Posso farvi una domanda sulle relazioni? Io a 40 e passa, tranne a 20 anni che i social non c erano
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Posso farvi una domanda sulle relazioni? Io a 40 e passa, tranne a 20 anni che i social non c erano e si rimorchiava spontaneamente, non ho più trovato uno dal vivo.. Naturalmente. Ecco fb, le chat, i forum. Dopo alcune delusioni ho detto no al virtuale, e ahime sto sola... Perché in giro non è facile conoscere.. E mi sono rassegnata e non mi aspetto nulla. Sabato ad un pranzo di compleanno, conosco un conoscente di vecchia data della festeggiata. Non abbiamo parlato molto perché c era gente, ma mi ha chiesto contatto fb, poi abitando in altra città, è andato via per prendere il treno e ho visto dopo un paio di ore che aveva messo dei Like.. Su Messenger lo saluto, chiedendo come andasse il viaggio di ritorno, insomma da sabato Pm mi sta corteggiando, mi ha chiesto il tel, mi dice che l ho colpito, che sono simpatica, che vorrebbe conoscermi, che gli do buone sensazioni ecc ecc.. Ora si sa che almeno io la penso così, gli uomini corrano più delle donne, ma anche a me piacerebbe conoscerlo meglio, seppur sia lontano dalla, tipologia del mio ideale, ma mi attira. Tuttavia ho captato e confermato dalla mia amica e da lui, che sta finendo un convivenza, trascinata troppo. Che lui non vuole, avventure, che non si sognerebbe di fare tresche, che vuole essere un libro aperto con me. Che mi reputa seria , sincera ecc. Tra domenica e ieri,ha ribadito come se fosse davvero in un colpo di fulmine che vuole approfondire, che se mi pensa sta bene. Che vuole rinascere e ricominciare.. Ora io gli ho detto che le cose lui deve farle per sé. Che prima deve chiudere ciò che non va per intraprendere una conoscenza. Mi da ragione. E che vuole farlo... Gli ho detto di me...che non mi fido degli uomini ma spero ci sia uno diverso in giro, e mi ha risposto che gli piacerebbe fosse lui, a ridarmi fiducia. Ora io per conoscerlo, però, voglio giocare alla pari. Perché se lo sento fintanto che sta fuori casa o mi scrive se sta a casa, o mi fa complimenti, io mi sento a disagio. Non voglio spingerlo a chiudere perché non so cosa possa succedere tra noi, ma non mi va di sentirmi dire cose belle se poi nella pratica continua a convivere. La fiducia in un uomo non vedo come ritrovarla se ad es, complice San Valentino, lui lo passa con lei fintamente, e magari durante il giorno mi fa la corte. Non per portarmi a letto. .stavolta non credo sia quel tipo li. O è uno che vuole la sicurezza di avere una donna, chiuso un rapporto o comunque non so.. Ciò che avverto è che seppur siano 2 giorni, io mi sto difendendo e da oggi sto male. Mi sento depersonalizzata, mi difendo, un po' perché non sono abituata a far infatuare un uomo e qui la mia disistima si fa sentire, nr a conoscerlo in modo naturale e un po' perché è un mio problema sulla paura di affezionarmi legarmi, ecc. Mi viene da scappare. Ed un po' come spiegato , perché devo avere un ruolo non giusto? Non siamo amici, non siamo nulla, ma mi batte i pezzi e poi ecco i limiti, di non potermi chiamare liberamente. Ora continuare così... Ha senso? Perché mi difendo? Più per paura mia, o perche non mi sta bene la situazione in sé. Non mi posso vivere un possibile corteggiamento se so che sta con una. Ditemi la vostra. So che da sabato che mi pare tutto surreale. Oggi sto di un conflitto, mi sento fuori da me, ne parlavo con la mia amica che lo conosce e per quel poco, non lo vedeva da tempo, stenta a riconoscerlo, e mi sentivo ripeto distaccata da me, una orrenda sensazione. Mi prende il panico. Da che o perché non lo so. Non so vivere i rapporti, ho paura di legarmi, seppur mi piacerebbe dall altra parte, ma più ci penso, più mi pare inverosimile, più aumenta la depersonalozzazione. Mi fondo il cervello così. Come devo viverla? Ho un super affollamento dei pensieri, sono stanca di testa per tante altre cose, ma questa che dovrebbe essere una cosa pure carina, me la vivo malissimo. Mi detesto. Cris
Buonasera. Leggendo la sua paura mi accorgo però che si può tradurre in un meccanismo di evitamento. Per paura del rischio che si corre nell'intimità con un'altra persona, si sta un po' "Fasciando la testa prima di cadere". Prenda la situazione per quello che è. Si chieda esattamente quali pericoli corra e quali sarebbe i suoi strumenti per far fronte. Il rischio zero non esiste in alcuna forma di vita, nemmeno in quelle più elementari!
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Buonasera Cris capisco il suo desiderio di conoscere una persona interessante e chissà forse lo ha fatto Ma ritengo che faccia più che bene a tutelarsi aspettando il momento in cui questa persona sia libera da altri legami. Spesso è facile per molte persone che trovandosi a proprio agio con il piede in due staffe continuano in quel modo senza scegliere una delle due relazioni Dunque perché quella che lei sta vivendo dovrebbe essere diversa dalle altre? Mi rendo conto che non se la sente di metterlo alle strette Ma ti dica più chiaramente che ha bisogno che lui si chiarisca le idee relativamente alla tua storia e poi ne ri parlerete. In bocca al lupo
Cara Chris,
A volte nella vita abbiamo la sensazione di fare sempre scelte sbagliate, di avere sempre delusioni dai rapporti interpersonali, di trovare sempre il partner sbagliato e la felicità e l’appagamento sembrano un miraggio lontano. In questi casi si genera una sorta di circolo vizioso che si autoalimenta e si autorafforza: le delusioni provocano sofferenza e, quando sono ripetute, al dolore si aggiunge la sensazione di avere qualcosa che non va. Tutto ciò genera una profonda insicurezza che si traduce, poi, nella paura ad agire, facendoci perdere delle opportunità positive e questo alimenta ulteriormente il circolo vizioso in una sorta di profezia che si autoadempie. Ovviamente non posso dirle se quest’uomo sia giusto o sbagliato per lei, posso solo dirle che dalle sue parole ho sentito sconforto, paura, insicurezza e una situazione di difficoltà relazionali in generale. Le consiglio, pertanto, di intraprendere un percorso psicoterapeutico ad orientamento sistemico-relazionale che la aiuti a conoscere meglio se stessa e il suo modo specifico di porsi in relazione con gli altri e, gradualmente, a interrompere questo circolo vizioso Per improntare relazioni interpersonali più soddisfacenti.
In bocca al lupo!
Un caro saluto,
GF
A volte nella vita abbiamo la sensazione di fare sempre scelte sbagliate, di avere sempre delusioni dai rapporti interpersonali, di trovare sempre il partner sbagliato e la felicità e l’appagamento sembrano un miraggio lontano. In questi casi si genera una sorta di circolo vizioso che si autoalimenta e si autorafforza: le delusioni provocano sofferenza e, quando sono ripetute, al dolore si aggiunge la sensazione di avere qualcosa che non va. Tutto ciò genera una profonda insicurezza che si traduce, poi, nella paura ad agire, facendoci perdere delle opportunità positive e questo alimenta ulteriormente il circolo vizioso in una sorta di profezia che si autoadempie. Ovviamente non posso dirle se quest’uomo sia giusto o sbagliato per lei, posso solo dirle che dalle sue parole ho sentito sconforto, paura, insicurezza e una situazione di difficoltà relazionali in generale. Le consiglio, pertanto, di intraprendere un percorso psicoterapeutico ad orientamento sistemico-relazionale che la aiuti a conoscere meglio se stessa e il suo modo specifico di porsi in relazione con gli altri e, gradualmente, a interrompere questo circolo vizioso Per improntare relazioni interpersonali più soddisfacenti.
In bocca al lupo!
Un caro saluto,
GF
Buonasera Cris,
Innanzitutto grazie per la sua apertura che dimostra, al contrario di quanto potrebbe far apparire attraverso le sue parole, una profonda fiducia nei rapporti umani.
Mi sento di rassicurarla sul fatto che la sua preoccupazione, da una parte, e la sua grande capacità di autoriflessione, dall’altra, siano due fattori che insieme potrebbero avere paradossalmente una valenza positiva nel suo approccio con l’altro.
La preoccupazione, infatti, sebbene raappresenti un elemento che può bloccare e frenare e che viene spesso etichettato in senso negativo, è essa stessa un indice di quanto lei voglia mettersi alla prova e sperimentarsi in una nuova relazione con serietà e con un sincero coinvolgimento. Probabilmente questa persona ha potuto cogliere e attribuire, proprio attraverso l’osservazione di queste sue parti, di cui lei sembra avere una percezione negativa, un valore significativo alla sua proposta relazionale e alla sua persona.
Prima ancora di domandarsi se questa persona sia o meno la persona giusta, potrebbe sicuramente aiutarla fare un lavoro su di sè in cui prendere maggiore consapevolezza di tutte le sue risorse.
Se avesse ulteriori dubbi o domande non esiti a contattarmi. Spero di esserle stata d’aiuto.
Cordialmente
Dr.ssa Irene Tesoro
Innanzitutto grazie per la sua apertura che dimostra, al contrario di quanto potrebbe far apparire attraverso le sue parole, una profonda fiducia nei rapporti umani.
Mi sento di rassicurarla sul fatto che la sua preoccupazione, da una parte, e la sua grande capacità di autoriflessione, dall’altra, siano due fattori che insieme potrebbero avere paradossalmente una valenza positiva nel suo approccio con l’altro.
La preoccupazione, infatti, sebbene raappresenti un elemento che può bloccare e frenare e che viene spesso etichettato in senso negativo, è essa stessa un indice di quanto lei voglia mettersi alla prova e sperimentarsi in una nuova relazione con serietà e con un sincero coinvolgimento. Probabilmente questa persona ha potuto cogliere e attribuire, proprio attraverso l’osservazione di queste sue parti, di cui lei sembra avere una percezione negativa, un valore significativo alla sua proposta relazionale e alla sua persona.
Prima ancora di domandarsi se questa persona sia o meno la persona giusta, potrebbe sicuramente aiutarla fare un lavoro su di sè in cui prendere maggiore consapevolezza di tutte le sue risorse.
Se avesse ulteriori dubbi o domande non esiti a contattarmi. Spero di esserle stata d’aiuto.
Cordialmente
Dr.ssa Irene Tesoro
Salve, mi sembra molto bello ciò che le sta succedendo, questo uomo è rimasto colpito da lei e non si aspettava che ciò succedesse. Posso capire la sua incertezza, perchè lui non ha chiuso completamente la relazione precedente, ma lei deve avere fiducia in sè stessa ed anche nei suoi confronti. Effettivamente lei deve avere coraggio e lasciarsi andare, se non si rischia nella vita si perdono delle occasioni importanti, che forse non ricapiteranno ancora. In questo momento d'incertezze potrebbe eseguire delle sedute di psicoterapia per farsi aiutare a trovare la forza di attuare dei cambiamenti importanti nella sua vita. Le auguro di riuscire a trovare ciò che desidera, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
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Buongiorno Cris, mi colpisce il termine che lei usa più volte” depersonalizzazione”. Come se si sentisse estranea a se’ stessa. Cosa le provoca questa percezione? Spesso desiderio e paura sono due facce della stessa medaglia, mi sembra che l’incontro con questo uomo la metta di fronte a questa ambivalenza. Dice che tra tante cose che potrebbero impensierirla, vive male proprio ciò che dovrebbe renderla felice. Probabilmente questo è un suo dodo da sciogliere. Per essere felice quale prezzo si deve pagare?
Un percorso di psicoterapia l’aiuterebbe sicuramente a comprendere qual’e la via che vuole percorrere il suo desiderio.
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Un percorso di psicoterapia l’aiuterebbe sicuramente a comprendere qual’e la via che vuole percorrere il suo desiderio.
Cordialmente
Dr.ssa Russo
Salve, più che comprendere se questa persona sia o meno quella giusta, penso che forse sarebbe importante per lei riflettere sui suoi timori, sul panico che descrive per quest'avvicinamento. Mi chiedo anche se lei può fidarsi di quello che sente, percepisce un'ambivalenza in questa persona ma sembra spostare su sé stessa gli aspetti negativi arrivando a chiudere con un "mi detesto".
Quando una coppia si forma vi può essere un ingaggio vicendevole che può essere legato ad aspetti evolutivi e di crescita oppure può essere la "messa in atto" di relazioni e paure interne attraverso la ripetizione di schemi frustranti, che paradossalmente, cercano una frustrazione che garantisca continuità e prevedibilità seppur nella sofferenza.
Provi a sentire cosa sta cercando e cosa teme.
Le auguro di poter guardare questi aspetti con serenità e star bene.
Cordialmente, Celeste Chianese.
Quando una coppia si forma vi può essere un ingaggio vicendevole che può essere legato ad aspetti evolutivi e di crescita oppure può essere la "messa in atto" di relazioni e paure interne attraverso la ripetizione di schemi frustranti, che paradossalmente, cercano una frustrazione che garantisca continuità e prevedibilità seppur nella sofferenza.
Provi a sentire cosa sta cercando e cosa teme.
Le auguro di poter guardare questi aspetti con serenità e star bene.
Cordialmente, Celeste Chianese.
Buongiorno,
le sue sensazioni e le sue paure mi paiono parecchio fondate. Si dia ascolto. Non cerchi di cambiare o ignorare ciò che prova. Le domande che si sta facendo sono corrette e realistiche. Quello che lei spiega molto bene è da dove nasce il suo conflitto: tra ciò di cui si rende conto benissimo - non è possibile avere una relazione con un uomo che è già impegnato - e la paura di essere delusa, che nasconde un desiderio di essere amata. In questa situazione di confusione fare errori di valutazione è assai facile. Le consiglio un percorso di psicoterapia che l'aiuti a trovare la chiarezza e ad uscire dalla confusione.
le sue sensazioni e le sue paure mi paiono parecchio fondate. Si dia ascolto. Non cerchi di cambiare o ignorare ciò che prova. Le domande che si sta facendo sono corrette e realistiche. Quello che lei spiega molto bene è da dove nasce il suo conflitto: tra ciò di cui si rende conto benissimo - non è possibile avere una relazione con un uomo che è già impegnato - e la paura di essere delusa, che nasconde un desiderio di essere amata. In questa situazione di confusione fare errori di valutazione è assai facile. Le consiglio un percorso di psicoterapia che l'aiuti a trovare la chiarezza e ad uscire dalla confusione.
Buonasera, credo che lei non abbia bisogno di consigli che le confondono le idee e che non volendo rafforzano il senso di insicurezza in se stessa e nelle sue sensazioni. Credo piuttosto che abbia bisogno di guardarsi dentro, di imparare ad avere fiducia in se stessa, di riconoscere i propri desideri ed istinti di protezione. Credo che debba iniziare a credere nella sua capacità di creare e mantenere legàmi. Credo che un percorso psicologico alla scoperta di se stessa sia ciò di cui ha veramente bisogno. Restando a disposizione per ogni sua domanda o approfondimento la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta
Dalle sue parole emerge un grande bisogno di sostenere questo disagio appoggiandosi alla mente dell’altro, nel caso suo potrebbe essere un professionista per permetterle di far emergere le sue risorse e dare un nome alla sofferenza che sente. Resto a disposizione e l’abbraccio. Dott.ssa Palmieri
Buonasera Cris, è stato molto piacevole leggerla. Immagino che sia passato qualche mese ormai da quando ha scritto questo messaggio, (parla di S.Valentino) e non so che in fase è ora.
La paura e la voglia di protezione sono comprensibili, ma nel suo caso mi sembra di capire che la immettono in un circolo vizioso di evitamento. Ciò che noto è che dalle sue parole emergono 2 aspetti importanti: uno più funzionale che accoglie il piacere della conoscenza e che riesce anche a relazionarsi in modo estremamente produttivo, l'altro che probabilmente lei sente più fragile e che continua a dirsi "non posso fidarmi".
Generalmente queste sono frasi che tendono a rimanere ferme dentro di noi,fino a che non vengono elaborate, partendo da tutte quelle esperienze, negli anni, che hanno contribuito a rinforzare la cognizione. Se pensa di voler approfondire questi temi la terapia EMDR è una tecnica molto utile. Le auguro un buon proseguimento,
Federica Miccichè
La paura e la voglia di protezione sono comprensibili, ma nel suo caso mi sembra di capire che la immettono in un circolo vizioso di evitamento. Ciò che noto è che dalle sue parole emergono 2 aspetti importanti: uno più funzionale che accoglie il piacere della conoscenza e che riesce anche a relazionarsi in modo estremamente produttivo, l'altro che probabilmente lei sente più fragile e che continua a dirsi "non posso fidarmi".
Generalmente queste sono frasi che tendono a rimanere ferme dentro di noi,fino a che non vengono elaborate, partendo da tutte quelle esperienze, negli anni, che hanno contribuito a rinforzare la cognizione. Se pensa di voler approfondire questi temi la terapia EMDR è una tecnica molto utile. Le auguro un buon proseguimento,
Federica Miccichè
Buongiorno. forse perchè ho anche io più di 40 anni, non trovo molto interessanti le relazioni nate dai social. ritengo sia importante "vivere" la gente, le relazioni. perciò le consiglierei un corso di tango o di teatro, per esempio, dove si può confrontare meglio, conoscere più approfonditamente. in quanto alle sue perplessità per questa relazione social, più che lecite, ritengo sia più serio conoscerla meglio, capire come funziona lei, per poterla aiutare. Ognuno è un caso a se', e le ricette preconfezionate, sopratutto in psicoterapia, risolvono poco o niente. trovi uno/a psicoterapeuta che guadagni la sua stima e si confronti con lui/lei. ne avrà sicuro giovamento. Cordiali Saluti. Enrico Piccinini
Trovo fondamentale porsi tante domande, come fa lei. Una delle più importanti che leggo: "perché mi difendo?". Sembra una domanda semplice, eppure dietro a questa domanda c'è sicuramente una storia, che lei conosce, in parte, che varrebbe la pena andare a rispolverare per comprendere dove nascono certe "tendenze" individuali, che ci portano a compiere delle scelte che non sempre comprendiamo fino in fondo.
Buon giorno mi permetto affermare di aver percepito il lei il meccanismo di evitamento accompagnato da vissuti di poca fiducia verso il prossimo. Le consiglierei di rivolgersi a uno psicoterapeuta che la sappia ascoltare così da poterla aiutare nel fare chiarezza dentro di se e nei suoi pensieri. Le auguro di raggiungere al più presto un adeguato benessere psicologico. Cordialmente Gian Piero Grandi
Gentile Cris, dalle parole che scrive emergono le sfumature del mondo in cui vive e in cui fa esperienza: un mondo in cui " non è facile conoscere " qualcuno, in cui gli uomini non sono degni di fiducia, in cui i rapporto fanno paura. Eppure al contempo, sembra che Lei non possa accettare nulla di meno di "quello giusto", con cui convivere e avere un progetto, con cui passare direttamente a dire le cose come sono. Penso che chiunque avrebbe ansia in questo momento, soprattutto quando si avvicina una età che potrebbe erroneamente farLe credere che si tratti dell' "ultima spiaggia". Tutte queste modalità di essere nel mondo vanno declinate entro la Sua storia di vita poter dare senso alla Sua sofferenza. Deve fare un primo colloquio terapeutico in cui raccogliete le informazioni necessarie a inquadrare la situazione nel Suo personalissimo caso è impostare un percorso di risoluzione del problema. A maggior ragione trattandosi dell'inizio di un possibile rapporto non procrastinerei oltre; comunque andrà, inoltre, la possibilità che tutto ciò si ripeta potrebbe aumentare anziché diminuire spazio prossima occasione utile. In bocca al lupo, cordialità. DMP
Salve, ho dato molta attenzione a quello che ha scritto, da quello che lei riporta sembra che le esperienze del passato l'abbiano segnata molto e che in lei si sia creata una diffidenza soprattutto per quanto riguarda le esperienze con l'altro sesso: sia esperienze reali che virtuali. Sembrerebbe che lei utilizzi tali esperienze per paura di istaurare relazioni dal vivo, è bene che lei si dedichi uno spazio di terapia dove lavorare sul suo senso di insicurezza e di solitudine.
Cari saluti, Dott.ssa Domenica Lipari.
Cari saluti, Dott.ssa Domenica Lipari.
Quanta paura, eppure quanto desiderio in questa lunga condivisione che hai postato! Il suo rimuginare a lungo sul da farsi, suggerisce che sta tentando un'elaborazione tra due parti in conflitto, ma anche che sta spostando il conflitto su un piano puramente mentale che si fa ruminazione. Il fatto che sia tanto tempo che non vive una relazione e la fatica che si intravede nelle precedenti forse esprimono un evitamento, un movimento difensivo che la mantiene a distanza da situazioni che percepisci come rischiose emotivamente. Forse più che capire se sia questo l'uomo di cui potersi fidare o il prossimo, varrebbe la pena che lei si desse la possibilità di comprendere la natura di questo conflitto tra la paura e il desiderio di una relazione, e magari con l'aiuto di un professionista elaborarlo con strategie differenti e più adattive della ruminazione
Buona sera Cris, paure, ansie, evitamento rispetto a paventate delusioni fanno parte di noi e vanno analizzate per comprendere come affrontare un certo mal di vivere che traspare nelle sue paure.
Non credo le sue paure siano oggettive, riferibili solo all'uso dei social che sono e rimangono uno strumento relazionale virtuale, magari sta attraversando un perido particolarmente difficile che andrebbe meglio "messo a fuoco". Resto comunque a disposizione per ogni chiarimento. LB
Non credo le sue paure siano oggettive, riferibili solo all'uso dei social che sono e rimangono uno strumento relazionale virtuale, magari sta attraversando un perido particolarmente difficile che andrebbe meglio "messo a fuoco". Resto comunque a disposizione per ogni chiarimento. LB
Cara Cris,
per prima cosa si fermi e faccia un bel respiro.
Rallenti ed affronti una cosa per volta.
Questo incontro, a prescindere da ciò che sarà, l'ha fatta mettere in contatto con una serie di nodi nevralgici che per poter vivere una relazione serena vanno affrontati. Non basta incontrare la persona adatta, dobbiamo essere anche noi predisposti a costruire qualcosa con lei. Nell'incontro con l'altro l'ideale è presentarsi il più "leggeri possibile" ovvero andrebbero ridotte al minimo paure, ansie, carenza di autostima, ferite pregresse.
Sposti il focus da ciò che questa persona potrebbe rappresentare e se stessa, a ciò di cui ha bisogno per avvicinarsi o per lasciar avvicinare qualcuno.
E' un lavoro complesso per il quale è meglio avvalersi dell'accompagnamento di un professionista ma che porta in palio un premio importante: il poter stare bene con se stessi e con gli altri.
Senza un lavoro di questo tipo diventa difficile, e se ne sta rendendo conto, anche solo valutare la possibilità o aprirsi alla relazione con qualcuno.
Buone cose,
Stefania Macchieraldo
per prima cosa si fermi e faccia un bel respiro.
Rallenti ed affronti una cosa per volta.
Questo incontro, a prescindere da ciò che sarà, l'ha fatta mettere in contatto con una serie di nodi nevralgici che per poter vivere una relazione serena vanno affrontati. Non basta incontrare la persona adatta, dobbiamo essere anche noi predisposti a costruire qualcosa con lei. Nell'incontro con l'altro l'ideale è presentarsi il più "leggeri possibile" ovvero andrebbero ridotte al minimo paure, ansie, carenza di autostima, ferite pregresse.
Sposti il focus da ciò che questa persona potrebbe rappresentare e se stessa, a ciò di cui ha bisogno per avvicinarsi o per lasciar avvicinare qualcuno.
E' un lavoro complesso per il quale è meglio avvalersi dell'accompagnamento di un professionista ma che porta in palio un premio importante: il poter stare bene con se stessi e con gli altri.
Senza un lavoro di questo tipo diventa difficile, e se ne sta rendendo conto, anche solo valutare la possibilità o aprirsi alla relazione con qualcuno.
Buone cose,
Stefania Macchieraldo
Buongiorno Cris, vivere queste sensazioni di disagio e talvolta di sofferenza quando i nostri valori entrano in contrasto è del tutto normale e comprensibile. Spesso la paura di fare la cosa sbagliata rappresenta un enorme ostacolo alla nostra serenità e ci lasciamo influenzare dalle nostre preoccupazioni e timori, senza goderci il presente. Il conflitto intrapsichico si esplicita infatti all’interno della mente di ognuno quando desideri, sentimenti, bisogni si trovano in contrasto tra loro, ossia quando la soddisfazione di alcuni di essi provoca la possibile frustrazione di altri. Il mio consiglio è di vivere le esperienze che la vita ci offre accettando il rischio e la possibilità di poter sperimentare emozioni spiacevoli. Accettare qualcosa che ci spaventa significa diminuirne l'intensità e la gravità e questo ci permette di essere più sicuri di noi stessi e di vivere il presente in modo più sereno. D'altronde nessuno ha il controllo degli eventi e di cosa potrebbe accaderci nel futuro, pertanto è fondamentale contrastare i pensieri negativi e pessimistici quando affollano la mente e spostare l'attenzione su aspetti più vitali e positivi. Capisco che fare tutto ciò da soli non sia semplice, pertanto la invito a rivolgersi ad uno specialista che possa guidarla a modificare alcune credenze disfunzionali e le possa fornire strategie per affrontare in modo più efficace e sereno questo momento. Un caro saluto, Dott. Alessandro Minutiello
Buongiorno. La paura di legarmi ha un senso. Una parte di me mi ricorda che forse il legame non è sempre quel luogo caldo, accogliente, protettivo, rassicuranate e non giudicante che gli altri descrivono. Finchè non si lavora su quella paura, sulla sua storia relazionale, sui suoi legami del passato, il legarsi diventerà sempre un rischio. Le suggerisco di trovare un luogo così nella psicoterapia per poi imparare a spostare all'esterno le sue aspettaive di serenità. In bocca al lupo. M
Cara Cris, ho l'impressione che lei in fondo sappia già che questo corteggiamento non porterà a nulla a meno che non sia seguito da atti concreti, come la rottura definitiva e chiara dalla attuale convivente dell'uomo di cui parla. Probabilmente la sua è un'infatuazione che riguarda più il piano del "come potrebbe essere" piuttosto che quello della realtà. Spesso questo è ciò che facciamo quando abbiamo un disperato bisogno di far funzionare un qualcosa, in questo caso, una relazione. Lei sta vivendo un conflitto tra questi due piani e intanto si occupa la mente con pensieri intrusivi e ripetitivi che la distraggono dal vero problema. Chiude la lettera con un "mi detesto" il che racchiude tutto il suo dolore e la bassissima stima che ha di lei. Parta da questo, parta da lei. Le auguro di trovare un professionista valido con cui potrà intraprendere un percorso di crescita personale che la porterà senz'altro anche ad un miglioramente delle relazioni sociali. In bocca la lupo.
Si percepisce che nella sua narrazione ne sono racchiuse molte altre, ha bisogno di sbrogliare la matassa in un percorso in cui possa acquisire consapevolezze
Non c'è una risposta univoca, ognuno nella vita interagisce con i propri strumenti, quindi bisogna imparare ad usarli al massimo del potenziale.
Saluti
Giulia Venanzangeli
Non c'è una risposta univoca, ognuno nella vita interagisce con i propri strumenti, quindi bisogna imparare ad usarli al massimo del potenziale.
Saluti
Giulia Venanzangeli
Buongiorno Cris,
grazie per aver condiviso la sua esperienza e i suoi vissuti. Sicuramente una prima risposta scritta non sarà esaustiva, ma potrà darle qualche punto di riferimento rispetto a ciò che vive.
Posso dirle che la sua è una richiesta competente che credo abbia a che fare con il desiderio di costruire relazioni, entro un vissuto di difficoltà a farlo. Se da una parte desidera costruire dei rapporti, dall'altro sente di esserne spaventata, delegando all'online o a una conoscenza casuale come quella di cui racconta la possibilità invece di implicarsi con tutti i rischi che una relazione comporta.
Avendo lei chiaro il problema che vive potrebbe trattare questo aspetto in una relazione terapeutica, "mettendo alla prova" e potendo sviluppare la sua capacità di stare in rapporto con un* terapeuta.
Intanto le auguro il meglio, rimanendo a disposizione per qualsiasi necessità.
Un caro saluto
dott. Giuseppe Saracino
grazie per aver condiviso la sua esperienza e i suoi vissuti. Sicuramente una prima risposta scritta non sarà esaustiva, ma potrà darle qualche punto di riferimento rispetto a ciò che vive.
Posso dirle che la sua è una richiesta competente che credo abbia a che fare con il desiderio di costruire relazioni, entro un vissuto di difficoltà a farlo. Se da una parte desidera costruire dei rapporti, dall'altro sente di esserne spaventata, delegando all'online o a una conoscenza casuale come quella di cui racconta la possibilità invece di implicarsi con tutti i rischi che una relazione comporta.
Avendo lei chiaro il problema che vive potrebbe trattare questo aspetto in una relazione terapeutica, "mettendo alla prova" e potendo sviluppare la sua capacità di stare in rapporto con un* terapeuta.
Intanto le auguro il meglio, rimanendo a disposizione per qualsiasi necessità.
Un caro saluto
dott. Giuseppe Saracino
Gentile Cris,
la sua reazione emotiva è congrua con l'esperienza che sta vivendo. Probabilmente iniziare una nuova storia le induce pensieri discordanti e ha la sensazione di voler fuggire da una parte e restare dall'altra. Le consiglio di prendersi del tempo per riflettere in quali altri eventi ha messo in atto schemi di evitamento. Iniziare un percorso psicoterapico sicuramente la aiuterebbe ad affrontare queste spiacevoli emozioni
Un saluto Dott.ssa Silvia Setzu
la sua reazione emotiva è congrua con l'esperienza che sta vivendo. Probabilmente iniziare una nuova storia le induce pensieri discordanti e ha la sensazione di voler fuggire da una parte e restare dall'altra. Le consiglio di prendersi del tempo per riflettere in quali altri eventi ha messo in atto schemi di evitamento. Iniziare un percorso psicoterapico sicuramente la aiuterebbe ad affrontare queste spiacevoli emozioni
Un saluto Dott.ssa Silvia Setzu
Gentile utente,
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
mi trovo in accordo con gran parte delle considerazioni espresse dai colleghi, che denotano un approccio professionale e rispettoso nei confronti del tema da lei esposto.
Cordiali saluti
Cara Cris, mi hanno colpito moltissimo le sue parole. Mi sembra da quello che scrive che ci sono diversi aspetti nella sua storia personale che la rendono fragile nelle relazioni. Il senso di colpa, la difesa, la continua lotta tra bene e male giusto e sbagliato, sono tutte sensazioni che in queste circostanze possono rendere confusi e deprimere ogni possibile entusiasmo. il mio suggerimento è quello di definirsi rispetto a ciò che lei vuole e si aspetta dall'altro così da non sentirsi una controfigura nella sua stessa vita ma la protagonista. Solitamente quando assumiamo questo atteggiamento l'altro agisce di conseguenza rispetto al come ci tratta. Questo non significa dagli un ultimatum necessariamente ma definire cosa lei effettivamente vuole per se stessa. Spero di poterle essere stata d'aiuto, e le auguro un grande in bocca al lupo non tanto per questa relazione, ma per quella che lei ha con queste tante parti di se stessa.
Buongiorno Cris, da quello che scrivi sembra che ci sia qualcosa che t'impedisca di fare "il passo successivo" e ti blocchi in un sentimento negativo. Non serve che ti detesti. Occorre approfondire il senso di tutte le cose che dici e le ipotesi che fai, per comprenderne il significato. Non ci sono risposte preformate. Potrebbe esserti utile la terapia che si occupa delle relazioni sentimentali e della coppia. Un saluto cordiale.
Giuseppe Lombardo
Giuseppe Lombardo
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Carissima Cris, capisco il turbine di emozioni e pensieri che ti stanno attraversando: l’eccitazione per una nuova possibilità, il timore di farsi male, la paura di legarsi e poi dover affrontare una delusione. È come se la tua mente fosse divisa tra il desiderio di aprirti a qualcosa di nuovo e il bisogno di proteggerti da qualcosa che percepisci come incerto e potenzialmente rischioso.
Proviamo a fare un po’ di ordine: da una parte c’è questo uomo che sembra molto coinvolto, ma che – a conti fatti – non è ancora davvero libero. Anche se dice di essere in chiusura con la sua attuale compagna, il fatto che tu non possa sentirlo liberamente o che San Valentino lo passerà comunque in quella casa sono segnali importanti. Dall’altra parte ci sei tu, con la tua difficoltà a fidarti e con una serie di pensieri che, invece di farti vivere questa esperienza con leggerezza, ti stanno facendo sentire depersonalizzata, in conflitto, quasi fuori da te stessa.
Ora, la vera domanda è: questo malessere nasce solo dalla tua paura di legarti o c’è anche qualcosa di reale nella situazione che non ti fa stare bene? Forse entrambe le cose. Il fatto che ti difendi non è un errore, è un segnale che qualcosa dentro di te sta cercando di proteggerti. E la protezione non è sempre sbagliata, anzi. Forse la questione non è solo "perché mi difendo?", ma anche "perché dovrei abbassare le difese con una persona che ancora non è del tutto disponibile?".
Se lui tiene davvero a te, può anche rispettare i tuoi tempi e le tue condizioni. Potresti dirgli apertamente che, finché la sua situazione non sarà davvero chiusa, tu non te la senti di lasciarti coinvolgere. Questo non è un ultimatum, ma un modo per proteggere te stessa da una dinamica che potrebbe farti male. La fiducia si costruisce con i fatti, non con le parole, e il tuo disagio non va ignorato.
Forse il problema più grande non è tanto lui, ma il fatto che questa situazione sta toccando dei punti sensibili dentro di te: la paura di essere ferita, il timore di fidarti, la sensazione di non sapere come vivere una relazione senza sentirti in ansia o con la testa affollata di pensieri. È qui che potrebbe esserti utile un percorso per esplorare cosa ti succede nelle relazioni e perché vivi queste emozioni con tanta intensità.
Se vuoi, possiamo lavorarci insieme. Lavoro su Roma e online, e possiamo approfondire senza giudizio quello che senti. Nel frattempo, ascoltati: se già dopo pochi giorni questa storia ti sta facendo stare così male, forse la tua mente e il tuo cuore stanno cercando di dirti qualcosa... e meritano di essere ascoltati!
Proviamo a fare un po’ di ordine: da una parte c’è questo uomo che sembra molto coinvolto, ma che – a conti fatti – non è ancora davvero libero. Anche se dice di essere in chiusura con la sua attuale compagna, il fatto che tu non possa sentirlo liberamente o che San Valentino lo passerà comunque in quella casa sono segnali importanti. Dall’altra parte ci sei tu, con la tua difficoltà a fidarti e con una serie di pensieri che, invece di farti vivere questa esperienza con leggerezza, ti stanno facendo sentire depersonalizzata, in conflitto, quasi fuori da te stessa.
Ora, la vera domanda è: questo malessere nasce solo dalla tua paura di legarti o c’è anche qualcosa di reale nella situazione che non ti fa stare bene? Forse entrambe le cose. Il fatto che ti difendi non è un errore, è un segnale che qualcosa dentro di te sta cercando di proteggerti. E la protezione non è sempre sbagliata, anzi. Forse la questione non è solo "perché mi difendo?", ma anche "perché dovrei abbassare le difese con una persona che ancora non è del tutto disponibile?".
Se lui tiene davvero a te, può anche rispettare i tuoi tempi e le tue condizioni. Potresti dirgli apertamente che, finché la sua situazione non sarà davvero chiusa, tu non te la senti di lasciarti coinvolgere. Questo non è un ultimatum, ma un modo per proteggere te stessa da una dinamica che potrebbe farti male. La fiducia si costruisce con i fatti, non con le parole, e il tuo disagio non va ignorato.
Forse il problema più grande non è tanto lui, ma il fatto che questa situazione sta toccando dei punti sensibili dentro di te: la paura di essere ferita, il timore di fidarti, la sensazione di non sapere come vivere una relazione senza sentirti in ansia o con la testa affollata di pensieri. È qui che potrebbe esserti utile un percorso per esplorare cosa ti succede nelle relazioni e perché vivi queste emozioni con tanta intensità.
Se vuoi, possiamo lavorarci insieme. Lavoro su Roma e online, e possiamo approfondire senza giudizio quello che senti. Nel frattempo, ascoltati: se già dopo pochi giorni questa storia ti sta facendo stare così male, forse la tua mente e il tuo cuore stanno cercando di dirti qualcosa... e meritano di essere ascoltati!
Gentile scrivente, rispetto a quanto da lei scritto credo che un primo passaggio potrebbe essere comprendere il motivo per cui abbia difficoltà nel fidarsi quando instaura le relazioni. Ripetto alla persona a cui fa riferimento, credo che possa essere protettivo comprendere quali siano le sue intenzioni in modo che lei possa valutare l'inizio di una eventuale relazione. Cordiali saluti
Capisco bene i suoi alti e bassi perché nella mia attività clinica la maggior parte delle persone che fanno con me colloqui online cercano amicizie o partner sui social o su Tinder. Non ci sorprendiamo di questo. Una delle ragazze più accanite tra quelle che seguo dopo un paio di anni di incontri sessuali deludenti, superficiali o ghosting ha conosciuto un ragazzo che si è innamorato di lei. Questo l’ha mandata in crisi. Eppure era quello che sognava! Secondo me si sta difendendo dalla paura di cadere con il sedere per terra. Non ti ho detto che questo ragazzo è sposato e quindi non sono paure immotivate. Ci sentiamo online una volta a settimana e non sono solito dare consigli ma sono d’accordo con il suo diradare gli incontri reali ,ristorante,pizzeria,aperitivi per evitare lo scoppio di una bomba prima che lei voli per aria con i suoi sogni. Poi in effetti chissà. L’importante è che non si faccia male. Buona giornata
Cara Cris,
quello che stai vivendo è molto più comune di quanto pensi, e non sei sola nel provare un miscuglio di emozioni che oscillano tra entusiasmo, diffidenza, paura e senso di inadeguatezza. La possibilità di un nuovo legame – soprattutto dopo esperienze deludenti o dopo anni di solitudine relazionale – può risvegliare dentro di noi speranze tanto intense quanto fragili. E quando queste speranze si scontrano con la realtà, ancora incerta e non del tutto chiara (come nel caso di un uomo che dice di voler chiudere una relazione, ma non lo ha ancora fatto), è comprensibile sentirsi confuse, spaesate o in conflitto.
La tua lucidità è ammirevole: hai già posto dei confini, gli hai detto che deve fare chiarezza nella sua vita prima di approfondire la conoscenza, e stai cercando di non perdere il contatto con te stessa. Ma nonostante tutto questo, ti senti in difficoltà. È importante validare questo tuo stato d’animo: quello che provi ha un senso e un’origine, e merita attenzione, non giudizio.
Le tue sensazioni di depersonalizzazione, panico, fuga e disistima possono essere segnali che si attivano quando la tua mente si sente sotto minaccia – non da lui in sé, ma da ciò che potrebbe accadere se ti lasciassi andare, se ti fidassi, se venissi ferita di nuovo. Il cervello cerca di proteggerti... ma nel farlo, può anche toglierti la serenità.
Domandarti se ti stai difendendo per paura tua o per una reale insoddisfazione verso la situazione è una riflessione molto importante. La verità, probabilmente, è che si tratta di entrambe le cose. Senti di non poter vivere questa esperienza liberamente, perché lui non è libero, e allo stesso tempo temi che, anche se lo fosse, potresti comunque soffrire. E questo ti blocca.
Non devi detestarti per questo. Ti stai prendendo cura di te, stai cercando di ascoltarti, e questo è il primo passo per costruire relazioni più sane.
Per vivere in modo più sereno queste situazioni, sarebbe molto utile comprendere meglio da dove nascono questi vissuti: perché ti senti fuori da te, perché hai così tanta paura di legarti, e perché ti risulta così difficile credere di poter essere davvero scelta e amata.
Per questo, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista che possa aiutarti a esplorare queste emozioni in modo sicuro, protetto e guidato.
Un percorso psicologico non serve solo nei momenti di crisi, ma può essere un’occasione preziosa per conoscersi, rinforzarsi e costruire relazioni future più consapevoli e gratificanti.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
quello che stai vivendo è molto più comune di quanto pensi, e non sei sola nel provare un miscuglio di emozioni che oscillano tra entusiasmo, diffidenza, paura e senso di inadeguatezza. La possibilità di un nuovo legame – soprattutto dopo esperienze deludenti o dopo anni di solitudine relazionale – può risvegliare dentro di noi speranze tanto intense quanto fragili. E quando queste speranze si scontrano con la realtà, ancora incerta e non del tutto chiara (come nel caso di un uomo che dice di voler chiudere una relazione, ma non lo ha ancora fatto), è comprensibile sentirsi confuse, spaesate o in conflitto.
La tua lucidità è ammirevole: hai già posto dei confini, gli hai detto che deve fare chiarezza nella sua vita prima di approfondire la conoscenza, e stai cercando di non perdere il contatto con te stessa. Ma nonostante tutto questo, ti senti in difficoltà. È importante validare questo tuo stato d’animo: quello che provi ha un senso e un’origine, e merita attenzione, non giudizio.
Le tue sensazioni di depersonalizzazione, panico, fuga e disistima possono essere segnali che si attivano quando la tua mente si sente sotto minaccia – non da lui in sé, ma da ciò che potrebbe accadere se ti lasciassi andare, se ti fidassi, se venissi ferita di nuovo. Il cervello cerca di proteggerti... ma nel farlo, può anche toglierti la serenità.
Domandarti se ti stai difendendo per paura tua o per una reale insoddisfazione verso la situazione è una riflessione molto importante. La verità, probabilmente, è che si tratta di entrambe le cose. Senti di non poter vivere questa esperienza liberamente, perché lui non è libero, e allo stesso tempo temi che, anche se lo fosse, potresti comunque soffrire. E questo ti blocca.
Non devi detestarti per questo. Ti stai prendendo cura di te, stai cercando di ascoltarti, e questo è il primo passo per costruire relazioni più sane.
Per vivere in modo più sereno queste situazioni, sarebbe molto utile comprendere meglio da dove nascono questi vissuti: perché ti senti fuori da te, perché hai così tanta paura di legarti, e perché ti risulta così difficile credere di poter essere davvero scelta e amata.
Per questo, sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista che possa aiutarti a esplorare queste emozioni in modo sicuro, protetto e guidato.
Un percorso psicologico non serve solo nei momenti di crisi, ma può essere un’occasione preziosa per conoscersi, rinforzarsi e costruire relazioni future più consapevoli e gratificanti.
Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve Cris
Avrei bisogno di porti tante domande per capire bene cio che stai vivendo,,mha! Una cosa mi ha colpito ' Mi detesto'. Credo sia il punto di partenza!
Avrei bisogno di porti tante domande per capire bene cio che stai vivendo,,mha! Una cosa mi ha colpito ' Mi detesto'. Credo sia il punto di partenza!
Cara Cris,
nelle tue parole si sente tutta la complessità delle tue emozioni: da una parte il desiderio di lasciarti andare a qualcosa di nuovo, di sentire attenzioni, di sperimentare di nuovo l’inizio di un corteggiamento; dall’altra la paura, il panico, la sensazione di “uscire da te stessa” che ti blocca e ti fa vivere male ciò che in teoria dovrebbe essere piacevole.
Dal punto di vista psicodinamico, ciò che stai vivendo è il risultato di diversi conflitti interni:
Il tuo Io desidera aprirsi, essere guardata, sentirsi scelta. Accoglie l’idea di poter piacere e di ricevere attenzioni.
Il tuo Super-Io entra subito in azione e dice: “Ma lui non è libero. È ancora convivente. Non puoi fidarti. Ti farà male di nuovo”. È quella voce interiore severa e diffidente che nasce anche dalle tue esperienze precedenti.
In mezzo c’è l’angoscia di attaccamento: la paura che se ti apri di nuovo verrai ferita, che se ti lasci andare perderai il controllo, che se ti affezioni ti ritroverai di nuovo “non scelta”.
La depersonalizzazione e la sensazione di “stacco dalla realtà” che descrivi sono un meccanismo di difesa del tuo Io: quando l’ansia diventa troppo forte, la psiche mette distanza, come per dire “non sento, non vivo troppo da vicino, così soffro meno”. È doloroso, ma non è un segno di follia: è il modo con cui la tua mente cerca di proteggerti.
È comprensibile che la situazione con lui ti crei conflitto: un uomo che ti corteggia mentre non ha ancora chiuso la sua convivenza ti mette in una posizione ambigua. Anche se ti fa piacere sentirlo, una parte di te avverte che non è un terreno sicuro: e questa percezione è corretta, perché finché non è libero davvero, tu rischi di vivere il ruolo della “seconda”. Il tuo disagio, quindi, non è solo “paura tua”, ma anche un segnale realistico della situazione.
Allora cosa puoi fare?
Dare voce al tuo bisogno di chiarezza: dirgli con calma che ti fa piacere conoscerlo, ma solo quando avrà chiuso la relazione. Questo non è un ultimatum, ma un modo per proteggerti.
Ascoltare i tuoi limiti: non forzarti a vivere una situazione che già ora senti ambigua. Non è un difetto, è una forma di rispetto verso te stessa.
Distinguere tra desiderio e realtà: sì, è bello che qualcuno ti corteggi, ma per costruire qualcosa di sano tu hai bisogno di una base chiara, non di promesse sospese.
Non colpevolizzarti per la tua ansia: il fatto che ti venga panico o depersonalizzazione non significa che sei “sbagliata” nei rapporti; significa che i tuoi vissuti antichi di non essere scelta e di dover diffidare si sono riattivati.
In sintesi: quello che ti accade è comprensibile. Non sei tu che non sai vivere i rapporti, è che la situazione che ti trovi davanti non è lineare, e questo riaccende le tue ferite. La vera differenza la fa il confine che deciderai di porre: se lui chiuderà davvero la sua storia, allora potrai scegliere se conoscerlo; se invece resta nella convivenza, tu hai tutto il diritto di dire “non mi va di farmi coinvolgere così”.
nelle tue parole si sente tutta la complessità delle tue emozioni: da una parte il desiderio di lasciarti andare a qualcosa di nuovo, di sentire attenzioni, di sperimentare di nuovo l’inizio di un corteggiamento; dall’altra la paura, il panico, la sensazione di “uscire da te stessa” che ti blocca e ti fa vivere male ciò che in teoria dovrebbe essere piacevole.
Dal punto di vista psicodinamico, ciò che stai vivendo è il risultato di diversi conflitti interni:
Il tuo Io desidera aprirsi, essere guardata, sentirsi scelta. Accoglie l’idea di poter piacere e di ricevere attenzioni.
Il tuo Super-Io entra subito in azione e dice: “Ma lui non è libero. È ancora convivente. Non puoi fidarti. Ti farà male di nuovo”. È quella voce interiore severa e diffidente che nasce anche dalle tue esperienze precedenti.
In mezzo c’è l’angoscia di attaccamento: la paura che se ti apri di nuovo verrai ferita, che se ti lasci andare perderai il controllo, che se ti affezioni ti ritroverai di nuovo “non scelta”.
La depersonalizzazione e la sensazione di “stacco dalla realtà” che descrivi sono un meccanismo di difesa del tuo Io: quando l’ansia diventa troppo forte, la psiche mette distanza, come per dire “non sento, non vivo troppo da vicino, così soffro meno”. È doloroso, ma non è un segno di follia: è il modo con cui la tua mente cerca di proteggerti.
È comprensibile che la situazione con lui ti crei conflitto: un uomo che ti corteggia mentre non ha ancora chiuso la sua convivenza ti mette in una posizione ambigua. Anche se ti fa piacere sentirlo, una parte di te avverte che non è un terreno sicuro: e questa percezione è corretta, perché finché non è libero davvero, tu rischi di vivere il ruolo della “seconda”. Il tuo disagio, quindi, non è solo “paura tua”, ma anche un segnale realistico della situazione.
Allora cosa puoi fare?
Dare voce al tuo bisogno di chiarezza: dirgli con calma che ti fa piacere conoscerlo, ma solo quando avrà chiuso la relazione. Questo non è un ultimatum, ma un modo per proteggerti.
Ascoltare i tuoi limiti: non forzarti a vivere una situazione che già ora senti ambigua. Non è un difetto, è una forma di rispetto verso te stessa.
Distinguere tra desiderio e realtà: sì, è bello che qualcuno ti corteggi, ma per costruire qualcosa di sano tu hai bisogno di una base chiara, non di promesse sospese.
Non colpevolizzarti per la tua ansia: il fatto che ti venga panico o depersonalizzazione non significa che sei “sbagliata” nei rapporti; significa che i tuoi vissuti antichi di non essere scelta e di dover diffidare si sono riattivati.
In sintesi: quello che ti accade è comprensibile. Non sei tu che non sai vivere i rapporti, è che la situazione che ti trovi davanti non è lineare, e questo riaccende le tue ferite. La vera differenza la fa il confine che deciderai di porre: se lui chiuderà davvero la sua storia, allora potrai scegliere se conoscerlo; se invece resta nella convivenza, tu hai tutto il diritto di dire “non mi va di farmi coinvolgere così”.
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