Non so se soffro di attacchi di panico. Delle volte mi capita di provare sensazioni negative (tris

62 risposte
Non so se soffro di attacchi di panico.
Delle volte mi capita di provare sensazioni negative (tristezza, stress, frustrazione ecc) e ad un certo punto vengo investita da un qualcosa che sento crescere dentro di me fino ad esplodere. Inizio così ad avere il battito del cuore accelerato, senso di costrizione al petto, debolezza e fatico a respirare. Ho respiri rapidi e veloci e l’unico modo per uscirne è quello di appoggiarmi e di concentrarmi sulla respirazione più lenta e profonda. Il tutto dura qualche minuto.
Queste crisi però mi capitano soprattutto quando piango.
Di cosa si tratta? Perché delle volte compaiono e altre volte no?
Dott. Gabriele Scortichini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Melegnano
Buongiorno, mi dispiace per la sua sofferenza.
Buona soluzione concentrarsi sulle respirazione. Potrebbe essere utile allo stesso tempo, riflettere con qualcuno sulle cause di questo malessere, per vedere e comprendere cosa sta accadendo nella sua vita, che la fa stare male.
Un caro saluto

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Dott. Omar Isa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, lei mostra un buon livello di consapevolezza rispetto agli episodi riferiti e questo costituisce un fattore determinante per un possibile cambiamento. I sintomi descritti e le sensazioni sperimentate indicano sicuramente una problematica relativa alla sfera dell'ansia, per questo sarebbe utile un approfondimento all'interno di uno spazio sicuro ed empatico, dove è possibile esplorare i suoi vissuti emotivi ed apprendere strategie utili alla gestione dell'ansia. Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento, un caro saluto. Dott. Omar Isa
Caro utente, mi dispiace per il disagio di cui ci racconta, non mi propongo di darti una risposta certa in questa sede rispetto al fatto che i suoi siano o meno attacchi di panico, però sicuramente sono una manifestazione di qualcosa, di alcune difficoltà che forse non sono del tutto chiare e quindi si manifestano così. Penso che possa essere importante poter parlare con un professionista, poiché l'origine di questi episodi risiede in ciò che sta vivendo, poterlo esplorare insieme a qualcuno le può permettere pian piano di capire e di superarli. Spero che troverà le risposte che cerca. Un saluto!
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, ritengo importante che lei possa richiedere un consulto psicologico alla fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Resto a disposizione, anche online.cordialmente, dott FDL
Dott.ssa EMANUELA CHIODI
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Sant'Egidio alla Vibrata
Gent.m, sicuramente sta parlando di un'ansia generalizzata o di attacco di panico. La regolarizzazione della respirazione che fa, é un ottimo inizio, poi dobbiamo capire da cosa è scatenata, e affrontarla con le giuste strategie.
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Dott.ssa Marilena Santonicola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
Salve un percorso di psicoterapia potrebbe essere utile sia per la gestione sia per comprendere gli antecedenti e le cause del suo malessere. Cordialmente dott Marilena Santonicola
Dott.ssa Alessandra Barbera
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Gentile utente, i sintomi da lei riportati andrebbero certamente approfonditi nel contesto adeguato, per comprenderne l’origine e i fattori di mantenimento.
La indirizzerei senz’altro verso un percorso psicologico con un professionista della salute mentale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordiali saluti,
Dott.ssa Alessandra Barbera
Dott.ssa Valentina Fazzi
Psicoterapeuta, Psicologo
Ancona
Gentile utente, concordo con l'utilizzo della respirazione come strategia per la gestione del sintomo. Può aver senso però consultare un professionista per aiutarla a comprendere l'origine del suo malessere e strutturare un percorso terapeutico che possa farla sentire meglio.
Cari Saluti,
Valentina Fazzi
Dott. Antonio Panza
Psicoterapeuta, Psicologo
Marano di Napoli
Salve, dai sintomi che descrive non mi sentirei di escludere l'ipotesi degli attacchi di panico. Comprendo le ragioni del suo disagio e ne sono dispiaciuto. Tuttavia qualsiasi ipotesi formulata sulla base delle sole informazioni presenti nel suo scritto sarebbe a mio avviso riduttivo a fronte di una situazione complessa come la sua (tutte quelle che riguardano il vissuto umano lo sono). La invito per questo a contattarmi in privato, anche con un semplice messaggio se vuole; mi limiterei a farle solo qualche ulteriore domanda in modo da offrirle una consulenza più accurata. Cordiali saluti Dott. Antonio Panza.
Tutti questi indizi possono ricondurre si ad attacchi di panico, ma non traiamo conclusioni affrettate e soprattutto chiediamoci: solamente quando piangi? Come ti senti in quei momenti precedenti agli attacchi? I sintomi come questi qualche volta sono l’unico modo che ha il nostro corpo di reagire a situazioni ingestibili, quindi sarebbe una buona cosa andare ad esplorare quello che vivi in questo istante. Grazie per la tua condivisione, dott. Benjamin Collins
Dott.ssa Mariarosaria Russo
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Castellammare di Stabia
Gentile Utente sono molto dispiaciuta per la situazione di malessere riportata. I sintomi che descrive fanno pensare a degli attacchi di panico e per agire al meglio ed eliminare il problema andrebbero indagati tutti i tentativi di gestione della problematica stessa e la presenza di qualche paura di base. Per ridurre ed eliminare il disagio potrebbe esserle utile consultare uno specialista.
Cordiali saluti
Dr.ssa Mariarosaria Russo
Dott.ssa Deborah De Luca
Psicologo, Psicologo clinico
Monterotondo Scalo
Salve,
da quello che descrive sicuramente è presente una forte ansia, che si abbina ad una componente psicosomatica. La situazione diventa, infatti, problematica quando l’ansia intralcia e manda in corto circuito le capacità auto-regolatorie del sistema corpo/mente, divenendo un ostacolo che, qualora affrontato in modo non funzionale, potrebbe auto-alimentarsi.
Il mio suggerimento è quello di affidarsi al supporto di un professionista, che possa indagare con lei i meccanismi che innescano la situazione che le sta creando disagio, in maniera tale da poter trovare delle strategie funzionali per fronteggiarla.
Spero di esserle stata utile e resto a sua disposizione per un'eventuale consulenza, anche online.
Un saluto.
Dott.ssa Deborah De Luca
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Gentile utente, grazie per la condivisione. Credo che per la situazione che descrive, per poterle dare una risposta esaustiva, sarebbe meglio intraprendere dei colloqui per provare ad esplorare la questione.
Resto a disposizione!
AV
Gentile utente, attraverso una valutazione diagnostica accurata e intraprendendo un percorso di supporto psicologico/psicoterapeutico sono sicura che riuscirà a stare meglio e a gestire la sintomatologia che riferisce. Un caro saluto
Dott.ssa Filomena Greco
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Gentile utente,

da ciò che riporta sembra molto consapevole di ciò che accade e anche molto a contatto con le sensazioni corporee attuando come strategia di coping la regolarizzare del respiro. Per comprendere al meglio la natura di questi episodi e anche il vissuto sottostante sarebbe utile un percorso terapeutico.
Resto a disposizione,
Saluti
Dott.ssa Tiziana Liverani
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve la ringrazio per aver condiviso il suo stato, che potrà essere di aiuto anche ad altri utenti. Quello che ha descritto riguarda senz'altro con la sfera dell'ansia generalizzata. Presenta già una buona conoscenza di se del sintomo ed una spiccata sensibilità all'ascolto del suo corpo. Ottima la strategia di concentrarsi sul respiro. Un percorso mirato alla conoscenza delle cause scatenanti, darà sicuramente i suoi frutti.
Resto a disposizione Dr.ssa Tiziana Liverani
Buonasera, è un pò prematuro dare un "nome" a ciò che riporta, anche se si, potrebbe sembrare uno stato ansioso con una componente psicosomatica.
Le consiglio di cominciare un percorso psicoterapico, che possa aiutarla a comprendere da dove deriva questo stato. Inoltre, a mio avviso è importate anche affiancare alla terapia, alcune tecniche di rilassamento, come quella della respirazione o mindfulness, per gestire al meglio queste "crisi".
Spero di esserle stata utile
Dott.ssa Chiara Librandi
Dott.ssa Federica Melis
Psicologo, Psicologo clinico
Uta
Salve, mi dispiace per la situazione di disagio riportata. La situazione descritta, anche se con pochi elementi sembrerebbe uno stato di forte ansia. Ottimo il fatto che riesce ad identificarlo e depotenziarlo con la respirazione. Per liberarsi da questi attacchi di ansia è importante capire da dove arrivano e dargli voce. Con un lavoro approfondito di esplorazione si può capire quale messaggio il suo corpo sta inviando con questo malessere, dargli spazio... e lasciarlo andare! Resto a disposizione, in bocca al lupo. Dottoressa Federica Melis
Dott.ssa Chiara Esposito
Sessuologo, Psicologo clinico, Psicologo
Pontedera
Buonasera, la ringrazio per aver condiviso il suo vissuto e la sua storia, dalle sue parole si percepisce che sta attraversando un momento difficile.
In tutta sincerità, rispondere alla sua domanda non è facile in quanto non conosco approfonditamente la sua storia e i suoi vissuti.
Un consulto psicologico potrebbe essere un modo efficace per affrontare le sfide che sta vivendo e lavorare insieme per trovare delle soluzioni.
Se le va, possiamo iniziare un percorso psicologico insieme attraverso la videoconsulenza online, sarei felice di aiutarla a trovare le risposte che sta cercando e di sostenerla. La aspetto con piacere e se posso esserle d’aiuto resto a sua disposizione. Un saluto caloroso, Dott.ssa Chiara Esposito.
Dott.ssa Chiara Bonamici
Psicologo, Psicologo clinico
Monsummano Terme
Buongiorno,
Innanzitutto mi dispiace per il Suo disagio, anche se manifesta comunque un buon livello di consapevolezza, che risulta essere un elemento prezioso ai fini di una terapia e per ottenere dei miglioramenti. I sintomi da Lei riferiti potrebbero riguardare lo spettro ansioso, ma andrebbero indagati maggiormente, per capirne le cause scatenanti. Ottima la strategia che già utilizza autonomamente di controllare il respiro, poiché una respirazione diaframmatica lenta, permette l'attivazione del sistema nervoso parasimpatico, che contrasta l'attivazione fisiologica dell'ansia.
Resto a disposizione,
Cordiali saluti,
Dott.ssa Bonamici Chiara - psicologa
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arese
Caro Utente, mi dispiace molto per quello che sta passando, nella richiesta che pone ci sono diversi elementi che meriterebbero senz'altro di attenzione. Potrebbe essere utile e prezioso esplorare il suo vissuto all'interno di un percorso psicologico.
Resto a disposizione,anche online, e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Dott. Massimo Talli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Concordo con la maggioranza dei colleghi relativamente alla possibilità di un attacco di panico. Penso comunque che si utile distinguere l'attacco di panico dal disturbo di panico.
Un attacco di panico è l'improvvisa comparsa di un intenso disagio (angoscia o paura) accompagnato da sintomi somatici e/o cognitivi. Solitamente è molto spossante per la persona che lo vive anche se di breve durata.
Il disturbo di panico, invece, consiste nella comparsa di ripetuti attacchi di panico tipicamente accompagnati dalla paura di un attacco futuro o di comportamenti di evitamento di situazioni specifiche.
Attacchi di panico isolati possono non richiedere alcun trattamento.
Il disturbo di panico diversamente viene trattato con terapia farmacologica, psicoterapia o entrambe.
Per ogni ulteriore chiarimento può sempre consultarmi, Dott. Massimo Talli
Dott.ssa Giulia Lanaro
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Verona
Gentile,
seguo con attenzione la sua sofferenza in merito alla situazione nella quale si trova. Per rispondere al meglio alle sue domande e dubbi bisognerebbe approfondire innanzitutto i suoi modi di essere, fondamentali per comprendere come lei si posiziona nelle situazioni in cui vive. Un percorso di psicoterapia, infatti, è utile per ricondurre la sofferenza ad un contesto personale, approfondire e conoscere al meglio i suoi modi di essere, solo in tal caso si può impostare un cambiamento per lei efficace. Rimango a disposizione se vorrà crearsi un suo spazio personale di ascolto e supporto per gestire e comprendere al meglio questa situazione.
Dott.ssa Valeria Maccarini
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Potrebbero essere attacchi di panico come potrebbe essere momenti decisamente intensi di mal gestione delle emozioni di frustrazione e tristezza. Per rispondere alle sue domande è necessario un colloquio con uno psicologo che si occupi di ansia e attacchi di panico, che sia quindi in grado di differenziare e proporle i giusti esercizi per, inizialmente affrontare quei momenti, e successivamente non averli più.
Dott.ssa Giulia Scalesse
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Arzano
Buongiorno, le consiglio di approfondire e contestualizzare il suo malessere con uno psicologo/psicoterapeuta
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Dott.ssa Alessandra Di Candia
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Torino
Ciao, sicuramente come riportato da altri colleghi potrebbe essere utile poterti dedicare uno spazio tutto tuo dove poter parlare ed esprimere quello che senti. È bello conoscersi e capire cosa fa stare bene e cosa no, così come altrettanto bello è conoscere e stare nelle proprie emozioni. A presto!
Dott.ssa Ilenia Scaglia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Alfianello
Gentilissimo, esprime molto bene ciò che la assale e che la attiva a livello fisiologico e psicologico. La sua capacità di esposizione e la sua consapevolezza, unitamente alla ricerca di una soluzione, sono fattori molto importanti per fare il primo passo, ovvero rivolgersi ad un professionista. Insieme potrete valutare diversi aspetti di questa sintomatologia e del vissuto, considerando varie possibilità, che solo attraverso l'incontro possono emergere ed essere sondate ed intraprese. Un augurio
Dr. Federico Paparozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, mi dispiace per la sofferenza che sta vivendo.
I sintomi descritti indicano sicuramente una problematica relativa alla sfera dell'ansia, e quindi come da lei riportato anche dei possibili attacchi di panico. Rispetto alla seconda domanda da lei posta, credo possa essere un ottimo punto di partenza per una terapia psicologica, che la invito ad intraprendere. Resto a disposizione, anche online. Cordiali saluti, Federico Paparozzi
Dott.ssa Francesca Racca
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buonasera, non mi sento di rispondere per messaggio a tale domanda. Probabilmente stati di ansia si fanno sentire a volte in modo più forte e la respirazione l'aiuta a calmarla e questo è un ottimo metodo, ma ogni persona è a sè e bisogna conoscerla prima di poter "tirare le somme". Forse sono un po' diretta, ma penso che le risposte vanno cercate insieme, terapeuta e paziente. Un saluto, e buona ricerca, Francesca
Dott.ssa Francesca Caloiaro
Psicologo, Psicologo clinico
Castellamonte
Salve,
mi dispiace per la sensazione di malessere che la sta accompagnando. Per avere un quadro più completo della situazione le suggerirei di affidarsi alla figura di un professionista in modo tale da poter mettere a fuoco le consapevolezze che ha già maturato.

Un caro saluto,
Dott.ssa Francesca Caloiaro
Dott.ssa Cecilia Fausti
Psicologo clinico, Psicologo
Terni
Salve, mi dispiace molto per il malessere che descrive. Probabilmente si tratta di stati di ansia ma sarebbe opportuno indagare più in profondità quindi le consiglio di affidarsi ad un professionista. Nel frattempo potrebbe aiutarsi effettuando tecniche di rilassamento e di respirazione, le quali sicuramente alleviano questi stati di malessere.
Cordialmente, Dott.ssa Cecilia Fausti
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, ciò che descrive potrebbe in effetti essere accomunati ad ansia e panico. Ottimo il fatto che abbia imparato autonomamente una tecnica per regolare la sua attivazione. Sarebbe interessante approfondire la presenza di questi sintomi durante il pianto. Vista la sua praticità con il respiro, se le fa piacere mi ccupo di stress e ansia attraverso l'uso della mindfulness. Resto a disposizione. Un caro saluto
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Dott.ssa Anna Sensale
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Padova
Buongiorno e grazie per aver condiviso la tua sofferenza. Come indicato già da alcuni colleghi, questi sintomi potrebbero essere riconducibili all'attacco di panico. Forse però occorre anche interrogarsi sul motivo per cui si presentano: come mai il tuo corpo ti manda un allarme così forte? che messaggio sta cercando di trasmetterti? Potrebbe essere importante interrogarsi sul significato di ciò che ti accade e sul legame con le sensazioni negative che descrivi (pianto, tristezza). Un caro saluto. Anna Sensale
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
Gentile utente, un percorso di psicoterapia ad orientamento psicodinamico può senz'altro aiutarla.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Dott.ssa Simona Ilardo
Psicologo, Psicologo clinico
Bagnoli
Gentilissima ,l'attacco di panico è un messaggio che il corpo invia alla mente proprio al fine di portare alla luce una problematica inascoltata. In tal senso, può essere un "alleato "per riflettere su delle cose che non vanno e su cui si può gettare luce .
Le consiglio un percorso di terapia al fine di comprendere le ragioni di tale stato
Resto a disposizione
Dott.ssa Arianna Maria Coglio
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno, potrebbe essere un attacco di panico. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista per meglio comprendere la situazione e trovare gli strumenti per stare meglio. Cordialmente
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Le sensazioni negative che provi seguite da sintomi fisici come il battito accelerato, senso di costrizione al petto e difficoltà respiratorie potrebbero essere sintomi di attacchi di panico. Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di paura intensa e possono essere scatenati da situazioni stressanti o emotivamente intense come il pianto.
Le cause degli attacchi di panico possono essere diverse e possono variare da persona a persona. Alcuni fattori che possono contribuire agli attacchi di panico includono lo stress, l'ansia, lo squilibrio chimico nel cervello, tra gli altri.
Se ti capita spesso di avere questi episodi e ti preoccupano, ti consiglio di consultare un professionista della salute mentale per una valutazione accurata e, se necessario, un trattamento appropriato. Un terapeuta o uno psichiatra potrà aiutarti a comprendere meglio ciò che provi e a trovare strategie per gestire e superare queste crisi. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Le sensazioni che descrivi sembrano essere compatibili con attacchi di panico o episodi di ansia acuta. Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di intensa paura o disagio che raggiungono il picco in pochi minuti e sono accompagnati da sintomi fisici e cognitivi. Ecco alcuni elementi chiave che possono aiutarti a capire meglio la tua situazione:

Sintomi degli Attacchi di Panico
Gli attacchi di panico possono includere:

Palpitazioni o battito accelerato del cuore
Senso di costrizione al petto
Debolezza o sensazione di svenimento
Difficoltà a respirare o sensazione di soffocamento
Respirazione rapida e superficiale (iperventilazione)
Sensazioni di irrealtà o distacco da se stessi
Sudorazione, tremori o brividi
Paura di perdere il controllo o di impazzire
Paura di morire
Cosa Potrebbe Scatenare gli Attacchi
Gli attacchi di panico possono essere scatenati da varie situazioni, emozioni o pensieri stressanti. Nel tuo caso, sembra che episodi di forte tristezza, stress o frustrazione possano essere dei fattori scatenanti. Quando piangi, le emozioni intense possono amplificare la tua reazione fisica, portando a un attacco di panico.

Perché Compaiono Alcune Volte e Altre No
La variabilità nella comparsa degli attacchi di panico può dipendere da diversi fattori:

Livello di Stress e Ansia: Se sei particolarmente stressata o ansiosa in un dato momento, è più probabile che tu possa avere un attacco di panico.
Emozioni Intense: Sentimenti di tristezza profonda o frustrazione possono agire come trigger per un attacco di panico.
Fattori Ambientali: Luoghi affollati o situazioni percepite come minacciose possono aumentare il rischio di un attacco di panico.
Condizioni Fisiche: La fatica, la mancanza di sonno o problemi di salute fisica possono renderti più vulnerabile agli attacchi di panico.
Strategie per Gestire gli Attacchi di Panico
Tecniche di Respirazione:

Respirazione Profonda: Quando senti un attacco di panico in arrivo, concentrati sulla respirazione lenta e profonda. Inspira lentamente attraverso il naso contando fino a quattro, trattieni il respiro per un attimo, quindi espira lentamente attraverso la bocca contando fino a sei.
Respirazione Diaframmatica: Questo tipo di respirazione aiuta a ridurre l'iperventilazione e a calmare il sistema nervoso.
Tecniche di Rilassamento:

Rilassamento Muscolare Progressivo: Questa tecnica consiste nel tendere e poi rilassare sistematicamente diversi gruppi muscolari del corpo per ridurre la tensione fisica.
Mindfulness e Meditazione: Pratiche di mindfulness possono aiutarti a rimanere ancorata al presente e a ridurre la rimuginazione ansiosa.
Riconoscimento e Accettazione:

Accettare le Emozioni: Riconosci e accetta le tue emozioni senza giudizio. Sapere che è normale provare tristezza, stress e frustrazione può aiutarti a gestire meglio queste emozioni.
Diario delle Emozioni: Tenere un diario delle tue emozioni può aiutarti a identificare schemi e trigger degli attacchi di panico.
Supporto Psicologico:

Psicoterapia: Continuare con la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) o altre forme di psicoterapia può essere molto utile per imparare a gestire l'ansia e i pensieri negativi.
Gruppi di Supporto: Partecipare a gruppi di supporto per persone con ansia o disturbi di panico può fornire un sostegno emotivo e strategie condivise.

Gli episodi che descrivi sembrano compatibili con attacchi di panico, specialmente se si verificano in risposta a forti emozioni come la tristezza. Continuare a lavorare con un professionista della salute mentale, applicare tecniche di gestione dell'ansia e praticare la cura di te stessa può aiutarti a ridurre la frequenza e l'intensità di questi episodi. Se gli attacchi di panico continuano a interferire significativamente con la tua vita, discuti con il tuo terapeuta o medico per esplorare ulteriori opzioni di trattamento.
Dott.ssa Adele Pace
Psicologo, Psicologo clinico
Pompei
Buongiorno, purtroppo non è possibile dare una risposta senza conoscere lei e il suo vissuto. Le consiglio i consultare uno psicologo appena se la sente.
Dott.ssa Monica Mugnai
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Montevarchi
Gentile Utente, comprendo che questi momenti siano per lei episodi di difficoltà e malessere.
Quello che descrive potrebbe essere definito come attacco di panico, ma sarebbe riduttivo, oltreché controproducente, affermarlo con certezza senza aver approfondito il suo vissuto, le sue emozioni e i suoi pensieri. Le consiglio, pertanto, di rivolgersi ad un professionista per trovare uno spazio idoneo a comprendere al meglio la sua situazione e poter dare un nome e un senso alla sua sofferenza.
Resto a disposizione, Dottoressa Monica Mugnai
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, talora siamo estremamente consapevoli dei sintomi che ci affliggono ma completamente all’oscuro delle cause sottostanti che li generano.
La sua condizione relativa all’ansia merita un approfondimento in terapia.
In questo modo apprenderà nuove modalità per affrontare gli aspetti generanti e poterne ridurre gli effetti.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Desirèe Pesce
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pavia
Gentile, quella di concentrarsi sulla respirazione lenta e controllata è un'ottima strategia quando sopraggiunge l'ansia e i sintomi da lei riportati. Dai pochi elementi di contesto sulla sua vita, è difficile stabilire se si tratti di attacchi di panico o di disturbo d'ansia generalizzato. Certamente i sintomi da lei riportati fanno parte del pattern ansioso. I sintomi ansiosi che vertono verso l'attacco di panico possono essere esacerbati semplicemente dall'iperventilazione, che è maggiormente presente quando si piange o in generale quando si respira in modo disomogeneo (anche quando si fa attività fisica senza controllare il respiro, ad esempio). Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della salute mentale per comprendere quali siano le situazioni che le scatenano i sintomi ansiosi e provare ad implementare le strategie di gestione, che lei applica già abbastanza bene. Se necessita di ulteriori chiarimenti, non esiti a contattarmi. Dott.ssa Desirèe Pesce.

Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Ciao, quello che descrivi potrebbe effettivamente essere legato a un attacco di panico, anche se è importante sottolineare che solo un professionista della salute può fare una diagnosi accurata. Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di forte ansia che possono manifestarsi con sintomi fisici come il battito accelerato, la sensazione di soffocamento, il dolore al petto, la difficoltà a respirare, e il senso di paura che può arrivare fino al punto di sentirsi sopraffatti.

Il fatto che questi episodi accadano più frequentemente quando piangi potrebbe essere legato al fatto che piangere, per alcune persone, è un momento in cui l'intensità emotiva aumenta. Il corpo può reagire a questo accumulo di emozioni con una risposta fisica, come appunto l’attacco di panico. La variabilità del fenomeno (a volte sì, altre no) può dipendere da diversi fattori, come lo stato emotivo, la gestione dello stress o il livello di ansia che si accumula durante la giornata.

Il fatto che tu riesca a calmerarti concentrandoti sulla respirazione profonda è un ottimo segno: la respirazione controllata è infatti una tecnica utile per ridurre i sintomi di un attacco di panico.
Se questa situazione ti crea disagio o interferisce con la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile parlarne con un terapeuta. Un professionista può aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo e suggerirti delle strategie per gestire questi momenti in modo più sereno.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Le sensazioni che descrivi sembrano avere molte caratteristiche in comune con quelli che sono definiti attacchi di panico o episodi di ansia acuta. I sintomi che riporti – battito accelerato, senso di oppressione al petto, difficoltà a respirare e debolezza – sono tipici di una risposta di attivazione del sistema nervoso che si verifica in momenti di forte stress emotivo.

Questi episodi possono manifestarsi in situazioni di tristezza intensa, frustrazione o stress accumulato, spesso come una sorta di "valvola di sfogo" delle emozioni che non riescono a trovare un canale di espressione adeguata. È possibile che il pianto funzioni da catalizzatore, innescando una reazione fisiologica più intensa del previsto.

Tuttavia, il fatto che queste crisi non compaiano può sempre dipendere da diversi fattori, come il livello di stress accumulato, la stanchezza fisica e mentale, o la percezione di pericolo o debolezza in determinati contesti.

Questa esperienza può essere spaventosa, ma è importante sapere che esistono strumenti e tecniche che aiutano a gestire e prevenire questi episodi. Lavorare sulla gestione delle emozioni, sul riconoscimento precoce dei segnali del corpo e sull'uso di tecniche di rilassamento può fare una grande differenza.

Per comprendere meglio l'origine di questi episodi e affrontarli in modo efficace, sarebbe utile e consigliato approfondire la situazione con l'aiuto di uno specialista.

DOTTORESSA SILVIA PARISI
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA
Dott.ssa Elisa Fiora
Psicologo, Psicologo clinico
Busto Arsizio
Buongiorno,
la situazione da lei descritta potrebbe corrispondere ad un attacco di panico. Essi si possono presentare in modi molto diversi. E' necessario tuttavia valutare più globalmente la sua situazione. Le consiglio dunque di rivolgersi ad uno specialista.
Cordialmente,
Dott.ssa Elisa Fiora
Buon pomeriggio, capisco che le emozioni che lei prova possano essere difficili da gestire e possano crearle disagio. In merito al fatto che le sensazioni di cui parla si presentano soprattutto quando piange è legato al fatto che questi episodi, che generano un aumento di ansia, possono intensificarsi nei periodi maggiormente stressanti o frustranti, nei periodi di maggiore stanchezza. Continui a concentrarsi sulla respirazione nel momento in cui essi si verificano: la respirazione potrebbe aiutarla infatti a calmare i sintomi. Impari a riconoscere i segnali premonitori che precedono tali episodi, in modo da semplificarne la gestione e si dedichi ad attività considerate da lei piacevoli e rilassanti, che possono allentare lo stress e la tensione. Cerchi il supporto di qualcuno in questi momenti: comunichi come si sente e quali sono i suoi sentimenti, una persona fidata potrebbe essere un grande aiuto in momenti come questi.
Dott.ssa Valentina Costanza
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Buongiorno! Dalla tua descrizione sembra che tu stia sperimentando episodi di ansia acuta, che potrebbero essere attacchi di panico. Tuttavia fare una diagnosi accurata è sicuramente più complesso. Dunque, i sintomi da te descritti possono essere compatibili con un attacco di panico (che sono episodi improvvisi di paura intensa che includono sintomi come palpitazioni, sudorazione, tremori, mancanza di respiro, dolore al petto, paura di morire, etc..., e che possono verificarsi inaspettatamente o essere scatenati da situazioni specifiche), ma già il fatto che tu riesca in qualche modo a gestirli ( fermarti e concentrarti sulla respirazione) è un indicatore importante. Ti consiglierei di parlarne innanzitutto con il tuo medico di base, anche per escludere altre cause e pensare poi ad un supporto psicologico o psicoterapia. Saluti, dott.ssa Valentina Costanza
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
San Benedetto del Tronto
Salve,
le sensazioni che descrive — battito accelerato, costrizione al petto, respiro affannoso, senso di debolezza e necessità di calmarsi con la respirazione — sono compatibili con quelle che comunemente si riscontrano negli attacchi d’ansia o di panico.

Nel suo caso, sembrano associarsi a momenti di forte attivazione emotiva, come la tristezza intensa o il pianto. Questo suggerisce che le crisi possano emergere come risposta a un sovraccarico emotivo, quando le emozioni "esplodono" e il corpo reagisce in modo molto intenso.

Il fatto che non accadano sempre può dipendere da diversi fattori: il livello di stress accumulato, quanto riesce a contenere o esprimere le emozioni in quel momento, la stanchezza fisica o mentale, o anche la presenza di fattori esterni (come ambienti, persone, pensieri). Non è raro che il corpo reagisca così quando ha raggiunto una soglia oltre la quale non riesce più a “contenere”.

Sebbene questi episodi non siano necessariamente indicativi di un vero e proprio disturbo di panico, meritano attenzione, soprattutto se frequenti o se interferiscono con la sua serenità. Un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine di queste reazioni, a gestirle in modo più efficace e ad accogliere le sue emozioni senza che diventino travolgenti.

Se desidera, posso spiegarle meglio cosa distingue un attacco di panico da un episodio di ansia intensa o aiutarla a orientarsi verso un possibile supporto professionale.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Sara Di Nicola
Psicologo, Psicologo clinico
Capena
Buongiorno, a tutti può capitare e capita di provare sensazioni spiacevoli...è del tutto normale, non si preoccupi! Da come racconta però, anche se ovviamente non si fanno diagnosi non conoscendo direttamente la persona e la sua storia, potrebbe trattarsi di attacchi di panico, poiché i sintomi che descrive coincidono. Probabilmente quando piange, si innescano dei meccanismi che le portano dei pensieri che la preoccupano (e viceversa potrebbe piangere poiché pensa a delle cose che la disturbano o la fanno stare male) e si innesca un circolo vizioso di pensieri ed emozioni spiacevoli. Se vuole capirne di più e trovare la chiave per evitare o limitare questi episodi, provi a contattare uno psicologo vicino a lei o che faccia percorsi di sostegno online...potrà avere molti benefici! In bocca al lupo.
Dott.ssa Greta Mortara
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile, grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi.
Dalla breve descrizione riportata, quanto sperimentato potrebbe essere riconducibile a manifestazioni di intensa ansia o di panico. Tuttavia, per consentirle di trovare risposte più esaustive alle sue domande e permetterle di costruire un quadro maggiormente definito della situazione, la invito ad approfondire quanto condiviso all'interno di un percorso psicologico. Concedersi il tempo e l'opportunità per indagare questi aspetti con un professionista potrebbe rivelarsi per lei un'occasione preziosa per dare un nome e un senso proprio alle manifestazioni che emergono sul piano del corpo in momenti delicati come quelli riportati e caratterizzati da stress, tristezza e frustrazione.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Mortara Greta
Buonasera, quello che viene descritto in modo così dettagliato è una sintomatologia corporea che è legata a un' emozione che sembra essere difficile da monitorare. Insieme possiamo approfondire questo aspetto, il tema che tratti e vedere insieme quali strategie imparare e acquisire per monitorare la situazione e ritrovare un equilibrio che ti possa portare e a vivere più serenamente la giornate. Contattami nella mia pagina e prenota un primo colloquio. Dott.ssa Alessandra Corti
Buongiorno,
da come lo descrive, potrebbe trattarsi di episodi ansiosi o attacchi di panico legati a un accumulo emotivo. Non è raro che si presentino in momenti di pianto o quando emozioni come frustrazione, tristezza e stress diventano troppo intense da gestire da sole. Il corpo, in quel momento, “esplode” nel tentativo di liberarsi della tensione accumulata.

⏳ Il fatto che gli episodi non siano sempre prevedibili dipende da tanti fattori: quanto stress ha accumulato nei giorni precedenti, quanto riesce a prendersi cura di sé, come interpreta le emozioni e i segnali del proprio corpo.
Imparare a riconoscere i segnali precoci e lavorare sulla gestione emotiva può davvero fare la differenza. Un percorso psicologico può aiutarla a:
* individuare i fattori scatenanti,
* elaborare il contenuto emotivo profondo,
* e acquisire strategie di regolazione più efficaci.
Se desidera parlarne in modo più approfondito, sono a disposizione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Emma Morelato
Ps. clinico giuridica
Ricevo a Rovigo e online
Dott.ssa Maria Aurora Farris
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità ciò che sta vivendo. Le sensazioni che descrive – battito accelerato, difficoltà respiratorie, senso di costrizione al petto e debolezza – sono tipiche di quello che spesso viene chiamato “attacco di panico”.
Gli attacchi di panico possono manifestarsi in momenti di forte stress emotivo o disagio, come quando si prova tristezza o frustrazione intensa, e possono comparire in modo imprevedibile, a volte durante il pianto o altre situazioni emotivamente cariche. È comune che durino alcuni minuti e che il respiro accelerato aumenti la sensazione di malessere.
La variabilità nella comparsa di queste crisi dipende da diversi fattori, come il livello di stress, la gestione delle emozioni, e talvolta anche aspetti fisiologici o ambientali.
Per comprendere meglio cosa sta accadendo e per imparare a gestire queste esperienze in modo più efficace, può essere utile intraprendere un percorso di supporto psicologico. Uno psicologo può aiutarla a esplorare le cause di questi episodi, insegnarle tecniche di regolazione emotiva e strategie per affrontare l’ansia in modo più sereno.
Se desidera, posso accompagnarla in questo percorso.
Resto a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Cordiali saluti,

Aurora
Dott. Diego Gitano
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Gentile,
i sintomi che descrive (battito accelerato, respiro corto, costrizione al petto, debolezza) possono essere legati ad episodi di ansia o attacchi di panico. Non è solo il fastidio fisico a dover essere considerato, ma il fatto che queste crisi riducono il benessere emotivo e la qualità della vita.
Un percorso psicologico mirato può aiutarla a comprendere cosa scatena queste reazioni, a gestire meglio lo stress e a ritrovare equilibrio. Le consiglio di parlarne con uno specialista: il primo passo è proprio rivolgersi a un professionista che possa valutare insieme a lei la situazione e proporre un percorso adatto. Resto a disposizione, un caro saluto. Dott. Diego Gitano - Psicologo Napoli
Dott.ssa Giulia Raiano
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Bologna
Buongiorno, ciò che descrivi sembra essere molto simile a una crisi di panico, anche se non possiamo fare una diagnosi definitiva senza un colloquio clinico approfondito. Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi di intensa paura o disagio, che possono essere accompagnati da una serie di sintomi fisici molto forti. Tra questi, il battito cardiaco accelerato, la sensazione di costrizione al petto, la difficoltà a respirare, la debolezza e il respiro corto, sono tutti segnali tipici. Le crisi di panico solitamente raggiungono il picco entro pochi minuti e, come descrivi, si possono risolvere concentrandosi sulla respirazione e cercando di rilassarsi. La sensazione di "esplosione" o di essere sopraffatta, che avverti prima dell'episodio, è anch'essa comune nelle crisi di panico. Le crisi di panico possono essere scatenate da stress, emozioni intense, conflitti irrisolti o situazioni particolarmente frustranti, come nel caso delle crisi che accadono quando piangi. Piangere è un'espressione emotiva naturale, ma può anche portare a un accumulo di tensione emotiva che, in alcuni casi, può innescare una reazione fisica come quella che descrivi. Queste crisi non sono sempre prevedibili. Alcune persone sperimentano attacchi più frequentemente in periodi di particolare stress o tensione emotiva, mentre altre possono viverli più sporadicamente. È possibile che tu stia vivendo una condizione di stress cronico o accumulato, che porta alla manifestazione di questi episodi quando il livello di emozioni non espresse o non elaborate raggiunge un picco. Questo potrebbe spiegare perché le crisi si verificano principalmente quando piangi, un momento in cui le emozioni sono forti e potrebbero "esplodere" in una reazione fisica. Se le crisi diventano più frequenti, intense o se senti che interferiscono con la tua vita quotidiana, potrebbe essere utile consultare un professionista della salute mentale. Una valutazione psicologica ti permetterà di comprendere meglio se si tratta di attacchi di panico o se c’è qualcos’altro in gioco e il supporto psicologico può darti gli strumenti necessari per affrontare meglio le emozioni e le situazioni che scatenano questi episodi. Restando a disposizione.
Buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Salve, grazie per la condivisione. Quello che descrive – intenso aumento del battito, costrizione al petto, respiro rapido, debolezza – associato a un picco emotivo, può assomigliare a episodi di ansia molto intensa / attacchi di panico. Parlarne potrebbe aiutarla a capire meglio cosa le sta accadendo e a trovare strategie per gestire questi momenti.
Quello che descrive è un’esperienza che molte persone vivono quando l’emotività diventa molto intensa. I sintomi che riporta (battito accelerato, senso di costrizione al petto, respiro rapido, debolezza) sono compatibili con una forte attivazione del sistema nervoso, che può comparire in risposta a stress, tristezza o tensione emotiva accumulata.

Non è possibile stabilire da un messaggio se si tratti di veri e propri attacchi di panico. In generale, ciò che conta non è tanto l’etichetta, ma il meccanismo: quando l’emozione cresce rapidamente, il corpo entra in uno stato di allerta e reagisce con sintomi fisici intensi. Il fatto che le crisi compaiano soprattutto durante il pianto suggerisce che l’innesco sia emotivo e che probabilmente, fino a quel momento, le emozioni siano state trattenute o gestite con fatica.

Il motivo per cui a volte accadono e altre no può dipendere da molti fattori: il livello di stress generale, la stanchezza, il contesto, quanto si è riusciti a “reggere” emotivamente prima di arrivare al pianto. Non è un segno di debolezza, ma di un sistema che va facilmente in sovraccarico.

Il fatto che riesca ad alleviare i sintomi rallentando il respiro è un elemento importante: indica che il corpo risponde alla regolazione e che non si tratta di qualcosa di pericoloso in sé. Tuttavia, se queste crisi si ripetono o iniziano a condizionare la sua quotidianità, è utile parlarne con un professionista della salute psicologica per capire meglio cosa le scatena e come gestirle in modo più stabile.
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, sì, è possibile. Quando si ha un attacco di ansia o di panico, il corpo entra in uno stato di attivazione intensa: il sistema nervoso “si prepara alla fuga o alla difesa” e questo può provocare battito del cuore accelerato, senso di costrizione al petto, debolezza e fatica a respirare. Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Salve, grazie per aver condiviso un suo momento delicato e difficile. Grazie per averlo raccontato così bene. Quello che descrive è improvviso, intenso e spaventoso, e il fatto che tu riesca a osservare cosa succede è già un segnale di grande consapevolezza e ricerca di aiuto, non è sola. I sintomi che citi sono proprio quelli più comuni:
battito accelerato
senso di costrizione al petto
respiro rapido e superficiale
debolezza, senso di “perdere il controllo”
durata di alcuni minuti
miglioramento quando rallenta e controlla il respiro
Il fatto che passi concentrandosi sulla respirazione è un indizio fortissimo: vuol dire che il corpo è entrato in una risposta di allarme, non che ci sia qualcosa di “fisicamente rotto”. Iniziare sin da subito un percorso di supporto psicologico, le permette di avere sostegno e tecniche mirate pe gestire al meglio lo stato ansioso, migliorando anche tutti quei pensieri negativi e disfunzionali. Resto a sua disposizione.
Dr. Massimiliano Siddi
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Roma
Da quello che descrivi, sembra che tu stia vivendo reazioni di ansia intensa o attacchi di panico situazionali, che si manifestano soprattutto in momenti emotivamente carichi come il pianto. I sintomi che riporti – battito accelerato, senso di costrizione al petto, difficoltà respiratoria, debolezza – sono tipici di un attacco di panico, ma il fatto che compaiano solo in contesti di forte emozione suggerisce che siano legati a sovraccarico emotivo più che a panico improvviso senza trigger.

Che cosa spiega perché a volte compaiono e altre no? L’attivazione dipende da fattori come il livello di stress, la stanchezza, l’intensità delle emozioni e lo stato di allerta del sistema nervoso. Quando il corpo è già sotto pressione emotiva, la soglia per scatenare questi sintomi si abbassa.

Gestire la respirazione, come fai tu, è una strategia efficace per calmare il sistema nervoso. Per capire meglio e prevenire questi episodi, è consigliabile parlarne con uno psicologo o uno psichiatra, che può aiutarti a distinguere attacchi di panico da reazioni di ansia legata allo stress e insegnarti tecniche più mirate di regolazione emotiva
Buongiorno,
da ciò che descrive sembrano episodi di attivazione ansiosa acuta, molto simili ad attacchi di panico o a crisi di iperventilazione legate a un forte carico emotivo. I sintomi che riporta (tachicardia, costrizione al petto, respiro rapido, debolezza, durata di alcuni minuti con miglioramento rallentando il respiro) sono tipici di una risposta intensa del sistema ansioso.

Il fatto che compaiano soprattutto quando piange o quando l’emozione cresce indica che probabilmente si tratta di un picco emotivo che il corpo fatica a regolare: quando l’attivazione supera una certa soglia, l’organismo “esplode” in questi sintomi fisici. Non sempre succede perché dipende da vari fattori (stanchezza, stress accumulato, sensibilità del momento, contesto), quindi è normale che alcune volte compaiano e altre no.

La strategia che sta già usando — fermarsi e rallentare la respirazione — è corretta e infatti aiuta l’episodio a ridursi. Tuttavia, se queste crisi si ripetono o iniziano a spaventare, può essere utile un colloquio psicologico per:

chiarire se si tratta di attacchi di panico veri e propri o di crisi d’ansia legate alle emozioni;

imparare tecniche di regolazione emotiva e respiratoria più strutturate;

lavorare sui fattori che fanno accumulare la tensione fino al “picco”.

Si tratta di fenomeni frequenti e gestibili, soprattutto quando si impara a riconoscere in anticipo i segnali del corpo e a intervenire prima che l’intensità salga troppo. Un breve percorso mirato può aiutare a ridurre nettamente la frequenza e la paura di queste crisi.

Dottoressa Isabeau Bentivoglio
Capisco il dubbio, e fa bene a porsi la domanda con cautela: da un messaggio non è possibile fare una diagnosi certa.
Detto questo, ciò che descrive assomiglia a una “crisi d’ansia”/attivazione intensa che può includere anche sintomi tipici del panico (cuore accelerato, costrizione al petto, fame d’aria, debolezza, respiro rapido) e che tende a rientrare in pochi minuti, soprattutto quando riesce a rallentare il respiro. Il fatto che compaia più spesso durante il pianto è coerente: piangere può aumentare l’attivazione fisiologica e rendere il respiro più irregolare, facilitando l’iperventilazione e quindi quei sintomi.
Perché a volte sì e a volte no?
dipende dal livello di stress/accumulo dei giorni precedenti
dal contesto (quanto si sente al sicuro o sotto pressione)
da stanchezza, sonno, alimentazione, ciclo ormonale e altre variabili fisiche
da quanto, in quel momento, la mente interpreta quei segnali come “pericolosi” (e quindi li amplifica)
Se le capita, la cosa più utile è già quella che sta facendo: fermarsi, appoggiarsi, e rallentare gradualmente il respiro. In un percorso psicologico si lavora per capire i trigger, ridurre la paura dei sintomi e prevenire la spirale che li fa crescere.
Se questi episodi stanno diventando frequenti, se evitasse situazioni per paura che accadano, o se avesse timore per la salute, Le consiglierei una valutazione clinica: poche sedute possono chiarire se si tratta di attacchi di panico, crisi d’ansia legate al pianto o altro, e impostare strategie mirate.
Se vuole, mi scriva in privato: mi dica quanto spesso succede e in quali situazioni (oltre al pianto) e posso indicarLe come imposterei i primi passi di lavoro.

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