buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata a inizio anno con una persona di 5

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata a inizio anno con una persona di 50anni, siamo stati 2 anni insieme, sono stata io a prendere la decisione dopo tanti tentativi di stare insieme..io non mi sentivo capita, non c'era un comunicare, e da parte sua quando io volevo avere un confronto, lui era come se si chiudesse e non volesse discutere, poi anche altri motivi tra cui vedevo che lui metteva mi piace a foto o video di ragazze sui social che si mettono molto in mostra diciamo..più volte avevo chiesto se poteva evitare perché a me faceva sentire come non abbastanza, magari è un mio problema o non era una cosa importante ai fini della relazione? però a me faceva male, avevo anche visto un messaggio da parte sua a una ragazza..ora io e lui lavoriamo insieme perché lui voleva starmi vicino o riconquistarmi ma io purtroppo non posso dargli ciò che vuole e questo mi dispiace..inoltre da qualche settimana ho conosciuto un collega a lavoro con cui rido, scherzo parlo e siamo anche usciti insieme qualche volta, diciamo che con lui sto molto bene, mi sento bene, purtroppo però ci sono dei momenti in cui mi sento in colpa nei confronti del mio ex, forse perché non ho chiuso del tutto con lui? è come se ogni tanto avessi dei pensieri che mi dicono di aver sbagliato, che lui sta male e che forse non dovevo lasciarlo, mi sembra come se mi mancasse qualcosa di lui, forse perché l'unica relazione seria, in più qualche giorno fa mi ha vista con lui e anche questo mi da pensare che lui ora non vuole neanche parlarmi come se ora sia finita del tutto..ho tanta paura, che certe volte penso anche di non continuare con questo ragazzo, anche per non far star male lui perché non so che fare..non lo so ho tanta confusione e non so come sciogliere il tutto, inoltre mi capita anche con questo ragazzo di poter avere pensieri sui like o che possa seguire ragazze, vorrei parlarne ma ho paura di sembrare forse esagerata..non so che fare..

55 risposte


Buon pomeriggio a lei! Mi sono davvero arrivate la confusione e la sofferenza che sta vivendo in questo momento e pertanto vorrei aiutarla a fare un po' di chiarezza sui diversi aspetti della sua situazione. La questione dei "like" o dell'attenzione ai contenuti altrui sui social può essere o non essere importante ai fini di una relazione in senso assoluto: diventa importante nel momento in cui i membri della coppia stabiliscono che lo sia. Premesso che, a mio parere, un like è sempre un messaggio (bisogna capire per chi fosse questo messaggio), se per uno dei due partner un determinato comportamento è motivo di disagio, insicurezza o sconforto, è fondamentale che l'altro ne tenga conto. In una coppia funzionale, infatti, ci si confronta e si stabiliscono insieme i limiti reciproci che si è disposti ad accettare. Il fatto che lei si sentisse ferita era un dato reale e valido, non una "fissazione" da sminuire. Per quanto riguarda il nuovo legame e il dispiacere che prova verso il suo ex compagno, emerge in modo molto nitido il suo senso di colpa. Lei stessa si chiede se forse non abbia ancora chiuso del tutto con lui: a questa domanda, in definitiva, potrà dare una risposta soltanto lei. Tuttavia, lei stessa ha raccontato che tra voi non c'è mai stato un vero e proprio confronto, poiché lui tendeva a chiudersi e a evitare la discussione; è molto probabile che questo stesso modus operandi si sia ripetuto anche nella fase di rottura, lasciando sospesi o poco definiti alcuni aspetti emotivi. Rifletta su questo senso di colpa nell'andare avanti con la sua vita: in realtà, non dovrebbe esserci. Quando due persone decidono di separarsi e prendere strade diverse, ciascuno dovrebbe sentirsi libero di frequentare altre persone, anche laddove ci si trovi nello stesso ambiente lavorativo. La questione like o segui sui social pare essere per lei un fattore trigger, ossia un elemento in grado di riattivare immediatamente vecchie ferite e timori. Per questo motivo, è bene che ne parli con trasparenza con il ragazzo che sta frequentando, esplicitando ciò che prova senza il timore di risultare "esagerata". Allo stesso tempo, sarebbe molto utile per lei esplorare e comprendere più a fondo per quale motivo la gelosia e il timore di non essere abbastanza appaiano come una caratteristica così presente e condizionante nelle sue relazioni. Riconoscere l'origine di queste insicurezze le permetterà di viverle con maggiore consapevolezza e di costruire legami più sereni e appaganti. Spero di esserle stata di aiuto, un saluto

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Buongiorno, da quello che racconti mi sembra che tu stia cercando di tenere insieme molte cose contemporaneamente: il dispiacere per aver ferito una persona importante, i dubbi sulla decisione di lasciarla, il fatto di lavorare ancora insieme, la possibilità di una nuova relazione e la paura di poter ripetere anche lì alcune dinamiche che ti hanno fatto stare male. Una prima cosa che può essere importante distinguere è il senso di colpa dalla responsabilità. Il fatto che il tuo ex stia male per la separazione non significa necessariamente che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato. Puoi provare dispiacere per la sua sofferenza e, allo stesso tempo, riconoscere che non puoi assumerti il compito di impedirgli di stare male. Lasciare una relazione che non sentivi più adatta a te non significa essere responsabile di tutte le emozioni che l'altra persona attraverserà dopo la separazione. Anche i pensieri come “forse ho sbagliato”, “forse non dovevo lasciarlo”, “forse dovrei rinunciare al nuovo ragazzo per non farlo soffrire” non devono necessariamente essere trattati come indicazioni a cui obbedire. Possono essere pensieri che emergono perché la situazione è emotivamente difficile. In un'ottica mindfulness/ACT, puoi imparare a notarli: “Sto avendo il pensiero che forse ho sbagliato”, senza doverlo trasformare immediatamente in una decisione. Questo non significa nemmeno convincerti che lasciare il tuo ex sia stata sicuramente la scelta giusta. La questione può rimanere aperta. Puoi riconoscere che hai preso quella decisione sulla base di ciò che vivevi allora: ti sentivi poco capita, non riuscivi a comunicare con lui e alcune sue condotte sui social e nei confronti di altre ragazze ti facevano stare male. Non è necessario stabilire se, “oggettivamente”, i like fossero abbastanza importanti da giustificare una separazione. Una cosa può non essere un problema per qualcun altro e, allo stesso tempo, essere importante per te. Nelle relazioni conta anche poter parlare dei propri bisogni e cercare insieme un modo di stare bene. Mi sembra inoltre significativo che tu descriva con il nuovo collega momenti in cui ridi, scherzi, parli e ti senti bene. Non è necessario però trasformare questa nuova conoscenza in una prova che la separazione precedente fosse giusta, né decidere immediatamente se questa persona sia “quella giusta”. Puoi semplicemente permetterti di conoscere qualcuno e osservare come stai nella relazione, un passo alla volta. E qui arriva un aspetto interessante: dici che anche con lui cominciano a comparire pensieri sui like e sulle ragazze che potrebbe seguire. Potrebbe essere utile non giudicarti come “esagerata”, ma nemmeno dare automaticamente a ogni paura il compito di stabilire cosa debba fare l'altra persona. Puoi chiederti: “Qual è il bisogno che c'è dietro questa mia reazione?” È bisogno di rassicurazione? Di esclusività? Di rispetto? Di sicurezza? Di poter parlare apertamente dei confini della relazione? Se senti che qualcosa ti ferisce, puoi comunicarlo. L'obiettivo non è imparare a non provare mai gelosia o insicurezza, ma imparare a stare in contatto con queste emozioni senza farti guidare completamente da esse. Puoi dire ciò che provi e, allo stesso tempo, lasciare all'altra persona la libertà di rispondere e di mostrarti come vive quella questione. Forse, quindi, in questo momento non hai bisogno di decidere “devo tornare dal mio ex o devo scegliere il nuovo ragazzo?”. Potrebbe essere più utile tornare a te stessa e chiederti: “Che tipo di relazione voglio costruire? Quali sono per me i valori e i bisogni importanti? E quali comportamenti mi permettono di vivere in quella direzione?” Puoi avere ancora affetto per il tuo ex, sentirti in colpa, avere qualche dubbio e contemporaneamente essere interessata a conoscere un'altra persona. Le emozioni non devono essere perfettamente coerenti tra loro per poter fare una scelta. E forse anche la paura che provi adesso merita di non diventare un'altra decisione da prendere subito. Puoi darle spazio, osservarla e procedere più lentamente. Non devi eliminare tutta la confusione prima di poter vivere: puoi imparare a muoverti anche mentre una parte di te è ancora incerta. Un caro saluto, Dott.ssa Grandi Chiara


Buongiorno a Lei, la domanda non è come sta il suo ex, ma questa situazione come fa stare lei? Mi spiego, se ha deciso di lasciarlo e ora si sente in colpa e vorrebbe riallacciare i rapporti solo perché si dispiace che lui stia male, posso dirle che le fondamenta del rapporto saranno traballanti in partenza, perché significa che lei deve "sacrificare il suo benessere" per far stare bene l'altro, e questo non è amore. In una relazione sana si sta bene in due, c'è scambio e reciprocità. Se questa nuova conoscenza con il suo collega la fa stare bene e sente che potrebbe esserci qualcosa in più, non si escluda la possibilità di provarci.


Buongiorno, intanto grazie per aver condiviso, seppur in anonimo, la Sua esperienza attuale. Da quanto ho letto, sembra che ci siano varie questioni che La turbano in questo momento. Senz’altro, affrontarle con un/a professionista adeguato/a potrà aiutarla a mettersi al lavoro sul proprio rapporto con quello che sta vivendo e su come Lei sta reagendo a questa situazione. A volte è necessario dare un’ordine ai nostri pensieri e conoscere meglio come funzioniamo per capire il nostro rapporto con gli altri e col mondo che ci circonda. Partirei da questa premessa. Vedrà che, mettendosi al lavoro, riuscirà a vedere più chiaramente.


«Mi faceva sentire come non abbastanza.» Lo scrive della relazione finita, e poche righe più sotto lo stesso pensiero torna con la persona che frequenta adesso. È questo il punto, più della questione dei like. Quando un pensiero si ripresenta identico con due persone diverse, di solito non riguarda l'altro: riguarda il posto che si occupa dentro il rapporto. Un posto dove per stare tranquilli serve una conferma che arriva da fuori, e che per quanto arrivi non regge mai a lungo. Il senso di colpa verso il suo ex e la paura già comparsa con il ragazzo nuovo, da qui, sono lo stesso movimento. La domanda allora non è se lei stia esagerando. È un'altra: quando chiede a qualcuno di evitare qualcosa, cosa sta chiedendo davvero? Le difficoltà relazionali che si ripetono hanno spesso a che fare con l'autostima, e da dentro somigliano solo a sfortuna. Con un racconto scritto non si valuta: è il genere di cosa che si guarda dentro un percorso psicologico, anche online. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica


Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Da quello che racconta, mi sembra che la sua confusione non significhi necessariamente che abbia sbagliato a lasciare il suo ex. A volte possiamo provare senso di colpa, nostalgia e dispiacere per una persona anche quando sappiamo che quella relazione non ci faceva stare bene. E forse è proprio questo che oggi la mette in difficoltà: sente di dover proteggere il suo ex dal dolore che prova e, allo stesso tempo, teme di poter vivere qualcosa di nuovo senza aver “chiuso” completamente con il passato. Anche le paure che stanno comparendo con il nuovo ragazzo meritano di essere ascoltate, senza giudicarsi come esagerata: possono raccontare qualcosa di ciò che ha vissuto e di ciò di cui oggi ha bisogno per sentirsi al sicuro in una relazione. Se sente che questa confusione la sta bloccando, può scrivermi. Possiamo fare un po' di chiarezza insieme, con calma e senza giudizio.


Salve, la fine di una relazione porta con sé inevitabilmente un insieme di emozioni e pensieri da elaborare. Quando una storia termina, infatti, non perdiamo soltanto una persona, ma anche una parte della quotidianità, delle abitudini e delle rappresentazioni del futuro che avevamo costruito insieme a quella persona. È quindi possibile provare contemporaneamente sollievo, tristezza, nostalgia, senso di colpa e persino dubbi sulla decisione presa, senza che questi sentimenti significhino necessariamente che la scelta sia stata sbagliata. Nel suo caso, mi sembra importante distinguere il senso di colpa dalla responsabilità. Quando decidiamo di chiudere un rapporto assumiamo una quota di responsabilità circa la sofferenza dell’altro, il fatto che il suo ex stia soffrendo non significa che lei abbia fatto qualcosa di sbagliato lasciandolo. Può dispiacerle per la sua sofferenza e, allo stesso tempo, riconoscere che non può restare in una relazione soltanto per evitare che l’altra persona stia male. I motivi che racconta circa la rottura, inoltre, sembrano riguardare aspetti per lei importanti che rappresentano un atto di amor proprio: sentirsi ascoltata e compresa, poter avere un confronto quando qualcosa non funziona e sentirsi sufficientemente sicura e rispettata all’interno della relazione. Anche la questione dei like, al di là del gesto in sé, sembra aver assunto per lei un significato legato al sentirsi abbastanza e al proprio valore. Se una determinata situazione genera sofferenza, può essere utile interrogarsi su ciò che rappresenta per noi e sulla possibilità di parlarne e trovare, nella coppia, modalità condivise per gestirla. Per quanto riguarda la nuova conoscenza, penso che sia importante in questo momento concedersi la possibilità di conoscere questa persona con gradualità, senza obbligarsi né a dimenticare immediatamente il suo ex né a trasformare necessariamente questa nuova conoscenza in una relazione. La cosa importante è essere trasparente rispetto al momento che sta vivendo e rispettare i propri tempi. Riguardo la paura che il nuovo ragazzo possa comportarsi come il suo ex, ad esempio rispetto ai social, merita di essere ascoltata senza però trasformarla automaticamente in una previsione. È possibile che alcune esperienze della relazione precedente abbiano lasciato delle sensibilità che oggi si riattivano. Prima di concludere che ci sia un problema, può essere utile osservare, conoscere la persona e, quando sentirà che è il momento, comunicare ciò che per lei è importante in una relazione. Forse, più che chiedersi continuamente “ho fatto bene a lasciarlo?”, potrebbe aiutarla chiedersi: “Nella relazione che avevo, come stavo? Cosa mi mancava? E oggi, di che cosa ho bisogno per stare bene in una relazione?”. Non deve scegliere tra il prendersi cura di sé e il non ferire gli altri: può imparare a fare entrambe le cose, accettando però che una scelta autentica a volte comporta anche che qualcuno possa soffrire. Si conceda il tempo di elaborare ciò che è stato, senza interpretare ogni momento di nostalgia o di dubbio come la prova che abbia sbagliato. La chiarezza, spesso, arriva quando ci diamo il tempo di fermarci, senza cercare a tutti i costi delle risposte immediate, poiché queste arriveranno con il tempo. Buona fortuna


Da quello che racconta, la confusione non sembra riguardare soltanto il nuovo ragazzo, ma soprattutto il fatto che la relazione precedente non sia ancora del tutto “chiusa” dentro di lei. Aver scelto di lasciare una persona non significa smettere immediatamente di provare affetto, nostalgia, senso di colpa o dubbi, soprattutto dopo una relazione importante e ancora di più se continuate a lavorare insieme. Il fatto che il suo ex stia male, però, non significa che lei abbia sbagliato a lasciarlo né che debba rinunciare a qualcosa che oggi le fa stare bene. Anche il tema dei like e dei social merita attenzione, non per stabilire se lei sia “esagerata”, ma per capire quanto questi comportamenti tocchino il suo senso di sicurezza e di valore personale. Un supporto psicologico può aiutarla a separare il senso di colpa dal desiderio, a chiarire cosa vuole davvero nelle relazioni e a non portare automaticamente nella nuova conoscenza le ferite e le paure della precedente. Se vuole approfondire questa situazione, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Gentile utente, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. È comprensibile sentirsi confusa dopo la fine di una relazione importante: nostalgia, senso di colpa e ripensamenti non significano necessariamente aver preso la decisione sbagliata. Anche rispetto ai like e ai social, non è tanto importante stabilire se lei sia stata “esagerata”, quanto comprendere cosa quei comportamenti suscitassero in lei e quanto fosse possibile parlarne e sentirsi ascoltata nella relazione. Mi sembra inoltre significativo che alcune delle stesse paure stiano emergendo anche con il nuovo ragazzo. Potrebbe essere utile fermarsi un momento, senza sentirsi obbligata a scegliere subito, e comprendere cosa appartenga realmente alla relazione attuale e cosa invece sia legato alle sue esperienze e insicurezze precedenti. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare chiarezza, comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e vivere le sue scelte con maggiore serenità.


Buonasera, da quello che racconta sembra che questo momento le stia creando molta confusione e che non sia semplice trovare un equilibrio tra ciò che sente e ciò che pensa sia giusto fare. Dopo una relazione importante è possibile attraversare momenti di dubbio, ripensare alle proprie scelte o sentire la mancanza di alcuni aspetti del rapporto. Questo non significa necessariamente che la decisione presa fosse sbagliata, ma può essere semplicemente parte del processo che segue la fine di una relazione. Anche il senso di responsabilità rispetto a ciò che l'altra persona può provare potrebbe contribuire alla sua confusione. Potrebbe esserle utile, con un po' di tempo, provare a distinguere ciò che sente realmente di desiderare da ciò che invece nasce dal timore di ferire qualcuno o di aver fatto una scelta sbagliata. Anche i pensieri che le vengono rispetto ai social e al comportamento del nuovo ragazzo potrebbero essere uno spunto da approfondire. Non è detto che parlarne significhi essere esagerata: può essere importante capire cosa si attiva in lei in queste situazioni e, allo stesso tempo, imparare a comunicare ciò che prova senza che la paura di non essere abbastanza finisca per condizionare la relazione. Forse potrebbe esserle utile fermarsi a comprendere meglio di cosa ha bisogno per sentirsi serena e sicura all'interno di una relazione, senza avere necessariamente la fretta di trovare subito una risposta a tutti i suoi dubbi. Spero di esserle stata utile, rimango a sua disposizione qualora ne avesse bisogno. Dottoressa Giorgia Santonastaso


Lei dice di percepire una grande confusione, emozioni forti e anche molto diverse. Il mio consiglio è quello di parlarne con uno psicologo o psicologa facendo qualche seduta di consulenza perché nel confronto potrà deconfondersi, comprendere la ratio delle sue scelte, l'origine delle sue paure e arrivare infine a comprendere la strada giusta da intraprendere con maggiore consapevolezza e sicurezza.


Gentile utente, la confusione che descrive è comprensibile: non sta semplicemente scegliendo tra due persone, ma sta attraversando la fine di una relazione importante mentre ne sta nascendo, forse, un'altra. In questo passaggio possono convivere nostalgia, senso di colpa, sollievo, paura e dubbi senza che uno di questi sentimenti stabilisca da solo cosa sia giusto fare. Il fatto che il suo ex stia male non significa necessariamente che lei abbia sbagliato a lasciarlo. Può riconoscere la sofferenza dell'altra persona senza sentirsi responsabile di eliminarla tornando indietro. Allo stesso modo, non è necessario decidere subito se il nuovo collega sarà una relazione: può concedersi il tempo di conoscerlo, osservando soprattutto come sta lei in questa relazione. Anche ciò che racconta dei social merita attenzione. Non è detto che il problema siano i “like” in sé: è importante capire che significato assumono per lei e riuscire a parlarne con l'altra persona senza trasformare la sua richiesta in un controllo. Può tranquillamente dirgli che alcune situazioni la fanno sentire insicura e ascoltare come lui le vive. Forse, in questo momento, la domanda più utile non è “chi devo scegliere?”, ma “in quale tipo di relazione mi sento rispettata, ascoltata e libera di esprimere ciò che provo?”. Partire da qui potrebbe aiutarla a fare un po' di chiarezza. Un caro saluto.


È comprensibile che lei si senta confusa: sta cercando di orientarsi tra il dolore per una relazione importante, il senso di colpa verso il suo ex e la possibilità di vivere qualcosa di nuovo. In chiave cognitivo-costruttivista, però, il senso di colpa non è necessariamente la prova che abbia preso una decisione sbagliata: può essere anche il modo con cui sta elaborando la separazione e il cambiamento di un legame significativo. Allo stesso modo, non è necessario decidere subito se il nuovo ragazzo sia “quello giusto”: può concedersi il tempo di conoscerlo, ascoltando ciò che vive realmente nella relazione. Anche la paura che possa comportarsi come il suo ex potrebbe essere esplorata senza trasformarla immediatamente in controllo o richiesta di rassicurazioni. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a distinguere ciò che appartiene alla relazione passata da ciò che sta accadendo nel presente e a ritrovare maggiore fiducia nelle proprie scelte.


Buongiorno, non è raro che la fine di una relazione importante si accompagni a un dolore. Le relazioni intime sono spesso complicate e portano in superficie diverse parti di noi con le quali dobbiamo confrontarci. A volte ci sembra difficile orientarci nell’oceano di emozioni contrastanti e pensieri contraddittori, al punto che possiamo non sentirci all’altezza di affrontare quei momenti. Ci chiediamo perché ci sono capitate certe cose e a volte possiamo persino sentirci in colpa per qualcosa che nemmeno riusciamo a mettere completamente a fuoco. Non si scoraggi se prova tutto ciò. Anzi, la sua capacità di sentire e notare queste sfumature è sintomo di consapevolezza. Quello che serve forse è mettere un po’ di ordine fra loro, una tessera del mosaico per volta, senza cercare di risolvere l’intero puzzle tutto insieme. Il fatto che provi dispiacere per la fine della relazione con il suo ex partner è normale, anche quando la decisione è ben motivata, come nel suo caso. Ha espresso in modo molto chiaro i motivi per i quali quella relazione non funzionava come avrebbe desiderato. È possibile che quel suo senso di colpa possa dipendere dal fatto che non tutti i nodi siano stati sciolti, ma la fine di una relazione importante richiede sempre un po’ di tempo per essere elaborata completamente. Un po’ di nostalgia può rimanere per un po’, ma non necessariamente significa che debba mettere in discussione una scelta che ha i suoi fondamenti. È importante che in questa fase riesca a gestire con equilibrio gli aspetti della sua vita quotidiana che ancora oggi condivide con il suo ex, in modo da facilitare lo scioglimento progressivo di quei nodi rimanenti, senza ambiguità e con delicatezza. L’apertura graduale verso nuove relazioni è anche un segnale apprezzabile della sua disponibilità ad entrare in una fase nuova della sua vita. Non è necessario fare scelte definitive, ma più semplicemente permettere al nuovo di trovare spazio, senza forzature, con i giusti tempi. Se però il suo stato di malessere dovesse protrarsi, allora forse potrebbe essere utile cercare uno psicologo o una psicologa nella sua zona (oppure online) con cui osservare più attentamente le emozioni e i pensieri più disagevoli, intraprendendo un percorso di crescita personale che possa darle quella serenità che merita.


Buongiorno, ha mai pensato di fare un percorso terapeutico per accrescere la sua sicurezza personale ed autostima? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini


Buongiorno, dal suo racconto sembra che stia attraversando una fase nella quale la relazione precedente non è più ciò che desidera, ma continua ad avere un peso importante sulle sue emozioni e sulle scelte che vorrebbe compiere. Questo può essere particolarmente faticoso quando si lavora ancora insieme all’ex compagno, perché la separazione è avvenuta sul piano sentimentale, ma nella quotidianità continuate a incontrarvi e a osservare ciò che accade nelle rispettive vite. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile distinguere tre aspetti che oggi sembrano sovrapporsi: i motivi per cui ha deciso di interrompere la relazione, il dispiacere per la sofferenza del suo ex e l’interesse che sta nascendo verso un’altra persona. Lei racconta di aver provato più volte a costruire un dialogo con il precedente compagno, senza sentirsi compresa. Descrive difficoltà nel confrontarvi e comportamenti che la facevano sentire poco considerata. Questi elementi meritano di essere ricordati anche adesso, quando il senso di colpa rischia di farle osservare il passato attraverso una prospettiva diversa. Il fatto che oggi le manchi qualcosa di lui non significa necessariamente che abbia sbagliato a lasciarlo. Quando termina una relazione importante, soprattutto se è stata la prima esperienza sentimentale seria, può mancare la persona, ma anche l’abitudine alla sua presenza, la familiarità, i ricordi condivisi e l’idea di futuro che si era costruita insieme. È possibile provare nostalgia per alcuni aspetti di un rapporto senza desiderare realmente di riprenderlo nella sua interezza. Mi sembra significativo anche ciò che accade quando pensa alla sua sofferenza. Potrebbe attivarsi un pensiero simile a: “Se lui sta male e io invece sto bene con un altro ragazzo, allora sto facendo qualcosa di sbagliato”. Questo pensiero genera senso di colpa e può portarla a valutare l’idea di interrompere la nuova conoscenza, non perché non le piaccia, ma per evitare di sentirsi responsabile del dolore del suo ex. Il rischio è che le sue decisioni sentimentali inizino a dipendere più dalla necessità di non ferire qualcuno che da ciò che desidera realmente. Voler bene a una persona e dispiacersi per la sua sofferenza non comporta l’obbligo di tornare insieme o di rinunciare a conoscere qualcun altro. Anche la sua reazione dopo averla vista con il collega potrebbe averle trasmesso la sensazione che la separazione sia diventata improvvisamente definitiva. Finché lui continuava a cercarla e a manifestarle il proprio interesse, forse una parte del rapporto rimaneva emotivamente presente, pur senza che lei desiderasse ricostruirlo. Se ora lui prende le distanze, potrebbe emergere un senso di perdita diverso da quello provato al momento della rottura. Non è detto che questo indichi il desiderio di tornare insieme: potrebbe riguardare la difficoltà di accettare che anche il legame precedente stia cambiando. Sarebbe importante concedere a entrambi la possibilità di attraversare questa separazione senza continuare a mantenere una vicinanza che alimenti aspettative differenti. Lavorando insieme, può essere utile conservare rapporti cordiali e rispettosi, ma con confini sufficientemente chiari. Per quanto riguarda il nuovo ragazzo, non sembra necessario prendere oggi una decisione definitiva. Può continuare a conoscerlo con gradualità, osservando come si sente in sua compagnia e mantenendo sincerità rispetto al momento che sta attraversando. Interrompere preventivamente una conoscenza piacevole potrebbe tranquillizzarla nell’immediato, perché ridurrebbe il senso di colpa, ma non le permetterebbe necessariamente di comprendere ciò che la mette in difficoltà. Mi soffermerei infine su un elemento molto importante: il timore che anche questo ragazzo possa mettere “mi piace” a fotografie di altre donne o seguirle sui social. Qui sembra emergere una difficoltà che non riguarda esclusivamente il suo ex, ma il significato che attribuisce ad alcuni comportamenti del partner. Potrebbe essere utile chiedersi che cosa prova esattamente quando immagina questa situazione. Si sente meno desiderabile? Teme di essere confrontata con altre ragazze? Ha paura che l’interesse verso altre donne significhi che lei non sia abbastanza? Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe importante distinguere il comportamento osservato dal significato personale che gli attribuisce. Un “mi piace” non ha necessariamente lo stesso significato per tutte le persone, ma questo non rende irrilevante il disagio che prova. Può parlarne con il nuovo ragazzo, senza accusarlo preventivamente e senza chiedergli di dimostrare continuamente il proprio interesse. Potrebbe spiegargli che alcune esperienze passate l’hanno resa sensibile a determinati comportamenti e che desidererebbe comprendere come entrambi vivete il tema dei social all’interno di una relazione. Il confronto può essere un’occasione per conoscervi meglio, non necessariamente una richiesta di adeguarsi alle sue paure. Considerando che il senso di colpa, il timore di non essere abbastanza e la difficoltà di tollerare alcuni comportamenti del partner sembrano influenzare più aspetti della sua vita affettiva, potrebbe essere utile approfondirli in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un lavoro di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere quali schemi si attivino quando teme di non essere scelta, perché la sofferenza altrui diventi così facilmente una sua responsabilità e come distinguere i propri bisogni relazionali dalle paure che rischiano di condizionare le sue decisioni. L’obiettivo non sarebbe dirle con chi stare, ma aiutarla a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che desidera, senza dover scegliere continuamente tra la propria serenità e quella degli altri. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, da quello che racconta sembra che in questo momento stia vivendo parecchia confusione, cosa comprensibile dopo una separazione, soprattutto quando la relazione è stata importante e si continua a vedere la persona sul lavoro. Il fatto che a volte le manchi il suo ex o che si chieda se abbia fatto la scelta giusta non significa necessariamente che la decisione di lasciarlo sia stata sbagliata. Allo stesso tempo, non è detto che il senso di colpa per il fatto che lui stia male debba portarla a tornare sui suoi passi. Può essere utile tenere presenti anche le ragioni per cui aveva deciso di interrompere la relazione e i tentativi che, come racconta, avevate già fatto. Per quanto riguarda il collega, forse non è necessario decidere subito cosa fare. Può semplicemente continuare a frequentarlo e vedere come si sente, senza dover già dare un significato preciso a questa nuova conoscenza. Anche la questione dei like e delle ragazze sui social merita forse di essere affrontata con calma. Se è qualcosa che le dà fastidio, non significa automaticamente che sia eccessiva, ma nemmeno che il comportamento dell'altra persona abbia necessariamente un significato preciso. Potrà eventualmente parlarne con questo ragazzo, cercando di capire anche il suo punto di vista. In questo momento, più che cercare una risposta immediata potrebbe essere utile concedersi un po' di tempo e, se sente che i dubbi diventano difficili da gestire, parlarne con uno psicologo. Uno spazio di questo tipo potrebbe aiutarla a fare un po' di chiarezza su quello che sta vivendo, senza dover prendere decisioni affrettate. Resto a disposizione, un caro saluto. dott.ssa Elena Dati


Buongiorno, dalle sue parole emerge soprattutto una grande confusione, ma anche alcuni elementi che sembrano piuttosto chiari. Lei racconta di aver deciso di interrompere una relazione durata due anni dopo diversi tentativi di farla funzionare, perché si sentiva poco compresa, faceva fatica a comunicare con il suo compagno e viveva alcune sue condotte sui social come dolorose e svalutanti. Il fatto che quei comportamenti fossero o meno "oggettivamente gravi" è forse meno importante del fatto che per lei lo fossero. In una relazione non tutto deve essere universalmente considerato sbagliato per poter diventare un problema: è importante anche ciò che una determinata situazione suscita nell'altra persona e la possibilità di parlarne e trovare insieme un compromesso. Il senso di colpa che prova oggi, però, non significa necessariamente che abbia preso la decisione sbagliata. Può capitare di soffrire dopo aver lasciato qualcuno, di provare nostalgia, di sentirne la mancanza o di stare male vedendolo soffrire, anche quando si è scelto di interrompere una relazione che non faceva più stare bene. Le suggerirei di provare a distinguere due domande: "Mi manca lui e desidero realmente tornare con lui?" oppure "Mi fa male sapere che lui sta soffrendo e che ora si sta allontanando definitivamente da me?" Sono due esperienze molto diverse. Anche il fatto che lui, dopo averla vista con un'altra persona, abbia smesso di parlarle può aver reso più concreto il senso della separazione. Finché lui cercava di riconquistarla, forse una parte di lei sapeva di essere ancora importante per lui; ora, percependo la sua distanza, può essere comparsa la paura di aver perso qualcosa definitivamente. Questo, però, non significa necessariamente che lei voglia ricostruire quella relazione. Quanto al nuovo collega, non credo sia necessario decidere immediatamente se questa frequentazione debba diventare una relazione. Può semplicemente concedersi di conoscerlo e osservare come sta con lui. Il fatto che con questa persona rida, parli, si senta bene e possa condividere momenti piacevoli è un dato importante, ma non deve trasformarsi né in una fuga dal passato né in un nuovo impegno che lei non si sente pronta ad assumere. C'è poi un aspetto che mi sembra particolarmente interessante: lei racconta che anche con il nuovo ragazzo iniziano a comparire le paure legate ai social, alle altre ragazze e al timore di non essere abbastanza. Questo merita attenzione. Non perché significhi necessariamente che lei sia "esagerata", ma perché potrebbe esserci una sua vulnerabilità che la relazione precedente ha probabilmente alimentato: il timore di essere sostituibile o di non essere abbastanza per l'altra persona. Per questo, prima ancora di chiedersi se lui metterà "like" alle ragazze o seguirà determinate persone, potrebbe essere utile chiedersi: "Che cosa penso di me quando immagino che possa interessarsi a un'altra donna?" È lì che potrebbe trovarsi una parte importante della sua sofferenza. Parlarne con il nuovo ragazzo non significa necessariamente essere possessiva o controllante. Può farlo raccontandogli ciò che prova, senza trasformare la sua emozione in una richiesta di controllo sul suo comportamento. Ad esempio: "Ti racconto una cosa che per me è un po' delicata: alcune esperienze della mia relazione precedente mi hanno lasciato una certa insicurezza e a volte mi capita di avere paura di non essere abbastanza. Non voglio controllarti, ma vorrei poterne parlare con te." Infine, non scelga di rinunciare a una possibile nuova relazione soltanto per non far soffrire il suo ex. La sofferenza che può provare un'altra persona dopo una separazione non significa che lei debba tornare indietro. Allo stesso modo, non deve stare con il nuovo ragazzo per dimostrare a se stessa di aver superato il passato. Può concedersi un po' di tempo, senza dover scegliere immediatamente tra passato e futuro. La domanda centrale non è tanto "chi devo scegliere?", quanto "in quale tipo di relazione riesco a sentirmi rispettata, ascoltata e libera di esprimere ciò che provo, senza perdere me stessa?" Se questa confusione e soprattutto il senso di colpa dovessero diventare molto persistenti, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi e a lavorare sull'insicurezza che descrive, così da non lasciare che la paura decida al posto suo.


Buonasera, Da quello che racconta, sembra che in questo momento si trovi a fare i conti non soltanto con la fine di una relazione importante, ma anche con sentimenti diversi e apparentemente contraddittori, in cui da una parte la consapevolezza delle difficoltà che l’hanno portata a interrompere la relazione, dall’altra il senso di colpa, la paura di aver fatto soffrire il suo ex compagno, alcuni dubbi e la sensazione che possa mancarle qualcosa di quella relazione. Il fatto che continuiate a lavorare insieme può inoltre rendere più complesso prendere una distanza emotiva e permetterle di vivere pienamente la conclusione del rapporto. Allo stesso tempo, l’incontro con una nuova persona sembra aver riattivato alcune dinamiche e alcune preoccupazioni che erano già presenti nella relazione precedente, come il timore di non sentirsi abbastanza o di essere messa a confronto con altre ragazze. Non necessariamente questo significa che lei stia sbagliando o che le sue preoccupazioni siano “esagerate”, può essere interessante comprendere che significato assumono per lei determinate situazioni e cosa accade nella relazione quando emergono queste paure. Più che cercare subito di stabilire se abbia fatto bene o male a lasciare il suo ex, o se debba o non debba proseguire con questa nuova conoscenza, potrebbe essere utile concedersi uno spazio in cui fare chiarezza su ciò che sente, sui suoi bisogni nelle relazioni e sulle dinamiche che tende a vivere quando si sente insicura o teme di poter perdere l’altro. Anche il senso di colpa potrebbe essere esplorato, per comprendere quanto appartenga realmente alla responsabilità verso l’altra persona e quanto invece sia legato alla difficoltà di separarsi e di accettare che una relazione possa finire anche quando l’altro continua a desiderarla. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a mettere ordine in questa confusione, senza dover prendere decisioni affrettate, ma cercando progressivamente di comprendere meglio ciò che desidera e il modo in cui costruisce le proprie relazioni. Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.


Buongiorno, quello che descrive sembra essere soprattutto un momento di confusione emotiva e di elaborazione della fine della relazione, più che la prova di aver necessariamente preso una decisione sbagliata. La fine di una relazione importante può portare contemporaneamente sollievo, nostalgia, senso di colpa, dubbi e paura del futuro. Il fatto che il suo ex stia male o che ora, dopo averla vista con un’altra persona, abbia preso le distanze può alimentare ulteriormente il senso di colpa, ma non significa che lei abbia il dovere di tornare con lui. Averlo lasciato dopo diversi tentativi di far funzionare la relazione e dopo aver espresso più volte ciò che la faceva stare male è un elemento importante da tenere presente. Anche la questione dei "like" non va necessariamente classificata come un suo problema o come qualcosa di oggettivamente irrilevante. Nelle relazioni, ciò che conta è anche il significato che determinati comportamenti assumono per le persone coinvolte. Se quei comportamenti suscitavano in lei insicurezza o la facevano sentire "non abbastanza", era legittimo comunicarlo. Allo stesso tempo, è utile distinguere tra un bisogno relazionale legittimo e il bisogno di controllare continuamente il comportamento dell'altro per riuscire a sentirsi sicura. Questo ultimo aspetto sembra particolarmente importante anche nella nuova relazione. Il fatto che le stiano tornando pensieri relativi ai like o alle ragazze che il nuovo ragazzo potrebbe seguire potrebbe indicare che una parte delle sue insicurezze non riguarda esclusivamente il comportamento dei partner, ma anche il modo in cui lei vive la sicurezza, la fiducia e il proprio valore all'interno della relazione. Non significa che "il problema sia lei": significa che potrebbe essere utile comprendere meglio che cosa si attiva dentro di lei in queste situazioni e di che cosa ha realmente bisogno. Con il nuovo ragazzo non è necessario decidere immediatamente se continuare o interrompere. Può concedersi un po' di tempo, procedendo con gradualità e senza scegliere né sulla base del senso di colpa verso l'ex né sulla paura di poter essere ferita nuovamente. Può anche parlargli delle proprie sensibilità: comunicare un bisogno non significa necessariamente essere possessiva o esagerata; sarà poi importante vedere come l'altra persona accoglie e gestisce quella comunicazione. Potrebbe inoltre essere utile chiedersi: se il mio ex non stesse soffrendo, lo vorrei davvero nuovamente nella mia vita? E se non avessi paura di ferire nessuno, che cosa sceglierei per me in questo momento? Sono domande che possono aiutare a distinguere il desiderio autentico dal senso di colpa. Infine, lavorare quotidianamente insieme rende più difficile prendere una vera distanza emotiva e può mantenere aperto il legame, anche quando la relazione è terminata. È quindi comprensibile che la separazione le sembri ancora poco "conclusa". Considerata la confusione che descrive e il ripetersi di questi pensieri, sarebbe consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, così da comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, il senso di colpa e le insicurezze che si attivano nelle relazioni, senza dover prendere decisioni affrettate. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


La fine di una relazione importante porta con sé un groviglio di emozioni complesse, tra senso di colpa, dubbi e disorientamento, soprattutto quando si continua a condividere l'ambiente di lavoro con l'ex partner. È del tutto comprensibile sentirsi confusa nel momento in cui si prova ad aprirsi a una nuova conoscenza mentre si stanno ancora elaborando le ferite e le insicurezze del passato.Non è possibile darle risposte su cosa fare, ma una consulenza psicologica potrebbe offrirle uno spazio sicuro e non giudicante. Un percorso dedicato le permetterebbe di fare chiarezza sulla chiusura della precedente storia, di comprendere meglio l'origine delle sue paure e di ritrovare la serenità per vivere le nuove relazioni con maggiore consapevolezza e fiducia. Un cordiale saluto.


Buongiorno, la fine di una relazione importante può lasciare spazio a sentimenti contrastanti, anche quando siamo noi a prendere la decisione. Nel suo racconto sembra esserci una tensione tra ciò che l’ha portata a lasciare il suo ex e il dispiacere di vederlo soffrire, insieme alla paura che la separazione diventi davvero definitiva. Il senso di colpa, però, non è necessariamente la prova di aver sbagliato. Può anche accompagnare il distacco da una persona a cui si è voluto bene, soprattutto quando si continua a incontrarla ogni giorno e si percepisce la sua sofferenza. E forse una parte della confusione nasce proprio dal tentativo di tenere insieme il proprio desiderio di andare avanti e la responsabilità che sente nei confronti di lui. Mi sembra significativo anche ciò che racconta del collega che frequenta ora. Il fatto che con lui si senta a proprio agio, rida, parli, condivida momenti piacevoli. Questo non significa che debba decidere subito come deve procedere il vostro rapporto. Può essere uno spazio da esplorare, senza che debba necessariamente rappresentare una scelta definitiva o una risposta alla relazione precedente. Quanto ai like e ai social, il fatto che queste situazioni le facciano male non significa automaticamente che sia esagerata. Può essere utile distinguere tra il bisogno di sentirsi rispettata e rassicurata nella relazione e la paura di non essere abbastanza, che potrebbe riattivarsi anche frequentando una persona diversa. Sono aspetti collegati, ma non identici. Forse, in questo momento, la domanda più importante non è se continuare o meno con il nuovo collega, ma quanto le sia possibile ascoltare ciò che desidera, senza sentirsi obbligata a proteggere tutti dalla sofferenza. La confusione ha bisogno di tempo e di uno spazio in cui essere esplorata, con calma e rispetto. Resto disponibile, Dottoressa Lucia Morello


Buongiorno, dalle sue parole emerge molta confusione emotiva, ma anche il tentativo di comprendere con attenzione ciò che prova senza voler ferire nessuno. Dopo una relazione importante, soprattutto se è stata la prima relazione significativa e se si continua a vedere l'ex quotidianamente sul posto di lavoro, è possibile che la separazione richieda tempo per essere elaborata. Provare nostalgia, dispiacere o senso di colpa non significa necessariamente aver commesso un errore lasciandolo, così come sentire la mancanza di alcuni aspetti della relazione non equivale necessariamente a desiderare di tornarci. Potrebbe essere utile distinguere due domande: "Vorrei realmente tornare con questa persona e nella relazione che avevamo?" e "Mi fa soffrire sapere che lui sta male a causa della mia scelta?". Sono vissuti molto diversi che, quando si sovrappongono, possono generare molta confusione. Anche rispetto alla nuova conoscenza, non è necessario prendere immediatamente una decisione. Può concedersi il tempo di capire cosa prova e cosa desidera, senza utilizzare questa relazione per colmare il vuoto lasciato dalla precedente, ma anche senza rinunciarvi esclusivamente per proteggere il suo ex dalla sofferenza. Le emozioni dell'altra persona sono importanti, ma non possono diventare l'unico criterio attraverso cui orientare le proprie scelte affettive. Per quanto riguarda i like e le ragazze seguite sui social, più che stabilire se la sua reazione sia "giusta" o "esagerata", sarebbe interessante comprendere cosa attivano in lei queste situazioni. Il fatto che la stessa preoccupazione stia comparendo anche con una persona diversa potrebbe essere un'occasione per approfondire temi legati alla fiducia, alla sicurezza nella relazione e alla paura di non sentirsi abbastanza. Parlare dei propri vissuti e bisogni all'interno di una relazione può essere importante, purché il confronto non diventi un tentativo di controllare l'altro. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare ordine tra senso di colpa, legame con il suo ex, paura di ferirlo, desiderio di iniziare qualcosa di nuovo e insicurezze che sembrano ripresentarsi nelle relazioni. Se desidera, può contattarmi per fissare un primo colloquio: potremo approfondire insieme questi aspetti e aiutarla a comprendere con maggiore chiarezza ciò che sente e ciò che desidera per sé. Un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

psicologo clinico

Catania

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Buongiorno, da ciò che racconta sembra che la separazione sia stata una scelta maturata dopo diversi tentativi e bisogni relazionali rimasti insoddisfatti. Il fatto che ora provi nostalgia, dubbi o senso di colpa non significa necessariamente che abbia sbagliato a lasciarlo: chiudere una relazione importante può richiedere tempo per essere del tutto elaborata, soprattutto continuando a lavorare insieme e quindi mantenendo un contatto frequente. E' importante anche riuscire a distinguere il dispiacere nel vedere il suo ex soffrire dalla responsabilità di renderlo felice: tornare da lui o comunque rinunciare a una nuova conoscenza per evitare il suo dolore far finire in secondo piano ciò che desidera lei. Anche rispetto al tema dei like, è comprensibile che possa aver provato fastidio o insicurezza, soprattutto se per lei quel comportamento aveva un significato importante all’interno della relazione. Non significa essere “esagerata”: in una coppia è legittimo che alcune cose possano ferirci o farci sentire meno sicuri, anche se per l’altra persona possono sembrare poco rilevanti. La cosa importante è poterle esprimere e vedere se dall’altra parte c’è ascolto e disponibilità al confronto. Con il nuovo ragazzo può quindi parlarne senza sentirsi sbagliata, cercando di focalizzarsi sul raccontare come si sente, ed evitando così che il suo discorso venga preso per accuse o divieti.


Grazie per aver condiviso così dettagliatamente quello che sta vivendo. Mi sembra che in questo momento ci siano diversi vissuti che si stanno sovrapponendo: da una parte la consapevolezza dei motivi per cui ha scelto di interrompere la relazione, dall'altra il dispiacere per il fatto che il suo ex stia male e la paura di aver preso una decisione sbagliata. È importante ricordare che è del tutto normale dispiacersi per la fine di una relazione, anche quando siamo stati noi a decidere di interromperla. Allo stesso modo, è umano provare dispiacere sapendo che l'altra persona sta soffrendo. Il punto su cui presterei però attenzione è il passaggio dal "mi dispiace che stia male" al "sono responsabile del suo stare male" o "forse non avrei dovuto lasciarlo". Sono due cose molto diverse. Il rischio è che il senso di colpa finisca per diventare così forte da portarla a mettere in discussione continuamente le proprie decisioni e, soprattutto, a limitare ciò che desidera per la sua vita per evitare di ferire qualcun altro. Da quello che racconta, inoltre, sembra che nella relazione precedente ci fossero diversi aspetti che per lei erano importanti e che non trovavano spazio: la difficoltà nel comunicare e nel confrontarsi, il sentirsi poco capita e il fatto che alcuni comportamenti del partner rispetto alle altre ragazze sui social la facessero stare male. Non è necessario stabilire se questi aspetti fossero "oggettivamente abbastanza importanti" per giustificare una rottura: è importante anche riconoscere che per lei lo erano e che rappresentavano qualcosa di incompatibile con ciò che desiderava da una relazione. Potrebbe quindi essere utile, più che cercare continuamente di capire se ha fatto la scelta giusta o sbagliata, fermarsi a riflettere su quali siano i suoi valori e su cosa desidera e non desidera trovare all'interno di una relazione. Quali sono le caratteristiche di una relazione in cui si sente ascoltata, rispettata e libera di esprimere ciò che prova? E quali sono invece gli aspetti sui quali non vuole più scendere a compromessi? Anche rispetto al nuovo ragazzo, non è necessario decidere tutto immediatamente. Può concedersi la possibilità di conoscerlo e vedere come si sente, senza trasformare la sua eventuale sofferenza del suo ex in un criterio per decidere cosa fare della propria vita sentimentale. Il fatto che anche con il nuovo ragazzo compaiano preoccupazioni legate ai like o alle ragazze che potrebbe seguire può essere un aspetto da osservare con attenzione: non necessariamente perché significhi che ci sia un problema nella relazione, ma perché potrebbe essere utile comprendere quali pensieri e paure si attivano in lei quando teme di non essere abbastanza o di poter essere sostituita. Se sente che il senso di colpa, il dubbio e questi pensieri stanno diventando difficili da gestire, un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e a distinguere ciò che appartiene ai suoi bisogni e valori da ciò che invece nasce dalla paura di ferire o deludere l'altro. Rimango disponibile se desidera approfondire ulteriormente la situazione.


Buongiorno, mi sembra che in questo momento ci siano molti vissuti che si sovrappongono: da una parte la consapevolezza dei motivi per cui ha scelto di interrompere la relazione, dall’altra il senso di colpa per aver fatto soffrire una persona che comunque ha rappresentato molto per lei e la paura che questo possa significare aver sbagliato. Forse può essere utile distinguere due cose: sentire la mancanza di qualcuno non significa necessariamente voler tornare con quella persona, così come sapere che il suo ex sta male non significa che lei abbia fatto una scelta sbagliata. La separazione non cancella il legame e può lasciare momenti di dubbio, soprattutto quando si tratta della sua prima relazione importante. Mi colpisce anche che, con il collega, stia ricomparendo una preoccupazione simile a quella che aveva nella relazione precedente, legata ai like, alle altre ragazze e al timore di non essere abbastanza. Questo potrebbe dirci qualcosa non soltanto su ciò che fanno o non fanno gli uomini che ha accanto, ma anche su ciò che si attiva dentro di lei quando sente di poter perdere il posto che occupa per l'altro. Forse, quindi, più che decidere subito se continuare o meno con il nuovo ragazzo, sarebbe importante dare uno spazio a sè per capire questa confusione: che cosa desidera davvero, che cosa invece nasce dal senso di colpa e che cosa accade dentro di lei quando sente che l'altro potrebbe allontanarsi.


Gentile Utente, comprendo il turbamento e la profonda confusione che sta vivendo. Chiudere una relazione importante porta sempre con sé uno strascico doloroso, ma nel suo caso ci sono alcune dinamiche che stanno amplificando questo senso di colpa. Vorrei aiutarla a fare chiarezza su due punti fondamentali: 1. Il senso di colpa verso il suo ex: La sua decisione di chiudere è nata da motivazioni reali: un'assenza di comunicazione e comportamenti che la facevano soffrire. Sentirsi "non abbastanza" per via delle attenzioni social rivolte ad altre non era un suo problema, ma la naturale reazione a una mancanza di cura nei suoi confronti. Il fatto che il suo ex abbia scelto di lavorare nel suo stesso ambiente ha creato una vicinanza forzata che le ha impedito di elaborare il distacco. Lei non è responsabile della felicità o del dolore di quest'uomo, e rinunciare al suo benessere attuale per "non farlo soffrire" significherebbe annullare se stessa. Il distacco definitivo di lui, per quanto sul momento destabilizzi, è in realtà il passaggio necessario per permetterle di essere davvero libera. 2. La paura e le insicurezze con il nuovo ragazzo: È assolutamente normale che i "fantasmi" e le ferite della relazione precedente si ripresentino ora. Il timore che anche questa persona possa guardare altre sui social non la rende "esagerata": è semplicemente l'eco di un dolore passato che la fa stare in allerta. Non abbia paura di comunicare con calma le sue fragilità; spiegare cosa la fa sentire insicura è la base per costruire un rapporto sano, basato sulla fiducia che le è mancata finora. Smetta di caricarsi colpe che non le appartengono. Ha il diritto di andare avanti e di viversi una frequentazione serena. Se desidera esplorare queste dinamiche per liberarsi dal senso di colpa e rafforzare la sua autostima, sono a disposizione per un consulto, prenotabile direttamente dal mio profilo su questo portale. Un caro saluto.

Dott.ssa Lara Zinzilli

Dott.ssa Lara Zinzilli

psicologo

Cisterna di Latina

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Salve, da quello che racconta sembra trovarsi in una fase di particolare confusione emotiva, nella quale si intrecciano la conclusione di una relazione importante, il senso di colpa nei confronti del suo ex e, contemporaneamente, la nascita di un interesse per una nuova persona. È comprensibile che possa sentirsi combattuta: quando una relazione è durata due anni ed è stata la sua relazione più importante, la sua conclusione non comporta necessariamente che tutti i sentimenti e i dubbi scompaiano nel momento in cui si decide di interromperla. Vorrei però soffermarmi su un punto: il fatto che oggi le manchi qualcosa del suo ex o che lei provi dispiacere nel vederlo soffrire non significa necessariamente che abbia sbagliato a lasciarlo. Una decisione può essere dolorosa e, contemporaneamente, essere stata presa perché all'interno della relazione c'erano bisogni importanti che non venivano soddisfatti. Lei racconta di aver provato più volte a confrontarsi con lui, di essersi sentita poco ascoltata e di aver vissuto alcuni suoi comportamenti sui social come qualcosa che la faceva sentire non abbastanza. Indipendentemente dal fatto che altre persone possano considerare quei comportamenti irrilevanti, il punto è comprendere che effetto avevano su di lei e se, nel rapporto, fosse possibile parlarne e trovare un compromesso condiviso. È altrettanto importante distinguere il senso di colpa dalla responsabilità. Può dispiacerle sapere che il suo ex sta male senza essere responsabile del suo dolore e senza avere il dovere di tornare con lui per impedirgli di soffrire. Se lei non desidera riprendere quella relazione, continuare a mantenerla emotivamente aperta per proteggerlo potrebbe, nel tempo, aumentare la sofferenza di entrambi. Il fatto che ora lui abbia smesso di parlarle o che abbia reagito male vedendola con un'altra persona può essere doloroso per lei, ma non significa necessariamente che debba intervenire per ristabilire la situazione precedente. Anche la presenza del nuovo collega sembra avere attivato alcuni aspetti che erano già presenti nella relazione precedente. Lei dice di stare bene con lui, di ridere, parlare e sentirsi a proprio agio, ma contemporaneamente teme che possa ripetersi la situazione dei like o dei comportamenti sui social che in passato l'hanno fatta soffrire. Questo è un elemento interessante da approfondire, perché potrebbe esserci una sensibilità particolare rispetto al tema dell'esclusività, del sentirsi scelta e del timore di non essere abbastanza. Non credo quindi che sia necessario né tacere completamente queste preoccupazioni né trasformarle immediatamente in richieste o controlli. Se la conoscenza con questo ragazzo dovesse diventare più significativa, potrà essere utile parlarne con naturalezza, esprimendo ciò che prova senza presentarlo necessariamente come un'accusa. C'è una differenza tra dire “tu non devi mettere like a queste ragazze” e dire “mi sono accorta che questo tipo di comportamento in passato mi ha fatto sentire insicura e vorrei capire come la pensi tu rispetto a questo tema”. La seconda modalità permette maggiormente di conoscere l'altra persona e di capire se esiste compatibilità. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile chiedersi quanto alcune delle sue paure riguardino ciò che sta realmente facendo il nuovo ragazzo e quanto invece siano legate all'esperienza precedente. Se non ci sono comportamenti concreti che mettono in discussione la fiducia, anticipare continuamente possibili problemi potrebbe impedirle di vivere serenamente una relazione che è ancora all'inizio. Non credo che debba decidere adesso se continuare o interrompere la conoscenza con questo ragazzo. Può concedersi il tempo di conoscerlo senza trasformare immediatamente questa frequentazione in una scelta definitiva tra due persone. E soprattutto non sarebbe opportuno rinunciare a una relazione potenzialmente positiva esclusivamente per senso di colpa nei confronti del suo ex. La sua vita affettiva non può essere costruita sulla necessità di evitare che qualcun altro soffra. Forse, più che chiedersi continuamente “ho fatto bene a lasciare il mio ex?” potrebbe esserle utile tornare alle ragioni che l'avevano portata a prendere quella decisione e domandarsi se oggi quelle ragioni siano cambiate concretamente oppure se ciò che sente sia soprattutto la nostalgia per una persona importante e la difficoltà di accettare definitivamente la fine di un legame. La nostalgia, la mancanza e il dubbio non sono necessariamente segnali che si debba tornare indietro. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare ordine tra questi diversi livelli: ciò che desidera realmente, ciò che teme, il senso di colpa verso il suo ex e le esperienze passate che possono influenzare il modo in cui vive la nuova conoscenza. L'obiettivo non sarebbe dirle quale persona scegliere, ma aiutarla a comprendere meglio i propri bisogni e a fare scelte affettive che non siano guidate principalmente dalla paura di ferire qualcuno o dalla paura di essere abbandonata. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia


Gentile utente, chiudere una relazione importante e gestire la vicinanza dell'ex compagno sul posto di lavoro è certamente complesso. Il senso di colpa che prova è comprensibile, ma il fatto che lui abbia ora preso le distanze è un passaggio necessario per permettere ad entrambi di elaborare adeguatamente la chiusura della relazione. Rispetto alla nuova frequentazione, il fatto che si siano ripresentati i pensieri legati ai social network e ai "mi piace" merita un'attenta riflessione. La tendenza a monitorare questi aspetti, nasce spesso da un'insicurezza di fondo che la porta a sentirsi "non abbastanza", dovuta probabilmente ad un’esperienza di sfiducia, ripetuta nel tempo. Ma è fondamentale ricordare che la stabilità di una relazione sana si fonda sulla fiducia reciproca. Questa dinamica, in cui le paure del passato vengono proiettate su una nuova conoscenza, si innesca tipicamente quando la fine della relazione precedente non è stata ancora pienamente elaborata. Per ridurre drasticamente la gelosia e il bisogno continuo di rassicurazioni, è necessario intraprendere un lavoro che vada ad incrementare la sicurezza in sè stessi. Le migliori certezze relazionali derivano dall'avere piena consapevolezza del proprio valore, indipendentemente dai fattori esterni. In questa fase, un percorso psicologico potrebbe rivelarsi lo strumento più adeguato per concentrarsi su sé stessa, rafforzare la sua sicurezza interiore e imparare a costruire relazioni basate su una fiducia autentica, disinnescando quegli schemi ripetitivi che le generano unicamente confusione. E nel caso lo desiderasse, avrebbe la possibilità di uno spazio sicuro, per superare la precedente relazione. Un cordiale saluto. Dott. Giacomo Simone Borraccino


Buongiorno, è comprensibile sentirsi confusa: chiudere una relazione importante non significa smettere subito di provare affetto, nostalgia o senso di colpa. Ma il fatto che il suo ex soffra non significa che lei abbia sbagliato a lasciarlo. Provi a distinguere ciò che sente per lui dalla responsabilità che sente verso di lui. Quanto ai like e ai social, se per lei sono fonte di disagio è legittimo parlarne: non per controllare l’altro, ma per esprimere con chiarezza bisogni e insicurezze. Si conceda tempo, senza rinunciare a una nuova relazione solo per proteggere il suo ex.


Buongiorno, è normale sentirsi confusa dopo una relazione importante. il fatto che le manchi il suo ex non significa che abbia necessariamente sbagliato nella decisione presa. cercherei di distinguere cosa le manca di lui e cosa le manca della relazione, senza dimenticare i motivi che l'avevano portata a chiudere. per quando riguarda il nuovo ragazzo, può prendersi del tempo e fare una lavoro su sé stessa. in ogni caso se vuole provare ad approfondire uno di questi temi, resto a disposizione. Un saluto Dott.ssa Virdieri


La confusione che sta provando è assolutamente comprensibile, così come lo è il peso di questa situazione. Quando si chiude una relazione importante è del tutto normale che si attivino dei pensieri legati al senso di colpa o di aver commesso un errore. Il fatto che lei provi senso di colpa o che temi di "essere esagerata" non significa che abbia preso la decisione sbagliata, ma può indicare che sta attraversando una fase complessa, in cui si sovrappongono il desiderio di andare avanti e il peso delle responsabilità verso il passato. Portare tutto questo in terapia le permetterà di osservare questi pensieri senza alcun giudizio, aiutandola a distinguere ciò che desidera davvero da ciò che fa o sceglie per il senso di colpa.


Gentile utente, la confusione e il senso di colpa che sta vivendo sono comprensibili: chiudere una storia importante, soprattutto quando è stata l'unica relazione significativa e si continua a condividere l'ambiente di lavoro, rende il distacco emotivo molto più complesso e doloroso. I suoi dubbi e la sensazione di aver sbagliato non indicano necessariamente che la decisione fosse errata. La fine di un legame comporta un lutto emotivo, e continuare a vedere quotidianamente l'ex compagno riattiva la pena per la sua sofferenza, alimentando una responsabilità affettiva che non le appartiene più. Le mancanze di comunicazione, la chiusura al confronto e i comportamenti che la facevano sentire "non abbastanza" erano segnali concreti di un malessere reale: il suo dolore di allora era legittimo e meritava ascolto. Allo stesso tempo, l'incontro con il nuovo collega le mostra che è possibile vivere leggerezza e sintonia, ma porta a galla una ferita non ancora rimarginata. La paura che anche questo ragazzo possa guardare altre e la preoccupazione di apparire "esagerata" segnalano che l'insicurezza maturata nella storia precedente rischia di condizionare il presente. Per chiarire questi vissuti, elaborare definitivamente la fine della passata relazione e imparare a comunicare i propri bisogni con serenità, un percorso con uno specialista potrebbe offrirle lo spazio ideale per ritrovare stabilità e fiducia in se stessa. Un caro saluto, Dott. Sandro Mangano, psicologo e direttore clinico del centro NeuFitLab


Gentile utente, chiudere una relazione importante, anche quando la decisione è stata ponderata, lascia spesso strascichi di nostalgia e di senso di colpa, soprattutto se si continua a vedere l'altra persona ogni giorno. Provare dispiacere per il Suo ex non significa aver sbagliato a lasciarlo: i motivi che descrive, la mancanza di dialogo e il non sentirsi considerata, restano validi anche se oggi qualcosa di lui Le manca. Allo stesso tempo, rinunciare a una nuova conoscenza per evitargli sofferenza non sarebbe giusto verso di Lei: il suo dolore è comprensibile, ma non è una Sua responsabilità. Quanto ai timori con il nuovo collega, è legittimo parlarne: esprimere con calma un proprio bisogno, senza accuse, non è essere esagerata, e la reazione dell'altro Le dirà molto. Si conceda il tempo di procedere senza fretta, ascoltando come sta davvero.


La situazione che descrive è complessa e comprende diverse dimensioni emotive che si intrecciano: il dolore per la fine di una relazione importante, la difficoltà di condividere l'ambiente lavorativo con un ex partner e la confusione legata all'inizio di una nuova conoscenza. È del tutto comprensibile che in questo momento lei si senta confusa, sopraffatta e piena di dubbi. Ci sono alcuni aspetti di ciò che racconta che meritano di essere sottolineati con delicatezza: i "like" e il rispetto nei legami. Ciò che provava rispetto ai comportamenti del suo ex partner sui social non era semplicemente un "suo problema" o una leggerezza. Nelle relazioni, quando un gesto, anche apparentemente piccolo come un like genera disagio in uno dei due partner, la richiesta di confrontarsi nasce dal bisogno di sentirsi al sicuro e rispettati. Il fatto che lei ritrovi questa stessa preoccupazione oggi dimostra come quell'esperienza passata abbia lasciato una ferita legata alla fiducia e al sentirsi "abbastanza", un tema che merita di essere ascoltato senza giudizio. Lavorare nello stesso ambiente rende il distacco emotivo ancora più difficile e crea una "zona grigia" in cui i confini si confondono. È naturale provare dispiacere nel vedere soffrire una persona a cui si è voluto bene, ma è importante distingue tra l'empatia e la responsabilità: la sofferenza del suo ex non significa necessariamente che la decisione di lasciarsi fosse sbagliata, ma solo che ogni rottura richiede tempo per essere elaborata. È frequente che, quando ci si affaccia a una nuova relazione, mentre si sta ancora elaborando il passato, la mente tenda a tirare i freni per paura di soffrire di nuovo o di far soffrire l'altro. Il timore di "sembrare esagerata" è spesso una difesa che rischia di farle tenere dentro emozioni importanti. Capire come sciogliere questa confusione, ritrovare la chiarezza sui propri bisogni e imparare a fidarsi di nuovo senza il peso del passato è un lavoro prezioso, ma necessita di uno spazio dedicato e protetto. Se sente il desiderio di fare ordine dentro di sé e di ritrovare la sua serenità, sarò felice di offrirle uno spazio d'ascolto all'interno di un primo colloquio conoscitivo, in studio, o online. Sarà l'occasione per conoscerci, esplorare insieme quello che sta vivendo e valutare il percorso più adatto a lei. La saluto cordialmente, Dott.ssa Longobardi Santina Psicologa


Buona sera, dalle sue parole emerge molta confusione, ma anche il tentativo sincero di comprendere ciò che sta accadendo dentro di lei. Mi sembra importante partire da un punto: il fatto che dopo una separazione possano emergere nostalgia, senso di colpa, dubbi e momenti in cui ci si chiede “e se avessi sbagliato?” non significa necessariamente che la decisione presa fosse sbagliata. Lei racconta di aver scelto di interrompere una relazione dopo diversi tentativi di farla funzionare, sentendosi poco compresa e poco ascoltata e sperimentando difficoltà nella comunicazione. Allo stesso tempo, però, quella relazione ha rappresentato per lei un legame importante e significativo, forse anche il primo rapporto davvero stabile della sua vita. È quindi comprensibile che lasciarlo andare possa generare sentimenti ambivalenti: si può sapere perché si è scelto di andare via e, contemporaneamente, sentire la mancanza di quella persona. Anche il senso di colpa merita di essere distinto dal desiderio. Il fatto che il suo ex stia soffrendo, o che possa aver sperato di riconquistarla, non significa che lei abbia il dovere di tornare nella relazione per proteggerlo dalla sofferenza. La fine di una relazione può essere dolorosa per entrambi e, tuttavia, non implica necessariamente che qualcuno abbia sbagliato. Può essere utile non guardare soltanto alla domanda “chi devo scegliere?”, ma osservare le dinamiche che si attivano nelle relazioni. Per esempio, lei racconta che nella relazione precedente si sentiva insicura rispetto ai like e alle interazioni del suo compagno con altre ragazze e che questo la faceva sentire “non abbastanza”. Ora si accorge che una preoccupazione simile sta comparendo anche nei confronti della nuova persona che sta frequentando. Questo elemento potrebbe essere molto importante da esplorare, non per stabilire se la sua preoccupazione sia giusta o sbagliata, ma per comprendere che cosa accade dentro di lei quando teme di non essere abbastanza, di poter essere sostituita o di non essere scelta. Allo stesso modo, potrebbe essere utile chiedersi cosa succede nella relazione quando lei prova un bisogno e teme di esprimerlo per paura di sembrare “esagerata”. Imparare a comunicare un bisogno non significa necessariamente controllare l'altro: significa anche poter dire “questa situazione mi fa sentire così” e lasciare che l'altra persona possa raccontare come la vive. Forse in questo momento non è necessario prendere decisioni definitive né rispetto al suo ex né rispetto al nuovo ragazzo. Potrebbe essere più utile concedersi un po' di tempo per distinguere ciò che appartiene al legame passato, ciò che appartiene alla paura di ferire qualcuno e ciò che invece nasce realmente dal suo desiderio e dal modo in cui sta vivendo la nuova relazione. Una relazione non dovrebbe essere scelta soltanto per evitare la sofferenza dell'altro, così come non dovrebbe essere abbandonata soltanto per paura che possano riemergere alcune insicurezze. Può essere uno spazio nel quale imparare, anche insieme, a comunicare bisogni, limiti e vulnerabilità. Il fatto che oggi lei si senta confusa non significa che ci sia qualcosa che non va in lei: probabilmente sta attraversando una fase di cambiamento nella quale sta cercando di lasciare andare un legame importante e, contemporaneamente, di capire come desidera vivere una nuova relazione. Uno spazio psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare ordine in questi vissuti, senza dover trovare immediatamente una risposta o prendere una decisione. Qualora sentisse il bisogno di approfondire ciò che sta vivendo, resto volentieri disponibile per un confronto, in uno spazio di ascolto e riflessione, senza giudizio.


Forse la confusione nasce anche dal fatto che sta cercando di capire se le manca davvero il suo ex o se le manca ciò che quella relazione rappresentava, essendo stata la sua relazione più importante. Potrebbe chiedersi: “Se sapessi che lui sta bene e non soffre per la mia scelta, vorrei comunque tornare indietro?” e “Quello che oggi temo nel nuovo ragazzo appartiene a lui o è una ferita che mi porto dalla relazione precedente?”. Anche il senso di colpa non è necessariamente un segnale che la decisione fosse sbagliata. Rimango a disposizione per poter approfondire adeguatamente in un contesto più adeguato.


Buongiorno, si sente che sta vivendo tante emozioni tutte insieme e che sta cercando di capire cosa sia giusto fare senza ferire nessuno, compresa se stessa. Dopo una relazione importante è normale poter provare contemporaneamente sollievo, nostalgia, senso di colpa e dubbi. Il fatto che le manchi qualcosa del suo ex o che le dispiaccia vederlo stare male non significa automaticamente che abbia sbagliato a lasciarlo. Può semplicemente voler dire che quel legame è stato importante e che la separazione non è ancora del tutto elaborata. Anche il tema dei like e del sentirsi “non abbastanza” merita attenzione, perché al di là di cosa possa sembrare importante agli altri, per lei ha avuto un peso emotivo reale. Forse in questo momento non serve trovare subito una risposta definitiva sul suo ex o sul nuovo ragazzo. Potrebbe essere più utile fermarsi ad ascoltare cosa desidera davvero lei, senza scegliere soltanto per senso di colpa o per paura di perdere qualcuno. È proprio questa confusione che potrebbe essere esplorata con calma in uno spazio psicologico.


E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo


Quello che sta vivendo sembra intrecciare il dolore per la fine di una relazione, il senso di colpa e la paura di ripetere le stesse dinamiche nella nuova conoscenza. In terapia possiamo fare chiarezza su ciò che desidera davvero, lavorando anche sulla sicurezza personale, sui confini e sui pensieri legati al confronto e ai social. Se sente il bisogno di sciogliere questa confusione senza dover decidere tutto subito, possiamo iniziare insieme un percorso e affrontarlo con gradualità.


Buongiorno, mi sembra che stia vivendo contemporaneamente il dolore della chiusura della precedente relazione e l’apertura verso qualcosa di nuovo. Sentire nostalgia o dispiacere per il suo ex non significa necessariamente aver sbagliato a lasciarlo: si può sentire la mancanza di una persona e, allo stesso tempo, riconoscere che quella relazione non rispondeva più ai propri bisogni. Mi soffermerei soprattutto sul senso di colpa: lei sembra sentirsi in qualche modo responsabile della sofferenza del suo ex, fino a pensare di rinunciare a una nuova conoscenza per proteggerlo. Chiudere una relazione, però, comporta inevitabilmente anche accettare che l’altro possa soffrire senza che questo renda sbagliata la propria scelta. Rispetto ai like, più che stabilire se sia “esagerata” o meno, potrebbe essere utile comprendere cosa si attiva in lei quando il partner mostra interesse verso altre donne: il timore di non essere abbastanza sembra infatti ripresentarsi anche nella nuova conoscenza. È un tema che potrebbe valere la pena approfondire, anche attraverso un percorso psicologico, per distinguere i propri bisogni e confini dalle insicurezze che rischiano di accompagnarla da una relazione all’altra.

Dott.ssa Vanessa Giachetto

Dott.ssa Vanessa Giachetto

psicologo

San Donà di Piave

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La situazione che descrive è complessa e tocca nodi relazionali profondi, resi ancora più delicati dalla condivisione dello spazio lavorativo. Come psicologo ad orientamento relazionale sistemico, vorrei offrirle alcuni spunti di riflessione per aiutarla a fare chiarezza in questo momento di forte confusione. Il primo elemento da considerare è la natura della vostra precedente relazione. Una differenza di età significativa (26 e 50 anni) porta spesso con sé non solo diverse tappe di vita, ma anche "mappe" comunicative e bisogni differenti. Quando lei cercava il confronto e l'ex partner si chiudeva, si attivava una dinamica sistemica molto comune, definita di inseguimento-distanziamento: più lei cercava una connessione e una risposta, più l'altro si ritraeva per proteggersi o evitare il conflitto, lasciandola in un profondo senso di solitudine e incomprensione. Riguardo al tema dei social network e dei "like", ci tengo a dirle che il suo malessere non era affatto un "problema suo" o un dettaglio insignificante. All'interno di una coppia, i confini digitali sono importanti tanto quelli reali. Se un comportamento del partner mina la sua sicurezza e crea una ferita, quella richiesta di attenzione merita accoglienza, non svalutazione. La mancanza di sintonizzazione su questo aspetto ha legittimamente alimentato il suo senso di inadeguatezza. Il senso di colpa che prova oggi verso il suo ex partner è una reazione comprensibile, legata a diversi fattori. Da un lato, il fatto di lavorare insieme non permette una reale "distanza emotiva", mantenendo aperto un canale relazionale che rende difficile l'elaborazione del lutto della separazione. Dall'altro, trattandosi della sua prima relazione seria, è naturale che si attivi il timore di aver sbagliato o la paura del vuoto ("mi sembra che mi manchi qualcosa"). Spesso non ci manca la persona per come si comportava, ma la cornice di sicurezza che quella relazione rappresentava. Il fatto che lui si sia allontanato dopo averla vista con un altro collega fa parte di un'inevitabile definizione di nuovi confini: è il segnale che la storia è davvero giunta al termine, e questo può spaventare, ma è anche un passo necessario per entrambi. Infine, la paura che sperimenta con la nuova persona è il timore che si ripetano gli stessi pattern legati ai social o l'ansia di parlarne ed è il segnale che la ferita passata è ancora aperta e tende a proiettarsi sul presente. È del tutto normale avere timore, ma una relazione sana si costruisce proprio sulla possibilità di esprimere le proprie vulnerabilità senza la paura di apparire "esagerata". Sciogliere questa confusione richiede tempo e uno spazio tutto suo. Il mio consiglio è di accogliere questi dubbi senza pretendere di risolverli immediatamente da sola. Un percorso terapeutico potrebbe esserle di grande aiuto per esplorare questi vissuti, ridefinire i suoi confini personali all'interno del contesto lavorativo e permettersi di vivere il presente con maggiore serenità e minor carico emotivo. Le auguro un buon cammino di consapevolezza.


Gentile paziente,mi ha colpito quando scrive “forse non dovevo lasciarlo”. Eppure, poco prima, racconta di aver provato più volte a far funzionare quella relazione e di averla lasciata perché non si sentiva capita, ascoltata e perché alcuni suoi comportamenti la facevano soffrire.Mi chiedo allora se oggi stia davvero mettendo in dubbio la separazione oppure se faccia fatica a tollerare il dolore del suo ex. Vederlo stare male e sapere che adesso non vuole più parlarle può farle percepire la fine come molto più definitiva. E a volte è proprio quando una porta si chiude davvero che iniziamo a sentire la mancanza, anche se siamo stati noi a scegliere di andarcene. Non credo debba interrompere la nuova conoscenza soltanto per evitare che il suo ex soffra. Può invece concedersi di andare lentamente e capire cosa sente, senza obbligarsi né a tornare indietro né a costruire subito una nuova relazione. Mi soffermerei però sul fatto che la paura dei like sta comparendo anche con questo ragazzo. Forse vale la pena chiedersi cosa rappresentino per lei quei gesti. Il timore di non essere abbastanza? Di essere sostituita? Di non potersi fidare?È proprio questo che potrebbe essere interessante approfondire in un percorso psicologico, perché sembra qualcosa che va oltre il comportamento del singolo partner e tocca il modo in cui lei vive la sicurezza nelle relazioni. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta


Buon pomeriggio! Grazie per la domanda, le delineo un parere a riguardo. Da quello che racconta mi sembra che stia cercando di elaborare contemporaneamente la fine di una relazione importante, il senso di responsabilità verso il suo ex e l’inizio di un nuovo legame. È comprensibile che, messi tutti insieme, questi aspetti possano creare molta confusione. Una cosa su cui proverei a soffermarmi è questa: sentire la mancanza di qualcosa, provare dispiacere perché l’altra persona sta male o avere dei momenti di dubbio non significa necessariamente che la decisione di lasciarsi sia stata sbagliata. Si può voler bene a qualcuno e, allo stesso tempo, riconoscere che quella relazione non ci faceva stare bene o non rispondeva più ai nostri bisogni. Lei racconta di aver provato più volte a comunicare ciò che la faceva soffrire e di essersi sentita poco compresa. Anche il tema dei like, al di là del fatto che per qualcun altro possa sembrare importante o meno, per lei aveva un significato preciso: la faceva sentire insicura e non abbastanza. Credo quindi che la domanda non sia tanto se fosse “giusto” o “sbagliato” sentirsi così, quanto capire che cosa attivava in lei quella situazione e se nella relazione c’era spazio per parlarne e trovare un equilibrio insieme. Il fatto che oggi il suo ex lavori ancora accanto a lei può rendere più difficile la separazione emotiva. Vederlo, sapere che sta male o percepire che spera ancora in un ritorno può alimentare facilmente pensieri come “forse sto facendo qualcosa di sbagliato” oppure “non dovrei andare avanti perché lui soffre”. Ma il dolore dell’altra persona non può diventare l’unico criterio con cui decidere che cosa fare della propria vita affettiva. Con questo nuovo ragazzo, inoltre, non credo debba sentirsi obbligata né ad andare avanti velocemente né a interrompere tutto per paura di far soffrire il suo ex. Potrebbe semplicemente concedersi il tempo di capire come sta, senza pretendere da sé una decisione immediata. Mi soffermerei anche sul fatto che il timore legato ai like o alle altre ragazze sembra ripresentarsi. Questo può essere un elemento interessante da comprendere meglio, perché potrebbe esserci una sensibilità particolare al confronto, al rifiuto o al sentirsi meno rispetto alle altre. Parlarne con la persona che sta frequentando non significa necessariamente essere esagerata. La differenza può farla il modo in cui se ne parla, cercando di raccontare il proprio vissuto senza trasformarlo in un controllo sull’altro. Se questa confusione dovesse continuare a farla oscillare molto tra il desiderio di andare avanti e il senso di colpa, personalmente, credo che un percorso psicologico potrebbe aiutarla a distinguere meglio ciò che desidera davvero da ciò che teme, e soprattutto a non leggere ogni dubbio come una prova di aver preso la decisione sbagliata. Spero di esserle stata di aiuto. Un carissimo saluto, Dott.ssa Letizia Nikehasani


Gentile utente, la prima cosa che mi sentirei di dirle è che, se dopo due anni di relazione e diversi tentativi ha scelto di interrompere il rapporto, è importante dare valore alle ragioni che l'hanno portata a quella decisione. Mi sembra significativo soprattutto il fatto che lei avesse più volte provato a comunicare al suo compagno ciò che la faceva stare male e ciò di cui aveva bisogno, senza però sentirsi realmente ascoltata o vedere un cambiamento. Per questo, non credo sia necessario colpevolizzarsi per il fatto che oggi lui stia soffrendo. Può dispiacerle per la sua sofferenza e, allo stesso tempo, riconoscere che la responsabilità di far funzionare una relazione non può ricadere su una sola persona. Lei aveva espresso dei bisogni e aveva provato a trovare un modo per stare meglio nella relazione. Il fatto che oggi possa avere dei ripensamenti o provare nostalgia non cancella ciò che allora l'aveva portata a sentirsi così. Allo stesso tempo, credo sia importante concedersi la libertà di conoscere altre persone, senza però sentire di dover necessariamente trasformare questa nuova conoscenza in una nuova relazione. Dopo una relazione importante è normale avere sentimenti ambivalenti: può stare bene con una persona nuova e contemporaneamente avere ancora pensieri o emozioni legati al suo ex. Più che chiedersi subito "Devo continuare a frequentare questo ragazzo oppure no?", proverei a fermarmi su una domanda ancora più importante: "Io, indipendentemente dal mio ex, mi sento realmente pronta e libera di conoscere una nuova persona?" Per esempio: se il suo ex non fosse presente, se non sapesse come sta, se non avesse paura di ferirlo e non avesse visto la sua reazione dopo averla incontrata con il collega, avrebbe comunque il desiderio di uscire e conoscere questa nuova persona? Oppure sente di farlo anche per riempire il vuoto lasciato dalla relazione precedente? Questa distinzione può aiutarla molto. Non è necessario interrompere immediatamente la conoscenza con il collega, ma potrebbe essere utile rallentare e permettersi un po' di tempo per capire che cosa desidera, senza sentirsi obbligata a scegliere tra il suo ex e questa nuova persona. Inoltre, il fatto che anche con il collega stiano comparendo preoccupazioni legate ai like o alle altre ragazze merita di essere osservato con attenzione. Non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va in questa nuova persona; potrebbe essere utile chiedersi quanto queste preoccupazioni appartengano a ciò che sta realmente accadendo oggi e quanto siano legate alle insicurezze e alle esperienze vissute nella relazione precedente. In questo momento, potrebbe essere utile concedersi uno spazio per ritrovare un po' di chiarezza su di sé: "come voglio stare in una relazione? Di cosa ho bisogno? Cosa non voglio più accettare? E soprattutto, cosa desidero io, al di là della paura di far soffrire qualcuno?" Non deve necessariamente avere già tutte queste risposte. Può prendersi il tempo necessario per trovarle. Saluti


Gentile, La ringrazio per la fiducia e per aver descritto con così tanta sincerità la confusione e il carico emotivo che sta portando in questo momento. Passare dalla fine di una prima relazione importante a una nuova conoscenza specialmente quando si continua a condividere lo stesso ambiente di lavoro con l'ex partner genera quasi inevitabilmente un groviglio di ansia, nostalgia e senso di colpa. Provo ad aiutarla a fare ordine tra i diversi fili di questa matassa: 1. I "like" e le disattenzioni dell'ex: Era un suo problema? Assolutamente no. Sentirsi a disagio o ferita quando il proprio partner mette like a foto provocatorie o scrive a altre persone è un'emozione del tutto legittima. Non si tratta di essere "esagerata", ma di un bisogno naturale di rispetto e protezione dell'intimità. Il fatto che lui minimizzasse o si chiudesse invece di ascoltare il suo disagio dimostra che la sua decisione di chiudere è stata un atto di tutela e rispetto verso se stessa. 2. Il senso di colpa e la paura di far stare male l'ex Provare senso di colpa quando l'ex la vede con un altro collega o quando intuisce la sua sofferenza è normale, ma nasconde un trabocchetto psicologico: lei si sta prendendo la responsabilità della felicità e del dolore di un uomo di 50 anni. Sentire la mancanza di una persona non significa automaticamente che dovreste stare insieme: significa semplicemente che quella è stata la sua prima storia importante ed è umano che vi sia un periodo di "lutto" e riadattamento. Lavorare insieme rende tutto più complesso perché non vi permette un reale no-contact, mantenendo l'illusione di dovere ancora qualcosa al suo ex. Ma lei non deve rimediare al dolore di una scelta che è stata giusta per la sua vita. 3. La nuova conoscenza e la paura della gelosia Ridere, scherzare e stare bene con il suo nuovo collega è un segnale di vita bellissimo. Fermarsi o tirarsi indietro per "non far soffrire l'ex" o per la paura di soffrire di nuovo significa rinunciare alla propria felicità per senso di colpa. Per quanto riguarda la paura che anche il nuovo ragazzo possa mettere like o seguire altre ragazze sui social: Non si nasconda per la vergogna di sembrare "esagerata": Può esprimere i suoi confini in modo sereno e maturo ("Per me la trasparenza e il rispetto reciproco sui social sono importanti, perché in passato ci ho sofferto"). Un ragazzo disposto a conoscerla davvero accoglierà i suoi vissuti senza farla sentire sbagliata o insicura. Primi passi pratici per sciogliere la confusione Separare il piano lavorativo da quello personale: Al lavoro mantenga un atteggiamento professionale, cortese ma neutro con il suo ex, senza cercare o subire chiarimenti emotivi che alimentano solo il senso di colpa. Darsi il permesso di stare bene: Stare bene con il nuovo collega non è un torto verso l'ex, ma il naturale proseguimento della sua vita a 26 anni. Spostare il focus su di sé: Invece di chiedersi "Come sta lui?", provi a chiedersi ogni giorno: "Di cosa ho bisogno io oggi per sentirmi serena e rispettata?". Se la confusione dovesse continuare a toglierle serenità, un breve ciclo di consultazione psicologica le permetterà di elaborare definitivamente la fine della prima storia seria, rafforzare la sua autostima e imparare a comunicare i suoi confini nelle nuove relazioni senza il timore di risultare "troppo". Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci

Dott.ssa Antonella Guiducci

Dott.ssa Antonella Guiducci

psicoterapeuta

San Mauro Pascoli

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Salve, dopo una relazione importante, soprattutto quando è stata la prima esperienza significativa, è comprensibile provare nostalgia, senso di colpa e dubbi sulla decisione presa, anche quando si è scelto di interrompere il rapporto dopo aver tentato più volte di farlo funzionare. Il fatto che il suo ex stia soffrendo non significa necessariamente che lei abbia sbagliato a lasciarlo. Mi sembra importante distinguere il dispiacere di ferire una persona dal desiderio autentico di tornare con lei. Allo stesso modo, non è necessario interrompere una nuova conoscenza soltanto per paura di far soffrire il suo ex: può concedersi il tempo di capire cosa prova, senza forzarsi a prendere decisioni immediate. Rispetto alla gelosia e ai social, provi a interrogarsi su quali siano i suoi bisogni di sicurezza e rispetto in una relazione, comunicandoli senza giudicarsi e lasciando spazio anche al confronto con l'altra persona. Se questa confusione dovesse persistere, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che desidera, distinguendo i suoi bisogni dai sensi di colpa e dalle paure. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Gentile utente, da quello che racconta, sembra che in questo momento si trovi divisa tra la decisione di lasciare una relazione in cui non si sentiva compresa e il senso di colpa per la sofferenza che questa scelta può aver causato al suo ex. Nel frattempo, sta facendo spazio a una nuova conoscenza che le fa stare bene, ma che sembra riattivare anche alcune paure e insicurezze. Vorrei dirle che provare nostalgia, avere dei dubbi o sentirsi in colpa dopo una separazione non significa necessariamente aver sbagliato a lasciare una persona. Si può sentire la mancanza di qualcuno e, allo stesso tempo, riconoscere che quella relazione non rispondeva ai propri bisogni. Dopo due anni insieme, è comprensibile che il distacco richieda tempo, soprattutto quando continuate a vedervi sul posto di lavoro. Anche rispetto alla nuova conoscenza, non deve sentirsi obbligata a prendere subito una decisione. Può concedersi il tempo di capire come si sente, senza rinunciare a qualcosa che le fa stare bene soltanto per paura di ferire il suo ex. Allo stesso modo, le insicurezze che emergono rispetto ai social possono essere un'occasione per comprendere meglio cosa la fa sentire inadeguata e quali bisogni si attivano in queste situazioni, senza giudicarsi né dare per scontato che siano necessariamente eccessivi. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui propri sentimenti, elaborare la separazione e comprendere come vivere le relazioni con maggiore serenità, imparando a distinguere ciò che desidera davvero da ciò che sente di dover fare per non deludere gli altri.


Buongiorno, da quello che racconta, mi sembra che in questo momento stia cercando di capire se può concedersi di andare avanti senza sentirsi in colpa per la sofferenza del suo ex e senza il timore di commettere nuovamente un errore. Quando una relazione importante finisce, anche se siamo stati noi a prendere la decisione, è possibile provare nostalgia, dubbi e senso di colpa. Questo non significa necessariamente aver sbagliato a lasciarsi: si può sentire la mancanza di una persona e, allo stesso tempo, riconoscere che nella relazione mancavano aspetti importanti per il proprio benessere. Il fatto che lui stia soffrendo, inoltre, non significa che lei debba tornare insieme a lui per alleviare il suo dolore. Mi sembra significativo che nella relazione precedente lei abbia sentito più volte il bisogno di confrontarsi senza riuscire a trovare uno spazio di comunicazione soddisfacente. Allo stesso tempo, con questo nuovo ragazzo descrive una maggiore spontaneità e il piacere di stare insieme. Non è necessario decidere subito dove porterà questa conoscenza: può concedersi di viverla con gradualità, senza sentirsi obbligata né a interromperla per proteggere il suo ex né a trasformarla immediatamente in una nuova relazione. Rispetto alla preoccupazione per i social e al timore di non essere abbastanza, sarebbe utile capire che cosa si attiva in lei in queste situazioni e come comunicarlo al partner in modo assertivo, distinguendo i propri bisogni dalle paure che possono alimentare dubbi e insicurezze. Se sente che il senso di colpa e il bisogno di essere certa di fare la scelta giusta le impediscono di capire che cosa desidera davvero, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza, rafforzare la fiducia nelle proprie decisioni e imparare a vivere le relazioni senza sentirsi responsabile di ogni emozione dell'altra persona. Non deve avere tutte le risposte adesso: può prendersi il tempo necessario per capire che cosa desidera, senza mettere da parte se stessa per paura di ferire qualcuno. Un cordiale saluto.


Gentilissima, grazie per aver scritto e per la sincerità con cui racconta una situazione in cui si sente tirata in più direzioni. Dalle sue parole emerge molta attenzione verso gli altri, e questo spesso rende più difficile ascoltare anche ciò di cui ha bisogno lei. Da qui non posso dirle cosa sia giusto fare nel suo caso, né darle una soluzione. Posso offrirle qualche chiave di lettura generale. Quando una relazione finisce per scelta di una delle due persone, è molto frequente che chi lascia viva un forte senso di colpa, soprattutto se l’altro continua a soffrire e a sperare, e se lo si incontra ogni giorno al lavoro. In queste condizioni può nascere l’idea che stare bene, o andare avanti, sia quasi un torto verso chi sta male. Sentire dispiacere per la sofferenza di qualcuno, però, è diverso dall’esserne responsabili: si può voler bene a una persona e, allo stesso tempo, riconoscere di non poter tornare indietro. Anche il timore di illudere chi sta conoscendo ora, e di rivivere dinamiche simili, merita attenzione. Non per darsi una risposta immediata, ma per distinguere ciò che appartiene alla situazione presente da ciò che arriva dalla precedente. Decisioni importanti prese sotto il peso della colpa sono spesso diverse da quelle che si prenderebbero con più chiarezza. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio per ascoltare la confusione senza doverla risolvere subito, per capire da dove nasce questo senso di colpa e per trovare un modo di stare nella situazione lavorativa che rispetti sia gli altri sia i suoi bisogni. Se lo desidera, resto a disposizione come professionista per un primo colloquio conoscitivo, per capire insieme la sua situazione e se il mio modo di lavorare può fare al caso suo. Resto a disposizione, ai recapiti indicati nel sito. Cordiali saluti Dott.ssa Maria Losco


Salve da ciò che racconta sembra vivere le relazioni con un carico di ansia e sensi di colpa che probabilmente va oltre ciò che accade nella sua vita relazionale ma che ha a che fare più con la sua vita mentale ed emotiva. Valuti di guardare più da vicino questa confusione, capendone le sfumature e creando maggiore consapevolezza. Un percorso psicologico potrebbe essere utile per affrontare le varie tematiche ed anche conoscere meglio le sue modalità di pensiero che portano in alcuni casi alla sofferenza. Spero di averle dato alcuni spunti di riflessione.

Dott.ssa Ilaria Visone

Dott.ssa Ilaria Visone

psicologo

Pomigliano d'Arco

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Buongiorno, è comprensibile sentire questa confusione: anche quando siamo noi a concludere una relazione, possono rimanere affetto, nostalgia e dispiacere per la sofferenza dell’altro. Il senso di colpa non significa necessariamente che abbia sbagliato o che debba tornare indietro. Le sue emozioni e pensieri, legate anche all’utilizzo dei social, meritano ascolto: non è tanto stabilire se siano “giuste” o “esagerate”, quanto comprenderne il significato e riuscire a comunicarle senza accuse o richieste di controllo. Con la nuova persona potrebbe parlarne gradualmente, spiegando ciò che la fa sentire insicura e osservando se trova ascolto e disponibilità al confronto. Non deve decidere tutto subito. Può concedersi il tempo di conoscere questa persona, senza rinunciare a ciò che le fa stare bene per proteggere il suo ex, ma anche senza forzarsi a iniziare una nuova relazione. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a separare il dispiacere per l’ex dal desiderio di tornare con lui e a comprendere meglio ciò di cui ha bisogno per sentirsi serena in un rapporto. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti, qualora fosse interessata a prendere appuntamento per un incontro conoscitivo anche in modalità telematica. Un caro saluto


Buongiorno, è comprensibile che in questo momento possa sentirsi confusa, con tanti pensieri ed emozioni che si intrecciano. Forse potrebbe essere utile darsi un po' di tempo per fare chiarezza, senza sentirsi obbligata a trovare subito tutte le risposte. Conoscere meglio ciò che sente e ciò di cui avrebbe bisogno potrebbe aiutarla, poco alla volta, a vivere questa fase con maggiore serenità. Anche se ora può sembrare difficile, non è necessario avere tutto chiaro per poter scoprire, con il tempo, cosa la fa stare bene e costruire relazioni in cui sentirsi a proprio agio.


Salve, dopo una relazione importante è comprensibile provare nostalgia, senso di colpa e dubbi, anche quando si è stati noi a scegliere di chiudere. Il fatto che il suo ex stia soffrendo non significa necessariamente che abbia preso la decisione sbagliata: può dispiacerle stare male per lui senza essere responsabile del suo benessere. Mi sembra importante distinguere la mancanza della persona dalla mancanza di ciò che quella relazione rappresentava, soprattutto perché racconta di essersi sentita poco ascoltata e compresa. Allo stesso tempo, con il nuovo ragazzo non deve avere fretta né prendere decisioni dettate dalla paura di ferire qualcuno. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare chiarezza sui propri bisogni, elaborare la fine della relazione e comprendere le insicurezze che si riattivano nei nuovi legami, così da poter scegliere con maggiore serenità, senza sentirsi in colpa per ciò che desidera.


Buongiorno, da quello che racconti, mi sembra che tu stia vivendo una fase di passaggio delicata, in cui si intrecciano il dispiacere per la fine di una relazione importante, il senso di colpa e la paura di fare la scelta sbagliata. Vorrei dirti che provare nostalgia, avere dubbi o sentirsi in colpa dopo una separazione non significa necessariamente aver sbagliato a lasciarsi. Puoi provare affetto per il tuo ex e dispiacerti per la sua sofferenza, ma questo non ti obbliga a tornare con lui, soprattutto se nella relazione ti sentivi poco compresa e faticavi a trovare un dialogo. A volte, quando una relazione è stata la prima davvero importante, si rischia di confondere la mancanza della persona con la mancanza delle abitudini, dei ricordi e della sicurezza che quella relazione rappresentava. Prova a chiederti non soltanto che cosa ti manca di lui, ma anche come ti sentivi quando stavate insieme e quali bisogni, nel tempo, non trovavano spazio. Rispetto al nuovo ragazzo, non devi obbligarti a interrompere una conoscenza per proteggere il tuo ex, ma nemmeno sentirti costretta a iniziare subito una nuova relazione. Puoi concederti il tempo di conoscere questa persona senza dover decidere immediatamente dove vi porterà il rapporto. Infine, riguardo ai social, non sei esagerata soltanto perché qualcosa ti ferisce. È importante, però, distinguere tra i tuoi bisogni di rispetto e sicurezza nella coppia e la paura che l'altro possa farti sentire nuovamente non abbastanza. Sono aspetti che puoi esplorare con calma, comunicando ciò che provi senza trasformarlo necessariamente in un divieto o in un conflitto. Forse, in questo momento, più che scegliere tra due persone, hai bisogno di ritrovare la fiducia nelle tue decisioni e capire che cosa desideri davvero per te. Non devi risolvere tutto subito, né assumerti la responsabilità di evitare ogni sofferenza agli altri: anche i tuoi bisogni e il tuo benessere meritano spazio.

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