Salve a tutti, donna, 50 anni, da sempre accuso disturbi dell’umore e varie altre cose. Ho sempre av

26 risposte
Salve a tutti, donna, 50 anni, da sempre accuso disturbi dell’umore e varie altre cose. Ho sempre avuto consapevolezza che in me qualcosa non va e vorrei fare chiarezza, sapere cosa ho, cosa sono, una diagnosi : non ho idea di come funzioni, mai rivolta a uno specialista, ma ho già dovuto assumere psicofarmaci in passato ; non so neanche a chi chiedere, come cercare e che cosa chiedere. Psicodiagnosi? Test di personalità? Ci sono specialisti che possono aiutarmi, anche solo online per una somministrazione di test? Ho bisogno di una base per decidere poi come proseguire. Grazie a chi mi risponderà.
Dott.ssa Valentina Penati
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Gentilissima, il primo step è certamente un colloquio clinico, con uno psicoterapeuta che potrà fare una valutazione (con o senza test, dipende da quali strumenti utilizza il professionista) e orientarla verso un supporto farmaceutico (nel qual caso la invierà a uno psichiatra, specialista che può prescrivere farmaci) e/o verso un supporto psicoterapeutico (per lavorare su strategie di pensiero/comportamentali disfunzionali). Resto a disposizione, Valentina Penati

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Dott. Francesco Giampaolo
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera, quello che stai vivendo è molto comprensibile e ho molto rispetto per il coraggio che hai mostrato nel condividere questa situazione. A 50 anni, dopo aver portato per così tanto tempo il peso di disturbi dell'umore che sentivi come "qualcosa che non va", decidere di cercare finalmente delle risposte è un atto di grande forza e amore verso te stessa.

La tua intuizione di voler partire da una base diagnostica chiara è saggia. Dopo anni di sofferenza, è naturale desiderare di capire con precisione cosa stai affrontando - non per etichettarti, ma per avere finalmente degli strumenti adeguati per stare meglio.

Per quanto riguarda il percorso, ti posso orientare così: quello che cerchi si chiama "valutazione psicodiagnostica" o "assessment psicologico". È un processo strutturato che può includere colloqui clinici, test di personalità, questionari specifici per disturbi dell'umore, e altri strumenti che permettono di fare chiarezza sul quadro clinico. Si possono inoltre somministrare diversi test, sia per uso psichiatrico che psicologico.

Non tutti gli psicologi sono specializzati in psicodiagnosi, quindi quando cerchi un professionista, specifica che hai bisogno di una valutazione diagnostica. Molti psicologi offrono questo servizio anche online, soprattutto per la parte di colloqui e alcuni test, anche se alcuni strumenti potrebbero richiedere incontri in presenza.

Il processo tipicamente inizia con alcuni colloqui dove lo psicologo raccoglie la tua storia clinica, i sintomi attuali e passati, le tue esperienze con i farmaci, e tutto ciò che può essere rilevante. Successivamente, potrebbero essere somministrati test specifici - alcuni per la personalità, altri per disturbi dell'umore, ansia, o altre condizioni che emergono dal quadro clinico.

Il fatto che tu abbia già dovuto assumere psicofarmaci in passato è un'informazione preziosa che dovrai condividere durante la fase di anamnesi. Spesso questi farmaci vengono prescritti per gestire sintomi specifici, e capire quale sia stata l'indicazione può aiutare nella comprensione del quadro complessivo.

Una volta ottenuta una diagnosi chiara, potrai decidere con maggiore consapevolezza come proseguire - se con un supporto psicologico, una psicoterapia, una rivalutazione farmacologica con uno psichiatra, o una combinazione di approcci. Ma il primo passo, quello che stai facendo ora, è già significativo.

Ti consiglio di cercare uno psicologo spiegando chiaramente che hai bisogno di una valutazione completa per fare chiarezza su disturbi dell'umore di lunga durata. È un investimento importante su te stessa che meriti di fare.
Dott.ssa Chiara Tomassoni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Salve. Se le serve solo una diagnosi le serve uno specialisata che effettui test diagnostici, ma spesso alcune diagnosi possono essere fatte anche con dei colloqui diagnostici, senza test. Può servirle uno psicologo o uno psicoterapeuta. Buona serata
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno signora.
Il mio metodo si basa su colloqui, anche online. E funziona.
Dott.ssa Lorella Rosati
Psicologo, Terapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Innanzitutto grazie per aver condiviso la tua esperienza e per la tua sincerità. Capisco bene il desiderio di fare chiarezza su ciò che stai vivendo e la voglia di trovare un punto di partenza concreto.
Vorrei però sottolineare che, sebbene la diagnosi possa essere utile come orientamento, non è necessariamente l’aspetto più importante nel percorso di benessere psicologico. Spesso, ciò che fa davvero la differenza è intraprendere un percorso di psicoterapia con uno specialista che possa accompagnarti a conoscere meglio te stessa, i tuoi vissuti e i tuoi meccanismi interiori.
Attraverso la psicoterapia potrai esplorare non solo i sintomi, ma anche le cause profonde, imparare nuove strategie per affrontare le difficoltà e ritrovare un equilibrio più stabile. I test psicodiagnostici o di personalità possono essere strumenti utili, ma hanno senso se inseriti in un contesto più ampio di dialogo e lavoro terapeutico.
Per iniziare, ti consiglierei di rivolgerti a uno psicologo o psicoterapeuta, anche online, che possa ascoltarti senza giudizio e aiutarti a capire insieme quali passi fare. Puoi chiedere informazioni presso associazioni di psicologi, consultare siti professionali riconosciuti o chiedere un primo colloquio conoscitivo.
Ricorda che il percorso è personale e unico: non si tratta solo di “sapere cosa hai”, ma di imparare a gestire e vivere al meglio la tua esperienza.
Un caro saluto e in bocca al lupo per questo importante cammino.
Dott.ssa Lorella Rosati
Dott.ssa Giorgiana Figus
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Albano Sant'Alessandro
Buongiorno, é perfettamente corretto lei desideri sapere di più sul suo malessere del quale é consapevole. Le consiglio di rivolgersi ad uno Psicologo Clinico che può aiutarla a capire meglio e nel case lei lo desideri approfondire a livello psicodiagnostico, se lo stesso fosse anche psicoterapeuta potrebbe anche aiutarla in un secondo tempo.
Dott. Gianmarco Simeoni
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Varese
Buonasera signora, se il suo obiettivo è quello di avere una diagnosi allora dovrebbe rivolgersi ad uno psichiatra, soprattutto se le serve un certificato medico, o ad uno psicodiagnosta. Spesso gli psichiatri fanno diagnosi sulla base di un colloquio clinico, volto alla raccolta di segni e sintomi. Lo psicodiagnosta invece utilizza dei test validati, per cui la diagnosi risulta essere più accurata. Detto ciò, mi permetto di esprimere una mia opinione in merito: la diagnosi serve perlopiù agli specialisti, per avere un linguaggio comune e per inquadrare il tipo di disturbo. Se vuole fare chiarezza su di sé, capire cosa le succede e per quale motivo, forse l'indicazione più utile è quella di una psicoterapia (quindi dovrebbe rivolgersi ad uno psicoterapeuta). In ogni caso le prime due non escludono la terza: può sempre prima fare lo step psicodiagnostico e poi iniziare un percorso psicoterapeutico. Cordialmente, dott. Gianmarco Simeoni
Dott.ssa Maria El Asmar
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Salve, l'avvio di un percorso di cura prevede una fase preliminare di valutazione psicodiagnostica, condotta attraverso colloqui clinici e l’impiego di test psicologici standardizzati. Tale fase consente un’adeguata comprensione del quadro clinico e l’eventuale definizione di un intervento terapeutico integrato, anche con supporto farmacologico, qualora se ne ravvisi la necessità.

Mi occupo di psicodiagnosi, e qualora fosse interessata ad approfondire o a intraprendere un percorso di valutazione, rimango a disposizione.

Saluti
Dr. Federico Alunni
Psicologo, Psicologo clinico
Perugia
Gentilissima, la ringrazio per la sua condivisione. È molto significativo che sia riuscita a riconoscere il proprio disagio e desiderare di comprenderlo meglio.
Per rispondere alle sue domande: sì, esiste un percorso preciso per fare chiarezza su ciò che sente e ottenere una diagnosi, se necessaria. Si chiama valutazione psicodiagnostica, e comprende colloqui clinici approfondi e somministrazione di test psicologici standardizzati.
Questi strumenti possono aiutare a delineare un quadro più chiaro del suo funzionamento emotivo, psicologico e cognitivo. Al termine del percorso viene generalmente restituito un profilo psicologico e, se opportuno, una diagnosi secondo i criteri ufficiali.
Può rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta esperto in psicodiagnosi. Non serve avere le idee chiarissime su cosa chiedere: il compito dello specialista è proprio aiutarla a orientarsi.
Dott.ssa Valeria Randisi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Casalecchio di Reno
Buonasera, fa bene a pensare di affiancare alla terapia farmacologica, una psicoterapia senza la quale non si eliminano le cause del malessere. Intanto si rivolga ad uno psicoterapeuta, specializzato in una tipologia di cura. Ognuno ha il suo iter diagnostico fatto di test e colloqui. Troverà tantissime tecniche ma la invito a scegliere soprattutto una persona con la quale si trovi a suo agio: l'alleanza terapeutica è fra gli aspetti più importanti. Molto dipende dalla sua storia, dagli eventi che l hanno segnata. Se ha subìto perdite, maltrattamenti, lutti.. Un protocollo emdr con un professionista formato in tal senso, le potrebbe essere molto utile.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Dr. Nunzio Nasti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Albese con Cassano
"Gentile Signora,
grazie per aver condiviso la sua storia con tanta sincerità. Capisco quanto possa essere frustrante convivere da anni con difficoltà senza avere una chiarezza diagnostica. La sua richiesta di comprendere meglio ciò che vive è un primo passo importante verso il benessere.

Da dove iniziare?
Prenoti una visita con uno psichiatra o uno psicoterapeuta

Lo psichiatra (medico specializzato) potrà:

Valutare i suoi sintomi attuali e passati.

Escludere cause organiche (es. squilibri ormonali).

Proporre, se necessario, una terapia farmacologica mirata.

Uno psicologo/psicoterapeuta potrà invece:

Effettuare una valutazione psicodiagnostica (colloqui + test).

Aiutarla a comprendere eventuali dinamiche emotive o tratti di personalità.

Come funziona una valutazione?

Fase 1: Colloquio clinico
Analisi della sua storia (sintomi, esperienze di vita, terapie passate).

Fase 2: Test psicologici (se necessari)
Potrebbero includere questionari sull’umore (es. Beck Depression Inventory) o test di personalità (es. MMPI).

Fase 3: Restituzione
Le verrà spiegato se emergono quadri specifici (es. depressione, disturbo bipolare, ansia) e le verranno proposti percorsi personalizzati.

Online o in presenza?

Molti professionisti offrono prime consulenze online (su piattaforme come Unobravo, Serenis, o siti di ordini regionali degli psicologi).

Per una diagnosi accurata, però, i test vanno somministrati da un professionista abilitato (non esistono test online autorevoli "fai da te").

Consigli pratici:
Dove cercare?

Ordine degli Psicologi della sua regione (elenco ufficiale di professionisti).

Sito del Sistema Sanitario Nazionale (per accedere a visite psichiatriche pubbliche).

Cosa chiedere al primo appuntamento?
"Posso avere una valutazione completa dei miei sintomi? Quali opzioni di trattamento mi suggerisce?"

Un incoraggiamento:
Non è mai troppo tardi per cercare risposte. La sua consapevolezza e la sua determinazione sono già risorse preziose. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme come prepararsi al primo colloquio.

Un caro saluto,
Dr. Nunzio Nasti
Dott. Luca Conti
Psicologo, Psicologo clinico
Gallarate
Buongiorno signora, penso che lei possa rivolgersi tranquillamente a figure professionali come uno psichiatra e uno psicologo al fine di poter comprendere il senso dei suoi sintomi e delle sue difficoltà ed avere un inquadramento diagnostico con future indicazioni di trattamento.

Consideri che anche online un colloquio clinico può esserle di aiuto per iniziare a comprendere le sue difficoltà e comprendere se c'è la necessità di approfondimento con test psicodiagnostici.

Sarebbe importante comprendere anche da chi le sono stati prescritti gli psicofarmaci in passato e da chi è stata seguita, dato che non si è mai rivolta ad uno specialista.

Le porgo un cordiale saluto,

Luca Conti


Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver scritto con tanta onestà e coraggio, perché non è facile mettere nero su bianco un bisogno così delicato, soprattutto quando si porta dentro da tanto tempo il peso di disturbi dell’umore e di quella sensazione di “qualcosa che non va”. È già un segnale importante di consapevolezza e di desiderio di comprendere meglio se stessa, due aspetti che rappresentano il punto di partenza più prezioso per qualsiasi percorso di cura. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, avere una diagnosi chiara è spesso il primo passo per capire in quale direzione muoversi. Lei descrive bene questa esigenza di “fare chiarezza”: dare un nome a ciò che sente significa iniziare a vedere il problema in modo più concreto, meno confuso e più affrontabile. Spesso la sofferenza peggiora proprio quando resta indefinita e costringe a continui tentativi di spiegarsi da soli cosa stia succedendo, senza avere strumenti adeguati. Per ottenere una diagnosi accurata può rivolgersi a uno psicologo clinico o a uno psichiatra. Lo psicologo, specializzato in psicodiagnosi, è in grado di fare colloqui approfonditi ed eventualmente proporre test standardizzati di personalità, valutazioni cognitive o scale specifiche per disturbi dell’umore e disturbi d’ansia. Lo psichiatra può integrare la valutazione clinica con un inquadramento farmacologico, se necessario. Spesso lavorano in sinergia. Può cominciare chiedendo un primo colloquio psicologico, anche online, se questo le fa sentire più a suo agio. Oggi esistono molti professionisti che effettuano valutazioni a distanza, tramite videochiamata, e possono somministrare test e questionari digitali validati. Il percorso di psicodiagnosi in genere parte da alcuni incontri di conoscenza, nei quali lo specialista raccoglie la sua storia di vita, i sintomi attuali, le esperienze pregresse con i farmaci e le sue aspettative. In seguito, se necessario, le proporrà i test più indicati: non è qualcosa di complicato o di invadente, ma uno strumento per mettere insieme informazioni utili per costruire un quadro clinico più chiaro e personalizzato. Se non sa a chi rivolgersi, può cercare uno psicologo iscritto all’albo, specializzato in psicoterapia cognitivo-comportamentale o in psicodiagnosi. Può anche consultare il suo medico di base per avere un primo riferimento, oppure guardare sui siti degli ordini regionali degli psicologi: molti professionisti specificano se offrono valutazioni diagnostiche. Riconoscere di avere bisogno di aiuto e darsi il permesso di riceverlo non è un segno di debolezza, ma un atto di cura profonda verso se stessa. La diagnosi non è un’etichetta che definisce chi è, ma uno strumento che può darle un punto di partenza più stabile per decidere come affrontare le difficoltà, che tipo di terapia intraprendere, se è utile un supporto farmacologico e quali risorse mettere in campo per sentirsi meglio. Se desidera, sono a disposizione per aiutarla a orientarsi anche nei passaggi pratici: capire come contattare uno specialista, come prepararsi al primo colloquio, come trovare lo spazio di ascolto di cui ha bisogno. Un passo alla volta può finalmente smettere di sentirsi sola di fronte a queste domande che la accompagnano da troppo tempo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Giorgia Spina
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile paziente anonimo,
capisco e posso immaginare la confusione nell'approcciarsi ad un mondo che conosciamo poco.
In realtà, da pazienti, possiamo permetterci anche di conoscere poco e affidarci a qualcuno di competente in materia, a cui chiedere tutte le informazioni del caso.
Solitamente alcuni professionisti prevedono una valutazione con dei test, altri rimandano quella valutazione a qualcuno di esterno. Alla parte di valutazione, viene integrato il colloquio clinico che è uno strumento fondamentale per la diagnosi stessa.
Può rivolgersi quindi ad un professionista (online o in presenza) con cui iniziare un percorso e condividere le sue richieste. Potrete poi valutare insieme che tipo di percorso potrebbe essere più adatto alla sua situazione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Giorgia Spina
Gentile utente,
su questa piattaforma può trovare lo/a specialista che cerca, vicino a lei.
Può scorrere i profili e dalle descrizioni e curriculum dei professionisti può scegliere di fare alcuni colloqui con chi ritiene.
Il consiglio tuttavia è di non fermarsi alla diagnosi o all'etichetta e iniziare un percorso personale che, come diceva, possa aiutarla a fare chiarezza su se stessa al di là di un test, che potrebbe dare risposte immediate ma essere parziale.
Un caro saluto
Dr. Stefano Golasmici
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Milano
Gent.ma, considerato che il disturbo che lamenta si trascina da tempo, è opportuno prenda l’iniziativa di contattare uno specialista di persona: durante la consultazione clinica avrà la possibilità di raccontare meglio la sua situazione ed esporre anche i suoi dubbi. Solo così si potrà poi prospettare l’ipotesi di una cura appropriata e capire come eventualmente proseguire con uno specifico trattamento. SG
Dott.ssa Serena Vitale
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Pescara
Salve Anonima,
Forse le darò una risposta controcorrente ma secondo me più giusta e sicuramente più umana.

Quanto importa sapere il nome del disturbo che abbiamo? Cosa cambia poi?
Ci sono pazienti che possono anche trarre beneficio dal sapere “cosa hanno”, ma ci sono molti altri pazienti a cui invece quel nome diagnosticato si attacca come una marca da bollo addosso e se la vivono male, anche senza rendersene conto.

Un’altra cosa che ci tengo a dirle è che ogni dolore ha radici e motivazioni. Personalmente io cercherei di capire cosa l’ha portata a stare male e cercare di farla stare bene, la diagnosi in senso stretto è una cosa che ha più valore per noi professionisti che per voi, per muoverci meglio, poi per carità se me la chiede io gliela dico, ma voglio precisare che la cosa importante non è “la marca da bollo”, ma alleviare il suo disagio.

Se vuole può contattarmi, posso fare diagnosi ma soprattutto cercherei di fare qualcosa per lenire il suo dolore.

Resto disponibile

Dottoressa Serena Vitale
Dott.ssa Giorgia Signorini
Psicologo, Psicologo clinico
Riccione
Buongiorno signora, si rivolga ad uno psicoterapeuta, anche online, che valuterà come procedere. Un caro saluto, dott.ssa Giorgia Signorini
Buongiorno,
Su questa piattaforma ci sono tantissimi professionisti, può anche chiedere a qualcuno che sa che va già da uno psicologo/psicoterapeuta se ha un professionista da consigliarle. In ogni caso, le consiglierei intanto di valutare un percorso di psicoterapia, poi si decide col professionista se sia opportuno sottoporsi a dei test per avere una diagnosi. Se lei sente che qualcosa non va, la diagnosi non è quel che risolve il problema, si limita a dare solamente un'etichetta, che non la descrive minimamente. Se anche lei avesse, ad esempio, un disturbo dell'umore, come diceva, si presenterebbe in forma differente rispetto a quello di un'altra persona, per cui quel che è importante capire è il suo modo di funzionare più che il quadro diagnostico. Inizi col parlare con un professionista e valuterete insieme se sia effettivamente utile l'utilizzo di strumenti psicodiagnostici.
Spero di esserle stata d'aiuto :)
Dott.ssa Cinzia Pirazzini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Concesio
Gentilissima Signora, credo che sia assolutamente comprensibile il Suo desiderio di ottenere chiarezza. Mi pare di capire che in questo particolare frangente della sua vita sia alla ricerca di risposte a domande a cui non è riuscita a dare risposta per molto tempo. Pertanto, in questo momento di grande caos, la figura che potrebbe supportarla come merita è quella dello Psicologo Psicoterapeuta, una persona appositamente formata per effettuare valutazioni approfondite e, se necessario, proporle un percorso di psicoterapia.
Rispetto alle modalità di lavoro, personalmente, soprattutto quando sono all'inizio e non conosco la persona che ho di fronte, mi aiuto con test mirati. Però, mi preme sottolineare che il processo diagnostico non si può fermare qui. Nel mio lavoro credo sia cruciale dedicare molto tempo ai colloqui, perché solo così posso conoscere chi si è rivolto a me per avere un aiuto, conoscere la sua storia e le motivazioni che sottostanno ai sintomi che mi riporta. Alla conclusione di questa fase, comunico in modo chiaro la mia ipotesi diagnostica, spiegandone le conseguenze e le potenziali opzioni di trattamento. Inoltre, desidero evidenziare che la diagnosi rappresenta un punto di partenza da cui iniziare e orientare il percorso affinché risulti il più efficace possibile.
Per identificare il professionista appropriato, Le consiglio di cercare "psicologo psicoterapeuta" nella sua zona, ma si assicuri che si tratti di esperti registrati all’Ordine degli Psicologi della sua regione. Le consulenze suddette, incluse le somministrazioni di test, possono avere luogo anche in modalità online. Successivamente, dato che fa riferimento a esperienze passate con farmaci, potrebbe prendere in considerazione di consultare anche uno Psichiatra (un medico abilitato alla prescrizione di medicinali), ma per una valutazione psicologica iniziale dettagliata, il terapeuta è sicuramente il punto di riferimento più appropriato. Sperando di essere stata sufficientemente chiara in queste poche righe, le auguro di individuare una persona che soddisfi le sue esigenze. Un cordiale saluto. Dott.ssa Pirazzini Cinzia
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio un consulto psicologico in cui sarà il professionista a valutare se ci sarà la necessità di somministrare o meno dei test. Cordiali saluti.
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Gentilissima buon pomeriggio,

Dalle sue parole, vedo tanta voglia di mettersi in gioco per una situazione che evidentemente le ha creato, e continua a creare del disagio. Innanzitutto le chiederei come è andata quella volta che ha assunto i farmaci, immagino ci sia stato un passaggio con un medico, che feedback le aveva dato? inoltre le chiederei come mai, arriva proprio ora questa sua richiesta.
Mi contatti pure se interessata ad approfondire,

Un caro saluto

Dr. Giorgio De Giorgi
Dott. Luca Vocino
Psicologo clinico, Psicologo
Trezzano Rosa
Buongiorno gentile Utente, la sua richiesta è molto importante e le riconosco il merito di aver deciso di esprimerla con così tanta lucidità e determinazione. Il bisogno di dare un nome alla propria sofferenza, di trovare un senso a ciò che si prova da molto tempo, è una spinta profonda e legittima. Spesso le persone convivono per anni con un malessere diffuso, senza mai riuscire ad accedere a un percorso che aiuti davvero a comprenderlo. Lei, invece, ha già compiuto un primo passo fondamentale: ha dato voce a questo bisogno e sta cercando una strada.

Comprendere “cosa c’è che non va” non è solo una questione di etichette diagnostiche, ma può diventare uno strumento prezioso per riappropriarsi della propria storia psicologica, costruire consapevolezza e, soprattutto, prendere decisioni più serene per il futuro. Nel suo caso, considerata la storia di disturbi dell’umore e l’uso di psicofarmaci in passato, rivolgersi a uno specialista con una solida formazione psicodiagnostica è un passo che può fare davvero la differenza.

Il percorso che potrebbe intraprendere parte da una valutazione psicodiagnostica, che non è semplicemente una “batteria di test”, ma una procedura clinica fatta di colloqui approfonditi, eventuali strumenti standardizzati (come test di personalità, scale cliniche, questionari) e un inquadramento globale che tiene conto di chi lei è, della sua storia, del contesto e dei sintomi che vive. A condurre questo tipo di valutazione dovrebbe essere uno psicologo psicoterapeuta esperto in psicodiagnostica, che poi potrà eventualmente orientarla anche verso un consulto psichiatrico, se necessario, per una revisione della terapia farmacologica.

Oggi molti professionisti lavorano anche online, e possono offrire percorsi validi di valutazione e orientamento. Nelle prime sedute potrà raccontare la sua storia, spiegare i suoi vissuti attuali, e ricevere indicazioni precise su come procedere: quali strumenti utilizzare, in che tempi, e cosa aspettarsi da questo percorso.

Ciò che ha scritto rivela una persona che ha un forte desiderio di capirsi, di non rimanere più in balia del dubbio o della confusione. E questo è un ottimo punto di partenza per iniziare a costruire una narrazione di sé più chiara, che possa farla sentire più integra e più padrona delle sue scelte.

Se dovesse avere bisogno di ulteriori informazioni o di intraprendere un percorso di diagnosi mi trova a disposizione,
Dott. Luca Vocino
Dott.ssa Francesca Cavara
Psicologo clinico, Psicologo
Este
Buongiorno,
capisco quanto possa essere disorientante sentire che qualcosa non va da molto tempo e non sapere da dove iniziare per cercare aiuto. Il suo desiderio di fare chiarezza è più che legittimo, ed è già un primo passo importante verso un cambiamento possibile.
Trovare una diagnosi può sembrare fondamentale, ma spesso ciò che conta davvero è riuscire a stare meglio, comprendere il proprio funzionamento e ricevere un supporto adeguato. Una diagnosi può far parte del percorso, certo, ma non è sempre l’unico o il primo passo necessario: ciò che fa la differenza è poter parlare con qualcuno che la ascolti con attenzione e competenza.

Può rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta che offra consulenze cliniche e, se indicato, una valutazione psicodiagnostica con eventuali test di personalità, nonché ad un medico psichiatra. L’importante è che sia un percorso costruito insieme, su misura per lei.

Se vuole, posso offrirle un colloquio online.

Un caro saluto,
Francesca Cavara
Psicologa
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Buongiorno,

i disturbi dell'umore possono esser trattati attraverso l'ausilio integrato di farmacoterapia e psicoterapia. Si affidi ad uno specialista, individuandone uno nella sua zona tramite il portale mio dottore, vedrà che la aiuterà a ritrovare il benessere di cui ha bisogno.

Cordiali Saluti
Dott. Diego Ferrara

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