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Esperienze

Sono Paola Rodia, Psicologa, Pedagogista e Mindfulness Trainer (programma MBSR).
Mi occupo di percorsi per bambini, adolescenti e adulti orientati alla consapevolezza, alla presenza e al benessere psicologico. La mia formazione psicologica si innesta su anni di esperienza educativa, pedagogica e relazionale.

Il mio cammino personale e professionale mi ha portata a sviluppare un approccio integrato, in cui prospettive psicologiche, pedagogiche e pratiche di Mindfulness si incontrano attraverso percorsi di supporto psicologico, consulenza pedagogica, Mindfulness (tra cui il protocollo MBSR) e interventi dedicati alla genitorialità.

Mi occupo di Mindful Parenting e Parent Training, rivolti sia a futuri genitori sia a chi attraversa momenti di cambiamento o difficoltà, con l’obiettivo di sostenere gli adulti e favorire indirettamente uno sviluppo sereno nei bambini.

Propongo percorsi individuali e di gruppo, costruiti sui bisogni specifici della persona.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Terapia di gruppo

Aree di competenza principali:

  • Psicologo
  • Psicologia dell'età evolutiva
  • Psicologia scolastica

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Adulti
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  • Colloquio psicologico clinico

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  • Colloquio psicologico individuale

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    Ho avuto un’esperienza estremamente positiva.
    È una professionista molto competente, empatica e attenta, capace di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Sa ascoltare senza giudizio e offre strumenti concreti e utili per affrontare le difficoltà, adattando il percorso alle esigenze personali.

     • studio privato colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Paola Rodia

    Cara Sofia, grazie per il riscontro e per la fiducia.


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    Attenzione, cura e presenza totale. La dottoressa è ed è stata una risorsa inestimabile per me.

     • studio privato colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Paola Rodia

    Cara Mjriam, grazie per il feedback. Sapere di sentirsi accompagnata e sostenuta per me è molto importante.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve, sono una ragazza di 26 anni e a partire da inizio settembre ho iniziato improvvisamente a sentire un peso sul petto o sullo stomaco come se mi mancasse aria che mi portava a inspirare continuamente finché non mi sentivo meglio, talvolta di notte mi svegliavo quasi come se stessi soffocando e notavo che prendendo la camomilla la situazione rimaneva migliorava. Ne ho parlato con il mio medico ad ottobre e dopo aver valutato anche le analisi che erano perfette tranne per carenza di ferro, ha dedotto che fossero attacchi di ansia o panico probabilmente associati alla paura di dover inziare il primo anno di università e mi ha prescritto una cura con ansioten. Da quando ne ho parlato con il medico, questo problema non si è più presentato, tanto che non ho neanche iniziato la cura prescritta. Qualche settimana fa mi trovavo in treno di ritorno a casa e mi sono trovata nuovamente in questa sensazione di mancanza d'aria e conseguente inspirazione profonda e continua. Ancora oggi a gennaio 2026, anche senza peso sul petto, capita di dover alternare ogni 20 minuti circa il mio respiro con inspirazioni profonde. Devo precisare che se sono distratta o trascorro una giornata fuori con i miei amici questo problema è come se sparisse per poi ripresentarsi una volta che ritorno a casa. Inoltre, ho notato che quando studio anche solo per una mezz'oretta aumenta questo respiro d'aria forzato e mi sento tipo stordita o rallentata nei movimenti/parole. Dopo questo sproloquio, sono qui a chiedervi se la diagnosi del mio medico è giusta quindi si parla di attacchi di ansia/panico o se si tratta di qualcosa di più grave? Come posso risolvere questo problema? Grazie.

Buon pomeriggio,
da quanto descrive, i sintomi sembrano avere una componente ansiosa: il fatto che compaiano in situazioni di stress o di concentrazione e che si riducano quando è distratta o in compagnia è un elemento significativo. Anche la sensazione di “mancanza d’aria”, con bisogno di inspirazioni profonde, è un’esperienza frequente nei disturbi d’ansia e non indica, di per sé, un problema respiratorio o cardiaco, soprattutto in presenza di accertamenti medici nella norma.
Per qualsiasi dubbio sul piano medico è sempre corretto continuare a confrontarsi con il proprio medico curante, ma quanto descrive appare più compatibile con un quadro ansioso che con una condizione organica grave.
Un percorso psicologico, eventualmente integrato con interventi di mindfulness guidati da professionisti, può aiutarla a comprendere i meccanismi che innescano l’ansia e a gestirli in modo più efficace.

Dott.ssa Paola Rodia

Buonasera,sono una donna di 29 anni.
Vi scrivo perché mi capita di ritrovarmi in certi pensieri e vorrei alleggerirmi. Non mi trovo nemmeno a parlarne con chi mi sta attorno perché saprei già che mi direbbero “Ancora ci pensi dopo tutto questo tempo”?.
Ho perso i rapporti con un mio amico da 4 anni appunto. Ma mi ritrovo ogni tanto a chiedermi perché lui non mi abbia mai più scritto. Eravamo sempre assieme,ci raccontavamo di tutto,scherzavamo di tutto,anche in maniera maliziosa che finiva sempre con delle risate. Siamo stati amici per 10 anni e prima che lui smettesse di parlarmi,siamo diventati ancora più legati. Poi è successo che mi innamoro di lui,gliene parlo ed essendo che per lui non era un problema,abbiamo continuato tranquillamente il rapporto. Mi ha sempre rispettata sotto questo aspetto del sentimento dicendomi anche che per quanto mi volesse bene,non avrebbe mai chiuso il rapporto. Non so esattamente cosa lui provasse per me. C’erano momenti o argomenti dove mi sembrava di essere di più. Una volta abbiamo anche immaginato come poteva essere fisicamente un nostro figlio… Dall’altro canto avevamo un rapporto in continuo conflitto e sempre burrascoso. E quando succedevano le liti,io mi sentivo completamente schiacciata da lui perché aveva sempre la risposta a tutto e io non sapevo come rispondere. Mi sono accorta di essere manipolata. Lui stesso mi ha confermato questa mia teoria. O meglio,ha confermato di esserlo,non di applicarlo su di me. Una sera,mentre scherzavamo come sempre,ha provato a baciarmi e distinto mi sono fatta indietro. Quel bacio io lo aspettavo da mesi. Glielo chiedevo sempre mentre gli facevo il solletico ma sapevo che non lo avrebbe mai fatto.Poi quella sera dal nulla,ci provò. Al mio indietreggiare vidi la sua l’espressione cambiare di botto e mi disse “Allora lo dici solo per scherzare,nel momento poi ti fai indietro”. A quel punto gli spiegai che non me lo aspettavo essendo che non era mai successo e quando gli dissi che volevo,a quel punto non volle più lui. Non so se è stata quella la goccia,ma da lì si è freddato tutto. Ho provato a chiedergli se il motivo fosse stata quella sera ma me lo negò. Mi disse che il suo distaccarsi era legato a fattori precedenti dove io avevo comportamenti pesanti riguardo le uscite ecc. L’uktima volta mi disse che per lui chiudere con me era stato come un divorzio,ma io non capii mai qiesta frase. Mi disse che dopo il suo netto dimagrimento lui voleva solo il meglio nella vita e che il mio rapporto non lo era in tutto. Che io non ne valevo la pena. Che ormai non gliene fregava più niente e si sforzava solo per me. E tante altre cose che mi hanno portata a piangere ogni sera per tre mesi… Da lì,negli anni ho provato a ricercarlo e ho ricevuto solo il suo blocco(sono bloccata ovunque). Anche io l’ho bloccato perché mi sono resa conto che non era un rapporto sano. Però mi chiedo perché non mi abbia più cercata. Né un come stai,nulla. Non so se aspetto “un riscatto”da parte mia per tutte le volte che l’ho cercato. Non mi capisco… Grazie in anticipo

Buonasera,
in relazioni emotivamente molto intense può accadere che, anche a distanza di tempo, restino domande aperte. Non sempre però è possibile ottenere risposte dall’altra persona, soprattutto quando ha scelto di interrompere il rapporto e di non mantenere contatti.
Il silenzio dell’altro, per quanto doloroso, non è necessariamente una spiegazione su di lei o sul valore del legame, ma spesso rappresenta un modo, più o meno funzionale, di chiudere per chi lo mette in atto.
In questi casi, più che comprendere le motivazioni dell’altro, può essere utile chiedersi che cosa quella mancanza di risposta riattivi dentro di sé e di cosa si avrebbe bisogno oggi per sentirsi più in pace con quanto accaduto.
Un caro saluto, PR

Dott.ssa Paola Rodia
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