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Esperienze

Sono psicologa clinica, specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso Studi Cognitivi. Ho ampliato le mie competenze in ambito psicologico seguendo un Corso di Sessuologia Clinica e Terapia di Coppia presso Studio RiPsi.

Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso la Sigmund Freud University di Milano, la quale comprendeva anche dei periodi di permanenza e studio presso la Sigmund Freud Freud University di Vienna. Ho eseguito il tirocinio post laurea presso la Casa di Reclusione di Opera, la Casa Circondariale S. Vittore e l'Istituto Penale per Minorenni C. Beccaria.

Il mio intento è quello di promuovere il benessere psicologico attraverso percorsi di consulenza e supporto rivolti a giovani adulti, adulti e coppie.

Principali aree di intervento: - Ansia e stress; - Gestione delle emozioni; - Difficoltà nella sfera sessuale; - Dipendenze; - Problematiche relazionali e sociali; - Difficoltà nella sfera lavorativa e scolastica; - Autostima, autoefficacia e crescita personale.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia cognitivo comportamentale

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologo clinico

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    100 €

  • Colloquio psicologico individuale

    60 €

  • Sostegno psicologico adolescenti

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  • Consulenza psicologica

    60 €

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Studio privato

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Studio Dott.ssa Grossi

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24 recensioni

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  • G

    Ho iniziato il mio percorso con la dott.ssa Taslima Grossi e mi sono trovata molto bene fin da subito. È una professionista empatica, attenta e capace di mettere davvero a proprio agio. Durante le sedute ascolta con grande sensibilità e aiuta a riflettere sulle situazioni con chiarezza.

    Mi sono sempre sentita accolta e mai giudicata, e questo mi ha aiutata ad aprirmi e a lavorare su me stessa con più serenità. Grazie al suo supporto sto acquisendo maggiore consapevolezza e strumenti utili per affrontare le difficoltà.

    La consiglio sinceramente a chi cerca una psicologa competente, disponibile e umana.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio!


  • M

    Preparata, empatica e molto professionale.
    Mi sono sentito capito ed ascoltato!
    Da anche ottimi consigli su cosa lavorare !

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie per queste parole.


  • G

    Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e capita. La sua professionalità si unisce a una grande empatia, creando uno spazio sicuro in cui potersi esprimere senza giudizio. Il percorso è stato chiaro, rispettoso dei miei tempi e davvero utile per comprendermi meglio.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie delle sue parole!


  • M

    Professionista molto valida e preparata. L’ho trovata attenta ed empatica
    Sicuramente mi ha aiutata molto

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio.


  • N

    Discrezione abbinata a comprensione e professionalità.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie per il suo feedback.


  • A

    È stata la mia prima esperienza con uno psicologo e non sapevo cosa aspettarmi ma la dottoressa si è dimostrata subito molto gentile e accogliente mettendomi a mio agio fin dalla prima seduta. Pienamente soddisfatto della professionalità e competenza della dottoressa e del percorso svolto fin qui

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie per le sue parole, sono lieta che si sia trovato bene.


  • M

    Professionale, preparata ed empatica. Ha capito da subito le mie esigenze e mi sta accompagnando in un percorso psicologico lungo ma efficace

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio molto per le sue parole.


  • A

    La dottoressa Grossi si è mostrata estremamente puntuale, professionale e disponibile, sapendomi mettere fin da subito a mio agio. Lo studio e’ curato nei minimi dettagli.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    La ringrazio per il suo feedback.


  • G

    Dopo tanto tempo in cui ho sempre pensato di iniziare un percorso di supporto psicologico senza però mai agire, ho trovato la dottoressa Grossi. La dottoressa fin da subito ha compreso i miei timori iniziali e mi ha accompagnato passo passo in un percorso di accettazione e evoluzione di alcune parti di me che mi tenevano fermo da ormai troppo tempo. Mi sento, finalmente dopo tanto tempo, un po' meno nemico di me stesso. Grazie.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie!


  • P

    Ringrazio la dottoressa Grossi per avermi supportato un un periodo molto difficile della mia vita. Professionista preparata ed empatica.

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    Dott.ssa Taslima Grossi

    Grazie mille!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 272 domande da parte di pazienti di MioDottore

salve, scrivo per parlare brevemente di un disagio parecchio invasivo, non è chissà che dramma, ma mi reca fastidio.
ho delle fantasie erotiche riguardo i tradimenti dei miei partner, non so perché questa cosa accada, ovviamente nella realtà mi farebbe schifo, ma nel momento d eccitazione non riesco a provare piacere se non pensando ad un tradimento, anche durante i rapporti spesso.
ci sono modi per cercare di evitare?

La ringrazio per aver condiviso qualcosa di così intimo: non è affatto scontato riuscire a parlarne, e il fatto che lei lo faccia è già un passo importante.

Quello che descrive, per quanto possa metterla a disagio, rientra nell’ambito delle fantasie sessuali, che per loro natura non sempre coincidono con ciò che desidereremmo o sceglieremmo nella realtà. Molte persone sperimentano fantasie che, fuori dal contesto dell’eccitazione, non sentono affatto come “proprie” o coerenti con i propri valori. Il fatto che lei dica che nella realtà le farebbe “schifo” è un elemento importante: suggerisce proprio un disallineamento tra ciò che la eccita mentalmente e ciò che sente giusto o accettabile nella vita concreta.

Proprio questo disallineamento può essere alla base del disagio che prova. Non tanto la fantasia in sé, quanto il significato che lei le attribuisce e il modo in cui entra in conflitto con la sua immagine di sé o con i suoi valori.

Le farei qualche domanda per aiutarla a riflettere meglio: da quanto tempo le succede? È qualcosa che ha sempre fatto parte della sua vita sessuale oppure è comparso in un certo periodo? Se non è sempre stato così, potrebbe essere utile chiedersi se, ad esempio, nella relazione attuale (o nelle ultime esperienze) ci sia qualcosa che non la soddisfa pienamente sul piano dell’intimità, del coinvolgimento emotivo o della novità. A volte la mente “costruisce” scenari più intensi o trasgressivi proprio per attivare maggiormente l’eccitazione.

È importante anche dirsi che non c’è nulla di “sbagliato” nell’avere fantasie particolari. Tuttavia, se queste diventano l’unico modo per provare piacere o le generano disagio, allora ha senso fermarsi a riflettere su cosa per lei è coerente, lecito e rispettoso dei suoi valori, e su come ritrovare una sessualità che senta più integrata.

Un altro aspetto riguarda il pensiero: se durante la giornata si ritrova spesso a tornarci sopra, a interrogarsi o a giudicarsi, può crearsi un circolo di rimuginio che mantiene attivo proprio quel contenuto mentale e le emozioni collegate. Più si cerca di scacciarlo o controllarlo rigidamente, più tende a ripresentarsi.

In questi casi, un approccio di tipo cognitivo-comportamentale può essere un valido alleato per lavorare sia sul rapporto con questi pensieri (riducendo il rimuginio e il giudizio) sia sull’ampliamento delle modalità di eccitazione, senza sentirsi “costretta” a una sola fantasia.

Se sente che il disagio è significativo o persistente, potrebbe essere utile affrontarlo anche all’interno di un percorso psicologico, in uno spazio protetto in cui esplorarlo senza giudizio.

Resto a disposizione se desidera approfondire meglio qualche aspetto.

Dott.ssa Taslima Grossi

Buon pomeriggio,sono una ragazza di 25 anni e soffro ormai di attacchi di panico e ansia da quando ne avevo 14 o 15. Inizialmente stavo sempre male poi ho imparati a gestirli. Ho perso 2 anni e mezzo fa mio nonno e stavo malissimo,ho fatto un percorso dove posso dire di non essere mai stata così bene dopo questo percorso...ero al 100%. Luglio 2025 sono andata a convivere ed è stato ancora più positivo perché avevo i miei spazi,non stavo a casa con altre 3 persone disordinate visto che sono fissata per ordine e pulizia. Da luglio a novembre tutto bene:mangiavo sano,palestra,avevo la mia routine dormire alle 00 e svegliarmi alle 8,servizi,stare a casa o uscire a fare commissioni,ero abituata e stavo bene con questa routine. Restavo anche a casa a fare i servizi e a mangiare da sola visto che il mio compagno torna alle 16.00 oppure mangiavo da mia madre,suocera o a casa. Dipende dai giorni però avevo certamente mente piena e svago. Il pomeriggio mi dedicavo a cucinare al mio compagno e mi rilassavo sul divano a vedere la TV aspettando che arrivasse da lavoro. Da novembre però è cambiato tutto,i miei si sono divorziati e novembre dicembre sono stata bene con la solita routine e orari però ho lasciato la palestra,primo segnale che qualcosa in me non andava. A inizio febbraio peggiorato tutto,ho avuto da sola a casa attacchi di panico e ho chiamato subito mia madre, altre volte mio cognato o mia suocera...insomma ho iniziato ad allontanarmi da casa. Mi svegliavo già con tachicardia e ansia e come andava mia il mio compagno stavo male per fortuna mia sorella vive nel mio stesso palazzo e mi rifugiavo da lei,mi facevo la doccia e poi facevo i servizi e me ne andavo alle 9 con lei dove lavora o da mia suocera a stare a casa sua in compagnia. Per colpa dell'ansia tornata ho sballato totalmente i miei orari del sonno a cui ora mi sono abituata ma mi pesa questa nuova routine ovvero 22.30/6.30 quando va via il mio compagno fuori paese e sto con lui al telefono fino a quando non arriva. Lo facevo anche prima ma dopo mi riaddormentavo e mi svegliavo più tardi quindi avevo la giornata più "corta". Ora la giornata dale 6 30 mi sembra lunghissima,anche se riesco a stare da sola a casa,mi lavo,faccio i servizi...alle 9 lo stesso vado via da mia suocera e andiamo a fare commissioni ecc. Sto meglio si perché mi sono abituata alla nuova routine ma in realtà questa routine mi pesa perché la mattina presto faccio tutto e poi non so più che fare e vado via,le mie giornate non sono produttive. Comè potuto accadere questo? Da cosa dipende? È normale che svegliandomi presto,facendo tutto entro le 9 e non avere nulla da fare vado via da casa perché mi scoccio? Le mie giornate sono monotone,prima tra palestra mente piena stavo bene...da quando è successo altro che la mia mente è vuota e si focalizza sul peggio. Io ho bisogno di tornare come prima per stare più tempo a casa...anche mangiare sola o uscire più tardi da casa invece di fuggire anche se sto meglio riesco a gestire e stare sola fino alle 9...come posso superare? Non riesco nemmeno a svegliarmi più tardi ma vorrei perché poi durante la giornata mi viene sonno. Questi pomeriggi sto a casa e aspetto il mio compagno ma lo faccio sempre con ansia anche se sto meglio però voglio per forza tornare a prima del divorzio,quando stavo veramente bene. Ho paura di non superare. Grazie in anticipo, saluti

La ringrazio per aver condiviso in modo così dettagliato la sua esperienza: si sente quanto impegno abbia messo nel prendersi cura di sé e quanto sia frustrante percepire questo cambiamento dopo un periodo in cui stava così bene.

Da quello che racconta, non sembra affatto che “sia tornata indietro”, ma piuttosto che si sia trovata ad affrontare un momento di vita molto impattante, come il divorzio dei suoi genitori, che può aver riattivato una vulnerabilità che in passato aveva già conosciuto. L’ansia, in questo senso, è spesso un segnale: indica che qualcosa dentro di lei in questo momento fatica a trovare equilibrio, più che essere un “fallimento” rispetto al percorso fatto.

È comprensibile che lei senta nostalgia di quel periodo in cui si percepiva al 100%: aveva una routine strutturata, attività che riempivano la giornata, come la palestra, e probabilmente una mente più occupata e meno esposta ai pensieri ansiogeni. Ora invece descrive giornate più vuote, monotone, in cui la mente ha più spazio per focalizzarsi su sensazioni e pensieri che alimentano l’ansia. In questo senso, il fatto che al mattino, dopo aver fatto tutto, senta il bisogno di uscire e cercare compagnia non è “strano”, ma una modalità che il suo sistema ha trovato per gestire il disagio.

Allo stesso tempo, però, questa strategia rischia di mantenere il problema: più evita di stare da sola nei momenti in cui l’ansia potrebbe emergere, più il suo sistema associa la solitudine al pericolo, rendendo difficile recuperare quella serenità che aveva prima.

Potrebbe esserle utile provare a osservare con più attenzione cosa accade dentro di lei nei momenti in cui resta sola o quando l’ansia si attiva: quali pensieri emergono? Cosa teme possa succedere? Spesso sono proprio questi pensieri automatici a mantenere il circolo ansioso, anche quando la situazione oggettiva non è pericolosa.

In questo senso, un percorso con un approccio cognitivo-comportamentale (CBT) potrebbe aiutarla concretamente: lavorando sia sui pensieri che alimentano l’ansia, sia sui comportamenti (come l’evitamento), permettendole gradualmente di recuperare sicurezza e autonomia.

Un altro aspetto importante riguarda la struttura delle sue giornate. Lei stessa ha colto un punto centrale: quando la mente è più “vuota”, tende a riempirsi di preoccupazioni. Ritrovare degli impegni, attività o passioni – come era la palestra, ma anche altro che possa darle senso e piacere – potrebbe aiutarla a rendere le giornate meno monotone e a ridurre lo spazio mentale occupato dall’ansia.

Non si tratta necessariamente di “tornare esattamente a prima”, ma di costruire un nuovo equilibrio che tenga conto di ciò che è cambiato, mantenendo però le risorse che ha già dimostrato di avere. Il fatto che lei in passato sia riuscita a stare meglio è un elemento molto importante: significa che ha già dentro di sé delle capacità che possono essere riattivate.

Se sente che da sola fatica, riprendere un percorso psicologico potrebbe essere davvero un sostegno utile in questa fase.

Resto a disposizione se desidera approfondire qualche aspetto o lavorare insieme su strategie più concrete.

Dott.ssa Taslima Grossi
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