Buongiorno, sono una donna e convivo con la mia ragazza da circa un anno. Non c'è in generale mancan

6 risposte
Buongiorno, sono una donna e convivo con la mia ragazza da circa un anno. Non c'è in generale mancanza di desiderio o mancanza di sesso, ma a volte capita che io senta il bisogno di farlo più spesso, ma tra gli impegni della settimana ed il fatto che si vada a letto verso le 22/23, la stanchezza prende il sopravvento e quindi si finisce per farlo massimo un paio di volte a settimana.
In questo contesto, ieri (domenica) ero in camera da letto e sento lei che ansima, non l'ho vista con i miei occhi ma mi è proprio sembrato che si stesse masturbando. Tutto ok in generale su questo, giustissimo, normalissimo e lo faccio anche io. Tuttavia mi è salita una sensazione di forte nervoso e rabbia quando l'ho sentita.
(Perchè? Per il contesto su citato, infatti spesso quella stanca è lei. ) Il giorno dopo ( sabato) si parlava del tornare a casa x poi fare sesso, però una volta a casa non è più successo perchè lei era troppo stanca ( avevamo camminato per ore ed ore). La domenica mattina poteva essere una buona occasione per farlo, ma anche li nulla. A questo punto, la cosa che mi chiedo tra me e me? Devo parlargliene? Quando sono uscita dalla stanza da letto e durante una breve discussione ho lanciato la frase " però potevamo ritagliarci del tempo per noi" lei si è arrabbiata di brutto dicendo " come ti viene di dirmi ciò se siamo state fino ad ora a guardare cose x la nostra vacanza?". Effettivamente la mia è stata una frase detta per non dire " ti ho sentita masturbarti, ci sono rimasta male xke lo stiamo facendo poco" e non volevo metterla in imbarazzo.
Resta il fatto che ha avuto una reazione davvero molto forte, ha anche pianto.
In ogni caso, Non l'ho vista con i miei occhi ma solo sentita, quindi devo lasciar stare e magari più proattivamente cercare quel momento durante la settimana e vedere che succede? Tuttavia questo episodio mi rimane fisso in testa e mi viene da chiedermi, forse trova più soddisfazione nella sua solitudine che non con me? Grazie per i vostri pareri.
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Sessuologo
Chieti
Gentilissima ,trovo molto adeguata la soluzione di parlare alla sua fidanzata . Un dialogo aperto e sincero dove mettere sentimenti, frustrazioni , aspettative e prospettive di vita insieme . E' la carta vincente , il confronto verbale porta sempre buoni frutti.
Per il resto ,se volesse sincerarsi su altri punti della sua vita sessuale e di coppia , sarei lieta di seguirla in un percorso di consulenza.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari

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Buongiorno,
grazie per aver condiviso la sua esperienza in modo così sincero. È comprensibile che questo episodio le abbia suscitato emozioni intense: quando si vive una relazione stabile, il tema del desiderio e dei ritmi sessuali può diventare delicato, soprattutto se non sempre coincidono.

La masturbazione è una pratica normale e non necessariamente legata a una mancanza di soddisfazione nel rapporto di coppia. Spesso è semplicemente un modo personale per rilassarsi o ascoltare i propri bisogni, senza che questo metta in discussione il desiderio verso la partner. Allo stesso tempo, è naturale che lei possa essersi sentita ferita o esclusa, soprattutto se percepisce un disallineamento nei momenti di intimità condivisa.

Parlarne apertamente può aiutarvi a ritrovare sintonia. Non è necessario partire dall’episodio specifico, se teme che possa creare imbarazzo, ma può esprimere i suoi bisogni in modo chiaro e affettuoso, ad esempio condividendo il desiderio di avere più momenti per voi due, senza dare colpe. In questo modo si favorisce un dialogo costruttivo, che permetta a entrambe di sentirsi comprese.

Può essere utile anche provare a creare insieme occasioni di intimità meno legate agli orari serali, quando la stanchezza pesa di più: piccoli gesti, momenti di coccole, o anche semplicemente decidere di "ritagliarvi" uno spazio nella settimana che non venga sempre rimandato.

Infine, non si colpevolizzi per le emozioni provate: la rabbia e la delusione raccontano solo del suo bisogno di vicinanza, che ha tutto il diritto di essere espresso. L’importante è trovare il modo di comunicarlo senza trasformarlo in un’accusa, ma come un invito a cercare insieme un equilibrio che vada bene per entrambe.

Rimango a disposizione,
Cordiali Saluti

Dott.ssa Beatrice Moro
Psicologa e Sessuologa Clinica
Dott.ssa Caterina De Galitiis
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Pescara
Salve, ciò che racconta esprime frustrazione, e penso che per affrontarla e attraversarla, più che fissarsi sull’episodio in sé, possa esserle utile fermarsi un momento a contattare ciò che ha provato: quale emozione è emersa per lei e quale bisogno o desiderio stava dietro a quella reazione? Si è sentita data per scontata, non vista, non desiderata, o altro?

Da lì può valutare, se e quando si sentirà pronta, di condividerlo con la sua compagna non come critica o richiamo all’episodio specifico, ma come apertura rispetto a come vive il desiderio e la ricerca di intimità.

In questo modo la conversazione diventa meno legata al “chi ha fatto cosa e quando” e più un’occasione per conoscervi meglio nei vostri ritmi e bisogni, un’opportunità per venirvi incontro e incontrarvi davvero.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

da quello che racconti emerge un vissuto molto comune nelle coppie: il desiderio di mantenere una vita sessuale appagante, che però si scontra con i ritmi della quotidianità, la stanchezza e le abitudini diverse. La masturbazione, come giustamente riconosci, è un comportamento normale e sano, che non sostituisce necessariamente il rapporto di coppia ma può coesistere con esso.

La sensazione di rabbia e nervosismo che hai provato probabilmente nasce non tanto dal gesto in sé, quanto dal contesto: tu percepisci un bisogno di maggiore frequenza o di maggiore iniziativa condivisa, mentre vedi che lei a volte sembra “non avere energie” per il rapporto. È comprensibile che questo generi frustrazione e pensieri come “forse si trova meglio da sola che con me”.

Il punto cruciale è la comunicazione. Non si tratta di accusare o di colpevolizzare, ma di riuscire a esprimere come ti senti: “io a volte resto male perché vorrei più momenti di intimità insieme, e quando non succede mi sento esclusa”. Parlare in prima persona, senza attribuire giudizi o sospetti, può ridurre le reazioni difensive e aprire uno spazio di confronto.

Allo stesso tempo può essere utile cercare insieme soluzioni pratiche: ritagliarsi dei momenti dedicati, sperimentare nuove modalità per vivere l’intimità anche in periodi di stanchezza, e mantenere uno sguardo flessibile sulle esigenze reciproche.

Ogni coppia ha i propri equilibri e le proprie sfide: se senti che la comunicazione su questo tema rimane difficile o fonte di forte tensione, può essere molto utile affrontarlo con l’aiuto di uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Kay Chomiak
Psicologo clinico, Sessuologo
Parma
Buonasera,
il fatto che lei abbia deciso di scrivere qui mi sembra già molto significativo: probabilmente ha colto qualcosa che non riesce a comprendere appieno da sola e che la mette a disagio.
Può succedere, all’interno di una coppia, che l’appettito e i ritmi sessuali non coincidano sempre. Non esiste un numero giusto di volte: ciò che conta davvero è come vi sentite entrambe e la possibilità di costruire un equilibrio che sia appagante per entrambe.
L’episodio che racconta sembra però andare un po’ oltre la questione della frequenza: la reazione forte della sua compagna potrebbe parlare di un bisogno più profondo o di un vissuto che forse per lei non è facile esprimere a parole. Dall’altra parte, anche per Lei l’evento della masturbazione ha fatto emergere, da come dice, emozioni ambigue: sebbene lo definisca normalissimo, lo ha vissuto come qualcosa che in quel momento ha incrinato il suo bisogno di sentirsi desiderata, facendola percepire come una minaccia alla vostra relazione, soprattutto in un momento delicato come questo.
Sono dinamiche che accadono spesso nelle relazioni e che non significano che ci sia “qualcosa di sbagliato” tra voi. Piuttosto, segnalano l’importanza di parlarne in modo aperto, anche se questo può spaventare. Può aiutare molto dire con sincerità come si è sentita, utilizzando la prima persona (“Io mi sono sentita così…”, “Io avrei bisogno di…”), invece che lanciare messaggi indiretti o a metà. Questo permette all’altra persona di comprendere meglio le sue emozioni senza sentirsi attaccata, interrompendo quel circolo vizioso in cui la frustrazione genera attacco e l’attacco alimenta ulteriore chiusura o rancore.
Potrebbe essere utile cercare insieme momenti nuovi e leggeri per coltivare la vostra intimità, rispettando i tempi e le energie di entrambe, senza pressioni.
Se questo vi sembra troppo difficile o se doveste sentire che da sole è troppo complicato affrontare questo tema, rivolgersi a un/una professionista potrebbe offrirvi uno spazio sicuro dove esplorare bisogni e vissuti.
Dott.ssa Claudia Cianchi
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Roma
Gentilissima,

grazie per aver condiviso con noi le tue sensazioni.
Scoprire che il/la propria partner pratichi masturbazione in nostra assenza può causare dei vissuti di rabbia e frustrazione in ognuno di noi, soprattutto se la sensazione percepita è quella da te esposta.
C'è da dire che nelle relazioni di lunga durata o che si basano su di una convivenza, è più facile che si vivano dei momenti di condivisione che non comprendono necessariamente pratiche sessuali, ma che coinvolgono i partner in attività differenti, che prevedono il coinvolgimento della vostra complicità intellettiva.
Nel tuo caso specifico, può essere utile cercare di comunicare apertamente con la tua partner e raccontarle ciò che è successo, manifestando anche il tuo stato di confusione rispetto alla contraddizione che hai riscontrato nei suoi comportamenti. Certamente, il fatto che tu senta la necessità di avere più intimità con lei può essere un altro argomento da portare alla sua attenzione, per non rischiare di aumentare il tuo vissuto di frustrazione e per ottenere dei chiarimenti specifici.
Puoi prenotare un consulto psicosessuologico o un primo colloquio di coppia per discutere insieme e in modo approfondito di questa fase che la tua coppia sta attraversando, eventualmente anche con la tua ragazza.

Resto a disposizione in chat!
Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Cianchi

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