Salve sono una stidentessa di 22 anni. Già da bambina ho avuto degli episodi anomali come il lavar
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Salve sono una stidentessa di 22 anni.
Già da bambina ho avuto degli episodi anomali come il lavarmi costantemente le mani oppure concepire un ambiente così sporco che quando tornavo a casa dovevo lavarmi dalla testa ai piedi senza poi ritoccare gli abiti sporchi indossati.
Dopo i 13 anni tutto è andato bene fino a marzo scorso quando dopo aver intrapreso una relazione hanno iniziato a tormentarmi pensieri del tipo “ lo amo ? Cosa è l’amore ? Come so se lo amo ?” In tutto questo quando ci incontriamo guardo il mio ragazzo e penso “ sto provando amore ???? Sono felice ? “ tuto sembrerebbe Normale se non fosse che questo pensieri mi tormentano la giornata , mi sveglio la notte per pensarci ....
Ho avuto anche un episodio classificato dal centro salute mentale del mio quartiere come attacco di panico.
Spesso quando mi trovo da sola in pubblico come per esempio ad una lezione universitaria mi viene da piangere .
Non so che fare ... è come se cercassi una certezza che di fatto nessuno ha non arrivando a una conclusione, é come se fossi intrappolata in un ciclo che si ripete. Vivo male con l’ansia , mi sento tormentata , distaccata da me stessa e dagli altri .
Cosa posso fare ? Lo so che sarebbe opportuno chiedere aiuto ma mi è difficile chiedere un supporto economico ai miei genitori che non considerano queste cose problematiche da affrontare .
Già da bambina ho avuto degli episodi anomali come il lavarmi costantemente le mani oppure concepire un ambiente così sporco che quando tornavo a casa dovevo lavarmi dalla testa ai piedi senza poi ritoccare gli abiti sporchi indossati.
Dopo i 13 anni tutto è andato bene fino a marzo scorso quando dopo aver intrapreso una relazione hanno iniziato a tormentarmi pensieri del tipo “ lo amo ? Cosa è l’amore ? Come so se lo amo ?” In tutto questo quando ci incontriamo guardo il mio ragazzo e penso “ sto provando amore ???? Sono felice ? “ tuto sembrerebbe Normale se non fosse che questo pensieri mi tormentano la giornata , mi sveglio la notte per pensarci ....
Ho avuto anche un episodio classificato dal centro salute mentale del mio quartiere come attacco di panico.
Spesso quando mi trovo da sola in pubblico come per esempio ad una lezione universitaria mi viene da piangere .
Non so che fare ... è come se cercassi una certezza che di fatto nessuno ha non arrivando a una conclusione, é come se fossi intrappolata in un ciclo che si ripete. Vivo male con l’ansia , mi sento tormentata , distaccata da me stessa e dagli altri .
Cosa posso fare ? Lo so che sarebbe opportuno chiedere aiuto ma mi è difficile chiedere un supporto economico ai miei genitori che non considerano queste cose problematiche da affrontare .
Buongiorno,
come ha scritto, sarebbe opportuno che iniziasse un lavoro psicoterapeutico per gestire l'ansia e il conseguente malessere.
Provi a verificare se nella sua città vi siano Associazioni o studi di psicologia che offrono un servizio a costi calmierati.
Una strategia alternativa per la gestione dell'ansia,ma che andrebbe comunque supportata da un percorso psicoterapeutico, potrebbe essere la mindfulness.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Cordiali saluti
come ha scritto, sarebbe opportuno che iniziasse un lavoro psicoterapeutico per gestire l'ansia e il conseguente malessere.
Provi a verificare se nella sua città vi siano Associazioni o studi di psicologia che offrono un servizio a costi calmierati.
Una strategia alternativa per la gestione dell'ansia,ma che andrebbe comunque supportata da un percorso psicoterapeutico, potrebbe essere la mindfulness.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Cordiali saluti
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I pensieri ossessivi, pensare in modo constante a qualcosa senza riuscire ad arrivare a nessuna conclusione, sono fonte di sofferenza e di grande disagio. Quando poi queste elucubrazioni occupano uno spazio importante del tempo e delle energie, impedendo anche il sonno, è evidente la necessità di farsi aiutare da uno psicoterapeuta. Purtroppo, per molte persone il disagio emotivo, viene considerato come qualcosa di poco significativo da non prendere in seria considerazione come invece si farebbe per un sintomo fisico riconoscibile.
La sofferenza psichica è invece una situazione importante che deve essere ascoltata e rispettata.
La sofferenza psichica è invece una situazione importante che deve essere ascoltata e rispettata.
Buongiorno, mi sembra di capire che ciò che la tormenta sia il dubbio. Cosí come da bambina lavava spesso le mani per avere la certezza che fossero realmente pulite senza raggiungerla mai, ora il dubbio riguarda la veridicitá dell'amore per il suo compagno. Considerando che i primi episodi di disagio sono occorsi giá nell'infanzia e che l'ansia, nelle sue diverse manifestazioni continua ad accompagnarla, credo che intervenire al più presto sia la scelta migliore. Potrebbe rivolgersi ad un servizio pubblico o cercare un professionista non troppo costoso. In questo caso le consiglio un terapeuta EMDR: é possibile che ci sia qualcosa di molto profondo che non è stato adeguatamente elaborato ed integrato. I farmaci possono essere un modo economico di tamponare il disturbo, poiché molti sono acquistabili con ricetta rossa, ma se non vorrá prenderli sempre le consiglio di affrontare il problema alla radice. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.
Buonasera, la consapevolezza di aver bisogno di un supporto è un buon punto di partenza per la gestione del problema. Non ho informazioni sulla sua famiglia, ma fossi in lei proverei a parlare a cuore aperto con i suoi genitori comunicando il suo malessere, anche se ha la percezione che non verrà ascoltata. A volte i genitori, di fronte alle sofferenze dei figli, possono mutare le loro convinzioni. In ogni caso, provi a chiedere supporto al CSM in cui le hanno diagnosticato l'attacco di panico, dovrebbero disporre di psicologi e psicoterapeuti gratuitamente. Le consiglio anche di provare corsi di mindfulness o training autogeno di gruppo, gestiti da professionisti qualificati e competenti, che le permetterebbero di abbattere i costi. Dato che il problema ha radici profonde la soluzione ideale è sicuramente una psicoterapia individuale, che le auguro di trovare il modo di intraprendere.
Saluti, Francesca
Saluti, Francesca
Buongiorno, per i dubbi ossessivi, l'ansia e la tristezza potrebbe rivolgersi al CSM, dove potrà essere presa in carico da specialisti competenti.
La saluto cordialmente, Maurizio Luppi.
La saluto cordialmente, Maurizio Luppi.
Buongiorno. Il suo vissuto appare lucido e sofferto allo stesso tempo. È possibile che la costante del dubbio e della scelta giusta, così come la possibilità di sperimentare anche la scelta sbagliata sapendo che si può sempre rimediare, siano i nuclei sottostanti al sintomo. Tuttavia se continua così rischia di perpetrare un copione maladattivo. Come già suggerito si confidi con i suoi familiari, spiegando esattamente il suo malessere. Ciò rappresenterebbe intanto un modo per uscire da una situazione bloccata. Inoltre in molti atenei sono attivi dei centri di counselling psicologico per gli studenti. Provi a verificare in zona, così come presso i consultori familiari della ASL è possibile avere dei cicli gratuiti di psicoterapia
Come suggerito dai colleghi è importante un aiuto professionale che può richiedere al servizio pubblico oppure in università, se il suo ateneo offre questo servizio.
Perché ha paura a chiedere ai genitori un supporto economico? Nella sua facoltà non è presente la possibilità di venire retribuiti facendo piccole mansioni (150h)? Può fare lei dei piccoli lavoretti?
Buona giornata
Dott.ssa Elisa Fedriga
Perché ha paura a chiedere ai genitori un supporto economico? Nella sua facoltà non è presente la possibilità di venire retribuiti facendo piccole mansioni (150h)? Può fare lei dei piccoli lavoretti?
Buona giornata
Dott.ssa Elisa Fedriga
Salve, il passo che l'aspetta è prendersi cura del suo benessere, questo vuol dire tentare di comunicare con i suoi genitori per far capire il suo malessere e far sì che loro possano venirti incontro o cercare alternative per potersi far dare una mano (lavori, risparmiare, chiedere a servizi pubblici come Asl, cercare centri di solidarietà nella sua zona). E' la sua prima sfida personale, il suo primo passo, sta a lei provarci.
Buonasera,
quello che lei dice è effettivamente il primo passo per cominciare a prendersi cura di sé: intraprendere un percorso psicoterapico la aiuterà a comprendere meglio la natura della sua ansia e dunque a poterla gradualmente ridurre, potendo notevolmente migliorare la qualità della sua vita e delle relazioni interpersonali.
Esistono molti professionisti che aderiscono ad associazioni o enti che offrono servizi di psicoterapia a costi ridotti o compatibili con il valore isee del richiedente, provi a cercare nella sua zona.
Se invece preferisce, posso indicare anche io dei riferimenti se mi dice in che zona vive.
Si ricordi che il primo passo per il proprio benessere è proprio decidere di stare bene, dunque, chiedendo aiuto in un momento di difficoltà.
Un caro augurio.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
quello che lei dice è effettivamente il primo passo per cominciare a prendersi cura di sé: intraprendere un percorso psicoterapico la aiuterà a comprendere meglio la natura della sua ansia e dunque a poterla gradualmente ridurre, potendo notevolmente migliorare la qualità della sua vita e delle relazioni interpersonali.
Esistono molti professionisti che aderiscono ad associazioni o enti che offrono servizi di psicoterapia a costi ridotti o compatibili con il valore isee del richiedente, provi a cercare nella sua zona.
Se invece preferisce, posso indicare anche io dei riferimenti se mi dice in che zona vive.
Si ricordi che il primo passo per il proprio benessere è proprio decidere di stare bene, dunque, chiedendo aiuto in un momento di difficoltà.
Un caro augurio.
Dott.ssa Elisabetta Giuli
Gentile signorina,
è molto positivo il fatto che lei si renda conto di vivere un disagio. Ha descritto in modo consapevole gli episodi della sua vita che le creano ansia e sofferenza; per questo motivo ritengo che potrebbe aiutarla un percorso di psicoterapia, effettuato magari presso il centro di salute mentale da lei menzionato. Temo che le manchi qualcuno a cui appoggiarsi veramente e che ascolti il suo dolore... Rimango quindi a disposizione per rispondere ad ogni sua domanda. Cordiali saluti.
Cecilia Bertagna
è molto positivo il fatto che lei si renda conto di vivere un disagio. Ha descritto in modo consapevole gli episodi della sua vita che le creano ansia e sofferenza; per questo motivo ritengo che potrebbe aiutarla un percorso di psicoterapia, effettuato magari presso il centro di salute mentale da lei menzionato. Temo che le manchi qualcuno a cui appoggiarsi veramente e che ascolti il suo dolore... Rimango quindi a disposizione per rispondere ad ogni sua domanda. Cordiali saluti.
Cecilia Bertagna
Salve. di certo le suggerisco anche io di trovare un supporto psicologico. si faccia aiutare a riprendere il filo interrotto della sua vita. troverà certamente sollievo. Le faccio in caloroso augurio di risolvere al meglio i suoi problemi. Cordiali Saluti. Dottor Grilli
Buongiorno,
è stato un viaggio la lettura della sua richiesta di aiuto, il dubbio e la paura sembrano il filo conduttore, mi ha molto emozionato leggere la sua evoluzione e il suo cambiamento, immagino quante cose nuove si stia vivendo con la relazione. Sottoscrivo quanto detto dai colleghi, si trovano sempre soluzioni, per questo le consiglio di parlare con i suoi genitori se se la sente oppure di informarsi sia preso l'università che frequenta, sia presso le facoltà di psicologia che centri di salute mentale in modo da poter trovare al prezzo del ticket una buona accoglienza e partire dalla sua consapevolezza per costruire un percorso di ben-essere evitando che tali comportamenti possano cronicizzarsi. Le faccio i miei migliori auguri Mara
è stato un viaggio la lettura della sua richiesta di aiuto, il dubbio e la paura sembrano il filo conduttore, mi ha molto emozionato leggere la sua evoluzione e il suo cambiamento, immagino quante cose nuove si stia vivendo con la relazione. Sottoscrivo quanto detto dai colleghi, si trovano sempre soluzioni, per questo le consiglio di parlare con i suoi genitori se se la sente oppure di informarsi sia preso l'università che frequenta, sia presso le facoltà di psicologia che centri di salute mentale in modo da poter trovare al prezzo del ticket una buona accoglienza e partire dalla sua consapevolezza per costruire un percorso di ben-essere evitando che tali comportamenti possano cronicizzarsi. Le faccio i miei migliori auguri Mara
Salve, nella sua domanda si percepisce quanto è cosciente dei suoi disturbi e di quanto desidera risolverli e progredire. Deve acquistare coraggio e decidere di provvedere da sola, come scrive nella sua domanda non riesce a comunicare con i suoi genitori che non considerano i suoi problemi psicologici importanti. Lei è una studentessa universitaria, non le sarà difficile trovare un piccolo lavoro ad esempio dare delle ripetizioni, così da poter eseguire delle sedute di psicoterapie con una terapia EMDR che lavora sui traumi del passato partendo dal suo disagio di oggi, le auguro di trovare un valido aiuto, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli
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Buonasera, l'ansia che prova le porta continui pensieri e comportamenti ad essi associati, che la chiudono in un circolo vizioso che molto ben descrive.
Immagino anche che affrontare queste ansie possa far paura ma puo' farcela. Provi a chiedere al consultorio o al csm del suo quartiere.
MM
Immagino anche che affrontare queste ansie possa far paura ma puo' farcela. Provi a chiedere al consultorio o al csm del suo quartiere.
MM
Salve, come lei stessa comprende, è necessario un supporto psicoterapico che la metta in condizioni di condurre la vita senza farsi sopraffare dal dubbio. Veda se nella sua città ci sono associazioni che offrono prezzi più bassi del privato tout court, in caso negativo si rivolga al Csm.
In bocca al lupo
Marta Calderaro
In bocca al lupo
Marta Calderaro
Buongiorno,
da quello che descrive sembra trattarsi di sintomatologia ossessiva-compulsiva. L'indicazione è psicoterapia cognitivo comportamentale.
Contatti uno psicologo esperto in questi casi.
dott Tealdi
da quello che descrive sembra trattarsi di sintomatologia ossessiva-compulsiva. L'indicazione è psicoterapia cognitivo comportamentale.
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Ciao da quello che racconti sembrerebbe che ti trovi nel circolo vizioso del DOC. Ovviamente la questione va approfondita. Prova a andare al centro di salute mentale del tuo paese e richiedi una psicoterapia. Sicuramente insieme a un supporto farmacologico le cose andranno meglio.
Ti lascio i miei saluti
Salvatore De Costanzo
Ti lascio i miei saluti
Salvatore De Costanzo
Gentile utente, la situazione di cui parla sembra effettivamente rimandare a una sorta di "circolo vizioso", come lei lo definisce, caratterizzato da pensieri e azioni ricorrenti e da lei vissuti come estranei. Concordo con i colleghi sulla possibilità di valutare i servizi psicologici offerti dal servizio pubblico della sua zona (CPS in Lombardia, Consultori o servizi psicologici di ateneo per gli studenti). Rispetto alla sua condizione attuale di malessere, la consapevolezza rispetto alle sue difficoltà e il fatto di aver trascorso lunghi periodi in assenza di sintomi significativi costituiscono elementi prognostici favorevoli rispetto alla possibilità di un cambiamento positivo e stabile, in seguito a un intervento psicoterapeutico. Cordiali saluti, Dott.ssa Salustri
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Spesso questi pensieri ripetitivi sono legato a qualcosa di profondo, è probabile che le nuove situazioni riattivino in noi dei modi arcaici di difendersi da qualcosa che non è visibile ad occhio nudo e che si maschera nella normalità.fa male pensare di ritornare sui nostri paesi ma non è raro che le relazioni ci servano per lavorare ulteriormente su di noi, serve per farci scoprire ulteriore felicità e superare definitivamente gli ostacoli. Credo che forse in consulto per sondare la situazione sia necessario, le auguro il meglio
Salve signorina, ci sono le alternative ad uno specialista privato. Sono certo che presso l'asl potrà trovare un valido aiuto.
Saluti
Saluti
Buongiorno, a mio avviso queste manifestazioni rappresentano dei campanelli di allarme; la sua consapevolezza sull'importanza di chiedere supporto l'aiuterà ad affrontare questo momento e a superarlo affidandosi ad uno specialista.
Gentile Studentessa, il disagio di cui è portatrice meriterebbe uno spazio in cui poter essere accolto e compreso al fine di poterle permettere di viversi al meglio la sua giovane età e le relazioni. Afferma che tale disturbo ha origine nell'infanzia, forse già all'epoca una parte di lei chiedeva aiuto ma non è stata compresa .. Provi a vedere se presso il suo Ateneo è presente un Centro di Consultazione Psicologica per studenti universitari , li potrebbe fare dei colloqui ed eventualmente una psicoterapia gratuitamente. Resto a disposizione per ulteriori info. Saluti. Dr.ssa Miraglia
Nella vita è normale avere dei comportamenti scaramantici: pensiamo, per esempio, a quando durante una partita della nostra squadra del cuore portiamo con noi qualche oggetto che ci porti fortuna. Allo stesso modo, è normale anche avere dei pensieri intrusivi in determinati luoghi: qualche immagine buffa o terribile senza ben capire “perché” stiamo pensando questo.
Quando questi pensieri e questi comportamenti rubano molto tempo, fanno provare emozioni negative, stress, ed inficiano la qualità della vita, possono diventare però un problema. Le ossessioni e le compulsioni, nonostante la loro costanza e la loro pesantezza possono essere affrontate. Ci vuole tempo, ci vuole impegno e
possono esserci delle ricadute. Ma con il giusto supporto si riesce a gestirle. Cerchi un servizio di supporto psicologico nel suo ateneo, o nella sua città, e chieda consiglio al suo medico curante. Resto a disposizione e in bocca al lupo!
Quando questi pensieri e questi comportamenti rubano molto tempo, fanno provare emozioni negative, stress, ed inficiano la qualità della vita, possono diventare però un problema. Le ossessioni e le compulsioni, nonostante la loro costanza e la loro pesantezza possono essere affrontate. Ci vuole tempo, ci vuole impegno e
possono esserci delle ricadute. Ma con il giusto supporto si riesce a gestirle. Cerchi un servizio di supporto psicologico nel suo ateneo, o nella sua città, e chieda consiglio al suo medico curante. Resto a disposizione e in bocca al lupo!
Tutto ciò che rende la nostra vita invalidante rappresenta problematiche da dover affrontare. Sicuramente le potrà essere di aiuto un percorso terapeutico, che può svolgere anche al csm della sua asl di appartenenza, dove può trovare professionisti in gamba a costi agevolati.
Buongiorno, posso immaginare la difficoltà che prova quando le sorgono questi continui dubbi. Sono sicuro che se si rivolgesse a uno psicoterapeuta potrebbe trarne giovamento. Per quanto capisca le difficoltà economiche, credo che faccia assolutamente bene a parlarne con i suoi genitori. Se proprio non riuscisse ad avere il supporto economico potrebbe rivolgersi ai servizi di psicoterapia dell'ASL del suo quartiere.
Salve , capisco la difficoltà di chiedere aiuto ai suoi genitori ma non credo che questa sia l'unica soluzione possibile, esistono altre strade.
Da quanto scritto si percepisce la difficoltà che lei ha con il "sentire", quindi con ciò che lei percepisce a livello corporeo ed emotivo.
Tutto questo non le permette di definire i concetti da lei prima elencati , amore , come so se lo amo? io amo?.
Per rispondere a queste domande bisogna imparare a comprendere ciò che emerge a livello corporeo.
Per raggiungere questo obbiettivo le consiglio un approccio integrato.
I sintomi ossessivi che ha avuto a 13 anni possono sia confermare quanto sopra descritto ma anche essere portatori di altri significati da comprendere durante un percorso di psicoterapia.
Da quanto scritto si percepisce la difficoltà che lei ha con il "sentire", quindi con ciò che lei percepisce a livello corporeo ed emotivo.
Tutto questo non le permette di definire i concetti da lei prima elencati , amore , come so se lo amo? io amo?.
Per rispondere a queste domande bisogna imparare a comprendere ciò che emerge a livello corporeo.
Per raggiungere questo obbiettivo le consiglio un approccio integrato.
I sintomi ossessivi che ha avuto a 13 anni possono sia confermare quanto sopra descritto ma anche essere portatori di altri significati da comprendere durante un percorso di psicoterapia.
Buongiorno,
faccia richiesta del Bonus Psicologico cosi da attenuare le spese di una psicoterapia che le consiglio. In bocca al lupo!
faccia richiesta del Bonus Psicologico cosi da attenuare le spese di una psicoterapia che le consiglio. In bocca al lupo!
Mi dispiace molto sentire che stai attraversando un periodo così difficile.
È importante che tu sappia che non sei sola e che ci sono modi per gestire questi sentimenti e pensieri.
Comprendo che le preoccupazioni siano accentuate dal fatto che è difficile chiedere supporto ai tuoi genitori. In questa fase puoi valutare la possibilità di rivolgerti al servizio pubblico o servizi di consulenza universitaria e magari fare richiesta per il bonus psicologo.
In bocca al lupo!
È importante che tu sappia che non sei sola e che ci sono modi per gestire questi sentimenti e pensieri.
Comprendo che le preoccupazioni siano accentuate dal fatto che è difficile chiedere supporto ai tuoi genitori. In questa fase puoi valutare la possibilità di rivolgerti al servizio pubblico o servizi di consulenza universitaria e magari fare richiesta per il bonus psicologo.
In bocca al lupo!
Gentile utente, grazie per aver condiviso le sue emozioni. La sintomatologia che lei descrive, ansiosa e di panico, richiede a mio avviso uno spazio terapeutico adeguato in cui si possa riflettere, comprenderla e imparare a gestirla. Se per lei è onerosa una consulenza psicologica, le consiglio di recarsi presso la sua Asl di riferimento, c'è per esempio il consultorio che potrebbe darle gratuitamente un supporto adeguato, così come molte associazioni di volontariato territoriali. Resto a disposizione per qualsiasi riflessione, dott.ssa Amelia Capezio
Salve, in merito alle difficoltà che ha riferito nel messaggio volevo informarla che per i residenti in Campania da febbraio 2024 è attivo il servizio pubblico di Psicologia di Base presso il distretto sanitario dell'ASL di appartenenza. E' un servizio di consulenza, sostegno psicologico e presa in carico assolutamente gratuito e vi si accede tramite apposita scheda compilata dal medico di famiglia. Spero di esserle stata di aiuto
Resto a sua disposizione per qualsiasi info
Cari saluti
Dott.ssa Tiziana Amalfi
Resto a sua disposizione per qualsiasi info
Cari saluti
Dott.ssa Tiziana Amalfi
Gentilissima, penso sia arrivato il momento di dedicarsi ad un approfondimento della sua condizione. Nulla di irrisolvibile ma ci vuole un pò di coraggio e uno/a psicoterapeuta che le permetterà di capire le cause dei suoi problemi e trovare delle valide strategie di intervento. Cordialmente, dr. Davide Cinotti
Gentile utente,
dal suo racconto emerge grande lucidità e consapevolezza della storia di sofferenza che si porta dietro, e forse anche il desiderio di prendersene cura. Potrebbe essere molto importante intraprendere un percorso di psicoterapia, supportata o meno dai suoi genitori con i quali prima o poi potrà decidere se affrontare o meno l'argomento della sua sofferenza.
La ricerca di un lavoro anche saltuario o part-time potrebbe consentirle di intraprendere un percorso, considerata anche la presenza di centri clinici o associazioni che svolgono psicoterapia a tariffe calmierate.
Anche sulla piattaforma in questione può trovare psicologi che offrono percorsi a tariffe agevolate per adolescenti e giovani adulti, io stessa prevedo questa possibilità.
Resto disponibile per qualsiasi chiarimento. Le mando un forte in bocca al lupo!
dal suo racconto emerge grande lucidità e consapevolezza della storia di sofferenza che si porta dietro, e forse anche il desiderio di prendersene cura. Potrebbe essere molto importante intraprendere un percorso di psicoterapia, supportata o meno dai suoi genitori con i quali prima o poi potrà decidere se affrontare o meno l'argomento della sua sofferenza.
La ricerca di un lavoro anche saltuario o part-time potrebbe consentirle di intraprendere un percorso, considerata anche la presenza di centri clinici o associazioni che svolgono psicoterapia a tariffe calmierate.
Anche sulla piattaforma in questione può trovare psicologi che offrono percorsi a tariffe agevolate per adolescenti e giovani adulti, io stessa prevedo questa possibilità.
Resto disponibile per qualsiasi chiarimento. Le mando un forte in bocca al lupo!
Buongiorno, da quanto racconta un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla ad elaborare le sue paure aiutandola a comprendere le sue dinamiche e cosa alimenta le sue insicurezze. Per le difficoltà economiche che presenta potrebbe in qualche modo ovviarle facendo richiesta di un percorso verso il servizio pubblico, dove i costi sono molto contenuti rispetto ad un percorso con un professionista privato.
Grazie per aver condiviso la tua storia con tanta apertura. Capisco quanto possa essere difficile affrontare queste situazioni, soprattutto quando ci si sente intrappolati in dei circoli ripetitivi di pensieri e ansie. Un piccolo palliativo potrebbe essere quello di tenere un diario può aiutarti a esprimere e a organizzare i tuoi pensieri, riducendo l'ansia che provi. Chiedere aiuto è un segno di forza, non di debolezza. Non sei sola in questo percorso e ci sono molte risorse disponibili per aiutarti. Se hai bisogno di un supporto o ti intraprendere un percorso, non esitare a chiedere.
Salve. Sembrerebbe che da un bel po' di tempo lei si senta sola a fronteggiare le sue paure, e che questo accada fin da ragazzina, anche quando la giovane età avrebbe potuto farla sentire in diritto di chiedere aiuto ai suoi genitori! Pensieri paranoici ed ossessivi, intrusivi e continui continuano a renderle la vita non facile, soprattutto in un periodo , come quello universitario, in cui deve potersi dedicare alla sua formazione e la realizzazione personale senza difficoltà aggiuntive!
E' vero che un percorso di psicoterapia è costoso ed impegnativo, ma è altrettanto vero che può provare a chiedere aiuto ai suoi genitori chiedendo di supportarla nell'affrontare queste difficoltà. Potrebbe, inoltre, parlare con il suo medico di base (anche in autonomia perché maggiorenne) in modo da rivolgersi ai servizi territoriali, sia per una visita psichiatrica che per un percorso di psicoterapia, pagando il ticket per entrambi gli interventi. Così potrebbe, accompagnata e sostenuta dalla sua famiglia, iniziare ad occuparsi di sé, con spese accessibili.
Non sottovaluti la sua salute e il diritto di essere felice, tanto meno la possibilità che i suoi genitori possano essere più comprensivi di quanto immagina. Saluti.
E' vero che un percorso di psicoterapia è costoso ed impegnativo, ma è altrettanto vero che può provare a chiedere aiuto ai suoi genitori chiedendo di supportarla nell'affrontare queste difficoltà. Potrebbe, inoltre, parlare con il suo medico di base (anche in autonomia perché maggiorenne) in modo da rivolgersi ai servizi territoriali, sia per una visita psichiatrica che per un percorso di psicoterapia, pagando il ticket per entrambi gli interventi. Così potrebbe, accompagnata e sostenuta dalla sua famiglia, iniziare ad occuparsi di sé, con spese accessibili.
Non sottovaluti la sua salute e il diritto di essere felice, tanto meno la possibilità che i suoi genitori possano essere più comprensivi di quanto immagina. Saluti.
Gentilissima, la ringrazio per la sua condivisione. Mi dispiace molto per ciò che sta vivendo. Le consiglierei di intraprendere un percorso facendo riferimento al Centro di Salute Mentale di sua appartenenza, così da non gravare eccessivamente sulla situazione economica familiare, che possa aiutarla a gestire al meglio ed approfondire le cause delle sue difficoltà.
Cordiali saluti. Dott.ssa Di Gennaro Laura
Cordiali saluti. Dott.ssa Di Gennaro Laura
concordo con i colleghi
Buongiorno carissima utente, capisco quanto tu possa sentirti confusa da questi pensieri e sensazioni. È normale provare ansia e dubbi soprattutto all’inizio di una relazione, però il fatto che questi pensieri ti tormentino da più tempo e ti impediscono di vivere serenamente è un segnale che qualcosa non va. Un punto di forza a tuo favore è stato chiedere aiuto con questo messaggio, datti la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia e per il supporto economico ti consiglio di parlarne con i tuoi genitori e spiegargli chiaramente come ti senti e quanto questi pensieri ti stanno condizionando la vita, potrebbero essere più comprensivi di quanto pensi. Resto a disposizione per qualsiasi informazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, dott.ssa Cristina Sinno.
Gentile utente mi sembra la sua una sintomatologia ansiosa importante. E' necessario che lei esegua una visita psichiatrica. Può prendere spunto da questa risposta alla sua domanda per parlarne con i suoi genitori.
Ciao, prima di tutto ti ringrazio per aver condiviso con me i tuoi pensieri e la tua situazione. Ciò che stai vivendo è difficile, ma è possibile affrontarlo. Non c'è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto quando ne senti il bisogno. Comprendo come la problematica economica per te sia un ostacolo, puoi provare a rivolgerti a qualche ente pubblico o chiedere a professionisti delle soluzioni più congeniali alle tue possibilità. Spero di esserti stata d'aiuto.
Leggendo le tue parole, immagino quanto possa essere difficile convivere con questi pensieri che sembrano non darti tregua, rendendo faticose anche le esperienze che dovrebbero portarti serenità. La sensazione di essere intrappolata in un ciclo di dubbi e incertezze può essere davvero logorante, soprattutto quando l’ansia diventa una compagna costante nelle tue giornate. È importante sapere che non sei sola in questo e che il bisogno di trovare una certezza assoluta è qualcosa che molte persone sperimentano, soprattutto quando l’ansia prende il sopravvento. Il fatto che tu abbia già riconosciuto questa difficoltà e stia cercando risposte è un primo passo fondamentale. Rivolgersi a un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per esplorare questi pensieri e comprendere cosa li alimenta, aiutandoti a ritrovare un senso di equilibrio. Capisco che la questione economica possa rappresentare un ostacolo, ma esistono servizi accessibili, come quelli offerti da consultori, associazioni o sportelli universitari, che potrebbero fornirti il supporto di cui hai bisogno. Meriti di sentirti meglio e di poter vivere le tue esperienze con maggiore serenità. Se vuoi, possiamo provare a individuare insieme qualche risorsa che possa esserti utile. Ti abbraccio
Salve. Ho letto attentamente il racconto.
Come hai già detto tu è necessario seguire un percorso terapeutico per comprendere il significato dei tuoi stessi tormenti. La soluzione c'è ma va applicata sotto guida di un dottore.
Nel frattempo puoi provare a fare attenzione alle sensazioni corporee e verificare quanTo ti senta viva.
Come hai già detto tu è necessario seguire un percorso terapeutico per comprendere il significato dei tuoi stessi tormenti. La soluzione c'è ma va applicata sotto guida di un dottore.
Nel frattempo puoi provare a fare attenzione alle sensazioni corporee e verificare quanTo ti senta viva.
Cara studentessa,
le tue parole sono come un filo teso tra passato e presente, e chi legge può sentire chiaramente la fatica che fai ogni giorno nel convivere con una mente che non si spegne mai.
La tua storia racconta qualcosa di molto comune ma poco nominato: quando la mente diventa una gabbia, invece che un luogo sicuro. Ti interroghi sull’amore, ma più ancora ti interroghi su te stessa, sul senso di ciò che provi, sulla legittimità delle emozioni. E quando non trovi una risposta definitiva, l’ansia si insinua, la paura cresce e il corpo reagisce: insonnia, pianto improvviso, attacchi di panico, sensazione di estraneità.
Quello che descrivi ha un nome: si chiama dubbio ossessivo, ed è una forma di sofferenza interiore che spesso colpisce le persone molto sensibili, riflessive, attente. Non è “fissazione”, non è debolezza, e soprattutto non è colpa tua.
Non sapere con certezza se si ama è normale. Ma quando la ricerca di una risposta diventa tormento, non siamo più nel campo del sentimento, ma in quello dell’ansia.
Il bisogno di lavarsi, di sentirsi “pulita” da bambina, e ora il bisogno di sentirti “sicura” nei sentimenti, sembrano due facce della stessa richiesta profonda: sentirti a posto, libera da minacce invisibili.
La tua mente chiede certezze, ma il cuore non funziona così: l’amore non si verifica, si vive.
E se ti senti lontana da te stessa, persa nei pensieri, bloccata in pubblico… non sei fragile: stai solo portando addosso un peso che non va portato da sola.
Mi colpisce molto anche la tua sincerità nel dire: “So che sarebbe opportuno chiedere aiuto, ma non so come parlarne con i miei.” È una verità che vivono in tanti. Ma sappi che esistono percorsi pensati anche per chi ha difficoltà economiche, servizi pubblici e privati accessibili, e che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.
Forse sei già molto più pronta di quanto pensi. Il primo passo lo hai fatto: hai scritto, hai dato voce, hai chiesto. Questo è il contrario dell’evitamento: è un gesto che parla della parte sana e forte di te.
Se un giorno vorrai confrontarti con qualcuno che possa accompagnarti in questo percorso, sarò qui, con uno sguardo serio e rispettoso, a camminare al tuo fianco.
Un caro saluto
le tue parole sono come un filo teso tra passato e presente, e chi legge può sentire chiaramente la fatica che fai ogni giorno nel convivere con una mente che non si spegne mai.
La tua storia racconta qualcosa di molto comune ma poco nominato: quando la mente diventa una gabbia, invece che un luogo sicuro. Ti interroghi sull’amore, ma più ancora ti interroghi su te stessa, sul senso di ciò che provi, sulla legittimità delle emozioni. E quando non trovi una risposta definitiva, l’ansia si insinua, la paura cresce e il corpo reagisce: insonnia, pianto improvviso, attacchi di panico, sensazione di estraneità.
Quello che descrivi ha un nome: si chiama dubbio ossessivo, ed è una forma di sofferenza interiore che spesso colpisce le persone molto sensibili, riflessive, attente. Non è “fissazione”, non è debolezza, e soprattutto non è colpa tua.
Non sapere con certezza se si ama è normale. Ma quando la ricerca di una risposta diventa tormento, non siamo più nel campo del sentimento, ma in quello dell’ansia.
Il bisogno di lavarsi, di sentirsi “pulita” da bambina, e ora il bisogno di sentirti “sicura” nei sentimenti, sembrano due facce della stessa richiesta profonda: sentirti a posto, libera da minacce invisibili.
La tua mente chiede certezze, ma il cuore non funziona così: l’amore non si verifica, si vive.
E se ti senti lontana da te stessa, persa nei pensieri, bloccata in pubblico… non sei fragile: stai solo portando addosso un peso che non va portato da sola.
Mi colpisce molto anche la tua sincerità nel dire: “So che sarebbe opportuno chiedere aiuto, ma non so come parlarne con i miei.” È una verità che vivono in tanti. Ma sappi che esistono percorsi pensati anche per chi ha difficoltà economiche, servizi pubblici e privati accessibili, e che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza.
Forse sei già molto più pronta di quanto pensi. Il primo passo lo hai fatto: hai scritto, hai dato voce, hai chiesto. Questo è il contrario dell’evitamento: è un gesto che parla della parte sana e forte di te.
Se un giorno vorrai confrontarti con qualcuno che possa accompagnarti in questo percorso, sarò qui, con uno sguardo serio e rispettoso, a camminare al tuo fianco.
Un caro saluto
Gentile paziente, sicuramente, da quello che racconta, l'ansia compromette la qualità delle sue esperienze, relazionali e non. Con il giusto supporto, i sintomi possono essere gestiti con un indice di sofferenza minore, comprendendone la natura e il significato. Inoltre la letteratura scientifica evidenzia come, attraverso la mindfulness e pratiche meditative, si possa imparare a controllare il flusso di pensieri, riportandosi nel qui ed ora. Sicuramente io la invito a riflettere sulla resistenza di chiedere aiuto: a volte mette in una posizione scomoda, ma per la propria salute può valerne la pena! Resto a disposizione.
Cara studentessa,
le tue parole disegnano con precisione il volto di un disagio che non è affatto lieve, e che merita ascolto, tempo e uno spazio sicuro in cui poter essere guardato. C’è un dolore nella tua esperienza che non può essere minimizzato solo perché “non si vede”. Lo stai raccontando con coraggio, e questo è già un primo gesto di cura: provare a dare forma, seppur con esitazione, a qualcosa che da tempo ti abita e ti affatica.
I pensieri che descrivi – assillanti, ripetitivi, legati al bisogno di certezza – non sono semplici dubbi esistenziali: hanno la forma di una vera e propria coazione. Come se la mente, per difendersi da qualcosa di più profondo o minaccioso, cercasse disperatamente un appiglio, una verità granitica… che però non arriva. E così si resta prigionieri di un interrogarsi che diventa una tortura. Anche quando riguarda qualcosa di bello, come l’amore.
Questo meccanismo – il bisogno di controllo, la paura della contaminazione, l’ansia che esplode nei momenti di solitudine – racconta di un’organizzazione psichica che, per quanto dolorosa, ha una sua logica interna. È qualcosa che si è strutturato nel tempo, forse molto presto, per contenere l’angoscia. Ma oggi ti chiede troppo, ti stanca, ti isola.
Dici di aver avuto un attacco di panico, di svegliarti la notte, di sentirti distante dagli altri e da te stessa. Non ignorare questi segnali. Non è colpa tua se ti senti così. Ma è tua la possibilità, il diritto e anche la responsabilità di cercare uno spazio dove cominciare a guardare da vicino quello che ti accade.
Come tu stessa hai già sperimentato, esistono luoghi in cui tutto questo può essere accolto e nominato. Ti sei rivolta a un Centro di Salute Mentale e hai ricevuto un primo riconoscimento importante. È un inizio. Da lì può prendere forma un percorso. Pensa a una psicoterapia, ma anche i consultori, i servizi psicologici universitari – se presenti – possono offrire ascolto e accompagnamento senza costi che una studentessa potrebbe avere difficoltà a sostenere. Non servono soluzioni rapide, ma uno sguardo competente che possa stare con te dentro questo movimento circolare e provare, insieme, ad aprirlo. E poi, inventati piccole azioni di autocura: scrivi, passeggia, respira. Ti serve per riconnetterti con te stessa e viverti come un soggetto attivo che mette mano alla propria salute. Si può fare!
Un caro saluto,
Antonella D'Orlando
Salve, il suo disturbo merita un approfondimento con uno specialista per una eventuale psicoterapia.
Ci sono momenti nella vita che possono creare paure forti, soprattutto quando questi momenti portano a crescite e cambiamenti che potresti aver affrontato da bambina e che oggi, in maniera diversa, stai affrontando da più grande. L’amore, o la relazione in generale, come ogni legame profondo, attiva domande, paure, aspettative. E tutto questo può far emergere proprio quella parte di te che cerca sicurezza assoluta, per non sentire più l’incertezza del passato. L’ansia non è un nemico, ma un messaggio. Ti dice che stai crescendo, che sei a un passaggio importante, che qualcosa dentro di te ha bisogno di ascolto. Non serve trovare la risposta perfetta su cosa provi: serve dare spazio alla tua esperienza senza giudicarla. Non sei sbagliata. Sei in un momento in cui stai cercando di capirti. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di responsabilità verso te stessa e verso ciò che stai vivendo. Non sempre le famiglie sono pronte a comprendere questo tipo di richieste, ma questo non significa che non siano disposte a dare una mano.
Buon pomeriggio Cara ,
grazie per aver trovato il coraggio di scrivere e condividere qualcosa di così intimo e difficile. Le parole che usi, la chiarezza con cui descrivi ciò che provi, mostrano una profonda consapevolezza di te stessa, anche in mezzo a tanta confusione e dolore. Questo è un passo importante, e non è scontato.
Quello che stai vivendo, pur nella sua sofferenza, non è insolito. Molte persone, soprattutto in momenti delicati come l’inizio di una relazione affettiva, o in fasi di transizione della vita, possono sentirsi sommerse da domande e pensieri ripetitivi, come se la mente non trovasse mai riposo. L'ansia, il dubbio costante, la difficoltà a “sentire” ciò che si prova davvero... tutto questo può farci sentire come se fossimo bloccati, intrappolati in un ciclo senza via d’uscita.
L’approccio sistemico-relazionale vede queste difficoltà non come “colpa” della persona, ma come segnali che si inseriscono all’interno di una rete di relazioni, esperienze e significati. Per questo motivo è utile non affrontarle da soli, ma all'interno di un percorso che possa offrire contenimento, senso e direzione.
Un’idea potrebbe essere quella di iniziare un percorso psicoterapeutico che non parta da sola, ma dove – se ti senti pronta – potresti coinvolgere i tuoi genitori nel primo colloquio. Non tanto per “convincerli”, ma per offrire loro uno spazio in cui possano ascoltare insieme a te il tuo bisogno, accompagnati da un professionista in grado di facilitare la comunicazione. Spesso, quando le famiglie vedono e sentono il disagio con altri occhi e con altre parole, possono rivedere anche le loro posizioni.
Non si tratta di attribuire colpe, ma di costruire ponti. E proprio perché tu stai facendo uno sforzo così grande per capire cosa ti sta succedendo, meriti un contesto che ti sostenga.
Ciò che stai vivendo non è “troppo” o “esagerato”: è il tuo sentire, è reale, ed è importante. Merita cura, ascolto e qualcuno che possa starci dentro con te, passo dopo passo. Non sei sola, anche se oggi ti sembra così.
Con affetto e rispetto,
Roberta Ravolo
psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale ad orientamento comunitario
grazie per aver trovato il coraggio di scrivere e condividere qualcosa di così intimo e difficile. Le parole che usi, la chiarezza con cui descrivi ciò che provi, mostrano una profonda consapevolezza di te stessa, anche in mezzo a tanta confusione e dolore. Questo è un passo importante, e non è scontato.
Quello che stai vivendo, pur nella sua sofferenza, non è insolito. Molte persone, soprattutto in momenti delicati come l’inizio di una relazione affettiva, o in fasi di transizione della vita, possono sentirsi sommerse da domande e pensieri ripetitivi, come se la mente non trovasse mai riposo. L'ansia, il dubbio costante, la difficoltà a “sentire” ciò che si prova davvero... tutto questo può farci sentire come se fossimo bloccati, intrappolati in un ciclo senza via d’uscita.
L’approccio sistemico-relazionale vede queste difficoltà non come “colpa” della persona, ma come segnali che si inseriscono all’interno di una rete di relazioni, esperienze e significati. Per questo motivo è utile non affrontarle da soli, ma all'interno di un percorso che possa offrire contenimento, senso e direzione.
Un’idea potrebbe essere quella di iniziare un percorso psicoterapeutico che non parta da sola, ma dove – se ti senti pronta – potresti coinvolgere i tuoi genitori nel primo colloquio. Non tanto per “convincerli”, ma per offrire loro uno spazio in cui possano ascoltare insieme a te il tuo bisogno, accompagnati da un professionista in grado di facilitare la comunicazione. Spesso, quando le famiglie vedono e sentono il disagio con altri occhi e con altre parole, possono rivedere anche le loro posizioni.
Non si tratta di attribuire colpe, ma di costruire ponti. E proprio perché tu stai facendo uno sforzo così grande per capire cosa ti sta succedendo, meriti un contesto che ti sostenga.
Ciò che stai vivendo non è “troppo” o “esagerato”: è il tuo sentire, è reale, ed è importante. Merita cura, ascolto e qualcuno che possa starci dentro con te, passo dopo passo. Non sei sola, anche se oggi ti sembra così.
Con affetto e rispetto,
Roberta Ravolo
psicologa psicoterapeuta sistemico relazionale ad orientamento comunitario
Buon pomeriggio, dalle parole che condivide emerge tutta la fatica che sta vivendo: i pensieri intrusivi, i dubbi continui, l’ansia e la sensazione di distacco da sé e dagli altri possono diventare molto pesanti da sostenere, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere un punto fermo a cui aggrapparsi.
È importante sapere che quello che descrive non è “stranezza” o “debolezza”, ma può rientrare in un quadro di disturbo ossessivo-compulsivo o ansioso, in cui i pensieri diventano ripetitivi, generano forte incertezza e alimentano un circolo difficile da interrompere da soli. Anche l’episodio di attacco di panico che ha avuto è un segnale che merita attenzione.
Il primo passo, che lei ha già iniziato compiendo qui, è riconoscere la difficoltà e cercare un confronto: questo è molto significativo. Capisco le difficoltà economiche, ma può informarsi presso i centri pubblici (come il Centro di Salute Mentale o i Consultori) che offrono percorsi di sostegno a costi ridotti o gratuiti per i giovani. Inoltre, molte università hanno sportelli psicologici riservati agli studenti.
Un percorso psicologico o psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo, a gestire i pensieri intrusivi e a ridurre l’ansia, restituendole più serenità.
Non si colpevolizzi e non resti sola: chiedere aiuto è un atto di cura verso di sé e un passo fondamentale per stare meglio.
È importante sapere che quello che descrive non è “stranezza” o “debolezza”, ma può rientrare in un quadro di disturbo ossessivo-compulsivo o ansioso, in cui i pensieri diventano ripetitivi, generano forte incertezza e alimentano un circolo difficile da interrompere da soli. Anche l’episodio di attacco di panico che ha avuto è un segnale che merita attenzione.
Il primo passo, che lei ha già iniziato compiendo qui, è riconoscere la difficoltà e cercare un confronto: questo è molto significativo. Capisco le difficoltà economiche, ma può informarsi presso i centri pubblici (come il Centro di Salute Mentale o i Consultori) che offrono percorsi di sostegno a costi ridotti o gratuiti per i giovani. Inoltre, molte università hanno sportelli psicologici riservati agli studenti.
Un percorso psicologico o psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo, a gestire i pensieri intrusivi e a ridurre l’ansia, restituendole più serenità.
Non si colpevolizzi e non resti sola: chiedere aiuto è un atto di cura verso di sé e un passo fondamentale per stare meglio.
Ciao, sei serena con il tuo ragazzo?, è una relazione tranquilla?, ti fa vivere bene ? se a tutte queste risposte c'è un si, questa è la strada giusta. A cosa serve sapere se è effettivamente amore o solo affetto, stima? l'importante è come tu ti senti in questa relazione, l'etichette non fanno mai bene. Per il resto sono tematiche importanti che meritano di essere approfondite da uno specialista.
Salve, grazie per aver condiviso la tua esperienza con sincerità. Quello che descrivi sicuramente è tanto faticoso, soprattutto se ti senti sola nell'affrontarlo. E' importante sapere che non sei "sbagliata" e che molte persone possono attraversare momenti simili, in cui la mente sembra bloccarsi in un circolo di domanda e paure. Proprio perché questa situazione ti sta creando disagio e sta influenzando la tua vita quotidiana potrebbe essere utile rivolgerti ad un terapeuta; sicuramente è necessario trovare uno spazio protetto nel quale comprendere meglio quello che stai vivendo. Capisco che possa essere difficile chiedere aiuto ai tuoi genitori, ma potresti cercare uno sportello d'ascolto gratuito o associazioni che offrono questo tipo di supporto. Non sei sola in questo percorso e sicuramente con il giusto sostegno potrai sentirti più libera e serena. Un caro saluto
Salve, a giudicare dalla descrizione sembra un disturbo ossessivo legato alla relazione, con ansia, pensieri fissi e difficoltà emotive che la tormentano. Non si tratta di una debolezza, ma di una condizione che merita attenzione per evitare che peggiori nel tempo. Ha già fatto un passo importante riconoscendo il bisogno di aiuto. Anche se i suoi genitori non la sostengono, può rivolgersi a centri pubblici, consultori o psicologi con tariffe agevolate per studenti. Approcci come l’EMDR o la Mindfulness, inseriti in un percorso psicoterapeutico, possono aiutarla a gestire meglio ansia e pensieri ossessivi, riportandola al presente. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Mi dispiace molto per lo strato che sta vivendo. I pensieri che descrive si configurano come pensieri intrusivi e possono essere fonte di grande sofferenza. Comprendo la difficoltà ad iniziare un percorso terapeutico, ma credo che questo possa essere un passo importante per dare spazio alla sua sofferenza e per lavorare insieme ad un terapeuta in modo da capire da dove viene ed alleviarla.
Salve. Ciò di cui ha bisogno è imparare a non rispondere ai pensieri.
Non è necessario risolverli, analizzarli o cercare di convincersi del contrario. Ogni tentativo di risposta alimenta il circolo dell’ansia. Un primo passo è riconoscerli per ciò che sono e dirti: “Questo è un pensiero ansioso, non una domanda a cui devo trovare una risposta ora.”
Dovrwbbe iniziare ad accettare l’incertezza emotiva. L’amore non è uno stato fisso né una sensazione costante e intensa. Cercare di controllare o verificare continuamente ciò che provi finisce per mantenere il disagio e allontanarti dall’esperienza emotiva spontanea.
Infine deve sapere che il problema è trattabile. Ciò che descrive è compatibile con una forma di ansia ossessiva centrata sulla relazione. È una condizione conosciuta e affrontabile in modo mirato all’interno di un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, con strumenti specifici ed efficaci.
Non è necessario risolverli, analizzarli o cercare di convincersi del contrario. Ogni tentativo di risposta alimenta il circolo dell’ansia. Un primo passo è riconoscerli per ciò che sono e dirti: “Questo è un pensiero ansioso, non una domanda a cui devo trovare una risposta ora.”
Dovrwbbe iniziare ad accettare l’incertezza emotiva. L’amore non è uno stato fisso né una sensazione costante e intensa. Cercare di controllare o verificare continuamente ciò che provi finisce per mantenere il disagio e allontanarti dall’esperienza emotiva spontanea.
Infine deve sapere che il problema è trattabile. Ciò che descrive è compatibile con una forma di ansia ossessiva centrata sulla relazione. È una condizione conosciuta e affrontabile in modo mirato all’interno di un percorso di terapia cognitivo-comportamentale, con strumenti specifici ed efficaci.
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