Dott.ssa
Amelia Capezio
Psicoterapeuta
·
Psicologa
Terapeuta
Altro
Calvizzano 1 indirizzo
Esperienze
Approccio terapeutico
Principali patologie trattate
- Ansia
- Disturbi dell'umore
- Depressione
- Stress
- Bullismo
- +49 a11y_sr_more_diseases
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
55 € -
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Primo colloquio psicologico
55 € -
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Sostegno psicologico adolescenti
50 € -
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Sostegno psicologico
55 € -
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Sostegno alla genitorialità
55 € -
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Indirizzi (2)
Via Conte Mirabelli, 70/72, Calvizzano 80012
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
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Recensioni
17 recensioni
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G
Giusy costanzo
La mia dolce dottoressa del cuore
Percorso breve ma intenso. Porteró per sempre con me i suoi consigli per gestire al meglio i miei pensieri e dare spazio alla positività. Professionale, semplice, competente, attenta. Grazie dottoressa. Mi mancherete.• Altro • Altro •
Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie mille per le belle parole
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A
Antonio
dottoressa super disponibile, pronta ad ascoltare e a risolvere il problema insieme all'assitito il meglio possibile.
• Studio privato dottoressa Amelia Capezio • colloquio psicologico •
Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie mille!
-
R
Rdd
La Dott.Ssa Capezio è sempre stata molto attenta alle mie esigenze, molto professionale ed empatica. La ringrazio per tutto quanto ha potuto trasmettermi e per le dritte che mi hanno tenuto in strada quando i momenti sono stati difficili. Consigliatissima
• Studio privato dottoressa Amelia Capezio • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie davvero per le belle parole
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M
Maria M.
Dott.ssa super gentilissima, empatica, e molto disponibile in ogni situazione..
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Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie mille per le belle parole
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P
Pia
Mi trovo davvero molto bene con la mia psicologa. È una professionista competente, empatica e capace di mettere subito a proprio agio. Grazie al suo modo di ascoltare e alle sue osservazioni, mi sento capita e sostenuta nel mio percorso. Ogni incontro mi aiuta a vedere le cose con maggiore chiarezza e a lavorare concretamente su di me. La consiglio assolutamente a chi sta cercando una psicologa preparata e attenta.
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Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie davvero per le belle parole spese
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O
O. I
Consiglio a tutti la dottoressa Amelia. È di un' empatia, di una cultura, di un' efficacia incredibile. Con lei mi sono sentita accolta da subito e senza giudizio mi ha aiutata a trovare la soluzione più adatta a me. La consiglio assolutamente! Le sue parole sono come una cura e le porto con me sempre impresse nella mia mente. Grazie dottoressa perché grazie a voi ho scoperto una forza e un amore che avevo dimenticato di avere per me stessa.
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Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie mille per le belle parole!
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P
Pietro
Mi sono trovato molto bene, molto aperta nell'ascolto senza giudicare, mi ha aiutato molto, facendomi notare cose che io non avevo notato, ho molto piacere nell'andarci e ha migliorato molto il mio umore, cancellando buona parte della mia depressione.
• Studio privato dottoressa Amelia Capezio • colloquio psicologico •
Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie per le belle parole
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M
M.A
Ottimo livello di accoglienza, ascolto e professionalità. La dottoressa Capezio lascia il tempo necessario per esprimersi ed è in grado di aiutare laddove ci si senta in difficoltà nell’aprirsi.
Sono realmente soddisfatto della visita, consigliata vivamente.• Consulenza online dottoressa Amelia Capezio • psicoterapia della dipendenza affettiva •
Dott.ssa Amelia Capezio
grazie mille per le belle parole!
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E
E.R.
Ho apprezzato la cura e l'attenzione con la quale mi ha seguita, offrendomi sempre massima disponibilità
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Dott.ssa Amelia Capezio
grazie per le belle parole spese
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A
A. D.
La dottoressa Capezio mi mette sempre a mio agio durante le nostre sedute, sono in cura con lei per problemi legati all'ansia e le nostre sedute sono uno strumento utile e da cui traggo beneficio. Grande empatia, professionalità e disponibilità!
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Dott.ssa Amelia Capezio
Grazie per le belle parole spese!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 73 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera gentili dottori, sono una donna di 34 anni e non ho il dono della sintesi ma provo a riassumere:
- Circa 2 anni fa (luglio 2023) a seguito dell'assunzione di un Aulin per forti dolori mestruali, mi sento di svenire e chiamo il PS, registrano un calo pressorio e fortissima ansia inquadrato in ospedale come "sindrome vaso vagale". E' è stato l' inizio di un calvario personale a cui è seguito un periodo (settimane) molto difficili tra ansia e altri momenti di panico con accesso in PS, periodo contraddistinto da fortissima debolezza, vertigini, inappetenza (persi 5 kg in un mese), ansia, controllo spasmodico di pressione e sintomi corporali, farmacofobia. Tutti problemi a me non del tutto ignoti negli anni antecedenti ma mai gestiti in questa forma acuta e concentrata. Escluse dai medici consultati cause organiche/neurologiche, mi sono avviata ad un percorso psicoterapeutico con una psichiatra che, in primis, mi ha aiutato a ripristinare il rapporto con il cibo (prescrivendomi per circa 3/4 mesi Levopraid) e poi ha iniziato a conoscermi con un pò di incontri di psicoterapia.
- E' stato un periodo tosto, di circa 4 mesi che mi ha segnata profondamente e durante il quale nonostante la sofferenza non ho perso la voglia di combattere, di comprendere cosa stesse accadendo e di svolgere le mie amate attività seppure costantemente animata da una inspiegabile paura sopratutto di sentirmi male, quindi di stare da sola e morire inassistita. Non riuscivo ad accettare quanto mi stesse accadendo, ero sempre stata una lavoratrice energica, punto di riferimento per i vicini, entusiasta con gli altri, problem solver, instancabile, sportiva e operativa. Piano piano ho iniziato a riconoscere le mie sofferenze, a dare uno sguardo più attento alle mie emozioni - forse prima poco attenzionate (lutto paterno dopo oltre 15 anni di malattia oncologica, problemi di gestione familiare e distanza geografica da essa). La psichiatra ha identificato ansia generalizzata e disturbo di panico che si concretizzavano principalmente in paure ipocondriache connesse principalmente a tumori e paura di non farcela a superare le difficoltà e sopratutto farmacofobia specie con riguardo agli antidepressivi (mai del tutto sconfitta ...nonostante - per seguire le indicazioni della terapeuta - mi sia decisa poi ad assumerne).
- A Novembre 2023 accetto di prendere Brintellix che inizio ad assumere gradualmente fino ad arrivare, nel giro di 2 mesi, ad un dosaggio di 15 gocce che ho assunto poi fino a luglio 2024 quando ho iniziato sempre su indicazione della terapeuta, migliorati i sintomi, a scalare 1 gcc al mese fino a febbraio 2025, 8 gcc, di cui ancora oggi proseguo l'assunzione.
- Insomma è trascorso 1 anno di terapia farmacologica, nel corso del quale ho avuto con la psichiatra sporadici incontri di psicoterapia (1 al mese o ogni due mesi in base alle sue disponibilità) e per mia scelta e suo consiglio mi sono aperta alla scoperta della mindfullness nella quale ho trovato qualche giovamento quanto meno nella capacità di rallentare e vivere maggiormente il presente senza badare troppo al dopo. Globalmente ho percepito - tra alti e bassi- di aver recuperato la mia vita, l'ansia e il panico si sono ridotti tanto e forse i mesi in cui sono stata meglio sono stati gennaio/febbraio 2025 (ero a dosaggio 9/10 gcc) ma nutrivo anche la forte speranza che la cura avesse finalmente fatto effetto e che presto me ne sarei liberata grazie anche alla nuove risorse apprese grazie alla psicoterapia con la psichiatra (tipo cognitivo comportamentale) e alla meditazione.
- Da circa 20 giorni / 1 mese (diciamo aprile 2025) mi sento di nuovo sottotono, i pensieri intrusivi sulla salute sono tornati una costante giornaliera, ho avuto 2/3 attacchi di panico contraddistinti da paura di sentirmi male e morire (che ho gestito con respirazione senza andare in PS) e sopratutto è tornata una grande spossatezza fisica, accompagnata da nausea e come una sorta di "mal d'auto" a giorni alterni con bruciore di stomaco. Sono tornata con il medico di base a indagare motivi organici per sicurezza, abbiamo escluso gravidanza e, dalle prime analisi generali, malattie specifiche (in attesa ancora di alcuni esami residuali di pancreas e fegato in questi giorni). A breve avrò di nuovo l'incontro con la psichiatra che non vedo da 2 mesi e che vorrò aggiornare.
- Tuttavia, percepisco un generale sentimento di sfiducia verso la problematica ansia, mi chiedo se dovrò vivere tutta la vita così con alti e bassi e, a volte, non so che risposte darmi, può essere l'ansia a farmi sentire così? Può essere una conseguenza della riduzione del farmaco (seppure la dose attuale sia stata impostata 3 mesi fa? è il problema di fondo che torna a fare capolino?) Devo cambiare professionista visto che è spesso poco reperibile e mi vede ogni due mesi? Dovrei invece intensificare la psicoterapia che è sempre stata abbastanza sporadica? (mai più di 1 incontro al mese)... Il periodo che sto vivendo è di forte stress e aspettative (matrimonio alle porte, problemi nell'ambiente di lavoro).
Spero in un vostro punto di vista perché onestamente i miei unici riferimenti sono il medico di base (che - mi spiace affermarlo - ma si comporta spesso come un mero burocrate ed esegue quanto gli chiedo più che dirmi lui cosa fare) e questa psichiatra di cui ho avuto e vorrei avere ancora tanta fiducia e che mi ha sempre invitata a rispettare gli spazi terapeutici - cosa che ho sempre fatto - ma che, non posso negare, di percepire talvolta come assente. Mi chiedo se non faccia male a consultare un altro parere... Grazie a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere.
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua storia e le sue emozioni. Dal suo racconto emerge quanto sia stato utile il lavoro interiore di consapevolezza emotiva ed introspezione; come saprà l'ansia giunge a comunicarci qualcosa, quindi mi sento di dirle di accoglierla proprio così, come un messaggero. La sua cosa le sta dicendo?
Sento di consigliarle di parlare di questi dubbi proprio con la psichiatra, poichè spesso questi sono momenti di svolta in termini proprio terapeutici. Potrebbe parlarle proprio dell'intenzione di intraprendere un percorso di psicoterapia più costante e riflettere insieme sulla prosecuzione della vostra relazione psicoterapeutica. Resto a disposizione, dott.ssa Amelia Capezio
Buonasera a tutti.
Avevo già scritto tempo fa su questo forum, e diverse volte sono tornata a rileggere le risposte ricevute, e alcune mi hanno dato un po' di forza.
Solo per fare un piccolo recap, per chi non avesse letto il mio "post", ho 28 anni e soffro di attacchi di panico e ansia da quando ho 16 anni. In passato ho intrapreso un percorso di psicoterapia che mi ha risollevata moltissimo, ma avevo la tendenza ad allontanarmi dalla terapia quando vedevo di star meglio.
Il percorso si è concluso tempo fa, perché la mia vecchia psicoterapeuta ha ritenuto opportuno che io cercassi un'altra professionista dato che a quanto pare il suo metodo non stava più funzionando, considerando che ad un certo punto sono peggiorata.
Ho espresso la mia paura nel cercare una nuova figura professionale per paura di trovare la persona sbagliata
Il passo l'ho fatto, ho trovato una nuova psicologa che mi fissa appuntamenti ogni 15 giorni, perché è sempre piena di appuntamenti, nonostante la mia richiesta d'aiuto evidente. Non mi sento molto capita e accolta, e d'istinto mi verrebbe da cercare ancora, ma sono scoraggiata perché ormai sono alla quarta seduta e ho già parlato di me, e pensare di doverlo fare con un'altra persona ancora, mi disturba un po'.
La mia ansia nel frattempo si fa sempre viva, non mi dà tregua, nonostante io stia assumendo Tavor. E più sale l'ansia, e più mi allontano dal "normale". Salto spesso i giorni di lavoro perché il mio timore è quello di sentirmi male, però stando a casa so che vado solo a peggiorare la situazione, soprattutto quando arriva la sera il pensiero che mi balza subito in testa è "ho buttato via un'altra giornata"
Mi sembra di non avere più i piedi per terra, e questo mi fa stare terribilmente male perché vedo le persone intorno a me che conducono una vita normale, mentre io continuo ad essere chiusa in questa gabbia e non riesco a pensare positivo. Cerco di "aggrapparmi" al passato e mi dico "l'hai superato una volta, lo puoi fare di nuovo". Ma questo pensiero non mi dà forza
Nulla mi dà forza e ho davvero tanta paura di non uscirne più
Se ci fosse un professionista tra di voi a Pescara, dove vivo, sarei felice di prendere in considerazione di intraprendere un altro percorso in cui io possa sentirmi più accolta nella mia richiesta di aiuto.
Ringrazio tutti ancora per aver letto fino a qui, e ringrazio chiunque mi risponda nonostante non abbia posto nessun quesito
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Emerge dalle sua parole la difficoltà che sta affrontando nella vita quotidiana ma anche, e questo vorrei sottolinearlo, la forza e la motivazione a stare bene. Vorrei lasciarle una riflessione sull'ansia, come tutte le emozioni arriva a comunicarci qualcosa, a lei cosa sta comunicando?
per esperienza ritengo possa essere utile parlare dei suoi dubbi con la psicologa, spesso costituiscono una svolta importante proprio da un punto di vista terapeutico. le auguro di ritrovarsi, e resto a disposizione. dott.ssa Amelia Capezio
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