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Esperienze

Sono una persona cordiale, attento all’ascolto, ho lavorato per anni in contesti in cui è fondamentale saper incontrare l’altro, ma si tratta di una mia caratteristica in quanto persona, quindi la esprimo anche nella mia vita privata.

Competenze e attività in STUDIO, a DOMICILIO e ONLINE:

Da molti anni effettuo colloqui individuali con persone (adulti, adolescenti, talvolta bambini) che hanno bisogno di trovare un buon contenitore per pensieri ed emozioni, acquisendo competenze su se stesse.

Ho acquisito un master per la terapia di coppia.

Psicologo esperto in Cure Palliative e malattie neurodegenerative (SLA, SMA, Sclerosi Multipla): da anni effettuo colloqui di sostegno per malati e familiari, anche a domicilio.

Esperto a proposito di testamento biologico (Legge 219/2017: DAT, ovvero Disposizioni Anticipate di Trattamento; PCC, ovvero Pianificazione Condivisa delle Cure). Effettuo colloqui per aiutare chiunque alla stesura del proprio testamento biologico in collaborazione con medici palliativisti, ed anche relativi corsi di formazione i cui destinatari sono medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, e in generale operatori che esercitano l'arte della Relazione di Aiuto. In particolare dal dicembre 2019 collaboro con l’associazione VIDAS di Milano, da quando abbiamo aperto lo “Sportello DAT”.

Ho una lunga esperienza in ambito psichiatrico, sono stato per sette anni coordinatore di struttura psichiatrica a media intensità assistenziale.

Nel 2016 una delle lunghe esperienze di cura di un malato di SLA, condivisa con un medico palliativista, mi ha portato a collaborare con la regista Laura Viezzoli per la scrittura della sceneggiatura del film-documentario “La Natura delle Cose”, la cui prima proiezione risale al 10 agosto 2016 nel corso del Festival del Cinema di Locarno. Da allora abbiamo partecipato a diversi festival del cinema, in Italia e all’estero, ma abbiamo anche realizzato proiezioni in diverse località italiane incontrando molti cittadini per dibattiti ricchi di spunti di riflessione su SLA, Cure Palliative, testamento biologico, ecc. Il 29 marzo 2017 siamo stati presso il Senato della Repubblica Italiana per partecipare all’evento “La fatica del vivere, la fatica del morire”, dove abbiamo proiettato “La Natura delle Cose” e partecipato al dibattito previsto dall’evento.

Nella mia formazione sottolineo che per otto anni e mezzo ho effettuato un intenso percorso di psicoanalisi per lavorare sulle mie angosce personali, che caratterizzano la mia umanità e il mio sguardo potenzialmente più ricco di verità nella percezione dell’altro, cioè delle persone che si affidano alle mie competenze.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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  • Consulenza psicologica

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  • Supporto psiconcologico

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  • Supporto psicologico

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  • Sostegno psicologico adolescenti

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Studio Sergio Borrelli

Via Jenner 9, Tradate 21049

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Studio Fit Rehab

Largo Europa 2b, Cuggiono 20012

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19 recensioni

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  • R

    Sergio mi ha fatto sentire sin dal primo momento a mio agio grazie al suo atteggiamento empatico e gentile. Il suo è un approccio accogliente, nel senso che ti accoglie prima di tutto come essere umano, attraverso un ascolto profondo e mai giudicante. È una guida sicura, capace di condurre senza mai imporsi o sostituirsi al paziente, affinché attraverso i ragionamenti condivisi possa trovare la sua strada.
    Consiglierei di intraprendere un percorso con lui a chiunque abbia voglia di riflettere su sé stesso con un professionista competente, sensibile e rispettoso dell' Altro nella sua interezza.

     • Studio Sergio Borrelli colloquio psicologico  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie Rosanna. Accogliere è il primo verbo perché l'Altro possa sentirsi il più libero possibile per ascoltarsi e raccontarsi.


  • F

    Ho conosciuto Sergio nel 2008, coordinava una struttura psichiatrica, luogo di cura dove le nostre vite professionali si sono intrecciate in un incontro da cui ho tratto profonda ricchezza sul piano professionale e personale. Da lui ho imparato il desiderio di conoscere, ho compreso la sua capacità ad approfondire per aiutarmi a dare significato alle mie esperienze di vita. Sergio non mi ha mai fornito soluzioni preconfezionate, mi aiutava ad esplorare, il suo approccio era centrato sulla persona, faceva riferimento ad un essere umano che non è incasellato nelle sue ferite ma dal suo particolare modo di essere e di sentire. Sono certo che per lui la psicologia non sia mai stata solo una materia di studio e di professione, ma gli abbia sempre anche dato la possibilità di trovare nuove chiavi per comprendere sé stesso e il mondo, così, a distanza di tanti anni sento ancora preziose le risorse che mi ha fatto scoprire per conoscermi, trasformarmi e vedermi con più chiarezza

     • Altro Altro  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie, Marino. Il tuo sguardo coglie aspetti che per me sono fondamentali e che rendono la mia professione un percorso creativo in cui la curiosità per l'altro diventa strumento di cura.


  • R

    Il dot Borrelli sta seguendo mio figlio adolescente con un approccio così empatico e umano da conquistarne fin da subito la sua fiducia e complicità; con noi genitori è sempre molto professionale, curioso sui progressi o meno del ragazzo, con umiltà e delicatezza si confronta sul suo vissuto e sulle dinamiche familiari senza mai giudicare, né il ragazzo né noi genitori, conquistando così anche la nostra stima; non è solo molto competente ma prima di tutto è una bella persona. Grazie Sergio per ciò che hai fatto ieri, che stai facendo oggi e che farai domani.

     • Studio Fit Rehab sostegno psicologico adolescenti  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie Roberta.
    Sono anche un padre, e ancora di più intendo valorizzare la scelta di un genitore che propone al giovane figlio uno spazio per scoprirsi capace di pensare a sé in un modo nuovo, che fa crescere.
    Questo giovane adolescente ha la bella curiosità di aprirsi al mondo, di confrontarsi con un adulto circa le proprie scoperte, e di renderle curiosità anche verso il proprio mondo interno.
    Una meraviglia!


  • S

    Personalmente sono molto entusiasta del lavoro che sto facendo con lo psicologo Borrelli, sembra nato per fare questo lavoro, innanzitutto perché è un professionista molto attento e serio ed oltre a questo ha anche un approccio molto umano, difficile da trovare in chi fa un lavoro come il suo. Ho cambiato diversi psicologi, ma credo fermamente che lui non lo cambierò mai, proprio perché è riuscito a mettermi a mio agio e farmi aprire su tematiche molto importanti e impegnative per me. Quello che faccio con lui è un costante lavoro su me stessa che sono sicura porterà a dei buonissimi risultati.

     • Sergio Borrelli online colloquio psicologico  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie per tanto entusiasmo, sicuramente stiamo lavorando in modo via via più profondo e con prospettive molto importanti.


  • V

    Ho avuto il piacere di lavorare con il dott. Sergio Borrelli per quasi 5 anni in assistenza domiciliare e cure palliative domiciliari, ma l'ho conosciuto per la prima volta "dall'altra parte" quando ha aiutato mia nonna nel fine vita di mio nonno. In entrambe le vesti, come psicologo e come collega, ho sempre riscontrato una grandissima professionalità e, cosa a mio avviso ancora più importante, una rara empatia. Abbiamo seguito insieme diversi pazienti ed ogni volta il feedback di famiglia e assistito stesso era sempre molto positivo. Per quanto mi riguarda è sempre stato di conforto sapere di avere un professionista del genere con il quale collaborare, sempre disponibile anche ad aiutare noi colleghi nell'elaborazione e la gestione dei casi più complessi. Insomma consigliatissimo!

     • Altro Altro  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie, Valeria, sai bene quanto a mia volta io provi stima nei tuoi riguardi e anche a proposito del tuo approccio al lavoro, al paziente e ai familiari.
    Mi piace il tuo "dall'altra parte"... Ho anche questa opportunità, nel mio lavoro, quella di conoscere i colleghi nella loro profondità, ma questo è un bel capitolo di un'altra storia di cui ci parleremo personalmente!


  • L

    Empatia, cultura, capacità di ascolto totale. Un professionista e un uomo con cui si riscopre la possibilità di crescere a qualsiasi età e in qualsiasi condizione di salute psicofisica. Mi ha accompagnato nel periodo più intenso della mia vita con estrema delicatezza e infinita professionalità

     • Altro Altro  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Sì, Laura, è stato un periodo di grande crescita anche per me, di cui ti sono profondamente grato.


  • V

    Ho riscontrato estrema cortesia, ascolto e comprensione della problematica. Consiglierei per l'empatia, l'efficacia e la delicatezza.

     • Sergio Borrelli online colloquio psicologico individuale  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Ringrazio per queste parole, tanto sobrie quanto decise, come il sole di un'isola greca


  • M

    Conosco il Dottore Borrelli da anni e’ davvero una persona competente con grandi capacità di ascolto e molto disponibile , lo consiglio a chiunque voglia tornare a riprendere in mano la propria vita con maggiore fiducia e serenità, grazie.

     • Sergio Borrelli online colloquio psicologico  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Grazie Massimo. "Riprendere in mano la propria vita" è un obiettivo per me fondamentale, come lo sono "fiducia e serenità".


  • M

    Ho conosciuto il Dr Borrelli perché ha aiutato mia madre in fine vita. Non lo ringrazierò mai abbastanza per la professionalità ed empatia dimostrata. Ha aiutato anche me e mio fratello nell’accettazione del lutto. Sempre presente quando serviva, disponibile e accorto.

     • Altro Altro  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Cara Manuela, anche per me l'esperienza con tutti voi, compresa la mamma, è stata molto intensa e coinvolgente. Vi penso con affetto.


  • A

    Sergio mi segue da tanti anni (12 anni) a causa della mia patologia. Oggi che sono adulto mi aiuta in modo mirato e diretto a riflettere su tematiche molto significative e mi rendo conto che il suo contributo mi serve molto.

     • Altro Altro  • 

    Dott. Sergio Borrelli

    Un percorso molto lungo, approfondito, via via più chiaro proprio per le capacità adulte di pensiero acquisite: un percorso intenso.
    Grazie per la lucidità con cui ora puoi valutare tutto ciò e che appunto esprimi. Ti auguro di raggiungere i tuoi obiettivi di vita.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 495 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sto con il mio ragazzo da quando avevamo 18 anni. Negli anni la nostra relazione è stata profondamente segnata dalla sua ludopatia. All’inizio ho sottovalutato il problema, convinta di poterlo aiutare e di riuscire a contenere la situazione. Con il tempo però il gioco è diventato sempre più invasivo e distruttivo.

Le sue perdite economiche hanno iniziato a pesare concretamente sulla nostra vita e progressivamente anche sulla mia integrità personale. Ho iniziato coprendo le sue perdite con i soldi dei miei genitori, poi ho oltrepassato limiti che non avrei mai pensato di superare. Sono arrivata a rubare, prima oggetti d’oro, poi soldi dalle carte a cui avevo accesso, fino al conto dei miei genitori. Questo è l’aspetto che oggi mi spaventa di più, perché non mi riconosco nella persona che sono diventata pur di sostenere la relazione.

Nonostante tutto ho portato avanti il mio percorso universitario, mi sono laureata con il massimo dei voti e ho iniziato a lavorare da remoto con un ottimo stipendio. Tuttavia il meccanismo è rimasto lo stesso, lui esaurisce il suo stipendio in pochi giorni e io divento il sostegno economico. Ad aprile dell’anno scorso ha vinto circa 100.000 euro, persi interamente nel giro di una settimana.

A luglio ho scoperto una conversazione tra lui e una ragazza con cui lavorava. Nello stesso posto lavoravano anche la madre del mio ragazzo e il fidanzato di lei. Dai messaggi avevo capito che si erano messi d’accordo per vedersi. Sono intervenuta e ho impedito l’incontro. Siamo andati insieme da lei a chiarire e mi hanno rassicurata dicendo che si trattava di qualcosa di amichevole. Mi hanno convinta a non dire nulla al fidanzato di lei per evitare problemi sul lavoro. Dentro di me non ho mai creduto completamente a quella versione, ma ho scelto di andare avanti.

Il 28 gennaio di quest’anno lui ha avuto una conversazione con la stessa ragazza. Io l’ho scoperta solo a febbraio. Nello stesso periodo ho trovato nella cronologia del suo telefono ricerche di hotel a ore.

Il 31 gennaio, prima che io scoprissi quella conversazione, i miei genitori sono venuti a conoscenza della situazione economica. È stato un momento molto forte, lui è venuto a casa mia, si è assunto le sue responsabilità . Da quel momento ha smesso di chiedermi soldi e ha interrotto il gioco compulsivo. Per la prima volta dopo anni ho avuto la sensazione di una certa stabilità.

Quando tre giorni fa ho scoperto la conversazione del 28 gennaio, ho deciso di informare il fidanzato di lei inviandogli gli screenshot. Dopo che lui ha lasciato la ragazza, lei mi ha scritto confermandomi che quella sera avevano avuto un rapporto sessuale.

Il mio ragazzo continua a negare che sia successo qualcosa e sostiene che la sua ammissione sia una forma di vendetta nei miei confronti per aver coinvolto il fidanzato e aver creato problemi. Insiste su questa versione, mentre allo stesso tempo dice che è colpa sua, che vuole cambiare e che non può stare senza di me.

Mi sento profondamente divisa: da un lato vedo un cambiamento concreto sul piano economico e comportamentale dopo l’intervento dei miei genitori; dall’altro faccio fatica a conciliare le sue negazioni con ciò che ho visto e con l’ammissione di lei. Vivo in uno stato di allerta costante e non riesco a capire se il cambiamento sia frutto di una reale presa di coscienza o della paura di aver perso il controllo della situazione.

So che la relazione è tossica e che mi ha portata a superare limiti che non avrei mai immaginato, eppure faccio fatica a chiuderla definitivamente.

Buonasera.
La sua cronistoria è densa di informazioni: sulla sua capacità di analisi, sulle sue risorse emotive, sui suoi bisogni.
Lei ha raccontato con precisione ciò che capita a una persona che vuole cambiarne un'altra, pur non avendo realmente conoscenza della motivazione profonda dell'altro a cambiare. E riducendosi a cambiare se stessa in un modo così impensabile, che guardandosi allo specchio quasi non si riconosce più.
La sua conclusione è molto molto importante: «faccio fatica a chiuderla definitivamente». Questo è il segnale indicatore del fatto che ci sono i suoi bisogni; è sulla base di questi bisogni che lei è arrivata al punto che descrive, quel punto in cui lo specchio le mostra un'altra persona rispetto a quella che lei credeva di essere o voleva essere. E' su questi bisogni che lei deve fermarsi e approfondire.
Quindi un percorso del tutto suo, individuale, per conoscere parti di sé che potrebbero darle seriamente fastidio, ma con cui deve fare i conti.
In questo modo potrà ritrovarsi e scoprirsi rinnovata.

Dott. Sergio Borrelli

Buongiorno, sono Federica una ragazza di 32 anni e da quasi 3 anni convivo con il mio ragazzo. Da un paio di mesi penso di non sopportarlo più, tant’è che quando cerca di avere un contatto fisico ( per intenderci anche solo una carezza o un abbraccio quando siamo a letto ) io mi scosto.
Non ho mai desiderato stare con una persona diversa o che rispettasse dei canoni perfetti e per tale motivo entrambi ci siamo accettati con i nostri difetti ma con il tempo sto realizzando che il mio ragazzo è manchevole di ciò che dovrebbe stare alla base di ogni rapporto: il supporto.
Io mi sento davvero sola, a casa le faccende le faccio praticamente io, e seppur lui in parte contribuisce lo fa quasi sempre quando viene “delegato” a farlo e questo mi infastidisce, dovergli dire sempre cosa c’è da fare senza che sia lui a prendere l’iniziativa. È estenuante…
Quando mi apro con lui e cerco di spiegare cosa c’è che non va non ricevo alcun tipo di supporto emotivo. Anziché ascoltare le mie parole e focalizzarsi sul fatto che ciò che gli dico mi ferisce lui si concentra più sul fatto che si sente accusato e quindi mette su un muro. Le mie intenzioni sono sempre state quelle di crescere insieme affinché il rapporto potesse essere più solido e l’ho spronato a fare lo stesso con me, dicendomi se potessi migliorare in qualche aspetto che magari a lui non piaceva. Risultato? Lo ha fatto soltanto per replicare a ciò che io gli facevo notare.
Inoltre di recente mi sono aperta riguardo un trauma fatto di abusi quando ero piccola e non è stato facile.
La sua reazione è stata che non sapeva cosa dire, mi ha solamente accarezzato la gamba e detto “non ci pensare”.
Capisco il fatto di essere stati catapultati all’improvviso in una situazione particolare e delicata in cui insomma è difficile stabilire cosa dire e non dire ma mentre io piangevo mi sentivo sola in quella stanza.
Certamente non mi aspettavo neanche un supporto di tipo psicologico, infatti dopo anni di tentennamenti mi sto convincendo ad andare da un professionista che possa aiutarmi ma non credo di sbagliare a desiderare una presenza che non sia soltanto fisica.
Un’altra cosa di cui mi sono resa conto è che non ci conosciamo bene. Non ci sono mai momenti in cui ci apriamo apertamente l’uno con l’altra su qualsiasi cosa e mi manca stabilire una connessione che non sia soltanto fisica.
Lui è un ragazzo introverso forse un po’ troppo, dolce, paziente, mi fa ridere però adesso sto iniziando a farmi mille domande e i dubbi sono anche tanti poiché non c’è una crescita nel nostro rapporto e vorrei capire se ci si può lavorare su oppure se siamo incompatibili.
Inoltre non usciamo da mesi, se non per andare a fare la spesa. Non mi capacito di come lui possa vedere questa relazione come normale.

Buongiorno.
I suoi dubbi sono un ottimo punto di partenza: certo, per vedere anche lui e il suo comportamento, ma anzitutto per riflettere su di lei.
La sua idea di andare da uno psicologo è valida, perché a volte è difficile vedere con chiarezza quello che ci appartiene. Meglio inquadrare come lei possa vedere questa relazione come critica, meglio approfondire quello che sta dentro di lei: lui ha un proprio percorso e deciderà da sé se lo vorrà e gli servirà.

Dott. Sergio Borrelli
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