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Esperienze

Il colloquio psicologico è un momento di incontro prezioso, uno spazio protetto e riservato privo di giudizi in cui ci si può concedere l'ascolto e la parola, è un momento di cura verso se stessi ma anche di consapevolezza e crescita personale che permette di acquisire nuovi e importanti strumenti per fronteggiare periodi di crisi o difficoltà di diversa natura. In questo contesto le persone hanno la possibilità di esprimere le proprie preoccupazioni, le proprie emozioni e il proprio vissuto.
Il nostro approccio si focalizza sull’unicità dell’individuo, della sua storia e delle sue relazioni nei suoi diversi contesti di vita. Il mio intervento è rivolto a bambini, adolescenti e adulti in forma singola, familiare o di coppia.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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  • Colloquio psicologico

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  • Colloquio familiare

    Da 50 €

  • Colloquio individuale

    Da 50 €

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Federico Alunni
Bastia Umbra

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24 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Efficacia del trattamento
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  • V

    Professionista empatico, accogliente, professionale e non giudicante. Grazie per il lavoro fatto insieme!

     • Perugia colloquio individuale  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie mille


  • S

    Professionista capace di mettermi subito a mio agio, cosa non scontata quando si decide di chiedere aiuto. Mi sono sentita ascoltata davvero, senza giudizio. Le sedute sono condotte con competenza e allo stesso tempo con una grande umanità. Lo consiglio a chiunque stia cercando un supporto psicologico serio e autentico.

     • Bastia Umbra colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie per le parole Sara


  • C

    "Consiglio davvero di cuore il Dott.Alunni Fin dal primo appuntamento mi sono sentita subito a mio agio, cosa per me non scontata. Mi ha colpito la sua capacità di ascoltare senza mai farmi sentire giudicata nemmeno nei momenti più difficili. È una persona di grande sensibilità che sa davvero creare un clima sereno e sicuro. Mi sta aiutando molto nel mio percorso e non posso che ringraziarlo

     • Perugia colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    La ringrazio molto per le sue parole Chiara e per la fiducia che ha scelto di riporre nel percorso. Sono contento che abbia trovato uno spazio in cui sentirsi a suo agio: è un aspetto fondamentale del lavoro che stiamo facendo insieme.


  • L

    Io e il mio compagno abbiamo intrapreso un percorso di terapia con il Dottor Alunni in un momento di grande difficoltà nella nostra relazione. Fin dai primi incontri ci siamo sentiti ascoltati, accolti e mai giudicati.

    Il dottore ci ha aiutato a migliorare la comunicazione, a comprendere meglio i nostri bisogni e a gestire i conflitti in modo più costruttivo. Ogni seduta è stata un passo avanti nella consapevolezza e nella connessione reciproca.

    Apprezziamo molto la sua professionalità, empatia e capacità di mediazione, ha saputo creare uno spazio sicuro in cui entrambi potevamo esprimerci liberamente.

     • Perugia colloquio di coppia  • 

    Dr. Federico Alunni

    Vi ringrazio di cuore per le vostre parole. È stato un piacere accompagnarvi in questo percorso e vedere i progressi che avete costruito insieme con impegno e sensibilità.


  • L

    Sono andata dal dottor Alunni in un momento di difficoltà generale, mi ha accompagnata in modo accogliente e professionale in un percorso per me veramente importante. Consiglio vivamente

     • Perugia colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie per essersi affidata.


  • D

    Mi sono trovato molto bene e a mio agio. È stato il primo incontro.

     • Bastia Umbra colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie Domenico


  • G

    È un professionista molto competente, con una passione autentica e sincera per il suo lavoro. Non si limita a fornire risposte scontate, ma guida verso nuove prospettive, aiutando ad ampliare lo sguardo e a scoprire possibilità inaspettate. Offre spunti di riflessione profondi e mai banali, che aprono la mente a nuove idee in modo costruttivo.

     • Perugia colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie di cuore


  • M

    Come prima visita, mi sono trovata subito a mio agio con il Dott.
    Lui è arrivato puntualissimo e mi ha ascoltato senza interrompermi. Solo alla fine ha espresso le sue impressioni che mi sono sembrate efficaci. Grazie

     • Bastia Umbra colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie per la sua recensione. Sono contento che si sia sentita a suo agio e ascoltata durante il nostro incontro


  • G

    Professionale e preciso, mi ha lasciato tutto il tempo per esprimere le mie emozioni. Mi sono sentito accolto e capito.

     • Bastia Umbra colloquio psicologico  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie per averle condivise con me


  • S

    Professionalità e affidabilità. Ambiente tranquillo e piacevole.

     • Perugia colloquio individuale  • 

    Dr. Federico Alunni

    Grazie mille


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 80 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori ho una bellissima famiglia con mia moglie e una piccolina di 2 anni , ho sempre pensato o meglio o sempre cercato di essere un buon padre ad oggi mi sento sereno della mia vita e della mia famiglia , da un po di tempo mi sono imbattuto con dei video di un counseling filosofico dove sostiene che inconsapevolmente tutti facciamo del male ai nostri figli se non si fa un percorso di risveglio di distruzione del ego altrimenti non ameremo mai veramente i nostri figli sinceramente queste parole mi hanno destabilizzato un po , perché sembra una persona così profonda e forse lo è , anche parlando con un mio amico psicologo le sue parole non mi hanno aiutato molto perché penso che un counseling di filosofa mistica buddista la sua parole sia superiore a quella di tutti essendo che parla di aspetti così profondi come faceva il sommo maestro il Buddha il problema che io non mi sento di fare questo tipo di percorso e adesso mi sento sbagliato forse dovrei forzarmi per raggiungere la vera libertà che pensavo di avere invece a quanto pare è falsa ed inconsapevole grazie per un vostro supporto

Gentile utente, colpisce come da una parte lei descriva una vita che sente piena, affettivamente viva, con una moglie e una bambina verso cui percepisce presenza e cura, e dall’altra come alcune parole ascoltate dall’esterno abbiano improvvisamente incrinato questa sensazione di fiducia facendola sentire “non abbastanza consapevole” o addirittura sbagliato.
Credo sia importante distinguere un aspetto: una riflessione filosofica o spirituale può certamente offrire spunti profondi, ma diventa problematica quando rischia di trasformarsi in una misura assoluta con cui giudicare sé stessi o il proprio modo di amare. Nelle relazioni umane, e soprattutto nella genitorialità, non esiste uno stato di perfezione interiore da raggiungere prima di poter amare davvero un figlio. Anzi, spesso i figli crescono proprio dentro la possibilità di avere accanto genitori umani, con limiti, fragilità, dubbi, riparazioni e autenticità.
Dal suo racconto non emerge un uomo indifferente o inconsapevole, ma piuttosto una persona molto interrogante, che si mette in discussione e che teme di poter fare del male proprio perché tiene profondamente al legame con sua figlia. Questo è molto diverso dall’assenza di amore.
Mi sembra anche che lei stia attribuendo a questa figura filosofica una sorta di autorità “superiore”, quasi definitiva, mentre contemporaneamente svaluta il proprio sentire interno. È interessante chiedersi come mai le parole di qualcuno incontrato attraverso dei video abbiano avuto più forza della sua esperienza concreta di padre, marito e persona. A volte, quando un discorso si presenta come “profondo” o “illuminato”, può generare l’idea che esista una verità assoluta a cui adeguarsi, ma questo rischia di allontanare dal contatto con ciò che realmente si vive nelle relazioni quotidiane.
Anche nelle tradizioni spirituali autentiche, il percorso non dovrebbe nascere dalla paura di essere sbagliati o dalla forzatura, ma da un movimento personale e libero. Se lei sente che quel tipo di cammino non le appartiene, questo non significa automaticamente che viva in modo falso o inconsapevole.
Una domanda più funzionale da porsi potrebbe essere: “come sto nella relazione con mia figlia, con mia moglie e con me stesso?”. Ed è una domanda a cui spesso rispondono più i gesti quotidiani, la capacità di esserci, di riconoscere gli errori e di costruire legami, che non l’adesione ad una teoria assolutistica.

Dr. Federico Alunni

buongiorno ho 52 anni e ho perso mio marito di 50 anni in poco tempo per un tumore aggressivo
Lui era quello forte.. quello che mi sosteneva.. l'ottimista.. mentre io la parte fragile (sono trapiantata renale da 3 anni) abbiamo vissuto un amore di 13 anni e convissuto per 8 anni... ... sono passati più di tre mesi... non ho nessun familiare accanto ..non ne posso parlare..perchè dicono che devo reagire ..ho una mamma anziana ed un fratello più grande... vorrei che mi chiamassero e mi dicessero come va?
come sto.. invece nulla.... mia madre si chiama.... ma non posso dire che sto male... solo cosa hai mangiato tutto ok come va il lavoro.
Mio fratello non chiama mai ... dice che posso chiamarlo io... lui dice che non chiama nessuno e ha detto che non sono l'unica a soffrire ...
Ma sono io una pazza... ? nel senso io vorrei sentire il loro aiuto il loro sostegno invece sto impazzendo perché non ne posso parlare...
come se lui non fosse esistito? sbaglio a voler "pretendere " un loro aiuto?
sto malissimo si aggiunge anche i miei suoceri che sin dall'inizi non mi hanno "accettato"... perché ho portato loro via il figlio da casa...
e non ho mai avuto rapporti... tranne pranzi... qualche compleanno di mio marito...(ma questo è un problema minore... il problema serio che stanno facendo storie per l'eredità specialmente il padre ... ed io sono distrutta )
Sono nel vuoto assoluto.. io e lui eravamo sempre insieme.. uniti...
ora sono nella voragine e non trovo nessun sostegno da parte di persone che conosco... sto frequentando una psicologa ed un gruppo
ma è un incubo.. possibile che i familiari invece di avvicinarsi si allontanano? non capisco... se ad un familiare muore un compagno... io lo chiamerei .. msg di sostegno ecc. invece il vuoto assoluto.. così non supererò mai... perché mi sento ancora più sola.. già sapevo che potevo contare solo su di lui... ma ora che non c'è più non solo ne ho la conferma... ma ho un dolore allucinante che nessuno può capire... e devo pure recitare si ok.. ho mangiato si ok sto bene.. e di lui... basta non se ne parla... ma è mai possibile?

Salve, dalle sue parole emerge un dolore molto intenso, che non riguarda soltanto la perdita di suo marito, ma anche la perdita di quella relazione che rappresentava il suo principale punto di riferimento emotivo. Quando una coppia vive per anni una forte vicinanza, la morte di uno dei partner non lascia soltanto un’assenza, ma modifica profondamente l’equilibrio della vita dell’altro.
Il suo vissuto non appare affatto “pazzo” o eccessivo. Lei sta attraversando un lutto recente per una persona con cui condivideva quotidianità, progetti, sostegno reciproco e identità di coppia. È comprensibile desiderare che le persone più vicine si accorgano della sua sofferenza, la chiamino, le chiedano come sta e le permettano di parlare di suo marito. Il bisogno di essere accompagnati nel dolore è un bisogno umano e relazionale e che permette allo stesso tempo di non sentirsi sminuiti o non riconosciuti per quello che proviamo.
A volte, però, le famiglie reagiscono alle perdite in modi molto diversi. Ci sono persone che si avvicinano, altre che si allontanano, non necessariamente per mancanza di affetto ma perché non sanno come stare accanto alla sofferenza. Alcuni pensano che “non parlarne” aiuti a proteggere chi soffre, altri credono che dopo un certo tempo si debba “reagire”. Sono modalità che spesso finiscono per aumentare il senso di solitudine di chi è in lutto.
Leggendo la sua storia, mi colpisce anche un altro aspetto: sembra che già prima della morte di suo marito lei avvertisse di poter contare principalmente su di lui. La sua scomparsa, quindi, non ha creato soltanto un vuoto affettivo, ma ha anche reso più evidente una fragilità della rete relazionale che la circonda. In questi casi il dolore del lutto può intrecciarsi con una ferita più antica: quella di non sentirsi sufficientemente vista, sostenuta o accolta dalle persone significative.
È importante anche ricordare che tre mesi, rispetto alla perdita di un coniuge dopo tredici anni di relazione, rappresentano un tempo molto breve. Il fatto che lei pianga, senta la mancanza, abbia bisogno di parlare di lui e percepisca una profonda solitudine non significa che stia elaborando male il lutto. Significa che sta vivendo una perdita enorme.
Mi sembra molto significativo che abbia già intrapreso un percorso psicologico e che frequenti un gruppo. Proprio perché oggi sente di non trovare nei familiari la vicinanza che desidererebbe, questi spazi possono diventare luoghi importanti dove il legame con suo marito può continuare ad essere raccontato, ricordato e condiviso, senza che venga messo a tacere.
Forse una domanda che potrebbe accompagnare il suo percorso non è tanto se sia sbagliato desiderare più sostegno dai suoi familiari, quanto come costruire, accanto al dolore per la perdita di suo marito, una rete di relazioni che possa sostenerla nel presente. Perché nessuno può sostituire la persona amata, ma il lutto diventa spesso più sopportabile quando non si è costretti ad attraversarlo completamente da soli.
Le auguro di continuare a trovare spazi in cui il suo dolore possa essere ascoltato e riconosciuto, perché il bisogno di parlare di chi abbiamo amato non è un ostacolo all’elaborazione del lutto: molto spesso ne rappresenta una parte fondamentale.

Dr. Federico Alunni
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