Dott.ssa Taslima Grossi

Psicologa · Altro

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Esperienze

Sono psicologa clinica, specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso Studi Cognitivi. Ho ampliato le mie competenze in ambito psicologico seguendo un Corso di Sessuologia Clinica e Terapia di Coppia presso Studio RiPsi.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso la Sigmund Freud University di Milano, la quale comprendeva anche dei periodi di permanenza e studio presso la Sigmund Freud Freud University di Vienna. Ho eseguito il tirocinio post laurea presso la Casa di Reclusione di Opera, la Casa Circondariale S. Vittore e l'Istituto Penale per Minorenni C. Beccaria.

Il mio intento è quello di promuovere il benessere psicologico attraverso percorsi di consulenza e supporto rivolti a giovani adulti, adulti e coppie.

Principali aree di intervento: - Ansia e stress; - Gestione delle emozioni; - Difficoltà nella sfera sessuale; - Dipendenze; - Problematiche relazionali e sociali; - Difficoltà nella sfera lavorativa e scolastica; - Autostima, autoefficacia e crescita personale.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologo clinico

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    100 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Consulenza psicologica

    60 €

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Studio privato

Via Balilla, 28, Milano 20136

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Studio Dott.ssa Grossi

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23 recensioni

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  • M

    Preparata, empatica e molto professionale.
    Mi sono sentito capito ed ascoltato!
    Da anche ottimi consigli su cosa lavorare !

     • Consulenza online colloquio psicologico individuale  • 

  • G

    Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e capita. La sua professionalità si unisce a una grande empatia, creando uno spazio sicuro in cui potersi esprimere senza giudizio. Il percorso è stato chiaro, rispettoso dei miei tempi e davvero utile per comprendermi meglio.

     • Studio Dott.ssa Grossi colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie delle sue parole!


  • M

    Professionista molto valida e preparata. L’ho trovata attenta ed empatica
    Sicuramente mi ha aiutata molto

     • Studio Dott.ssa Grossi colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio.


  • N

    Discrezione abbinata a comprensione e professionalità.

     • Consulenza online colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie per il suo feedback.


  • A

    È stata la mia prima esperienza con uno psicologo e non sapevo cosa aspettarmi ma la dottoressa si è dimostrata subito molto gentile e accogliente mettendomi a mio agio fin dalla prima seduta. Pienamente soddisfatto della professionalità e competenza della dottoressa e del percorso svolto fin qui

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie per le sue parole, sono lieta che si sia trovato bene.


  • M

    Professionale, preparata ed empatica. Ha capito da subito le mie esigenze e mi sta accompagnando in un percorso psicologico lungo ma efficace

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio molto per le sue parole.


  • A

    La dottoressa Grossi si è mostrata estremamente puntuale, professionale e disponibile, sapendomi mettere fin da subito a mio agio. Lo studio e’ curato nei minimi dettagli.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio per il suo feedback.


  • G

    Dopo tanto tempo in cui ho sempre pensato di iniziare un percorso di supporto psicologico senza però mai agire, ho trovato la dottoressa Grossi. La dottoressa fin da subito ha compreso i miei timori iniziali e mi ha accompagnato passo passo in un percorso di accettazione e evoluzione di alcune parti di me che mi tenevano fermo da ormai troppo tempo. Mi sento, finalmente dopo tanto tempo, un po' meno nemico di me stesso. Grazie.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie!


  • P

    Ringrazio la dottoressa Grossi per avermi supportato un un periodo molto difficile della mia vita. Professionista preparata ed empatica.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie mille!


  • G

    Un grazie di cuore alla dottoressa Grossi che mi ha fatta sentire fin da subito a mio agio, aiutandomi a comprendere le radici della mia sofferenza e offrendomi strumenti preziosissimi per affrontarla. Durante il percorso mi sono sempre sentita accolta, capita e mai giudicata. La consiglio caldamente per la professionalità e la disponibilità all’ascolto!

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio per le sue parole, sono lieta di esserle stata di supporto.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 173 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno,
lavoro in uno studio di commercialisti da un anno, mai fatto prima questo lavoro infatti sono in contratto di apprendistato.
Ho due colleghe completamente diverse tra loro, con una ho più confidenza e con cui riesco a lavorare sempre molto bene,
con l'altra che sembra sempre dar per scontato che io impari alla velocità della luce le cose, ha sempre parole poco carine nei miei confronti soprattutto dicendomi: Dopo un anno che fai ancora queste domande è grave.
Partiamo dal presupposto che è un lavoro difficile e non voglio che sia una scusa, ma non è per tutti, io vengo da tutt'altro settore e sto imparando un lavoro nuovo da zero, spesso non mi sento apprezzata sul lavoro poichè con questa collega non c'è un buon rapporto come con l'altra.
I due dottori si scontrano continuamente, uno dei due spesso ha atteggiamenti e modi di fare inappropriati nei confronti di questa collega oltre al fatto che vuole darle aumenti senza il consenso dell'altro dottore.
Noi due colleghe rimaste ci sentiamo costantemente inapprezzate ma soprattutto denigrate da questi atteggiamenti.
Sinceramente non so cosa devo fare.

Buongiorno, la situazione che descrive sembra comprensibilmente faticosa. Quando ci si trova a imparare un lavoro nuovo, soprattutto in un contesto complesso come quello di uno studio professionale, è normale attraversare una fase di apprendimento più lunga e avere bisogno di fare domande. Il fatto che lei sia in apprendistato indica proprio che il suo ruolo è quello di acquisire progressivamente competenze, quindi il bisogno di chiarimenti non è di per sé un segnale di incapacità, ma parte del processo di formazione.
Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, in contesti lavorativi come questo spesso si attiva un circolo tra ambiente esterno e vissuto interno. Commenti svalutanti o poco supportivi possono facilmente far nascere pensieri come “non sono capace” o “sto sbagliando troppo”, che a loro volta aumentano insicurezza, tensione e senso di inadeguatezza. Questo però non sempre riflette la realtà delle proprie competenze, ma è spesso il risultato del clima relazionale in cui ci si trova a lavorare.
Un elemento importante della situazione che descrive è proprio il contesto: da una parte una collega con cui riesce a collaborare bene, dall’altra una dinamica più critica e poco incoraggiante, e sullo sfondo anche tensioni tra i titolari dello studio. Quando l’ambiente è conflittuale o poco chiaro nei ruoli e nelle aspettative, è più facile che chi è in una posizione di apprendimento si senta esposto o svalutato.
In questi casi può essere utile provare a distinguere tre livelli: ciò che riguarda il suo processo di apprendimento, ciò che riguarda lo stile comunicativo della collega e ciò che dipende dal clima generale dello studio. Non tutto ciò che accade in un contesto lavorativo è sotto il nostro controllo, ma può essere utile concentrarsi sugli aspetti su cui si può intervenire, ad esempio chiarendo dubbi in modo diretto, annotando le procedure per sentirsi più sicura nel tempo e, quando possibile, comunicando in modo assertivo come certi commenti possano risultare poco utili nel processo di apprendimento.
Un altro aspetto centrale è non utilizzare le reazioni di una singola persona come unico parametro per valutare il proprio valore professionale. Il fatto che con l’altra collega lei riesca a lavorare bene suggerisce che le sue capacità di adattamento e collaborazione ci sono.
Se il clima di lavoro dovesse continuare a farla sentire costantemente svalutata o in difficoltà, potrebbe anche essere utile prendersi uno spazio di riflessione per capire quali condizioni lavorative sono per lei sostenibili nel lungo periodo. A volte interrogarsi sui propri bisogni professionali e sul tipo di ambiente in cui si riesce a crescere meglio può aiutare a orientare le scelte future.
Se lo desidera, rimango a disposizione per approfondire meglio come gestire queste dinamiche relazionali e i pensieri di autosvalutazione che possono emergere in situazioni lavorative come questa.

Dott.ssa Taslima Grossi

Chiedo a voi esperti..come può una persona elaborare la fine di una relazione lunga prima ancora che finisca? Capisco il distacco, capisco la razionalizzazione, ma le emozioni che lascia una rottura non puoi sentirle mentre la relazione procede ancora.

Il contesto è che il mio ex con cui ho avuto una relazione di lunga durata sostiene di essere stato in grado di aprirsi a una nuova relazione solo 1 mese dopo la rottura perché tanto aveva già voltato pagina il giorno stesso in cui mi ha lasciata. Per me è una cosa senza senso è completamente fuori da ogni logica, io ci sto mettendo quasi 1 anno. Capisco la volontà di andare avanti con la propria vita, e capisco razionalizzare, ma soffrire per la fine di un rapporto con ancora amore e una relazione in corso è assurdo per me. Grazie a chi potrà darmi la sua visione

La ringrazio per la condivisione. Comprendo bene il senso di confusione e di ingiustizia che può nascere di fronte a una situazione come quella che descrive. Quando si è dentro al dolore di una separazione, soprattutto dopo una relazione lunga e significativa, è naturale cercare di dare un senso ai tempi e ai modi con cui l’altra persona sembra andare avanti. E spesso il confronto con i propri tempi rende ancora più difficile accettare ciò che è accaduto.
La fine di una relazione importante può essere paragonata, per molti aspetti, a un processo di lutto. Non si perde soltanto una persona, ma anche un progetto di vita, delle abitudini, un senso di continuità e di sicurezza emotiva. Come nei lutti, anche nelle separazioni ognuno attraversa tempi e modalità molto diversi di elaborazione. Per alcune persone il dolore emerge in modo intenso e prolungato dopo la rottura; per altre può iniziare a svilupparsi già quando la relazione è ancora in corso, soprattutto se da tempo sentono che qualcosa si è incrinato o che il legame non risponde più ai propri bisogni emotivi.
Questo non significa necessariamente che il distacco emotivo sia completo mentre la relazione è ancora attiva, ma può accadere che alcune persone inizino una sorta di “lutto anticipatorio”. In altre parole, mentre sono ancora dentro la relazione, iniziano inconsapevolmente a riorganizzare il proprio mondo interno: riflettono sulla possibilità della fine, prendono progressivamente distanza, si preparano all’idea di separarsi. In questi casi, quando la rottura avviene concretamente, una parte del processo di elaborazione è già iniziata.
Un altro elemento utile per comprendere queste differenze riguarda i cosiddetti sistemi motivazionali e i bisogni affettivi. Nelle relazioni di coppia entrano in gioco diversi sistemi psicologici: quello dell’attaccamento (che riguarda il bisogno di vicinanza, sicurezza e legame), quello dell’accudimento, ma anche sistemi legati all’autonomia, all’esplorazione e alla ricerca di nuove relazioni. Quando una relazione inizia a non soddisfare più alcuni bisogni fondamentali, può accadere che gradualmente si riduca l’attivazione del sistema di attaccamento verso il partner e si attivino maggiormente altri sistemi, ad esempio quelli orientati all’autonomia o alla costruzione di nuovi legami. Questo può rendere più rapido il passaggio verso una nuova relazione, almeno sul piano comportamentale.
Ciò non significa però che tutti vivano questo processo allo stesso modo, né che esista un modo “giusto” o “sbagliato” di attraversarlo. Il fatto che lei stia impiegando più tempo per elaborare la fine della relazione non è affatto anomalo. Al contrario, spesso indica che il legame aveva per lei un valore profondo e che il sistema di attaccamento è stato fortemente coinvolto. Quando questo accade, il processo di riorganizzazione emotiva richiede tempo, proprio come accade nei lutti più significativi.
In molti casi, inoltre, vedere l’ex partner andare avanti rapidamente può riattivare domande dolorose — ad esempio sul valore della relazione o su quanto si sia stati importanti per l’altra persona — ma la velocità con cui qualcuno intraprende una nuova relazione non è necessariamente un indicatore diretto della profondità del sentimento passato. Talvolta può essere anche una modalità, più o meno consapevole, di gestire il disagio o di evitare il contatto con alcune emozioni.
Il fatto che lei stia ancora attraversando un processo di elaborazione dopo un anno rientra pienamente nella variabilità umana delle separazioni importanti. I tempi del lutto relazionale non sono lineari e spesso includono fasi di maggiore o minore intensità emotiva.
Se sente il bisogno di approfondire meglio questi aspetti o di comprendere più a fondo ciò che sta vivendo dal punto di vista emotivo e relazionale, rimango volentieri a disposizione. A volte avere uno spazio di riflessione può aiutare a dare significato all’esperienza e a trasformarla gradualmente in una tappa del proprio percorso personale.

Dott.ssa Taslima Grossi
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