Dott.ssa Immacolata Parisi

Psicoterapeuta · Altro

Esperienze

Ho cominciato la mia esperienza clinica, più di trenta anni fa , con i bambini autistici e i loro genitori e da loro ho appreso la capacità di leggere anche i più piccoli segnali di progresso e di mantenere così vive la fiducia e la speranza nel progetto di crescita degli individui ,immaginando e costruendo il rapporto psicoterapeutico come uno stare dietro o uno stare accanto al paziente , per portare avanti in due il compito evolutivo e raggiungere la pienezza dell’espressione di sé, dei propri talenti e dei propri limiti. Via via il mio interesse si è spostato sulla malattia cronica e/o le disabilità, in adolescenza e in età adulta , interpretandole come un limite con il quale imparare a convivere senza che questo danneggi l’intera dimensione della vita , intendendo la psicoterapia come uno spazio in cui riconoscere insieme al paziente i danni , conseguenti a ferite fisiche e psichiche, ma anche le aree potenziali su cui l’individuo può sempre investire fino all’ultimo giorno di vita.
Un’idea del rapporto e delle finalità della psicoterapia estesa poi a tutte le problematiche individuali, di coppia, familiari con cui sono entrata in contatto in questi anni
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica
  • Psiconcologia

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online


  • Psicoterapia

    Da 70 €

  • Consulenza di coppia


  • Consulenza genitoriale


Indirizzo

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Studio Parisi

via Niutta 36, Napoli 80129

Disponibilità

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Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Risposte ai pazienti

ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gent.mo dottore, circa dieci anni fa, a causa di un forte esaurimento nervoso ho assunto psicofarmaci per più o meno un anno e mezzo. Purtroppo, l'utilizzo di uno di questi medicinali, avendo come effetto collaterale la desensibilizzazione del glande del pene, mi ha impedito di avere rapporti sessuali con mia moglie non solo per tutta la durata della cura, ma anche nel periodo occorso per lo smaltimento degli effetti del medicinale. Dopo un pò di tempo che perdurava tale spiacevole situazione, ho iniziato a notare nella mia consorte comportamenti che mi lasciavano perplesso, come ad esempio una maggiore cura della sua persona, l'evitare i miei abbracci ed i miei baci, telefonate in camera da letto a porta chiusa, servizi fuori casa che duravano ore e durante i quali non rispondeva al telefono ed altro. Benchè insospettito, l'amarla tantissimo e l'avere piena fiducia in lei (quanto accennato non era mai accaduto in passato), mi ha portato a sottovalutare per lungo tempo tale situazione, fino a che non son stato messo al corrente da parenti ed amici di suoi tradimenti. Volendo salvare il nostro rapporto, ho reputato bene affrontare la problematica con l'aiuto di una psicologa. Fatti presente sia i diversi episodi che mi avevano insospettito e condotto ad una ovvia conclusione, che gli avvertimenti ricevuti, rammentando le cause che avevano portato a tale situazione, ho detto a mia moglie che comprendevo le ragioni che l'avevano portata a prendere determinate decisioni, ma che volevo fosse sincera con me. Sia io che la psicologa abbiamo tentato più volte, durante i molti incontri, di farle ammettere le sue scelte di vita, ma invano. Non solo lei ha sempre negato l'evidenza dei fatti, ma ha anche cercato di variarne la dinamica a suo favore ed ha provato a farmi passare per paranoico. Non son servite a nulla anche le varie discussioni avute in ambito domestico. La cocciutaggine di mia moglie nel negare ogni evidenza era esasperante. Nel frattempo, appreso ed accortomi che lei non aveva mai smesso di tradirmi (anche dopo che avevamo ripreso i rapporti sessuali), ho deciso di troncare il nostro rapporto adottando, per questioni economiche, la formula del vivere separati in casa. Il giorno in cui le ho parlato della mia decisione, messasi a piangere ha detto di amarmi. E' trascorso del tempo, durante il quale ognuno ha vissuto indipendentemente la propria vita. A volte mi sorprendevo ad osservarla, notando la sua espressione triste, simile alla mia. Un giorno, trovatomi vicino a lei, non son riuscito a frenare il mio impulso di abbracciarla e baciarla, riscontrando un suo totale abbandono. Abbiamo fatto l'amore. Parlandole successivamente, le ho detto che se volevamo riprendere il nostro rapporto, doveva scegliere definitivamente fra il suo amante e me, chiudendo per sempre col suo passato. Guardatomi, ha risposto di aver scelto me. Nonostante il nostro rapporto abbia ripreso il suo corso, mi chiedo fino a che punto io possa contare su una donna che mi ha tradito e mentito per tanti anni. So per certo, però, che se dovessi accorgermi che mia moglie mi tradisse nuovamente, anche solo per una volta, troncherei definitivamente il nostro rapporto. Gent.mo dottore, in merito a tutto quel che ho raccontato, gradirei una sua opinione, in special modo sulla mia consorte. RingraziandoLa anticipatamente per la Sua cortese attenzione, Le porgo cordiali saluti.

Gent.mo,
partiamo dagli elementi positivi: la vostra e’ una relazione che e’ sopravvissuta a momenti di grande sofferenza e rabbia e dobbiamo pensare allora che ha una base molto solida. Per quanto riguarda le “omissioni “di sua moglie , alla luce del vostro ritrovarvi , mi chiedo se non sia stata protettiva nei confronti di un rapporto che evidentemente non ha mai voluto perdere. Mi chiede se può fidarsi ed io le rivolgo una domanda: lei si è’ già fidato della sua stessa capacità di riconoscere in se stesso e in sua moglie la realtà dei vostri reciproci sentimenti. Non faccia vacillare la fiducia che ha avuto in se stesso e cerchi di godersi cio’ che è stato capace di conservare. I Parisi

Dott.ssa Immacolata Parisi

a causa di tensione emotiva che mi accompagna sempre e aumenta in certe occasioni mi sono reso conto che non sono più capace di baciare una ragazza perchè percepirebbe la mia tensione emotiva e non riuscirei a concentrami per la mia mancanza di serenità , questo mi frena nelle relazioni che non hoi più da molti anni e alimenta la mia agitazione, non so come uscirmene e non vedo come una psicoterapia mi possa aiutare in quanto sò già i motivi della mia agitazione ed è proprio da quando ho realizzato che sono ancora più agitato, che dovrei fare?

Buonasera. Potrebbe cominciare a descrivere meglio a se stesso quella che lei definisce tensione emotiva: paura, disgusto, claustrofobia , rabbia ?Provi a rispondere a queste domande e mi riscriva I. Parisi

Dott.ssa Immacolata Parisi
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