Esperienze
Sono Laura Sapone, psicologa clinica a indirizzo sistemico relazionale.
Accompagno individui, coppie e famiglie in percorsi di cura e consapevolezza, con uno sguardo attento alla storia di ciascuno e alle relazioni che ne fanno parte.
Credo profondamente che ogni persona possieda dentro di sé risorse preziose, a volte dimenticate, altre volte mai riconosciute. Nel percorso terapeutico non mi pongo come colei che “insegna” qualcosa dall’esterno, ma come una presenza che aiuta a riportare alla luce ciò che è già presente: capacità di resilienza, intuizioni, desideri, possibilità rimaste inascoltate. Anche nei momenti di maggiore fatica esistono parti vitali che attendono di essere viste e valorizzate.
Il mio lavoro si fonda su una prospettiva sistemico-relazionale: considero l’individuo non come isolato, ma immerso in una rete di legami e significati. Ogni sintomo, ogni difficoltà, ogni silenzio racconta qualcosa di più ampio e trova senso all’interno delle relazioni. Per questo, quando lavoro con coppie e le famiglie, mi prendo cura delle connessioni, dei dialoghi interrotti, delle emozioni che cercano spazio.
Attribuisco grande valore alla relazione terapeutica come luogo sicuro, autentico e privo di giudizio. Uno spazio in cui potersi fermare, ascoltare, dare parole a ciò che fa male e, allo stesso tempo, riconoscere le proprie forze. Credo nei piccoli passi, nei tempi personali, nella delicatezza necessaria per attraversare il cambiamento.
Con bambini, adolescenti e famiglie utilizzo anche strumenti simbolici e narrativi, come la libroterapia illustrata e il gioco, che permettono di esprimere emozioni profonde attraverso immagini e metafore. Spesso è proprio attraverso una storia o un simbolo che emergono risorse inattese e nuove possibilità di comprensione.
Ogni percorso è unico. Insieme costruiamo uno spazio su misura, rispettoso dei tempi, dei bisogni e dei desideri, dove le difficoltà possono trasformarsi in occasioni per riscoprirsi, riconnettersi e crescere.
Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
- Ansia
- Autostima
- Lutto
- +20 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Colloquio psicoterapeutico
60 € -
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Sostegno alla genitorialità
60 € -
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Psicoterapia online
75 € -
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Psicoterapia individuale
60 € -
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Indirizzi (2)
Disponibilità
Telefono
Via Madonna della Tosse, 16, Primo piano, Firenze 50129
Disponibilità
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
12 recensioni
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F
F. M.
Mi sono rivolta alla Dott.ssa dopo aver consultato precedentemente altri specialisti. Per la prima volta mi sono sentita capita, accolta e trovato un senso al momento che stavo attraversando a seguito di una scelta di vita importante. Una persona umana oltre che estremamente professionale. Consiglio vivamente a chiunque stia vivendo un periodo difficile
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie per questa recensione, buon cammino F.!
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G
Giulia S.
Era da tempo che desideravo intraprendere un percorso terapeutico, ma non riuscivo a trovare la forza per iniziare. Avevo subito da qualche mese la perdita di una persona a me cara, con cui avevo avuto un rapporto altalenante, dopo una lunga malattia. La dott.ssa Laura è riuscita fin da subito a mettermi a mio agio facendomi sentire compreso e accolto in un momento così delicato. Questo percorso mi ha aiutando a ritrovare una serenità che da tempo avevo perso. Oggi sono fiero di aver fatto questo passo per me stesso e grato anche a lei, per il cammino fatto insieme.
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • colloquio psicologico •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie per le tue parole e per il lavoro fatto assieme! In bocca al lupo per tutto
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C
C. L.
Il percorso con la dott.ssa Laura Sapone è stato per me profondamente trasformativo. Sono arrivata con un peso dentro, legato a dinamiche familiari che influenzavano la mia relazione senza che me ne rendessi davvero conto. Con grande sensibilità e attenzione, mi ha aiutata a dare un nome a ciò che provavo, a comprendere quanto quelle esperienze mi avessero segnata e come continuassi a riproporle inconsapevolmente. E stato un viaggio intenso ma liberatorio, che mi ha permesso di guardarmi con più consapevolezza e accogliermi con maggiore gentilezza.
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • Altro •
Dott.ssa Laura Sapone
Felice di averti accompagnata in questo percorso, un grande in bocca al lupo per il tuo futuro cara C. un abbraccio!
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F
F.P.
Ho conosciuto la Dottoressa Sapone in un momento particolare della mia vita in cui c’erano tante parole ma nessuna in ordine.
Grazie al percorso che abbiamo fatto insieme sono riuscito a trovare la chiarezza di cui avevo bisogno.
La ringrazio per aver acceso una luce quando per me era notte.
Professionista, umana ed empatica, mai giudicante.
La consiglio a chiunque abbia voglia di intraprendere un percorso personale.
Grazie Dottoressa, la ricordo sempre con tanto affetto.
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • psicoterapia •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie delle tue parole F., un abbraccio, a presto!
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L
L.D.
Ho intrapreso un percorso psicologico con la Dott.ssa Laura Sapone in un momento molto difficile della mia vita, dopo la fine di una relazione sentimentale particolarmente travagliata. Arrivavo in terapia convinta di aver perso me stessa, e soprattutto senza credere davvero fosse possibile ritrovarmi.
Durante il percorso abbiamo lavorato attraverso metafore potentissime, immagini evocative ed estratti di libri letti insieme: strumenti che ancora oggi porto con me e che continuano a guidarmi nei momenti di incertezza. Non è stato un cambiamento improvviso, ma un processo profondo e rispettoso dei miei tempi, in cui ho imparato a guardarmi con occhi nuovi.
Oggi posso dire di essermi ritrovata: mi sento rinata, con prospettive diverse e, soprattutto, con una consapevolezza molto più solida del mio valore.
Un percorso ma sopratutto una professionista che risceglierei senza ombra di dubbio.• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • colloquio psicologico •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie L. con tanto affetto porto con me il cammino fatto insieme. Auguri per il tuo futuro! Un caro abbraccio
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K
K.P.
La Dott.ssa Sapone è una attenta, empatica e altamente competente. Fin dal primo incontro è stata in grado di creare un ambiente accogliente, eliminando la “freddezza” del colloquio online, nel quale mi sono sentita ascoltata e compresa. Non smetterò mai di ringraziarla per avermi recuperata e risollevata. Consigliatissima!
• Consulenza online • psicoterapia online •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie per questa parole e per il percorso che nella stanza delle parole siamo riuscite a costruire insieme. Un abbraccio
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F
F.S
Ho conosciuto la Dott.ssa Laura Sapone in un periodo molto difficile della mia vita e il suo aiuto è stato fondamentale.
Con calma, empatia e grande professionalità, è riuscita a farmi sentire ascoltato e compreso fin dal primo incontro. Mi ha aiutato a riconoscere e affrontare le mie debolezze con consapevolezza, senza giudizio, accompagnandomi passo dopo passo verso un maggiore equilibrio e serenità.
La consiglio sinceramente a chiunque stia vivendo un momento complicato: è una professionista preparata, attenta e profondamente umana.• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • psicoterapia •
Dott.ssa Laura Sapone
Profondamente felice di aver fatto parte di questo cambiamento. A presto e in bocca al lupo per tutto ciò più desideri.
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F
F. F.
Ho intrapreso un percorso interiore con la Dottoressa in un periodo particolarmente buio della mia vita, quando un vuoto incolmabile e la scarsa fiducia in me stessa avevano ormai preso il sopravvento in maniera totalizzante. Lo sguardo accogliente e mai giudicante, la professionalità e la profonda sensibilità riservatemi sono stati i presupposti per stabilire una relazione autentica, in cui ogni obiettivo è stato raggiunto in modo naturale e consapevole. Consiglio fortemente a chi, attualmente, pensa di non vedere luce in fondo al tunnel, di concedersi una nuova occasione di rinascita, affidandosi alle cure della Dottoressa.
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • colloquio psicoterapeutico •
Dott.ssa Laura Sapone
E' stato un piacere aver percorso insieme quel tunnel. Abbi cura di te cara F. Un sincero grazie per le tue parole. Un abbraccio
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V
V.V.
Iniziare questo percorso è stata una delle scelte più importanti della mia vita, e incontrare una professionista straordinaria come Laura ha fatto davvero la differenza. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta senza alcun giudizio, libera di essere me stessa. Ha creato uno spazio sicuro in cui ho potuto dare voce a parti di me rimaste troppo a lungo in silenzio.
Con sensibilità, dolcezza e professionalità, mi ha accompagnata in un cammino profondo di consapevolezza. Non mi ha offerto solo strumenti concreti, ma uno sguardo nuovo su di me, più gentile e autentico. È un percorso che mi ha cambiata nel profondo e consiglio vivamente questa professionista a chiunque stia cercando una guida competente, attenta e profondamente rispettosa dei tempi e delle esigenze personali. Per me è stata, ed è, un punto di luce.
Il prezzo è onesto e ho apprezzato il fatto che sia stata sempre puntuale.• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • colloquio psicologico •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie per queste parole perché arrivano come segno del bel lavoro che abbiamo fatto insieme. Ti ringrazio per la fiducia V.
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D
Domenico
Eccellente, la Dottoressa è sempre una garanzia di professionalità e cordialità. Empatica e preparata, riesce in pochissimo tempo a capire la situazione ed accompagnarti nel percorso, entrando facilmente in sintonia. Consigliatissima a chiunque voglia prendersi cura della propria anima.
• Studio privato Dott.ssa Sapone Laura • psicoterapia •
Dott.ssa Laura Sapone
Grazie per queste parole Domenico, la auguro il meglio per il suo percorso di vita. E' stato un piacere lavorare insieme. Un abbraccio!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, onestamente no so bene più a chi rivolgermi... sono al secondo anno di ingegneria. Ho a finito gli esami del primo anno ad esclusione di due. Quelli del secondo ancora non sono riuscita a darli a causa del fatto che ho perso del tutto la fiducia in me stessa oltre che ogni obiettivo che mi ero prefissata. Con la mente sto cercando di capire cosa possa fare, l'anno scorso sono finita in burnout per il fatto che facevo talmente tante cose per sentirmi viva, che alla fine mi sono ritroavta più vuota di prima.Sono sempre stata descitta come molto sensibile e debole, in realtà io dentro mi sento tutt'altro che cagionevole. Sto cercando di capire chi sono e di ritrvoarmi ma nonostante questo sto il giorno in casa a chiedermi dove effettivmanete la mia vita stia andando. Ingegneria probabilmente nemmeno mi piace siccome ogni lezione mi sembra una tortura. Anche se l'immagine di creare macchine all'inizio mi ispirava, ora non più. Un anno e mezzo fa quando ho preso la decisone l'ho fatto toalmente a caso. L'altra opzione era medicina, e un'altra ancora architettura. Però mi fa paura ogni cosa e non capisco se sto abbandonando ingengeria perchè non mi piace o perchè sarei più felice da un'altra parte. Allo stesso momento abbandonare mi crea ansia come l'idea di iniziare medicina. Insomma sto iniziando a chiedermi se io sia portata per fare l'università, e a quel punto se la risposta fosse no finirei per essere una miserabile che non ce l'ha fatta... So che dipende tutto da me e che se voglio fare l'università posso farla, ma non so davvero che fare mi sento catapultata nel vuoto mentre tutti sembrano vivere la vita universitaria con gioia
Buonasera, da quello che scrivi dal mio punto di vista, non è per forza sinonimo di debolezza, ma il risultato di aver spinto troppo a lungo, come una macchina sempre al massimo dei giri che finisce per surriscaldarsi e fermarsi. Non perché sia rotta ma perché ha bisogno di rallentare e fare manutenzione. Il vuoto e la confusione che senti ora sono probabilmente i segnali di questo sovraccarico, e il fatto che tutto ti sembri pesante o senza senso non indica che non sei capace, ma che sei arrivata oltre il limite. La difficoltà a scegliere è possibile che non riguardi solo l’università, ma anche la fiducia in te stessa che si è incrinata a causa di una voce interna molto giudicante che rende ogni opzione spaventosa, come se ogni decisione definisse il tuo valore. Più che trovare subito la strada giusta, questo può essere un momento per fermarti? Per per mettere alla tua macchina di “raffreddarsi” un pò e tornare ad ascoltarti senza pressione? Perché spesso è da lì, e non dalla corsa, che pian piano può riemergere una direzione, che ti auguro possa essere sempre di più tua. Un grosso in bocca al lupo!
Sono una giovane professionista di 30 anni e lo scorso agosto, inaspettatamente, ho conosciuto un uomo di 20 anni più grande di me. Tra noi è nata subito una sintonia rara, un’amicizia profonda che ci ha resi in poco tempo, l'uno il punto di riferimento dell'altra. Lui è un uomo molto realizzato sul lavoro ma è legato a una compagna che vede principalmente nei weekend e per le vacanze.
Da agosto siamo usciti spesso e abbiamo passato quasi ogni sera al telefono a parlare per ore (e già riuscire a parlare con qualcuno ogni giorno senza annoiarsi mai è tutto dire) condividevamo tutto, dai consigli sulla giornata ai pensieri più intimi, alle cavolate da bar, oltre ai molteplici messaggi durante la giornata, in attesa della nostra consueta telefonata. Lui stesso mi diceva spesso di non aver mai provato un attaccamento così profondo per qualcuno. Poi, verso novembre, a questo legame già solido si è aggiunto l’aspetto affettivo e sessuale: è stata la ciliegina sulla torta. Ci siamo voluti tantissimo, anche se entrambi avevamo timore di andare oltre per via dell'età e della sua situazione, ma anche quel nuovo terreno è diventato uno spazio di comunicazione bellissimo e appagante.
Con il tempo, però, l’ambivalenza ha iniziato a farci soffrire. Io ero l'ultima persona che sentiva e vedeva il venerdì sera e la prima che cercava la domenica appena essersi liberato dalla compagna; ci cercavamo ormai in tempo reale appena succedeva qualcosa di rilevante per l'altro; spesso mi chiedeva anche consigli lavorativi o di avere un supporto morale per cose di lavoro che faceva fatica a gestire, faceva 100 km di strada solo per vedermi a cena, spesso mi faceva regali, ma tutto questo non bastava a sciogliere il nodo.
Dieci giorni fa, inaspettatamente, ha deciso di chiudere con me. Mi ha detto che questa situazione lo logora e lo fa sentire deluso da se stesso. Pur ammettendo che il rapporto con la sua compagna è incrinato e che io l'ho destabilizzato, dice di non sentirsi abbastanza innamorato da giustificare una separazione, perché a lei, comunque, vuole bene, e che vista la nostra importante differenza non ritiene sia giusto per me intraprendere una relazione con un uomo tanto più grande e che questa relazione non crede possa evolvere ulteriormente.
La verità è che io non gli ho mai chiesto di lasciarla; so come vanno queste cose e una scelta del genere deve partire da lui. Mi sarebbe solo piaciuto trovarci in una situazione di parità, entrambi single, per scoprire dove ci avrebbe portato la vita. Per la prima volta mi sono sentita vista e apprezzata per ciò che sono davvero: il nostro rapporto, pur nei suoi limiti, era vero.
E ritengo anche di essere una persona equilibrata da non fare tanto le pazzie a cuor leggero.
Ora a dire il vero mi sento un po' spaesata e piena di domande. Sento di aver perso prima di tutto un amico, una persona per cui avrei rischiato volentieri, fregandomene delle etichette sociali, solo per vedere fin dove saremmo arrivati insieme.
(scusate, ma il dono della sintesi, non è il mio forte)
Buonasera, leggendo quanto scritto mi colpisce quanto questa relazione non sia stata soltanto una parentesi sentimentale, ma un vero spazio emotivo condiviso, costruito giorno dopo giorno attraverso presenza, ascolto, complicità e continuità. Al di là delle etichette, tra voi si era creato un legame profondamente significativo: eravate diventati reciprocamente un riferimento stabile, quasi una “base affettiva” dentro la quotidianità dell’altro.
Forse la domanda più interessante non riguarda solo il motivo per cui lui abbia deciso di interrompere la relazione, ma quale funzione questo rapporto avesse assunto nelle vostre vite. Tu stessa racconti di esserti sentita vista, riconosciuta e apprezzata in modo autentico, come raramente ti era accaduto prima. Lui, dall’altra parte, sembrava trovare in te uno spazio di sostegno, leggerezza, comprensione e vitalità che probabilmente compensava aspetti mancanti della sua relazione ufficiale e forse anche di sé stesso.
L’ambivalenza che si è creata nel tempo non sembra derivare dall’assenza di sentimento, quanto piuttosto dalla difficoltà di integrare ciò che stavate vivendo dentro una realtà concreta e sostenibile. Di fatto, si era formato un equilibrio molto intenso ma anche fragile: un legame pieno sul piano emotivo, affettivo e relazionale, ma inevitabilmente limitato sul piano progettuale. E spesso, quando una relazione mette profondamente in discussione l’immagine che una persona ha di sé, delle proprie scelte o della propria vita, la sofferenza non nasce solo da ciò che si prova, ma dall’impossibilità di dare a quel sentimento una forma coerente.
Forse è anche per questo che lui parla di “delusione verso sé stesso”: non necessariamente perché ciò che avete vissuto fosse poco autentico, ma perché lo ha costretto a confrontarsi con parti di sé che non riesce o non vuole tradurre in una scelta concreta. La differenza d’età e la presenza della compagna sembrano diventare, in questo senso, non solo ostacoli reali, ma anche contenitori simbolici entro cui lui prova a rimettere ordine a qualcosa che lo aveva destabilizzato profondamente.
E probabilmente il dolore che senti oggi non riguarda soltanto la perdita di un possibile compagno, ma soprattutto la perdita di una presenza quotidiana che aveva assunto un posto centrale nella tua vita emotiva. Hai perso qualcuno con cui condividevi il pensiero immediato, il racconto della giornata, la complicità spontanea, il sentirti scelta nelle piccole cose continue. È una forma di lutto relazionale molto profonda, perché tocca non solo il futuro immaginato, ma anche la struttura della quotidianità.
Forse allora la domanda da portare dentro non è tanto “era amore abbastanza?”, ma cosa rendeva questo legame così necessario, così nutriente e così difficile da lasciare andare per entrambi? E cosa racconta, di te e dei tuoi bisogni affettivi più profondi, il fatto che proprio dentro una relazione impossibile tu ti sia sentita così pienamente riconosciuta?
Auguro il meglio!
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