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Esperienze

Sono la Dott.ssa Chiara Cortelletti e sono una Psicologa Clinica iscritta all'Albo degli Psicologi dell'Emilia Romagna e all'Albo degli Psicologi di San Marino; attualmente, mi sto formando in Psicoterapia ad indirizzo Cognitivo-Comportamentale (CBT).

Ho poi arricchito la mia formazione frequentando corsi di perfezionamento e corsi di formazione specifica in diversi contesti.

Ho esperienze in diversi ambiti: scolastico, clinico, psichiatrico, peritale e delle dipendenze patologiche; spesso, collaborando con servizi sanitari, insegnanti e le famiglie.

Lavoro con adulti, adolescenti bambini (dai 3) e anche in contesti di coppia e di sostegno familiare.

Nel mio lavoro utilizzo un approccio cognitivo-comportamentale, che permette di esplorare la relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti così da comprendere i meccanismi che possono contribuire a generare o mantenere una situazione di disagio.

Durante le mie sedute offro uno spazio di ascolto e privo di giudizio, all’interno del quale costruire insieme un percorso personalizzato, definito a partire dai bisogni e dagli obiettivi di ogni persona. Accompagno i miei pazienti nell’affrontare momenti di fragilità, crescita e cambiamento, dedicando particolare attenzione all’individuazione di strategie e strumenti concreti da utilizzare nella vita quotidiana.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia clinica
  • Mediatore familiare
  • Esperto in dsa
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  • Colloquio di coppia

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  • Colloquio individuale

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2 recensioni

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  • B

    Beatrice

    ci siamo rivolti alla dottoressa dopo la diagnosi di DSA di nostra figlia (11 anni). eravamo decisamente scoraggiati. ma dopo il lavoro con a dottoressa nostra figlia ha ritrovato la sua strada e la sua autonomia. ci rivolgeremo nuovamente a lei decisamente per l'anno venturo!!

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    Massimo F.

    Sin da subito mi sono trovato a mio agio! Complimenti alla dottoressa per l'empatia e la gentilezza!!

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Mio figlio 13enne manifesta ansia al momento di andare a letto. Di giorno tutto tranquil

Buongiorno
Mio figlio 13enne manifesta ansia al momento di andare a letto.
Di giorno tutto tranquillo, ha amici, gioca a pallone, poi la sera dice di avvertire un nodo in gola che non lo fa respirare bene..
Per tutta l'estate è stato bene, potrebbe essere l'idea che inizia la scuola?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Cortelletti

Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. Nei ragazzi è facile che l’ansia si manifesti attraverso sensazioni fisiche, come il nodo alla gola, la costrizione o la percezione di respirare con maggiore difficoltà. L’imminente ripresa della scuola potrebbe essere uno dei fattori coinvolti, anche se durante il giorno suo figlio appare tranquillo; tuttavia, dalle sole informazioni riportate non è possibile stabilirlo con certezza.

Può provare a chiedergli, in un momento tranquillo e senza insistere, quali pensieri o preoccupazioni emergano quando si avvicina l’ora di dormire. Potrebbe inoltre essere utile osservare cosa sembra attenuare o intensificare quelle sensazioni sgradevoli.
Se gli episodi persistono, aumentano o iniziano a interferire con il sonno e la quotidianità, un colloquio psicologico può aiutare a comprendere meglio ciò che li attiva e fornire al ragazzo strategie adeguate per gestire l’ansia e in caso, il rientro a scuola.


Buongiorno, vorrei provare a chiedervi un parere riguardo un argomento che ormai da tutta la vita mi

Buongiorno,
vorrei provare a chiedervi un parere riguardo un argomento che ormai da tutta la vita mi angoscia.
Mi spiego meglio, vado per i 38 anni e per quasi tutta la vita sono stata single se non per qualche relazione della durata di un anno, la più lunga è stata dai 20 ai 23 anni. Sento che mi sono innamorata davvero 2 volte in vita mia ma queste persone mi hanno lasciata dicendomi una volta che uno preferiva avere una relazione aperta e un altro che non si sentiva il ragazzo giusto per me. Ho trascorso e continuo a trascorrere molto tempo da sola e sento che ormai mi sto abituando. Ho amici e diverse conoscenze, esco e mi dedico ai miei hobby ma in tutta la mia esistenza non sono mai stata corteggiata (e capisco perché non sono una bella ragazza e dicono parli troppo) e da diverso tempo quando provo a conoscere qualche ragazzo non si va mai oltre il "come va" "che lavoro fai?" Come se non avessero argomenti o si aspettino che sia io a portare avanti la conversazione. Personalmente dopo una sfilza di appuntamenti non sento di avere voglia di conoscere ragazzi. Inoltre attraverso i miei hobby essendo molto di nicchia fatico a fare incontri dal vivo. Mi chiedo se sia normale questa situazione o se invece sia stata solo sfortunata.
Personalmente mi sto abituando alla singletudine e non penso cercherò più. Avrei piacere almeno una volta nella vita che sia qualcuno a cercare me, ma se non accadrà sono pronta a rassegnarmi ad una vita di singletudine. Mi domando solo se sia vivere sempre senza amare e senza avere più rapporti intimi.
Grazie a chi vorrà rispondere.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Chiara Cortelletti

Buongiorno. Essere single, anche a lungo, non rappresenta di per sé una condizione anomala. Allo stesso tempo, dalle sue parole sento che emerge una sofferenza importante: non sembra riguardare soltanto l’assenza di una relazione, ma anche il desiderio di sentirsi scelta, desiderata e cercata da qualcuno.

Nella vita affettiva intervengono molti fattori: le occasioni d’incontro, le persone verso cui ci orientiamo, il modo in cui iniziamo e manteniamo le relazioni, le aspettative e l’immagine che abbiamo di noi stessi. Frasi come “non sono una bella ragazza” o “parlo troppo” sembrano essere diventate spiegazioni molto radicate del suo essere sola, ma andrebbe compreso quanto descrivano realmente ciò che accade e quanto, invece, derivino dalle esperienze di rifiuto vissute nel tempo.

Dopo numerosi tentativi deludenti è sicuramente comprensibile sentirsi stanchi e perdere il desiderio di conoscere nuove persone. Tuttavia, c’è una differenza tra scegliere serenamente una vita da single e rinunciare alle relazioni per proteggersi dalla possibilità di un’altra delusione. Il fatto che una parte di lei desideri ancora essere cercata suggerisce che questa rinuncia non sia del tutto priva di sofferenza.

Un percorso psicologico non avrebbe necessariamente l’obiettivo di “trovarle un partner”, ma potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni affettivi, le convinzioni maturate su di sé e gli eventuali schemi che si ripetono nelle conoscenze e nelle relazioni. Potrebbe così arrivare a una scelta più libera: continuare a cercare una relazione in modo diverso oppure vivere la singletudine senza sentirla come una condanna o una rassegnazione.


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