Domande del paziente (148)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Parlane in terapia, esprimi il tuo bisogno al tuo terapeuta e come ti fa sentire questa situazione
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È comprensibile sentirsi perplessi: ansia e difficoltà relazionali rientrano pienamente nel lavoro psicoterapeutico. Tuttavia un invio allo psichiatra può essere necessario in alcuni casi, ed è responsabilità... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi riguarda una dinamica relazionale che ti fa sentire svalutata. Se ogni incontro abbassa la tua autostima, è un segnale da ascoltare. Puoi iniziare proteggendoti, limitando le uscite... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La tua riflessione è lucida e profondamente orientata alla vita, non alla rinuncia. Usare una carrozzina non è un fallimento, ma uno strumento per recuperare autonomia, dignità e possibilità, riducendo... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non potete obbligarla alla terapia, ma potete iniziare voi un percorso genitoriale per ritrovare una posizione comune e autorevole.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La invito a riportare in terapia come si sente lei in questo momento all’interno della relazione. Inoltre, iniziare parallelamente un percorso individuale potrebbe essere sicuramente d’aiuto
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto tutto questo possa farti sentire esposta. I lutti e la depressione hanno interrotto un percorso, non cancellato le tue competenze né il tuo diritto di riprenderlo. Nell’università l’età... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Più che “chi scegliere”, la domanda ora è "cosa stai cercando per te in questa fase della vita?" A volte serve fermarsi, fare chiarezza dentro di sé e solo dopo fare una scelta, anche se fa paura.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La terapeuta deve mantenere confini chiari per tutelare il tuo percorso. Stai probabilmente cercando in lei ruoli che non può offrire. Il lavoro ora è portare questi bisogni dentro la stanza di terapia,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È importante ricordare che ogni famiglia ha limiti, età, risorse e modi diversi di essere presente. Dire dei “no” e tutelare i propri spazi non significa disinteresse, ma rispetto di sé. Il rischio, altrimenti,... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Consultare lo psichiatra o il medico prescrittore
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco il disagio: l’igiene è un tema molto intimo e legato anche all’attrazione. Qui però si stanno intrecciando due livelli: le sue abitudini e la tua crescente ansia. È legittimo esprimere bisogni... Altro
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Se questi pensieri persistono, può essere utile condividerli in uno spazio terapeutico.
Salve, chiedo consiglio a voi per una "situationship" (perdonatemi il termine ma non saprei come chiamarla), che va avanti da ormai 5 mesi. Stiamo molto bene insieme, ci si diverte, si fa tanto sesso e si hanno momenti romantici. Insomma, vista da fuori potrebbe sembrare una relazione. Relazione che però nella realtà non è poiché pecca di etichetta, ovvero io e lui nel concreto non siamo fidanzati. Ho un piccolo dubbio però che mi sorge spesso quando siamo insieme, io noto che molto spesso io cerco il bacio a stampo casuale, ad esempio: l'altro giorno eravamo su questa panchina di fronte ad un bellissimo panorama, io avevo tanta voglia di baciarlo, ma noto che quando provo a dargli un bacio a stampo, lui, me lo da, ma comunque lo vedo un po' "restio" nel darmelo. Al contrario, lui molto spesso mi da dei baci sulla fronte, sulla guancia, ma poco sulle labbra, è molto fisico ma nei baci è sempre strano. E questo suo comportamento mi fa sorgere i dubbi perché penso "Se gli piaccio perché non mi da baci? Quindi non gli piaccio?" e quindi poi svariate volte io evito di dargli baci per "paura" che lui me li eviti o me li dia così come "contentino"
Io so per certo che lui tiene a me, ma non riesco a capire se davvero non mi vede oltre ad un'amica a cui tiene tanto e nel mentre fa del sesso.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il dubbio che senti è comprensibile ma ognuno ha un proprio modo di esprimere l’intimità. Nel vostro caso questa differenza si presenta in un contesto non definitivo e questo non fa altro che aumentare la tua incertezza. Può essere utile parlarne apertamente e capire cosa rappresenta per lui questo rapporto.
Ho affrontato più percorsi di terapia diversi ma mi assilla sempre un pensiero: potrò diventare produttiva e funzionale sforzandomi e trovando tutte le strategie utili del caso, ma quello che sento davvero è incompatibile con l'idea di "guarigione" che avevo e che in genere gli altri si aspettano da me. Sono cinica e pessimista e analitica e sinceramente non trovo motivi per cambiare al di fuori di compiacere gli altri. Per non essere etichettata come arida o misantropa o ribelle. Devo considerarmi bacata o provare l'ennesimo nuovo approccio e cercare di internalizzare tutte quelle premesse che trovo sentimentali e banalizzanti e basta? Trovo molta libertà e sazietà nel pessimismo ma evidentemente le persone che mi criticano vogliono spingermi a mirare ad altro come una specie di imperativo biologico naturale che non ho mai provato
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il punto non è diventare ottimista o aderire a un’idea standard di “guarigione”, ma capire se il tuo modo di stare al mondo ti fa soffrire o ti limita nelle relazioni. La terapia non dovrebbe cambiarti per compiacere, ma aiutarti a scegliere consapevolmente chi vuoi essere. Il lavoro da fare è integrare, non diventare altro da te.
Buongiorno, mi hanno cambiato la cura due giorni fa perché non riesco a star al lavoro e sono sempre con ansia e attacchi. Mi ha aggiunto questo medicinale Pregabalin eg stada italia insieme a xanax mg e zarelis da prendere a colazione e dopo pranzo.
La sera ho solo lo xanax ..
Volevi chiedere se è normale aver giramenti di testa, sonnolenza e essere un po stordita ecc.
Perché non ho mai preso il Pregabalin e con questa combinazione di medicinali mi farà effetto dopo quanto?
E in piu volevo chiedere è meglio non fare neanche un aperitivo?
Grazie Cordiali Saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Per qualsiasi situazione riguardante l’assunzione di farmaci e i conseguenti effetti collaterali è opportuno fare riferimento al medico prescrittore e/o al medico di base
Salve a tutti, sono una ragazza di 21 anni, da circa luglio 2025 ho iniziato a sviluppare un'ansia incontrollabile. E' iniziato tutto da una semplice settimana a casa da sola in quanto i miei in vacanza, dove avevo la costante paura che dei ladri potessero entrarmi in casa, e da lì per una settimana andavo a dormire alle 6 di mattina per accertarmi che durante la notte nessuno cercasse di entrare in casa, a termine di questa settimana mi viene un forte dolore al braccio, vado in ps e mi dicono semplicemente di calmarmi, facendomi un’elettriocardiogramma in cui era tutto ok. Passa l’estate, torno nella mia città dove vivo da fuorisede, e resto sola di nuovo per due settimane, in cui di nuovo vivo con angoscia la cosa, avendo mille paure, nonostante non fosse la prima volta che fossi sola. A termine di queste sue settimane di nuovo mi viene dolore la braccio sinistro per giorni, sono molto preoccupata, vado in ps ed è tutto ok, analisi ed elettrocardiogramma. Da quel momento in poi inizio a sviluppare continua ansia per ogni sensazione del mio corpo, più mi informo e più sto male, ho paura di qualsiasi cosa, questo va a peggiorare anche il mio rapporto sentimentale. A febbraio litigo pesantemente con il mio ragazzo, finendo per avere un attacco di panico con tremore, conati di vomito, dolore braccio sinistro e confusione, vado in ps, tutto okay come al solito e mi danno semplicemente un tranquillante. Un mese dopo torno al ps per emorroidi, le quali non avendole mai avute e avendo una certa perdita di sangue mi hanno fatto preoccupare. Tralasciando queste varie esperienze in questi mesi ho fatto vari elettrocardiogrammi, ecografie, hotler, analisi del sangue, tutto ok, ma ho sempre ansia. Ieri ho litigato di nuovo col mio ragazzo e di nuovo stessi sintomi di attacchi di panico, sto male, è difficile riprendersi. Io non so più cosa fare, non so se può essere correlato ma ho un ritardo del ciclo di 10 gg (uso precauzioni) e al posto del ciclo ho perdite marroni, non vorrei fosse collegato allo stess, non so cosa fare e non riesco nemmeno a parlarne con i miei, il mio ragazzo soffre anche lui per tutte le mie ansie e attacchi di panico, avrei bisogno di un consiglio, grazie in anticipo
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Capisco quanto tu possa essere spaventata, iniziare un percorso psicologico può essere utile per aiutarti a comprendere meglio i segnali del tuo corpo e a lavorare sulla tua ansia.
Buongiorno, ho passato il peggior anno della mia vita. negli ultimi sei mesi ho perso entrambi i miei genitori e nel mezzo mi ha lasciata il mio compagno, stavamo insieme da poco più di un anno. I miei genitori sono morti entrambi a seguito di lunghe malattie, nell'ultimo anno ho accudito mio padre con un tumore metastatico. il mio ex mi ha lasciata dopo un periodo di liti, in cui ci sono stati alcuni episodi di gelosia da parte mia (mai avuti prima). La mia autostima si era abbassata anche perchè nel mentre avevo avuto un fallimento lavorativo. Lui, oltre a delle cattiverie, mi ha detto che ho sabotato la storia per le liti e la mia tristezza. nell'ultima lite gli ho detto "non me ne frega di te", ma io ero solo sopraffatta dal dolore e non ce la facevo più, voolevo che mi stringesse più forte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Hai attraversato perdite enormi in un tempo molto breve: il dolore, la stanchezza emotiva e la fragilità che descrivi sono profondamente umani. In condizioni così intense è facile che nelle relazioni emergano rabbia, paura di perdere l’altro e bisogno di essere rassicurati. Non trasformare il modo in cui hai reagito nel giudizio sul tuo valore. Prima di chiederti cosa hai “rovinato”, prova a riconoscere quanto peso stavi portando da sola.
Buongiorno, è molto tempo che sogno una persona che per me è stata importante in passato ma tra noi non c'è stato nulla se non un'amicizia. Nei sogni alle volte siamo felici, altre c'è nostalgia, altre ancora mi consola/mi da affetto e in altre provo a dire che mi dispiace non averci dato una possibilità nel passato. Quando mi sveglio poi non ho una buona giornata e alle volte sento una sensazione di vuoto.
Questa persona non fa più parte della mia vita da molti anni. Mi date un parere in merito? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I sogni spesso non parlano tanto della persona reale, quanto di ciò che quella persona ha rappresentato emotivamente per noi. Non significa necessariamente che tu debba recuperare quel rapporto. A volte la mente usa certe figure per elaborare passaggi emotivi ancora sensibili.
Buongiorno dottori,
scrivo per chiedere il vostro aiuto. Sono una persona, timida introversa e paurosa. Ho sempre avuto difficoltà a interagire con gli altri, ma poi pian piano ho migliorato la mia autostima, ho imparato a volermi bene, accogliere pregi e difetti e correggere ove possibile qualche difetto. Mi è sempre stato difficile esternare sentimenti ed opinioni, ma poi ho imparato a nominare i miei sentimenti e adottare tecniche per abbassare la tensione emotiva e quindi esprimere sempre meglio me stessa. Ho imparato l'importanza del dialogo costruttivo per la mia persona e quindi ho imparato ad esprimere sempre meglio la mia opinione ed accogliere il confronto e l'errore come elementi per crescere. Ultimamente, però, trovo difficoltà nel riconoscere una indipendenza personale del mio giudizio, cioè faccio fatica a dire che il mio giudizio è valido perchè personale, nasce dalla mia esperienza e da come mi relaziono col mondo e le persone a me care. Riconosco che nel muovermi nella realtà, faccio quello che mi rende serena e in equilibrio con quello che sono: esempio se voglio mangiare il gelato scelgo di andare in un certo luogo con un certo metodo che mi far stare bene, serena. A volte però mi scontro col rifiuto di questo mio giudizio e questo mi fa male, soprattutto se viene da persone di cui ho fiducia o affetto. Come posso interrompere questo malessere e ritenermi ugualmente valida e non dettata dal giudizio degli altri? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Hai fatto un percorso molto importante e dalle tue parole emerge molta consapevolezza. Il punto non è diventare “indifferente” al giudizio altrui, ma non usare quel giudizio come misura del tuo valore. Quando una persona a cui tieni non approva ciò che senti o scegli, si attiva la paura di non essere abbastanza. Ma un’opinione diversa non invalida la tua esperienza. La vera autonomia emotiva nasce quando riesci a restare in contatto con ciò che senti, anche senza conferma esterna.
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certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…