Salve dottori sono un ragazzo che si reputa soddisfatto della propria vita , vivo serenamente e in e

24 risposte
Salve dottori sono un ragazzo che si reputa soddisfatto della propria vita , vivo serenamente e in equilibrio con me stesso , ho una buona memoria anche se mi è sorto un quesito per il cervello, come faccio a sapere se ho dimenticato qualcosa se lo dimenticata? Come faccio a ricordare tutto alla perfezione ? Ogni singolo dettaglio delle miei giornate ?
Dott. Antonio Di Mauro
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, mi ha colpito in particolare il finale della tua domanda (ti do del tu, credo sia molto giovane). E' indispensabile, per te, ricordare ogni dettaglio della tua giornata, ricordare - tu scrivi - "tutto alla perfezione". Ti domando se per caso non porti questa attitudine mentale in altre cose che fai e vivi. Ti sembra di vivere una sorta di "dovere" di eccellere, di competere, di non rimanere indietro rispetto agli altri e, insomma, di essere "perfetto"? e quali sono i vantaggi e gli svantaggi, per te, di questa spinta interiore? Iniziare a interrogarti su tutto ciò può essere un modo per superare i tuoi dubbi e scoprire nuovi aspetti e risorse in te stesso... Se lo desideri, penso di poterti aiutare tramite un percorso psicologico, anche breve. In bocca al lupo per tutto, e buona conclusione d'estate! ADM

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Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Daniela Voza
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Carissimo, rispetto alle problematiche da lei lamentate e alla sua richiesta, le sarebbe utile intraprendere un percorso di psicoterapia Metacognitiva, un approccio che si colloca nell'ambito della terza generazione delle terapie Cognitivo-Comportamentali e che vanta crescenti evidenze empiriche di efficacia. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa Daniela Voza
Dott.ssa Sara Rocco
Psicologo, Psicologo clinico
Ossi
Buonasera, la memoria non è infinita ha un sistema attraverso il quale i dettagli non importanti non vengono registrati. Quindi non si preoccupi se non ricorda tutto è del tutto normale che accada.
Dott.ssa Sara Rocco
Dott.ssa Fiordalisa Melodia
Psicologo clinico, Psicologo
Capaci
Non puoi ricordare tutto alla perfezione, né ogni singolo dettaglio delle giornate. Inoltre la stessa memoria tende a immagazzinare ricordi che possono non essere conformi a quello che realmente accaduto
Dr. Vincenzo Cappon
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Castiglione delle Stiviere
Salve, le sue domande sono irricevibile in quanto non c'é risposta certa, ma é proprio facendosi queste domande che rischia di intrappolarsi e crearsi un problema.
Quando si ripresenterà una domanda del genere, eviti di rispondere e si ripeta tra sé e sé, come un mantra "A domanda stupida non c'é risposta intelligente".
Eviterà di cadere nel dubbio ossessivo.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
quello che descrive è un pensiero molto comune: la nostra memoria non è come un archivio perfetto che conserva e restituisce ogni singolo dettaglio delle giornate. Il cervello umano seleziona continuamente le informazioni, trattenendo quelle che ritiene più rilevanti e lasciando andare quelle meno significative. Questo processo è del tutto naturale e funzionale, perché ricordare ogni minimo dettaglio sarebbe non solo impossibile, ma anche poco utile: rischieremmo di sovraccaricarci di informazioni senza riuscire a dare loro un senso.

Dimenticare, quindi, non significa avere un problema di memoria, ma è parte del normale funzionamento della mente. Per riconoscere se abbiamo dimenticato qualcosa spesso ci affidiamo a “indizi” esterni (un oggetto, una persona, una situazione che ce lo ricorda) oppure al contesto che riattiva il ricordo.

Ricordare tutto “alla perfezione” non è un obiettivo realistico né necessario: ciò che conta è mantenere una buona funzionalità della memoria, come sembra essere nel suo caso.

Se questo dubbio la incuriosisce molto o diventa fonte di preoccupazione, sarebbe utile e consigliato approfondire l’argomento rivolgendosi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Giuseppina Cavallo
Psicologo, Psicoterapeuta
Pieve di Cento
Gentilissimo, perché questo bisogno di ricordare necessariamente tutti i dettagli delle sue giornate? Qual è la' obiettivo ?
Scrivere un diario? Avere controllo mnestico su tutto ? Provi ad aggiungere altri dettagli... Un caro saluto, Giuseppina Cavallo
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la sua domanda è molto interessante e dimostra una grande curiosità verso il funzionamento della mente. È normale interrogarsi su come la memoria lavori e su quanto sia possibile ricordare con precisione ciò che viviamo. La memoria umana non funziona come un registratore che conserva ogni dettaglio in maniera fedele e permanente. Al contrario, seleziona le informazioni in base a ciò che ritiene più rilevante, utile o emotivamente significativo per noi. Questo significa che alcune esperienze restano vivide e facilmente accessibili, mentre altre vengono lasciate in secondo piano e con il tempo possono affievolirsi o andare incontro a delle modifiche. Il fatto di dimenticare qualcosa non è necessariamente un segnale di debolezza della memoria, ma piuttosto un meccanismo sano che permette al cervello di non essere sovraccarico di dettagli inutili. In questo modo lei può concentrarsi su ciò che è importante nel presente e mantenere uno stato di equilibrio mentale. Pensare di ricordare ogni singolo dettaglio di ogni giornata non sarebbe realistico e, anzi, renderebbe molto più difficile vivere con leggerezza e spontaneità. Dal punto di vista psicologico, può essere utile accettare che la memoria è un processo dinamico, che seleziona, organizza e a volte ricostruisce i ricordi. Quando lei si accorge di non ricordare qualcosa, non significa che quel ricordo sia sparito del tutto, ma che in quel momento non è facilmente accessibile. Spesso basta un’associazione, un’immagine, un odore o una conversazione per far riemergere dettagli che sembravano dimenticati. Accogliere il funzionamento naturale della memoria, con i suoi limiti e le sue potenzialità, le permette di vivere con maggiore serenità senza cadere nell’idea di dover avere un controllo assoluto sulla mente. In fondo, la bellezza dell’esperienza umana non sta nel trattenere tutto in maniera perfetta, ma nel riuscire a dare significato e valore a ciò che per lei conta davvero. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott. Marco De Fonte
Psicologo, Psicoterapeuta
Bari
Buongiorno,
la sua domanda è molto interessante e tocca un aspetto che riguarda tutti noi: la memoria non funziona come una “registrazione perfetta”, ma come un sistema dinamico e selettivo.

Il nostro cervello tende a conservare ciò che è significativo per la nostra vita – le informazioni utili, le emozioni forti, le esperienze rilevanti – e lascia andare i dettagli meno importanti. Questo non è un difetto, ma una caratteristica fondamentale: se ricordassimo ogni singolo stimolo o dettaglio di ogni giornata, saremmo sopraffatti da una quantità ingestibile di informazioni.

In altre parole: il fatto di dimenticare è una funzione sana, che permette alla memoria di restare efficiente. La sensazione di non poter sapere cosa si è dimenticato è normale: ciò che non viene richiamato alla mente è semplicemente fuori dal nostro campo di coscienza, ma non significa necessariamente che sia “perso per sempre”. A volte un odore, una musica, un incontro riattivano ricordi che credevamo spariti.

La vera “perfezione” della memoria non sta nel ricordare tutto, ma nel saper ricordare ciò che conta per dare continuità e senso alla nostra storia personale.

Un caro saluto.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
sarebbe interessante esplorare come mai per lei la memoria e i ricordi assumono un significato così importante. Ad ogni modo, potrebbe sempre pensare ad un consulto, al fine di analizzare meglio la domanda che pone.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Arianna Amatruda
Psicologo, Psicologo clinico
Nocera Inferiore
È normale non ricordare ogni singolo dettaglio delle giornate: la memoria umana non funziona come una videocamera, ma seleziona ciò che è utile o significativo. Non possiamo accorgerci direttamente di ciò che dimentichiamo, ma se un’informazione è importante di solito riaffiora grazie ad associazioni, ricordi o stimoli esterni. La dimenticanza, in realtà, è un processo sano che evita di sovraccaricare la mente.
Dott.ssa Renata Maratea
Psicologo, Psicologo clinico
Portici
Il cervello non è fatto per ricordare ogni singolo dettaglio, ma per selezionare ciò che ha senso e utilità nella nostra vita. Dimenticare non è un difetto ma una funzione naturale che permette di fare spazio, di dare priorità e di mantenere equilibrio. Se provassimo a trattenere tutto, la mente sarebbe sovraccarica e non riuscirebbe a distinguere ciò che conta davvero. In chiave sistemico-relazionale, la memoria non è solo un archivio individuale, ma un processo che si costruisce anche nelle relazioni: ricordiamo di più ciò che è condiviso, che ci emoziona, che ci lega agli altri. Non serve ricordare tutto, ma dare valore a ciò che resta, perché quello che rimane è ciò che ci definisce e che ci aiuta a dare continuità alla nostra storia.
Dott.ssa Ilaria Bresolin
Psicologo, Neuropsicologo
Breda di Piave
Gentile utente, grazie per aver condiviso questo pensiero.
Effettivamente la memoria non è stata progettata per mantenere il ricordo di tutto ciò che facciamo, ogni singolo secondo. Tende invece a selezionare cosa mantenere, rielaborare e anche eliminare nel tempo le informazioni che vengono ritenute "superflue". Infatti, se dovessimo ricordare ogni singola cosa saremmo sopraffatti da troppi stimoli e sarebbe poi difficile concentrarci su quello che abbiamo da fare, o anche semplicemente svuotare la mente.
Non siamo anche in questo caso consapevoli di aver dimenticato qualcosa, almeno non sempre. (ce ne rendiamo conto se dimentichiamo il nome di un attore, oppure se non ci ricordiamo il nome di un film che abbiamo visto).
Non per questo c'è un problema di memoria, anzi è del tutto normale e fisiologico, ci aiuta a ricordare quello che per noi è importante e significativo.
Si possono poi usare tecniche mnestiche per cercare di allenare la memoria, avendo però ben presente che ricordare tutto alla perfezione non è possibile.
Potresti tenere un diario dove annotare quello che ti succede, oppure usare le fotografie per rievocare determinati momenti importanti.
Spero di essere stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Dott.ssa Ilaria De Pretto
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Ciao, è normale chiedersi come ricordare tutto perfettamente, ma il cervello umano non funziona come un registratore: dimenticare fa parte del suo modo di filtrare le informazioni e concentrarsi su ciò che è davvero importante. Non possiamo sapere tutto ciò che abbiamo dimenticato, e cercare di ricordare ogni dettaglio creerebbe solo stress. Un modo efficace per non perdere i ricordi più importanti è prestare attenzione a ciò che vivi e, se vuoi, annotare gli eventi o i pensieri più significativi.
Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Forlì
Salve la tua domanda è curiosa. Innanzitutto devi tener presente che dimenticare è un processo naturale e necessario del nostro cervello. La memoria non è progettata per conservare ogni singolo dettaglio delle nostre giornate, sarebbe infatti un sovraccarico cognitivo insostenibile. Il cervello seleziona automaticamente ciò che considera significativo, utile o emotivamente rilevante, lasciando andare i dettagli ritenuti meno importanti.

Quando dici di voler "ricordare tutto alla perfezione", mi chiedo se dietro questa richiesta ci sia un bisogno di controllo o una preoccupazione legata alla paura di perdere qualcosa di importante. È umano desiderare di trattenere i momenti significativi, ma la memoria perfetta non esiste nemmeno nelle persone con capacità mnemoniche eccezionali.

Quello che possiamo fare è coltivare la consapevolezza del presente cioè vivere pienamente i momenti che stiamo attraversando, prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi. Paradossalmente, quando smettiamo di preoccuparci ossessivamente di ricordare tutto, spesso la nostra capacità di ricordare migliora.

Se questa preoccupazione dovesse diventare fonte di ansia o interferire con la tua serenità quotidiana, potrebbe essere utile esplorare cosa rappresenta per te il "ricordare tutto" e quali bisogni profondi si nascondono dietro questo desiderio.
Un cordiale saluto Dott.ssa Marzia Mazzavillani
Psicologa clinica - Voice Dialogue - Mindfulness - Dreamwork
Dott.ssa Laura Rossi
Psicologo, Psicologo clinico
Parma
Carissimo, la memoria la teniamo allenata nella quotidianità con le attività più semplici come per esempio ricordare tutte le cose d comperare uscendo senza la lista della spesa o facendo i cruciverba. E' impossibile ricordare ogni singolo dettaglio della quotidianità, tendiamo a dimenticare le cose che per noi non sono utili. Se ha paura di dimenticare qualcosa lo scriva su un foglietto che porterà sempre con sè. per quanto riguarda la paura di non sapere se ha dimenticato qualcosa perchè lo ha dimenticato è come il cane che si morde coda. Viva serenamente e si appunti tutte le cose più importanti ; Dottoressa Laura
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, la domanda che si pone è molto interessante e tocca un tema centrale in psicologia cognitiva: la memoria non è un archivio perfetto, ma un processo attivo e selettivo. Il cervello umano non è progettato per ricordare ogni singolo dettaglio delle giornate, ma per trattenere ciò che è rilevante per il nostro benessere, i nostri obiettivi e la nostra sopravvivenza.
In ottica EMDR, ad esempio, la memoria è profondamente legata all’emozione: ricordiamo più facilmente ciò che ci ha coinvolti a livello emotivo, positivo o negativo. La Mindfulness può aiutarla a vivere con maggiore consapevolezza il presente, riducendo la dispersione dell’attenzione e migliorando la qualità del ricordo, ma l’idea di una memoria perfetta, enciclopedica, è più una fantasia che una possibilità reale. Chiedersi “come posso sapere se ho dimenticato qualcosa?” è un paradosso naturale della memoria, ma anche un invito ad accettare che dimenticare fa parte dell’equilibrio psichico. In psicoterapia umanistica si lavora molto sull’accoglienza dei propri limiti umani, tra cui rientra anche la selettività della memoria. Se questo dubbio dovesse diventare più frequente o fonte di ansia, può essere utile esplorarlo con uno psicologo psicoterapeuta per comprenderne il significato più profondo. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua domanda tocca un aspetto molto interessante del funzionamento della memoria. In realtà, la memoria umana non è costruita per conservare ogni singolo dettaglio delle giornate, ma per selezionare le informazioni più rilevanti per la nostra vita. Questo significa che dimenticare non è un difetto, bensì un processo naturale e addirittura utile: se ricordassimo ogni minimo dettaglio, la nostra mente sarebbe sovraccarica e incapace di distinguere ciò che è importante da ciò che non lo è.

Non possiamo sapere con precisione cosa abbiamo dimenticato, proprio perché il ricordo non è più accessibile. Tuttavia, spesso restano delle tracce inconsapevoli che possono riemergere se stimolate da un odore, un’immagine, una canzone o una conversazione. La memoria, infatti, non è come un archivio fotografico perfetto, ma funziona in modo ricostruttivo: ogni volta che ricordiamo, non “rivediamo” semplicemente il passato, ma lo ricostruiamo sulla base delle informazioni rimaste, delle emozioni associate e del contesto attuale.

Il fatto che lei si senta sereno ed equilibrato è già un buon segnale di un funzionamento sano. Il desiderio di ricordare “tutto alla perfezione” è comprensibile, ma non è realistico né auspicabile. Ciò che conta è che la memoria le permetta di vivere bene il presente, di fare progetti per il futuro e di mantenere una continuità con la sua storia personale.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Gentile, intanto La ringrazio per aver condiviso questa riflessione.
È interessante notare che, pur descrivendo uno stato di benessere e serenità, si pone una domanda che sembra toccare un tema profondo: il bisogno di controllo della memoria, il desiderio di non perdere nulla di ciò che vive, forse anche il timore che qualcosa di importante possa sfuggire. Potremmo chiederci: che significato ha per Lei questa esigenza di ricordare tutto alla perfezione?
Dimenticare fa parte del funzionamento naturale della mente umana. Non siamo “macchine della memoria”, ma esseri che selezionano ciò che resta impresso in base a ciò che ci coinvolge, ci emoziona o ha un senso per noi. Ricordiamo ciò che, in un modo o nell’altro, è importante per la nostra storia. Non possiamo ricordare tutto, ma possiamo chiederci: che cosa temo di perdere, se dimentico?
I pensieri, anche quelli apparentemente paradossali o curiosi, parlano sempre di qualcosa. Forse questa domanda sulla memoria è una porta d’accesso per esplorare il Suo rapporto con il tempo, con il cambiamento, con il bisogno di controllo, o anche con la paura della perdita.
Se lo desidera, potremmo approfondire insieme questo tema, per capire meglio non solo il cosa dimentica o ricorda, ma soprattutto il perché questo tema diventa importante per Lei oggi, in questo momento della tua vita.
Un caro saluto,
Chiara
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, i ricordi riaffiorano, soprattutto nel momento in cui fare una cosa diventa necessaria. La domanda che dovrebbe porsi però è : "perchè dovrebbe ricordare tutto alla perfezione?"
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Eugenia Alessio
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera.. per natura la nostra memoria è limitata. Non tutto quello che viviamo rimane immagazzinato nella nostra mente, questo perché il nostro cervello deve effettuare una selezione di ricordi da mantenere o "scartare" (sulla base di diversi fattori). Ricordare ogni singolo dettaglio di ciò che facciamo ogni giorno è pressoché impossibile per l'essere umano.
Spero di aver chiarito la sua perplessità
Un caro saluto
Dott.ssa Eugenia Alessio
Psicologa clinica e Criminologa
Dott.ssa Rosamaria Lombardo
Psicologo clinico, Psicologo
Rosarno
Salve, sulla base della sua richiesta le dico che sentire di ricordare qualcosa ma poi dimenticarla può dipendere da fattori psicologici o fisiologici. Ad esempio tra le cause più comuni ci sono stress, ansia, stanchezza o invecchiamento, ma anche patologie come depressione e con l'avanzare dell'età si possono manifestare dei disturbi dissociativi o demenza.
Le suggerisco qual'ora non abbiamo già provveduto in intraprendere un percorso di (CBT) terapia cognitivo-comportamentale o la stimolazione cognitiva per sviluppare strategie di recupero e gestione dei deficit di memoria.

Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti o domande.
Cordiali Saluti
Dott.ssa Lombardo R.M.
Buonasera,
guardi, se il quesito è fine a se stesso, è pura filosofia.
Ma se il quesito comporta la messa in atto di rituali che la impegnano a lungo nel corso della giornata e che le danno sollievo rispetto questo dubbio, allora le suggerisco di rivolgersi ad un terapeuta.

Dott. Giuseppe Salciarini

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