Buonasera, ho una relazione felice da anni culminata con anche ciò che deriva da un felice connubio

18 risposte
Buonasera,
ho una relazione felice da anni culminata con anche ciò che deriva da un felice connubio tra due persone. tre anni dopo il fidanzamento però ho avuto una esperienza con lo stesso sesso per capire e avere risposte su me stesso in quanto pensavo di essere bi. La situazione è durata il tempo che trova, cioè poco e solo con del petting diretto da parte mia io sono stato rigorosamente vestito perché non cercavo altro se non capire cosa frullava nel mio cervello. Non l’ho fatto con intenzione di sostituire la mia lei perché provavo meno sentimento o altro ma perché avevo bisogno di risposte su me stesso. La cosa non mi è piaciuta ed è finita lì e non ho mai confessato la cosa perché il mio cervello non ha mai ritenuto tradimento in quanto esule dal sentimento o da chi avevo davanti visto che non provavo nulla. E’ stato un episodio singolo e tale è rimasto e rimarrà perché era finalizzato solo ad ottenere le risposte che ho avuto. Per anni non ho nemmeno mai più pensato a questa cosa vista la natura non lesiva e non sostitutiva secondo il mio giudizio ovviamente…il rapporto è sempre proseguito a gonfie vele e lo è tuttora ma dopo 12 anni e’ riaffiorato questa così dal nulla nel cervello. Premetto anche che ho allontanato tentativi di avance negli anni perché proprio non mi interessavano altre donne e non cercavo quello ma risposte personali riguardanti la bisexalita. Adesso non penso che dopo anni ha senso parlarne perché potrei essere frainteso o accusato di averlo fatto altre volte, cosa che veramente non è accaduta, o peggio ancora rovinare tutto. Mi reputo una persona onesta e moralmente ok e sinceramente non so cosa pensare. Consigli pratici o pareri? Ovviamente specifico che non ne ho parlato prima con lei perché ho sempre avuto problemi ad affrontare le cose personali e poi pensavo potesse in qualche modo ferire i sentimenti che non erano affatto in dubbio da parte di entrambi.
Dott.ssa Elisa Oliveri
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Caro signore, da quello che racconta la sua esperienza sembrerebbe connotarsi maggiormente come una fase esplorativa della sua vita più che un reale tradimento nei confronti della sua compagna. C'è da domandarsi dunque perchè a distanza di 12 anni questo ricordo sia tornato a galla e le stia generando ansia. Sicuramente tenere un segreto per così tanti anni può essere stato difficile ma potremmo ipotizzare che sia subentrato altro nel frattempo. Si potrebbero fare diverse ipotesi ma non conoscendola non so quanto potrebbero aiutarla. Forse un bisogno di ridefinire il vostro rapporto in un modo più schietto, un suo bisogno di comunicare maggiormente bisogni, desideri, problematiche. Certamente lei dovrebbe valutare se continuare a tenere il segreto e imparare a convivere con l'eventuale senso di colpa oppure confessare l'accaduto con il rischio di mettere in crisi il rapporto di fiducia con la sua partner. Non esiste una risposta giusta o una decisione migliore. Forse varrebbe la pensa lavorare su questi aspetti con un/a psicoterapeuta che la possa accompagnare in questo periodo difficile della sua vita. Le auguro il meglio e buone feste

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Dott. Salvatore Augello
Psicologo, Psicologo clinico
Palermo
Salve, credo sia importante riflettere su alcune domande. Prova attrazione sessuale per gli uomini? Ha la sensazione di essere eccitato quando pensa di avere un rapporto con un uomo? L'aver fatto del petting con una persona che conosce poco o ha visto solo quella volta non chiarisce del tutto la situazione, anche perché non c'era nessun tipo di legame tra di voi. Il legame può influire sul rapporto sessuale, incrementando il desiderio e le sensazione connesse. Inoltre noto come una scissione tra lei e il suo cervello, dice che il suo cervello le ha fatto pensare di agire in questo modo, ma il suo cervello fa parte di lei e questi desideri sono espressione della sua persona.
Rifletta sulle mie parole.
Rimango a disposizione nel caso avesse bisogno.
Può contattarmi tramite il mio profilo.
Cordiali saluti.
Dott.Salvatore Augello
Dott.ssa Greta Pisano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
da quanto scrive emerge un forte bisogno di chiarezza interiore, più che una reale minaccia alla relazione. L’esperienza descritta sembra essere stata vissuta come esplorativa e circoscritta, non motivata da mancanze affettive né dal desiderio di sostituzione del legame di coppia. Il riemergere del pensiero dopo molti anni può indicare un conflitto interno ancora da elaborare, legato più al significato che attribuisce oggi a quell’episodio che all’episodio in sé.

Non esiste una risposta “giusta” sul se parlarne o meno: la domanda utile è cosa La spinge ora a pensarci e che bisogno personale c’è dietro (alleggerimento, coerenza, paura, senso di colpa). Prima di decidere se condividere o meno con la partner, può essere importante fare chiarezza dentro di sé, distinguendo tra onestà, responsabilità e rischio di creare una sofferenza non necessaria.

Un percorso di confronto può aiutarLa a comprendere meglio questi aspetti e a scegliere in modo più sereno come muoversi. Se lo desidera, resto disponibile per un incontro conoscitivo.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Greta Pisano
Psicologa e Psicoterapeuta
Dott.ssa Ornella Prete
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile signore,
La curiosità nella nostra vita ci consente di fare delle scelte oppure che non ci piace ciò che abbiamo vissuto oppure sollecita la noia ad uscire fuori da un contesto di "normalità". Ha necessità di capire e fermarsi a riflettere la motivazione dietro a pensieri del genere, superi il turbamento e si interroghi con onestà del perché e soprattutto a cosa servono questi ricordi. Come sempre non è semplice neanche con se stessi alle volte essere chiari ed in questo caso alcune sedute con uno/a psicoterapeuta potrebbe aiutarla a conoscersi meglio.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buonasera,

è comprensibile che un episodio del passato, seppur isolato e senza implicazioni sentimentali o sostitutive, possa riaffiorare nella mente e generare confusione o dubbi sul proprio comportamento e sulla relazione. Dal racconto emerge che l’esperienza è stata un’esplorazione personale, finalizzata a comprendere meglio la propria sessualità, senza ledere la partner o il legame affettivo. Questo distingue chiaramente il gesto da un tradimento, anche se il senso di colpa o l’ansia di essere frainteso possono emergere con il tempo.

A livello pratico, potrebbe essere utile riflettere su cosa provoca il riaffiorare del ricordo: spesso questi pensieri non indicano un problema nella relazione, ma segnali interiori legati all’elaborazione di vissuti passati, curiosità sessuale o al desiderio di chiarezza su se stessi. Parlare con uno specialista può aiutare a gestire questi sentimenti, comprendere meglio la propria sessualità e valutare come affrontare eventuali conflitti interiori senza mettere a rischio la relazione.

In ogni caso, approfondire la questione con un professionista permette di avere uno spazio sicuro, neutro e non giudicante per esplorare pensieri, emozioni e valori personali.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Joanna Magdalena Niemiec
Psicologo, Psicoterapeuta
San Nicola la Strada
Buonasera,
da quanto descrive l’episodio ha avuto per lei una funzione esplorativa, non affettiva né sostitutiva, e si è concluso senza ripetersi né intaccare il legame. Questo non mette in discussione né il suo amore né la relazione.
Il problema oggi non è l’evento passato, ma il significato che la mente gli attribuisce ora: dubbi morali, bisogno di “essere completamente onesto”, paura di essere una cattiva persona. Questo è tipico di ruminazione, non necessariamente di colpa reale.
Non esiste un obbligo psicologico a confessare tutto retroattivamente. La domanda utile non è “è giusto dirlo?”, ma:
dirlo oggi serve alla relazione o serve solo a ridurre la mia ansia?
Se riemer­ge dopo anni “dal nulla”, è un buon tema terapeutico: chiarire valori, confini e rapporto con il senso di colpa. La scelta migliore è quella che tutela il rapporto e la sua stabilità emotiva, non quella che placa temporaneamente il disagio.
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Buongiorno. Non è assolutamente tenuto a raccontare le sue esperienze e i suoi dubbi alla persona alla quale è legato sentimentalmente. Se tuttavia i pensieri circa le sue esperienze pregresse dovessero tormentarla, erodendo la serenità e il piacere di vivere, prenda in considerazione una consultazione per capire meglio di cosa si tratta ed eventualmente ipotizzare un lavoro terapeutico che la aiuti a ricontestualizzare e ridimensionare quanto sperimenta. SG
Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Bruino
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge una relazione stabile e soddisfacente, all’interno della quale, in un momento specifico della sua vita, ha sentito il bisogno di esplorare un aspetto della propria identità per chiarire dei dubbi personali. L’episodio che descrive sembra essere stato per lei un’esperienza circoscritta, non ripetuta, non vissuta come alternativa al legame di coppia e priva di coinvolgimento emotivo.
Il punto centrale oggi, però, non è tanto stabilire se quell’episodio “fosse o meno un tradimento” in senso assoluto, quanto capire perché riemerge ora dopo tanti anni. Spesso questi pensieri tornano quando c’è un bisogno interno che chiede spazio: può trattarsi di un tema legato all’identità, alla colpa, all’onestà, oppure alla difficoltà di tenere per sé parti della propria storia senza sentirsi in difetto.
Rispetto alla possibilità di parlarne con la sua compagna, non esiste una risposta valida per tutti. Condividere qualcosa non serve a “ripulirsi” dal senso di colpa, né a mettere alla prova la relazione, ma può avere senso solo se nasce da un bisogno autentico di maggiore intimità e chiarezza, e se si è pronti ad accogliere anche le reazioni dell’altro. Al contrario, portare una rivelazione solo per alleviare un proprio peso interno rischia di spostare sull’altro una responsabilità emotiva difficile da gestire.
Dal momento che riferisce di avere da sempre difficoltà ad affrontare temi personali e profondi, potrebbe essere utile lavorare su questo aspetto in uno spazio psicologico dedicato: capire che significato ha per lei oggi quell’esperienza, cosa rappresenta il senso di colpa e cosa la spaventa di più (il non dire o il dire), prima di prendere qualsiasi decisione.
Un percorso di questo tipo può aiutarla a fare chiarezza dentro di sé e a scegliere come muoversi nella relazione in modo più consapevole e coerente con i suoi valori.
Un caro saluto.
Dott. Cinzia Pirrotta
Dott.ssa Fortunata La Mura
Psicoterapeuta, Psicologo
Pompei
Buonasera, grazie per la fiducia con cui racconta qualcosa di così delicato. Da come scrive emerge una grande attenzione ai legami, ai valori personali e al rispetto per la relazione che vive. Questo è un dato importante.
Nel qui-e-ora di ciò che porta, mi sembra che il nodo non sia tanto l’episodio in sé, quanto ciò che oggi riemerge dentro di lei: un pensiero che torna “dal nulla” e che sembra interrogare la sua idea di onestà, di coerenza e di identità. In Gestalt guardiamo molto a questo: non solo cosa è accaduto, ma che effetto ha adesso dentro di lei.
All’epoca quell’esperienza aveva una funzione precisa: cercare risposte su di sé. Non nasceva dal desiderio di allontanarsi dalla partner né da una mancanza di sentimento. Oggi, invece, la funzione di quel ricordo sembra diversa: forse chiede di essere riconosciuto, integrato, compreso meglio, più che “risolto” o cancellato.
Rispetto al dirlo o non dirlo, più che una regola generale, può essere utile fermarsi su alcune domande interne:
cosa sente quando pensa di tenerlo per sé?
e cosa immagina potrebbe accadere dentro di lei se lo condividesse?
di chi è il bisogno più forte in questo momento: della relazione o del suo equilibrio interno?
Non parlerei tanto di giusto o sbagliato, né di tradimento in senso astratto. Ogni coppia ha confini impliciti ed espliciti, e spesso non sono mai stati davvero messi in parola. A volte il conflitto nasce proprio lì, non dall’evento, ma dal significato che gli attribuiamo oggi.
Il fatto che lei si definisca una persona onesta e moralmente “a posto” sembra entrare in tensione con il silenzio che ha mantenuto. Forse è questa tensione a chiedere ascolto ora. Non per forza per essere agita, ma per essere compresa.
Se sente che questo pensiero le crea disagio, confusione o senso di colpa, un lavoro su di sé potrebbe aiutarla a fare chiarezza: non per decidere cosa fare, ma per diventare più consapevole di ciò che sente davvero. Da quella chiarezza, poi, le scelte diventano meno pesanti e più autentiche.
Resto sull’idea che il punto centrale non sia il passato, ma il modo in cui oggi lei sta in contatto con sé stesso. Ed è da lì che può prendersi cura anche della relazione.
Dott. Claudio Mazzella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, per prima cosa grazie per essersi aperto e aver raccontato una cosa cosi intima e importante per lei. Credo che rispetto al suo quesito non ci possa essere una risposta "giusta" o "sbagliata", anche perchè io interpreto la psicologia come uno strumento utile nelle nostre vite e sempre libera da giudizi e risposte moralistiche. Mi sentirei di consigliare una domanda: "come mai è emerso ora questo episodio?", 12 anni non sono pochi e sarebbe utile magari comprendere come mai, proprio in questo momento della sua vita, è "riaffiorato dal nulla" come dice lei, questo contenuto che ha acceso in lei alcuni dubbi e perplessità. Rifletta su questo suo presente e su come mai un episodio passato, che per 12 anni è stata da lei gestito è ora invece emerso come difficile da affrontare, da gestire e da contenere.
Spero le mie parole possano essere un modo per riflettere e le porgo cari saluti.

Dott. Claudio Mazzella - psicoterapeuta.
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore,
l'esplorazione della sessualità è un qualcosa che può essere approfondita solo all' interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia può fornirle. Valuti la possibilità di confrontarsi con uno psicoterapeuta, con il tempo potrà trovare le risposte che cerca.
Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Vivere è una ricerca continua personale, individuale, di sperimentazioni, di conoscenze, di esplorazioni, per capire il senso da dare alla propria vita. Il sesso è una dimensione che rientra in questa ricerca, è un percorso individuale complesso che oggi potrebbe disorientare visto la libertà che abbiamo conquistato anche se il percorso è ancora lungo nel rispetto al diritto verso la diversità. E’ inutile ricordare che libertà è uguale a responsabilità.
Lei si chiede: ‘dirlo o non dirlo’ alla persona a cui si è legati sentimentalmente?
Penso che una relazione sentimentale deve basarsi più sul confronto che su confessioni di segreti che devono rimanere tali soprattutto se non sono stati ancora elaborati personalmente e accettati come contenuti.
Dott.ssa Laura Pancrazi
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Mozzo
Buongiorno,

leggendo le sue righe percepisco quella che deve essere stata una faticosa ricerca di risposte rispetto alla propria sessualità, ai propri interessi ed ai propri gusti. E che adesso riaffiorino non tanto dei dubbi rispetto alla propria relazione o alla propria sessualità, quanto piuttosto rispetto al fatto di parlare o non parlare di quanto accaduto.

Come spesso accade, una risposta giusta non c'è.
Sicuramente mi sento di dire che, pur all'interno di una coppia, restano delle aree della propria intimità che non sempre e necessariamente si condividono con l'altro. In una coppia ci sono due persone diverse, ognuna con il proprio vissuto, la propria storia, il proprio percorso. L'aspettativa di dirsi sempre tutto, non solo è scorretta, è anche poco sana.
Questa premessa mi porta a chiederle: sulla base di cosa pensa che dovrebbe condividere questo pezzo della sua storia con la sua compagna? Se desidera che in qualche modo questo vi porti a crescere, arricchirvi e scoprirvi ancora di più a vicenda, con la fatica che può richiedere, allora il senso c'è, ed è anche molto valido. Se invece, come spesso accade, il fatto di raccontare qualcosa che si è fatto e che si ritiene scorretto verso l'altro è quello di liberarsi dai sensi di colpa e dai pensieri ossessivi, allora forse non è la strada giusta.

Forse, prima di agire all'interno della coppia, potrebbe essere un bene per lei fermarsi un momento e chiedersi cosa le stia succedendo, perchè riaffiorino questi pensieri, perchè dopo tanti anni le viene il dubbio di dover parlare di questa cosa, perchè proprio ora, e che valenza avrebbe il farlo.

Mi rendo conto di aver fatto tante domande, più che fornire una risposta. Però a volte forse serve proprio questo, farsi le domande giuste, ampliare i propri orizzonti, moltiplicare le alternative.

Le auguro caldamente di poter trarre da questo periodo di dubbi e riflessioni qualcosa che la arricchisca. Buona continuazione!
Dr. Lorenzo Cella
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Da quanto racconta emergono alcuni temi fondamentali: la gestione della curiosità e dell’esplorazione della propria sessualità in un contesto relazionale stabile, il senso di colpa o ambivalenza rispetto a un episodio del passato, la difficoltà a comunicare esperienze personali che potrebbero essere fraintese e la necessità di proteggere il legame affettivo attuale.
Le nostre menti sono predisposte a dare senso alle esperienze e a proteggere legami importanti, e talvolta possono generare pensieri intrusivi o sensi di colpa anche quando non esiste un pericolo reale. Ciò che emerge nella sua riflessione — la paura di essere frainteso o di ferire la partner — è una naturale manifestazione di cura e responsabilità nei confronti della relazione.
Per gestire il riaffiorare del ricordo, possono essere utili strategie di consapevolezza e ristrutturazione cognitiva: osservare il pensiero senza giudizio, distinguere tra ciò che è reale e ciò che è interpretazione o rimuginio, e ricordare che l’episodio passato non definisce la persona né la qualità della relazione attuale. Accettare l’emozione che accompagna il pensiero senza agire impulsivamente su di essa aiuta a ridurre l’ansia e la sensazione di colpa.
Dott.ssa Elisa Fedriga
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Iseo
Buonasera,
Provi a riflettere su che cosa in questo momento la turba di più? La spaventa più l’idea di dirlo e venire poi accusato oppure non dirlo e rimanere con il senso di colpa per non averlo detto?
Dott. Luca Liccardo
Psicologo, Psicoterapeuta
Marano di Napoli
Buonasera, quello che racconta riguarda un tema delicato il rapporto tra identità personale, esplorazione di sé e lealtà all’interno di una relazione stabile. Dal punto di vista sistemico-relazionale, la sua esperienza può essere letta come un tentativo di dare risposta a una domanda identitaria senza l’intenzione di sostituire o svalutare il legame di coppia.
Il fatto che questo episodio riaffiori dopo molti anni suggerisce che oggi non è tanto la sessualità in sé il nodo centrale, quanto il significato che attribuisce alla trasparenza e all’onestà nella relazione. Ogni coppia costruisce nel tempo un proprio sistema di regole implicite su cosa viene condiviso e cosa resta nella sfera personale. Non esiste una risposta universalmente giusta sul “dover dire” o meno, ma esiste la possibilità di interrogarsi su quale funzione avrebbe oggi questa rivelazione: servirebbe a rafforzare l’intimità e la fiducia o risponderebbe soprattutto a un suo bisogno di alleggerire un peso interno?
È comprensibile temere di ferire l’altra persona o di essere frainteso. Allo stesso tempo, il fatto che lei descriva una relazione solida e soddisfacente indica che la vostra coppia ha risorse per affrontare anche conversazioni complesse, se e quando sceglierà di farlo. Più che concentrarsi solo sull’episodio passato, può essere utile riflettere su come gestisce in generale i temi personali e la vulnerabilità nella relazione, visto che accenna a una difficoltà ad affrontare certi argomenti.
Se questo pensiero continua a generare inquietudine, uno spazio di riflessione per l'ascolto individuale o eventualmente di coppia, potrebbe aiutarla a chiarire i suoi valori e a decidere in modo coerente con il tipo di relazione che desidera coltivare. L’obiettivo non è giudicare il passato, ma integrare quell’esperienza nella sua storia personale senza che diventi fonte di conflitto interno.

Un cordiale saluto.
Dott. Fabio Mallardo
Psicoterapeuta, Psicologo
Venezia
Buonasera,
grazie per aver condiviso con chiarezza e sincerità la sua esperienza: già il fatto di riconoscere e riflettere sui propri vissuti richiede coraggio e attenzione verso se stessi. Da quanto descrive, si tratta di un episodio isolato, motivato dalla ricerca di comprensione della propria sessualità, senza intenzione di nuocere o sostituire il legame affettivo consolidato.

È naturale che ricordi e pensieri riaffiorino anche dopo molti anni, e spesso generano confusione o preoccupazione. In questi casi può essere utile distinguere tra esperienza passata e identità attuale, riflettendo su ciò che sente oggi, sui valori e sull’affetto che nutre nella relazione. Parlare con un professionista può fornire uno spazio sicuro per esplorare questi vissuti senza giudizio e per chiarire eventuali dubbi su come gestirli all’interno della coppia, se lo desidera.

Un caro saluto,
Dott. Fabio Mallardo
Psicologo-Psicoterapeuta

Ricevo anche on-line
Dott.ssa Marzia Sellini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno,
per affrontare le cose personali occorre aver conosciuto un pò di più prima se stessi, la psicoterapia serve anche a questo.
Un saluto cordiale
Dott.ssa Marzia Sellini

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