Salve,per 5 anni ho preso talofen e felison per dormire 15 gocce e un cp da 30 mg di felison ..io so

49 risposte
Salve,per 5 anni ho preso talofen e felison per dormire 15 gocce e un cp da 30 mg di felison ..io soffro di ansia e attacchi di panico , dopo diché due anni fa ho deciso di dare una svolta è di non prendere più il talofen e sostituirlo con un ansiolitico lo Xanax che prendo ancora ora 15 gocce per dormire .il talofen..lo tolto bruscamente e devo dire che ovvio ne ho risentito son stato male..superata la crisi di talofen sono tornato nuovo ,lucido di testa ecc...ora mi trovo un po' turbato e un po' d'ansia che riesco a gestirmi ,vorrei riprendere di nuovo il talofen per sti turbamenti solo per dormire e per tre o 4 mesi non di più secondo lei faccio una cazzata?? E poi vorrei sapere se riprendo il talofen e sospendo lo Xanax che sto prendendo ora prima di dormire non è che mi provochi ancora di più ansia di quella che ho già??? Lo Xanax come mi ha detto il dottore di prenderlo al momento del bisogno in caso che vengono crisi di ansia .e di riprovare con il talofen e stare sempre con il felison. ..lei che ne pensa ,se non prendo più lo Xanax posso stare male ??? Che non sia lo Xanax che ho ansia dopo due anni?? Prima stavo bene,ora sono un po' confuso mi dica lei il meglio che posso fare..!!!la ringrazio cordiali saluti
Dott.ssa Gaetana Bonasera
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Buongiorno, da quanto lei scrive mi sembra che tutto sia impostato sui farmaci e sull'autogestione e che tutto questo contribuisca ad aumentare la sua confusione e l'ansia. Il mio suggerimento è quello di farsi seguire da uno psichiatra per stabilire la cura farmacologica più adeguata alle sue necessità. Le consigliere inoltre di intraprendere un percorso di psicoterapia per capire da dove vengono l'ansia, l'insonnia e gli attacchi di panico per cercare di affrontarli al meglio. Curarsi solo con i farmaci, come ha già sperimentato, non risolve i problemi, li contiene per un po' fino a quando, alla prima occasione si riaffacciano. Cordiali saluti

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Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Concordo con la collega. Il mix di farmaci, e la sua idea rispetto a quanto e a quando prenderli, aumenta anche le possibili delusioni. Autogestire la terapia è l'ultimo passaggio in farmacologia. Il primo è farsi guidare dallo specialista. L'ansia è un disturbo e come tale va gestito. Inoltre iniziare a capire cosa, dentro di lei, lo alimenta è senz'altro la presa di consapevolezza per poter stare meglio. Si può certamente risolvere!
Dott.ssa Eugenia Cardilli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, lei non dà nessuno indizio su di sè, quanti anni ha e soprattutto xché lei ha bisogno di prendere per così tanti anni tutti i medicinali che ha descritto. Sicuramente uno psichiatra la potrà seguire e prescrivergli i medicinali appropriati per i suoi disturbi. Inoltre dovrebbe intraprendere un percorso terapeutico per capire xché soffre di tanta ansia, attacchi di panico e forse anche un abbassamento del tono dell'umore, tali disturbi le provocheranno sicuramente dei disagi nei rapporti sociali, le auguro di risolvere i suoi problemi, e se vuole mi può contattarmi anche online, Eugenia Cardilli
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Dott.ssa Francesca Licheri
Psicologo, Psicoterapeuta
Cagliari
Buongiorno mi colpisce Il suo racconto con tanti particolari della terapia farmacologica. Mi faccio l’ idea che dietro queste sue domande ci sia il desiderio di superare le difficoltà che cura con i farmaci, le torna? La terapia farmacologica è importante per compensare la chimica della nostra salute mentale e riportarci al migliore stato di funzionamento possibile in quel momento. Autogestire i farmaci può essere rischioso qs è il motivo per cui affidarsi ad un medico competente. E poi c’è la possibilità di cogliere che significato ha quel modo di funzionare nella nostra vita, coglierlo per affrontare le difficoltà. Nella sua narrazione non fa cenno a questa esplorazione. Io desidero invitarla a valutare un percorso con uno
paicoterapeuta che l’accompagni a conoscere com’è che lei ha bisogno di quei farmaci e come può imparare a affrontare quei sintomi. Questi passi potranno aiutarla a conoscere meglio se stesso, ad accogliersi nella sua situazione, mettere mano a ciò che desidera cambiare e a superare l’autogestione nella somministrazione dei farmaci che non anziché aiutarla sembra confonderla. Le auguro buoni passi di crescita.
Dott.ssa Fulvia Fragiacomo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Trieste
Buongiorno, il fatto che sta gestendo la terapia farmacologica in questo modo secondo me può farle aumentare l'intensità dell'ansia invece che contenerla. Si affidi per la terapia ad un medico di sua fiducia e se ha piacere di curarsi un po' anche da solo lo faccia sempre confrontandosi con un medico di cui si fida. E' molto importante avere un bravo medico a cui fare riferimento. Come ha potuto vedere i farmaci possono aiutare un po' ma per risolvere le ansie e gli attacchi di panico bisogna affrontare quel sistema di cause che l'ha generato.
Appena incomincia a farlo vedrà che starà molto meglio, trovi un bravo psicoterapeuta della sua zona o se preferisce anche on line che abbia esperienza nel suo settore di intervento. La saluto molto cordialmente e si faccia coraggio che anche non vede una soluzione adesso si può sempre far qualcosa e continuando a cercare troverà sicuramente una soluzione. Per ulteriori informazioni rimango a disposizione
Buongiorno,
Chiede un aiuto psicologico e il suo scritto parla di farmaci, dosaggi e della presenza di ansia che non riesce a gestire. Mi chiedo se ha mai preso in considerazione la possibilità di comprendere perché è ansioso. Le consiglio di prendere in considerazione un aiuto psicoterapeutico per dare significato a ciò che la riguarda e che mi sembra non si acquieta con il solo uso di farmaci.
A disposizione.
Elisabetta Ciaccia (Psicologa Psicoterapeuta)
Dott.ssa Adriana Roncella
Psicoterapeuta, Cardiologo
Roma
Caro signore, in primo luogo direi che la terapia farmacologica va gestita con la consulenza di uno psichiatra e mi sembra che lei rischi di combinare dei pasticci con tutti questi farmaci.
In secondo luogo per affrontare in maniera efficace l’ansia e gli attacchi di panico è fondamentale iniziare una psicoterapia.
Prendere i farmaci è come avere una casa impolverata e nascondere la polvere sotto il letto. In questo modo il problema viene solo accantonato, e non viene mai affrontata la causa che lo determina.
Non so quanti anni lei abbia, ma le posso assicurare che a qualsiasi età, se la persona desidera dal profondo affrontare e risolvere la propria ansia, è possibile farlo attraverso un percorso psicoterapico. Bisogna lasciarsi prendere per mano da un professionista di fiducia e farsi condurre per esplicitare e comprendere a fondo il proprio disagio.
Cordiali saluti
Adriana Roncella
Dott.ssa Rita Messa
Psicologo, Terapeuta
Albano Laziale
Buongiorno, dal suo racconto emerge tutta la confusione derivante da una mancata richiesta d'aiuto. Sono 5 anni che soffre di ansia e attacchi di panico curati con una terapia farmacologia "fai-da-te". Le consiglio di farsi seguire da uno psichiatra, per quanto riguarda i farmaci, e di imparare a gestire la condizione di ansia iniziando un percorso terapeutico in cui esplorare le emozioni nel qui ed ora e comprendere ciò che il sintomo rappresenta - cosa sta cambiando nella sua vita? o cosa e' cambiato 5 anni fa? - modificando lentamente l'atteggiamento ansiogeno anticipatorio. L'ansia è una condizione cognitiva e comportamentale utile per l'organismo, perchè lo predispone ad affrontare situazioni potenzialmente pericolose. I problemi nascono quando non si riesce a spegnere la reazione ansiosa nel momento in cui non è più utile. Con l'aiuto di un bravo terapeuta imparerà a conoscersi meglio e a superare il problema.
Dott.ssa simona zitelli
Psicologo
Milano
Buongiorno, ritengo che faccia un po' di confusione. Medicinali quali ansiolitici e d antidepressivi non vanno presi alla leggera, sospendendo o sostituendo in base ad un proprio giudizio. Le consiglio di seguire scrupolosamente le indicazioni del suo psichiatra o altro medico che la segue, per valutare un eventuale sospensione, che comunque fa fatta gradualmente, del farmaco. Potrebbe per aiutarsi magari fare attività fisica che migliora l'umore e le condizioni generali, oltre a qualche corso di meditazione mindfulness, yoga, o training autogeno
Dott.ssa Deborah Sproviero
Psicologo, Psicoterapeuta
Pozzuoli
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra per gestire la terapia farmacologica e di affiancare alla terapia farmacologica una psicoterapia. Cordiali saluti
Dott.ssa Paola Ficili
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Modica
Buongiorno
Per ottenere il massimo beneficio dai farmaci è importante che l’assunzione sia continuativa e soprattutto aderente ad uno schema di somministrazione concordato con il medico.
Inoltre non bisogna avere aspettative miracolistiche sui loro effetti, l’assunzione di farmaci è solo una parte del percorso terapeutico (anche nel caso si consulti esclusivamente lo psichiatra).

Io comunque le consiglio di sospendere il “fai da te”, di tenere un diario degli effetti che i farmaci hanno avuto, e rivolgersi al più presto ad un medico psichiatra.

Le consiglierei anche di tenere in considerazione l’approccio integrato che prevede trattamento farmacologico e psicoterapico insieme.

Saluti
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
La terapia farmacologica va prescritta dallo psichiatra, rigorosamente, che è in grado di modificarla all'occorrenza secondo le reazioni individuali ad essa. Però consiglio di affiancarvi un percorso di psicoterapia che va alla radice dell'origine del problema, altrimenti si rischia di non risolverlo o di cronicizzarlo.cordiali saluti. Dr.ssa Daniela Benvenuti
Dott. Massimo Zedda
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Torino
Buongiorno: come i colleghi che hanno risposto, suggerisco una visita psichiatrica per la gestione della terapia farmacologica e parallelamente un percorso psicoterapeutico. saluti.
Dott. Emanuele Grilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Direi che la gestione della Terapia Farmacologica va concordata con uno Psichiatra. Nel suo caso sarebbe opportuna anche una psicoterapia per aiutarla a gestire e migliorare il rapporto col sonno e con le medicine. Vedrà che ne riceverà profondo sollievo Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Dott.ssa Francesca Carolina Ferbo
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Napoli
Salve, purtroppo il farmaco può essere un valido strumento di supporto ma non può essere la cura definitiva. Pertanto ti consiglio un consulto psicologico in modo da poter trovare un modo per limitare al minimo l'assunzione di farmaci e riuscire a risolvere realmente la problematica che ti crea i sintomi ansiosi.
Ti auguro il meglio.
Dott.ssa Isabella Vecchi
Psicologo, Psicologo clinico
Varese
Buongiorno, dal suo racconto emerge che negli ultimi anni ha fatto uso di farmaci diversi che, per loro natura, necessitano di prescrizione medica. Le consiglio di fare riferimento ad un medico psichiatra che provvederà ad adattare il sostegno farmacologico in funzione delle difficoltà che lei vorrà descrivere.
Le sconsiglio vivamente di modificare in autonomia i dosaggi che il medico le prescrive perché mette a repentaglio il buon esito della terapia
Dott.ssa Giorgia Tolio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Buongiorno,
l'autogestione dei psicofarmaci, non porta mai a niente di buono.
Consulti il suo psichiatra e valutate assieme quale sia la strategia migliore.
Inoltre, come già consigliato dai colleghi, valuti la possibilità di percorso psicoterapeutico per riconoscere l'origine dei sintomi , vedere come e quando compaiono, così da possedere gli strumenti per gestirli al meglio. I farmaci sono ottimi per contenere i sintomi, ma non per gestirne l'origine. E come ha notato, spesso i sintomi si riaffacciano.
Cordialità
Dott.ssa Giorgia Tolio
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di MioDottore,

Quanto da lei scritto illustra in questo momento il suo costante pensiero al sintomo e all’ansia. Ritengo che per problematiche come la sua potrebbe esser utile un approccio integrato. Per smussare la sintomatologia ansiosa e del panico sarebbe utile la prescrizione farmacologica di uno psichiatra. Poi cosa ancora piú importante da fare sarebbe intraprendere un percorso di psicoterapia volto ad approfondire il significato e le funzioni del suo sintomo rispetto alla sua vita. La psicoterapia le consentirebbe di approcciare al problema diversamente e di costruire le bas8 per poter fronteggiare meglio anche in futuro i momenti di crisi e di difficoltà, che tra L’ altro nella vita non mancheranno mai.
Nella speranza che possa prendere sul serio quanto sopra indicatole.

Cordiali saluti
Dott. Diego Ferrara
Dott. Valeriano Fiori
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve, per quanto riguarda i farmaci le consiglio di rivolgersi al suo medico di fiducia, che conosce bene la situazione.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace per la situazione ed il disagio espresso. Relativamente alla questione dei farmaci, credo che sia meglio esporre le proprie domande al medico, sicuramente persona più competente in materia.
Ritengo comunque essenziale intraprendere un percorso psicologico volto a riconoscere ed identificare le cause ed i fattori di mantenimento dei suoi sintomi, aspetti che il farmaco, da solo, non può aiutarla a cogliere.
Cordialmente, dott. FDL
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, per l'utilizzo di farmaci è sempre raccomandabile rivolgersi al medico che le ha prescritte, conoscendo il trascorso e il suo quadro sicuramente saprà darle un consiglio più competente.
MMM
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott. Alessandro Conforti Di Lorenzo
Psicologo, Psicologo clinico
Curtarolo
Gentile utente, sarà una situazione fonte di preoccupazione per lei, ha provato a tranquillizzarsi e a cercare soluzioni alternative parallele ai farmaci (di cui saprai dirle il suo psichiatra?)Una prima consulenza online può aiutarla a chiarire le idee e a conoscere il percorso di benessere psicologico più idoneo a lei. Mi faccia sapere. saluti
Dott.ssa Daniela Parisi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Como
Gentile utente, ritengo sia doveroso rivolgersi ad un medico psichiatra per stabilire la giusta cura farmacologica.
La invito, parallelamente, a riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso psicoterapeutico per meglio comprendere il suo malessere e dare significato a ciò che le sta accadendo.
Saluti,
dott.ssa Daniela Parisi
Dott.ssa Antea Viganò
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pessano con Bornago
Buongiorno gentile utente, le consiglio di rivolgersi ad uno psichiatra per gestire la terapia farmacologica e di affiancare alla terapia farmacologica una psicoterapia. Cordiali saluti
AV
Dott.ssa Rossella Neri
Psicologo, Psicologo clinico
Appiano Gentile
Buonasera, le consiglierei di rivolgersi ad uno psichiatra, che la affianchi nella gestione dei farmaci. Sarebbe opportuno affiancare alla terapia farmacologica, un percorso di psicoterapia per comprendere meglio questa ansia, che la accompagna da diverso tempo.
Rimango a disposizione, RN
Dott.ssa Alessandra Barbera
Psicologo, Psicologo clinico
Catania
Buonasera gentile utente, è fondamentale che la terapia farmacologica venga stabilita da parte di un medico psichiatra.
Abbinarla a un consulto psicologico potrebbe sicuramente esserle d'aiuto.
Cordialmente,
Dott.ssa Alessandra Barbera
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno, la somministrazione farmacologica è argomento di interesse del medico curante/psichiatra che le ha inizialmente prescritto i farmaci, l'autoprescrizione può rivelarsi decisamente rischiosa. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di riferimento per avere i necessari chiarimenti. Le suggerisco, inoltre, di intraprendere un percorso psicologico per capire i significati che questi sintomi hanno per lei, a volte la sola cura farmacologica non è efficace al fine di una completa guarigione.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buongiorno, per le indicazioni circa i farmaci le suggerisco di rivolgersi ad un medico psichiatra in quanto non è competenza dello psicologo. In ogni caso dal suo racconto sembra che non abbia mai affiancato un percorso psicologico alla terapia farmacologica. Se così fosse la invito ad iniziare quanto prima, poiché i farmaci non sono sufficienti da soli a prendersi cura del suo malessere. Un caro saluto
Dott.ssa Silvia Spelta
Psicologo, Psicologo clinico
Muggiò
Buongiorno, come già scritto dai miei colleghi la invito vivamente a rivolgersi ad medico psichiatra che possa pianificare una terapia farmacologica in base ai suoi specifici bisogni. Inoltre le consiglio di considerare di intraprendere un percorso psicologico, i farmaci spesso non bastano per avere un vero miglioramento nel suo benessere psicofisico, soprattutto a lungo termine. Rimango a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Silvia Spelta.
Dott.ssa Michela Berta
Psicologo, Psicologo clinico
Stezzano
Caro paziente, dalla sua domanda emerge una grandissima richiesta di aiuto, seppur implicita. I farmaci possono essere molto utili, ma allo stesso tempo dannosi se non supportati da un percorso psichiatrico e, specialmente, psicologico. Gli ansiolitici permettono infatti di eliminare o attenuare, solo momentaneamente, il sintomo, ma quest'ultimo rappresenta la punta di un iceberg che andrebbe indagato all'interno di un percorso psicologico ben strutturato. E' evidente che desideri prendersi cura di sè, e questo è un ottimo inizio: provi a proseguire questa strada. Un abbraccio.
Salve , dalle sue parole si evince il suo comprensibile disagio e mi dispiace molto.
Le consiglierei innanzitutto di rivolgersi ad uno specialista (psichiatra) per quanto riguarda l’aspetto farmacologico.
Inoltre sarebbe opportuno iniziare un percorso psicologico per approfondire i sintomi e le cause del suo disagio al fine di contenere l’ansia e le conseguenze che ne derivano disturbando la sua salute mentale e quindi la sua quotidianità .
Resto a disposizione per qualsiasi informazione
Distinti Saluti
Dr Marziani
Dott.ssa Aurora Quaranta
Psicologo, Psicologo clinico
Vimodrone
Buongiorno, le consiglio di parlarne con il medico curante o/e eventualmente con lo psichiatra di riferimento.
Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Gentilissimo utente, grazie di condividere questo difficile momento.
Mi dispiace sentire che stai attraversando un momento di confusione e ansia. È sempre importante consultare il tuo medico prima di apportare qualsiasi cambiamento alla tua terapia farmacologica.
In generale, riprendere il talofen per un breve periodo potrebbe essere una soluzione temporanea per affrontare i turbamenti e migliorare il sonno. Tuttavia, è importante non prendere il talofen in modo continuativo e solo sotto la supervisione del tuo medico.
Per quanto riguarda lo Xanax, se il tuo medico ti ha consigliato di prenderlo solo in caso di crisi di ansia, potresti continuare a seguire tale consiglio. Tuttavia, se ritieni che l'ansia sia peggiorata da quando hai iniziato a prendere lo Xanax, potresti voler discutere di alternative con il tuo medico.
In generale, è importante lavorare insieme al tuo medico per trovare la migliore combinazione di farmaci e terapie per gestire l'ansia e migliorare il sonno. Potresti anche voler considerare l'aggiunta di terapie non farmacologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale, per affrontare l'ansia in modo più completo.
Ricorda che prendersi cura della propria salute mentale è fondamentale e non esitare a chiedere aiuto se senti di non poter gestire da solo la situazione. Spero che queste informazioni possano esserti utili e ti auguro di trovare il supporto di cui hai bisogno per superare questo momento difficile. Resto a sua disposizione per una eventuale consultazione.
Dott.ssa Floriana Ricciardi
Psicologo, Psicologo clinico
Venegono Inferiore
Gentile utente, è una prassi molto comune iniziare a modificare la terapia farmacologica (se non sospenderla in parte o del tutto) proprio quando si sta bene o comunque meglio. Purtroppo questo è un errore che non va fatto, perchè è proprio quella terapia con quel dosaggio che la fa stare bene in quel momento. La invito a fidarsi del suo medico e a non pensare che tutto ruota intorno ai farmaci.
dott.ssa Floriana Ricciardi
Dott.ssa Giorgia Schina
Psicologo, Psicologo clinico
Monte Compatri
Caro utente, da come scrive sembra che la gestione di questi farmaci sia a suo discernimento : iniziare, finire, sostituire. Spero vivamente non sia cosi, solo lo psichiatra può aiutarla nella gestione di queste modulazioni modificando in base alle esigenze , cliniche e personali , i farmaci. Innanzitutto, se ancora non lo avesse fatto chieda supporto ai colleghi Psichiatri, poi affianchi un percorso psicoterapeutico che l'aiuti a gestire il motivo per cui gli viene l'ansia e il panico.

un abbraccio, dott.ssa Giorgia Schina
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, in merito alla giusta assunzione dei farmaci le consiglio di consultare il medico che gliele ha prescritte.
Ritengo possa anche beneficiare di un consulto psicologico per indagare le cause scatenanti della sua ansia. I farmaci possono aiutare nella gestione quotidiana dei sintomi, ma non risolvono il problema alla base. Qualsiasi pensiero o preoccupazione la tenga sveglio e la faccia essere agitato o preoccupato durante la giornata, può essere elaborato, permettendole di ritrovare il suo benessere.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessato ad un colloquio.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, le consiglio di porre le domande sui farmaci al medico che le ha prescritto la cura. Le consiglio di associare ai medicinali anche un percorso di supporto psicologico per arrivare alle cause del problema.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Le auguro il meglio!
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Giulia Ruffino
Psicologo, Psicologo clinico, Terapeuta
Cossato
Capisco quanto possa essere disorientante e frustrante questa situazione, e apprezzo la fiducia che hai riposto nel mettere per iscritto e condividere questi pensieri così intimi. Dal punto di vista psicologico, ciò che stai vivendo potrebbe riflettere un complesso di ansia che cerca una forma di equilibrio, non solo a livello farmacologico, ma anche a livello più profondo della tua psiche.

L'interruzione brusca del Talofen, che hai descritto, è stata sicuramente uno shock per il tuo sistema, e questo ha probabilmente portato a un periodo di "crisi" che hai comunque affrontato con coraggio. Ora, ti trovi di fronte a una scelta simile e mi sembra che la tua domanda esprima non solo una preoccupazione farmacologica, ma anche una ricerca di stabilità interiore.

È importante considerare che cambiare o sospendere bruscamente un farmaco può riattivare certi sintomi o renderti più vulnerabile all’ansia, come hai già sperimentato in passato. Il tuo corpo e la tua mente sono strettamente interconnessi, e ogni cambiamento chimico influisce su entrambi i piani. Se lo Xanax è stato usato regolarmente per due anni, può essere che parte della tua ansia attuale sia legata anche a un possibile stato di dipendenza psicologica o fisica dal farmaco.

Tuttavia, vedo anche un desiderio di "ritorno" al Talofen, quasi come se fosse una vecchia sicurezza a cui aggrapparsi per gestire le turbolenze interne. Questo potrebbe indicare non solo una ricerca di un aiuto per dormire, ma anche un tentativo di ritrovare una certa "stabilità" che in passato sentivi.

Forse vale la pena chiedersi: cosa rappresenta per te il Talofen e cosa lo Xanax? Che significato hanno assunto nella tua vita, al di là della loro funzione terapeutica?

Detto ciò, prima di prendere qualsiasi decisione riguardo al cambiamento dei tuoi farmaci, è cruciale discuterne con il tuo medico curante. Solo lui/lei può valutare con precisione la tua situazione, considerando tutti i fattori medici e il tuo passato clinico. Ma, al di là dei farmaci, potrebbe essere utile affiancare un percorso terapeutico che ti permetta di esplorare le radici profonde della tua ansia e dei tuoi turbamenti, aiutandoti a scoprire nuove modalità di gestione senza fare troppo affidamento sui farmaci.

Hai mai pensato di intraprendere un percorso di questo tipo?
Buona fortuna
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Salve, la sua situazione è complessa e coinvolge aspetti importanti legati alla gestione dell'ansia, attacchi di panico e l'uso di farmaci psicotropi. È comprensibile che sia turbato e desideri chiarire quale sia la scelta migliore.
È importante sottolineare che il cambiamento o la sospensione di farmaci, soprattutto ansiolitici o neurolettici come Talofen, Xanax e Felison, deve sempre avvenire sotto stretta supervisione medica. La sospensione brusca di un farmaco può causare effetti collaterali o un peggioramento dei sintomi, come potrebbe essere accaduto quando ha interrotto improvvisamente il Talofen in passato.

Riguardo alla tua domanda:

Ritornare al Talofen potrebbe essere un'opzione da valutare con il medico che conosce la sua storia clinica. Tuttavia, l'uso di un farmaco deve essere ben pianificato, tenendo conto dei benefici e dei possibili effetti collaterali.
Sospendere lo Xanax : anche in questo caso, è cruciale valutare il rischio di sintomi di astinenza, che possono includere ansia aumentata, insonnia o altri sintomi simili. Può essere il medico a guidarla in un'eventuale riduzione graduale ea stabilire se sia necessario mantenerlo o meno.
Il ruolo dell'ansia : a volte i sintomi dell'ansia possono essere influenzati anche dall'uso prolungato di alcuni farmaci o dalla loro sospensione. Servire una valutazione accurata per distinguere tra ansia di base ed effetti legati al trattamento farmacologico.
Cosa fare? Sarebbe utile e consigliato rivolgersi a uno specialista, come uno psichiatra o uno psicoterapeuta esperto, per valutare la situazione e stabilire un piano terapeutico personalizzato. Un supporto psicoterapeutico potrebbe essere altrettanto prezioso per affrontare ansia e attacchi di panico in modo più strutturato, eventualmente integrato con tecniche come la mindfulness o l'EMDR per lavorare su eventuali cause profonde.
Se desideri approfondire, puoi contattare uno specialista per un consulto.

Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Silvia Caruso
Psicologo, Psicologo clinico
Palazzolo sull'Oglio
Buongiorno, il consiglio che mi sento di darle è di contattare uno psichiatra ed eventualmente iniziare un percorso psicologico per poter affrontare il percorso e la sua ansia. Cordialmente, Dott.ssa Caruso
Dott.ssa Alice Speroni
Sessuologo, Psicologo, Psicologo clinico
Como
Gentile paziente,
mi atterrei a ciò che il suo dottore le ha detto. Non faccia miscugli strani coi farmaci, potrebbe essere controproducente.
Invece, ha mai preso in considerazione l'opzione di fare un percorso terapeutico e di praticare la mindfulness? Aiuta molte persone, potrebbe forse fare al caso suo! Rimango a disposizione per un consulto Online!
Dott.ssa Simonetta Sarro
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Magenta
L'ansia rappresenta un disagio interiore che può avere un sollievo con il farmaco, ma il farmaco non è la soluzione, è un tamponamento che ci equilibria e ci permette di elaborare poi il disagio.
Durante l'assunzione di una terapia psicofarmacologica è fondamentale seguire la prescrizione del proprio medico per non incorrere in "pasticci" che ci porterebbero poi a stare più male!
Un farmaco non controllato ci fa più male, un farmaco ben dosato ci può aiutare nel percorso di guarigione.
la invito a parlare più approfonditamente con il suo medico per valutare la terapia per lei più giusta, e rifletta sulla possibilità anche di un percorso psicologico che possa aiutarla a risolvere e gestire meglio la sintomatologia ansiosa!
Dott.ssa Virginia Banfi
Psicologo, Psicologo clinico
Saronno
Buongiorno, non sono esperta di psicofarmaci. Dato che psicologi e psicoterapeuti non posso prescriverli, le consiglio di rivolgersi a uno psichiatra che può sicuramente essere più informato e indirizzarla su una terapia adatta alle sue esigenze. Ciò che sconsiglio è modificare la farmacoterapia in autonomia poiché, come ha notato, sono farmaci con diversi effetti collaterali.
Buongiorno,
comprendo la sua confusione: affrontare ansia e insonnia per lungo tempo, alternando farmaci diversi, può effettivamente disorientare. Le decisioni su quando e come sospendere o reinserire un farmaco come il Talofen, o passare da Xanax a un'altra terapia, non dovrebbero mai essere prese in autonomia, ma sempre insieme allo specialista che la segue. Questo perché ogni cambiamento può influenzare l’equilibrio che ha faticosamente ricostruito.

Inoltre, se sente di essere tornato “più lucido” dopo l’interruzione del Talofen, è importante valutare che cosa rappresenta oggi per lei il bisogno di riprenderlo: è un sintomo, una paura o un desiderio di controllo?

Può essere utile anche affiancare un percorso psicologico, che l’aiuti a gestire turbamenti e ansia senza affidarsi solo ai farmaci. Non è raro che, dopo anni di terapie farmacologiche, il corpo chieda anche uno spazio di ascolto e lavoro interno.

Non è “una cazzata” chiedersi se c’è un’altra via. Ma farlo con un professionista al suo fianco è il modo migliore per prendersi cura di sé.

Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina Emma Morelato
Psicologa clinico-giuridica – Rovigo e online
Dott.ssa Chiara Biasi
Psicologo, Psicologo clinico
Brescia
Buongiorno, interrompere bruscamente uno psicofarmaco senza fare uno scalaggio non è mai una buona idea e lei purtroppo l'ha testato sulla sua pelle e mi dispiace. Se ha uno psichiatra di riferimento che l'ha seguita, le consiglierei di fare una rivalutazione, se si è affidato al medico di base invece le consiglierei un consulto più specialistico sulla parte farmacologica. In ogni caso l'ansia è un segnale della nostra mente per dirci che è a disagio e qualcosa probabilmente la scatena, potrebbe esserle utile magari provare a parlarne con uno specialista per comprendere l'origine, non solo eliminare il sintomo.
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve, capisco la confusione e il bisogno di trovare stabilità, ma ogni variazione farmacologica, soprattutto dopo anni di assunzione, va valutata solo con lo psichiatra. Sospendere o sostituire lo Xanax da solo, anche con il Talofen, può causare instabilità emotiva o fisica, soprattutto in un quadro d’ansia. Le consiglio di confrontarsi con il medico che la segue, per valutare un piano graduale e personalizzato. Intanto, potrebbe affiancare un lavoro con uno psicologo psicoterapeuta, utile per gestire l’ansia in modo più stabile e profondo, magari con EMDR o tecniche di respirazione e consapevolezza corporea. Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, la cosa davvero importante è che lei non faccia cambi da solo, perché il rischio è solo quello di sentirsi ancora più confuso e agitato. Non sta facendo “una cazzata”: sta cercando di capire come stare meglio. Ma per farlo in sicurezza serve che ne parli con il medico che la segue, così da valutare insieme quale farmaco è più adatto al sonno, quale per l’ansia e soprattutto come gestire eventuali sospensioni in modo graduale. Le suggerisco parallelamente di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara

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