Ho 40 anni, e ho una relazione che dura da 17. Da un paio di giorni, la mia compagna mi ha detto che

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Ho 40 anni, e ho una relazione che dura da 17. Da un paio di giorni, la mia compagna mi ha detto che non sa se mi ama più, se mi vuol bene come un fratello o se il sentimento ancora c'è. Avevo avuto già dei sospetti e delle avvisaglie, anche perché ho avuto le mie carenze e le mie colpe. La relazione si è appiattita da un paio di anni e sicuramente ci stavamo trascinando. Mancava intimità, mancava tempo insieme per fare le cose che volevamo fare prima. È stata soprattutto la mancanza di comunicazione ad averci portati qui. Conviviamo da 7 anni e si stava pensando di mettere su famiglia, ma era come se fossimo sempre su frequenze differenti. Quando volevo io, non era pronta lei e viceversa. È la donna della mia vita e sto soffrendo tantissimo. Anche lei sta soffrendo, lo so, e questa cosa mi lacera l'anima. Ho chiesto a mio fratello di poter usufruire della sua casa (che non usa) per poter andare li qualche giorno e vedere il da farsi...
Non vorrei assolutamente farlo, ma devo perché altrimenti lei non capirà mai che cosa prova effettivamente per me. Magari la lontananza farà bene, chi lo sa. A volte mi sembra decisa, a volte la vedo confusa...ma penso che in 17 anni ci possa stare che due persone si lascino andare... l'importante è risolvere le cose col dialogo. Faccio terapia da due anni ma solo da poco mi sto concentrando su me stesso...ho voglia di lottare per noi, perché per troppo tempo sono stato apatico, lontano dalla persona che ero un tempo. Mi sono lasciato prendere dal nostro cane, che ho messo al centro della mia vita, spostando il focus dalla mia compagna sul cane. Lei lo ha avvertito, me lo ha fatto notare più volte. Io ho sempre promesso, ho fatto piccole correzioni, ma mai veri e propri segnali di cambiamento.
Piango ogni ora, sto male e sono letteralmente terrorizzato ad immaginare il mio futuro senza di lei. È proprio vero che ti accorgi del valore delle cose e delle persone, quando non le hai più, o quando non sono più con te.
Non so se allontanarmi sia una buona idea, perché ho voglia di lottare e di dimostrarle una volta per tutte che sono maturato e diventato uomo, che sa prendersi le sue responsabilità. Non dico questo solo perché lei mi ha lasciato o comunque è confusa...ci ero arrivato già un mese fa a questa consapevolezza di aver fatto schifo (per schifo intendo, essermi lasciato andare e non aver più messo la nostra relazione al centro.
Sono un uomo assolutamente rispettoso).
Sono psicologicamente a pezzi, e se mi ci fermo a pensare mi viene un forte dolore al petto, e la testa mi scoppia.

Scusate il mio sfogo, cerco solo comprensione o forse non lo so nemmeno io
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

il suo racconto trasmette con grande chiarezza quanto stia vivendo un momento di profonda sofferenza e di smarrimento affettivo. Dopo 17 anni di relazione, è naturale che il legame subisca dei cambiamenti: la passione iniziale tende a trasformarsi, e se non viene alimentata da comunicazione, condivisione e progettualità comune, può lasciare spazio a distanza e incomprensioni.

Il fatto che lei riconosca le proprie responsabilità, che sia in terapia e desideri “lottare” per la relazione sono segnali importanti di consapevolezza e maturità emotiva. Tuttavia, è altrettanto importante ricordare che l’amore di coppia si costruisce in due: entrambi devono essere pronti a mettersi in gioco, a riaprire un dialogo autentico e ad affrontare con sincerità le difficoltà accumulate.

La scelta di prendersi un momento di distanza può, in alcuni casi, aiutare a fare chiarezza sui propri sentimenti e sui propri bisogni, ma è essenziale che questo tempo non diventi solo una fuga dal dolore. Può essere utile viverlo come un’occasione per riflettere su di sé, sulle proprie priorità e su cosa si desidera realmente dalla relazione.

Vista la complessità della situazione e l’intenso coinvolgimento emotivo, le suggerisco di continuare a lavorare su di sé in terapia individuale e, se possibile, valutare anche un percorso di terapia di coppia, che può offrire uno spazio sicuro per ricostruire la comunicazione e comprendere se e come ripartire insieme.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa – Psicoterapeuta – Sessuologa

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Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Buongiorno,
si rileva da quanto ha scritto la sofferenza per la relazione difficile con la sua compagna.
Mi sembra ancora molto coinvolto e desideroso di trovare un modo per salvare il vostro percorso. Ha anche avuto il coraggio di iniziare una terapia che sicuramente la aiuterà a prendere maggiore consapevolezza su di sè. Valuti se iniziare un percorso di coppia provando a parlarne con la sua compagna. Spero che possa ritrovare quanto prima la sua serenità
Dott.ssa Francesca Orefice
Psicologo clinico, Psicoterapeuta, Psicologo
La Spezia
Buongiorno,

17 anni sono un tempo significativamente lungo e ricco di esperienze condivise, aspettative ed eventuali rimpianti, acutizzati dalla consapevolezza che l'altro non e' piu' sulla nostra stessa lunghezza d'onda. Pertanto, un percorso di piscoterapia di coppia sarebbe fondamentale per ridefinire le vostre rispettive posizioni e per individuare e sbloccare lo stallo di coppia a cui siete arrivati ad oggi.
Rimango a disposizione per qualsiasi approfondimento, anche online.

Dott.ssa Francesca Orefice
Dott.ssa Tessa Peruzzo
Psicoterapeuta, Psicologo
Padova
Buongiorno,
dalle sue parole si percepiscono tanto dolore quanto consapevolezza. È comprensibile che, dopo tanti anni insieme, emergano momenti di crisi e smarrimento: l’amore cambia forma, e spesso la distanza o la vicinanza diventano modi diversi per cercare di capire cosa si prova davvero.
Continui a dare spazio al lavoro che sta già facendo su di sé: è proprio da lì che può nascere una comprensione più profonda dei propri bisogni e di quelli della relazione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Tessa Peruzzo – Psicoterapeuta Padova e Cittadella
Dott.ssa Marisa Scaglione
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Gentile utente il suo sfogo è più che comprensibile e credo da tutti noi accettato. Ogni storia d’ amore vive più percorsi e soprattutto tante evoluzioni. Succede spesso che i sentimenti evolvono, cambiano, maturano, prendono strade diverse rispetto a quelle che ci immaginiamo. Succede anche a volte che l’amore non può da solo bastare per rendere una storia funzionale e duratura. Esistono tantissime altre variabili che lo determinano. Sicuramente è importante il suo supporto individuale in questo momento, ma credo fermamente che sia essenziale anche una terapia di coppia qualora anche la sua compagna sia d’accordo. Questo vi potrà sicuramente aiutare a comunicare in maniera funzionale e a capire qualche strada intraprendere per la vostra serenità relazione e soprattutto individuale.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buongiorno, comprendo il malessere che prova dopo una relazione così lunga. Penso che abbia fatto bene a cercare un aiuto per fare chiarezza su di sé. Detto ciò credo che la distanza possa aiutare ma che il dialogo, in questi momenti, aiuta lei e la sua fidanzata a sapere cosa prova l'altro e a meditarci per condividere una decisione sul futuro, sia in positivo che in negativo. Parlare, se l'altro è in grado di ascoltare e sentire, è un ottimo modo per riconnertersi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dott.ssa Cristina Villa
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Genova
Buongiorno,
Le relazioni, se non le coltiviamo senza dare quello che abbiamo per scontato, rischiano di "sfilaccicarsi" . Lasciarsi è doloroso anche quando siamo noi a decidere che la relazione in cui siamo non è più recuperabile. Non posso sapere cosa ne sarà della sua relazione, ma le posso dire che la tristezza che entrambi provate è normale e anche che se saprà riprendere le sue consapevolezza e metterle in atto lei ne uscirà cambiato e cresciuto in ogni caso.
Le relazioni affettive nella quali noi stessi cresciamo, hanno bisogno di cura costante.
Un caro saluto
Dott.ssa Cristina Villa
Dott.ssa Clara Fargnoli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
La consapevolezza rappresenta il primo passo verso la possibile ricostruzione di un legame nuovo e più maturo. In alcuni casi, un confronto o una mediazione guidata da un esperto può rivelarsi un valido supporto in questo percorso. Potreste parlare dell'idea di consultare un clinico della relazione di coppia?
Dr. Carlo Benedetti Michelangeli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
salve.
E' comprensibile che questa nuova condizione di coppia generi in entrambi stati d'animo e sentimenti altalenanti.
Leggo che già da due anni che ha iniziato un suo percorso di psicoterapia.
Avrà senz'altro momenti di indagine e di comprensione dei suoi bisogni con il/la collega.
Potrebbe proporre alla sua compagna un lavoro di coppia per poter ragionare insieme ad un professionista delle vostra attuale situazione e delle decisioni da prendere.
Se vuole può contattarmi per spiegarmi meglio . puo trovare i miei riferimenti sul sito.
Cordialmente
Carlo Benedetti Michelangeli
Dott. Francesco Paolo Coppola
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Dott. Francesco Paolo Coppola
Caro amico,
ti capisco, e so bene cosa significa sentire crollare una relazione che era tutta la tua vita. È durissimo, ma può essere anche un passaggio di crescita, se impari a guardarlo da un altro punto di vista.
I Sufi dicevano che la nostra crescita attraversa “sette valli”. Possiamo restare bloccati in una di esse. Tu ora sei nella prima: la valle della conoscenza. Cerchi di capire perché la relazione è crollata, ma questa ricerca può diventare una trappola: più analizzi le cause, più resti legato a ciò che è già morto. È come voler riparare un vaso rotto continuando a fissarne i frammenti. Freud ricordava che l’uomo, diversamente dagli animali, è assetato di obbedienza: teme la libertà. Così preferiamo l’apparente sicurezza di una relazione finita, piuttosto che affrontare la solitudine. Ma a volte la vera fedeltà all’amore è lasciare andare. Gesù diceva: non aver paura del mare. Ci insegna a non trattenere, a esporre il dolore e a tramontare nel tempo giusto.
Saper tramontare è un’arte, la forma più alta del dono.
Se resti fermo nella valle della conoscenza, il passato ti inghiotte. Per attraversarla devi spostare lo sguardo da ciò che conosci a chi conosce: da lei a te. Allora scoprirai che non hai perso solo una persona, ma un modo di stare nella relazione che non funzionava più.
Poi arriva la seconda valle, quella del pentimento. È la fase in cui inizi a guardarti dentro e nasce il rimorso per ciò che non hai fatto, o per ciò che avresti voluto fare diversamente. Ma attenzione: il ricordo è spesso una moneta falsa. È la società che ti dice cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ora invece puoi imparare a vederlo con i tuoi occhi. Non serve sentirsi in colpa per l’incoscienza di ieri: quando non si è consapevoli, non si può essere nel giusto. Oggi, semplicemente, hai capito. E questa comprensione è già il primo passo verso una vita nuova. Non restare bloccato nel dolore: lascia che si trasformi. Il lutto che vivi non è la fine dell’amore, ma l’inizio della coscienza che ama.
In bocca al lupo, davvero.
Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Palermo
Salve, mi sembra sia riuscito ad analizzare con consapevolezza il suo vissuto. Spero che lei riesca nei suoi propositi. Mi dispiace stia vivendo questo momento.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott. Pierluigi Campesan
Psicologo, Psicologo clinico
Verona
Buongiorno, dopo aver letto il suo resoconto le dico che invece di allontanarsi dalla sua compagna per vedere se riesce a chiarirsi, cominci a chiedersi se veramente la persona che ha a fianco è importante per lei. Quando dico di "chiedersi" intendo lo faccia con un professionista, perché così, essendo il professionista non coinvolto affettivamente, riuscirà a darle una campo di vista maggiore su questa suo periodo e anche a trovare delle ragioni e delle modalità di gestire questo rapporto.
Cordialmente.
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, le sue parole esprimono un grande dolore ma anche una buona consapevolezza. Riconoscere le proprie mancanze mi sembra il modo migliore per provare a riavvicinarsi, senza fretta. Credo che in questi casi sia bene prendersi il tempo necessario per riflettere, ascoltarsi e ascoltare l'altro. Non è sempre possibile recuperare e ricucire ma crescere e fare esperienza sì. Tenete conto della possibilità di affidarvi ad un percorso di coppia se valutate opportuno un aiuto, in entrambi i casi, sia per provare a ripartire sia per lasciarvi nella maniera più costruttiva per entrambi. Le auguro che la sua sofferenza di oggi le porti molte cose buone in futuro. Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Manna Guscelli
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Ispra
Buongiorno,
non credo che il suo sia uno sfogo, sembra piuttosto un bisogno di vicinanza rispetto ad un vissuto di smarrimento in questa fase critica della relazione di coppia.
Utilizzi lo spazio di terapia per portare la tristezza che accompagna questo momento, con il suo terapeuta può provare a capire i significati eventuali di un allontanamento, che non dovrebbe comunque essere reattivo.
Crisi è anche crescita, è cambiamento, attraversarla è una grande responsabilità e mi sembra che ci siano le motivazioni per non sottrarsi da questo importante compito.
Un caro saluto
Dott. Giuseppe Ricapito
Psicoterapeuta, Psicologo
Bari
Buongiorno, mi dispiace leggere della sua sofferenza e del dolore che sta attraversando ma spero che scrivere in questo spazio possa averla anche aiutata nel riordinare meglio idee ed emozioni.
Tutto ciò che scrive è assolutamente normale, dall'appiattirsi ai tentativi di risoluzione fino ad arrivare al pianto e al dolore, ma noto che ne parla focalizzandosi solo su di sé. Perché è lei a doversi allontanare, è lei ad aver sbagliato ed è sempre lei ad essersi lasciato andare? In sintesi, perché solo lei dovrebbe trovare una soluzione?
In una relazione è fondamentale remare nella stessa direzione ma ancora di più lo è remare insieme, non può risolvere tutto da solo.
Sicuramente lei ha il suo ruolo e le sue responsabilità nella vostra relazione, ma esiste anche la sua compagna. Non crede che parlare del vostro presente e decidere insieme cosa fare possa farla sentire più inclusa e partecipe in un rapporto di cui fa comunque parte?
Ha scritto che fa già terapia da un po' di tempo, ne approfitti per indagare questo aspetto. Le auguro una buona giornata.
 Carla Tromellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Reggio Emilia
Lei ha un'occasione e non la sprechi visto che ha intrapreso un percorso psicologico, Sta iniziando a comprendere cosa non ha funzionato nel suo rapporto , soprattutto la distanza che ha messo tra lei e la sua convivente, può parlarne apertamente con lei non per scusarsi, ma per sottolineare la nuova consapevolezza acquisita proprio ora sul suo essersi dimenticato di lei nel quotidiano e di come lla eventuale separazione lo renda molto infelice. bisogna tentare
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
lei è portatore di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che potrebbero essere affrontate le problematiche qui riportate.
Ne parli anche con la sua compagna, sarebbe una occasione di crescita per entrambi.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Arianna Aschelter
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Velletri
Buongiorno, comprendo la sua sofferenza e percepisco anche la frustrazione legata al "non sapere cosa fare" in un momento così delicato. La situazione è molto complessa e forse sarebbe importante che lei e la sua compagna provaste a comunicare e condividere le difficoltà nel contesto professionale della terapia di coppia. Probabilmente dopo 17 anni avete cambiato prospettive, aspettative nei confronti dell'altro oppure semplicemente sono cambiate le priorità della vita e fate fatica a ristabilire un equilibrio. La cosa importante è comunicare nel modo giusto e imparare ad osservare e gestire le nuove esigenze e i cambiamenti che inevitabilmente sono avvenuti. Se non riuscite da soli è importante farsi aiutare in questo senso. La decisione di andare via di casa o di prendere una pausa va condivisa allo stesso modo, rischia di essere un'arma a doppio taglio se prima non si sono condivise all'interno della coppia le dinamiche scritte in precedenza. Spero di essere stata utile in qualche modo e rimango a disposizione per qualsiasi cosa.
Dott.ssa Elisa Pappacena
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Latina
Salve caro utente
mi dispiace del suo momento difficile che sta attraversando. In una relazione lunga e significativa ci possono essere momenti di crisi e questi possono essere utilizzati per sciogiere dei nodi o sviluppare risorse.
Voi stavate pensando ad un progetto di coppia importante ed in coincidenza arriva la crisi. Quindi potete anche immaginare di farci aiutare in questo passaggio ed impegno importante. Mi faccia sapere cosa ne pensa. Saluti
Dott.ssa Giulia Solinas
Psicologo, Psicoterapeuta
Quartu Sant'Elena
Le relazioni affettive a lungo termine sono quelle nelle quali è molto facile considerare l'altro facente parte di una routine piuttosto che una scelta, "attaccarsi" anzichè amare per paura di affrontare il nuovo, l'ignoto e anche la propria solitudine. Nelle relazioni affettive si attraversano delle fasi diverse dove se ciascuno non mette il proprio 50% di impegno, responsabilità, attenzione all'altro e smette di vedere l'altro come il " proprio eroe o la propria eroina" accadono le crisi. Attenzione ma quando ci accorgiamo della crisi questa è già avventa e cio di cui si parla è semplicemente condividere una piccola parte del disagio che si è già vissuto. Nasce il disincanto nel guardare l'altro e scoprire di non essere per lui importante o per lei non esserlo da un pezzo. Intimità, dialogo vanno sempre di pari passo e purtroppo si incontrano troppe coppie che danno per scontato che l'altro sarà li ad aspettare che io cambi o che l'altro stesso possa cambiare.
Detto cio credo che lei stia vivendo il lutto della perdita di un attaccamento materiale verso l'altra persona e ricordi che è molto importante convenire sul fatto che la relazione si struttura tra due persone e se uno è già psicologicamente andato via dalla coppia non ci sarà altro da fare se non imparare cosa non ha funzionato in questa lunga esperienza e iniziare a guardare a sè stessi nell'ottica di mettersi in cammino nella vita con un'altra attenzione verso l'altro. Nessuno all'interno di una relazione deve dare per scontato che l'altro ci sarà sempre lì accanto; piuttosto ogni giorno dare attenzioni e valore del fatto che ci sia ancora vicino.

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