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Esperienze

Sono la Dott.ssa Giuseppina Pierino, anche conosciuta come Pinuccia e sono una psicologa, iscritta all’ordine degli psicologi della regione Sicilia.

Ho conseguito la formazione magistrale presso l’Università degli studi di Catania, ed attualmente sono una psicoterapeuta in formazione presso la scuola di specializzazione Perfomat, ad indirizzo Analitico Transazionale.

Ciò che mi ha spinta a formarmi in tale ambito è stata la profonda curiosità data dalle differenze Interindividuali e intraindividuali che rendono ogni soggetto un mondo a sé.
Ognuno di noi ha i propri “perché” e come diceva il grande Jung: “Ciò che neghi ti sottomette, ciò che accetti ti trasforma”.
Attraverso il percorso di sostegno psicologico è possibile arrivare alla reale conoscenza di sé, e alla profonda accettazione di sé stessi. Si può imparare a Ri-Conoscersi, e si può imparare a Scegliere per sé stessi. 
La mia pratica Clinica consiste nel costruire insieme al paziente la versione migliore di sé, decidendo insieme verso quale direzione andare. 


Se sei Interessato/a, contattami al numero 3428858512, o fissa un appuntamento tramite l'agenda online. 

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Giuseppina Pierino

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Giuseppina Pierino
Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino

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15 recensioni

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  • Efficacia del trattamento
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  • Puntualità
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  • G

    Grazie alla Dottoressa ho imparato a conoscermi e stabilire confini sani per me stesso. È una professionista empatica e molto preparata.
    La consiglio senza dubbio.

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio molto per il suo feedback!


  • Y

    Bravissima,gentilissima è molto cordiale ,molto specifica nella professione

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    Grazie mille per il suo feedback, un abbraccio!


  • D

    "Ho avuto modo di conoscere la dottoressa durante il suo percorso formativo presso il nostro studio e ho potuto apprezzarne da vicino la serietà, la preparazione e la grande sensibilità umana. Si è sempre distinta per professionalità, capacità di ascolto ed empatia nei confronti delle persone che si affidano a lei. È una psicologa attenta, competente e profondamente rispettosa del vissuto dei pazienti. Sono certa che rappresenterà un punto di riferimento prezioso per chiunque cerchi un supporto psicologico serio e qualificato."

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    Grazie mille Cara collega!
    Ti abbraccio!


  • A

    Molta cura dei particolari e dettagli, da parte della Dottoressa

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio molto per il suo feedback!


  • F

    La Dott.ssa Pierino sin da subito é stata accogliente e mi ha aiutato ad individuare gli aspetti principali su cui lavorare insieme.
    La ringrazio perché già mi sento meglio e sono molto più fiducioso, sono sicuro che la situazione andrá sempre a migliorare.

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio per la condivisione e per le belle parole!


  • M

    Professionale molto intuitiva mi sono trovata a mio agio

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio per il suo contributo!


  • G

    Una professionista empatica, attenta e competenze, capace di unire grande competenza clinica a una profonda sensibilità umana. Accoglie con ascolto autentico, rispetto e delicatezza, creando uno spazio in cui sentirsi visti e compresi. Il suo lavoro è guidato da passione, cura e attenzione sincera per la persona. Affidarsi a lei significa sentirsi accompagnati con serietà e calore.

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio calorosamente per il suo riscontro, saluti.


  • B

    Capacità comunicativa, ascolto, flessibilità e comprensione stanno alla base del lavoro di Giuseppina. Una persona e una professionista d'oro. Super consigliata

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    Grazie Manu caro, ti abbraccio


  • C

    La Dottoressa Pierino è una professionista straordinaria! Sin dal primo incontro traspare una competenza fuori dal comune unita a una sensibilità rara. Riesce a creare un clima di totale fiducia e ascolto, mettendo chiunque a proprio agio con estrema naturalezza.

     • Studio di Psicologia - Dott.ssa Pierino sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    La ringrazio per la condivisione e per le belle parole.


  • N

    Professionista di grande competenza!una collega affidabile e preziosa

     • Altro Altro  • 

    Dott.ssa Giuseppina Pierino

    Posso assolutamente dire lo stesso di te, cara collega!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 26 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori mi chiedo se il Buddha o altri maestri avessero ragione che l unica strada per la serenità sia la via spirituale , anche se personalmente io mi sento sereno anche se da qualche giorno vedendo alcuni video sto mettendo un po in dubbio la mia situazione, mi chiedo allora chi come me non fa questi tipi di percorsi non può essere felice ? Non può essere una brava persona ? E se anche voi psicologi in futuro vi rendete conto che l unica strada è la spiritualità e tutto il resto è fuffa

Credo che la realtà vada letta con gli occhiali personali, e che i miei non potranno essere i suoi.
Sicuramente potremo vedere cose simili, ma la soggettività fa la differenza in ogni storia.
Motivo per il quale credo sia troppo “generalizzante” dire che l’unica via sia l’una o l’altra. Magari per qualcuno lo è,
Per altri invece lo è nell’integrazione.
L’importante però è che mi faccia stare bene.
Per riprendere la metafora degli occhiali, “che mi stiano bene, e non mi facciano del male alla vista”.
Saluti !

Dott.ssa Giuseppina Pierino

Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.

Credo che la sua sofferenza sia normale, ma la invito a riflettere sul perché, se dice di volere famiglia, resta legata a situazioni e persone che non risultano emotivamente disponibili al suo disegno.
Immaginiamo che io oggi avessi voglia di gelato, e che quindi mi diriga al bar per comprarlo. Poi arrivata lì, e compro una brioches invece che il gelato.
Questo mi rende triste, e continuo a domandarmi come sarebbe stato il gelato.

Le consiglio di indagare sul perché ha preferito la brioches, a cosa le è servito.. e come poter fare a soddisfare il suo bisogno di gelato.
Resto a disposizione,
Saluti!

Dott.ssa Giuseppina Pierino
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