Dott.
Francesco Libera
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Trento 1 indirizzo
Esperienze
Mi chiamo Francesco Libera, sono uno psicologo, psicoterapeuta ad approccio cognitivo-comportamentale in formazione e mi occupo di accompagnare le persone nei momenti di difficoltà, di cambiamento e di crescita personale.
Nel mio lavoro metto al centro la persona, la sua storia e i suoi obiettivi, creando uno spazio di ascolto accogliente, rispettoso e privo di giudizio.
Mi occupo di psicologia clinica e lavoro con adulti e giovani adulti su temi come ansia, stress, difficoltà emotive, disturbi del sonno, momenti di blocco e di transizione della vita. Il mio obiettivo è aiutare le persone a comprendere meglio ciò che stanno vivendo e a sviluppare strumenti pratici per affrontare le sfide quotidiane con maggiore consapevolezza ed equilibrio.
Un’altra area importante del mio lavoro è la psicologia dello sport. Affianco atleti, amatori e professionisti, che desiderano migliorare la concentrazione, la gestione delle emozioni, la fiducia in sé e la prestazione, sia in allenamento che in gara. Lavoro anche su aspetti come il recupero dopo un infortunio, l'immagine corporea e la gestione dei momenti di calo o di pressione.
ENGLISH VERSION:
My name is Francesco Libera. I am a psychologist and a cognitive-behavioral psychotherapist in training. I support people through moments of difficulty, change, and personal growth they might be facing.
In my work, I place the person, their personal history, and their goals at the center, creating a welcoming, respectful, and non-judgmental space for listening.
I work in the field of clinical psychology with adults and young adults, addressing issues such as anxiety, stress, emotional difficulties, sleep disorders, and the feeling of being stuck or life transitions. My goal is to help people better understand what they are experiencing and to develop practical tools to face everyday challenges with greater awareness and balance.
Another important area of my work is sports psychology. I work alongside amateur and professional athletes who wish to improve concentration, emotional regulation, self-confidence, and performance, both in training and in competition. I also focus on aspects such as recovery after injury, body image, and managing periods of decreased performance or high pressure.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicobiologia e neuroscienze cognitive
- Psicologia sportiva
- Neurotraining
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Disturbi psicosomatici
- Attacco di panico
- Disturbi del sonno
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ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutti. Vorrei avere dei pareri in merito alla situazione che sto vivendo. Sono stata lasciata dal mio ormai ex fidanzato, da 2 mesi dopo una relazione di 6 anni. Tra le varie motivazioni, la fine del sentimento. Il primo mese ho cercato di avere un confronto con lui ma l'ho trovato molto freddo nei miei confronti. Mi ha detto che è stata una scelta sofferta e che a distanza di 1 mese non sentiva la mia mancanza che non mi pensava e dovevo aprirmi a nuove conoscenze. Ho trovato queste parole molto strane avendo passato parte della nostra vita insieme, specie dopo solo 1 mese dalla fine. Per questo mi è sembrato come se indossasse delle maschere per non soffrire e per convincere più se stesso ad andare avanti. Mi è stato detto inoltre che non tornerebbe nemmeno se si accorgesse di provare ancora qualcosa per non soffrire. Ci sono state diverse litigate all'interno della relazione gestite in maniera contrastante, lui la parte razionale, io purtroppo, quella sentimentale. Ho trovato spesso dei muri da parte sua. Nonostante questo ho notato che continuava ad osservare la mia vita attraverso i social così ho affrontato il discorso e ho chiesto il perché di questo. La sua risposta è stata che mi osservava come osservava una persona qualunque, quindi suppongo con indifferenza e che, se questo poteva creare in me delle illusioni non lo avrebbe più fatto. È stato così per un periodo ma ora ho notato che il suo nome è tornato a spuntare di nuovo tra le visualizzazioni delle mie storie. Trovo questo molto incoerente. Vorrei avere dei pareri su cosa si nasconde dietro questo suo comportamento. Ringrazio tutti in anticipo per le risposte.
Buona sera.
Mi dispiace per la situazione che sta passando e per come si stia sentendo. Per rispondere alla sua domanda le posso dire che non ci sono tappe stabilite che una persona affronta alla fine di una relazione, dato che ognuna è diversa dalle altre. Negli ultimi anni c'è la tendenza a paragonare queste situazioni ad un lutto ed in effetti ci sono delle similitudini ma ognuno le può vivere in modo diverso. C'è chi la elabora più in fretta e chi invece ha bisogno di più tempo, questo non significa che una cosa sia giusta e l'altra sbagliata. Solitamente questi periodi servono anche a ricreare quella che è un'identità personale, con scopi e obiettivi personali e non più condivisi e anche ad elaborare un vissuto emotivo doloroso. Tutti elementi non facili da gestire, specialmente se la relazione è stata di lungo corso e che non prevedono un percorso lineare. Ci saranno momenti più "razionali" e altri più "emotivi" con un mix di emozioni, che appunto all'osservatore esterno possono risultare incoerenti. Con questo non voglio provare a indovinare cosa si celi dietro al comportamento del suo ex, solo lui forse lo può sapere. Comunque nel caso questo dubbio sulle motivazioni dietro ai comportamenti di lui si facesse più insistente e debilitante, potrebbe forse esserle più funzionale chiedersi come mai questo elemento perduri (comprensibile e normale comunque in un primo periodo post relazione).
Buongiorno,
Vi scrivo perché sto attraversando un periodo di forte malessere e avrei bisogno di un consulto professionale per capire come gestire la situazione.
Da alcuni giorni mi trovo in uno stato di confusione mentale costante, presente 24 ore su 24. Non è la prima volta che mi succede: in passato ho già avuto episodi simili che solitamente duravano circa una settimana. Per questo problema ero già stato seguito da una psicologa e da uno psichiatra e ho assunto in passato psicofarmaci (Trilafon e Sertralina), che ho però sospeso circa un anno fa perché non riscontravo miglioramenti significativi.
Questa volta l’episodio è scattato in concomitanza con una forte febbre (39°C) e dolore al petto. La confusione è così intensa da alterare la mia percezione sensoriale: ad esempio, non riesco a distinguere bene se l'acqua è calda o fredda e non riesco a svolgere le normali attività quotidiane (come radermi o coordinare i movimenti) senza sentirmi completamente smarrito e "fuori dal mondo".
Vorrei capire cosa sia questa "nebbia" e perché si ripresenti in modo così invalidante, impedendomi di vivere normalmente. In attesa di un vostro riscontro, vi porgo i miei cordiali saluti.
Buonasera,
mi dispiace per il momento di malessere che si trova ad affrontare. Per darle una risposta adeguata servirebbe condurre un'anamnesi più approfondita ma da quello che riporta mi verrebbe da consigliarle una visita dal suo medico di base e/o anche da un neurologo. Le dico questo perché i sintomi che descrive nel caso più recente si sono presentati in concomitanza ad un episodio febbrile, segnale del corpo di un'infezione di qualche tipo in atto e anche di dolore al petto. Inoltre la regolazione della temperatura è mediata sia dall'ipotalamo, una struttura cerebrale profonda che da alcuni ormoni tiroidei e la difficoltà a compiere movimenti volontari fini potrebbe essere a carico della corteccia motoria così come del cervelletto o altre strutture ancora. Quindi per riassumerle il mio consiglio, le direi di rivolgersi al proprio medico e/o ad un neurologo; sono le figure più indicate per prescriverle delle analisi del sangue per escludere una causa organica al suo malessere. Solo in seguito alla lettura dei risultati e della loro anamnesi mi sposterei a valutare un'altra eziologia, origine dei sintomi più di tipo mentale o situazionale. Le auguro il meglio!
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