Salve, ormai da 6 anni assumo il daparox in gocce tra le 30 e 25 ora sono a 25 però negli ultimi ann
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Salve, ormai da 6 anni assumo il daparox in gocce tra le 30 e 25 ora sono a 25 però negli ultimi anni ho avuto sempre delle piccole ricadute per questo non riesco mai a toglierlo definitivamente. Ora negli ultimi mesi è tornato tutto forti stati di ansia attacchi di panico sbandamenti confusione mentale. Oltre al mio neurologo che questi giorni chiamerò per questa situazione, sto andando da una psicoterapeuta, sono agli inizii quindi ancora alti e bassi... però questa ansia non mi lascia in questi giorni..non so cambio di stagione, il daparox che non ha più effetto? Ho la testa in confusione e mi gira e non so cosa fare
Gentile utente,
Sicuramente è stato opportuno iniziare una psicoterapia perché è proprio efficace affiancarla alla terapia farmacologica. Spesso però i sintomi non si alleviano subito, è necessario aspettare del tempo perché bisogna prima che si imposti un lavoro terapeutico. Mi sembra giusto che lei voglia innanzitutto parlarne con il medico, tuttavia è anche importante che lei possa parlarne proprio con la sua psicoterapeuta per trovare anche solo delle piccole soluzioni che possano farla sentire meglio in questo periodo.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano
Sicuramente è stato opportuno iniziare una psicoterapia perché è proprio efficace affiancarla alla terapia farmacologica. Spesso però i sintomi non si alleviano subito, è necessario aspettare del tempo perché bisogna prima che si imposti un lavoro terapeutico. Mi sembra giusto che lei voglia innanzitutto parlarne con il medico, tuttavia è anche importante che lei possa parlarne proprio con la sua psicoterapeuta per trovare anche solo delle piccole soluzioni che possano farla sentire meglio in questo periodo.
Cordiali saluti
Alessia Vaudano
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Gentile , certamente continui con terapia farmacologica finchè non avrà un consulto medico, i farmaci non possono essere interrotti o modificati bruscamente.
è importante inoltre che trovi nel suo terapeuta una persona di fiducia con cui parlare anche dei dubbi e problematiche quotidiane che l'assalgono così che insieme possiate trovare soluzioni creative. ha fatto bene ad unire alla terapia farmacologica quella psicoterapica poichè i due trattamenti insieme si rafforzano. saluti!
è importante inoltre che trovi nel suo terapeuta una persona di fiducia con cui parlare anche dei dubbi e problematiche quotidiane che l'assalgono così che insieme possiate trovare soluzioni creative. ha fatto bene ad unire alla terapia farmacologica quella psicoterapica poichè i due trattamenti insieme si rafforzano. saluti!
Buongiorno signora, sarebbero necessarie ulteriori informazioni per comprendere come mai la sintomatologia si sia acuita proprio in questo momento: il cambio di stagione può influire sul suo benessere, ma magari ci sono dei cambiamenti nella sua vita, cui non ha dato peso.
Cerchi di avere un pò di pazienza, con il lavoro terapeutico potrà andare a fondo e anche imparare delle utili tecniche per gestire i suoi stati d'ansia. Si dia tempo e comunichi con la sua terapeuta per qualsiasi dubbio.
In bocca al lupo, Francesca
Cerchi di avere un pò di pazienza, con il lavoro terapeutico potrà andare a fondo e anche imparare delle utili tecniche per gestire i suoi stati d'ansia. Si dia tempo e comunichi con la sua terapeuta per qualsiasi dubbio.
In bocca al lupo, Francesca
Salve, lei non ci scrive molto su di sè, dati importanti come la sua età e soprattutto quando e perchè sono iniziati i sintomi, cosa stava succedendo in quel periodo nella sua vita. Si è vero che nei cambi di stagione i sintomi si riacutizzano in autunno e primavera. Sarebbe bene che lei ricontatti il medico che le ha prescritto inizialmente i farmaci che sta prendendo, e dato che i sintomi si sono riacutizzati potrebbe rivedere la cura. Inoltre fa bene a fare insieme una psicoterapia, tramite l'aiuto della psicoterapeuta può elaborare le cause che le hanno procurato i sintomi, perchè nel momento in cui lei sospenderà i farmaci se non ha elaborato e risolto le cause i sintomo potrebbero tornare, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Buonasera provi ad esplorare insieme al suo terapeuta le motivazioni che possono portarla alla confusione mentale. Per quanto riguarda i farmaci è utile continuare con la prescrizione medica
Sicuramente il cambio di stagione contribuisce a peggiorare una situazione già di per se precaria.
In ogni caso sarebbe opportuno che discuta con il suo neuro-psichiatra la possibilità di un adeguamento farmacologico.
Inoltre continui con la psicoterapia che nel tempo avrà risultati
In ogni caso sarebbe opportuno che discuta con il suo neuro-psichiatra la possibilità di un adeguamento farmacologico.
Inoltre continui con la psicoterapia che nel tempo avrà risultati
Buonasera. Immagino che questo ritorno a stati passati preoccupi e il rischio è quello di male interpretare il significato di quanto le stia accadendo. Sinceramente trovo imprudente risponderle proprio perché lei ha già due riferimenti importanti (neurologo e terapeuta) e essere una terza voce aumenterebbe proprio il senso di confusione di cui ci parla. Vedrà che fidandosi dei suoi curanti ne uscirà bene un'altra volta!
Salve, il fatto che scriva che sono 6 anni che assume il daparox ci da qualche indicazione e spero il suo neurologo (o chi le prescive il farmaco) l'abbia informata anche all'epoca dell'importanza di affiancare una psicoterapia all'assunzione di sostanze psicotrope. Sicuramente il suo sistema fisiologico adesso è abituato alla sostanza ed è possibile che nuovi stress (fisici o emotivi) possano farla sentire pi agitata e per questo che necessiti di un aggiustamento nella terapia. in ogni modo mi fa piacere che scirva che ha iniziato un percorso con un collega e confido assieme a lei che sarà in grado di fornirle tutto l'aiuto di cui ha bisgono, fosse solo di comprendere quali stati mentali attivano questi sintomi e che funzione hanno per lei. Si ricordi che l'ansia è fastidiosa ma è comunque un'emozione adattiva, che salvagurda qualche parte di lei da qualcosa di "presumibilmente e storicamente" più pericoloso :) accettare questa condizione spesso è davvero il primo passo verso il cambiamento! le auguro buona fortuna e spero possa prendere ogni beneficio dal percorso iniziato.
Talvolta,cara. Paziente l'eccesso di farmaci
Può provocare questi sintomi...si chiama effetto paradosso!
Per ulteriori spiegazioni
mi chiami.
A presto
Alessandra Lancellotti
Può provocare questi sintomi...si chiama effetto paradosso!
Per ulteriori spiegazioni
mi chiami.
A presto
Alessandra Lancellotti
Salve. Lei sta facendo bene! Lasci solo il tempo alla psicoterapia di fare il suo corso e si affidi più che può al suo terapeuta. Assieme al contenimento farmacologico avrà i risultati che lei spera. Deve poter avere solo un poco di pazienza. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli.
Buongiorno, ha fatto un ottima scelta nell'affiancare al trattamento farmacologico una psicoterapia, deve comunque avere un pò di pazienza, presto si accorgerà da sola che una buona terapia può dare ottimo sollievo ai sintomi, bisogna solo aspettare che il percorso terapeutico abbia i suoi risultati.
Buon Giorno, lei sta sicuramente seguendo la strada giusta intraprendendo sia la cura farmacologica che quella psicoterapeutica, parli con la sua psicoterapeuta dei dubbi in merito alla terapia e osservi se si sente da lei rassicurata, è importante per avviare il processo di guarigione che lei si senta tranquilla ed al sicuro con la sua terapeuta.
Salve, ha iniziato il percorso giusto. Non sospenda i farmaci né ne modifichi il dosaggio senza la prescrizione del suo medico di riferimento, continui anche la psicoterapia e cerchi di non avvilirsi se non vede risultati immediati, che non sono quasi mai stabili.
Marta Calderaro
Marta Calderaro
Buongiorno,
può accadere di avere dei momenti di difficoltà, anche all’interno di una terapia farmacologica e psicoterapia. Si dia del tempo, perché scrive che la psicoterapia è iniziata da poco.
Le suggerisco di affidarsi con fiducia ai colleghi che la seguono.
Dott.ssa Rita Reggimenti
può accadere di avere dei momenti di difficoltà, anche all’interno di una terapia farmacologica e psicoterapia. Si dia del tempo, perché scrive che la psicoterapia è iniziata da poco.
Le suggerisco di affidarsi con fiducia ai colleghi che la seguono.
Dott.ssa Rita Reggimenti
Buongiorno. La preoccupazione e l'angoscia relativa a uno stato di confusione e di ansia che non La abbandonano sono assolutamente comprensibili. Quando si soffre di questo tipo di fastidi, le ricadute sono possibili e non necessariamente spie di un'impossibilità di risoluzione totale del problema (o di netto peggioramento). Tuttavia, il fatto che da qualche mese Lei riporti un peggioramento è indicazione degna di approfondimento: perché proprio ora, e perché a differenza di altri periodi adesso sperimenta questa ricaduta? Cosa nella Sua vita ha provocato il malessere? Lei ha fatto la cosa migliore che poteva: cominciare una psicoterapia e riprendere i contatti con il medico che Le ha prescritto la cura farmacologica. Rispetto agli effetti (attesi, indesiderati, di assuefazione/non efficacia) di quest'ultima, solo il neurologo che La segue può fornire le indicazioni eticamente e clinicamente corrette (perché conosce la Sua anamnesi medica, farmacologica, le Sue comorbilità e le Sue eventuali allergie e intolleranze). Rispetto al resto, la psicoterapia è la modalità elettiva per comprendere i motivi della sintomatologia e risolverla (anziché limitarsi a tenerla a bada, come fa il farmaco). La combinazione di queste due azioni si rivela vincente in letteratura e nella pratica clinica quotidiana. Solo con la psicoterapia potrà rispondere alle domande poste all'inizio, e di conseguenza, trattare efficacemente il problema fino alla sua risoluzione. Si dia tempo, e intanto concordi con terapeuta e neurologo un piano di gestione delle acuzie che Le consenta di avere la lucidità di affrontare il percorso. In bocca al lupo! Cordialità, DMP
Buonasera. Rispetto la sintomatologia curata attraverso l'uso di farmaci, si rivolga ad un medico, meglio se il prescrivente. Sono contento possa sistemare i propri vissuti attraverso un percorso terapeutico, che sicuramente le sarà di grande aiuto per poter meglio comprendere cosa sta vivendo.
Cordialità
Massimiliano Trossello
Cordialità
Massimiliano Trossello
Buonasera, è stato opportuno affiancare una psicoterapia alla terapia farmacologica.Consideri che sintomi non si alleviano subito, è necessario aspettare del tempo perché bisogna prima che si imposti un lavoro terapeutico. Inoltre, è importante che lei riferisca questi pensieri alla sua psicoterapeuta. Cordiali saluti Antonella
Complimenti ad aver affiancato ai farmaci sintomatologici anche la psicoterapia. Lasciando il giusto tempo questa andrà risolvere anche ciò che sta a monte, che altrimenti riemergerà. Guardarsi dentro, e non al meteo fuori...
Buona continuazione
Buona continuazione
Buonasera, per i farmaci chieda al medico prescrivente.
Continui il percorso psicoterapeutico con fiducia.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Continui il percorso psicoterapeutico con fiducia.
Ottime cose, Dottor Andrea De Simone
Salve, le consiglio di rivolgere questa domanda al suo medico di fiducia, soprattutto quando si parla di salute.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Buona giornata.
Dott. Fiori
Salve, per quanto riguarda informazioni sui farmaci credo che la soluzione migliore sia rivolgere la questione al medico prescrivente; è importante comunque proseguire il percorso psicoterapeutico perchè il farmaco, da solo, non coglie le cause ed i fattori di mantenimento del disagio da lei esperito.
Cordialmente, dott. FDL
Cordialmente, dott. FDL
Gentile Utente sicuramente ha fatto la scelta giusta a rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Le consiglio vivamente una volta esclusa ogni ipotetica causa organica di procedere con la terapia, molto efficace per gli attacchi di panico sono la psicoterapia breve strategica e la terapia cognitivo comportamentale.
Buongiorno, si affidi a suo medico curante per avere informazioni sul farmaco in questione, in oltre abbia fiducia nel suo terapista, spesso è necessario del tempo per notare dei benefici.
MMM
MMM
Buonasera, penso debba rivolgere questa domanda al suo medico di base, Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno caro utente, la invito a proseguire l’assunzione dei farmaci secondo prescrizione e contemporaneamente ad esplorare insieme al suo psicoterapeuta le cause che potrebbero essere coinvolte nella confusione mentale che sta sperimentando. In bocca al lupo, dott.ssa Tamara Muratore
Buonasera, sono d'accordo con i colleghi. Credo che in questo momento la scelta migliore sia stata quella di affiancare un percorso psicoterapeutico al trattamento farmacologico. Può capitare che sia all'inizio del percorso, sia durante, può sentire una riacutizzazione dei sintomi, questo perché a volte si toccano temi delicati, dove il sintomo in qualche modo ci proteggeva. Abbia fiducia nel lavoro che insieme al terapeuta sta avanti.
Un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Silvia Venditti
Un grande in bocca al lupo.
Dott.ssa Silvia Venditti
Salve, la prima cosa che noto è che lei è in cura da un neurologo e da un/a psicoterapeuta, eppure ci scrive su questo portale domandando alcuni dubbi circa la sua terapia farmacologica. Comprendo il perché di dubbi e perplessità sull'efficacia dei trattamenti cui si è sottoposti, quando ci si trova in condizioni di fragilità così particolari. Eppure, non posso che consigliarle sinceramente di confrontarsi con entrambi i professionisti che ha scelto come riferimento per la sua condizione, in quanto solo essi possono conoscere nei dettagli la situazione. Mi sento di sottolineare, in particolare, l'importanza che può avere questo dialogo per la vostra relazione terapeutica, in termini di fiducia reciproca.
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Mi rassicura, però, sapere che Lei la sta affrontando. Ha intenzione di contattare il suo neurologo, ha da poco iniziato una psicoterapia, presenta la sua situazione alla comunità di psicologi di MioDottore e mi par di capire che desidererebbe togliere definitivamente il farmaco. Forse tanto e tutto insieme. E forse questo, più che depotenziare, può innalzare la sua ansia. Credo che in questa fase sia importante che Lei si attesti sul lavoro psicoterapeutico che ha avviato e che lo elegga come ambito privilegiato in cui portare le sue difficoltà. Credo, altresì, importante che Lei si avvalga di una consultazione sul farmaco per modularne correttamente il dosaggio. La ringrazio. Ignazio Gioia
Salve, sono d'accordo sulla sua decisione di aver intrapreso un percorso di psicoterapia. E' importante però ricordare che tale percorso rispetto a quello farmacologico è meno immediato. Il tempo, la costanza, la partecipazione e il ricordo di quel rapporto saranno la chiave per stare meglio.
Confrontati subito con il medico e esponigli tutta la sintomatologia che senti e insieme troverete il farmaco e il dosaggio più giuste per te.
Giulia Angelici
Confrontati subito con il medico e esponigli tutta la sintomatologia che senti e insieme troverete il farmaco e il dosaggio più giuste per te.
Giulia Angelici
Buongiorno,
E' stata una buona idea aver iniziato una psicoterapia da affiancare alla terapia farmacologica.
La psicoterapia è un cammino da intraprendere, quindi ci vuole un pò di tempo per raggiungere la meta, la prima cosa è comunicazione, cerchi di aprirsi il può possibile con il suo psicoterapeuta, le racconti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni, e sicuramente potrà pian piano raggiungere il suo benessere, nel modo migliore.
Dott.ssa Chiara Librandi
E' stata una buona idea aver iniziato una psicoterapia da affiancare alla terapia farmacologica.
La psicoterapia è un cammino da intraprendere, quindi ci vuole un pò di tempo per raggiungere la meta, la prima cosa è comunicazione, cerchi di aprirsi il può possibile con il suo psicoterapeuta, le racconti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni, e sicuramente potrà pian piano raggiungere il suo benessere, nel modo migliore.
Dott.ssa Chiara Librandi
Buongiorno, la somministrazione farmacologica è argomento di interesse del medico che le ha prescritto i farmaci. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di riferimento per avere i necessari chiarimenti. Le suggerisco, inoltre, di condividere con il suo terapeuta le perplessità che ha riportato qui. Il percorso di terapia a volte richiede un attimo di tempo ma piano piano si vedono i suoi frutti, abbia un pochino di pazienza!
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata.
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Ciao,
Capisco quanto possa essere frustrante e spaventoso affrontare questa situazione di ansia e confusione mentale. È importante saper affrontare questi momenti difficili con il giusto supporto e assistenza. Innanzitutto, voglio farti i complimenti per aver intrapreso sia la terapia farmacologica che quella psicoterapeutica. Questo dimostra la tua dedizione nel cercare il benessere psicofisico.
Le ricadute possono accadere durante un percorso di trattamento e spesso sono un segnale che qualcosa potrebbe aver bisogno di essere rivisto o esplorato in modo più approfondito. È fondamentale che tu parli apertamente con il tuo neurologo riguardo a come ti senti e alla persistente ansia nonostante l'assunzione del daparox. Potrebbe essere utile valutare se sia necessario regolare la posologia o considerare altre opzioni terapeutiche.
La psicoterapia può essere un valido supporto per affrontare l'ansia e comprendere le dinamiche sottostanti che potrebbero contribuire alla tua situazione attuale. Sappi che è normale avere alti e bassi inizialmente mentre ti immergi in questo percorso. Con il tempo e il lavoro con la psicoterapeuta, potresti scoprire strategie per affrontare meglio l'ansia e ridurre la confusione mentale.
La stagione e i cambiamenti ambientali possono influenzare il nostro benessere emotivo e psicofisico, quindi potrebbe essere utile prestare attenzione alle tue sensazioni durante questo periodo.
Nel frattempo, ricorda di prenderti cura di te stessa. Cerca di dedicare del tempo al relax, praticare attività fisica leggera, avere una dieta equilibrata e cercare di gestire lo stress nella misura del possibile. Lavorare sulla gestione dello stress può essere di grande aiuto nell'affrontare i momenti di ansia.
Se l'ansia persiste e ti senti sopraffatta, non esitare a parlare con il tuo neurologo e la tua psicoterapeuta. Lavorare insieme come squadra può aiutarti a trovare il percorso più adeguato per il tuo benessere.
Sono qui per supportarti lungo questo viaggio di comprensione e guarigione. Non esitare a contattarmi se hai bisogno di ulteriori consigli o sostegno.
Ti auguro una rapida sensazione di sollievo e un cammino di guarigione.
Un caro saluto,
Ilaria
Capisco quanto possa essere frustrante e spaventoso affrontare questa situazione di ansia e confusione mentale. È importante saper affrontare questi momenti difficili con il giusto supporto e assistenza. Innanzitutto, voglio farti i complimenti per aver intrapreso sia la terapia farmacologica che quella psicoterapeutica. Questo dimostra la tua dedizione nel cercare il benessere psicofisico.
Le ricadute possono accadere durante un percorso di trattamento e spesso sono un segnale che qualcosa potrebbe aver bisogno di essere rivisto o esplorato in modo più approfondito. È fondamentale che tu parli apertamente con il tuo neurologo riguardo a come ti senti e alla persistente ansia nonostante l'assunzione del daparox. Potrebbe essere utile valutare se sia necessario regolare la posologia o considerare altre opzioni terapeutiche.
La psicoterapia può essere un valido supporto per affrontare l'ansia e comprendere le dinamiche sottostanti che potrebbero contribuire alla tua situazione attuale. Sappi che è normale avere alti e bassi inizialmente mentre ti immergi in questo percorso. Con il tempo e il lavoro con la psicoterapeuta, potresti scoprire strategie per affrontare meglio l'ansia e ridurre la confusione mentale.
La stagione e i cambiamenti ambientali possono influenzare il nostro benessere emotivo e psicofisico, quindi potrebbe essere utile prestare attenzione alle tue sensazioni durante questo periodo.
Nel frattempo, ricorda di prenderti cura di te stessa. Cerca di dedicare del tempo al relax, praticare attività fisica leggera, avere una dieta equilibrata e cercare di gestire lo stress nella misura del possibile. Lavorare sulla gestione dello stress può essere di grande aiuto nell'affrontare i momenti di ansia.
Se l'ansia persiste e ti senti sopraffatta, non esitare a parlare con il tuo neurologo e la tua psicoterapeuta. Lavorare insieme come squadra può aiutarti a trovare il percorso più adeguato per il tuo benessere.
Sono qui per supportarti lungo questo viaggio di comprensione e guarigione. Non esitare a contattarmi se hai bisogno di ulteriori consigli o sostegno.
Ti auguro una rapida sensazione di sollievo e un cammino di guarigione.
Un caro saluto,
Ilaria
Buongiorno, per quanto riguarda il farmaco, è più utile rivolgersi al medico che glielo ha prescritto. Se ha iniziato un percorso non le resta che affidarsi alla collega che ha scelto senza cercare scorciatoie in altro modo, che potrebbero invece risultare controproducenti e ostacolare il percorso. Un caro saluto
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Gentile utente, posso immaginare quanto sia faticoso per lei.
Mi sembra di capire che ha attivato le risorse professionali necessarie a sostenerla in questo momento. Non è scontato riuscirci da solo.
La invito a parlare con la sua terapeuta e a rivolgere direttamente a lei i suoi dubbi.
Un saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Mi sembra di capire che ha attivato le risorse professionali necessarie a sostenerla in questo momento. Non è scontato riuscirci da solo.
La invito a parlare con la sua terapeuta e a rivolgere direttamente a lei i suoi dubbi.
Un saluto,
Dott.ssa Del Giudice
Gentile utente, il mio consiglio è di effettuare una visita presso il medico prescrivente.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Capisco che la tua situazione sia molto difficile e ti ringrazio per condividere le tue preoccupazioni. È importante che tu stia già cercando aiuto professionale, sia da un neurologo che da una psicoterapeuta. Entrambi possono offrirti supporto e consulenza preziosi.
La tua esperienza con il Daparox e i sintomi che stai riscontrando potrebbero essere influenzati da diversi fattori. È possibile che il tuo corpo si sia abituato al farmaco nel corso del tempo, riducendone l'efficacia. Inoltre, l'ansia e gli attacchi di panico possono essere influenzati da molteplici fattori, inclusi cambiamenti stagionali, stress, stili di vita e altri aspetti personali.
Quello che ti consiglio è di non ritardare nel contattare il tuo neurologo per discutere della tua attuale situazione. Potrebbe essere necessario rivedere la tua terapia o considerare altre opzioni di trattamento. Nel frattempo, continua a seguire il percorso con la psicoterapeuta, poiché il supporto psicologico può essere fondamentale per gestire l'ansia e gli attacchi di panico.
Anche se può sembrare difficile, cerca di trovare momenti di calma e di prenderti cura di te stesso. L'esercizio fisico, la meditazione, la respirazione profonda e altre tecniche di rilassamento potrebbero essere utili nel ridurre l'ansia. Non esitare a raggiungere il supporto di amici o familiari di fiducia quando ne hai bisogno.
Infine, ricorda che ci vuole tempo per affrontare e superare l'ansia e i suoi sintomi. Sii gentile con te stesso durante questo percorso e continua a cercare il supporto di professionisti della salute mentale. Spero che tu possa trovare sollievo e guarigione presto.
In ambito psicologico sistemico relazionale, potremmo ipotizzare che la tua ansia e gli attacchi di panico possano essere collegati alla tua storia personale, alle tue relazioni e al contesto in cui ti trovi. La presenza di ricadute potrebbe indicare la presenza di un problema radicato e complesso che richiede un approccio terapeutico approfondito.
Il fatto che tu stia assumendo il daparox da diversi anni potrebbe aver contribuito alla tua dipendenza dal farmaco e potrebbe essere necessario un accompagnamento specialistico per aiutarti a gestire la tua situazione in modo più completo e sostenibile.
È positivo che tu stia già seguendo un percorso terapeutico e consultando un neurologo per valutare la tua situazione attuale. È importante comunicare apertamente con i professionisti che ti seguono e cercare di comprendere le cause profonde dei tuoi sintomi per poter affrontarli in modo efficace.
Potrebbe essere utile esplorare le dinamiche relazionali e familiari che potrebbero influenzare il tuo stato d'ansia, oltre a considerare eventuali cambiamenti nel tuo stile di vita o nella tua situazione attuale che potrebbero aver contribuito al peggioramento dei sintomi.
Infine, è importante ricordare che il percorso terapeutico è un cammino che richiede tempo e pazienza, quindi cerca di essere gentile con te stesso e di dare spazio alle tue emozioni e sensazioni senza giudicarti troppo duramente. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
Il fatto che tu stia assumendo il daparox da diversi anni potrebbe aver contribuito alla tua dipendenza dal farmaco e potrebbe essere necessario un accompagnamento specialistico per aiutarti a gestire la tua situazione in modo più completo e sostenibile.
È positivo che tu stia già seguendo un percorso terapeutico e consultando un neurologo per valutare la tua situazione attuale. È importante comunicare apertamente con i professionisti che ti seguono e cercare di comprendere le cause profonde dei tuoi sintomi per poter affrontarli in modo efficace.
Potrebbe essere utile esplorare le dinamiche relazionali e familiari che potrebbero influenzare il tuo stato d'ansia, oltre a considerare eventuali cambiamenti nel tuo stile di vita o nella tua situazione attuale che potrebbero aver contribuito al peggioramento dei sintomi.
Infine, è importante ricordare che il percorso terapeutico è un cammino che richiede tempo e pazienza, quindi cerca di essere gentile con te stesso e di dare spazio alle tue emozioni e sensazioni senza giudicarti troppo duramente. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione.
Dott. Cordoba
È comprensibile che il ripresentarsi di una ricaduta le possa procurare confusione. Deve avere pazienza e fiducia sia in se stessa che nei professionisti che la stanno aiutando, dal momento che si sta affidando al trattamento d'elezione per gli Attacchi di panico: psicoterapia affiancata alla terapia farmacologica.
In questo periodo provi a "ridimensionare il problema" e rassicurarsi con un dialogo interno più comprensivo e benevolo in grado di ridurre il senso d'allarme. Facendo una riflessione costruttiva delle sue emozioni e sensazioni, può prendere una nota scritta su un diario, che sarà utile per elaborare le cause scatenanti nel lavoro terapeutico che farà nella successiva seduta.
Le auguro tutto il meglio
D.ssa Rita Messa
In questo periodo provi a "ridimensionare il problema" e rassicurarsi con un dialogo interno più comprensivo e benevolo in grado di ridurre il senso d'allarme. Facendo una riflessione costruttiva delle sue emozioni e sensazioni, può prendere una nota scritta su un diario, che sarà utile per elaborare le cause scatenanti nel lavoro terapeutico che farà nella successiva seduta.
Le auguro tutto il meglio
D.ssa Rita Messa
Gentile utente, la sua psicoterapeuta saprà mettere al lavoro le sue risorse e rispondere alle sue perplessità. Rimango a disposizione qualora desiderasse svolgere una consulenza online o essere ricevuta in studio. Cordialmente MDL
Capisco quanto possa essere difficile gestire questa situazione, soprattutto dopo anni di trattamento. È importante che continui a seguire il percorso con la psicoterapeuta, poiché è normale attraversare fasi di alti e bassi, soprattutto all'inizio. La terapia psicologica richiede tempo per dare risultati duraturi, quindi le consiglio di avere pazienza e di continuare con costanza.
Il fatto che l'ansia e gli attacchi di panico siano tornati potrebbe indicare che il dosaggio del Daparox potrebbe necessitare di un aggiustamento o che potrebbe essere il momento di esplorare altre opzioni terapeutiche. È fondamentale parlarne con il suo neurologo per valutare se il farmaco sta ancora funzionando come dovrebbe o se è necessario un cambiamento nella terapia farmacologica.
Nel frattempo, potrebbe essere utile esplorare tecniche di gestione dell'ansia come la respirazione profonda, la meditazione o altre pratiche di rilassamento che possono aiutare a ridurre i sintomi acuti. Continuare il dialogo con i suoi professionisti e non isolarsi è essenziale per trovare il giusto equilibrio e migliorare il suo benessere.
Il fatto che l'ansia e gli attacchi di panico siano tornati potrebbe indicare che il dosaggio del Daparox potrebbe necessitare di un aggiustamento o che potrebbe essere il momento di esplorare altre opzioni terapeutiche. È fondamentale parlarne con il suo neurologo per valutare se il farmaco sta ancora funzionando come dovrebbe o se è necessario un cambiamento nella terapia farmacologica.
Nel frattempo, potrebbe essere utile esplorare tecniche di gestione dell'ansia come la respirazione profonda, la meditazione o altre pratiche di rilassamento che possono aiutare a ridurre i sintomi acuti. Continuare il dialogo con i suoi professionisti e non isolarsi è essenziale per trovare il giusto equilibrio e migliorare il suo benessere.
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Salve, per tutti gli effetti e il funzionamento relativo si farmaci deve rivolgersi al medico che li ha prescritti.
Porti avanti la psicoterapia.
Occorrono costanza e pazienza, buon lavoro.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Porti avanti la psicoterapia.
Occorrono costanza e pazienza, buon lavoro.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Salve,
Capisco che la situazione stia diventando difficile da gestire. I sintomi che descrivi potrebbero essere legati a diversi fattori, tra cui l’adattamento al farmaco o un possibile cambiamento nel suo effetto nel tempo. È positivo che tu stia già seguendo un percorso psicoterapeutico e che contatterai il tuo neurologo. Ti consiglio di continuare a monitorare la situazione con il supporto del medico, che potrà valutare se è necessario un aggiustamento del trattamento o un ulteriore approfondimento.
Rimango a disposizione per qualsiasi altra domanda,
L.R.
Capisco che la situazione stia diventando difficile da gestire. I sintomi che descrivi potrebbero essere legati a diversi fattori, tra cui l’adattamento al farmaco o un possibile cambiamento nel suo effetto nel tempo. È positivo che tu stia già seguendo un percorso psicoterapeutico e che contatterai il tuo neurologo. Ti consiglio di continuare a monitorare la situazione con il supporto del medico, che potrà valutare se è necessario un aggiustamento del trattamento o un ulteriore approfondimento.
Rimango a disposizione per qualsiasi altra domanda,
L.R.
Salve,
mi dispiace che stia attraversando un periodo così difficile. È positivo che stia seguendo un percorso con la psicoterapeuta e che abbia intenzione di contattare il neurologo: sono passi importanti. A volte i cambi di stagione o altre condizioni possono accentuare l’ansia, ma il suo percorso richiede tempo e pazienza.
Nel frattempo, provi a concentrarsi su piccole tecniche di rilassamento per gestire l’ansia nell’immediato. Si ricordi che sta già facendo il possibile per migliorare, e con il supporto dei professionisti troverà un nuovo equilibrio. Non si scoraggi!
mi dispiace che stia attraversando un periodo così difficile. È positivo che stia seguendo un percorso con la psicoterapeuta e che abbia intenzione di contattare il neurologo: sono passi importanti. A volte i cambi di stagione o altre condizioni possono accentuare l’ansia, ma il suo percorso richiede tempo e pazienza.
Nel frattempo, provi a concentrarsi su piccole tecniche di rilassamento per gestire l’ansia nell’immediato. Si ricordi che sta già facendo il possibile per migliorare, e con il supporto dei professionisti troverà un nuovo equilibrio. Non si scoraggi!
Gentile,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo quanto sia difficile affrontare gli stati d'ansia e gli attacchi di panico che sta descrivendo. È positivo che stia consultando sia il neurologo che la psicoterapeuta per affrontare questa situazione.
L'ansia e le ricadute possono essere influenzate da molteplici fattori, inclusi i cambiamenti stagionali e la risposta del corpo ai farmaci. Il fatto che stia avvertendo sintomi intensi come sbandamenti e confusione mentale può essere indicativo della necessità di rivedere il suo piano terapeutico con il medico.
Continuare il percorso terapeutico, anche se agli inizi, può essere fondamentale per gestire meglio l'ansia e gli attacchi di panico. È importante dare tempo a se stessa e ai trattamenti per mostrare i loro effetti, che non sono sempre immediati.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Comprendo quanto sia difficile affrontare gli stati d'ansia e gli attacchi di panico che sta descrivendo. È positivo che stia consultando sia il neurologo che la psicoterapeuta per affrontare questa situazione.
L'ansia e le ricadute possono essere influenzate da molteplici fattori, inclusi i cambiamenti stagionali e la risposta del corpo ai farmaci. Il fatto che stia avvertendo sintomi intensi come sbandamenti e confusione mentale può essere indicativo della necessità di rivedere il suo piano terapeutico con il medico.
Continuare il percorso terapeutico, anche se agli inizi, può essere fondamentale per gestire meglio l'ansia e gli attacchi di panico. È importante dare tempo a se stessa e ai trattamenti per mostrare i loro effetti, che non sono sempre immediati.
Cordialmente
Dott.ssa Gloria Giacomin
Salve, per il momento penso la cosa più utile sia continuare con regolarità la psicoterapia, chiedendo al neurologo (o ad uno psichiatra, se ne vedi già uno) quale posologia mantenere con i farmaci. Rispetto alla psicoterapia, potrebbe essere utile cercare di capire quando sono iniziati questi sintomi di cui parli e se, al momento della ricaduta, possa esserci una correlazione con quanto successo in passato. Grazie per aver condiviso la tua storia, un saluto.
Gentile. Faccia riferimento ai professionisti che la seguono in questo momento e discuta con loro del problema. Rispondere alla sua domanda andrebbe a danneggiare il lavoro dei colleghi.
Saluti.
Saluti.
Salve gentile utente, mi sento di dirle che fa bene ad andare anche da uno psicoterapeuta. I farmaci alleviano il sintomo, ma finchè non si intraprende un percorso di psicoterapia per risolvere le cause che ne sono all'origine, i sintomi ritorneranno sempre con più vigore. Quel che posso consigliarle è, nel caso in cui il percorso di terapia attuale non dovesse portarle sollievo nel tempo, provare prima o poi un approccio di psicoterapia corporea. L'ansia e gli attacchi di panico sono una somatizzazione nel corpo di ferite emotive e di negatività irrisolte, che vanno a ridurre la profondità del respiro e a creare tensioni energetiche e muscolari. Lavorando con il corpo attraverso specifici esercizi ed esperienze: sulla respirazione, sulla postura, sul rilassamento muscolare, sull'espressione, sulla voce e sul movimento, possiamo andare a ridurre la manifestazione corporea dei sintomi e a lavorare quindi con più libertà ed energia sulle cause che ne sono all'origine. Una parte della seduta di psicoterapia corporea è volta ad alleviare i sintomi con il lavoro corporeo, un'altra parte ad analizzare e portare alla consapevolezza le cause (spesso rimosse nell'inconscio) che li originano, ed esprimerne le emozioni collegate. Spero di essere stato d'aiuto e sintetico. Buone cose, cordialmente.
Capisco il tuo stato di ansia e confusione. Datti però un poco di tempo. Stai iniziando un percorso molto efficace e completo: l'interazione tra terapia farmacologica e terapia psicologica. I risultati arriveranno. Ma non puoi averli immediatamente. Soprattutto c'è la possibilità che tu possa apprendere che l'ansia reca con sé una richiesta da comprendere e che ascoltandola potrai cominciare a disinnescare il meccanismo. Invece, la ricerca di soluzioni che evitino di riconoscere quella richiesta e che diano solo un sollievo immediato rischiano di portarti a delle forme di dipendenza da ciò che allieva, senza risolvere l'ansia alla radice.
L'ansia, infatti, si genera dall'incontro tra una certa disposizione di fondo, una maggiore o minore resistenza ad essa, con esperienze che la attivano e la rinforzano. A volte queste esperienze sono traumatiche, e da qui il lavoro su questi vissuti emotivi forti, altre volte sono l'accumulo di tante piccole esperienze ansiogene vissute dal paziente o nel contesto in cui è cresciuto (per esempio una famiglia che risponde con senso di allarme e pericolo ad ogni disagio), o, infine, si manifesta come richiesta di aiuto per risolvere qualche cosa di fortemente disfunzionale che nella vita del paziente si è cronicizzato.
Dai il tempo al tuo terapeuta di scoprire quali siano le basi su cui si regge la tua ansia forte e prolungata così da trovare la giusta strada per farla regredire. Ti auguro il meglio.
L'ansia, infatti, si genera dall'incontro tra una certa disposizione di fondo, una maggiore o minore resistenza ad essa, con esperienze che la attivano e la rinforzano. A volte queste esperienze sono traumatiche, e da qui il lavoro su questi vissuti emotivi forti, altre volte sono l'accumulo di tante piccole esperienze ansiogene vissute dal paziente o nel contesto in cui è cresciuto (per esempio una famiglia che risponde con senso di allarme e pericolo ad ogni disagio), o, infine, si manifesta come richiesta di aiuto per risolvere qualche cosa di fortemente disfunzionale che nella vita del paziente si è cronicizzato.
Dai il tempo al tuo terapeuta di scoprire quali siano le basi su cui si regge la tua ansia forte e prolungata così da trovare la giusta strada per farla regredire. Ti auguro il meglio.
Quello che dovrebbe fare lo sta facendo unendo la terapia farmacologica a quella psicologica , ma cosa più importante deve darsi tempo... se è agli inizi della terapia e ha creato una buona alleanza con la collega , vedrà che tutto si sistemerà, riuscirà a gestire al meglio questi attacchi di panico.
Le auguro una buona giornata
dott.ssa Amodio
Le auguro una buona giornata
dott.ssa Amodio
Capisco bene quanto Lei si senta confuso e spaventato in questo momento. È comprensibile che Lei sia preoccupato per il ritorno dell'ansia e degli attacchi di panico, soprattutto dopo anni di assunzione di Daparox. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza insieme.
La priorità è contattare il Suo neurologo al più presto. È fondamentale che Lei discuta con lui della possibile perdita di efficacia del Daparox o della necessità di un aggiustamento del dosaggio. Non apportare modifiche alla terapia farmacologica di Sua iniziativa.
Parallelamente, continui con la psicoterapia. È un percorso prezioso per affrontare le cause profonde dell'ansia e sviluppare strategie di coping efficaci. Gli alti e bassi sono normali all'inizio della terapia, quindi non si scoraggi.
Inoltre, potrebbe considerare:
Tecniche di rilassamento:
Pratichi regolarmente tecniche di respirazione profonda, meditazione o yoga per ridurre l'ansia nel momento acuto.
Attività fisica:
L'esercizio fisico rilascia endorfine, che hanno un effetto positivo sull'umore e sull'ansia.
Alimentazione:
Segua una dieta equilibrata, evitando caffeina, alcol e zuccheri raffinati, che possono peggiorare l'ansia.
Sonno:
Si assicuri di dormire a sufficienza (7-8 ore a notte) per favorire il recupero fisico e mentale.
Supporto sociale:
Parli con amici, familiari o gruppi di supporto per condividere le Sue esperienze e sentirsi meno solo.
Ricordi, Lei non è solo in questo percorso. Con l'aiuto del Suo neurologo, della Sua psicoterapeuta e con un approccio olistico al Suo benessere, Lei può superare questo momento difficile.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Bachler
La priorità è contattare il Suo neurologo al più presto. È fondamentale che Lei discuta con lui della possibile perdita di efficacia del Daparox o della necessità di un aggiustamento del dosaggio. Non apportare modifiche alla terapia farmacologica di Sua iniziativa.
Parallelamente, continui con la psicoterapia. È un percorso prezioso per affrontare le cause profonde dell'ansia e sviluppare strategie di coping efficaci. Gli alti e bassi sono normali all'inizio della terapia, quindi non si scoraggi.
Inoltre, potrebbe considerare:
Tecniche di rilassamento:
Pratichi regolarmente tecniche di respirazione profonda, meditazione o yoga per ridurre l'ansia nel momento acuto.
Attività fisica:
L'esercizio fisico rilascia endorfine, che hanno un effetto positivo sull'umore e sull'ansia.
Alimentazione:
Segua una dieta equilibrata, evitando caffeina, alcol e zuccheri raffinati, che possono peggiorare l'ansia.
Sonno:
Si assicuri di dormire a sufficienza (7-8 ore a notte) per favorire il recupero fisico e mentale.
Supporto sociale:
Parli con amici, familiari o gruppi di supporto per condividere le Sue esperienze e sentirsi meno solo.
Ricordi, Lei non è solo in questo percorso. Con l'aiuto del Suo neurologo, della Sua psicoterapeuta e con un approccio olistico al Suo benessere, Lei può superare questo momento difficile.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Bachler
Gentilissimo,
capisco la fatica che sta vivendo: quando l’ansia ritorna con questa intensità è naturale sentirsi confusi e preoccupati. È positivo che stia già seguendo sia il neurologo che una psicoterapia: questo doppio sostegno può essere importante per ritrovare stabilità. Le consiglio di confrontarsi presto con il suo specialista per valutare insieme la situazione clinica e i possibili aggiustamenti terapeutici. Nel frattempo, dia valore al percorso intrapreso: anche se all’inizio ci sono alti e bassi, potrà aiutarla a comprendere meglio l’ansia e a gestirla con più strumenti.
capisco la fatica che sta vivendo: quando l’ansia ritorna con questa intensità è naturale sentirsi confusi e preoccupati. È positivo che stia già seguendo sia il neurologo che una psicoterapia: questo doppio sostegno può essere importante per ritrovare stabilità. Le consiglio di confrontarsi presto con il suo specialista per valutare insieme la situazione clinica e i possibili aggiustamenti terapeutici. Nel frattempo, dia valore al percorso intrapreso: anche se all’inizio ci sono alti e bassi, potrà aiutarla a comprendere meglio l’ansia e a gestirla con più strumenti.
Salve, capisco quanto possa essere difficile vivere questa fase, soprattutto dopo tanti anni di trattamento e con la sensazione che i sintomi siano tornati a farsi sentire con forza. È importante che lei abbia già deciso di confrontarsi con il neurologo: dopo un lungo periodo di assunzione, può capitare che il corpo reagisca diversamente o che siano necessari piccoli aggiustamenti di dosaggio o di terapia. Allo stesso tempo, il fatto che stia iniziando un percorso psicoterapeutico è un passo prezioso — all’inizio può esserci proprio questa oscillazione tra miglioramenti e momenti di regressione, perché si comincia a entrare più in contatto con vissuti e paure che finora sono stati contenuti dal sintomo.
L’ansia che sente, sebbene molto faticosa, non è necessariamente un segnale di peggioramento, ma può essere parte di un processo di riorganizzazione emotiva e fisiologica. In questa fase le suggerirei di non cambiare nulla da sola rispetto alla terapia farmacologica e di condividere tutti i sintomi sia con il neurologo sia con la terapeuta, così da valutare insieme la direzione più adatta. Può essere utile, nell’attesa, provare a mantenere una routine regolare di sonno, alimentazione e movimento, e osservare come variano i sintomi nelle diverse situazioni. Con il tempo, l’integrazione tra farmaco e psicoterapia potrà aiutarla a ritrovare equilibrio e maggiore fiducia nel proprio corpo. Rimango disponibile nel caso abbia bisogno di maggiori approfondimenti e la saluto cordialmente. Dott.ssa Eleonora Scancamarra
L’ansia che sente, sebbene molto faticosa, non è necessariamente un segnale di peggioramento, ma può essere parte di un processo di riorganizzazione emotiva e fisiologica. In questa fase le suggerirei di non cambiare nulla da sola rispetto alla terapia farmacologica e di condividere tutti i sintomi sia con il neurologo sia con la terapeuta, così da valutare insieme la direzione più adatta. Può essere utile, nell’attesa, provare a mantenere una routine regolare di sonno, alimentazione e movimento, e osservare come variano i sintomi nelle diverse situazioni. Con il tempo, l’integrazione tra farmaco e psicoterapia potrà aiutarla a ritrovare equilibrio e maggiore fiducia nel proprio corpo. Rimango disponibile nel caso abbia bisogno di maggiori approfondimenti e la saluto cordialmente. Dott.ssa Eleonora Scancamarra
Salve,
capisco quanto questa fase sia confusa e faticosa. Quando l’ansia ritorna è normale sentirsi smarriti e avere paura che il farmaco non funzioni più.
Il fatto che stia seguendo una psicoterapeuta è molto importante: all’inizio del percorso è normale vivere alti e bassi. Le consiglio di avere pazienza e di parlare apertamente con la terapeuta di tutti i suoi dubbi, senza timore: non si offenderà, anzi, questo è un segno di fiducia, curiosità e apertura che aiuta il lavoro terapeutico.
Continui anche a confrontarsi con il medico e cerchi, per quanto possibile, di affidarsi al percorso. Con tempo e continuità è possibile ritrovare maggiore stabilità.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
capisco quanto questa fase sia confusa e faticosa. Quando l’ansia ritorna è normale sentirsi smarriti e avere paura che il farmaco non funzioni più.
Il fatto che stia seguendo una psicoterapeuta è molto importante: all’inizio del percorso è normale vivere alti e bassi. Le consiglio di avere pazienza e di parlare apertamente con la terapeuta di tutti i suoi dubbi, senza timore: non si offenderà, anzi, questo è un segno di fiducia, curiosità e apertura che aiuta il lavoro terapeutico.
Continui anche a confrontarsi con il medico e cerchi, per quanto possibile, di affidarsi al percorso. Con tempo e continuità è possibile ritrovare maggiore stabilità.
Con affetto
Dott.ssa Bacchi
Mi dispiace che lei stia vivendo questo momento di confusione. Volevo farle i miei complimenti per aver intrapreso un percorso psicoterapico. Ci vuole un grande coraggio per mettersi in discussione e parlare della propria esperienza. E' fondamentale trovare un professionista che la capisca e con il quale instaurare un'ottima alleanza terapeutica. Le auguro di poter stare meglio e che lei riesca a orientarsi verso ciò che più desidera. Dott.ssa Damiano Serena
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