Femminilizzazione consensuale indotta o volontaria? Salve sono un 59enne maschio italiano Puglies
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Femminilizzazione consensuale indotta o volontaria?
Salve sono un 59enne maschio italiano Pugliese felicemente sposato da 30anni dal lato"sentimentale",ma dal lato sessuale molto insoddisfatto e frustrato,vengo al dunque:mia moglie non mi permette di praticarmi un sesso orale fatto da lei al mio membro "da 30anni"si limita a sfiorare con le labbra o con le mani per pochissimo tempo ,lo porta subito in vagina,ed io ne sono molto frustrato e per soccombere a questa limitazione orale erotica e sessuale coniugale per l'enorme rispetto nei suoi confronti pur di avere ulteriori piaceri sensazioni intime, visto che non e nemmeno propensa ad indossare lingery hot ,e quindi lo indossata io la sua lingery,e sto continuando con luso di plug anali e con falli artificiali in lattice con cinturino,a gran fatica sono riuscito a convincerla al penetrarmi,un paio di volte " ma eseguito malissimo molto violento ,ho goduto moltissimo" da allora ho una fissa del Pegging e dello strap on ,sento sempre piu il bisogno di questo tipo di approccio sessuale da passivo e dal usare lingery femminile,ma non ho del tutto abbandonato il mio ruolo di maschio,in tutto questo credo che sono vicino alla femminilizzazzione,cosa mi sta accadendo? sono io a volermi trasformare? oppure e mia moglie che mi sta pian piano spingendo senza dirlo apertamente al trasformarmi in una femminuccia? ricordo che quando protestai mi disse chiaramente che non voleva indossarla con una breve battuta "Mettila tu"! Per cortesia Rispondete a questa mia situazione,se avete altri quesiti e domande e consigli da propormi sono disponibile.grazie
Salve sono un 59enne maschio italiano Pugliese felicemente sposato da 30anni dal lato"sentimentale",ma dal lato sessuale molto insoddisfatto e frustrato,vengo al dunque:mia moglie non mi permette di praticarmi un sesso orale fatto da lei al mio membro "da 30anni"si limita a sfiorare con le labbra o con le mani per pochissimo tempo ,lo porta subito in vagina,ed io ne sono molto frustrato e per soccombere a questa limitazione orale erotica e sessuale coniugale per l'enorme rispetto nei suoi confronti pur di avere ulteriori piaceri sensazioni intime, visto che non e nemmeno propensa ad indossare lingery hot ,e quindi lo indossata io la sua lingery,e sto continuando con luso di plug anali e con falli artificiali in lattice con cinturino,a gran fatica sono riuscito a convincerla al penetrarmi,un paio di volte " ma eseguito malissimo molto violento ,ho goduto moltissimo" da allora ho una fissa del Pegging e dello strap on ,sento sempre piu il bisogno di questo tipo di approccio sessuale da passivo e dal usare lingery femminile,ma non ho del tutto abbandonato il mio ruolo di maschio,in tutto questo credo che sono vicino alla femminilizzazzione,cosa mi sta accadendo? sono io a volermi trasformare? oppure e mia moglie che mi sta pian piano spingendo senza dirlo apertamente al trasformarmi in una femminuccia? ricordo che quando protestai mi disse chiaramente che non voleva indossarla con una breve battuta "Mettila tu"! Per cortesia Rispondete a questa mia situazione,se avete altri quesiti e domande e consigli da propormi sono disponibile.grazie
Salve. Non c'è nulla di male a fare finta di essere femmina se questo rimane un gioco erotico che piace a entrambi. Importante è non perdersi appresso a questo e spendere troppo impegno. L' intesa erotica deve avere la giusta misura.
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Salve, suggerirei di approfondire questa delicata questione iniziando un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta, meglio se esperti in sessuologia, che possano aiutarla a fare chiarezza su queste tematiche.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
Saluti.
Dr. Francesco Rossi.
salve, da quello che ho letto avete semplicemente 2 modo di approccio al sesso e quindi 2 modi di erotismo solo che dovete arrivare ad un compromesso per far godere entrambi oppure una parte lo potrebbe fare da solo e sua moglie un altra per arrivare ad un erotismo completo grazie
Buongiorno,
grazie per aver condiviso con chiarezza e senza filtri le sue esperienze e i suoi pensieri. Quello che descrive tocca diversi livelli: desideri sessuali personali, dinamiche di coppia, esplorazione di ruoli e di identità sessuale e, in generale, la relazione tra piacere, fantasia e rispetto reciproco. Provo a offrirle un quadro comprensivo e empatico.
Da quanto racconta, lei non sta “subendo” nulla né sua moglie la sta “spingendo” a trasformarsi. Le esperienze che descrive – l’uso di lingerie, l’interesse per il pegging e lo strap-on, la posizione passiva durante il sesso – sono espressioni di un desiderio sessuale che lei ha scoperto e sta esplorando. È normale che in una persona matura emergano nuovi bisogni sessuali o curiosità verso pratiche che prima non avevano spazio. Il fatto che sua moglie sia stata aperta, anche se inizialmente esitante, a queste sperimentazioni non indica che lei stia “determinando” la sua trasformazione: piuttosto, le sta fornendo un contesto sicuro in cui esplorare.
Ci sono alcuni punti che vale la pena sottolineare:
1. Femminilizzazione consensuale e desiderio personale: ciò che descrive rientra in una dinamica di femminilizzazione consensuale, cioè l’espressione di piaceri e ruoli tradizionalmente femminili in un contesto di intimità. Questo non significa che lei stia diventando “una femminuccia” in senso identitario, ma che trova eccitazione e soddisfazione sessuale nell’assumere ruoli e comportamenti femminili temporaneamente, dentro la relazione. È un gioco di ruolo erotico che può coesistere con il suo ruolo maschile abituale.
2. Ruolo della moglie: la moglie, dal suo racconto, non ha imposto nulla. La frase “Mettila tu” indica solo che lei non voleva assumere il ruolo diretto di femminilizzazione, ma non ha vietato né ostacolato il suo desiderio. Il piacere che prova e le fantasie che emergono sono suoi, non creati o indotti da lei.
3. Bisogno crescente e sessualità matura: la crescente attrazione verso il pegging, il gioco di ruolo passivo e l’uso di accessori come plug o strap-on è coerente con la scoperta di nuovi desideri in età adulta. Questo è un fenomeno normale: spesso, soprattutto in contesti di lunga relazione, i nuovi bisogni sessuali emergono quando ci si sente al sicuro, rispettati e liberi di esplorare senza giudizio.
4. Confusione tra ruolo e identità: è comprensibile domandarsi se questo desiderio implichi un cambiamento identitario. In realtà, ruolo sessuale, preferenze erotiche e identità di genere non coincidono automaticamente. Molti uomini trovano piacere nell’assumere un ruolo passivo o femminile senza che ciò influenzi la loro identità di genere maschile.
In termini pratici, alcuni consigli:
* Continuare a esplorare in sicurezza e con il consenso della moglie, definendo i limiti e rispettando il comfort di entrambi.
* Distinguere tra ciò che eccita e ciò che identifica: il piacere femminile o passivo non cancella la sua mascolinità o la sua identità di genere.
* Riflettere sui propri desideri senza giudizio: scrivere ciò che sente durante le esperienze sessuali può aiutare a chiarire meglio il confine tra fantasia e identità.
* Se sente ansia, senso di colpa o confusione, parlarne con una psicologa o un sessuologo può aiutare a elaborare le emozioni e a integrare questi desideri nel suo benessere sessuale complessivo.
In sintesi, quello che sta vivendo è una scoperta erotica e un’espansione del proprio repertorio sessuale, e non una trasformazione imposta dall’altro. È normale avere domande, curiosità e anche un po’ di confusione: il punto è esplorare in modo consapevole e rispettoso di sé e della partner. Rimango a disposizione, un saluto!
grazie per aver condiviso con chiarezza e senza filtri le sue esperienze e i suoi pensieri. Quello che descrive tocca diversi livelli: desideri sessuali personali, dinamiche di coppia, esplorazione di ruoli e di identità sessuale e, in generale, la relazione tra piacere, fantasia e rispetto reciproco. Provo a offrirle un quadro comprensivo e empatico.
Da quanto racconta, lei non sta “subendo” nulla né sua moglie la sta “spingendo” a trasformarsi. Le esperienze che descrive – l’uso di lingerie, l’interesse per il pegging e lo strap-on, la posizione passiva durante il sesso – sono espressioni di un desiderio sessuale che lei ha scoperto e sta esplorando. È normale che in una persona matura emergano nuovi bisogni sessuali o curiosità verso pratiche che prima non avevano spazio. Il fatto che sua moglie sia stata aperta, anche se inizialmente esitante, a queste sperimentazioni non indica che lei stia “determinando” la sua trasformazione: piuttosto, le sta fornendo un contesto sicuro in cui esplorare.
Ci sono alcuni punti che vale la pena sottolineare:
1. Femminilizzazione consensuale e desiderio personale: ciò che descrive rientra in una dinamica di femminilizzazione consensuale, cioè l’espressione di piaceri e ruoli tradizionalmente femminili in un contesto di intimità. Questo non significa che lei stia diventando “una femminuccia” in senso identitario, ma che trova eccitazione e soddisfazione sessuale nell’assumere ruoli e comportamenti femminili temporaneamente, dentro la relazione. È un gioco di ruolo erotico che può coesistere con il suo ruolo maschile abituale.
2. Ruolo della moglie: la moglie, dal suo racconto, non ha imposto nulla. La frase “Mettila tu” indica solo che lei non voleva assumere il ruolo diretto di femminilizzazione, ma non ha vietato né ostacolato il suo desiderio. Il piacere che prova e le fantasie che emergono sono suoi, non creati o indotti da lei.
3. Bisogno crescente e sessualità matura: la crescente attrazione verso il pegging, il gioco di ruolo passivo e l’uso di accessori come plug o strap-on è coerente con la scoperta di nuovi desideri in età adulta. Questo è un fenomeno normale: spesso, soprattutto in contesti di lunga relazione, i nuovi bisogni sessuali emergono quando ci si sente al sicuro, rispettati e liberi di esplorare senza giudizio.
4. Confusione tra ruolo e identità: è comprensibile domandarsi se questo desiderio implichi un cambiamento identitario. In realtà, ruolo sessuale, preferenze erotiche e identità di genere non coincidono automaticamente. Molti uomini trovano piacere nell’assumere un ruolo passivo o femminile senza che ciò influenzi la loro identità di genere maschile.
In termini pratici, alcuni consigli:
* Continuare a esplorare in sicurezza e con il consenso della moglie, definendo i limiti e rispettando il comfort di entrambi.
* Distinguere tra ciò che eccita e ciò che identifica: il piacere femminile o passivo non cancella la sua mascolinità o la sua identità di genere.
* Riflettere sui propri desideri senza giudizio: scrivere ciò che sente durante le esperienze sessuali può aiutare a chiarire meglio il confine tra fantasia e identità.
* Se sente ansia, senso di colpa o confusione, parlarne con una psicologa o un sessuologo può aiutare a elaborare le emozioni e a integrare questi desideri nel suo benessere sessuale complessivo.
In sintesi, quello che sta vivendo è una scoperta erotica e un’espansione del proprio repertorio sessuale, e non una trasformazione imposta dall’altro. È normale avere domande, curiosità e anche un po’ di confusione: il punto è esplorare in modo consapevole e rispettoso di sé e della partner. Rimango a disposizione, un saluto!
Buonasera, da ciò che racconta non emerge un cambiamento della sua identità né una “trasformazione” imposta o voluta in senso profondo. Quello che sembra centrale è una frustrazione sessuale molto lunga, vissuta in silenzio per rispetto della relazione, che nel tempo ha spinto il desiderio a cercare altre forme di espressione. Il piacere legato alla passività, all’esplorazione di ruoli diversi o a simboli femminili non definisce chi lei è, né la rende “meno uomo”: spesso rappresenta un modo per sottrarsi a un ruolo maschile vissuto come rigido, carico di doveri e privo di spazio per i propri bisogni. Per cui sua moglie non la sta spingendo a diventare altro (ricordi che nessuno la può spingere a cambiare identità); piuttosto, la mancanza di un dialogo autentico sul desiderio ha lasciato lei da solo nel gestire frustrazione e bisogno di piacere. Quando il desiderio non trova ascolto nella relazione, può prendere strade alternative che non implicano necessariamente sentimenti, identità o cambiamenti profondi
La domanda forse più utile non è cosa stia diventando, ma da quanto tempo il suo desiderio non trova spazio e riconoscimento. Dare senso a questo, anche con l’aiuto di un professionista, non serve a cambiare chi è, ma a capire meglio cosa le sta mancando e come prendersene cura senza colpa o vergogna. Ricordi, la sessualità umana non è rigida né lineare, ma ampia, fluida e personale. Può includere fantasie, ruoli ed esperienze diverse senza dover per forza definire l’identità o il valore di una persona. L’unico vero confine è il rispetto reciproco e il consenso: finché non si lede l’altro, il desiderio non è “sbagliato”, ma una forma di espressione che merita ascolto e comprensione, soprattutto all’interno di una relazione che dura nel tempo.
La domanda forse più utile non è cosa stia diventando, ma da quanto tempo il suo desiderio non trova spazio e riconoscimento. Dare senso a questo, anche con l’aiuto di un professionista, non serve a cambiare chi è, ma a capire meglio cosa le sta mancando e come prendersene cura senza colpa o vergogna. Ricordi, la sessualità umana non è rigida né lineare, ma ampia, fluida e personale. Può includere fantasie, ruoli ed esperienze diverse senza dover per forza definire l’identità o il valore di una persona. L’unico vero confine è il rispetto reciproco e il consenso: finché non si lede l’altro, il desiderio non è “sbagliato”, ma una forma di espressione che merita ascolto e comprensione, soprattutto all’interno di una relazione che dura nel tempo.
Gentile utente,
quello che descrive non va letto come una trasformazione forzata né come una femminilizzazione indotta in modo consapevole da sua moglie ma come l’esito di una lunga frustrazione sessuale non elaborata all’interno della coppia. Quando per molti anni un bisogno intimo centrale non trova spazio né riconoscimento la mente cerca vie alternative per sentire piacere connessione e vitalità. In questo senso le pratiche che ha iniziato a esplorare non parlano di un cambiamento della sua identità di genere né di un desiderio di diventare una donna ma di una riorganizzazione del piacere in una relazione dove il suo desiderio è rimasto a lungo inascoltato.
È importante distinguere tre piani diversi che spesso vengono confusi il ruolo sessuale attivo o passivo le pratiche erotiche e l’identità di genere. Il fatto che lei sperimenti piacere in una posizione passiva o attraverso accessori o indumenti femminili non significa automaticamente che voglia rinunciare al suo ruolo maschile né che stia diventando qualcosa che non riconosce. Piuttosto sembra che stia cercando una compensazione simbolica e corporea a una sensazione di rifiuto e di limitazione vissuta nel tempo.
La frase di sua moglie che lei riporta non va letta come un invito a femminilizzarsi ma come una modalità difensiva di allontanamento dal confronto sul desiderio. In molte coppie di lunga durata quando la sessualità diventa terreno di potere o di evitamento uno dei due partner finisce per adattarsi in modo silenzioso pur di non perdere il legame. Questo adattamento però può trasformarsi nel tempo in confusione interna e domande sull’identità. Il punto centrale non è cosa sta diventando ma cosa le è mancato per anni nella dimensione erotica e relazionale. Il suo disagio nasce dal fatto che il desiderio non è stato condiviso negoziato ascoltato. Finché questa dinamica non viene portata a parola il rischio è continuare a cercare risposte nel corpo anziché nella relazione. Un percorso di consulenza sessuologica o psicologica individuale o di coppia potrebbe aiutarla a chiarire se ciò che cerca è più libertà espressiva più riconoscimento più intimità oppure una ridefinizione autentica della sua sessualità.
Non c’è nulla di patologico nel provare curiosità o piacere in forme non convenzionali ma è fondamentale che non diventino l’unico modo per reggere una frustrazione emotiva profonda. Il lavoro va fatto sul significato che queste pratiche hanno assunto per lei e sul silenzio che si è creato nella coppia più che sull’idea di trasformazione.
Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
quello che descrive non va letto come una trasformazione forzata né come una femminilizzazione indotta in modo consapevole da sua moglie ma come l’esito di una lunga frustrazione sessuale non elaborata all’interno della coppia. Quando per molti anni un bisogno intimo centrale non trova spazio né riconoscimento la mente cerca vie alternative per sentire piacere connessione e vitalità. In questo senso le pratiche che ha iniziato a esplorare non parlano di un cambiamento della sua identità di genere né di un desiderio di diventare una donna ma di una riorganizzazione del piacere in una relazione dove il suo desiderio è rimasto a lungo inascoltato.
È importante distinguere tre piani diversi che spesso vengono confusi il ruolo sessuale attivo o passivo le pratiche erotiche e l’identità di genere. Il fatto che lei sperimenti piacere in una posizione passiva o attraverso accessori o indumenti femminili non significa automaticamente che voglia rinunciare al suo ruolo maschile né che stia diventando qualcosa che non riconosce. Piuttosto sembra che stia cercando una compensazione simbolica e corporea a una sensazione di rifiuto e di limitazione vissuta nel tempo.
La frase di sua moglie che lei riporta non va letta come un invito a femminilizzarsi ma come una modalità difensiva di allontanamento dal confronto sul desiderio. In molte coppie di lunga durata quando la sessualità diventa terreno di potere o di evitamento uno dei due partner finisce per adattarsi in modo silenzioso pur di non perdere il legame. Questo adattamento però può trasformarsi nel tempo in confusione interna e domande sull’identità. Il punto centrale non è cosa sta diventando ma cosa le è mancato per anni nella dimensione erotica e relazionale. Il suo disagio nasce dal fatto che il desiderio non è stato condiviso negoziato ascoltato. Finché questa dinamica non viene portata a parola il rischio è continuare a cercare risposte nel corpo anziché nella relazione. Un percorso di consulenza sessuologica o psicologica individuale o di coppia potrebbe aiutarla a chiarire se ciò che cerca è più libertà espressiva più riconoscimento più intimità oppure una ridefinizione autentica della sua sessualità.
Non c’è nulla di patologico nel provare curiosità o piacere in forme non convenzionali ma è fondamentale che non diventino l’unico modo per reggere una frustrazione emotiva profonda. Il lavoro va fatto sul significato che queste pratiche hanno assunto per lei e sul silenzio che si è creato nella coppia più che sull’idea di trasformazione.
Cordialmente,
Dottoressa Gloria Giacomin
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