Ho 57 anni e da circa un anno e mezzo sto riscontrando un calo significativo della libido e difficol

25 risposte
Ho 57 anni e da circa un anno e mezzo sto riscontrando un calo significativo della libido e difficoltà nel mantenere l’erezione.

Assumo da anni terapia antipertensiva (Giant e Lobivon). Tra il 2022 e il 2023 ho assunto anche Mirtazapina e Sertralina. Ho notato che questi problemi erano già presenti durante l’assunzione di questi due farmaci. Ora pare che sono proseguiti anche dopo, anche se è da circa un anno e mezzo che li avverto. E cioè dopo quasi due anni dal che ho terminato la terapia psicologica.
Ho una compagna con cui ho sempre avuto un’ottima intesa intima. Anche se negli ultimi tempi sono molto frequenti litigi e c'è stato molta preoccupazione personale per questioni lavorative ed economiche. Tuttavia, sebbene i litigi anche in passato, comunque l'intesa sessuale era ottima.
Ciononostante, nell’ultimo periodo sento un netto calo del desiderio, non solo verso di lei ma in generale: non provo più quel normale stimolo o attrazione che avevo prima.
Dopo alcune ricerche ho valutato l’uso del prodotto “Neradin”, che però non ho ancora iniziato ad assumere.
Vorrei capire:– cosa potrebbe aver causato questo cambiamento;– se può essere collegato ai farmaci assunti in passato o a quelli attuali;– quali accertamenti o rimedi sono consigliati.
Grazie.
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Cernusco sul Naviglio
Gentile utente, le consiglio di chiedere ai medici che le hanno prescritto la terapia se possono essere effetti collaterali. Prenderei in considerazione di intraprendere anche un percorso di supporto psicologico in modo da avere validi strumenti da utilizzare e sicuramente migliorare la qualità di come vive questi momenti.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi

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Prima di assumere integratori è fondamentale consultare un medico specialistico. Bisogna escludere cause organiche e valutare se la terapia antipertensiva può e deve essere ottimizzata.
Parli inoltre di preoccupazioni lavorative/economiche e litigi frequenti con la tua compagna: il cortisolo (l'ormone dello stress) è l'antagonista naturale del desiderio!
Ti consiglio quindi ti contattare subito un medico, escluse eventuali cause organiche potrebbe essere importante riprendere una terapia psicologica.

Dott.ssa Anna Apicelli
Dott.ssa Nicole Nanni
Psicologo, Psicologo clinico
Cagliari
Salve,
quello che descrive può avere sia un’origine fisica che psicologica, ed è importante considerare entrambe le dimensioni. In primo luogo, sarebbe utile effettuare alcuni accertamenti medici per escludere eventuali cause organiche o disfunzioni che potrebbero influire sul desiderio.
Qualora non emergessero fattori fisici rilevanti, diventa allora centrale esplorare la sfera psicologica e relazionale. Il corpo, infatti, è uno dei principali canali attraverso cui si esprime il nostro mondo interno: tensioni emotive, conflitti o difficoltà nella relazione possono riflettersi direttamente anche sul piano del desiderio e della sessualità.
In quest’ottica, mente e corpo non sono separabili, ma fanno parte di un unico sistema in continua interazione. Per questo motivo, potrebbe essere utile soffermarsi sulle dinamiche relazionali che caratterizzano il rapporto con la sua compagna, cercando di lavorare sugli elementi di conflitto che possono contribuire al calo della libido.
Un’attenzione più ampia a questi aspetti può aiutare a inquadrare meglio il significato di ciò che sta vivendo e a orientare eventuali passi successivi.
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,

quello che descrive è una situazione piuttosto frequente e comprensibile, soprattutto considerando la presenza di più fattori che possono influenzare la sfera sessuale.

1. Possibili cause del calo del desiderio e delle difficoltà erettili
La sessualità maschile è influenzata da una combinazione di aspetti fisici, psicologici e relazionali. Nel suo caso potrebbero concorrere:

Fattori biologici e medici:
L’ipertensione stessa può incidere sulla funzione erettile, perché coinvolge il sistema vascolare.
Alcuni farmaci antipertensivi, come il Nebivololo (contenuto in Lobivon), possono talvolta avere effetti sulla funzione sessuale, anche se generalmente sono meglio tollerati rispetto ad altri.
Effetti dei farmaci antidepressivi passati:
Farmaci come Sertralina e Mirtazapina sono noti per poter influenzare libido ed erezione durante l’assunzione.
Nella maggior parte dei casi questi effetti regrediscono dopo la sospensione, ma in alcune persone possono persistere più a lungo (anche se non è la regola).
Fattori psicologici ed emotivi:
Stress lavorativo ed economico
Conflittualità nella coppia
Ansia da prestazione (anche inconsapevole)
Riduzione del desiderio generalizzato (non solo verso la partner, come lei stesso nota)

Questi elementi possono mantenere il problema anche quando la causa iniziale (ad esempio farmacologica) non è più presente.

2. Il fatto che il desiderio sia calato “in generale”
Questo è un punto importante: quando il calo non riguarda solo la partner ma la libido in senso più ampio, è più probabile che siano coinvolti fattori:

ormonali (es. testosterone),
psicologici (stress, tono dell’umore),
oppure una combinazione dei due.

3. Integratori come “Neradin”
Prodotti di questo tipo possono avere un effetto lieve in alcuni casi, ma:

non risolvono le cause profonde del problema,
non sostituiscono una valutazione medica,
è sempre meglio assumerli dopo aver consultato il proprio medico, soprattutto in presenza di terapia antipertensiva.

4. Accertamenti consigliati
Le suggerirei di valutare:

Controlli medici (tramite medico di base o specialista andrologo/urologo):
dosaggi ormonali (in particolare testosterone)
glicemia, colesterolo
valutazione cardiovascolare
Revisione della terapia farmacologica:
verificare se i farmaci attuali possono contribuire e se esistono alternative
Valutazione psicologica/sessuologica:
per esplorare il ruolo di stress, preoccupazioni e dinamiche di coppia
per intervenire su eventuale ansia da prestazione o calo del desiderio

In sintesi
È probabile che il suo disturbo sia il risultato di più fattori (farmacologici, fisici e psicologici) che si sono sommati nel tempo. La buona notizia è che, proprio per questo, esistono diverse possibilità di intervento efficaci.

Le consiglio di non basarsi solo su soluzioni “fai da te”, ma di approfondire con uno specialista (medico e/o psicoterapeuta sessuologo) per una valutazione completa e mirata.

Un caro saluto

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott. Davide Martinelli
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera,
quello che descrive è una situazione delicata ma anche molto più frequente di quanto si pensi, soprattutto nella sua fascia d’età, e merita di essere letta mettendo insieme più livelli, non cercando una sola causa “colpevole”.

Parto da un punto fondamentale: il calo del desiderio e le difficoltà erettili che riferisce non sono quasi mai dovuti a un unico fattore. Nella maggior parte dei casi sono il risultato di un intreccio tra componente biologica, farmacologica e psicologica. Nel suo racconto questi tre elementi sono tutti presenti.

Dal punto di vista farmacologico, sia gli antidepressivi che ha assunto in passato, come Sertralina e Mirtazapina, sia alcuni antipertensivi attuali come Lobivon possono avere effetti sulla sfera sessuale. Durante l’assunzione è abbastanza comune avere calo della libido o difficoltà erettive. Nella maggior parte dei casi questi effetti regrediscono dopo la sospensione, ma in alcune persone possono lasciare una sorta di “strascico funzionale”, soprattutto se nel frattempo si sono inseriti altri fattori come stress o cambiamenti relazionali.

E qui arriviamo al secondo punto, forse il più rilevante nel suo caso: il contesto attuale. Lei parla di litigi più frequenti con la sua compagna e di un periodo di preoccupazioni lavorative ed economiche. Anche se in passato i conflitti non avevano inciso sulla vostra intesa sessuale, non è detto che il sistema regga allo stesso modo nel tempo. A 57 anni il corpo e la mente reagiscono allo stress in modo diverso rispetto a prima: l’energia psichica si riduce, il desiderio non è più automatico ma più sensibile al clima emotivo.

Il fatto che lei riferisca un calo del desiderio “in generale”, non solo verso la sua compagna, è un elemento molto importante. Questo orienta meno verso un problema di coppia puro e più verso una condizione globale, in cui lo stress, la preoccupazione e forse anche una componente depressiva lieve (non necessariamente una depressione conclamata) stanno influenzando il suo sistema motivazionale e sessuale.

C’è poi un terzo livello, spesso sottovalutato: quello fisiologico. Dopo i 50 anni è assolutamente opportuno valutare anche aspetti ormonali e vascolari. Il testosterone, la funzionalità tiroidea, la glicemia, il profilo lipidico: sono tutti fattori che possono incidere sia sul desiderio sia sull’erezione. Non significa che ci sia per forza un problema, ma è corretto verificarlo.

Per quanto riguarda prodotti come “Neradin”, è comprensibile cercare una soluzione rapida, ma è importante essere onesti: questi integratori possono avere un effetto molto limitato e non risolvono un quadro complesso come il suo. Possono al massimo dare un supporto lieve, ma non agiscono sulle cause profonde, soprattutto se queste sono multifattoriali come sembra nel suo caso.

Quello che le suggerirei, con un approccio serio e completo, è questo: da un lato un confronto con il suo medico o con un andrologo per valutare gli esami di base e rivedere eventualmente la terapia antipertensiva (esistono alternative con minore impatto sulla sessualità); dall’altro lato non trascurare la componente psicologica e relazionale. Non perché “è tutto nella testa”, ma perché mente e corpo, in questo ambito, lavorano insieme.

C’è anche un aspetto importante da considerare: quando si iniziano a notare difficoltà sessuali, può attivarsi un circolo vizioso fatto di aspettativa, controllo e timore di non riuscire. Questo, nel tempo, può mantenere il problema anche se la causa iniziale si è attenuata.

Se desidera, possiamo approfondire insieme proprio questo intreccio tra fattori fisici, farmaci, stress e dinamiche di coppia, cercando di capire dove intervenire con più precisione. A volte già mettere ordine tra questi elementi aiuta a ridurre quella sensazione di “non capisco cosa mi stia succedendo”, che è spesso la parte più destabilizzante. Non è una situazione senza soluzione, ma va affrontata con uno sguardo completo, non con un rimedio unico.
Dott.ssa Rossella Carrara
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi al suo medico prima di assumere qualsiasi altro farmaco/integratore. Cordiali saluti.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno, comprendo bene quanto possa essere frustrante e destabilizzante notare un cambiamento così significativo nella propria vita sessuale, soprattutto in una relazione in cui prima c’era un’intesa soddisfacente e un buon legame emotivo. È naturale che si ponga domande sul perché di questa situazione e che desideri capire cosa la stia causando. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, ciò che lei sta vivendo può essere osservato come un’interazione tra pensieri, emozioni e comportamenti. La preoccupazione costante, i pensieri sul calo di desiderio e i litigi recenti possono infatti influire sul livello di desiderio sessuale, creando un circolo di ansia e frustrazione che può peggiorare il problema percepito. Spesso i cambiamenti nel desiderio sessuale non dipendono da una sola causa, ma da più fattori che si combinano. Eventi di stress lavorativo o economico, preoccupazioni personali e tensioni nella coppia possono incidere in maniera significativa, così come lo stato emotivo generale e la qualità del rapporto con se stessi e con il partner. Anche esperienze passate con farmaci possono aver lasciato tracce sui meccanismi biologici e psicologici, ma non è raro che i sintomi siano amplificati proprio da pensieri ansiosi, timori di “non funzionare” o sensi di colpa. Un percorso di supporto psicologico può essere utile per esplorare questi schemi, aiutandola a comprendere meglio come i pensieri e le preoccupazioni influenzino il desiderio, a gestire l’ansia legata alle prestazioni e a sviluppare strategie per ritrovare gradualmente un senso di piacere e desiderio. Si può lavorare insieme anche sul dialogo con la partner, sul rafforzamento della comunicazione e sulla gestione delle tensioni che inevitabilmente emergono nella vita quotidiana, così da creare un contesto emotivo più sicuro e favorevole all’intimità. Questo approccio consente di affrontare il problema senza sentirsi giudicati o inadeguati, ma comprendendo i motivi sottostanti e ritrovando una forma di controllo sulle proprie reazioni e sensazioni. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, è possibile anche che essendosi presentati alcuni litigi e altre preoccupazioni, l'interesse per l'intimità si sia affievolito. Se necessitasse di un consulto, anche di coppia, io ricevo anche online.
Cordiali saluti,

Dott.ssa Martina Colle
Dr. Roberto Lavorante
Psicologo, Psicologo clinico
Napoli
Buonasera,
Ciò che descrive sembra inserirsi in un intreccio di fattori biologici, psicologici e relazionali che, nel tempo, possono essersi influenzati reciprocamente. L’uso passato di antidepressivi come Mirtazapina e Sertralina è noto per poter incidere sulla sfera del desiderio e della risposta sessuale, e in alcuni casi gli effetti possono persistere anche dopo la sospensione; allo stesso modo, anche alcuni antipertensivi come Lobivon possono avere un impatto sulla funzione erettile. Tuttavia, ridurre tutto alla componente farmacologica rischierebbe di trascurare altri elementi importanti.
Le tensioni nella relazione di coppia, le preoccupazioni lavorative ed economiche e il cambiamento del clima emotivo tra lei e la sua compagna possono contribuire a modificare il modo in cui il desiderio si attiva e si mantiene. Il desiderio, infatti, non è solo una risposta biologica, ma anche un processo relazionale che si nutre di sicurezza, complicità e connessione emotiva. Quando questi aspetti vengono messi sotto pressione, il corpo può “rispondere” con un rallentamento o una difficoltà.
Sarebbe quindi utile considerare un approfondimento su più livelli, da un lato medico, con il suo curante o uno specialista (ad esempio un andrologo), per valutare eventuali fattori organici, ormonali o legati alla terapia in corso; dall’altro lato, uno spazio di riflessione psicologica o di coppia potrebbe aiutarla a comprendere come le dinamiche relazionali attuali stiano influenzando la sua esperienza del desiderio. Anche rispetto a prodotti come “Neradin”, è consigliabile non procedere in autonomia ma confrontarsi con un medico.
Per una valutazione più completa e mirata della sfera del desiderio e della risposta sessuale, potrebbe essere utile affiancare anche una consulenza con un sessuologo.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.
È possibile che i sintomi siano una conseguenza dei farmaci assunti. È opportuno confrontarsi con il medico che li ha prescritti per valutare se sia necessario modificarli o sostituirli.
Dott.ssa Andreana Saulino
Psicologo, Psicologo clinico
Manziana
Quello che descrive è una situazione molto frequente e multifattoriale, soprattutto nella sua fascia d’età: raramente c’è una sola causa, più spesso si tratta di una combinazione di fattori biologici, farmacologici e psicologici.
1. Possibili cause
• I farmaci che ha assunto, come Sertralina e Mirtazapina, possono ridurre libido ed erezione. In alcuni casi, gli effetti possono persistere anche dopo la sospensione (non è la regola, ma succede).
• Anche farmaci antipertensivi come Lobivon possono incidere sulla funzione sessuale.
• L’età porta fisiologicamente a una riduzione del testosterone e della risposta erettile.
• Ma nel suo racconto emerge un elemento centrale: stress, preoccupazioni economiche e conflittualità di coppia. Questi fattori hanno un impatto diretto su desiderio e prestazione.
2. Un punto chiave
Il fatto che il calo sia:
• generalizzato (non solo verso la partner),
• persistente,
• associato a tensioni emotive,
fa pensare che la componente psicologica oggi abbia un peso importante, anche se inizialmente il problema può essere stato innescato dai farmaci.
3. Accertamenti utili
È corretto fare anche una verifica medica:
• dosaggi ormonali (testosterone, prolattina),
• controllo cardiovascolare,
• valutazione urologica/andrologica.
Eviti il “fai da te” con prodotti come “Neradin” senza un inquadramento: rischia di agire sul sintomo senza capire la causa.
4. Il punto decisivo: il percorso psicologico
In situazioni come la sua, il passaggio più efficace è affiancare agli accertamenti un percorso psicologico (meglio se con competenza sessuologica).
Perché è importante:
• il desiderio non è solo biologico, ma profondamente legato a mente, stress e dinamiche relazionali;
• le difficoltà erettili, quando si protraggono, creano facilmente un circolo vizioso di ansia da prestazione;
• i conflitti di coppia possono spegnere il desiderio anche in relazioni storicamente solide.
Un percorso le permetterebbe di:
• distinguere cosa è organico e cosa è emotivo,
• ridurre la pressione legata alla prestazione,
• lavorare sulle dinamiche di coppia che oggi stanno incidendo,
• recuperare gradualmente desiderio e serenità.
Anche poche sedute mirate possono fare molta differenza.
Se vuole, posso aiutarla a capire che tipo di professionista cercare o come impostare i primi passi.
Buongiorno,
la sua domanda sembra partire dal corpo, dai farmaci, dalla libido, ma nel racconto si intrecciano anche altri elementi: il tempo, i cambiamenti, la relazione, le preoccupazioni. Come se questo “calo” non fosse solo un fatto isolato, ma qualcosa che si inserisce in un momento più ampio della sua vita.
Viene da chiedersi quando ha iniziato a notare questo cambiamento: è stato graduale, quasi impercettibile all’inizio, oppure c’è stato un momento in cui ha sentito uno “scarto” rispetto a prima?
Lei collega questo aspetto anche ai farmaci assunti in passato. Che tipo di relazione sente esserci, dentro di sé, tra quel periodo e ciò che sta vivendo oggi? È qualcosa che percepisce come una continuità, oppure come due momenti distinti che però in qualche modo si richiamano?
Accanto a questo, parla della relazione con la sua compagna, che descrive come significativa anche sul piano dell’intesa. E allo stesso tempo emergono litigi, tensioni, preoccupazioni. Che clima sente oggi tra voi, al di là della sessualità?
E che posto ha, per lei, il desiderio dentro una relazione che attraversa anche momenti di conflitto?
Quando dice che il calo riguarda non solo lei ma “in generale”, sembra toccare qualcosa che va oltre la coppia. Che rapporto sente oggi con il desiderio, più in senso ampio? È qualcosa che sente affievolito solo sul piano sessuale, oppure anche in altri aspetti della sua vita?
E le preoccupazioni lavorative ed economiche che nomina… che spazio occupano dentro di lei? Restano sullo sfondo, oppure sente che in qualche modo entrano anche nel modo in cui vive il corpo e l’intimità?
Forse può essere interessante restare su questo intreccio: corpo, tempo, farmaci, relazione, pensieri. Non tanto per trovare una causa unica, ma per avvicinarsi a come tutto questo si tiene insieme nella sua esperienza.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentilissimo comprendo la sua preoccupazione . Le voglio confermare che sia i farmaci antipertensivi che gli psicofarmaci , impattano pesantemente e negativamente sulla sessualita' . In piu' lei ha aggiunto che negli ultimi tempi ha avuto delle discussioni e contrasti con la sua compagna per problemi economici e lavorativi . Direi quindi, che la sua situazione e' alquanto complessa e non mi meravigliano le disfunzioni sessuali che riferisce.
Le consiglio caldamente una visita urologica /andrologica per esplorare l'aspetto organico dei suoi problemi sessuali, che potrebbero sommarsi a quelli preesistenti (farmacologici , relazionali, economici ,ecc.. ).
Se la risposta conclusiva di visite ed accertamenti del caso dovrebbero dare esito negativo, le consiglio una consulenza da un sessuologo.
Resto a disposizione e la saluto cordialmente
Dott.ssa Adriana Gaspari
Dott. Stefano Recchia
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Roma
Gentile utente, grazie per aver condiviso la tua situazione. Spesso le cause possono essere più di una insieme. Gli antidepressivi come Sertralina e Mirtazapina
sono noti per ridurre libido, eccitazione ed erezione. In alcuni casi può verificarsi una condizione chiamata PSSD disfunzione sessuale che persiste anche dopo la sospensione (non frequentissima, ma possibile). Il fatto che i sintomi siano iniziati durante la terapia e poi continuati è un elemento importante. Anche i farmaci antiipertensivi incidono sulla sessualità. Non è detto che siano la causa principale, ma possono contribuire. Hai citato anche che c'è stress lavorativo ed economico e conflitti di coppia. Anche questi elementi possono portare a un calo del desiderio (più del problema erettivo“, ad uno spegnimento” della motivazione sessuale e a creare un circolo vizioso (meno desiderio - meno performance - più ansia). A 57 anni è fondamentale escludere un calo del testosterone, problemi vascolari (molto legati all’erezione) e un'eventuale Disfunzione Erettile di origine mista.
Prima di definire un possibile farmaco ti suggerisco di parlarne con il medico di base o un andrologo e valutare eventuali esami diagnostici. Un approccio combinato medico - andrologo e supporto psicologico breve risulta essere, in questi casi, il più efficace.
Spero di essere stato d'aiuto. Resto a disposizione. Un caro saluto.
Dott. Stefano Recchia
Dott.ssa Antonella Abate
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
grazie per aver condiviso qualcosa di così personale.
Quello che descrivi ,calo del desiderio, difficoltà con l'erezione, assenza di stimoli è qualcosa che merita attenzione, e hai fatto bene a non ignorarlo.
Ci sono probabilmente più fattori che si intrecciano: i farmaci antipertensivi che assumi da anni possono influire sulla sfera sessuale, così come Mirtazapina e Sertralina, il cui effetto a volte persiste anche dopo la sospensione. Ma anche lo stress prolungato, i litigi frequenti e le preoccupazioni lavorative pesano enormemente sul desiderio, spesso più di quanto immaginiamo.
Il mio consiglio è di non affidarti a prodotti come Neradin prima di aver fatto gli accertamenti giusti, un esame ormonale completo e una valutazione cardiologica e urologica sono il punto di partenza corretto. Soprattutto di assumere tutto sotto controllo di specialisti di fiducia.
E parallelamente, ti invito a valutare un percorso psicologico. Non perché il problema sia "solo nella testa" ,ma perché stress, ansia e tensioni di coppia sono parte reale di questo quadro, e un supporto professionale può fare una differenza concreta.
Dott.ssa Valentina Mestici
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Caro utente, capisco la preoccupazione e quel senso di distacco: il calo del desiderio e le difficoltà erettili spesso non hanno una sola causa ma derivano da più fattori insieme. I farmaci assunti in passato come Mirtazapina e Sertralina possono aver inciso sulla libido (a volte anche nel tempo), così come gli antipertensivi attuali come Lobivon e Giant possono influire sull’erezione; a questo si aggiungono stress, preoccupazioni e tensioni nella relazione, che da soli possono ridurre desiderio e coinvolgimento. In modo concreto, ti consiglierei di fare controlli (soprattutto ormonali), confrontarti con il medico per valutare la terapia e considerare anche un supporto psicologico o sessuologico; prodotti come “Neradin” è meglio usarli solo dopo aver chiarito le cause. È una situazione affrontabile e spesso reversibile con i giusti interventi. Rimango a disposizione per dubbi e domande un caro saluto. Dott.ssa Valentina Mestici
Dott.ssa Chiara Ganassi
Psicologo clinico, Psicologo
Padova
Gentile utente,

la ringrazio per aver condiviso la sua situazione in modo così dettagliato. La sessualità umana è il risultato di un’interazione complessa tra diversi fattori e questo vale in particolare per il desiderio, che è una dimensione molto sensibile ai cambiamenti interni ed esterni.

Rispetto a quanto riporta sulla difficoltà di erezione, sarebbe importante approfondire se sia il vissuto legato a questo sintomo a influire sul calo del desiderio o viceversa, in quanto le due dimensioni spesso si influenzano a vicenda.

Da un punto di vista fisiologico, data la terapia per l’ipertensione, è fondamentale verificare in primis se i valori siano ben controllati e se il dosaggio attuale sia ottimale. Un primo indicatore che può monitorare autonomamente è la presenza e la frequenza delle erezioni notturne o mattutine. Successivamente, potrebbe essere utile effettuare un eco-color-doppler penieno dinamico e rivolgersi a un urologo per una valutazione specialistica.

Per quanto riguarda il suo dubbio sugli antidepressivi, se l'assunzione è terminata da oltre un anno, tenderei a escludere un loro effetto farmacologico così persistente nel tempo.

Una volta effettuati gli accertamenti medici, le consiglierei di considerare un percorso di consulenza sessuologica. Come lei stesso ha accennato, sta attraversando un periodo di forte stress lavorativo e conflittualità di coppia: questi fattori, interagendo tra loro, possono creare un carico emotivo che si manifesta proprio attraverso il corpo e il calo della libido.

Un cordiale saluto,
C.G.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
Buongiorno. La sua domanda è basata su concetti relativi a farmaci ed effetti collaterali di farmaci. Perciò è da rivolgere ad un medico, meglio se psichiatra, visti i farmaci di cui parla.
Se desidera parlare del tema del desiderio sessuale in quanto espressione della vita psicologica di ogni essere umano, quindi anche della sua, avendo lei già seguito un percorso psicologico sa già che ne può parlare senza dubbio. Ma lei mette insieme livelli diversi e chiede indicazioni di accertamenti e rimedi: lei qui si sta rivolgendo a psicologi.
Dott. GILBERTO FULVI
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno, credo di aver capito che in passato aveva avuto bisogno di un sostegno psicologico per affrontare un periodo di depressione. Ora, a due anni dalla fine del percorso, sente di nuovo un calo della libido e difficoltà nell'erezione. Sebbene non parli più di depressione avverte delle preoccupazioni economiche e lavorative, oltre che la presenza di frequenti litigi nella sua vita di coppia. Ha pensato di assumere Neradin, che è un integratore alimentare da banco, pensato per ridare vigore alla propria mascolinità. Sarei lieto di incontrarla e approfondire i discorso. Personalmente, non credo molto negli integratori alimentari, soprattutto se utilizzati in mancanza di evidenti carenze metaboliche. Quello in cui credo, invece, è nella variabilità della libido che, soprattutto negli uomini, viene concepita come una base di partenza inalienabile. Lo dico perché le donne sono molto più abituate ai cicli ormonali e sembrano viversi più tranquillamente i cali del desiderio. Questo per dire che, se un calo c'è molto probabilmente manifesta qualcosa che è presente e che il vero problema non sta nel calo ma nella considerazione che sta dando a ciò che è presente, ora, nella sua vita. Le preoccupazioni economiche e una mancanza di serenità nella vita di coppia rendono il quadro poco rassicurante e stimolante. L'erezione ci invita ad occuparci di qualcosa e la preoccupazione, in tal senso, è la sua antitesi. Il mio invito, quindi, è quello di occuparsi di ciò che la preoccupa e di tornare a sentirsi sufficientemente sicuro di sé da erigersi ed ereggersi attribuendosi di nuovo un ruolo o un'autorità che necessiti di afflusso sanguigno. Per gli accertamenti le consiglio visite andrologiche o urologiche, esami del sangue (glicemia, profilo lipidico, testosterone) e, se irrilevanti, un percorso con uno psicologo o con un sessuologo. In caso mi contatti pure.
Ecco una risposta breve, chiara e professionale che puoi inviare

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Buon pomeriggio,
il quadro che descrive è verosimilmente multifattoriale. I sintomi possono essere influenzati sia dai farmaci (in particolare Lobivon (nebivololo) e, in passato, Sertralina), sia da fattori ormonali/vascolari e dallo stress psicologico recente.

Il fatto che il calo del desiderio sia generalizzato suggerisce una componente non solo relazionale.

È consigliabile effettuare una valutazione medica (ormonale e andrologica) e confrontarsi con il curante per eventuali aggiustamenti terapeutici. Gli integratori possono avere un ruolo limitato.

Cordiali saluti.
Dott.ssa Janett Aruta
La ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza una difficoltà che può essere delicata e anche faticosa da affrontare. È comprensibile che questo cambiamento la preoccupi, soprattutto considerando che in passato la sua vita intima era soddisfacente.

Quello che descrive – calo della libido e difficoltà erettive – può avere molteplici cause, spesso intrecciate tra loro. Da un lato, alcuni farmaci antidepressivi come la mirtazapina e la sertralina possono influire sulla sfera sessuale, e in alcuni casi gli effetti possono persistere anche dopo la sospensione. Anche alcuni antipertensivi possono contribuire a difficoltà di questo tipo. Dall’altro lato, però, ci sono anche fattori psicologici ed emotivi importanti: lo stress legato a questioni lavorative ed economiche, così come la presenza di conflitti frequenti nella relazione, possono incidere significativamente sul desiderio e sulla risposta sessuale.

Il fatto che lei riferisca un calo del desiderio “in generale”, e non solo verso la sua compagna, è un elemento rilevante: suggerisce che potrebbe esserci una componente più ampia, legata al suo stato psicofisico complessivo, più che esclusivamente relazionale.

In questi casi è importante evitare di cercare una causa unica, perché spesso si tratta di una combinazione di fattori biologici, psicologici e relazionali. Proprio per questo, un primo passo utile potrebbe essere un confronto con il medico curante o uno specialista (ad esempio un andrologo), per valutare eventuali accertamenti (ormonali, cardiovascolari, ecc.) e rivedere insieme la terapia farmacologica.

Parallelamente, intraprendere o riprendere un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio l’origine del suo vissuto attuale. Un approccio cognitivo-comportamentale (CBT), in particolare, può essere utile per lavorare sia sui pensieri e le preoccupazioni che possono interferire con il desiderio, sia su eventuali meccanismi di ansia da prestazione o circoli viziosi che si instaurano dopo le prime difficoltà.

Ha già dimostrato in passato di sapersi mettere in gioco in un percorso terapeutico: questa è una risorsa importante. Integrare oggi un lavoro psicologico con una valutazione medica potrebbe offrirle una visione più completa e aumentare le possibilità di intervenire in modo efficace.

Rispetto a prodotti come quello che menziona, le suggerirei cautela e di confrontarsi sempre con un medico prima di iniziare qualsiasi integrazione, soprattutto considerando la terapia antipertensiva in corso.

Resto a disposizione se desidera approfondire ulteriormente o orientarsi meglio nei prossimi passi.
Dott.ssa Serena Danti
Psicologo, Psicologo clinico
Firenze
Buonasera,
la situazione che descrive è più frequente di quanto si possa pensare e, soprattutto merita un inquadramento attento e multidisciplinare per risultati ottimali.
Il calo del desiderio e la difficoltà nell'erezione possono avere origini multifattoriali e in quello che lei riporta, porrei maggiormente l'attenzione su: l'assunzione passata di Sertralina e Mirtazapina che, possono incidere sulla funzione sessuale talvolta anche dopo la sospensione. La terapia antipertensiva come ad esempio Nebivololo (Lobivon), che in alcuni casi può influire sull'erezione. Fattori stressanti dal punto di vista psicologico come, il lavoro, le preoccupazioni economiche e le tensioni nella relazione di coppia. Inoltre, il fatto che il calo del desiderio sia generalizzato e non situazionale dà indicazioni cliniche importanti. Si ricordi che l'ansia è il primo nemico per la sessualità. Infatti proprio l'ultimo aspetto suggerisce che non si tratti solo di meccanica ma di un coinvolgimento più ampio del calo del desiderio che riguarda l'umore, lo stress, l'equilibrio ormonale e le dinamiche relazionali. Io le consiglierei una valutazione medica andrologica e endocrinologica per escludere eventuali problematiche organiche. Parallelamente sarebbe molto utile un colloquio sessuologico individuale e di coppia che aiuti a: comprendere meglio quanto lo stress e l'ansia influenzino la relazione sessuale, lavorare sul calo del desiderio e conseguentemente sulla difficoltà erettile. Ridurre eventuali meccanismi di blocco o aspettative deluse relative alla prestazione. Recuperare una intimità più soddisfacente. Il Neradin lo terrei come ultima risorsa, sempre su parere dell'andrologo, in quanto non è risolutivo ma aiuta il sintomo. In sintesi l'approccio integrato che le suggerisco è quello che, secondo me, porta a risultati più significativi perchè coinvolge contemporaneamente i fattori biologici, psicologici e relazionali. Se lo ritiene opportuno partirei proprio dal colloquio sessuologico così da poter approfondire la situazione in modo mirato e costruire un percorso adatto alle sue esigenze.
Resto a disposizione,
Dottoressa Serena Danti,
Psicologa, Consulente sessuale.
Dott.ssa Giorgia Petruzzellis
Psicologo, Psicologo clinico
Trani
Capisco il disagio, soprattutto se prima la situazione era diversa. Un calo di desiderio ed erezione può dipendere da più fattori insieme: farmaci (come Sertralina o Lobivon), stress, preoccupazioni e dinamiche di coppia.

Il consiglio è di non fermarsi a soluzioni fai-da-te, ma di approfondire con il medico o uno specialista, così da valutare con calma le possibili cause e il percorso più adatto a te.
Dott.ssa Alice Missiroli
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, lo dico molto francamente: i farmaci che prende (e che ha preso) e anche l'età sono il motivo per cui la libido e il mantenimento dell'erezione sono in calo.
Una terapia per l'ipertensività contrasta il flusso sanguigno che è alla base dell'erezione. La sertralina ha tra le controindicazioni una riduzione del desiderio sessuale e disfunzioni presenti nel lungo termine, anche dopo la sospensione del farmaco.
Per qualsiasi integratore/farmaco volesse assumere, contatti prima il suo medico.
Se pensa che ci siano dei blocchi psicologici e volesse lavorare anche su quell'aspetto per contrastare i sintomi fisici, può contattare anche uno specialista psicologo.
Spero di esserle stata utile,
Alice Missiroli
Buonasera,
Le consiglierei prima di tutto di parlarne con lo psichiatra che la sta seguendo e che le ha prescritto i farmaci per capire se può essere un effetto collaterale del trattamento che sta facendo. Eventualmente, potrebbe essere utile rivolgersi ad un sessuologo per affrontare in modo appropriato questi temi.
Un caro saluto,
Dott. Alessandro Ocera

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