mio marito mi ha confessato di giocare da 2 anni, ora dice che vuole smettere ed è disposto a rivolgersi presso un serd, mi chiede però di non dirlo a nessuno, io non so se farlo sapere ai genitori e ai figli, so che così procurerò un gran dolore ma d'altra parte penso sia un loro diritto saperlo, anche per affrontare la situazione, nel caso lui chieda soldi, visto che io gli ho portato via la carta di credito e sto controllando tutti i movimenti bancari. cosa mi consigliate?
Grazie
Dott.ssa Mariagrazia Di Biase
Dott.ssa Mariagrazia Di Biase
Psicologo, Psicoterapeuta
Montalbano
Salve io le consiglio di rivolgersi al Sert, di farlo aiutare e sostenere a superare questa problematica, se lui vuole che non si dica io rispetterei.
Buona giornata

Dott.ssa Chiara Guardigli
Dott.ssa Chiara Guardigli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Faenza
Buongiorno, le sue preoccupazioni son più che lecite e corrette. L'obiettivo è quello che lei ha ben individuato: chiedere l'aiuto anche della famiglia. Le consiglio però, vista la sua posizione, di non essere lei a prendersi questa responsabilità ma di lasciar fare al servizio. Lasci che siano loro che vi diano indicazioni.
Un caro saluto

Dott.ssa Angela Falvo
Dott.ssa Angela Falvo
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, la soluzione di rivolgersi al serd mi sembra ottima. Lì sapranno come aiutarlo e sostenerlo. Accoglierei la sua richiesta di non dirlo ai genitori e ai figli. Lo ha confessato a lei e sarà stato già difficile per lui riconoscere di avere un problema. Il fatto che sia disposto a farsi aiutare, mi sembra un buon inizio.
Buona giornata

Dott.ssa Francesca Lodigiani
Dott.ssa Francesca Lodigiani
Psicoterapeuta, Psicologo
Lodi
Buongiorno, i famigliari in linea generale costituiscono un elemento centrale nella terapia della ludopatia, ma è necessaria sempre una valutazione specifica. È importante quindi affidarsi ad un servizio che vi potrà dare indicazioni, attraverso una conoscenza più approfondita della vostra realtà famigliare.

Dott.ssa Paola Ventura
Dott.ssa Paola Ventura
Psicoterapeuta, Psicologo
Modena
Il gioco d'azzardo patologico è una problematica che investe l'individuo e la famiglia in maniera importante. Tutti i suoi dubbi sono assolutamente legittimi e penso sia utile che riusciate a poterne parlare tra voi e definire anche come gestire la situazione sia finanziaria che famigliare che relazionale. Molto spesso nei SerDP viene data l opportunità anche ai familiari di essere presi in carico proprio per non lasciarli soli ad affrontare questi problema. Chieda di questa possibilità quando suo marito andrà al servizio. Inoltre su alcuni territori c'è la possibilità di partecipare ad alcuni gruppi composti da familiari di giocatori che sono molto utili per la condivisione del vissuto ma anche per capire che decisioni prendere rispetto alle questioni che sta ponendo che sono trasversali ai familiari dei giocatori. Inoltre, in caso ne sentisse la necessità, le consiglio di potersi rivolgere anche ad un professionista esperto della tematiche per un supporto e un accompagnamento in questo periodo che immagino sia costellato di un emotività difficile da gestire. Buona giornata

Dott. Francesco Benini
Dott. Francesco Benini
Psicologo, Psicoterapeuta
Pontedera
Salve. Ritengo che il primo passo debba essere rivolgersi al SerD, rispettando il desiderio di riservatezza di suo marito. Ammettere il problema e accettare aiuto sono già di per sé un passo difficile ed andare contro la volontà di suo marito rischierebbe di smorzare questo slancio positivo. Il percorso al Serd prevede comunque il coinvolgimento di un familiare (che in questo caso sarebbe Lei) e con l'aiuto dello psicologo e all'equipe potrete insieme decidere come comportarvi con figli ed genitori. Buona giornata.

Cara signora, suo marito glielo ha confessato, questo indica che vuole essere aiutato e che si fida di lei, ricambi la sua fiducia. Fondamentale è la cura, come ha già individuato il Sert è un luogo dove trovara’ ascolto e sostegno .
Cordialmente AR

 Nives Sagripanti
Nives Sagripanti
Psicologo
Trodica
Salve, i consigli delle colleghe sono stati esaustivi. Le consiglio comunque di procedere per gradi. In questo momento è importante accogliere la sua richiesta e la sua disponibilità a rivolgersi al Sert.
Ci sarà modo, con l'aiuto dei colleghi del Sert, di cercare l'appoggio della famiglia con il consenso di suo marito.
In bocca al lupo.

Dott.ssa Valeria Borghi
Dott.ssa Valeria Borghi
Psicoterapeuta, Psicologo
Ferrara
Buongiorno anche io come le colleghe sono dell' avviso di rivolgersi al Sert dove immagino possiate trovare l aiuto necessario e adeguato anche per la famiglia. È importante per suo marito sentirla dalla sua parte e quindi alleata.Stia in ascolto e proceda a piccoli passi su una strada condivisa. Cordialità

Dott.ssa Sara Biondi
Dott.ssa Sara Biondi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve signora,
un primo passo è portarlo al serd o ad un centro specializzato. In quella sede la aiuteranno e offriranno del sostegno anche a lei e la sua famiglia per affrontare il problema. Andare al servizio è l'obiettivo più importante e credo sia fondamentale la sua tenacia nel sostenere suo marito nel percorso. Lì rifletterete con professionisti del settore su come dirlo agli altri familiari e su come gestire la quotidianità. In bocca al lupo

 Edith Eleonora Mincuzzi
Edith Eleonora Mincuzzi
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, concordo con le colleghe che la invitano a rivolgersi al Sert.
Riguardo alla richiesta di suo marito al momento la rispetterei, decidere di chiedere aiuto è importante e molto difficile pertanto provi a supportarlo in questa scelta coraggiosa senza aumentare il timore che avrà di essere giudicato.
Successivamente potrà, se lo riterrà cambiare le cose seguendo i consigli dei colleghi del sert.
Infine mi sentirei di consigliare anche a Lei di intraprendere un percorso per affrontare questo momento difficile. Avere uno spazio personale e protetto dove esternare dolore, paure e rabbia è molto importante.
Le auguro una buona giornata e resto a disposizione per eventuali domande.
Un cordiale saluto

Dott.ssa Enza Pecora
Dott.ssa Enza Pecora
Psicoterapeuta, Psicologo, Professional counselor
Reggio Calabria
Buongiorno signora
Grazie di aver condiviso con noi la sua situazione. Il fatto di farlo aiutare da qualcuno di competente è la prima cosa importante. per il resto è giusto che suo marito decida o meno di comunicarlo alla sua famiglia di origine, adesso è lei moglie la sua forza tanto che ha confessato a lei il.suo problema. Con la terapia e il percorso che farà sarà tutto più semplice e successivamente potrebbe decidere anche diversamente.
Lo supporti e segua le indicazioni del terapeuta.
Buona giornata
Dott.ssa Pecora

Dott.ssa Lina Isardi
Dott.ssa Lina Isardi
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Firenze
Penso anch'io che sia un gesto di fiducia e di presa di coscenza del problema confidandole la propria dipendenza dal gioco da parte di suo marito. Visto che ha deciso di farsi seguire da un Serd lo accompagni in questo percorso senza tradire la sua fiducia raccontandolo alla famiglia. Sicuramente durante questo percorso vi verranno date le giuste indicazioni. Auguri per tutto!

Dott. Enrico Basso
Dott. Enrico Basso
Psicologo, Psicoterapeuta
Latina
Buongiorno, in queste situazioni rivolgersi al SerD è una scelta che in qualche modo contrasta con l'immagine sociale che pensiamo di avere. Ci si può sentire "tossici" o "ospedalizzati" ad esempio. Ci si porta un vissuto di vergogna spesso da soli, come "causa" di molte situazioni. Come hanno già risposto i colleghi, esistono anche gruppi che si occupano sia di Ludopatia sia di sostegno ai familiari di una persone con queste problematiche. Per contrastare il vortice di menzogne che può innescarsi, alcuni hanno a disposizione un Consulente Finanziario che aiuta a pianificare una gestione del denaro in famiglia. Un esempio sono i gruppi territoriali di Giocatori Anonimi Italiani o, a Roma, il CEIS con gli sportelli "Rien ne va plus".
Nel caso possiate, rivolgersi ad un professionista in dinamiche familiari, può far luce se ci siano più componenti legati a farmaci o quadri neurologici, oppure se sia una soluzione "poco funzionale ad altri problemi". Cordialità.

Dott.ssa Anna Memmoli
Dott.ssa Anna Memmoli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno,
Capisco la sua preoccupazione ma se ha intrapreso il suo percorso al Sert concorderei con loro il da farsi . In genere sono previsti incontri anche con i familiari. Un caro saluto

Dr. Paolo Mancino
Dr. Paolo Mancino
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Napoli
Bene rivolgersi ai Servizi ma tenga presente che quello che suo marito si aspetta da lei. Penso che lei dovrebbe solamente mostrarsi leale con lui e rispettarlo. L'idea del controllo sui suoi comportamenti è quello che più spesso accade nella testa di un familiare di una persona che soffre di una dipendenza. Non si lasci coinvolgere da tale tendenza e si mostri al suo fianco.
In bocca al lupo
Dott. Paolo Mancino

Dott.ssa Patrizia Provasi
Dott.ssa Patrizia Provasi
Psicologo, Terapeuta, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno signora, capisco molto Bene quello che dice, avendo lavorato per anni in una comunità per tossicodipendenti anche da gioco d’azzardo E ne conosco le dinamiche. Concordo con le colleghe che le dicono di rivolgersi e affidarsi a servizio del territorio, in modo che possono consigliarle La procedura migliore per potersi occupare della situazione.
Le auguro un grande in bocca lupo e vedrai che ce la farete. Dottoressa Patrizia Provasi

Dott. Filippo Ferretto
Dott. Filippo Ferretto
Psicologo, Psicoterapeuta
Piove di Sacco
Gentile, concordo con le colleghe circa la possibilità di accordarsi con il servizio sul come procedere. Il marito si è confidato con lei e ci sono buone possibilità che possiate uscirne.
In bocca al lupo!
Dr Ferretto

Dott.ssa Enrica Tavella
Dott.ssa Enrica Tavella
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Buongiorno,
mi sembra che come siete indirizzati vada bene. Farei fare al servizio ed eventualmente cercherei un appoggio per la famiglia, in modo da supportare il suo percorso.

Dott. Andrea Nesta
Dott. Andrea Nesta
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno,
Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso a carattere famigliare per gestire al meglio questa problematicità.
È un modo utile per cogliere appieno sfumature e criticità che riverberano anche su di lei.

Dott.ssa Claudia Giampieri
Dott.ssa Claudia Giampieri
Psicoterapeuta, Psicologo, Terapeuta
Napoli
cara Signora,
per quanto la situazione sia dolorosa, si ritenga fortunata: l'apertura di suo marito a lei, in tempi ancora affrontabili, è una grande cosa. Non so dove vive ma in Italia il progetto migliore che c'è (ho collaborato con il Dott. Zerbetto per qualche tempo) si trova a Noceto, provincia di Siena. Si tratta di un periodo di circa 15 giorni, residenziale e poi seguito con altre modalità a distanza.
Per la legislativa di questo portale non posso allegarle il link, che non avrà difficoltà a trovare autonomamente selezionando le parole chiave: progetto orthos toscana
Nell'immediato: continui a parlare con suo marito per sostenere il progetto di parlarne con tutta la famiglia: è fondamentale che non possa ricevere più del denaro da nessuno. Allo stesso tempo è bene che lei non tradisca la sua fiducia bypassando lui nel raccontare l'accaduto ai familiari.
In contemporanea, le consiglio di iniziare un percorso personale anche lei: sentirsi sostenuta in un percorso che sarà difficile, avere un suo spazio dove potersi aprire ed essere accolta è fondamentale.
Per ora le auguro il meglio.

Dott.ssa Rita Reggimenti
Dott.ssa Rita Reggimenti
Psicologo, Psicoterapeuta
Fonte Nuova
Gentile signora,
Sarebbe importante conoscere l’eta dei vostri figli. In ogni caso ritengo che il supporto di tutta la famiglia sia fondamentale. Per questo motivo cercherei di aiutare suo marito a chiedere la collaborazione dei familiari oltre a rivolgersi ad un professionista specializzato nel campo.
Molti cari auguri
Dott.ssa Rita Reggimenti

Dott.ssa Lina Grieco
Dott.ssa Lina Grieco
Psicologo, Psicoterapeuta
Casoria
Nel trattamento di problematiche di dipendenza, il coinvolgimento di familiari significativi si rivela di grande utilità, sempre dopo opportuna valutazione: primo familiare significativo è sicuramente lei. Un passo fondamentale è dunque accogliere la richiesta di aiuto di suo marito, rivolgendosi al serd territoriale, per poter intraprendere un percorso che la vedrà parte attiva per la risoluzione di una problematica che appartiene a suo marito ma al tempo stesso appartiene all intero sistema di appartenenza. In quella sede potrà dunque sicuramente valutare con gli specialisti lì presenti eventuali tempi e modi per un coinvolgimento familiare "allargato".

Penso che suo marito debba essere aiutato al più presto e questo vale anche per lei. Per le dipendenze dal gioco si ottengono buoni risultati utilizzando l’approccio psicoterapeutico della Feeling State Therapy e i suoi protocolli. Non sono informata sull’eventuale uso di questi ultimi nei SerDP, ma è plausibile e andrebbe verificato. Li ho adottati diverse volte con successo e le consiglio di cercare in questa direzione. Riguardo all’allargamento dell’informazione alla famiglia di suo marito, è un aspetto che sembra nascondere la sua insicurezza sulla veridicità dell’impegno del suo sposo, se così fosse andrebbe allertato qualcuno che possa sostenervi nel percorso da affrontare . Saluti
Dott. Tiziana Vecchiarini

Dott.ssa Licia Filingeri
Dott.ssa Licia Filingeri
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Gentile Signora, immagino che sia passato tempo da quando lei ha inviato la sua richiesta e mi auguro che sia suo marito che lei abbiate intrapreso una strada di appoggio psicologico per affrontare al meglio la situazione. Concordo con quanto suggerito dai colleghi, in particolare dalle Dott. Ventura e Giampieri, sottolineando il fatto che è importante che lei non tradisca la fiducia che suo marito ha riposto in lei chiedendole di non parlarne con i familiari. Saranno i terapeuti, poi, a darvi indicazioni mirate su come procedere su questo punto. Mi pare anche fondamentale che lei accolga con tutta la sua comprensione e il suo amore suo marito, che le sta mostrando fragilità e angoscia. Con molti auguri.

Dott. Andrea de Castro
Dott. Andrea de Castro
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, il serd è certamente il luogo più adatto per la problematica di suo marito. In concomitanza potrebbe esserle di ausilio una psicoterapia per completare il trattamento. Rispetterei la richiesta di non estendere ad altri familiari ciò che le ha confidato e di starle vicino in questo difficile momento. Concordo con i colleghi che le hanno già risposto. Saluti

Dott.ssa Silvia Pinna
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Forse sarebbe il caso di trovare, in un progetto familiare, anche un suo spazio per elaborare il processo. Non è facile dirle cosa debba o non debba fare, oltre che nn credo ci siano soluzioni Pre't a' porter. UtilizzatE al meglio il servizio pubblico, gli sportelli e tutto quanto troverà anche nel.sito dell'istituto superiore di sanità nella sezione ludopatia

Dott.ssa Federica Casale
Dott.ssa Federica Casale
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno signora,
Le sue domande e i suoi dubbi sono più che legittimi e comprensibili. Io sicuramente le consiglio di rivolgersi al Sert, dove sono specializzati nel trattare i vari tipi di dipendenze, e dove suo marito potrà ricevere l'aiuto di cui ha bisogno.
Per quanto riguarda la richiesta di non parlare in famiglia del problema, forse sarebbe controproducente non rispettare la sua richiesta in questa prima fase così delicata. Piuttosto sarebbe utile lavorare su questa reticenza e sul senso di vergogna, di modo che suo marito possa arrivare a sentirsi di parlare spontaneamente di quanto gli è accaduto con i figli e i genitori.
Un cordiale saluto,
Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta

Dott.ssa Alessia Pizzimenti
Dott.ssa Alessia Pizzimenti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buondì, ho letto le risposte dei colleghi che mi sembrano più che corrette. Aggiungerei solo di non sottovalutare il suo bisogno di essere aiutata a gestire, anche emotivamente la situazione. Proverei ad andare insieme a suo marito al serd per concordare un percorso di cura ed eventualmente cercare un supporto per voi due insieme. Chi sta accanto ad una persona con problemi di ludopatia vive solitamente, alla scoperta della dipendenza, un momento di sconcerto complicato da gestire. Non lo sottovaluti e si prenda cura anche di se stessa. Per il resto mi sento di concordare con i colleghi nel farle i complimenti per aver da subito individuato nel SERD una fonte autorevole e corretta di aiuto.

Dott.ssa Barbara Zanettini
Dott.ssa Barbara Zanettini
Psicologo, Psicoterapeuta
Legnano
Buongiorno, credo sia fondamentale che lui si affidi a persone competenti che lo possano aiutare a gestire sia questa grave dipendenza, sia la comunicazione ai familiari. Non si prenda lei il carico di gestire questo tipo di comunicazione : come moglie non può far altro che rispettare il volere del marito. Si affidi anche lei al serd, dove troverete professionisti che sapranno guidarvi al meglio .

Dr. Salvatore De Costanzo
Dr. Salvatore De Costanzo
Psicologo, Psicoterapeuta
Varcaturo
Buonasera, per ora rispetti il suo volere: rischierebbe di fargli perdere la motivazione di accedere al SERT. Consideri che i colleghi sicuramente lavoreranno su quest'aspetto.
Saluti

Dott. Riccardo Caboni
Dott. Riccardo Caboni
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Cara signora,
comprendo bene la sua situazione. In casi come i suoi la cosa migliore è rivolgersi ai servizi del territorio in modo tale che i colleghi possano rispondere alle sue domande e indicarle come agire in casi come quelli di suo marito.
Le auguro che tutto possa procedere per il meglio.
Dott. Riccardo Caboni

Dott.ssa Paola Giovani
Dott.ssa Paola Giovani
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Gentile signora, i miei colleghi hanno già dato molte risposte con cui può orientarsi. Forse, si trata di costruire dei pasaggi. Prima avviare una terapia e poi, se suo marito vuole, se i genitori sono persone capaci di essere di aiuto, se i figli non sono troppo piccoli, potrete avvertire insieme di quello che succede al figlio e al padre. Cordiali saluti PG

Dott.ssa Elena Carucci
Dott.ssa Elena Carucci
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Gentile signora,
nella vita possono succedere momenti di cedimento ma se suo marito ha riconosciuto di aver bisogno di un sostegno è già un grande passo in avanti; inoltre ha scelto di condividere la problematica con lei quindi non rispettare questa sua scelta e diffondere la notizia a terzi, senza il suo consenso, non penso sia la scelta giusta. Gli stia vicino e attraverso l’aiuto dei curanti del sert troverete il percorso più giusto da intraprendere.
Saluti,
E.C.

Buongiorno,
in genere relativamente a questo tipo di problematiche l'ammissione del problema genera nella persona vergogna e colpa e dunque il bisogno di nascondere il problema. Ritengo possa essere utile per suo marito, una volta incominciato un percorso terapeutico, lavorare su questi sentimenti in modo da potere essere lui a rivelare al tempo opportuno la sua problematica ai familiari, come tappa del processo di cura.
Si può comprendere il suo bisogno di condividerlo con il resto della famiglia, perchè immagino che la situazione le procuri ansia, rabbia e la faccia sentire sola. Tuttavia credo sia opportuno che suo marito cominci un percorso di cura che possa comprendere in qualche modo un supporto anche per lei in modo che anche lei possa essere aiutata nel gestire questa difficile situazione.
Cordiali saluti

Dott. Raffaele Olivieri
Dott. Raffaele Olivieri
Psicologo, Psicoterapeuta
Brescia
Concordo con i colleghi. Suo marito è disposto a farsi aiutare, lei è disposta a collaborare e il SerD è la struttura più adatta ad accoglierlo. Non è opportuno che sia lei a comunicarlo ai familiari di lui, anche perché suo marito le ha chiesto il segreto.

Dott. Diego Tosi
Dott. Diego Tosi
Psicologo, Psicoterapeuta
La Spezia
Gentile signora,
suo marito ha fatto un passo importante scegliendo di farsi aiutare. In questi momenti i suoi sentimenti che possono essere anche scomodi, come la vergogna la delusione, la tristezza vanno tutelati e rispettati. Suo marito cerca di evitare alla già difficile situazione, che però sta affrontando, un giudizio morale esterno che, molto probabilmente, renderebbe il suo percorso più difficile.
Il discorso finanziario, che in queste situazioni ha un ruolo importante, è già stato messo in sicurezza, quindi se non ci saranno difficoltà oggettive e necessità impellenti, mi sento di consigliarle di rispettare la richiesta di suo marito in questo momento di risalita dalle difficoltà.
Faccio un grosso in bocca al lupo a lei e a suo marito.

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