Salve ho una domanda, da piu' di 6 mesi mia moglie ha un dolore(fastidio pesante) alla gamba destra
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Salve ho una domanda, da piu' di 6 mesi mia moglie ha un dolore(fastidio pesante) alla gamba destra dovuta ad un ernia l4/l5.Mia moglie ha 43 anni e fa la casalinga, quind è sempre in movimento e si occupa della casa...Siamo stati da un neurochirugo che voleva operarla, ma si è rifiutata.Siamo stati dall' osteopata che l'ha curata per 2 mesi con manovre che hanno dato sollievo alla gamba ed ha confermato la non necessità dell'intevento chirurgico visto che mia moglia ha una buona forza in tutte e due le gambe.Siamo stati anche da un ortopedico che ha consigliato un busto da tenere sempre tranne a letto e quando mangia.Adesso il dolore è tornato ed ha bisogno giornalmente di massaggiarsi la gamba per avere un pò di sollievo.A volte le capita che la gamba si addormenta.L' iboprufene calma il dolore ma riprende dopo la fine dell'effetto.Non sappiamo piu' a chi rivolgerci,cosa mi consigliate?Grazie mille
Buon pomeriggio. Mi dispiace per questo dolore. Da Osteopata non entrerei nel merito circa l'intervento, proverei a sentire piuttosto un secondo parere. Certo è, che un neurochirurgo tenderà sempre a scegliere l'operazione. Ma capisco il rifiuto di sua moglie. Se ha trovato beneficio con l'Osteopatia, può magari optare per 2-3 sedute ogni 3-4 mesi, o anche 6 se il beneficio resiste, per mantenere uno stato di equilibrio e di sollievo. Non esistono tecniche definitive, ma un lavoro costante unito ad esercizi a casa.
Altrimenti pensare ad altre soluzioni, tipo l'ossigeno-ozonoterapia specifica per l'ernia, un pò costosa ma potrebbe essere più definitiva per ridurre l'ernia ed evitare l'intervento.
Può provare a chiedere in qualche poliambulatorio privato vicino a lei e farsi consigliare meglio.
Spero di averla aiutata.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Micol Teti D.O., BSc (Hons)
Altrimenti pensare ad altre soluzioni, tipo l'ossigeno-ozonoterapia specifica per l'ernia, un pò costosa ma potrebbe essere più definitiva per ridurre l'ernia ed evitare l'intervento.
Può provare a chiedere in qualche poliambulatorio privato vicino a lei e farsi consigliare meglio.
Spero di averla aiutata.
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Buongiorno, purtroppo quando c'è un'ernia vuol dire che la cronicità ogni tanto può ripresentare i sintomi da lei descritti. E' quindi necessario non aspettare che passi, ma agire. Se ha trovato benefici nel trattamento osteopatico, le consiglio di tornare dal terapeuta e ascoltare i suoi consigli per del mantenimento (post trattamento) con esercizi mirati di rinforzo per prevenire un riacutizzarsi della lombalgia.
A disposizione
Dott. Andrea Flori
A disposizione
Dott. Andrea Flori
Il dolore persistente alla gamba destra da ernia L4/L5 da oltre 6 mesi, con intorpidimento occasionale e sollievo temporaneo da osteopatia/ibuprofene, indica una componente infiammatoria e funzionale che risponde parzialmente alle terapie manuali. È indispensabile una rivalutazione neurologica (secondo parere con RMN recente) per monitorare l'ernia e confermare assenza di deficit progressivi, evitando l'uso continuativo del corsetto (rischio atrofia muscolare). Si consiglia un protocollo fisioterapico intensivo (8-12 settimane) con esercizi di stabilizzazione lombare (es. McKenzie), terapia fisica antinfiammatoria e terapia manuale/osteopatica complementare per ripristino funzionale di colonna, psoas e diaframma. In casa, privilegiate posture corrette, camminate brevi e niente riposo assoluto. L'80-90% dei casi migliora con approccio conservativo ben strutturato.
Salve, nei casi come quello di sua moglie, se uno specialista (neurochirurgo) vi consiglia di valutare l'opzione chirurgica significa che sono presenti le indicazioni per farlo.
Tuttavia, solitamente, in prima istanza è consigliato sottoporsi a terapia conservativa (Esempi: Fisioterapia, Osteopatia, Esercizio terapeutico, ossigeno-ozonoterapia, terapie farmacologiche) che in molti casi risulta essere risolutiva con il dovuto investimento di tempo.
Qualora la terapia conservativa fallisse e la sintomatologia progredisse o si stabilizzasse, allora l'opzione chirurgica è ancora più indicata.
Al netto di quanto affermato, le consiglio di confrontarsi con degli specialisti che possano prendere in carico sua moglie e supportarla nel percorso più appropriato.
Tuttavia, solitamente, in prima istanza è consigliato sottoporsi a terapia conservativa (Esempi: Fisioterapia, Osteopatia, Esercizio terapeutico, ossigeno-ozonoterapia, terapie farmacologiche) che in molti casi risulta essere risolutiva con il dovuto investimento di tempo.
Qualora la terapia conservativa fallisse e la sintomatologia progredisse o si stabilizzasse, allora l'opzione chirurgica è ancora più indicata.
Al netto di quanto affermato, le consiglio di confrontarsi con degli specialisti che possano prendere in carico sua moglie e supportarla nel percorso più appropriato.
Non posso visitarla, ma da osteopata posso dirvi in breve:
Un’ernia L4-L5 con dolore alla gamba e formicolio/addormentamento indica irritazione del nervo sciatico.
Se la forza della gamba è buona, spesso si prova prima una terapia conservativa: osteopatia/fisioterapia, esercizi specifici, gestione dei carichi.
Solo massaggi o manipolazioni non bastano se il problema dura oltre 6 mesi.
Cosa fare ora (consiglio pratico):
Farsi seguire da un fisioterapista specializzato in colonna per esercizi mirati (McKenzie o stabilizzazione lombare).
Nuova valutazione da neurochirurgo o fisiatra con RMN aggiornata.
Evitare busto continuo troppo a lungo (può indebolire i muscoli se usato sempre).
Se compaiono: perdita di forza nella gamba, difficoltà a camminare, o problemi a urinare → visita urgente.
Nella maggior parte dei casi si migliora con esercizi mirati e gestione della schiena, ma dopo 6 mesi serve programma riabilitativo strutturato, non solo trattamenti passivi.
Un’ernia L4-L5 con dolore alla gamba e formicolio/addormentamento indica irritazione del nervo sciatico.
Se la forza della gamba è buona, spesso si prova prima una terapia conservativa: osteopatia/fisioterapia, esercizi specifici, gestione dei carichi.
Solo massaggi o manipolazioni non bastano se il problema dura oltre 6 mesi.
Cosa fare ora (consiglio pratico):
Farsi seguire da un fisioterapista specializzato in colonna per esercizi mirati (McKenzie o stabilizzazione lombare).
Nuova valutazione da neurochirurgo o fisiatra con RMN aggiornata.
Evitare busto continuo troppo a lungo (può indebolire i muscoli se usato sempre).
Se compaiono: perdita di forza nella gamba, difficoltà a camminare, o problemi a urinare → visita urgente.
Nella maggior parte dei casi si migliora con esercizi mirati e gestione della schiena, ma dopo 6 mesi serve programma riabilitativo strutturato, non solo trattamenti passivi.
Salve,
se il trattamento osteopatico è stato d'aiuto consiglio di riprendere con la terapia. E' possibile che il terapista da cui andavate avesse individuato le cause e le concause del suo dolore e sapesse come trattarle.
se il trattamento osteopatico è stato d'aiuto consiglio di riprendere con la terapia. E' possibile che il terapista da cui andavate avesse individuato le cause e le concause del suo dolore e sapesse come trattarle.
Buongiorno.
In una prima fase la terapia manuale (osteopatia) risulta molto utile per ridurre il dolore, migliorare la mobilità e togliere eventuali tensioni muscolari che si possono instaurare lungo il decorso del nervo sciatico a livello della schiena e della gamba. In una fase successiva, l'integrazione di un percorso attivo svolto da un fisioterapista basato su esercizi di mobilità articolare e rinforzo muscolare risulta molto importante per rieducare ai movimenti, rinforzare e stabilizzare la regione lombare.
Nel caso in cui dovesse verificarsi un peggioramento dei sintomi, come ad esempio un'importante difficoltà a camminare, una perdita evidente di forza a livello della gamba o una significativa perdita di sensibilità risulta fondamentale una valutazione medica.
Cordiali saluti.
In una prima fase la terapia manuale (osteopatia) risulta molto utile per ridurre il dolore, migliorare la mobilità e togliere eventuali tensioni muscolari che si possono instaurare lungo il decorso del nervo sciatico a livello della schiena e della gamba. In una fase successiva, l'integrazione di un percorso attivo svolto da un fisioterapista basato su esercizi di mobilità articolare e rinforzo muscolare risulta molto importante per rieducare ai movimenti, rinforzare e stabilizzare la regione lombare.
Nel caso in cui dovesse verificarsi un peggioramento dei sintomi, come ad esempio un'importante difficoltà a camminare, una perdita evidente di forza a livello della gamba o una significativa perdita di sensibilità risulta fondamentale una valutazione medica.
Cordiali saluti.
Un’ernia discale L4-L5 può provocare dolore alla gamba per irritazione della radice nervosa. Il fatto che sua moglie mantenga una buona forza nella gamba è un elemento importante e generalmente indica che non c’è una sofferenza neurologica grave.
Tuttavia, quando i sintomi durano da molti mesi, con dolore che torna appena passa l’effetto dei farmaci e con episodi di addormentamento della gamba, significa che il nervo è probabilmente ancora irritato. In questi casi è utile fare un po’ di chiarezza sul percorso.
Quello che potrebbe essere utile adesso è:
Una rivalutazione specialistica (fisiatra o neurochirurgo) con gli esami aggiornati se non recenti.
Un programma di fisioterapia mirato, non solo manipolazioni ma esercizi specifici per la colonna lombare e il controllo del movimento.
Valutare se le attività quotidiane (molto frequente nelle persone sempre in movimento in casa) stanno continuamente irritando il nervo senza dare tempo ai tessuti di recuperare.
Molte persone con ernia lombare riescono comunque a migliorare e tornare a una vita normale con il trattamento conservativo corretto, ma è importante seguire un percorso riabilitativo strutturato e costante, non solo trattamenti passivi.
Tuttavia, quando i sintomi durano da molti mesi, con dolore che torna appena passa l’effetto dei farmaci e con episodi di addormentamento della gamba, significa che il nervo è probabilmente ancora irritato. In questi casi è utile fare un po’ di chiarezza sul percorso.
Quello che potrebbe essere utile adesso è:
Una rivalutazione specialistica (fisiatra o neurochirurgo) con gli esami aggiornati se non recenti.
Un programma di fisioterapia mirato, non solo manipolazioni ma esercizi specifici per la colonna lombare e il controllo del movimento.
Valutare se le attività quotidiane (molto frequente nelle persone sempre in movimento in casa) stanno continuamente irritando il nervo senza dare tempo ai tessuti di recuperare.
Molte persone con ernia lombare riescono comunque a migliorare e tornare a una vita normale con il trattamento conservativo corretto, ma è importante seguire un percorso riabilitativo strutturato e costante, non solo trattamenti passivi.
Buongiorno,
la situazione descritta ernia L4/L5 con sintomatologia persistente alla gamba destra, parestesie (gamba che si addormenta) e necessità di antidolorifici richiede una valutazione attenta e continuativa.
Il fatto che l’osteopatia abbia già dato sollievo in passato è un segnale positivo. Le consiglio di riprendere le sedute osteopatiche con costanza: un bravo osteopata potrà rivalutare la situazione attuale, adattare il trattamento e affiancare, se necessario, indicazioni posturali specifiche per chi svolge attività domestiche prolungate.
Il busto prescritto dall’ortopedico, se usato in modo continuativo, potrebbe nel tempo indebolire la muscolatura di supporto: anche questo è un aspetto che vale la pena discutere con il professionista.
Cordiali saluti.
Orsini
la situazione descritta ernia L4/L5 con sintomatologia persistente alla gamba destra, parestesie (gamba che si addormenta) e necessità di antidolorifici richiede una valutazione attenta e continuativa.
Il fatto che l’osteopatia abbia già dato sollievo in passato è un segnale positivo. Le consiglio di riprendere le sedute osteopatiche con costanza: un bravo osteopata potrà rivalutare la situazione attuale, adattare il trattamento e affiancare, se necessario, indicazioni posturali specifiche per chi svolge attività domestiche prolungate.
Il busto prescritto dall’ortopedico, se usato in modo continuativo, potrebbe nel tempo indebolire la muscolatura di supporto: anche questo è un aspetto che vale la pena discutere con il professionista.
Cordiali saluti.
Orsini
Buongiorno, per darle una risposta più esaustiva avrei bisogno di sapere più dettagli riguardo l'ernia che ha sua moglie. Per quello che ha spiegato e per la mia esperienza riguardo a questa tipologia di situazioni, il trattamento osteopatico deve essere inserito dentro un percorso dove vengono svolti esercizi di stretching e mobilità, in modo da rendere le strutture più elastiche prevenendo altre recidive. Spero di esserle stato d'aiuto. Cordiali saluti
Salve, come mai avete interrotto la terapia con l'osteopata? In questi casi essendoci già un'indicazione al trattamento chirurgico diventa di fondamentale importanza mantenere costanti le sedute osteopatiche in ottica di mantenimento e prevenzione. Ne parli con l'osteopata sono certa che riuscirete a trovare una soluzione per il problema di sua moglie!
Buongiorno, l’ernia L4-L5 è una causa molto frequente di dolore che si irradia lungo la gamba perché può comprimere la radice del nervo sciatico. Nella maggior parte dei casi si cerca inizialmente di gestirla con un approccio conservativo, quindi con terapia manuale, esercizi mirati, farmaci antinfiammatori e modifiche delle attività quotidiane. Il fatto che sua moglie abbia avuto un periodo di miglioramento con il trattamento osteopatico è un segnale positivo e indica che la situazione, almeno in parte, può rispondere alle terapie non chirurgiche.
Detto questo, quando il dolore alla gamba persiste da molti mesi, tende a ripresentarsi con continuità e richiede spesso farmaci per essere controllato, è comunque sensato fare una rivalutazione specialistica. Il fatto che la forza nelle gambe sia conservata è sicuramente un buon segno, perché l’intervento chirurgico diventa più urgente soprattutto quando compaiono deficit di forza importanti o altri segni neurologici. Tuttavia anche un dolore radicolare persistente, con episodi di formicolio o addormentamento della gamba come descrivete, può indicare che la radice nervosa continua a essere irritata o compressa.
In questi casi non significa necessariamente che l’intervento sia obbligatorio, ma dopo oltre sei mesi di sintomi può essere utile confrontarsi nuovamente con un neurochirurgo, portando con sé una risonanza magnetica aggiornata, per capire se la compressione del nervo sia ancora significativa. Oggi gli interventi per ernia lombare, quando realmente indicati, sono generalmente poco invasivi e mirano proprio a liberare la radice nervosa responsabile del dolore alla gamba.
Il consiglio quindi è di non scoraggiarsi, ma di fare una nuova valutazione clinica completa per capire se proseguire con un percorso conservativo più mirato oppure se prendere in considerazione anche l’opzione chirurgica, sempre in base al quadro clinico e alla qualità di vita di sua moglie.
Detto questo, quando il dolore alla gamba persiste da molti mesi, tende a ripresentarsi con continuità e richiede spesso farmaci per essere controllato, è comunque sensato fare una rivalutazione specialistica. Il fatto che la forza nelle gambe sia conservata è sicuramente un buon segno, perché l’intervento chirurgico diventa più urgente soprattutto quando compaiono deficit di forza importanti o altri segni neurologici. Tuttavia anche un dolore radicolare persistente, con episodi di formicolio o addormentamento della gamba come descrivete, può indicare che la radice nervosa continua a essere irritata o compressa.
In questi casi non significa necessariamente che l’intervento sia obbligatorio, ma dopo oltre sei mesi di sintomi può essere utile confrontarsi nuovamente con un neurochirurgo, portando con sé una risonanza magnetica aggiornata, per capire se la compressione del nervo sia ancora significativa. Oggi gli interventi per ernia lombare, quando realmente indicati, sono generalmente poco invasivi e mirano proprio a liberare la radice nervosa responsabile del dolore alla gamba.
Il consiglio quindi è di non scoraggiarsi, ma di fare una nuova valutazione clinica completa per capire se proseguire con un percorso conservativo più mirato oppure se prendere in considerazione anche l’opzione chirurgica, sempre in base al quadro clinico e alla qualità di vita di sua moglie.
Buongiorno, le consiglierei se non l’ha ancora fatta di fare fisioterapia, cordiali saluti
Da quello che descrive sembra che sua moglie stia convivendo da tempo con una sintomatologia compatibile con l’ernia L4-L5, che può effettivamente dare dolore lungo la gamba e sensazioni di formicolio o “addormentamento”.
Se sono passati mesi dall’ultimo incontro con l’osteopata e sua moglie nel mentre ha fatto uno sforzo che ha provocato una riacutizzazione improvvisa del sintomo sarebbe bene valutare la situazione clinica attuale, perché nel tempo i sintomi possono cambiare.
Se invece sono passati mesi dall’ultimo incontro con l’osteopata, ma il sintomo è ricomparso in modo graduale, allora potreste riprendere le manipolazioni e valutare se oltre a quelle non fosse necessario introdurre anche della ginnastica riabilitativa.
Il mio consiglio è di farla rivalutare di persona, così da capire: se la sintomatologia è ancora legata alla stessa ernia, se ci sono segni neurologici da controllare e quale approccio conservativo può essere più utile in questo momento (trattamento manuale, esercizi specifici).
In molti casi, anche con ernie lombari un percorso conservativo ben impostato può aiutare molto, ma va adattato alla situazione attuale della persona.
Spero di essere stata utile, Saluti.
Se sono passati mesi dall’ultimo incontro con l’osteopata e sua moglie nel mentre ha fatto uno sforzo che ha provocato una riacutizzazione improvvisa del sintomo sarebbe bene valutare la situazione clinica attuale, perché nel tempo i sintomi possono cambiare.
Se invece sono passati mesi dall’ultimo incontro con l’osteopata, ma il sintomo è ricomparso in modo graduale, allora potreste riprendere le manipolazioni e valutare se oltre a quelle non fosse necessario introdurre anche della ginnastica riabilitativa.
Il mio consiglio è di farla rivalutare di persona, così da capire: se la sintomatologia è ancora legata alla stessa ernia, se ci sono segni neurologici da controllare e quale approccio conservativo può essere più utile in questo momento (trattamento manuale, esercizi specifici).
In molti casi, anche con ernie lombari un percorso conservativo ben impostato può aiutare molto, ma va adattato alla situazione attuale della persona.
Spero di essere stata utile, Saluti.
Buongiorno sono Marta Penello Osteopata, sono contenta che l'osteopatia abbia aiutato sua moglie. Io le consiglierei di fare un'altra valutazione da un neurochirurgo diverso, visto che comunque i sintomi di sua moglie sono anche neurologici, ho pazienti che si sono sottoposti ad intervento per ernia nello stesso punto di sua moglie e grazie a quell'intervento sono riusciti a riavere una vita normale senza problemi e senza più dolori invalidanti. Resto a disposizione per qualsiasi domanda. grazie e buona Giornata
Salve, capisco la vostra preoccupazione perché quando una sciatalgia dura diversi mesi può diventare davvero molto limitante nella vita quotidiana.
Nel caso di un’ernia L4-L5, il dolore alla gamba, il senso di pesantezza o l’addormentamento sono sintomi abbastanza tipici dovuti all’irritazione della radice del nervo sciatico. La cosa positiva, da ciò che descrive, è che sua moglie mantiene una buona forza nella gamba: questo è uno degli elementi che spesso porta gli specialisti a preferire inizialmente un approccio conservativo piuttosto che chirurgico.
È abbastanza frequente che il dolore migliori per un periodo (come è successo con i trattamenti osteopatici) e poi possa ripresentarsi. Spesso però il solo trattamento manuale o il massaggio danno un sollievo temporaneo se non vengono affiancati da un percorso riabilitativo attivo con esercizi specifici per la colonna lombare e per il nervo sciatico. Questi esercizi servono a migliorare la mobilità, ridurre la compressione sul nervo e rendere la schiena più stabile nel tempo.
Anche l’uso del busto può aiutare nelle fasi più dolorose, ma di solito non rappresenta una soluzione definitiva se non si lavora anche sulla muscolatura e sulla funzionalità della colonna.
Il consiglio è quindi quello di farsi seguire in modo continuativo da un professionista della riabilitazione (fisioterapista o osteopata) che imposti un programma personalizzato di esercizi posturali e gestione del problema, perché molto spesso è proprio questo che permette di ridurre le ricadute e migliorare la qualità di vita.
Naturalmente, se dovessero comparire perdita di forza nella gamba o un peggioramento importante dei sintomi, è sempre opportuno rivalutare la situazione con lo specialista. Un caro saluto.
Nel caso di un’ernia L4-L5, il dolore alla gamba, il senso di pesantezza o l’addormentamento sono sintomi abbastanza tipici dovuti all’irritazione della radice del nervo sciatico. La cosa positiva, da ciò che descrive, è che sua moglie mantiene una buona forza nella gamba: questo è uno degli elementi che spesso porta gli specialisti a preferire inizialmente un approccio conservativo piuttosto che chirurgico.
È abbastanza frequente che il dolore migliori per un periodo (come è successo con i trattamenti osteopatici) e poi possa ripresentarsi. Spesso però il solo trattamento manuale o il massaggio danno un sollievo temporaneo se non vengono affiancati da un percorso riabilitativo attivo con esercizi specifici per la colonna lombare e per il nervo sciatico. Questi esercizi servono a migliorare la mobilità, ridurre la compressione sul nervo e rendere la schiena più stabile nel tempo.
Anche l’uso del busto può aiutare nelle fasi più dolorose, ma di solito non rappresenta una soluzione definitiva se non si lavora anche sulla muscolatura e sulla funzionalità della colonna.
Il consiglio è quindi quello di farsi seguire in modo continuativo da un professionista della riabilitazione (fisioterapista o osteopata) che imposti un programma personalizzato di esercizi posturali e gestione del problema, perché molto spesso è proprio questo che permette di ridurre le ricadute e migliorare la qualità di vita.
Naturalmente, se dovessero comparire perdita di forza nella gamba o un peggioramento importante dei sintomi, è sempre opportuno rivalutare la situazione con lo specialista. Un caro saluto.
Buongiorno, da quello che descrive sembra esserci una sofferenza radicolare lombare già nota, ma il fatto che il dolore duri da oltre 6 mesi, sia ricomparso e che a volte la gamba si addormenti merita una nuova valutazione specialistica in presenza. Online non è possibile dire se sia ancora gestibile solo in modo conservativo oppure se sia necessario riconsiderare altre opzioni terapeutiche. In generale, molte ernie del disco migliorano senza chirurgia, ma quando i sintomi persistono o peggiorano serve rivalutare il quadro clinico e neurologico.
Il consiglio pratico è di rivolgersi a uno specialista della colonna o a un neurochirurgo/ortopedico con esame obiettivo aggiornato, portando con sé eventuale risonanza magnetica e documentazione precedente, per verificare forza, sensibilità, riflessi e andamento dei sintomi. La presenza di formicolio o addormentamento non va ignorata, soprattutto se i disturbi stanno diventando più frequenti o limitanti nella vita quotidiana.
È invece importante rivolgersi urgentemente al medico o al pronto soccorso se compaiono debolezza marcata o in peggioramento della gamba o del piede, perdita di sensibilità importante, disturbi urinari o intestinali, oppure anestesia nella zona genitale/perineale, perché questi sono segnali d’allarme che richiedono attenzione immediata.
Il consiglio pratico è di rivolgersi a uno specialista della colonna o a un neurochirurgo/ortopedico con esame obiettivo aggiornato, portando con sé eventuale risonanza magnetica e documentazione precedente, per verificare forza, sensibilità, riflessi e andamento dei sintomi. La presenza di formicolio o addormentamento non va ignorata, soprattutto se i disturbi stanno diventando più frequenti o limitanti nella vita quotidiana.
È invece importante rivolgersi urgentemente al medico o al pronto soccorso se compaiono debolezza marcata o in peggioramento della gamba o del piede, perdita di sensibilità importante, disturbi urinari o intestinali, oppure anestesia nella zona genitale/perineale, perché questi sono segnali d’allarme che richiedono attenzione immediata.
Gentile utente,
il quadro è compatibile con una lombosciatalgia da ernia L4-L5 senza segni di urgenza chirurgica, dato il mantenimento della forza.
La persistenza del dolore e delle parestesie indica però una sofferenza ancora attiva.
Le terapie manuali possono aiutare, ma vanno integrate con esercizio terapeutico mirato.
L’uso prolungato del busto va valutato con cautela.
È consigliata una rivalutazione fisiatrica per impostare un percorso riabilitativo completo; la chirurgia resta un’opzione solo in caso di peggioramento.
Cordiali saluti
Dott. Lorenzo Orsolini
il quadro è compatibile con una lombosciatalgia da ernia L4-L5 senza segni di urgenza chirurgica, dato il mantenimento della forza.
La persistenza del dolore e delle parestesie indica però una sofferenza ancora attiva.
Le terapie manuali possono aiutare, ma vanno integrate con esercizio terapeutico mirato.
L’uso prolungato del busto va valutato con cautela.
È consigliata una rivalutazione fisiatrica per impostare un percorso riabilitativo completo; la chirurgia resta un’opzione solo in caso di peggioramento.
Cordiali saluti
Dott. Lorenzo Orsolini
Salve, come mai non avete continuato i trattamenti dall'osteopata se ne stavate traendo beneficio? In contemporanea ai trattamenti osteopatici sarebbe stato utile valutare anche la possibilità di somministrare una serie di esercizi sia di rinforzo muscolare che di mobilità del tratto lombare, bacino e anche. Tutto ciò nel caso in cui venga escluso l'intervento chirurgico ovviamente.
Credo sarebbe utile valutare di nuovo la paziente ed analizzare il suo stato di salute e stile di vita dal momento in cui è insorto nuovamente il dolore, così facendo è possibile stabilire quale percorso terapeutico sarebbe meglio intraprendere
Credo sarebbe utile valutare di nuovo la paziente ed analizzare il suo stato di salute e stile di vita dal momento in cui è insorto nuovamente il dolore, così facendo è possibile stabilire quale percorso terapeutico sarebbe meglio intraprendere
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