Buongiorno, vorrei un parere sull’afantasia intesa non come disturbo, ma come variante del funzio

Buongiorno, vorrei un parere sull’afantasia intesa non come disturbo, ma come variante del funzionamento cognitivo caratterizzata dall’assenza di visualizzazione mentale volontaria. Nel mio caso è presente fin dall’infanzia, mentre l’attività onirica è invece ricca di immagini e scene visive. La mia domanda riguarda le conseguenze cognitive e funzionali, non cliniche: – in che modo l’afantasia può influenzare memoria autobiografica, immaginazione, pensiero astratto, creatività o regolazione emotiva – quali strategie cognitive tendono a sviluppare le persone con afantasia (es. pensiero concettuale, verbale, sistemico) – se esistono differenze note nel modo di apprendere, pianificare o ricordare rispetto a chi possiede imagery mentale Grazie per il chiarimento.

2 risposte


l’afantasia rappresenta una variante neurocognitiva che modifica le modalità di rappresentazione mentale senza compromettere le funzioni cognitive di base, grazie a strategie compensatorie e una notevole plasticità adattiva

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Buongiorno, l’Aphantasia è oggi considerata principalmente una variante del funzionamento cognitivo legata alla ridotta o assente imagery mentale volontaria, più che un disturbo. Le ricerche degli ultimi anni suggeriscono alcune differenze funzionali interessanti, senza implicare necessariamente svantaggi globali. Memoria autobiografica e immaginazione – Molte persone con afantasia riportano ricordi più “semantici” che sensoriali: ricordano fatti e informazioni ma con minore vividezza visiva o emotiva. – L’attività onirica ricca di immagini, come nel Suo caso, è coerente con i dati disponibili: i sistemi neurali dell’immaginazione volontaria e del sogno non coincidono completamente. – L’immaginazione tende a essere più concettuale o narrativa piuttosto che visuo-spaziale. Pensiero astratto, creatività e regolazione emotiva – Non emerge una riduzione generale della creatività; cambia piuttosto lo stile creativo: meno visuale, più linguistico, logico o sistemico. – Alcuni studi suggeriscono una minore riattivazione emotiva tramite immagini mentali intrusive, con possibili differenze nella regolazione emotiva e nell’ansia anticipatoria. – Il pensiero astratto può risultare molto efficiente, perché meno ancorato a simulazioni visive. Strategie cognitive frequentemente osservate – Maggiore uso del pensiero verbale interno e di schemi concettuali. – Tendenza a ragionamenti sequenziali, simbolici o basati su relazioni logiche. – Pianificazione attraverso liste, strutture semantiche o rappresentazioni “a regole” più che immagini mentali. Apprendimento, pianificazione e memoria – Spesso si osserva preferenza per apprendimento testuale o concettuale rispetto a quello visivo-immaginativo. – La pianificazione può essere molto analitica e strutturata, con uso di categorie e mappe logiche. – Il richiamo mnestico tende a essere meno vivido ma non necessariamente meno accurato. In sintesi, più che una riduzione delle capacità cognitive, l’afantasia sembra configurarsi come un diverso “profilo di processamento”: meno imagery visiva, più codifica verbale e astratta. Se desidera, posso anche riassumerLe cosa emerge dalla letteratura più recente in termini neurocognitivi (reti cerebrali coinvolte e modelli teorici attuali).

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.