Esperienze
Ho sempre avuto un forte interesse per la psicologia e per la mente umana. Ricordo che durante la prima settimana del primo liceo scrivevo già che da grande avrei voluto fare la psicologa. Da quel momento ho sempre lavorato per raggiungere questo sogno.
Nella mia attività mi occupo di adolescenti e adulti, concentrandomi su aree come ansia, gestione delle emozioni, relazioni interpersonali, autostima e perfezionismo. Aiuto i miei pazienti a sviluppare consapevolezza emotiva e strategie concrete per affrontare le sfide personali, migliorando la qualità della loro vita e delle loro relazioni.
Credo fortemente in un lavoro collaborativo tra terapeuta e paziente. Noi terapeuti possediamo il sapere teorico e pratico utile al benessere del paziente, ma il paziente è il vero esperto di se stesso e del proprio sentire. Ciò che posso fare è mettermi a disposizione per accompagnarlo in un percorso di crescita verso il raggiungimento del benessere.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia della salute
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Disturbo d'ansia generalizzato
- Disturbi dell'umore
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Psicoterapia individuale
60 € -
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Mindfulness
60 € -
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Primo colloquio individuale
60 € -
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Indirizzi (3)
Via della Torretta, 14, Firenze 50137
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Via Bonifacio Lupi, 14, Firenze 50129
Disponibilità
Pagamento online
Accettato
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Recensioni
7 recensioni
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L
Luca
Puntuale, disponibile, professionale ed empatica. Un approccio che ti porta ad aprirsi e sentirsi sicuri senza però perdere di vista l'obbiettivo della terapia.
• StudioIn • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Marta Floridi
Grazie Luca. Mi fa molto piacere leggere che hai vissuto il percorso in questo modo, è proprio l'equilibrio che cerchiamo nel lavoro terapeutico.
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P
P.
Mi sono rivolto alla Dott.ssa Floridi per un problema di ansia che mi portavo dietro da anni. Fin dal primo colloquio mi sono sentito accolto e a mio agio. Il suo approccio è concreto e strutturato, e questo mi ha aiutato molto. La consiglio vivamente.
• Centri Clinici Tages • colloquio psicologico •
Dott.ssa Marta Floridi
Grazie per le sue parole. Sono felice che abbia trovato nel nostro lavoro insieme un approccio utile e uno spazio in cui sentirsi a proprio agio.
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G
Giacomo Cecchi
Il colloquio é stato tranquillo e molto interessante.
• Centri Clinici Tages • colloquio psicologico •
Dott.ssa Marta Floridi
Grazie mille Giacomo! Leggere queste parole fa sempre molto piacere. Sono felice che il colloquio sia stato un’esperienza positiva. A presto :)
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L
L.C.
Persona molto professionale ,corretta da consigliare
• Centri Clinici Tages • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Marta Floridi
É stato un piacere lavorare insieme e vedere gli enormi progressi fatti durante il percorso!
Ti ringrazio per la fiducia che hai riposto in me
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S
S.m.
Esperienza positiva.
Lo studio facile da trovare nuovo e molto accogliente.
Sempre puntuale.
Pagamento facile con pos.
La dottoressa Marta è molto preparata, accogliente, empatica e professionale.
Percorso riuscito, consigliatissima.
• Centri Clinici Tages • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Marta Floridi
È stato un vero piacere affrontare questo percorso insieme! Grazie per la fiducia
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A
A.L.
Sono molto soddisfatta dell’esperienza avuta con la dottoressa Floridi. È stata subito disponibile a venire incontro alle mie esigenze e non mi sono mai sentita giudicata.
• Online • consulenza online •
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F
F.
La dottoressa Floridi si è mostrata da subito disponibile e attenta. Ha saputo fin da subito mettermi a mio agio e mi sono sentita accolta. La consiglio assolutamente!
• Online • consulenza online •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 33 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ho un problema, ho effettuato un percorso di psicoterapia per circa 7 anni, (non continui, periodi dove stavo meglio ecc..). Anche se nella vita pratica non ho effettuato i cambiamenti sperati, a livello emotivo sentivo di aver trovato "un porto sicuro" dove esplorare la mia vita e le emozioni con serenita' e intesa. Il terapeuta, seppur c'era qualcosa che faceva un po' stortare il naso ogni tanto, mi e' sempre sembrato "bravo" e disponibile, anche perche' mi e' persino venuto incontro economicamente non poco, riducendo il prezzo della seduta. Nell'ultimo periodo pero' le cose erano cambiate molto, lui mi sembrava cambiato in peggio, io uscivo peggio invece che meglio alla fine di ogni seduta. Ho cercato di parlarne con delicatezza ma non si e' mai voluto mettere in discussione. Sento che la sua idea, avendo molti pazienti, fosse quella di scaricarmi per prendere qualcuno che potesse pagare a prezzo pieno (questo l'ho capito per motivi che ora non posso spiegare), e per fare questo, non ha affrontato direttamente il problema con me, ma ha messo in moto tutta una serie di comportamenti inaccettabili (ignorare ripetutamente i messaggi per prenotare le sedute, anche di settimane o mesi, e molti altri ecc..), in modo da cercare di farmi allontanare volontariamente invece di prendersi la responsabilita' di essere quello che mi ha abbandonato, in caso di gesti autolesionistici (che non ho mai avuto, ma era un periodo veramente dove ero con le spalle al muro). Ha inventato scuse non credibili ecc... ora, essendomi venuto a mancare un porto sicuro, ho cercato altri terapeuti, avrei voluto affrontare l'argomento con loro come una cosa qualsiasi, come un lutto, la fine di una relazione qualsiasi, ma e' come se ci fosse una sorta di omerta', di difesa del collega, di non volere esporsi, perche' il rischio e' che magari io possa dire a lui, che un altro collega mi ha "dato ragione". Rischio non esistente ovviamente. Quindi mi ritrovo con la necessita' di elaborare la situazione come una relazione qualsiasi, e sembra che il professionista non abbia il coraggio di sbilanciarsi su di un altro professionista, e inoltre mi sembra di passare per quello che "se ti ha mollato e' perche' avrai qualcosa tu che non va, non lui, che e' un professionista"... c'e' difficolta' a mettere in discussione l'operato altrui, e questo porta a cercare di scusare tutti i comportamenti non professionali ed etici che sono stati messi in atto. Mi vengono dette cose banali e generiche "forse il suo terapeuta pensava che lei fosse pronto per farcela da solo" e cose del genere. Cosa che io avrei accettato tranquillamente se mi fosse stato fatto un discorso di chiusura di questo tipo. Ma questo non e' avvenuto, quindi mi trovo in un vicolo cieco. Che ne pensate? Grazie a tutti.
Quello che ha vissuto è una perdita reale, non solo di un terapeuta, ma di un luogo in cui si sentiva al sicuro. E il fatto che questa perdita sia avvenuta in modo confuso e non elaborato rende tutto più difficile da metabolizzare.
La frustrazione nei confronti dei nuovi professionisti è comprensibile. Una spiegazione più precisa per la loro cautela, però, ha a che fare con il codice deontologico: esprimersi sull’operato di un collega, anche in modo indiretto, è qualcosa che i professionisti della salute mentale sono tenuti ad evitare. Non si tratta di omertà o di difesa corporativa, ma di un vincolo etico preciso, che esiste anche a tutela dei pazienti, poiché giudicare il lavoro altrui senza conoscerne il contesto completo può fare più danno che bene.
Questo, però, non significa che la sua esperienza non possa diventare oggetto di lavoro terapeutico. La rottura in sé è qualcosa su cui vale la pena lavorare, indipendentemente da come si è arrivati fin qui. Un nuovo professionista può accompagnarla in questo senza dover valutare il collega. Se non ha ancora trovato qualcuno con cui sentirsi a proprio agio, vale la pena continuare a cercare, il primo colloquio serve anche a capire se c’è la giusta sintonia.
Ciao a tutti. Vorrei avere dei pareri in merito alla situazione che sto vivendo. Sono stata lasciata dal mio ormai ex fidanzato, da 2 mesi dopo una relazione di 6 anni. Tra le varie motivazioni, la fine del sentimento. Il primo mese ho cercato di avere un confronto con lui ma l'ho trovato molto freddo nei miei confronti. Mi ha detto che è stata una scelta sofferta e che a distanza di 1 mese non sentiva la mia mancanza che non mi pensava e dovevo aprirmi a nuove conoscenze. Ho trovato queste parole molto strane avendo passato parte della nostra vita insieme, specie dopo solo 1 mese dalla fine. Per questo mi è sembrato come se indossasse delle maschere per non soffrire e per convincere più se stesso ad andare avanti. Mi è stato detto inoltre che non tornerebbe nemmeno se si accorgesse di provare ancora qualcosa per non soffrire. Ci sono state diverse litigate all'interno della relazione gestite in maniera contrastante, lui la parte razionale, io purtroppo, quella sentimentale. Ho trovato spesso dei muri da parte sua. Nonostante questo ho notato che continuava ad osservare la mia vita attraverso i social così ho affrontato il discorso e ho chiesto il perché di questo. La sua risposta è stata che mi osservava come osservava una persona qualunque, quindi suppongo con indifferenza e che, se questo poteva creare in me delle illusioni non lo avrebbe più fatto. È stato così per un periodo ma ora ho notato che il suo nome è tornato a spuntare di nuovo tra le visualizzazioni delle mie storie. Trovo questo molto incoerente. Vorrei avere dei pareri su cosa si nasconde dietro questo suo comportamento. Ringrazio tutti in anticipo per le risposte.
Due mesi dopo la fine di una relazione di sei anni, è naturale cercare di dare un senso a tutto, anche ai comportamenti dell’altro, anche ai segnali più piccoli.
Il problema è che il comportamento che descrive si presta a molte letture diverse, e nessuna di esse è verificabile dall’esterno. Potrebbe esserci ambivalenza, potrebbe essere abitudine, potrebbe non esserci alcuna intenzione particolare. Cercare una spiegazione certa in questi casi è comprensibile, ma raramente porta a una risposta che soddisfi davvero. Ciò che emerge con chiarezza, invece, è che lei è ancora molto dentro questa storia e ha tutto il diritto di esserlo. Sei anni non si elaborano in poco tempo. Forse più che capire lui, in questo momento potrebbe essere utile darsi lo spazio per stare con quello che sente lei. Se questo periodo risulta difficile da attraversare, un supporto psicologico può aiutarla a elaborare la fine di questa relazione con più calma.
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