Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni e da 10 mesi sono stata lasciata dalla persona con cui stavo
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Buongiorno, sono una ragazza di 28 anni e da 10 mesi sono stata lasciata dalla persona con cui stavo da 7. Da 6 mesi circa sentivo un allontanamento progressivo, mancava la spinta di prima a stare bene insieme, a parlare, ma sono periodo che penso capitino nelle relazioni così lunghe. Quindi sono andata avanti. Finché dopo un po' sono esplosa, chiedendo più quotidianità e condivisione (non c'era idea di vivere insieme ma ci vedevamo solo il weekend e iniziava a pesarmi. In più non dormivamo mai insieme perchè lui è insonne e io dormigliona). Lui inizia a dirmi che non vuole convivere, che non cambierà mai idea, che vuole continuare così perchè a lui sta bene e il suo carattere è quello. Lo invito a riflettere su questa cosa e dopo un mese, mi lascia. Mi dice che se non aveva la spinta a fare di più forse i sentimenti non erano abbastanza per cambiare la sua inclinazione schiva e solitaria e che questo poteva succedere in qualsiasi momento della relazione quindi tanto valeva finirla subito. Mi ha detto anche che il non dormire insieme derivava dal non sentirsi a suo agio, quando in realtà è sempre stata una questione pratica. Ci siamo lasciati dicendoci ti amo tanto, piangendo, ma non è servito a nulla. Diceva che non avrà mai voglia di lavorare su una relazione, deve essere una cosa che va naturalmente. Io sono entrata in un baratro. Da quel giorno ripenso a cosa è successo, a perchè e scoprire che dopo pochissimo lui aveva già un'altra relazione mi ha distrutta. Come possono alcune persone andare avanti in 2 settimane e altre in 2 anni? Vorrei stare bene, ma continuo a ripensare a perché è successo tutto e a come ha fatto a dimenticarmi così
Buongiorno. Quello che sta vivendo è un dolore profondissimo, aggravato da una scoperta che sembra calpestare i sette anni trascorsi insieme. È del tutto comprensibile che lei si senta in un baratro.
Tuttavia, è importante fare chiarezza su un punto che spesso ci tormenta: il tempo di reazione dell'altro non è il metro del valore della vostra storia.
Quando una persona inizia una nuova relazione dopo due settimane dalla fine di un legame di sette anni, raramente lo fa perché ha "dimenticato". Più spesso si tratta di un meccanismo di fuga: il bisogno di riempire un vuoto o di anestetizzare il dolore con una novità che non richieda lo "sforzo" di elaborare la perdita. Lui le ha detto chiaramente di non aver voglia di lavorare sulle relazioni; questo nuovo rapporto è probabilmente la conferma di quella sua modalità: cercare qualcosa che "vada naturalmente" finché non arrivano le prime difficoltà.
Ecco alcuni aspetti su cui riflettere per iniziare a risalire:
L'incompatibilità dei bisogni: Lei chiedeva condivisione e quotidianità, lui rivendicava solitudine e mancanza di impegno. Non era un problema di quanto lei fosse "abbastanza", ma di due progetti di vita che non potevano più coincidere.
La trappola del "Perché": Continuare a chiedersi come abbia fatto a dimenticarla è un modo in cui la sua mente cerca di mantenere un legame con lui, anche se doloroso. La risposta, purtroppo, non cambierebbe la realtà: lui ha scelto di non investire più.
Il lutto non è una gara: Non si senta sbagliata perché soffre ancora dopo dieci mesi. Sette anni sono un tempo lungo che richiede un'elaborazione lenta e rispettosa. Chi corre subito verso un'altra persona spesso sta solo rimandando un dolore che, prima o poi, dovrà comunque affrontare.
Iniziare un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a spostare il focus da "cosa fa lui" a "cosa serve a lei" per tornare a respirare. Lei merita una persona che non consideri lo stare insieme un peso o un lavoro faticoso, ma una scelta naturale.
Tuttavia, è importante fare chiarezza su un punto che spesso ci tormenta: il tempo di reazione dell'altro non è il metro del valore della vostra storia.
Quando una persona inizia una nuova relazione dopo due settimane dalla fine di un legame di sette anni, raramente lo fa perché ha "dimenticato". Più spesso si tratta di un meccanismo di fuga: il bisogno di riempire un vuoto o di anestetizzare il dolore con una novità che non richieda lo "sforzo" di elaborare la perdita. Lui le ha detto chiaramente di non aver voglia di lavorare sulle relazioni; questo nuovo rapporto è probabilmente la conferma di quella sua modalità: cercare qualcosa che "vada naturalmente" finché non arrivano le prime difficoltà.
Ecco alcuni aspetti su cui riflettere per iniziare a risalire:
L'incompatibilità dei bisogni: Lei chiedeva condivisione e quotidianità, lui rivendicava solitudine e mancanza di impegno. Non era un problema di quanto lei fosse "abbastanza", ma di due progetti di vita che non potevano più coincidere.
La trappola del "Perché": Continuare a chiedersi come abbia fatto a dimenticarla è un modo in cui la sua mente cerca di mantenere un legame con lui, anche se doloroso. La risposta, purtroppo, non cambierebbe la realtà: lui ha scelto di non investire più.
Il lutto non è una gara: Non si senta sbagliata perché soffre ancora dopo dieci mesi. Sette anni sono un tempo lungo che richiede un'elaborazione lenta e rispettosa. Chi corre subito verso un'altra persona spesso sta solo rimandando un dolore che, prima o poi, dovrà comunque affrontare.
Iniziare un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a spostare il focus da "cosa fa lui" a "cosa serve a lei" per tornare a respirare. Lei merita una persona che non consideri lo stare insieme un peso o un lavoro faticoso, ma una scelta naturale.
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Buongiorno, grazie per aver condiviso la tua storia.
Dopo relazione, è normale che una rottura sentimentale lasci un dolore profondo e tante domande..
Dal tuo racconto emerge che a un certo punto hai iniziato a chiedere più presenza, più quotidianità e più condivisione. Sono bisogni assolutamente naturali in una relazione lunga, a volte però due persone, pur volendosi bene, hanno bisogni relazionali diversi, uno desidera costruire di più e l’altro tende a mantenere più distanza.
Il tuo desiderio di stare bene, capire e superare questa delusione amorosa è già un passo importante nel processo di elaborazione della fine di una relazione, con il tempo e con lo spazio per te stessa, questo dolore può trasformarsi in maggiore consapevolezza emotiva e crescita personale.
Dopo relazione, è normale che una rottura sentimentale lasci un dolore profondo e tante domande..
Dal tuo racconto emerge che a un certo punto hai iniziato a chiedere più presenza, più quotidianità e più condivisione. Sono bisogni assolutamente naturali in una relazione lunga, a volte però due persone, pur volendosi bene, hanno bisogni relazionali diversi, uno desidera costruire di più e l’altro tende a mantenere più distanza.
Il tuo desiderio di stare bene, capire e superare questa delusione amorosa è già un passo importante nel processo di elaborazione della fine di una relazione, con il tempo e con lo spazio per te stessa, questo dolore può trasformarsi in maggiore consapevolezza emotiva e crescita personale.
La fine di una relazione è spesso un vero e proprio lutto da elaborare, con tempi e modi specifici per ciascuno di noi. Non c'è una formula/tempo standard che è applicabile a tutti, sono tanti e diversi i fattori personali in gioco; certo è che se la fatica a procedere con la propria vita perdura per molti mesi forse è necessario valutare un supporto per trovare il modo di pacificarsi con questa fine e iniziare un nuovo capitolo.
Sono a disposizione
Dott.ssa Veronica Marchesini - Psicologa
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