a causa di tensione emotiva che mi accompagna sempre e aumenta in certe occasioni mi sono reso conto
52 risposte
a causa di tensione emotiva che mi accompagna sempre e aumenta in certe occasioni mi sono reso conto che non sono più capace di baciare una ragazza perchè percepirebbe la mia tensione emotiva e non riuscirei a concentrami per la mia mancanza di serenità , questo mi frena nelle relazioni che non hoi più da molti anni e alimenta la mia agitazione, non so come uscirmene e non vedo come una psicoterapia mi possa aiutare in quanto sò già i motivi della mia agitazione ed è proprio da quando ho realizzato che sono ancora più agitato, che dovrei fare?
Salve, da ciò che lei narra è consapevole che in questo periodo la tensione emotiva la accompagna ed è consapevole dei motivi che la suscitano.
Accanto a ciò tuttavia svaluta a mio avviso la possibilità di ricevere aiuto da un professionista che potrebbe aiutarla ad affrontare le difficoltà che attraversa per raggiungere una riduzione di questa tensione emotiva che attualmente condiziona la sua vita affettiva. Si rivolga con fiducia così ad un professionista che saprà approfondire con lei le sue attuali difficoltà e proporre un piano di trattamento psicoterapeutico concordato con lei.
Le auguro di superare positivamente queste criticità che esprime.

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Buon giorno! Che bello però che lei scriva! Vuol dire che comunque avrebbe voglia di uscire da questo circolo vizioso e darsi un’opportunità diversa. Io penso che se questo è vero, la psicoterapia la può aiutare a sbloccarsi, a non pensare più di non avere scelta, ad affrontare queste tensioni, ad accettare alcune emoZioni e pensieri per far si che lei possa cambiare. In bocca al lupo!!

Salve lei parla di un blocco rispetto al l'approccio con una ragazza, se lei pensa di sapere il motivo come mai non riesce a superarlo? È per questo che esiste la figura dello psicoterapeuta per aiutare a risolvere ciò che da soli non si riesce. Si affidi ad un professionista che le ispira fiducia.
Dott.ssa Milvia Verginelli

buongiorno, l'ansia o la tensione emotiva produce molti effetti sgradevoli, tanto che una reazione è cercare di evitarla, evitando cosi tante se non tutte le situazioni che la provocano. La conseguenza è che non si impara a gestire quella tensione con la conseguenza di sentirsi meno capaci degli altri. La relazione terapeutica è una relazione pertanto sollecita in lei la stessa paura e la stessa tensione emotiva. sarebbe un buon punto di partenza però, usando la terapia come forma di apprendimento potrebbe poi gestire meglio tutte le altre relazioni. Nella relazione terapeutica non c'è mai un giudizio sulla persona, si collabora per arrivare a risolvere ciò che ci impedisce di vivere adeguatamente.

Buongiorno. La psicoterapia ha lo scopo di approfondire le problematiche ad un livello più profondo di quello razionale. Spesso non è sufficiente comprendere le questioni mentalmente ma è necessario elaborarle emotivamente. Anche perché spesso sotto a quanto ci raccontiamo si nascondono vissuti più complessi da verbalizzare e che vanno appunto indagati con l'aiuto di un
professionista. Spero di averle risposto in maniera esaustiva e le auguro di superare quanto prima le sue difficoltà.

Buon giorno! come hanno già detto i miei colleghi sarebbe opportuno che si affidasse ad una psicoterapeuta per poterla aiutare in questa sua difficoltà. Le suggerisco inoltre che può essere molto utile imparare tecniche di rilassamento es. Training autogeno che l'aiuterebbe a percepire meglio il suo corpo ed ad allentare le tensioni.Va da sé che è importante capire le ragioni ed elaborare il problema. Se ha bisogno di aiuto io ci sono anche on line. Buona giornata!. Lina Isardi

Buongiorno lei spiega con chiarezza che a causa della tensione emotiva non riesce ad avere un sereno rapporto con le ragazze. Dice di conoscere i motivi della sua agitazione e su questo Le propongo una riflessione: se pur conoscendo i motivi della sua tensione non riesce a eliminare le origini del problema, forse in questo momento la consapevolezza che ha del problema non riesce da sola a consentirle di definirlo ed affrontarlo: a volte siamo consapevoli di come ci sentiamo ma non è del tutto chiaro nel profondo Il meccanismo che ci porta a sentire certe sensazioni e ad agire certi comportamenti. Sebbene non sia convinto le dico che proprio una psicoterapia è ciò che potrebbe aiutarla a fare ulteriore chiarezza sulle origini del problema e a costruire la forza Interiore necessaria per far andare le relazioni in un modo soddisfacente. Resto a disposizione. Un cordiale saluto. Dott.ssa Daniela La Porta

Buongiorno, come hanno già esposto i miei colleghi per comprendere la natura di questa difficoltà è necessario comprendere la situazione nella sua interezza. La consapevolezza del problema è già un primo passo importante, adesso è necessario comprendere quale sia la causa. Ad esempio è solo relativo all'ambito affettivo? Questa necessità di distacco la prova anche in altre circostanze?
Comprendere la situazione e le motivazioni che la portano a questo vissuto è fondamentale per affrontare e superare la problematica. Resto a disposizione, un caro saluto
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Non ci dice quanti anni ha e da quando avverte questo senso di tensione, ma,probabilmente, è per questo senso di disagio che avverte nelle relazioni che evita l' incontro anche con uno psicoterapeuta, che è lo specialista al quale rivolgersi quando si presenta una sintomatologia come quella che descrive.

Gentilissimo, il fatto che lei abbia chiesto aiuto qui in cui chi risponde sono psicologi e psicoterapeuti è già indice della voglia di uscire da questa soluzione attraverso un percorso di psicoterapia. Avere delle riserve a riguardo però è comprensibile, pertanto le consiglio di contattare telefonicamente un professionista della sua zona in modo da cercare di fugare i dubbi che ha.
In bocca al lupo!
Un caro saluto

Dott.ssa Elisa Paterlini

Salve bisognerebbe capire quale sia stato l’evento scatenante della sua tensione emotiva e da quando è apparsa. L’ansia molto spesso produce degli effetti del tutto sgradevoli ma lavorando un po’ su se stessi ( capire cosa le porta ad avere questa tensione emotiva che ti impedisce di baciare una ragazza) dovresti lavorare su se stesso per poi trarre un po’ di conclusioni. E rispondere alle domande succede solo nella sfera affettiva? In ambito lavorativo sociale? Da quando persiste tutto ciò?

Le porgo cordiali saluti
Resto a sua disposizione

Buongiorno a volte purtroppo la sola consapevolezza della causa non risolve tutto ma è sicuramente un buon punto di partenza. Occorre agire su questa causa, lavorando sui primi ricordi disturbanti che oggi ancora agiscono sul presente. Desensibilizzando questi eventi può stare sicuramente meglio. Una buona tecnica terapeutica che può aiutarla è l'Emdr, che agisce proprio sugli eventi che sono stati disfunzionali nel passato e che lo sono ancora oggi perché influenzano negativamente i nostri pensieri e le nostre relazioni.

Buongiorno. La tensione emotiva che riporta sembrerebbe per certi aspetti fare ormai da sfondo all'incontro con l'altro. Tuttavia, lei stesso ci parla di un aumento di tale esperienza in alcune circostanze. Ritengo che il punto da cui partire possa essere proprio questo. Esaminando gli episodi in cui la tensione aumenta, e contestualizzandola alla luce della sua esperienza passata e dei suoi orizzonti futuri, sarà possibile comprendere meglio cosa la mette davvero in allarme... Il solo fatto poi che dica "non sono più capace" mi fa supporre che prima in qualche modo lo fosse, quindi cosa è cambiato? La inviterei a riflettere su questo: nelle relazioni intime con l'altro sembrerebbe che la sua attenzione sia costantemente rivolta su di sé e sul suo modo di sentirsi a prescindere dall'altro. Ma Chi l'altro sia ha inevitabilmente un peso sul suo modo di sentirsi, poiché ogni persona che avrà davanti sarà un individuo unico, con una sua storia, dei propri vissuti, e un particolare modo di entrare e stare in relazione! Se lei resta focalizzato sempre su di sé si perderà tutto questo...l'altro e il suo modo di farci sentire (ad esempio più o meno agitato/teso).
Premettendo che l'inizio di un percorso terapeutico necessita in primo luogo una certa motivazione a mettersi in gioco per una buona riuscita, la inviterei a considerare l'opportunità di fare un pò di chiarezza su questi aspetti con l'aiuto di un professionista, in modo da ritrovare quanto prima la serenità nelle relazioni. A disposizione, un saluto. AC

Le suggerisco una terapia EMDR, che è un intervento mirato a “sciogliere” e quindi Superare i blocchi traumatici.
Se già sa da dove proviene è a metà dell’opera, saperlo però non è totalmente sufficiente e le
suggerisco di affidarsi a uno psicoterapeuta EMDR, sappiamo intervenire per una risoluzione mirata.
In bocca al lupo
Dott. Tiziana Vecchiarini

Buongiorno, descrive un suo disagio che si porta dietro da anni e che la invalidano nell’espressione della sua vita sentimentale. E l’aver messo a fuoco il suo problema aumenta la sua agitazione. È sulla base di questa consapevolezza che parte una psicoterapia, con la possibilità di conoscere le sue paure, il blocco che si è creato nel corso degli anni, in cui si è creato un adattamento, un non pensiero. E conoscerne le origini, le cause che l’hanno determinato. Sapere i motivi non significa avere le risorse per risolverlo. La relazione terapeutica è il tempo e lo spazio dove si rielabora e si producono scoperte nella direzione di un allargamento delle conoscenze di se, attraverso l’aiuto psicologico e ciò produce gradualmente cambiamenti. E spesso si ha paura di farlo, di andare in profondità.
Sapere di avere un muscolo che è debole e ci limita ci porta a ipotizzarne le cause, ma solo se ci orientiamo verso il muoverlo e questo può procurare dolore, sofferenza, costanza. Le propongo questo esempio perché il lavoro terapeutico è una ginnastica della mente. Spero di esserle stata di aiuto.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Buongiorno,
in base a ciò che mi racconta nella sua storia percepisco la sua paura di lasciarsi andare non solo al "bacio", quindi ad aspetti prettamente corporei, ma soprattutto affettivi. Dietro un'esperienza corporea vi è una relazione affettiva e relazionale. Per poterla vivere, occorre essere se stessi in grado di sfidare ogni blocco ed ogni paura. Di cosa hai paura se ti lasci andare ad una donna che ti può piacere o che puoi amare? Di cosa hai paura se ti fondi con l'altro (fobia del legame), fobia di perdere te stesso e la tua identità stando con l'altro diverso da te? cosa può succedere se mostri all'altro le tue insicurezze ed anche le tue paure? Provi a costruire la relazione senza paura di nulla, il corporeo piano piano si lascerà andare ad una danza sensuale con un corpo femminile senza protocolli scritti e regole rigide ( devo fare questo...o quello). La sessualità va condivisa con l'altro in maniera spontanea. Le consiglio vivamente di iniziare un percorso di psicoterapia, la aiuterà ad affrontare al meglio la sua vita sessuale.
Cordiali saluti
Dr.ssa Iolanda Lo Bue

"conosci te stesso, conosci il tuo nemico, sicuro sarà l'esito di mille battaglie" Sun Tzu.
Mi creda quando le dico che la conoscenza profonda di se stessi fornisce tutti gli strumenti per poter affrontare le situazioni più difficili.
Nell'aver scritto lei si mostra già ben avviato nel percorso di superamento di questa sua difficoltà.

Augurandole il meglio, Cordiali saluti.


Buongiorno, una psicoterapia può, invece, aiutarti molto nel comprendere questa tua situazione da un punto di vista emotivo e riuscire successivamente a risolverla.
Resto a disposizione.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
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Sono d’accordo con lei una psicoterapia non le servirà a comprendere i motivi della sua tensione e difficoltà nelle relazioni dato che l’ha già individuato, ma la difficoltà ad interrompere questa sequenza comportamentale é sicuramente un dato da poter affrontare.
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Buongiorno! È proprio la tensione emotiva che bisogna imparare a gestire. La psicoterapia, soprattutto quella a matrice cognitivo comportamentale, aiuta proprio in questo. Si affidi a un collega e sicuramente risolverà il problema.

Gentile utente, le auguro di cercare un bacio in cui dimenticarsi delle preoccupazioni e delle tecniche.
Un bacio dolce, spontaneo ed intenso in cui perdersi.
Scelga una persona che la faccia sentire così e vedrà che vi bacerete benissimo!
Un caro saluto.
Giada Bruni

Buongiorno,
Sa, a volte i nostri problemi arrivano da molto lontano e anche se nel tempo abbiamo sviluppato una certa consapevolezza in merito, talvolta la consapevolezza non basta.
Un percorso di psicoterapia oltre a consentire di esplorare più in profondità le proprie cose, proprio perché prevede la relazione con L altro, consente di modificare i propri meccanismi in modo permanente perché entrano in gioco, nella relazione, in modo profondo, le dinamiche di natura emotiva. Ci pensi su.
Cordiali saluti

Buongiorno, lei scrive di avere consapevolezza dei meccanismi che agiscono in lei, ma la psicoterapia non aiuta solo a svelare i meccanismi che fanno agire o provare emozioni, aiuta a trovare soluzioni. In questo caso la sua ansia e il conseguente problema relazionale. E' anche una questione di fiducia: si deve affidare ad un professionista che saprà guidarla alla scoperta della giusta via. Capisco anche che noi psicologi chiediamo un atto di fiducia a prescindere, ma si affidi al passaparola o alle recensioni (che sono la versione 2.0 del passaparola) per scegliere il terapeuta che sente più vicino alle sue esigenze e inizi un percorso al più presto. Ho tanta esperienza con ragazzi con chiusura relazionale e posso dirle che è importante prendere subito in esame la cosa senza aspettare che si cronicizzi. Un caro saluto.

Buongiorno, proprio perché sa già quali possono essere i motivi della sua agitazione le consiglio di andare oltre questi motivi e capirne la causa profonda, grazie all’aiuto di una psicoterapia. L’avere consapevolezza é il primo passo verso un cambiamento e la ricerca di una visione diversa delle proprie difficoltà. Il potersi confrontare ed affidare a qualcuno di esperto ed esterno può sicuramente esserle d’aiuto. Un caro saluto

Buongiorno! Avere consapevolezza delle proprie difficoltà e quindi, nel suo caso, di questa tensione che la limita nei rapporti con le ragazze è un primo passo importante. Bene che da solo abbia iniziato a lavorare su di sé. Il rischio però è di focalizzarsi su ciò che lei sente che non va in lei e perdere di vista una visione più completa della sua personalità, che comprende anche le sue risorse e desideri. Una psicoterapia la aiuterà ad ampliare la sua prospettiva su di sé e a liberarsi di questa tensione. Se vuole affrontare questo tipo di percorso con me, sono disponibile online. Un caro saluto
Dott.ssa Elena Richiusa

Salve, la tensione emotiva e la mancanza di serenità sembrano impedirle di mettersi in relazione con l'altro intimamente e questo immagino la faccia soffrire molto. Posso suggerirle questa riflessione. La psicoterapia spesso è considerata soltanto un momento di consapevolezza. Tuttavia, uno dei cambiamenti più importanti di un percorso è quello di modificare le proprie modalità relazionali disfunzionali, modi di stare con l'altro che non ci fanno stare bene. Questo avviene attraverso la relazione che di costruisce con un terapeuta. È difficile spiegare in una breve risposta, ma molti autori come Daniel Stern ne hanno parlato, se volesse capire meglio i meccanismi di una psicoterapia prima di iniziarne una. In bocca al lupo!

Gent lei riconosce la sua ansia e i suoi pensieri disturbanti ma non la vera origine di questa nevrosi con la quale lei convive da anni. Una psicoterapia potrebbe aiutarla a capire da dove nascono questi sintomi e orientarla verso l'apprendimento di tecniche ipnotiche finalizzate a gestire meglio questa sfera emotiva anche in autoinduzione . Cordiali saluti dott.ssa Maria Grazia Messaglia

Salve,
Credo che sia abbastanza sfiduciato nei confronti di un'eventuale psicoterapia.
Tuttavia, ha avuto un grande coraggio a chiedere un confronto sul suo problema.
È vero che uno degli scopi della terapia è di aumentare la consapevolezza, ma quest'ultima è anche consapevolezza emotiva oltre che cognitiva.
Attraverso la relazione con un professionista potrebbe integrare le due componenti cognitiva ed emotiva.
Sono disponibile nel caso in cui decidesse di contattarmi,
cordiali saluti

Gentile utente,credo che la sua richiesta merita di essere attenzionata meglio tramite un colloquio individuale.
Se interessato non esiti a contattarmi.

Una buona giornata
Dott.ssa Cuscinà Nathalie

Chiede un aiuto ma allo stesso tempo lo svaluta ("non so come una psicoterapia mi possa aiutare"), di cosa ha paura? Teme di scoprire che ciò che "sa già" non è tutto? Che c'è altro nel profondo e forse destabilazzante?
Si rivolga a un buon psicoterapeuta e cominci da lì, dalle sue intuizioni, è una buona base di partenza.
In caso contrario sarà come nella fiaba di Esopo...la volpe è l'uva.

La psicoterapia permette di rispondere esattamente alla domanda "quando ho realizzato che sono ancora più agitato, che dovrei fare?". Esistono meccanismi in parte consapevoli e in altra parte automatici, dunque inconsapevoli, che potrebbero spiegarti il perché della sofferenza che affronti. Sei consapevole del motivo della tua agitazione (tensione emotiva) ma, non ancora, del perché si crei questa tensione emotiva. La tensione emotiva è la causa della tua agitazione, ma la causa della tensione emotiva quale è? Qui la psicologia interviene ed ottiene risultati.

Gentile utente, se ha scritto a noi psicologi/psicoterapeuti, questo equivale ad una Sua richiesta di aiuto perchè è consapevole che da solo non riesce a risolvere il problema. Per affrontare e risolvere le sue problematiche sicuramente occorre l’aiuto di un esperto/a psicoterapeuta per riacquistare fiducia in sè e nelle sue capacità. E’ già importante il fatto di essere stato consapevole di ammettere che ha un problema, adesso deve riuscire ad affidarsi e fidarsi di un percorso terapeutico che lo tiri fuori da questo blocco psicologico. Spero di essere stata chiara e di avergli facilitato una decisione. In bocca al lupo! Sempre a disposizione . Dr. Francesca Cusumano

Hanno risposto già troppi colleghi e anche lungamente per poterlo fare anch'io, per cui le dico sinteticamente che, secondo me, lei ha un elevato livello di ansia che in determinate circostanze si innalza ancora di più prendendo i connotati di ansia anticipatoria/da prestazione. La terapia è doppia: psicofarmacologica e psicoterapeutica inclusiva di training autogeno o altra tecnica di rilassamento, il tutto rigorosamente preceduto da un 'accurata psicodiagnosi. Non si perda in chiacchiere e non sprechi il suo tempo a girare in tondo lamentandosi e avvitandosi nella sua demoralizzazione. Fissi qualche consulenza on line con più di un professionista per fare una scelta del professionista che più le ispira fiducia e parta per la risoluzione del suo problema. buona serata

Buongiorno la consapevolezza della sua tensione emotiva è un buon punto di partenza. Come sta sperimentando sulla "sua pelle" sapere non basta, è necessario trasformare e per poterlo fare andare a interagire con parti della sua personalità di cui non è ancora consapevole. La psicoterapia lavora proprio su questi aspetti.
Le auguro una buona giornata.
Francesca Castelli

Buongiorno, se ha già compreso i motivi che sono alla base del suo disagio è già a buon punto nel percorso di risoluzione. Uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a compiere quel passo in più che le consentirebbe di gestire la tensione e di sentirsi finalmente libero nell’espressione dei suoi affetti e sentimenti.
Le auguro di sperimentare presto questa sensazione.
Valentina Desiderio
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Buongiorno, spesso quando parliamo di consapevolezza, ci riferiamo in particolar modo al pensiero, (so perchè mi capita questa determinata cosa), ma la consapevolezza riguarda molti altri aspetti della nostra vita compreso il corpo, le sensazioni, le emozioni. Comprendere non è sinonimo di "sentire" e un sostegno psicologico potrebbe esserle molto utile per iniziare ad esplorare non solo i suoi pensieri e il loro significato ma anche tutto il resto, in modo da farla uscire da certi comportamenti automatici e aumentando la sua autostima data dalla maggiore conoscenza di sé stesso. Un saluto caro Dott.ssa Sara Strufaldi

Buongiorno, innanzitutto mi verrebbe da dire che se non crede che una psicoterapia possa aiutarla non la intraprenda... Una psicoterapia funziona nel momento in cui si è pronti a mettersi in discussione (al di là di ciò che Lei può aver identificato come la o le causa/e) e se si riesce ad instaurare un rapporto di fiducia e di alleanza terapeutica.
Detto ciò, qualora possano esserci queste premesse, credo che far passare altro tempo in questo modo non possa che andare a cristallizzare ancora di più il problema e quindi renderlo più difficilmente risolvibile. Viceversa iniziare a prendersi cura di sé, a volersi bene, a capire cosa è successo e a lavorarci potrà permetterle di superare il Suo problema.
Un grande in bocca al lupo.

Salve. psicoterapia non significa solo "scoprire i motivi" ma anche modificare le modalità di interazione attraverso tecniche e strumenti pratici. Oltre a questo,
se è così convinto di conoscere tutti ireali motivi della sua disfunzione perchè continua ad averla?
Gli strumenti che ha usato fino adesso hanno funzionato?
dal suo racconto si evince di no. Per pura logica anche qualora non "veda i motivi per" vale comunque la pena provare. cari saluti

Carissimo, dalla sua lettera colgo che lei è consapevole delle sue tensioni emotive e delle cause sottostanti. Lei scrive degli stati emotivi che in realtà le impediscono di avere le relazioni con l'altro sesso serene e appaganti. La consapevolezza è però soltanto un primo step verso il cambiamento. Un percorso di psicoterapia permetterebbe di identificare il meccanismo del suo funzionamento ed i fattori sia scatenanti sia mantenenti il disturbo, mobilitando le risorse verso il cambiamento. A volte affrontare il problema ci può sembrare difficile e scoraggiante, ma anche sopportare una realtà che ci crea disagio, rinunciando ad una parte della vita che può essere fonte di grande piacere, è altrettanto faticoso.
Le faccio i miei migliori auguri.
Dott.ssa Jarmila Chylova

Gentile utente,
pensare di conoscere i motivi che accrescono la sua agitazione non vuol dire eliminare tale agitazione. La psicoterapia, prima comprende i motivi, fase uno, poi passa alla eliminazione di tali impedimenti, fase due. Se bastasse solo sutointerpretarsi le proprie questioni basterebbe leggere dei manuali ed i sintomi scomparirebbero. Purtroppo non funziona così. Se pensa che tale stato le arrechi un disagio non esiti a contattare un collega, sicuramente le sarà d'aiuto. Le auguro il meglio.

Buonasera, una psicoterapia potrebbe aiutarla non solo a raggiungere una maggiore consapevolezza del disagio che percepisce (e che sente già di conoscere), ma potrebbe aiutarla a elaborarlo, ad attingere a tutte le risorse che sicuramente ha dentro di se e che la possono permettere di affrontare questo disagio e ritrovare la meritata serenità relazionale. Un saluto. Dr.ssa Daniela Fierro

Buonasera. Potrebbe cominciare a descrivere meglio a se stesso quella che lei definisce tensione emotiva: paura, disgusto, claustrofobia , rabbia ?Provi a rispondere a queste domande e mi riscriva I. Parisi

Buongiorno. Dal suo ragionamento, che non le fa vedere come una psicoterapia possa aiutarla, si evince un elevato bisogno di autocontrollo, che le impedisce di lasciarsi andare al piacere del contatto umano...e di un bacio. Se non accetta di affidarsi a qualcuno e continua ad affrontare il suo disagio attraverso un controllo pseudorazionale (la razionalità tiene conto delle emozioni, mentre lei non lo fa!) non potrà che stare peggio e rinchiudersi sempre di più.
So di essere stato un po' duro, ma penso che la sfiducia espressa dalle sue parole costituisca una difesa troppo rigida per essere intaccata da uno stile comunicativo più morbido.
Le auguro di cambiare rotta e di riuscire ad accettare l'idea di lasciarsi aiutare. Cordiali saluti, dott. Gualazzi.

Buongiorno, lei conosce le ragioni per cui ritiene che intraprendere una psicoterapia non la possa aiutare su cui non intendo addentrarmi. Quello che le posso dire è che molto spesso conoscere le cause non sempre ci aiuta a risolvere il problema, che nel suo caso pare essere un problema di ansia di prestazione. Avere invece un punto di vista esterno potrebbe darle quelle strategie utili per risolvere il suo disagio.

Buongiorno, se scrive ui, forse un dubbio sul fatto che una terapia potrebbe aiutarla lo ha!
credo sia importante lavorare con qualcuno sulle sue ansie e i motivi che le alimentano, in modo da poterle controllare e poter avere una vita sociale e relazionale normale.

Buongiorno come lei stesso dice essere consapevoli del problema è sicuramente il primo passo per affrontarlo e superarlo ma non la chiave per uscirne. In questo senso un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla. Buona fortuna

Buongiorno, scoprire le cause del proprio malessere è uno dei primi passi verso il benessere, ma certamente non la chiave principale. Anche perchè, spesso ci "inganniamo" da soli, additando come cause principali, alcune che invece sono secondarie o forse addirittura delle coperture: vedere quelle che davvero sono le ragioni della sofferenza sarebbe troppo doloroso, quindi ci "proteggiamo" inconsapevolmente, creando sintomatologie alternative (come la tensione emotiva di cui parla). La psicoterapia consiste proprio nell'andare a scoprire tali nodi dentro di sé, grazie alla relazione con lo psicoterapeuta. Il fatto che scriva qui, penso sottolinei che anche se pensa non sia utile, c'è una parte di lei incuriosita e speranzosa che la terapia possa fare al caso suo: la ascolti e contatti un terapeuta che le ispira fiducia a pelle! Vedrà che lo troverà molto utile. Un caro saluto

Ciao. Grazie per averci scritto. Non vedi come una psicoterapia ti possa aiutare in quanto sai già i motivi della tua agitazione. Tuttavia ti rivolgi a un portale dove ci sono molti psicoterapeuti. Forse stai intuendo che una soluzione qui ci potrebbe essere. La tua saggezza nascosta, nonostante la mente, che crede di sapere già tutto, potrebbe suggerirti che ci sono anche altre vie oltre ai ragionamenti razionali. E' proprio lì che potresti trovare un modo di uscire da questo blocco. Oltre la mente, al di la del circolo vizioso tra pensiero ed emozione. Oltre il loro nutrirsi a vicenda, che rende l'agitazione insostenibile quando vuoi baciare una ragazza. Grazie alla psicoterapia Transpersonale potresti varcare la soglia della dimensione del conflitto per accedere a nuovi modi di vedere i problemi, da una prospettiva differente.
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Gentile utente,
mi verrebbe da chiederle se ci sono altre situazioni che le capita di evitare, poiché sente una grande tensione emotiva o se è solo il baciare una ragazza che le provoca questa sensazione. Credo che sia normale sentire una tensione emotiva mentre si bacia una persona, soprattutto la prima volta. E' un gesto molto intimo che ci mette in gioco in modo particolare. Dal suo messaggio ho l'impressione che sia questa tensione emotiva a disturbarla, più che il bacio in sé, come se per lei fosse molto fastidioso provare un'emozione forte. Le capita di provare la stessa tensione anche in altre situazioni in cui pensa di poter perdere il controllo? Le capita di evitare altre situazioni nella sua vita che la porterebbero a provare uno stato di attivazione emotiva per lei troppo alto e insopportabile? Potrebbero essere sintomi ansiosi e spesso questi si presentano quando per troppo tempo mettiamo da parte alcuni nostri bisogni (di libertà, di intimità, di riposo, ecc...). Diversamente da ciò pensa, se così stanno le cose, potrebbe trarre molto giovamento dall'incontro con un professionista che le ispiri fiducia.
Resto a disposizione e le porgo i miei più cari saluti.
Marcella

Buongiorno,
visto l'elevato numero di risposte...! Sarò molto sintetica: come ci insegna Freud con la psicanalisi e le scienze psicologiche che ne sono derivate, non è ciò che è conscio e quindi razionale che ci condiziona, ma ciò che è inconscio e quindi deve essere "costruito" come ipotesi di una propria verità soggettiva. Attraverso un percorso terapeutico si potrà arrivare a dirne qualcosa...e nel contempo trovarsi in una situazione emotiva altra...
Un saluto.
dr.ssa Franca Brenna

Gentile utente, innanzitutto le voglio dire che ha fatto bene a chiedere aiuto! Nella sua richiesta non emergono diverse informazioni: la sua età, da quanto tempo avverte questa tensione e in quante altre cose della sua vita si sente frenato. Da quanto scrive sembrerebbe si sia creato una sorta di circolo vizioso per cui la tensione lo frena nell’approcciare un contatto fisico con una ragazza, ma il non poterlo fare è fonte di una maggiore tensione. Purtroppo essere consapevole di ciò, così come dei motivi sottostanti alla sua agitazione non è sufficiente per risolvere il problema, né tanto meno per farle provare un maggiore benessere. E’ proprio qui che entra in gioco la necessità di un aiuto esterno da parte di un professionista con il quale potrebbe andare aldilà di quelli che sono la consapevolezza e la razionalità, ed entrare in contatto con parti inconsce, come paure e ricordi non piacevoli da cui probabilmente si difende. Non attenda altro tempo e si faccia aiutare! Non crede di meritare di sentirsi libero e stare bene in intimità con una ragazza? Un augurio sincero. Rosaria Campisi



Buonasera caro utente e grazie per aver posto la sua domanda, a quanto leggo lei ha già preso consapevolezza delle cause della sua agitazione, vede un percorso psicologico può facilitarla nella conoscenza di sé stesso in modo più profondo. Spesso i meccanismi mentali ci fanno credere di non avere alcuna via di uscita da determinati disagi, è proprio qui che interviene il professionista, nell'aiutarla a vedere le difese mentali e a guidarla nello smascheramento e sblocco delle stesse. Questo lavoro ha come conseguenza la libertà interiore e la risoluzione dell'agitazione.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti, un caro saluto.
Dottoressa Monica Pesenti

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