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Esperienze

Sono una psicologa clinica iscritta all’Albo del Veneto (nr. 15124) e lavoro in libera professione presso lo studio di Teolo (PD) e di Padova. Mi occupo principalmente di ansia, stress, disregolazione emotiva, autostima, difficoltà relazionali e adolescenza, integrando strumenti clinici e psicoeducativi.

Nel mio lavoro accompagno adulti e adolescenti nel riconoscimento delle emozioni, nella costruzione di strategie di coping efficaci e nella valorizzazione delle risorse personali. Utilizzo un approccio integrato che include Analisi Transazionale, Compassion Focused Therapy, tecniche di stabilizzazione e regolazione emotiva, con interventi individuali e di gruppo.

Collaboro con scuole, famiglie e cooperative per la realizzazione di progetti psicoeducativi, gruppi sulle emozioni e percorsi life skills rivolti soprattutto agli adolescenti.

Come professionista credo nel valore dell’ascolto, della chiarezza e della collaborazione terapeutica: ogni percorso è costruito in modo personalizzato, rispettando i tempi e la storia della persona.

Mi occupo anche di:

• supporto alla genitorialità

• gestione del burnout

• interventi per disturbi d’ansia e pensieri intrusivi

• potenziamento delle competenze emotive

• stabilizzazione post-traumatica e lavoro sulle risorse

Sono disponibile per consulenze in studio e online.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia giuridica
  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Nicole Pisciali

Dietro ogni strumento che utilizzo in studio non c’è solo un gioco o un’attività, ma un modo per aiutare bambini, ragazzi e adulti a conoscere meglio sé stessi, le proprie emozioni e il proprio modo di stare nelle relazioni.

A volte parlare direttamente di ciò che si prova può essere difficile.
Per questo, attraverso carte, attività e giochi terapeutici, è possibile creare uno spazio più semplice, accogliente e sicuro da cui partire.

Ogni percorso viene costruito in modo personalizzato, scegliendo strumenti diversi in base all’età, alle esigenze e agli obiettivi della persona.

Gli strumenti che utilizzo sono visibili nella galleria delle foto!

18/05/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Consulenza online

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  • L

    Professionale empatica e molto disponibile. Esperienza assolutamente positiva

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    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • F

    Eccellente dottoressa, attenta e sensibile. Molto preparata e gentilissima! La consiglio vivamente!

     • Studio Oddo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • S

    Professionista capace empatica, mi sono trovata molto bene! La consiglio come psicologa

     • Studio Oddo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • D

    Professionista empatica, mi sono trovato molto bene fin da subito. È attenta e capace di mettere a proprio agio senza giudizio. Dopo il percorso fatto, la consiglio vivamente.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • V

    Non è facile rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto, e altrettanto difficile trovare un professionista capace di immedesimarsi e dare un supporto valido e concreto. La Dottoressa è riuscita a percepire i miei livelli di disagio, e fragilità ed emotivamente mi sono sentita sollevata, ho quasi raggiunto i miei obiettivi di razionalità e accettazione. Grazie

     • Studio Oddo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Pisciali

    La ringrazio per il feedback!


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    La dottoressa è una professionista seria competente e molto disponibile. Apprezzo molto la sua capacità di ascolto e il modo chiaro in cui spiega il percorso terapeutico. La mia esperienza è più che positiva e la consiglio a chi desidera intraprendere un percorso psicologico in un clima di fiducia e professionalità .

     • Studio Oddo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • A

    Professionista competente, attenta e molto empatica. Mi sono sentita accolta e ascoltata fin dal primo incontro. Il percorso mi sta aiutando concretamente a comprendere e gestire meglio le mie difficoltà. Consigliata.

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    Dott.ssa Nicole Pisciali

    Grazie!


  • D

    Professionista competente ed empatica, mi sono trovato a mio agio. La consiglio!

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  • G

    Mi sono rivolto alla Dott.ssa Pisciali per alcune problematiche che avevo da tempo e che volevo affrontare. Ho trovato una psicologa molto preparata, che con gentilezza e professionalità è riuscita a mettermi completamente a mio agio. Nel corso delle sedute ho riscontrato un beneficio che di volta in volta ha migliorato il mio stato d'animo, portandomi ad analizzare e risolvere la situazione personale. Grazie a lei ora sto molto meglio!

     • Studio Oddo sostegno psicologico  • 

  • T

    La Dott.ssa Nicole Pisciali è una professionista straordinaria: empatica, sincera e sempre attenta. Fin da subito mi sono sentita capita e accolta, senza giudizio. Grazie al suo modo di lavorare mi ha aiutata a ritrovare fiducia in me stessa . È una persona autentica, capace di trasmettere calma e comprensione. La consiglio davvero di cuore a chiunque stia cercando un aiuto sincero e competente.

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 57 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, vivo in una città del nord da 21 anni, insieme a mio marito e 2 splendidi figli adolescenti.
Io e mio marito siamo, di un paesino del sud Italia
io ho una storia familiare non facile, mio padre assente, mia madre anaffettiva, controllante, giudicante
a 23 anni ho conosciuto mio marito, appena la nostra unione è diventata ufficiale, sono caduta in depressione, una brutta depressione che ho curato con farmaci e tanta psicoterapia..alla fine del percorso sono arrivata alla conclusione che per stare bene, dovevo scappare dai miei posti..così ho lasciato il lavoro e sono partita, lui con me...
nella città in cui viviamo sono stata benissimo da subito, ci siamo sistemati, sposati, abbiamo due lavori ottimi e due figli che ci danno grandi soddisfazioni, ci sono comunque delle cose di questa città che mi pesano, la considero non del tutto la mia città...mio marito non si è mai ambientato, infatti dice sempre che quando andrà in pensione trascorreremo periodi giù, dove abbiamo una splendida casa.

Abbiamo sempre paragonato la città in cui viviamo a quella vicina al nostro paese d'origine e sempre detto che la nostra vita ideale sarebbe stata lì, conducendo una vita come quella che facciamo ora ma con meno spese e più svaghi, nei fine settimana avremmo potuto goderci la casa, gli amici e i parenti al paese, complici il clima, il mare, i paesaggi, facendo tutte le cose che ora non facciamo, e avendo anche il supporto dei parenti
circa 10 anni fa abbiamo avuto l'occasione di poter rientrare definitivamente ma erano lavori precari, mio marito voleva tornare a tutti i costi, ma io sono di nuovo caduta in grave depressione, ricurata con farmaci. Abbiamo rinunciato

2 anni fa ennesima occasione, appagante per me, ma stavolta è mio marito a rinunciare, in preda all'ansia

ora io sono stata chiamata a colloquio tra un mese per un posto di lavoro al mio paese, un buon posto di lavoro, ci vorrei andare perchè vedo la vita che vorremmo, vivremo in città, io mi sposterei tutti i giorni in attesa di una destinazione più vicina, i ragazzi sono felici di un eventuale trasferimento, mio marito pure...ma io sono in ansia, dormo male, una volta lì penso che la mia mente vada a rivivere tutto il percorso depressivo della pre-partenza di 21 anni fa, il tutto accentuato dal fatto che non conosco bene la nuova città, temo di non riuscire ad ambientarmi e temo di lasciare ciò che ho perchè, in caso di fallimento, non posso poi tornare sui miei passi

sono cresciuta tanto, caratterialmente, emotivamente, lavorativamente, vorrei riuscire a gestire il tutto ma non so, ho bisogno di un parere

Gentile utente,
dal suo racconto emerge una storia molto intensa, fatta di coraggio, cambiamenti importanti e tanta consapevolezza. Quello che sta vivendo oggi sembra non riguardare soltanto un trasferimento, ma qualcosa di molto più profondo: il confronto tra la vita che ha costruito e una parte della sua storia che sente ancora molto viva dentro di sé.
Per lei il ritorno al Sud non rappresenta solo un luogo, ma anche emozioni contrastanti: il desiderio di sentirsi più vicina alle proprie radici, a una qualità di vita diversa, agli affetti, al mare, ai ricordi belli… ma anche la paura di rivivere il dolore e la depressione che hanno accompagnato quel periodo della sua vita tanti anni fa. È quindi comprensibile che questa opportunità le stia provocando ansia e riattivando vecchie paure.

C’è però un aspetto fondamentale da tenere presente: oggi lei non è più la ragazza di 21 anni fa. In questi anni è cresciuta, ha costruito una famiglia, una stabilità, una carriera e soprattutto ha affrontato un percorso personale importante. All’epoca partire era sembrato quasi necessario per stare bene; oggi invece si trova davanti a una scelta che nasce da desideri, bisogni e consapevolezze molto diversi.
Spesso, quando abbiamo vissuto un periodo di forte sofferenza legato a un determinato momento della vita, la mente tende ad associare automaticamente situazioni simili allo stesso pericolo. È come se una parte di lei pensasse: “Se torno lì, tornerò anche a stare male”. Ma il fatto che oggi senta paura non significa necessariamente che stia facendo la scelta sbagliata. Significa piuttosto che questa decisione tocca aspetti molto profondi della sua storia personale.

Forse, prima ancora di capire quale sia la scelta “giusta”, potrebbe essere utile chiedersi cosa sente davvero oggi, separando il passato dal presente. Non la donna che doveva scappare per sopravvivere emotivamente, ma la donna che è diventata adesso.
Il fatto che suo marito e i suoi figli siano favorevoli può essere una grande risorsa, ma è importante che lei si conceda il diritto di avere paura senza viverla come un segnale di debolezza o come una condanna. A volte l’ansia compare proprio davanti alle decisioni che contano di più per noi.
Credo che affrontare questo momento con il supporto di un professionista potrebbe aiutarla molto, non tanto per decidere se partire o restare, ma per vivere questa scelta con maggiore serenità, senza sentirsi prigioniera dei ricordi del passato.

Le auguro di riuscire ad ascoltare le sue emozioni con delicatezza, ricordandosi che oggi ha molte più risorse di quelle che aveva allora.

Dott.ssa Nicole Pisciali

Buongiorno, a luglio dell'anno scorso ho perso mia madre dopo due anni di lotte, chemioterapie e visite in ospedali di quasi tutta italia.La settimana dopo la scomparsa di mia madre , ho raggiunto la mia ragazza a Roma ma essendo alla ricerca di lavoro ho passato la maggior parte del tempo da solo in casa a cercare di tirarmi su da solo e a mandare curriculum molte volte senza avere neanche risposta. Ho la sensazione perenne di voler fuggire senza una meta , sento tutto troppo pesante e quando ripenso ai momenti passati sento una rabbia schiacciante verso me stesso per non aver fatto di più. Soffro di insonnia e quando spengo la luce mi vengono in mente soltanto gli ultimi tempi con mia madre e specialmente le ultime settimane, dove ho visto mia madre lentamente spegnersi attaccata all'ossigeno e a quel maledetto saturimetro che pian piano scendeva di percentuale. Stordita dai troppi medicinali per il dolore il suo ultimo giorno i medici dell'ambulanza gli hanno somministrato un medicinale per togliergli gli effetti e ho rivisto mia madre riprendere lucidità ahimè nel suo momento peggiore visto che non riusciva a respirare fino a perdere conoscenza e pian piano esalare l'ultimo respiro. Di queste scene non racconto mai a nessuno perchè non voglio che sappiano quanto abbia sofferto alla fine mia madre, di quanto fosse spaventata e di come io non abbia potuto fare niente.
Tra poco sarà quasi un anno ed io non riesco a superare la cosa. Grazie a chi mi leggerà.

Gentile utente,
quello che ha vissuto è stato estremamente doloroso e dalle sue parole emerge non solo il dolore per la perdita di sua madre, ma anche il peso emotivo di aver assistito da vicino alla sua sofferenza fino agli ultimi istanti. Sono immagini molto forti, che spesso restano impresse nella mente in modo quasi traumatico, soprattutto quando si è stati coinvolti emotivamente e si è vissuto tutto con un senso di impotenza.

Il fatto che, a distanza di quasi un anno, quei ricordi siano ancora così vividi non significa che lei sia “debole” o incapace di superare il lutto. A volte, quando una persona cara muore dopo una lunga malattia e si assiste direttamente al declino fisico e agli ultimi momenti di vita, il dolore non riguarda solo l’assenza, ma anche ciò che si è visto e vissuto. La mente può rimanere bloccata su quelle scene, riviverle continuamente, soprattutto di notte o nei momenti di silenzio.

Inoltre, subito dopo la perdita, lei si è trovato anche lontano dal suo ambiente abituale, solo per gran parte del tempo, senza un lavoro stabile e con poche possibilità di condividere davvero quello che stava provando. Probabilmente ha dovuto “tenere tutto dentro” per andare avanti giorno dopo giorno, ma certe emozioni, quando non trovano spazio per essere elaborate, tendono a ripresentarsi con forza.

La rabbia verso sé stesso è molto frequente nei percorsi di lutto, soprattutto quando si è stati caregiver o molto presenti nella malattia. Quasi sempre nasce dall’illusione dolorosa che “si sarebbe potuto fare di più”. Ma dalle sue parole emerge chiaramente quanto lei sia stato presente accanto a sua madre. Essere lì, accompagnarla, non lasciarla sola nella malattia e nella paura, è già stato moltissimo, anche se oggi il senso di impotenza le fa percepire il contrario.

Quello che descrive — insonnia, pensieri intrusivi, immagini persistenti, senso di colpa, bisogno di fuga, fatica a guardare avanti — merita attenzione e ascolto. Non perché ci sia “qualcosa di sbagliato” in lei, ma perché il suo dolore sembra essersi intrecciato anche a una componente traumatica della perdita.

Credo che parlarne in un percorso psicologico potrebbe aiutarla molto, soprattutto con qualcuno che abbia esperienza nell’elaborazione del lutto e del trauma. Non per dimenticare sua madre o cancellare ciò che è successo, ma per fare in modo che quei ricordi smettano lentamente di invaderla e di impedirle di vivere il presente.

Dott.ssa Nicole Pisciali
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