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Esperienze

Sono una psicologa clinica iscritta all’Albo del Veneto (nr. 15124) e lavoro in libera professione presso lo studio di Teolo (PD). Mi occupo principalmente di ansia, stress, disregolazione emotiva, autostima, difficoltà relazionali e adolescenza, integrando strumenti clinici e psicoeducativi.

Nel mio lavoro accompagno adulti e adolescenti nel riconoscimento delle emozioni, nella costruzione di strategie di coping efficaci e nella valorizzazione delle risorse personali. Utilizzo un approccio integrato che include Analisi Transazionale, Compassion Focused Therapy, tecniche di stabilizzazione e regolazione emotiva, con interventi individuali e di gruppo.

Collaboro con scuole, famiglie e cooperative per la realizzazione di progetti psicoeducativi, gruppi sulle emozioni e percorsi life skills rivolti soprattutto agli adolescenti.

Come professionista credo nel valore dell’ascolto, della chiarezza e della collaborazione terapeutica: ogni percorso è costruito in modo personalizzato, rispettando i tempi e la storia della persona.

Mi occupo anche di:

• supporto alla genitorialità

• gestione del burnout

• interventi per disturbi d’ansia e pensieri intrusivi

• potenziamento delle competenze emotive

• stabilizzazione post-traumatica e lavoro sulle risorse

Sono disponibile per consulenze in studio e online.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia giuridica
  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Nicole Pisciali

Via Tiziano Aspetti, 193, Padova 35134

Nuovo studio, stessa attenzione alla persona

Desidero informare i miei pazienti e chi desidera intraprendere un percorso psicologico che a partire dal 02.02.2026 inizierò a ricevere anche presso un nuovo studio.
Si tratta di uno spazio pensato per offrire un ambiente accogliente, riservato e adatto al lavoro psicologico, in continuità con l’approccio e la cura che da sempre guidano la mia pratica.
Ricevo su appuntamento per percorsi di sostegno psicologico rivolti ad adulti e adolescenti.
Per informazioni o per fissare un colloquio conoscitivo è possibile contattarmi tramite MioDottore.
Dott.ssa Nicole Pisciali – Psicologa

15/01/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Colloquio psicologico

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Consulenza psicologica

    60 €

  • Sostegno alla genitorialità

    70 €

Indirizzi (3)

Disponibilità

Telefono

049 798...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Studio Oddo

Via Per Montemerlo 4, Teolo 35037

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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Centro Psicoterapia Padova

Via Tiziano Aspetti, 193, Padova 35134

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  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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12 recensioni

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  • A

    Professionista competente, attenta e molto empatica. Mi sono sentita accolta e ascoltata fin dal primo incontro. Il percorso mi sta aiutando concretamente a comprendere e gestire meglio le mie difficoltà. Consigliata.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

  • D

    Professionista competente ed empatica, mi sono trovato a mio agio. La consiglio!

     • Studio Oddo consulenza psicologica  • 

  • G

    Mi sono rivolto alla Dott.ssa Pisciali per alcune problematiche che avevo da tempo e che volevo affrontare. Ho trovato una psicologa molto preparata, che con gentilezza e professionalità è riuscita a mettermi completamente a mio agio. Nel corso delle sedute ho riscontrato un beneficio che di volta in volta ha migliorato il mio stato d'animo, portandomi ad analizzare e risolvere la situazione personale. Grazie a lei ora sto molto meglio!

     • Studio Oddo sostegno psicologico  • 

  • T

    La Dott.ssa Nicole Pisciali è una professionista straordinaria: empatica, sincera e sempre attenta. Fin da subito mi sono sentita capita e accolta, senza giudizio. Grazie al suo modo di lavorare mi ha aiutata a ritrovare fiducia in me stessa . È una persona autentica, capace di trasmettere calma e comprensione. La consiglio davvero di cuore a chiunque stia cercando un aiuto sincero e competente.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

  • M

    Sono veramente felice di averla incontrata ,
    La consiglio vivamente

     • Altro Altro  • 

  • N

    Molto professionale ,con la sua empatia è stata in grado di capirmi e guidarmi verso un percorso per farmi stare meglio.Grazie Nicole

     • Studio Oddo consulenza psicologica  • 

  • S

    La Dottoressa si è dimostrata una professionista, competente, aperta all'ascolto e al dialogo

     • Studio di consulenza online consulenza online  • 

  • P

    Abbiamo iniziato un percorso con la Dott.ssa con l’obiettivo di migliorare la gestione interna del team e affrontare in modo più consapevole le dinamiche relazionali e organizzative. Sin dal primo incontro, la Dott.ssa ha dimostrato grande professionalità, empatia e una notevole capacità di ascolto attivo.

    Il suo approccio è stato al tempo stesso strutturato e flessibile: ci ha guidati nell’analisi dei punti di forza e delle aree critiche del gruppo, facilitando il confronto e promuovendo una comunicazione più aperta ed efficace tra i membri del team.

    Nonostante siamo solo all’inizio del percorso, abbiamo già notato un impatto positivo sul clima lavorativo: maggiore consapevolezza dei ruoli, più attenzione alle dinamiche emotive e una gestione più serena delle situazioni di stress o confli

     • Studio Oddo consulenza tecnica di parte  • 

  • P

    Ho trovato una capacità di ascolto veramente elevata è una chiarezza nell esporre le argomentazioni molto efficace

     • Studio Oddo consulenza psicologica  • 

  • M

    Ho terminato da poco il mio percorso con la Dottoressa Nicole Pisciali. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata, a mio agio. Ha creato uno spazio sicuro in cui potermi aprire senza giudizio. Grazie al percorso con lei ho imparato a conoscermi meglio e ad affrontare i momenti difficili con più forza e fiducia.

     • Studio Oddo sostegno psicologico  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 19 domande da parte di pazienti di MioDottore

Che tipo di percorso fare per affrontare e risolvere traumi dovuti a più esperienze negative sul lavoro? Buongiorno a tutti, chiedo vivamente consiglio per quanto riguarda una situazione che tende a ripetersi ogni volta che io "cambio lavoro". Cerco di spiegami brevemente, ma in modo completo. È doveroso fare una premessa iniziale: ho sempre avuto difficoltà nei vari lavori che ho svolto fino ad ora, sia a livello relazionale con i colleghi, che a livello pratico/lavorativo. Ho iniziato a lavorare a 19 anni, praticamente subito dopo essermi diplomata, nel 2010. Al tempo ho scelto di non proseguire con gli studi perché nell'aria c'era già la "crisi" economica e ho preferito fare una scelta diversa. Caratterialmente sono una ragazza abbastanza decisa in alcune situazioni, mentre in altre, sono totalmente insicura e timorosa. La mia prima esperienza lavorativa è durata solamente 15 giorni, presso un'azienda di piccole dimensioni che si occupava di sistemi e gestionali per la contabilità. È stata orribile. La moglie del titolare era veramente matta. Mi urlava addosso, mi sgridava mentre ero al telefono con i clienti, non mi veniva spiegato nulla e dovevo arrangiarmi con la pretesa di fare le cose correttamente. Dopo aver assaggiato l'ambiente, ho deciso di andarmene. Orribile. Successivamente ho trovato impiego presso uno studio di commercialisti, ci sono rimasta per 3 anni. Inizialmente andava tutto bene, per i primi 2 anni e mezzo non ho avuto problemi, ero la loro prima impiegata. Successivamente hanno iniziato a richiamarmi ogni 2*3, a "rinchiudermi" nella sala riunioni a subire cazziatoni inenarrabili, dicendomi testualmente queste parole "a volte lavori da 10, altre invece fai degli s*erdoni", venivo trattenuta in quella sala a volte anche per 4 ore su 5, perché avevo un part time orizzontale. Tutto perché pretendevano sempre di più da me, dopo aver chiesto svariate volte di aumentare l'orario lavorativo perché non riuscivo più a gestire la contabilità delle aziende in poche ore, richiesta rifiutata più volte. Mi assegnavano anche la parte fiscale, senza spiegarmi nulla di nulla e pretendevano un lavoro perfetto. Dopo 6 mesi di insulti gratuiti, mail con caratteri da 48pt, ore costretta a subire senza poter replicare, mi hanno costretta a firmare una falsa lettera di dimissioni altrimenti mi avrebbero "referenziata negativamente nei prossimi lavori". Io allucinata. Nel frattempo ero diventata anemica, soffrivo di gastrite e ho rischiato la depressione. Mi ci sono voluti 2 anni prima di rimettermi. Avevo il terrore del mondo del lavoro e non volevo già più saperne a soli 23 anni. Piano piano ci ho riprovato, ma di nuovo sono incappata in un luogo tossico. Dove la responsabile scriveva sui gruppi di WhatsApp anche alle 1 di notte e quando non venivano raggiunti gli obiettivi di vendita, piovevano letteralmente insulti sulle capacità di lavoro. Questa persona era estremamente frustrata, gelosa e spesso arrabbiata se qualche collega osava superarla a livello di numeri. Tutto sommato ho resistito 2 anni e poi ho cambiato di nuovo. Sono entrata a far parte del mondo della telefonia e ne faccio parte da allora, ma anche qui ne ho passate di tutte. All'inizio nel 2019 ho avuto a che fare con un narcisista come responsabile. Mi sono rivolta ad una Psicologa per riuscire a gestire la cosa perché io avevo bisogno di lavorare. Venivo bullizzata sul lavoro, ci ho impiegato un sacco di tempo per imparare perché nessuno aveva la pazienza di insegnarmi come funzionavano le cose. Solo un collega e in fondo è grazie a lui che alla fine ho continuato nel settore. Ho subito violenze verbali di ogni genere (non vali nulla, non sei capace, non fai numeri, ecc...), bullismo vero e proprio, mi venivano date colpe di errori che non avevo commesso io, mi veniva imposto un outfit "ammiccante", di truccarmi, di essere più femminile (nonostante io abbia perfettamente rispettato tutte le regole richieste sull'abbigliamento), non andava mai bene perché dovevo soddisfare le aspettative di chi era il responsabile. Ero costantemente presa in giro. Così durante il Covid ho deciso di lasciare anche quel posto e di passare ai negozi. Beh, la situazione è stata positiva solo appena cominciato. Il resto un disastro. Ho scoperto di aver avuto colleghe gelose, di aver subito alle spalle cattiverie di ogni genere, davanti tutti quanti col sorriso e a dirmi che ero brava e dietro invece me ne combinavano di ogni. A tal punto che la mia assunzione è stata quasi messa a rischio per via di etichette false nei miei confronti. Dopo aver dimostrato le mie capacità e aver lottato disperatamente per togliere queste false etichette e dicerie nei miei confronti ed essermi spinta al massimo del mio meglio, alla fine ho dovuto cedere ed andarmene, perché l'azienda non ha "preso bene" il mio insistere nel chiedere un cambio di contratto verso assunzione diretta, nonostante io abbia dimostrato tutte le competenze e capacità necessarie affinché questo avvenisse. Era il mio primo impiego serio ed ero determinatissima ad ottenere quel contratto, mancava solo uno step, un semplicissimo step, ma nulla. Hanno prevalso quelle etichette iniziali che mi sono state appiccicate ingiustamente. Dopo 5 anni in questa azienda, lascio col cuore a pezzi. In fondo mi piaceva il lavoro, ma l'ambiente era diventato troppo tossico ed estremamente competitivo, dove chi andava avanti non era chi aveva serietà, ma chi era il "cocco" di turno. Amareggiata al massimo abbandono. Da allora è stato un susseguirsi di lavori, che io poi ho sempre lasciato per svariati motivi: problemi di salute a casa, stipendi inadeguati, contratti non propriamente corretti. Ora sono rientrata nel settore da poco, ma vivo la cosa con estrema paura e tensione alle stelle. L'ho sempre vissuta in questo modo. Anche nei precedenti lavori. Ho paura di essere giudicata, di trovare colleghi cattivi, di sbagliare, di non andare bene. Ho paura di prendere qualsiasi iniziativa, di essere troppo lenta ad imparare. Non tollero più che mi si dica qualcosa di negativo. Di fatto sono stremata da questo mondo. Esaurita di forze dopo aver dato anche l'anima nell'esperienza dei 5 anni. Il punto è che: io ho una grande passione per la danza, che mi sta salvando e ne sono anche una insegnante. Ho una famiglia che della danza non ne vuole sapere e che non mi sostiene a riguardo, ma al contrario esige da parte mia un lavoro fisso da 40h a settimana. È stato anche per questo che ho sempre cercato di tenere duro pur subendo. Per non dovermi confrontare con i miei genitori, perché "o obbedisco alle loro regole, o mi minacciano di finire sotto ad un ponte". Loro ormai hanno una certa età, ma sono sicura che questo tipo di atteggiamento nei miei confronti abbia fortemente condizionato la mia esperienza con il lavoro. Ho paura di essere licenziata perché altrimenti me la devo vedere con loro. Ad oggi mi sento in una gabbia piena di paure, per il lavoro, di non andare bene. A casa perché devo stare attenta a tutto e alcune volte sono costretta ad omettere di raccontare certe cose altrimenti "quella incapace sono io", a danza perché devo cercare di mostrare il sorriso sopra a tutto questo. Vorrei essere libera, vivere tutto più serenamente. Che percorso è suggeribile? Vi ringrazio molto e mi scuso per la lunghezza della descrizione.

Buongiorno,
la ringrazio innanzitutto per aver condiviso una storia così articolata e dolorosa: ciò che descrive non riguarda singoli episodi isolati, ma una esposizione prolungata a contesti lavorativi traumatici, caratterizzati da svalutazione, abuso verbale, dinamiche di potere e assenza di tutela. È comprensibile che, dopo esperienze ripetute di questo tipo, oggi il lavoro venga vissuto con paura, ipervigilanza e un forte timore del giudizio.
In questi casi non si parla semplicemente di “stress lavorativo”, ma spesso di esiti relazionali complessi, che possono incidere sull’autostima, sulla fiducia nelle proprie capacità e sulla possibilità di sentirsi al sicuro nei contesti professionali. La tensione costante, la paura di sbagliare, la difficoltà a tollerare feedback negativi e il senso di essere “in gabbia” sono segnali coerenti con questo tipo di vissuto.
Un percorso indicato potrebbe essere una psicoterapia individuale che lavori su più livelli: l’elaborazione delle esperienze vissute, il recupero di un senso di valore personale non legato esclusivamente alla performance, il riconoscimento dei confini e delle dinamiche disfunzionali nei contesti lavorativi, oltre al rapporto tra lavoro, aspettative familiari e bisogni personali.
Il tema della danza, che descrive come risorsa vitale, è un elemento importante del quadro e meriterebbe spazio all’interno di un lavoro terapeutico, così come il rapporto con la famiglia e il peso delle aspettative che sente su di sé.
Rivolgersi a un professionista con cui poter costruire un percorso continuativo potrebbe aiutarla a rimettere ordine in questa complessità e a recuperare maggiore libertà e serenità nelle sue scelte.

Dott.ssa Nicole Pisciali

Salve, sono una ragazza di 25 anni. Ho già scritto qualche giorno fa qui , esponendo la mia volontà e bisogno di terminare una terapia che dura da 4 anni. Alla base della mia scelta c’è la volontà di provare a camminare da sola , mi sento più autonoma e penso di aver acquisito molti strumenti in questi anni. Come mi è stato anche consigliato ne ho parlato in seduta con la mia psicologa esponendole il mio pensiero, e dicendo che secondo il mio punto di vista avremo potuto concludere le sedute di questo mese (altre 3) per fare una valutazione finale insieme di tutto il percorso. Lei mi ha risposto che pensa sia capace di affrontare le situazioni da sola, ma che reputa il tutto molto frettoloso , che non pensa sia adeguato concludere questo mese e che vorrebbe programmare una chiusura nell’arco di alcuni mesi ( da come si è sembrato oltre marzo) . Io mi sono mostrata dubbiosa e non proprio d’accordo, anche se in quella situazione ho avuto difficoltà a esprimermi del tutto perché ci sono rimasta male, e non mi è sembrato di essere nella situazione di scegliere , come se la mia proposta fosse da scartare. Io non reputo necessario proseguire per altri 3 mesi circa , mi sembra una chiusura lunga e non necessaria per come mi sento. Alla prossima seduta vorrei ridire il mio pensiero ma ho un po’ timore..

Buongiorno,
la situazione che descrive è comprensibile: il desiderio di concludere una terapia può nascere proprio da un aumento del senso di autonomia e dalla percezione di aver acquisito strumenti sufficienti per proseguire da soli. Questo, di per sé, è spesso un segnale positivo del lavoro svolto.
Allo stesso tempo, è altrettanto frequente che terapeuta e paziente abbiano tempi di lettura diversi rispetto alla fase di chiusura. La proposta della sua psicologa di pensare a una conclusione più graduale non implica necessariamente una messa in discussione delle sue risorse, ma può riflettere una diversa valutazione clinica del momento o dell’utilità di uno spazio di elaborazione della separazione terapeutica.
Il punto centrale, tuttavia, è che la decisione di proseguire o concludere un percorso resta sempre del paziente. Portare in seduta i suoi dubbi, il dispiacere provato e la sensazione di non essersi sentita pienamente libera di scegliere può essere parte integrante del lavoro stesso e un’occasione importante di chiarificazione. Anche il timore che sente ora merita ascolto e spazio.
Se sente che una chiusura più breve è coerente con il suo stato attuale, può provare a esprimere questo bisogno in modo diretto, mantenendo il confronto sul piano del dialogo con una modalità costruttiva.

Dott.ssa Nicole Pisciali
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