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Esperienze

Sono la Dott.ssa Irene Canulli, psicologa e psicoterapeuta in formazione. Nel mio lavoro accolgo adolescenti, giovani adulti e adulti che attraversano momenti complessi, come ansia, depressione, disagio adolescenziale e giovanile, dipendenze o periodi di cambiamento e passaggi delicati della vita, quali lutti, separazioni, nascita di un figlio, trasferimenti, perdita del lavoro o pensionamento. Offro uno spazio sicuro e senza giudizio in cui comprendere ciò che si sta vivendo e aprire nuove possibilità di cambiamento, attraverso un lavoro che integra emozioni, pensieri e dimensione corporea.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Urbino nel 2016. Ho approfondito un approccio che integra mente e corpo conseguendo nel 2022 il Master in Somatic Competence Therapy presso l’Istituto di Psicosomatica Integrata di Milano e nel 2023 mi sono formata come Facilitatrice Mindfulness presso Mindfulness Educators di Firenze. Attualmente frequento il terzo anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia presso l’Università degli Studi di Torino.

Dal 2024 collaboro come psicoterapeuta specializzanda presso il Servizio di Cure Primarie dell’ASL della Città di Torino. In precedenza ho lavorato nell’ambito delle dipendenze da sostanze e comportamentali, come la dipendenza affettiva e il disturbo da gioco d’azzardo, esperienze che mi hanno insegnato quanto dietro ogni sintomo vi sia una storia che merita ascolto e rispetto.

Ricevo a Torino presso lo Studio di Psicoterapia Talea, in Corso Quintino Sella 99.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia della salute
  • Psicosomatica

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Irene Canulli
Studio Talea

Corso Quintino Sella, 99a, Torino 10131

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8 recensioni

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  • G

    Mi sono trovata benissimo ed a mio agio e mi ha aiutato tantissimo in un periodo difficile. Grazie al suo ascolto e alla sua empatia mi ha dato gli strumenti per affrontare meglio le mie difficoltà. Grazie

     • Consulenza online consulenza online  • 

    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie infinite Giuliana


  • A

    La dottoressa ha una grande capacità di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Il suo ascolto profondo e attento mi ha aiutato ad aprirmi con serenità e a lavorare concretamente sulle mie difficoltà. Mi sono sentito accolto e compreso durante tutto il percorso

     • Studio Talea psicoterapia  • 

    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie!


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    Mi sono trovata molto bene, mi sono sentita a mio agio più di altre volte

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie


  • M

    Mi sono trovato molto bene con la dottoressa Canulli perché mi ha saputo subito prendere dal giusto verso trattandosi con apprensione e mi ha aiutato molto nelle mie difficoltà emotive,tirandomi fuori comunque quelle cose che nn sono mai riuscito a capire da me ...

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie Michele


  • G

    C è stata subito una forte empatia con la Dott.ssa e ad oggi, dopo quasi un anno, posso dire che il percorao con lei è stato il più costrurtivo e solido di tutta la mia vita, ha saputo ascoltarmi e guidarmi in un cammino tra le mie paure e i miei demoni e ha saputo con professionalità e pazienza tirare fuori quello che opprimeva il mio cuore e la mia mente.
    Non la ringrazierò mai abbastanza per questo.

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie infinite


  • G

    La dottoressa è molto sensibile e comprensiva e sa mettersi nei panni degli altri,capace di ascolto profondo,attenta alle emozioni

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie di cuore Giuseppe


  • A

    Dottoressa molto cordiale e molto disponibile,la consiglio vivamente

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie mille Anna Maria.


  • V

    Ho trovato in questa psicologa una persona molto empatica, professionale e capace di mettere davvero a proprio agio. Mi sono sentita ascoltata senza giudizio e rispettata nei miei tempi. Il percorso con lei mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa e alcune difficoltà della mia vita. Lo consiglio sinceramente a chi cerca un professionista serio e umano

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    Dott.ssa Irene Canulli

    Grazie di cuore Valentina


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 20 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao sono una ragazza di quai17 anni, sono cambiata totalmente qualche anno fa', quando è venuta a mancare mia nonna, da li sono iniziati i miei primi attacchi di ansia, mi venivano ogni notte, al talpunto di dormire pochissime ore, da li non riesco a superare la paura della morte, e la morte di mia nonna, che da quasi 4 anni a questa parte non sono riuscita a parlarne con nessuno, oltre a questo è peggiorato il rapporto con i miei genitori, mia madre non è più la stessa, non credo che mi abbia mai capita, è un continuo litigare, quando sbaglia lei non chiede mai scusa, ma trova delle giustificazioni, e alla fine faccio finta di niente come se non fosse successo nulla, e questo mi crea tanto stress e mi dispiace tanto perché non ritrovo più la mamma di quando ero piccola. Sono sempre stata una ragazza molto scherzosa, ironica e quella che fa ridere gli altri, ma al contrario di quando ero una bambina sono diventata una persona molto sensibile, piango appena litigo con i miei genitori, appena mio padre mi alza la voce su determinati argomenti (ma non capita solo con mio padre),questo mio aspetto non l'ho mai mostrato a nessuno, come se io fossi una persona quasi insensibile e quasi menefreghista(perché tendo a nascondere questa mia fragilità) inoltre tendo a provare molta timidezza con persone con cui non ho confidenza e ciò non mi fa stare male, perché tendo a mascherare tutto il mio carattere e il mio modo di fare. Oltre a questo ho sempre avuto grandi problemi di fiducia, da quando ero piccola, non mi sono mai fidata di nessuno, non riesco a vedere fiducia negli altri, a parte una persona al quale riesco a confidarmi, ma anche con lei ho sempre la paura di non potermi fidare al 100%, in compenso oltre a essere una persona scherzosa, so ascoltare e aiutare le mie amiche in momenti meno belli e sono molto empatica. Sto passando un periodo difficile, come per es. a scuola ho degli argomenti da recuperare, oppure nuovi argomenti da studiare, e quando sono a scuola sento la voglia di fare, di dire "arrivo a casa e mi metto a studiare", ma una volta tornata a casa non riesco a sedermi nella scrivania, mi sento demoralizzata e tendo a dormire tutta la sera oppure a usare il telefono, come se fossi sempre stanca, scrivo ciò per una risposta a tutto questo, e perché non so se è il caso di rivolgermi a una/o piscologa/o in quanto io sia ancora "piccola" e magari è solo una fase adolescenziale. Grazie mille per l'attenzione.

Ciao, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale e delicato.
Da quello che racconti si percepisce quanto tu stia portando dentro da tempo: la perdita di tua nonna, l’ansia, la paura della morte, le difficoltà in famiglia, la fatica a fidarti.
La perdita di una persona cara, soprattutto se significativa, può lasciare un segno profondo. Gli attacchi d’ansia, la paura della morte e il fatto di non essere ancora riuscita a parlarne con qualcuno fanno pensare che quel dolore sia rimasto in parte “bloccato”, senza avere uno spazio per essere elaborato. Col tempo, questo può diventare sempre più pesante.
Il sentirsi non compresa, trattenere ciò che provi e far finta di niente dopo i litigi sono tutte esperienze che, nel tempo, possono generare molta tensione emotiva. In questo contesto, la tua sensibilità non è affatto un problema, ma una risorsa preziosa; semplicemente, sembra che al momento tu non senta di avere uno spazio sicuro in cui poterla esprimere. È anche comprensibile che tu abbia sviluppato quello che descrivi come un “doppio lato”: da una parte solare e ironica, dall’altra più fragile e nascosta. È qualcosa che molte persone vivono, soprattutto quando sentono il bisogno di proteggere le proprie emozioni. Anche le difficoltà di fiducia possono nascere proprio da qui, da esperienze in cui non ci si è sentiti visti o compresi fino in fondo.
In questo senso, la fatica nello studio e la mancanza di energie che descrivi possono essere collegate a tutto questo: quando si è emotivamente stanchi o appesantiti, è normale avere più difficoltà a concentrarsi e trovare motivazione, come se gran parte delle energie fosse impegnata a gestire ciò che si prova.
Rispetto alla tua domanda: no, non sei “troppo piccola” per rivolgerti a una psicologa o a uno psicologo, se senti questo bisogno. Non è necessario “stare malissimo” per iniziare un percorso: a volte basta accorgersi, come stai facendo tu, che qualcosa dentro ha bisogno di essere compreso e alleggerito. Un percorso psicologico potrebbe offrirti uno spazio tutto tuo, dove poter parlare liberamente di tua nonna, delle tue paure, delle emozioni che tieni nascoste e anche delle difficoltà con i tuoi genitori.
Non c’è nulla di sbagliato in te: stai attraversando qualcosa di complesso e stai cercando di affrontarlo con le risorse che hai.

Dott.ssa Irene Canulli

Salve, volevo un opinione. Cercherò di essere breve. Sono 4 anni circa che faccio terapia. Con la mia dottoressa mi sono sempre trovata bene. Infatti le ho voluto un bene Dell anima. E ho sempre avuto fiducia in lei. A lei ho aperto il mio cuore
Le ho confidato tutto, anche le cose più intime. Pero pensavo che x come ci fossi andato da lei 4 anni fa, e x come sto messo adesso, un po si affezionasse a me. Invece ho notato il contrario ci sono stati episodi che mi hanno fatto pensare che x lei ero uno scoccio e un numero da poter incastrare nei suoi orari . Forse siccome ho qualche altro problema purtroppo, credo di essere stato molto ossessivivo con lei x una cosa che Nn mi poteva aiutare. X questo mi sono sentito abbandonato, xche quando cercavo un appiglio nel monento più buio, ho trovato la sua porta chiusa. Molte volte Nn rispondeva ai messaggi, e se li faceva, andava subito al sodo, In Seduta certe volte sembrava annoiata, qualche vita mi dava gli appuntamenti, certe volte li spostava con poco preavviso, oppure Nn si faceva sentire x mesi., neanche x chiedere "cmsta? Nonostante sapesse le mie difficoltà di salute e non. Ora le ho scritto un sms, spunmtandoke la mia rabbia una fiducia che è venuta a mancare da parte mia. Ho sbagliato secondo voi. Grazie

Gentile utente,
quando si fa un percorso lungo, in cui ci si mette a nudo e si affidano all’altro parti molto profonde di sé, è inevitabile creare un legame importante. Non credo abbia sbagliato a dirle ciò che prova, forse il modo può essere stato carico emotivamente, ma anche questo parla della sofferenza che stava vivendo. In terapia non dovrebbero esserci solo le parti educate o controllate: anche la rabbia, il senso di abbandono, la delusione hanno diritto di esistere.
Allo stesso tempo, può essere utile capire una cosa che spesso in terapia è difficile da accettare emotivamente: il terapeuta prova coinvolgimento e partecipazione, ma mantiene anche dei confini professionali. Non perché il paziente “conti poco”, ma perché il ruolo del terapeuta è diverso da quello di un amico, di un partner o di una persona di famiglia. Per esempio, non tutti i terapeuti rispondono ai messaggi, cercano il paziente nei periodi di silenzio o riescono ad essere disponibili fuori dagli spazi concordati. A volte questo serve proprio a proteggere il percorso terapeutico e a non creare una dipendenza affettiva troppo forte.
Il problema nasce quando questi confini vengono percepiti come freddezza, distanza o disinteresse, soprattutto da chi sta vivendo momenti molto fragili e avrebbe bisogno di sentire una presenza più continua. E quel dolore è reale, non sbagliato.
Credo che la cosa più importante ora sia capire se questa relazione terapeutica riesce ancora a farla sentire accolto, ascoltato e compreso nei suoi bisogni più profondi. E parlarne apertamente, anche quando è difficile, può essere un passaggio molto importante del percorso.

Dott.ssa Irene Canulli
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