò che è avvenuto in tanto tempo). Mi domando più che altro come mai senta il bisogno che un altro terapeuta le dia ragione o prenda le sue parti ai danni dell'altro terapeuta. Credo che a prescindere da ciò che è avvenuto, sia importante comprendere come lei l'ha vissuto e provare ad elaborare quello che per lei è stato un abbandono e forse anche un'ingiustizia o un tradimento. Un saluto, Dott.ssa Bonomi

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Dott.ssa Alessandra Domigno
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno,

comprendo le sue parole e mi dispiace che stia vivendo questo dolore di separazione e questa frustrazione quasi di non esser compreso abbastanza. Forse la sua ricerca di un nuovo psicoterapeuta ancora deve proseguire. Sono certa che in un dato momento troverà il professionista che le corrisponderà e avrà la possibilità di riniziare un nuovo lavoro. Un cordiale saluto. Dott.ssa Alessandra Domigno
Dott.ssa Maria Teresa Santoro
Psicologo, Psicologo clinico
Palo del Colle
Buongiorno a lei.
Mi permetto di chiedere una cosa: lei, vuole superare il problema emotivo? per superarlo, non è assolutamente necessario dover in qualche modo giudicare l'operato di un collega. Poichè al di là del collega, chiunque esso sia, lei deve affrontare il suo malessere emotivo dalla radice. Per cui, cerchi un altro terapeuta, ma con il solo scopo di gestire il suo malessere. Le auguro davvero un buon cammino.

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