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Esperienze

Mi chiamo Giuseppe, seguo un approccio Umanistico, Esistenziale e Relazionale. Da oltre quarant’anni esercito la professione di psicoterapeuta a Roma, accompagnando le persone attraverso vie di consapevolezza, cambiamento e crescita personale. La mia lunga esperienza clinica mi permette di affiancare persone adulte, affrontando insieme a loro disturbi d’ansia, depressione, difficoltà relazionali, crisi esistenziali e momenti di transizione.

Credo fortemente nel cambiamento e che ogni persona abbia con sé le risorse per affrontare le proprie difficoltà. Lavoro in un ambiente accogliente e riservato, con una visione empatica, professionale e rispettosa. Ma che soprattutto considera l’assenza di giudizio fondamentale per una relazione terapeutica.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicologia breve e strategica

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  • Consulenza online

    90 €

  • Psicoterapia

    90 €

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  • Primo colloquio individuale

    90 €

  • Primo colloquio psicologico

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5 recensioni

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  • F

    Il dottore Giuseppe Chiarelli è un professionista, puntuale, preciso, con una comunicazione chiara e una personalità umana ed empatica. Un osservatore del paziente, in questo caso di me.
    Fin dalla prima visita di 18 anni fa , quando erano i miei momenti più bui della mia vita , dove affrontavo gli attacchi di panico e stavo in un bivio di scegliere qual è direzione prendere , la sua guida e il mio lavoro e il voler stare bene, mi ha portato sulla via della consapevolezza dei miei limiti di allora e i miei traumi non curati . Con il tempo è arrivato il cambiamento , dove le sedute con il dottore sono diventate parte del mio percorso di vita con l’obiettivo di maggiore consapevolezza, di cambiamento e negli ultimi 10 anni un percorso di crescita personale.
    Dottore grazie di cuore per la tua guida, la tua professionalità, il rispetto e l’affetto verso la mia persona in tutti questi anni.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott. Giuseppe Chiarelli

    Grazie F.
    Parole importanti le tue e voglio farne tesoro.
    Giuseppe


  • M

    Professionalità , accuratezza, empatia e puntualità. I traguardi raggiunti con il suo aiuto li ho sperimentati nella capacità di vivere con una vera consapevolezza. Per sempre grata.

     • Altro Altro  • 

    Dott. Giuseppe Chiarelli

    Grazie M.P.
    Conservo una sensazione di grande soddisfazione.


  • M



    "Lo psicologo dott.Chiarelli è stato un punto di riferimento fondamentale per me durante un periodo difficile della mia vita. La sua empatia, la sua comprensione e la sua professionalità mi hanno aiutato a superare le mie paure e a trovare nuove prospettive.

    Le sedute con lui sono state sempre molto utili e mi hanno permesso di acquisire strumenti preziosi per gestire lo stress e migliorare le mie relazioni interpersonali.

    La sua capacità di ascolto e la sua abilità nel creare un ambiente sicuro e accogliente mi hanno fatto sentire sempre a mio agio.

    Lo consiglio vivamente a chiunque cerchi un professionista affidabile e competente che possa aiutare a superare le difficoltà e a raggiungere i propri obiettivi.

    Grazie, dottor Chiarelli per il tuo aiuto prezioso!

     • Studio Privato supporto psicologico  • 

    Dott. Giuseppe Chiarelli

    Restituisco un reciproco arricchimento.
    Grazie


  • L

    La mia esperienza è stata fondamentale per me. Grazie a questa terapia ho preso consapevolezza dei miei problemi, dei miei limiti e del mio ruolo nelle relazioni. Mi ha aiutato a riconoscere e capire schemi che ripetevo automaticamente. Grazie all’empatia e alla capacità di ascolto attento del terapeuta mi sono sentito compreso e sostenuto. Ho imparato a gestire l’ansia e la frustrazione, trovando e efficaci anche in situazioni difficili e d'emergenza. Ora riconosco le mie emozioni e reagisco in modo meno impulsivo e più autentico. Accetto i miei limiti senza colpevolizzarmi e questo mi ha reso più forte e sereno. Il percorso è faticoso ma ne vale la pena.

     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott. Giuseppe Chiarelli

    Grazie L.L.
    Un feedback ricco come il percorso trascorso insieme.


  • F

    Ho 32 anni e ho iniziato un percorso terapeutico con il Dottor Chiarelli per affrontare le difficoltà che ho avuto nella gestione della relazione con mio padre, soprattutto riguardo alla simbiosi emotiva e alla rabbia che sentivo. Da subito, mi sono sentito ascoltato e compreso in un ambiente sicuro e non giudicante. Il Dottor Chiarelli ha mostrato una grande empatia e professionalità, aiutandomi a esplorare le radici dei miei comportamenti e sentimenti, e guidandomi con pazienza e competenza verso una maggiore consapevolezza di me stesso. Grazie al suo supporto, ho imparato a riconoscere e gestire meglio la mia rabbia, lavorando sulle dinamiche familiari in modo costruttivo. Mi sento molto più sereno e pronto ad affrontare le difficoltà con mio padre in modo più equilibrato. Consiglio vivamente il dottor Chiarelli a chiunque stia cercando una guida professionale per migliorare la propria vita emotiva e relazionale.





     • Studio Privato psicoterapia  • 

    Dott. Giuseppe Chiarelli

    Ciao Francesco
    La mia gratitudine per la tua accuratezza.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno
Mi trovo ad affrontare una situazione lavorativa complessa e vorrei un parere su come potermi muovere al meglio.
Dopo tre anni di lavoro in sala colazioni avendo capito di non essendo portata per lavori pratici, e comunque con una laurea triennale alle spalle, ho deciso di provare a lavorare in reception. Dopo un percorso formativo in cui ho imparato in due settimane ad usare pos, gestionale, smistare posta elettronica secondo i loro standard, e un discorso complesso con l’equipaggio di marittimi delle varie navi da crociera che la struttura ospita quotidianamente, l’azienda, che ha diversi hotel di sua proprietà, mi ha proposto un contratto a chiamata a tempo determinato come seconda postazione e supporto alla prima postazione consapevoli che data l’inesperienza e la poca conoscenza alberghiera la mia figura non potesse essere di alter ego alla prima postazione con cui collaboravo nei turni. Ciò nonostante visto il mio impegno e progressi lavorativi e anche il fatto si era instaurato un buon clima con i colleghi mi hanno prorogato il contratto a chiamata alla fine di settembre con possibile proseguo che valutava l’andamento del mio percorso lavorativo. Ho affiancato cinque colleghi, tra veterani che lavoravano lì da 25 anni e nuovi, molto diversi da loro e non essendoci un protocollo comune mi sono dovuta adattare a seguire il metodo lavorativo di ogni collega che affiancavo sentendomi anche in difficoltà nel non avere la libertà personale di scegliere poi il metodo che preferivo. Dei cinque colleghi con cui lavoravo , solo tre mi hanno dato fiducia nel supporto che potevo loro offrire: rispondere autonomamente alla posta, addebiti, chiusura preautorizzazioni guidate, check in senza esercitare troppo controllo in quanto dopo pochi giorni avendo compreso le procedure di check in e check out inserimento camere nel gestionale, tariffe e addebiti, ero già in grado di lavorare senza errori. Purtroppo invece le veterane con cui lavoravo non mi hanno mai dato fiducia e quando cercavo di rendermi utile come facevo con gli altri colleghi, prendendo subito i documenti, dando indicazioni ai clienti, mentre loro erano al pc a vedere la posta magari, lo hanno preso come prevaricazione e sono stata richiamata dalla proprietaria che mi ha detto a voce di voler concludere il rapporto lavorativo perchè queste colleghe veterane so sono lamentate del mio comportamento e preferivano lavorare da sole allora gli ho detto che non essendo a conoscenza di questo loro disagio, assumendomi anche la colpa di aver dato una impressione sbagliata, preferivo mi fosse stato detto prima e mi hanno detto pensavano lo avrei capito da sola nel corso delle settimane. A seguito di questo colloquio ero rimasta con il direttore che mi sarebbe stato concesso qualche giorno per rivedere e modificare la situazione, ho cercato chiarimenti con queste colleghe ma mi hanno detto “non so cosa ti hanno detto loro noi non riferiamo quello che ci viene chiesto e come ci troviamo durante gli affiancamenti, Il fatto è che gli affiancamenti devono essere un supporto, un aiuto per noi e non un continuo controllo se quello che fate lo fate bene perché così diventa un lavoro doppio per noi ed è veramente fonte di stress. A noi serve una persona che sappia già lavorare bene in autonomia e che conosca il lavoro alberghiero, se la persona non è adatta non è qualcosa di personale è solo che non può svolgere l’attività lavorativa richiesta. Mi dispiace
Comunque io sono disponibile, quando vuoi.
Si lamentavano continuamente di errori (addebiti errati, mancato inserimento delle camere nel gestionale, e altro, dei nuovi ma poi hanno fatto ricadere la colpa su di me senza prove evidenti. So per certo di non aver commesso errori in quanto ho sempre prestato molta attenzione su questo. Dopo un paio di giorni dal colloquio mentre ero in turno è arrivata nella mail dell’hotel in cui lavoravo la comunicazione seguente della proprietaria che comunicava il termine in data odierna del mio affiancamento in quell’hotel e avrebbero informato il personale circa le nuove decisioni prese dalla direzione. Allora ho risposto “Buongiorno nel ringraziarla per la comunicazione non avendo ricevuto alcun preavviso dei quindici giorni contrattuali per il licenziamento posso supporre i suddetti mi verranno pagati nella busta paga successiva?
Mi è stato poi risposto “ non sei licenziata, avendo un contratto a chiamata, ti stiamo solo avvisando che per la prossima settimana non sono previste chiamate”
Solo che fino a prima del richiamo avuto, lavoravo con continuità settimanale ogni giorno con un riposo di due giorni a settimana

Un collega di quelli che mi stima mi ha detto di attendere come evolve la situazione ma se entro una decina di giorni non so nulla di cercarmi altro. Vorrei chiedere un parere sulla mia situazione e cosa fare. Personalmente mi sento confusa e non vedo chiarezza, ma se il problema è che queste colleghe preferiscono lavorare sole perché non posso proseguire il mio percorso con gli altri colleghi che riconoscono il mio impegno e mi danno fiducia? Ruotano sempre di settimana in settimana, una settimana uno lavora in un hotel e una settimana in un altro , ma le comunicazioni della proprietaria sembrano confuse al riguardo e vorrei capire meglio se posso dare una voce o se è stata semplicemente fatta una mossa di sospensione per vedere chi commetteva errori o se mi trovo davanti ad un licenziamento non formale che non vogliono fare ma non prevedono di richiamarmi.
Confido in un vostro supporto e Ringrazio per l’attenzione

Salve
Mi piacerebbe esserle di aiuto ma trovo la situazione confusa. La cosa chiara e che ha acquisito abilità e competenze spendibili in varie situazioni, e quelle sono sue. Intanto aggiornerei il CV e cercherei esperienze arricchenti. Buona vita

Dott. Giuseppe Chiarelli

Domande su consulenza psicologica

Buongiorno dottori. Sono una ragazza di 24 anni e scrivo in merito a una situazione emotiva personale che non so bene come gestire. Recentemente ho svolto un tirocinio in una scuola elementare per la mia università che appunto lo prevede, ci sono stata pochi mesi ma è stata un’esperienza molto positiva. Io da sempre amo i bambini e stare con loro mi dà una sensazione di pace e serenità che raramente provo, forse per la loro spontaneità o semplicità, inoltre loro sembrano apprezzarmi quindi stare con loro è stato molto gratificante, soprattutto se consideriamo che ero partita con aspettative basse, quindi è stata una bella sorpresa. Il punto è che durante questa esperienza formativa, appunto poiché ci metto il cuore essendo un po’ inesperta, mi sono molto affezionata a un paio di loro, perché forse mi hanno fatto una tenerezza particolare e ho iniziato a sviluppare un piccolo debole anche perché loro stessi erano molto affezionati a me, pur mantenendo io sempre comportamenti imparziali con tutti. Oggi il tirocinio è finito, e io ci ho silenziosamente sofferto più che altro il primo giorno quando tutto era finito, perché il pensiero che si fossero creati quei piccoli ma sinceri rapporti da ambo i lati con loro ma che non ci potesse (giustamente) essere possibilità di mantenerli mi causava una sensazione di rimpianto, una specie di impotenza, difficile da accettare del tutto perché la separazione è stata diciamo “mal voluta” sia da me che da loro, ma era inevitabile, e io ho spiegato tutto con pazienza. Sarebbe stato più facile per me accettare la fine se loro stessi non avessero manifestato il loro dispiacere per il nostro saluto, a quest’ora sarei già serena. Però forse il pensiero che ci fosse un piccolo legame emotivo sincero sia da parte mia che da parte loro ha reso tutto più difficile perché anche se razionalmente so che è giustissimo e normale lasciarli andare dopo queste esperienze, il mio cuore un po’ ne “soffre” perché ha percepito l’esperienza arricchente che si è creata e di come sarebbe potuto continuare se la realtà fosse stata diversa (esempio, se fossi stata un’amica di famiglia, una cugina più grande e cose simili quindi con possibilità ogni tanto di rivedersi). Credo che questa emozione io la provi anche perché ho sempre voluto avere dei figli quindi forse inconsciamente riverso un po’ questa mia tendenza nel lavoro che mi permette di essere una presenza adulta e accogliente per i bambini come ho sempre voluto essere. Mi sono rivolta a voi perché vorrei sapere davvero come lasciare andare in maniera completa, senza rimpianto, portandoli nel cuore, capire che i rapporti avuti sono stati sinceri e non valgono meno anche se ci siamo salutati, e come prevenire che io investa emotivamente così, per evitare di soffrire in futuro pur sapendo metterci lo stesso il cuore con sincerità ma con quell’equilibrio giusto che mi permette di amarli con moderazione, in modo che io sappia sempre lasciarli andare senza soffrire, perché una vita vissuta così con questo lavoro rischia di diventare pesante emotivamente per me, che dovrò salutare costantemente tanti bambini a cui mi affezionerò. Sottolineo che sono una persona molto sensibile ed emotiva quindi forse è anche per questo che la vivo intensamente, però appunto voglio imparare a dosare, ed essendo ancora in formazione penso sia normale non essere ancora del tutto capace anche a gestire il sentimento di affetto che si sente internamente, soprattutto per chi ci mette il cuore. Spero che possiate darmi dei consigli, li accoglierò con piacere, vi ringrazio.

Ciao ragazza di 24 anni
La tua evidente sensibilità ti rende umana, comprendo la difficoltà e la fatica che le separazioni prevedono. Credo che imparare a vivere e godersi le relazioni affettive è una buona strategia per nutrirsi di relazioni autentiche ...come quelle che si vivono con i bambini! E quando si deve imparare si può chiedere aiuto. Ti auguro buona vita

Dott. Giuseppe Chiarelli
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