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Esperienze

"Ho pensato tante volte che confidandomi con uno psicologo potesse essere utile per capirmi meglio. Quando alla fine ci sono andata/o, ho iniziato a farmi delle domande diverse: invece di «Perché tutto ciò capita proprio a me?», ho iniziato a domandarmi «Cosa vogliono insegnarmi questi eventi? Cosa posso fare per essere una persona migliore e più realizzata?»".

La scelta di uno psicologo è importante e delicata. Affidandoti ad un professionista preparato e capace di ascolto autentico ed empatia potrai mettere meglio a fuoco le tue sensazioni e le tue emozioni, i tuoi pensieri e le tue motivazioni più profonde. Inizierai così un viaggio che ti porterà a realizzare maggiormente il tuo potenziale ed essere più simile a quella persona che aspiri a diventare.

La mia formazione comprende due lauree in Italia, in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni ed in Economia e Commercio, più un Master e un Dottorato di ricerca (PhD) in Psicologia nel Regno Unito.

Ho lavorato per molti anni in Italia, Francia e Regno Unito in aziende multinazionali in ruoli specialistici e manageriali nelle sedi direzionali a livello europeo e globale.

Grazie all’interdisciplinarietà della mia formazione, svolgo la libera professione di psicologo con un approccio integrato, occupandomi a tutto tondo del benessere di individui, coppie, gruppi e organizzazioni. Pongo al centro della mia attività l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, sostenendolo nella ricerca di valori e significati che ne illuminino il percorso esistenziale e ne ispirino uno sviluppo armonico.

Ho svolto percorsi formativi in mindfulness e meditazione vipassana, e sono in formazione come psicoterapeuta presso la Scuola Italiana di Psicosintesi Terapeutica.

Oltre all’attività clinica, mi occupo di formazione e coaching. Collaboro alla progettazione ed erogazione di interventi formativi finalizzati in particolare all’orientamento, inteso come competenze decisionali basate sulla consapevolezza e il senso del sé, con applicazione anche in campo scolastico e occupazionale.

Coadiuvo manager e organizzazioni nelle attuali sfide del mondo del lavoro attraverso coaching personalizzato.

Svolgo anche attività di ricerca scientifica. Progetto, svolgo e collaboro alla conduzione e divulgazione di studi che mirano ad ampliare e consolidare conoscenze e competenze nel campo della psicologia, dell’etica e delle metodologie di ricerca, pubblicando articoli sulle principali riviste scientifiche internazionali e italiane.

Per maggiori informazioni: www.antoniofabiobella.it. Cell. 353 4828312.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia cognitiva
  • Psicologia del lavoro

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  • Sostegno alla genitorialità

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Antonio Fabio Bella
Centro Amore e Psiche

Via Pesciatina, 162, Loc. Lunata, 1° piano, Capannori 55012

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ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata a inizio anno con una persona di 5

buongiorno dottori, sono una ragazza di 26 anni, mi sono lasciata a inizio anno con una persona di 50anni, siamo stati 2 anni insieme, sono stata io a prendere la decisione dopo tanti tentativi di stare insieme..io non mi sentivo capita, non c'era un comunicare, e da parte sua quando io volevo avere un confronto, lui era come se si chiudesse e non volesse discutere, poi anche altri motivi tra cui vedevo che lui metteva mi piace a foto o video di ragazze sui social che si mettono molto in mostra diciamo..più volte avevo chiesto se poteva evitare perché a me faceva sentire come non abbastanza, magari è un mio problema o non era una cosa importante ai fini della relazione? però a me faceva male, avevo anche visto un messaggio da parte sua a una ragazza..ora io e lui lavoriamo insieme perché lui voleva starmi vicino o riconquistarmi ma io purtroppo non posso dargli ciò che vuole e questo mi dispiace..inoltre da qualche settimana ho conosciuto un collega a lavoro con cui rido, scherzo parlo e siamo anche usciti insieme qualche volta, diciamo che con lui sto molto bene, mi sento bene, purtroppo però ci sono dei momenti in cui mi sento in colpa nei confronti del mio ex, forse perché non ho chiuso del tutto con lui? è come se ogni tanto avessi dei pensieri che mi dicono di aver sbagliato, che lui sta male e che forse non dovevo lasciarlo, mi sembra come se mi mancasse qualcosa di lui, forse perché l'unica relazione seria, in più qualche giorno fa mi ha vista con lui e anche questo mi da pensare che lui ora non vuole neanche parlarmi come se ora sia finita del tutto..ho tanta paura, che certe volte penso anche di non continuare con questo ragazzo, anche per non far star male lui perché non so che fare..non lo so ho tanta confusione e non so come sciogliere il tutto, inoltre mi capita anche con questo ragazzo di poter avere pensieri sui like o che possa seguire ragazze, vorrei parlarne ma ho paura di sembrare forse esagerata..non so che fare..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Antonio Fabio Bella

Buongiorno,
non è raro che la fine di una relazione importante si accompagni a un dolore. Le relazioni intime sono spesso complicate e portano in superficie diverse parti di noi con le quali dobbiamo confrontarci. A volte ci sembra difficile orientarci nell’oceano di emozioni contrastanti e pensieri contraddittori, al punto che possiamo non sentirci all’altezza di affrontare quei momenti. Ci chiediamo perché ci sono capitate certe cose e a volte possiamo persino sentirci in colpa per qualcosa che nemmeno riusciamo a mettere completamente a fuoco.
Non si scoraggi se prova tutto ciò. Anzi, la sua capacità di sentire e notare queste sfumature è sintomo di consapevolezza. Quello che serve forse è mettere un po’ di ordine fra loro, una tessera del mosaico per volta, senza cercare di risolvere l’intero puzzle tutto insieme.
Il fatto che provi dispiacere per la fine della relazione con il suo ex partner è normale, anche quando la decisione è ben motivata, come nel suo caso. Ha espresso in modo molto chiaro i motivi per i quali quella relazione non funzionava come avrebbe desiderato. È possibile che quel suo senso di colpa possa dipendere dal fatto che non tutti i nodi siano stati sciolti, ma la fine di una relazione importante richiede sempre un po’ di tempo per essere elaborata completamente. Un po’ di nostalgia può rimanere per un po’, ma non necessariamente significa che debba mettere in discussione una scelta che ha i suoi fondamenti. È importante che in questa fase riesca a gestire con equilibrio gli aspetti della sua vita quotidiana che ancora oggi condivide con il suo ex, in modo da facilitare lo scioglimento progressivo di quei nodi rimanenti, senza ambiguità e con delicatezza.
L’apertura graduale verso nuove relazioni è anche un segnale apprezzabile della sua disponibilità ad entrare in una fase nuova della sua vita. Non è necessario fare scelte definitive, ma più semplicemente permettere al nuovo di trovare spazio, senza forzature, con i giusti tempi.
Se però il suo stato di malessere dovesse protrarsi, allora forse potrebbe essere utile cercare uno psicologo o una psicologa nella sua zona (oppure online) con cui osservare più attentamente le emozioni e i pensieri più disagevoli, intraprendendo un percorso di crescita personale che possa darle quella serenità che merita.


Buongiorno, Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita. Frequento l'università e ho concluso il

Buongiorno,
Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita.
Frequento l'università e ho concluso il mio primo anno in modo terribile; ho passato solo un esame su sei.

Non è mancanza di volontà oppure studio, anzi ho proprio scelto di continuare con gli studi per passione e ci metto interesse in ciò che faccio, anche ogni giorno, ma mi sono illusa di essere all'altezza e non so più cosa fare ormai, oltre che a disperarmi continuanente.

In questo periodo non riesco più a presentarmi agli esami, soprattutto agli orali che mi incutono più timore, penso per ansia, timore del giudizio altrui, anche se mi sono preparata e ho studiato per mesi. Adesso, proprio ora che mi dovevo presentare per dare un esame (scritto e orale), ho deciso di saltare l'appello, seppur io avessi studiato.

Ora mi ritrovo a dover iniziare il secondo anno la settimana prossima, gli esami del primo anno che non ho dato sono propedeutici al secondo e sono bloccata, sia accademicamente sia con la mia vita in generale, in cui ho fallito in diversi ambiti.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Antonio Fabio Bella

Buongiorno,
Dal suo messaggio traspare in modo forte e chiaro il disagio che la situazione le sta provocando.
Immagino che non sia esclusivamente l’avere superato solo un esame su sei a farla soffrire, ma tutto il portato emotivo, motivazionale e relazionale che l’accompagna: “mi vergogno di me stessa”, “chissà cosa penseranno i miei genitori e le mie amiche”, “devo avere sbagliato tutto”, “se ci riprovo e non passo, sarà ancora peggio”, “mi fa passare la voglia di fare qualunque cosa”, “se resto bloccata così sarà una rovina”, “mi sento un fallimento”, e via dicendo.
Purtroppo nella vita attraversiamo fasi difficili e le asperità lungo il percorso non mancheranno mai. Tuttavia, non sono le difficoltà che definiscono chi noi siamo. Non superare un esame o saltare un appello d’esame potrebbero sembrare un fiasco, ma non è il metro con cui misurare il proprio valore come studentessa e soprattutto come persona. Un tennista può sbagliare un colpo importante, ma la partita non finisce lì. Se si è preparato con costanza e impegno, i prossimi colpi entreranno in campo e progressivamente torneranno a essere vincenti.
Lei stessa dice giustamente che studia con impegno e interesse. Evidentemente, il campo di studi che ha scelto le è congeniale. Si tratta di riprendere il cammino dopo qualche legittima battuta di arresto.
Esiste un servizio di supporto psicologico presso la sua università? Se sì, potrebbe rivolgersi a loro per qualche colloquio. Diversamente potrebbe contattare uno psicologo o una psicologa nella sua zona, oppure online. Cercare supporto in questi normali momenti di difficoltà è sintomo di grande forza interiore. Già questo sarà un primo passo verso un futuro prossimo diverso. Non si intraprende un nuovo viaggio senza un primo passo, per piccolo che sia. Racconti esattamente quello che ha scritto qui. Sono convinto che un colloquio con un professionista competente la aiuterà a trovare lei stessa soluzioni che la metteranno in condizione si sentirsi presto in grado di riprendere le redini della sua vita.
Non c’è bisogno di focalizzarsi sul recuperare tutti gli esami mancanti del primo anno con un solo colpo di spugna. Sviluppi con uno psicologo un piano graduale, semplice, partendo da un esame che le piace, non necessariamente del primo anno. Ciò ridurrà significativamente il peso dell’ansia prestazionale. Grazie ad un primo successo, inizierà a riprendere possesso della sua naturale fiducia nei suoi mezzi. In fondo, Roma non è stata costruita in un giorno.
Non siamo mai completamente da soli nelle nostre difficoltà. La sua vita non è la situazione che sta vivendo oggi, ma qualcosa di un valore molto più grande, anche se negli intoppi del cammino è difficile vederlo. Riscoprire le proprie risorse è un viaggio pieno di soddisfazioni, che le auguro di assaporare al più presto. Buona viandanza!


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