Salve una domanda Io soffro di ansia e attacchi di panico con forti somatizzazioni. Ho già svolto

34 risposte
Salve una domanda
Io soffro di ansia e attacchi di panico con forti somatizzazioni. Ho già svolto controlli medici dove a livello organico è tutto a posto. Volevo sapere se in questo caso fosse utile visto che ho queste somatizzazioni fisiche rivolgersi ad un neurologo o iniziare un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale?
Caro utente,
in questo caso sarebbe utile iniziare un percorso di psicoterapia e l'indirizzo cognitivo comportamentale farebbe al caso suo. Si rivolga al professionista che più le aggrada e che possa seguirla in presenza.
Un caro saluto
Dott.ssa Claudia Fontanella

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Dott.ssa Arianna De Vivo
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, da psicologa e psicoterapeuta i.f., sento di dirle che solitamente l'ansia copre altri tipi di emozioni e/o vissuti, per cui se se la sente potrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia in modo da poter comprendere e sentire a cosa siano legati l'ansia e i conseguenti attacchi di panico.
Un caro saluto.
Buongiorno,
le faccio i più sinceri complimenti per la volontà di mettersi in discussione in questo momento delicato. Da quello che riporta sembra lei stia vivendo dei forti stati ansiosi che influenzano il suo benessere quotidiano, con forti somatizzazioni che spesso causano frustrazione e aumentano i pensieri catastrofici, creando così un circolo vizioso che a volte sembra non darci scampo. Un supporto psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio le radici ed i pensieri dietro all'ansia che lei prova e che merita ascolto, aiutandola a trovare strategie efficaci per gestirla in qualsiasi momento futuro.
Le consapevolezze che lei ha sicuramente saranno un punto di forza per il cambiamento che desidera, oltre che un punto di appoggio per il lavoro terapeutico che deciderà di intraprendere.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cotronei Ludovica
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
gentile utente, grazie per la condivisione. Intraprendere un percorso di terapia potrebbe esserle d'aiuto nel comprendere quello che sta vivendo ed eventuali cause della sintomatologia ansiosa che la caratterizza.
Resto a disposizione!
saluti
AV
Dott.ssa Maria Caterina Boria
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

se sono già stati effettuati accertamenti medici e non è emersa una causa organica, il quadro che descrive è molto compatibile con un disturbo d’ansia con somatizzazioni e attacchi di panico.

In questi casi, il riferimento principale non è il neurologo (che diventa indicato soprattutto in presenza di sintomi neurologici specifici o dubbi diagnostici organici), ma un percorso psicoterapeutico strutturato.

La psicoterapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci con maggiore evidenza di efficacia proprio per gli attacchi di panico e l’ansia con manifestazioni somatiche. Lavora su tre livelli: la comprensione dei meccanismi dell’ansia, la gestione dei sintomi fisici quando si attivano e la modificazione dei circoli viziosi che li mantengono (ad esempio la paura della paura o l’ipervigilanza corporea).

Detto questo, la scelta non è “o neurologo o psicoterapia” in senso rigido: a volte può essere utile un confronto medico solo se compaiono sintomi nuovi, atipici o difficilmente inquadrabili. Ma, nel quadro che descrive, il percorso psicoterapeutico è generalmente il primo e più indicato.

Se il sintomo è frequente o impattante, iniziare un lavoro psicologico può aiutare non solo a ridurre le manifestazioni fisiche, ma anche a modificare in modo stabile la relazione con l’ansia.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Paola Rodia
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Gentile,
dalla sua descrizione, avendo escluso una causa organica dei sintomi, potrebbe essere utile valutare l'inizio di un percorso di psicoterapia. L'ansia, gli attacchi di panico e le somatizzazioni possono avere un impatto significativo sul benessere, ma con interventi appropriati è possibile imparare a gestirli. In caso, oltre alla psicoterapia, fossero necessari ulteriori consulti, il professionista saprà di certo indicarglieli. Un caro saluto, PR.
Dott.ssa Sofia Bonomi
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Milano
Buongiorno, se le cause organiche sono state escluse è consigliabile intraprendere un percorso di psicoterapia, personalmente seguo l'orientamento psicoanalitico e glielo consiglierei perchè è quello che cerca di indagare e comprendere le cause profonde dei sintomi, non limitandosi a cercare di farli sparire. Cordialmente, Dott.ssa Bonomi
Dott.ssa Chiara Creati
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve, grazie per aver condiviso la sua situazione.
Se ha già effettuato gli accertamenti medici necessari e le è stato confermato che non vi sono cause organiche alla base dei sintomi, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico per comprendere più a fondo l'origine dell'ansia, degli attacchi di panico e delle manifestazioni fisiche che li accompagnano.
In particolare, un percorso di orientamento psicoanalitico può aiutarla a esplorare i significati emotivi e relazionali sottostanti al disagio, favorendo una comprensione più profonda dei meccanismi che alimentano la sofferenza e le somatizzazioni. Spesso, infatti, i sintomi fisici rappresentano una modalità attraverso cui il corpo esprime vissuti emotivi che non trovano altre forme di elaborazione.
Naturalmente ogni situazione è unica e merita una valutazione individuale. Se desidera, possiamo approfondire insieme la sua esperienza e valutare quale percorso possa essere più adatto alle sue esigenze.
Un saluto
Dott.ssa Oxana Panetta
Psicologo
Laureana di Borrello
Salve,Da quello che descrivi, se hai già effettuato accertamenti medici appropriati e non sono emerse cause organiche che spieghino i sintomi, la presenza di ansia, attacchi di panico e forti somatizzazioni orienta maggiormente verso un intervento psicologico piuttosto che neurologico.
Le somatizzazioni sono molto frequenti nei disturbi d'ansia. Possono manifestarsi con sintomi anche molto intensi, come:
tachicardia e palpitazioni;
senso di costrizione al petto;
vertigini o sensazione di svenimento;
formicolii;
tensione muscolare;
problemi gastrointestinali;
sensazione di irrealtà o di "testa strana";
tremori e debolezza.
Questi sintomi sono reali e percepiti fisicamente, ma possono essere generati e mantenuti dai meccanismi dell'ansia e dell'iperattivazione del sistema nervoso.
In una situazione come la tua, la psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata uno dei trattamenti più efficaci per:
attacchi di panico;
ansia generalizzata;
ansia con sintomi somatici;
paura delle sensazioni corporee.
Il lavoro terapeutico aiuta a:
comprendere il funzionamento dell'ansia;
interrompere il circolo vizioso tra sintomo fisico e paura;
ridurre l'ipercontrollo del corpo;
apprendere tecniche di gestione dell'attivazione fisiologica;
affrontare eventuali situazioni evitate per paura dei sintomi.
Un consulto neurologico potrebbe avere senso se:
compaiono sintomi neurologici nuovi e mai valutati;
il medico curante ritiene opportuno approfondire alcuni aspetti specifici;
ci sono dubbi diagnostici ancora aperti.
Se invece gli esami sono stati rassicuranti e i sintomi si inseriscono chiaramente in un quadro di ansia e panico già riconosciuto, generalmente la priorità sarebbe iniziare un percorso psicoterapeutico.
Ti farei una domanda importante: quali sono le somatizzazioni che ti preoccupano di più? Ad esempio vertigini, formicolii, debolezza, tachicardia, difficoltà respiratoria o altro? Conoscere i sintomi specifici può aiutare a capire meglio come si inseriscono nel quadro ansioso.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
Dott.ssa Wanda Simeone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Castelvenere
Salve, dal momento che riferisce di aver già effettuato accertamenti medici con esito rassicurante, potrebbe essere molto utile considerare una valutazione psicoterapeutica. La psicoterapia le consentirà non soltanto di gestire l'ansia, ma di comprendere il significato dei sintomi, i fattori che li mantengono e le modalità più efficaci per affrontarli. Il terapeuta le consentirà di individuare strumenti concreti per ridurre la sofferenza e migliorare la qualità della sua vita.
Dott.ssa Giulia Perasso
Psicoterapeuta, Psicologo
Genova
Buongiorno,

se gli accertamenti medici hanno già escluso cause organiche, un percorso di psicoterapia è certamente indicato. La terapia cognitivo-comportamentale ha mostrato una buona efficacia nel trattamento dell'ansia, degli attacchi di panico e delle somatizzazioni.

Valuterei però anche un approccio psicodinamico, soprattutto se i sintomi tendono a ripresentarsi sotto forme diverse nel tempo. Oltre a lavorare sulla gestione dell'ansia, questo modello cerca infatti di comprendere i conflitti emotivi e relazionali che possono essere all'origine della sofferenza, riducendo il rischio che il disagio trovi semplicemente nuove modalità di espressione.

In ogni caso, la scelta migliore dipende dalla sua storia personale e da ciò che sente più adatto alle sue esigenze.

Un cordiale saluto.
Dott.ssa Ginevra Pardi
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Milano
Buongiorno,
se ha già effettuato gli accertamenti medici necessari e le è stato riferito che non emergono problematiche organiche, credo che potrebbe essere utile rivolgere l'attenzione anche alla componente psicologica di ciò che sta vivendo.
La sofferenza e i sintomi fisici che descrive sono reali e meritano attenzione. Ansia e attacchi di panico possono infatti accompagnarsi a manifestazioni fisiche molto intense e talvolta spaventose, al punto da far pensare che ci sia necessariamente una causa medica alla base. Questo però non significa che i sintomi siano meno reali o meno invalidanti.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che accade e a trovare strumenti per gestire l'ansia e le somatizzazioni che descrive.
Rispetto alla terapia cognitivo-comportamentale che cita, certamente è uno degli approcci utilizzati nel trattamento dell'ansia e degli attacchi di panico. Tuttavia, non credo sia possibile stabilire a priori quale orientamento sia il più adatto per una persona basandosi esclusivamente sul sintomo.
Ogni approccio terapeutico osserva la sofferenza da una prospettiva diversa e la scelta dipende anche dalle caratteristiche della persona, dalla sua storia, dai suoi bisogni e dagli obiettivi che desidera raggiungere.
Per questo motivo potrebbe essere utile, prima ancora di concentrarsi sul tipo di terapia, individuare un professionista con cui senta di poter costruire una buona relazione di lavoro e valutare insieme quale percorso possa essere maggiormente indicato per la sua situazione.
Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Dott.ssa Ylenia De Fusco
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno,

se sente di avere ancora dei dubbi, un confronto medico più approfondito può certamente essere un'opzione utile per rassicurarsi ulteriormente. Allo stesso tempo, se gli accertamenti effettuati finora hanno escluso cause organiche, può essere importante considerare questi sintomi anche come un campanello che il corpo sta utilizzando per segnalare una sofferenza o uno stato di forte attivazione emotiva.

Le somatizzazioni legate all'ansia possono essere molto intense e reali, e meritano ascolto e attenzione, non minimizzazione.

Rispetto alla psicoterapia, non è necessario intraprendere esclusivamente un percorso cognitivo-comportamentale: esistono diversi approcci che lavorano efficacemente sull'ansia e sugli attacchi di panico. L'aspetto fondamentale è trovare un professionista con cui sentirsi accolti e compresi, e costruire insieme un percorso adatto ai propri bisogni.

Chiedere aiuto in questi casi non significa che "sia tutto nella testa", ma dare spazio e significato a ciò che il suo corpo sta cercando di comunicarle.

Un caro saluto!
Dott.ssa Elisa Sanna
Psicologo, Psicologo clinico
Varese
Buonasera, La ringrazio per aver condiviso la tua situazione.
Prima di tutto, voglio rassicurarla: il fatto che abbia già fatto controlli medici e che a livello organismico sia tutto a posto è un'ottima notizia, anche se so benissimo quanto possa essere frustrante e spaventoso sentire sintomi fisici così intensi. La sofferenza che prova è assolutamente reale, solo che la sua origine non è un danno agli organi, ma una modalità del suo corpo di dirle che ci sono degli aspetti della sua vita attuale che non le permettono di vivere in modo autentico ed identitario. Anche se all'apparenza non sembra, spesso questo tipo di sintomi si presentano in relazione a contesti specifici e vanno indagati e compresi proprio grazie alla terapia.
L'approccio che ha menzionato, psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale (o cognitivo-neuropsicologico come il mio, che ne è un'evoluzione) può essere molto indicato perchè tiene conto di questa correlazione importante mente-corpo e ricerca nel quotidiano la problematica e la sofferenza.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti,
cordiali saluti
scegliere un percorso di sostegno psicologico
Dott.ssa Nicole Pisciali
Psicologo, Psicologo clinico
Teolo
Gentile utente,
se ha già effettuato controlli medici che hanno escluso problematiche organiche, è molto probabile che le manifestazioni fisiche che descrive siano legate all’ansia e agli attacchi di panico. Le somatizzazioni possono essere molto intense e reali sul piano corporeo — tachicardia, vertigini, tensione muscolare, sensazione di mancanza d’aria, disturbi gastrointestinali, tremori, derealizzazione — e proprio per questo spesso portano la persona a temere che ci sia qualcosa di neurologico o fisico non individuato.

In assenza di segnali clinici specifici emersi dagli accertamenti, generalmente il percorso più indicato è quello psicologico, in particolare un percorso di psicoterapia può essere molto utile per lavorare sia sui sintomi fisici sia sui meccanismi che mantengono ansia e panico.
La terapia cognitivo-comportamentale è uno degli approcci che ha mostrato maggiore efficacia per disturbi d’ansia, attacchi di panico e somatizzazioni, soprattutto perché aiuta a comprendere il funzionamento del circolo ansia-corpo-pensieri-paura e a ridurre progressivamente l’ipercontrollo e l’allarme costante verso le sensazioni fisiche. Non è l'unico approccio valido, ma è uno dei più immediati.

Questo non significa che “sia tutto nella sua testa”: significa piuttosto che il corpo sta esprimendo uno stato di attivazione e allerta molto elevato. Quando si vive nell’anticipazione del sintomo o nella paura che il corpo segnali qualcosa di grave, il sistema nervoso resta continuamente attivato e i sintomi tendono ad aumentare.
Naturalmente, se dovessero comparire sintomi nuovi, insoliti o mai valutati prima, confrontarsi con il medico resta sempre corretto.

Il fatto che lei stia valutando un percorso psicoterapeutico è già un passo molto importante.
Dott.ssa Giorgia Pinessi
Psicologo, Psicologo clinico
Lissone
Buongiorno gentile utente, sicuramente un percorso di supporto psicologo o se necessario un percorso di psicoterapia può aiutarla ad utilizzare al meglio le sue risorse e convalidare le emozioni.
Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
Dott.ssa Elisa Bozzi
Psicologo, Psicologo clinico
Cenaia
Buonasera, da ciò che descrive, avendo già effettuato accertamenti medici che hanno escluso cause organiche, un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT) potrebbe rappresentare una scelta particolarmente indicata per affrontare l'ansia, gli attacchi di panico e le somatizzazioni fisiche.
La CBT parte dal presupposto che pensieri, emozioni, sensazioni corporee e comportamenti siano strettamente collegati. Nel caso del panico, ad esempio, alcune normali sensazioni fisiche (tachicardia, vertigini, senso di costrizione al petto, difficoltà respiratorie) possono essere interpretate come segnali di pericolo, alimentando ulteriormente l'ansia e creando un circolo vizioso che intensifica i sintomi.
Durante il percorso terapeutico si lavora per:
- comprendere i meccanismi che mantengono ansia e panico;
- riconoscere e modificare i pensieri catastrofici;
- imparare strategie efficaci di gestione dell'ansia;
- ridurre la paura delle sensazioni corporee attraverso tecniche specifiche;
- recuperare gradualmente attività e situazioni eventualmente evitate.

Numerosi studi scientifici mostrano che la terapia cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti più efficaci per i disturbi d'ansia e gli attacchi di panico, con benefici che spesso si mantengono nel tempo grazie alle competenze apprese durante il percorso.
Naturalmente, qualora emergessero nuovi sintomi neurologici o indicazioni specifiche dal medico curante, una valutazione neurologica potrebbe essere utile. Tuttavia, sulla base delle informazioni che fornisce e degli esami già effettuati, il primo passo più appropriato sembrerebbe una valutazione con uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale esperto nel trattamento di ansia, panico e somatizzazioni.
Resto a disposizione
Dott.ssa Elisa
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Salve, la domanda che pone è molto importante e comprensibile, soprattutto quando i sintomi fisici sono intensi e arrivano a incidere significativamente sulla qualità della vita. Da ciò che scrive, riferisce di soffrire di ansia e attacchi di panico accompagnati da forti manifestazioni fisiche e di aver già effettuato controlli medici che non hanno evidenziato problematiche organiche. Quando una persona vive esperienze di questo tipo, è frequente sentirsi confusa e chiedersi a chi sia più opportuno rivolgersi, soprattutto perché le sensazioni corporee possono essere molto reali, intense e talvolta persino spaventose. Una delle caratteristiche dell'ansia è proprio quella di esprimersi attraverso il corpo. Il fatto che un sintomo abbia un'origine emotiva o psicologica non significa affatto che sia immaginario o meno reale. Al contrario, chi soffre di ansia può sperimentare palpitazioni, tensioni muscolari, vertigini, sensazione di mancanza d'aria, disturbi gastrointestinali, tremori, debolezza, formicolii e molte altre manifestazioni che vengono percepite concretamente e che possono generare ulteriore preoccupazione. Spesso si crea un circolo particolare: il sintomo fisico spaventa, la paura porta a monitorare continuamente il corpo, l'attenzione costante amplifica la percezione delle sensazioni corporee e questo, a sua volta, aumenta ulteriormente l'ansia. La persona finisce così per sentirsi intrappolata in un meccanismo che sembra alimentarsi da solo. Naturalmente non è possibile esprimersi sul suo caso specifico attraverso poche righe, ma in linea generale, quando gli accertamenti medici effettuati hanno escluso problematiche organiche rilevanti e il quadro è caratterizzato da ansia, attacchi di panico e somatizzazioni, un percorso psicologico può rappresentare una risorsa molto utile. In particolare, l'approccio cognitivo comportamentale si occupa proprio di comprendere il legame tra pensieri, emozioni, comportamenti e sensazioni corporee, aiutando la persona a riconoscere i meccanismi che mantengono il problema nel tempo. Molte persone arrivano a pensare che il vero nemico siano i sintomi fisici, ma spesso il nucleo della sofferenza è costituito dal significato che viene attribuito a quei sintomi, dalla paura che suscitano e dalle strategie messe in atto per controllarli o evitarli. Comprendere questi aspetti può fare una grande differenza. Leggendo il suo messaggio, ciò che colpisce è che la sua domanda non riguarda soltanto il sintomo fisico in sé, ma anche il desiderio di capire come affrontare ciò che sta vivendo. Questo è un punto molto importante. Talvolta la ricerca continua di nuove verifiche può dare un sollievo momentaneo, ma non sempre aiuta a comprendere il funzionamento dell'ansia e delle sue manifestazioni. Un percorso psicoterapeutico potrebbe offrirle uno spazio in cui esplorare non solo i sintomi, ma anche il modo in cui reagisce ad essi, le paure che li accompagnano, le situazioni che li accentuano e le modalità con cui il suo organismo ha imparato a rispondere allo stress e alle preoccupazioni. Spesso dietro sintomi che sembrano esclusivamente fisici esistono dinamiche emotive e schemi di funzionamento che meritano attenzione e comprensione. Mi sembra positivo che lei stia già riflettendo su quale direzione intraprendere. Chiedersi non soltanto "cosa ho" ma anche "come funziona ciò che mi sta accadendo" è spesso un passaggio molto importante. Un percorso cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla proprio a sviluppare questa consapevolezza e a costruire strumenti più efficaci per gestire l'ansia e le sue manifestazioni corporee. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio di iniziare un percorso psicologico per il trattamento dell'ansia. Cordiali saluti.
Dr. Vincenzo Lucifora
Psicologo, Professional counselor
Torino
Gentile lettore,
grazie per la sua domanda, che tocca un tema molto comune e allo stesso tempo fonte di grande confusione e sofferenza.
Prima di tutto voglio dirle una cosa importante: il fatto che gli esami organici siano risultati nella norma non significa che ciò che sente nel corpo non sia reale. Le somatizzazioni nell’ansia e negli attacchi di panico sono fisiologicamente reali — il sistema nervoso autonomo, quando entra in uno stato di allarme cronico, produce sintomi fisici concreti e talvolta invalidanti. Il corpo non mente: sta semplicemente esprimendo qualcosa che la mente non riesce ancora a elaborare diversamente.
Il neurologo è un medico specializzato nelle malattie organiche del sistema nervoso centrale e periferico (come epilessia, sclerosi multipla o emicranie). Avendo lei già escluso problematiche organiche, la figura medica di riferimento per la gestione psicofarmacologica dell'ansia e del panico sarebbe, eventualmente, lo psichiatra. Tuttavia, lo specialista d'elezione per andare alla radice del problema e risolverlo stabilmente è lo Psicologo.
Riguardo alla psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT): è certamente un approccio valido per questo tipo di disturbi. Tuttavia lavora prevalentemente sul pensiero e sui comportamenti, e può risultare parziale proprio nei casi in cui la somatizzazione è molto marcata, come nel suo.
Esistono approcci integrati, come la Funzionale, la Gestalt che considerano la persona nella sua totalità: mente, corpo ed emozioni insieme. In questi contesti, il sintomo fisico non viene “combattuto” o ignorato, ma ascoltato come un messaggio prezioso, un segnale che qualcosa nel suo sistema interno chiede attenzione e trasformazione.
Spesso, dietro gli attacchi di panico con forte componente somatica, si trovano emozioni rimaste bloccate, schemi relazionali antichi o un sistema nervoso che ha imparato a vivere in allerta.
Un lavoro che integra la dimensione corporea con quella emotiva e psicologica può fare una differenza significativa.
Il mio invito è quello di non rinviare ulteriormente e fissare un primo appuntamento.
Ogni percorso inizia con un semplice primo passo: un colloquio conoscitivo, senza impegni, in cui potrà raccontare la sua storia e capire insieme quale direzione abbia più senso per lei.
Con cordialità,
Vincenzo Lucifora
Buongiorno, se gli accertamenti medici hanno escluso cause organiche e le è già stata diagnosticata ansia con attacchi di panico, un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere particolarmente utile. Questo approccio aiuta a comprendere il legame tra pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e comportamenti, fornendo strategie efficaci per gestire sia l'ansia sia le manifestazioni corporee che spesso l'accompagnano (Craske & Barlow, 2008; Beck, 2011).
Naturalmente, sarà il professionista a valutare insieme a lei il percorso più appropriato in base alla sua situazione specifica. Cordiali saluti, dott.ssa Eleonora Acuti
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, se ha già effettuato opportuni controlli clinici e non è stato riscontrato nulla, è utile intraprendere un percorso di terapia. La scelta dell'approccio è a sua discrezione.
Dott.ssa Roberta Evangelista
Psicologo, Psicologo clinico
Albignasego
Gentile utente, una volta escluse tutte le possibili cause organiche è molto probabile che i sintomi che sente siano dati dalla stessa ansia. Per cui le consiglio vivamente di trovare un professionista terapeuta, possibilmente nella sua zona, con il quale instaurare un rapporto di fiducia e andare a scoprire da dove deriva la sua ansia. Il nostro corpo e il nostro cervello sono strettamente interconnessi, insieme a tutto il nostro sistema immunutario. Se si squilibra uno, ne risente tutto il resto. Rimanga curioso e positivo, la sua ansia in qualche modo la sta anche protegendo, provi a vederla anche così. Le auguro il meglio, rimango a disposizione, un caro saluto, Dott.ssa Roberta Evangelista
Dott.ssa Valentina Dernini
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno, se ha già scartato la causa organica facendo gli accertamenti, mi confronterei al suo posto con uno psicoterapeuta.
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, da quello che scrive, sembra che abbia già effettuato gli accertamenti medici necessari e che non siano emerse problematiche organiche in grado di spiegare i sintomi che sperimenta. Questo è un elemento importante, perché permette di orientare maggiormente l'attenzione verso il ruolo che ansia e attacchi di panico possono avere nella comparsa e nel mantenimento delle manifestazioni fisiche che descrive.

L'ansia e il panico sono condizioni che possono produrre sintomi corporei molto intensi e assolutamente reali. Palpitazioni, senso di oppressione al petto, vertigini, tensioni muscolari, sensazioni di sbandamento, formicolii, disturbi gastrointestinali, difficoltà respiratorie e molte altre manifestazioni possono essere generate dall'attivazione del sistema nervoso legata allo stato di allarme. Il fatto che i sintomi abbiano una componente psicofisiologica non significa affatto che siano immaginari o meno invalidanti.

Se gli approfondimenti medici già svolti sono stati adeguati e i professionisti che l'hanno visitata hanno escluso cause neurologiche o altre patologie organiche, la strada che appare maggiormente indicata è quella di un intervento psicologico o psicoterapeutico. In particolare, la psicoterapia cognitivo comportamentale dispone di solide evidenze scientifiche nel trattamento dei disturbi d'ansia, degli attacchi di panico e delle somatizzazioni associate. Questo approccio aiuta la persona a comprendere i meccanismi che alimentano il circolo tra sintomi fisici, interpretazioni catastrofiche, paura e aumento dell'ansia, fornendo strumenti concreti per interrompere tale processo.

Naturalmente non è possibile stabilire a distanza se una consulenza neurologica sia o meno necessaria, perché questo dipende anche dalla tipologia specifica dei sintomi, dalla loro storia e dalle valutazioni già effettuate dai medici che la seguono. Tuttavia, quando gli accertamenti risultano nella norma e il quadro è coerente con un disturbo d'ansia o di panico, spesso il rischio è quello di entrare in una continua ricerca di ulteriori rassicurazioni mediche senza affrontare il problema principale, che è proprio il funzionamento dell'ansia.

Per questo motivo ritengo che un colloquio con uno psicoterapeuta possa rappresentare un passo molto utile. Oltre a lavorare sui sintomi, potrebbe aiutarla a comprendere meglio i fattori che contribuiscono al mantenimento del disagio e a recuperare gradualmente una maggiore fiducia nelle proprie sensazioni corporee.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso mi trova a disposizione,

Dott. Luca Vocino
Buongiorno,
se ha già effettuato accertamenti medici con esito negativo per cause organiche, è generalmente indicato intraprendere un percorso psicoterapeutico.
Ansia e attacchi di panico possono possono infatti manifestarsi con sintomi fisici anche molto intensi, pur in assenza di patologie neurologiche o organiche.
La terapia cognitiva-comportamentale è tra gli approcci più efficaci per lavorare su questa tipologia di problematiche.

Un cordiale saluto
Buongiorno, se gli accertamenti medici già svolti non hanno evidenziato cause organiche, la presenza di ansia, attacchi di panico e somatizzazioni rende sensato iniziare un percorso psicologico o psicoterapeutico mirato.

Non lo imposterei però come un “neurologo oppure psicoterapia” in modo rigido. Il medico di base resta il riferimento per valutare se servano altri approfondimenti, compresa una visita neurologica, soprattutto se compaiono sintomi nuovi, strani, persistenti o diversi dal solito. Se invece i controlli sono rassicuranti e il problema principale è il circolo ansia-sintomo-paura, allora il lavoro psicologico diventa centrale.

Nelle somatizzazioni da panico il corpo non inventa: le sensazioni sono reali. Il problema è che vengono lette come segnali di pericolo imminente. Più si ascolta il corpo per controllare se “sta succedendo qualcosa”, più il corpo si attiva e conferma la paura.

La terapia cognitivo-comportamentale può essere utile; anche altri approcci, se ben condotti, lavorano efficacemente sul rapporto tra sensazioni corporee, paura, evitamento e controllo. Il punto è non continuare solo a cercare l’ennesima conferma medica, se i controlli sono già negativi, ma iniziare a modificare il modo in cui risponde ai segnali del corpo.

Ne parli con il suo medico per gli eventuali approfondimenti necessari, ma intanto può essere molto utile avviare un percorso psicologico specifico per ansia e panico.

Un caro saluto.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve,
da ciò che descrive — ansia con attacchi di panico e somatizzazioni importanti, con accertamenti medici già risultati negativi per cause organiche — il quadro è molto compatibile con un disturbo d’ansia con manifestazioni somatiche.

In questi casi, il neurologo generalmente non è la figura di riferimento principale, a meno che non emergano sintomi neurologici specifici (ad esempio svenimenti atipici, deficit neurologici, alterazioni della sensibilità o della forza, crisi con caratteristiche non riconducibili all’ansia). Se questi sono già stati esclusi, ulteriori indagini neurologiche raramente apportano beneficio.

L’approccio più indicato, invece, è quello psicologico e psicoterapeutico. In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata uno degli interventi più efficaci per:

attacchi di panico
ansia generalizzata
somatizzazioni legate all’ansia

Questo tipo di percorso aiuta a comprendere e modificare i meccanismi che mantengono il sintomo (interpretazione delle sensazioni corporee, circolo paura–attivazione fisica–nuova paura), oltre a fornire strumenti concreti per la gestione dell’ansia e dei sintomi fisici.

In alcuni casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se i sintomi sono molto intensi o invalidanti, per integrare eventualmente un supporto farmacologico temporaneo.

In sintesi, dopo aver escluso cause organiche, il passo più indicato è iniziare un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, che agisce direttamente sul meccanismo ansioso e sulle somatizzazioni.

Resta comunque consigliabile approfondire la situazione in modo personalizzato con uno specialista, così da costruire il percorso più adatto al suo caso specifico.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Salve, quello che descrive è un quadro che incontro molto spesso: ansia e attacchi di panico con somatizzazioni anche intense, a fronte però di esami medici nella norma. Questo già è un dato importante, perché permette di orientarsi con più chiarezza su ciò che sta accadendo.

Le manifestazioni fisiche che sente sono reali, non immaginate, ma hanno un’origine funzionale, legata al sistema ansioso. Il corpo, in questi casi, diventa il principale “canale” attraverso cui si esprime la tensione interna: cuore che accelera, respiro corto, vertigini, senso di svenimento, tensioni muscolari, disturbi gastrointestinali. Tutto questo può essere molto intenso e convincente, al punto da far pensare che ci sia qualcosa di organico non ancora individuato.

Se gli accertamenti sono già stati fatti ed hanno escluso cause mediche, rivolgersi a un neurologo in genere non aggiunge molto, a meno che non ci siano sintomi molto specifici che richiedono un ulteriore inquadramento. Nella maggior parte dei casi, il passo più utile è proprio lavorare sul versante dell’ansia.

Un percorso cognitivo comportamentale è sicuramente uno degli approcci più indicati, perché aiuta a comprendere i meccanismi che mantengono il problema e soprattutto a intervenire in modo concreto sia sui pensieri che sulle reazioni fisiche. Non si tratta solo di “parlare”, ma di imparare strumenti pratici per gestire e ridurre i sintomi.

Allo stesso tempo, è importante che il percorso non sia solo tecnico, ma tenga conto anche della storia personale e dei fattori che possono aver reso il suo sistema più sensibile all’ansia. Quando si lavora bene su entrambi i livelli, i risultati arrivano.

Io mi occupo ogni giorno proprio di queste dinamiche, lavorando su ansia, attacchi di panico e somatizzazioni, aiutando le persone a uscire da quel circolo in cui il corpo sembra “andare per conto suo”. Se vuole, può scrivermi in privato. Possiamo capire meglio la sua situazione e valutare insieme un percorso adatto, così da iniziare a ridurre questi sintomi e darle strumenti concreti per gestirli in modo efficace.
Dott.ssa Glenda Frassi
Psicologo, Psicologo clinico
Crema
Salve, grazie per la sua domanda. Da quello che scrive mi sembra di capire che le visite sono state già fatte e hanno dato esito negativo. Sicuramente un percorso di psicoterapia è un'ottima scelta per la cura di ansia e attacchi di panico. In bocca al lupo. Le auguro il meglio. Dott.ssa Glenda Frassi
Dott.ssa Gelsomina Salvia
Psicologo, Psicologo clinico
Satriano di Lucania
Buongiorno. Si, credo le possa essere utile un percorso psicoterapico per lavorare sugli aspetti psicologici legati all'ansia.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, sicuramente un percorso di supporto psicologico potrebbe essere utili per capire la causa e risolvere i sintomi.
Chieda pure al suo medico di fiducia se possa essere utile approfondire con ulteriori visite specialistiche.
arei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Salve,

Le somatizzazioni sono estremamente comuni quando si parla di ansia, e sicuramente la terapia cognitivo-comportamentale rappresenta un valido strumento per affrontare queste tematiche.
Le consiglierei di valutare, insieme al* medic* che la segue, il percorso più adatto per lei. Se avete già escluso cause organiche probabilmente sarebbe una buona idea rivolgersi ad un* terapeuta, con cui lavorare su ansia e attacchi di panico e trovare insieme il modo migliore per affrontare la situazione: in caso dovesse essere necessario, sarà il professionista a consigliarle eventuali accertamenti da fare!

Un saluto,
Dott. Andrea Rumore

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