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Esperienze

Sono Roberto Lavorante, psicologo ad orientamento sistemico-relazionale.

Accompagno persone adulte, adolescenticoppie e famiglie in uno spazio accogliente e libero da giudizio, dove esplorare e trasformare le difficoltà emotive e relazionali, offrendo occasione di consapevolezza e cambiamento.

Propongo un percorso in cui l’attenzione va dalla difficoltà personale alle trame di relazioni in cui ogni persona vive e si trasforma.

In questo approccio, il disagio non è semplicemente una difficoltà individuale, bensì un segnale che parla della rete di legami – famiglia, coppia, amicizie, lavoro – in cui siamo immersi.

Ricevo in presenza e online, al fine di co-costruire un percorso personalizzato che tenga conto dei tempi e dei bisogni di ognuno.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dr. Roberto Lavorante

Via Giuseppe Torre, 74, Parco Cinzia, palazzina B/3, Pagani 84016

Per lo Studio di Pagani si riceve su richiesta (messaggio privato o chiamata).

09/12/2025

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    50 €

  • Consulenza online

    50 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    75 €

  • Colloquio psicologico familiare

    100 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

Indirizzi (3)

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Studio Napoli

Via Pietro Testi, 76 bis, Scala D, 2° piano, Napoli 80126

Disponibilità

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081 1928...

Pazienti accettati

  • Pazienti senza assicurazione sanitaria
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12 recensioni

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  • G

    Un’esperienza molto positiva. Professionista serio, preparato e attento. Mi sono sentita ascoltata e supportata fin dal primo incontro.

     • Studio Napoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie di cuore per le sue parole. Sono lieto che il percorso sia stato per lei un’esperienza positiva e che si sia sentita ascoltata e supportata fin dal primo incontro. La qualità della relazione terapeutica è un elemento fondamentale del lavoro insieme, e il suo riscontro è per me molto significativo. Continueremo a lavorare insieme con attenzione e rispetto dei suoi tempi e dei suoi bisogni.


  • A

    Mi sono sentita sin dal primo incontro accolta e a mio agio con il dottore. Prima di cominciare avevo un'immensa paura , ma a partire dalla prima consulenza queste paure piano piano sono state sostituite da una sensazione di gratitudine e sollievo nel sentirmi compresa, sostenuta e libera di dire la mia. Che dire, penso che questo sia indice di grande professionalità . Lo consiglio vivamente a chi ha bisogno di uno spazio per essere accolto .

     • Studio Napoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    La ringrazio sinceramente per le sue parole. Sapere che fin dal primo incontro si è sentita accolta, compresa e libera di esprimersi è per me molto significativo. Il fatto che le sue paure iniziali si siano trasformate gradualmente in sollievo e gratitudine racconta un percorso di fiducia che apprezzo profondamente.

    Resto a sua disposizione per continuare, insieme, il lavoro intrapreso.


  • R

    Grande empatia, riesce a metterti a tuo agio ed è anche simpatico

     • Studio Napoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie, sono davvero felice che tu ti senta a tuo agio e che l’atmosfera sia positiva.


  • A


    “Il percorso con il dott. Roberto è stato per me estremamente importante. Fin dalle prime sedute mi sono sentita accolta senza giudizio e ho trovato uno spazio calmo e sicuro dove potermi esprimere liberamente. Il suo modo di comunicare è empatico ma allo stesso tempo molto competente : guida con estrema delicatezza, pone domande che fanno riflettere e offre strumenti davvero utili da applicare nella vita quotidiana.
    Grazie al suo supporto ho acquisito una maggiore consapevolezza di me stessa e ho imparato ad affrontare situazioni che prima mi sembravano ansiogene ed insormontabili. Consiglio il dott. Roberto a chiunque cerchi un terapeuta serio, umano e professionale.

     • Studio Napoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    La ringrazio per le sue parole. Sono felice che abbia trovato un ambiente accogliente e che il nostro percorso l’abbia aiutata a sviluppare maggiore consapevolezza e a gestire meglio certe situazioni più. Il suo impegno è stato fondamentale.


  • T

    Il Dottor Lavorante è molto competente e professionale. Da subito mi ha messo a mio agio, dimostrandomi attenzione, sensibilità ed empatia. Mi sono sentita accolta e dal primo incontro ho sentito di potermi affidare.

     • Studio Napoli consulenza psicologica  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    La ringrazio per le sue parole. Sono felice che si sia sentita accolta e a suo agio fin da subito.


  • A

    Dopo un anno di terapia sento finalmente quella leggerezza che cercavo e la capacità di vivere nel presente, nel qui e ora, accogliendo ciò che arriva. Ho lasciato alle spalle ansia, angoscia e panico, che per troppo tempo erano state le uniche compagne della mia vita. Non posso che ringraziare questo professionista straordinario, empatico e competente.

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie per le sue parole. Il percorso fatto è soprattutto merito del suo impegno e del coraggio. Sono felice di vedere la leggerezza e la presenza che oggi sente.


  • J

    Il dottore si è mostrato di una sensibilità particolare. Ho percepito immediatamente una grande sintonia e la sensazione di essere accolto e compreso. Sono davvero contento della scelta e di poter proseguire questo cammino insieme.

     • Studio Napoli consulenza psicologica  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie.
    Mi fa molto piacere sapere che si è sentito accolto e compreso. Sono contento anche io del percorso che stiamo facendo insieme e della fiducia che mi ha dato. Continuiamo così.


  • F

    Il Dottor Lavorante è un professionista attento e preparato. Riesce a mettermi a mio agio, facendomi sentire accolta e al sicuro. Consiglio vivamente di iniziare un percorso con lui, anche se all'inizio la terapia può spaventare.

     • Studio Napoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    La ringrazio per le sue parole. Sono lieto che nel percorso che stiamo portando avanti riesca a sentirsi accolta e al sicuro. Apprezzo molto la fiducia che continua a riporre in questo lavoro insieme


  • G

    Mi sono sentito accolto fin da subito e il dottore mi ha messo a mio agio ed era realmente interessato ad aiutarmi. Sono proprio contento di aver iniziato il mio percorso con lui, lo consiglio fortemente.

     • Studio Napoli consulenza psicologica  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie, sono lieto che il percorso che stiamo portando avanti le stia risultando utile.


  • P

    Ho ricevuto un ottimo supporto in un momento di difficolta’, grande empatia e senso di accoglienza ma visione lucida e fermezza al momento opportuno

     • Studio di consulenza online consulenza online  • 

    Dr. Roberto Lavorante

    Grazie, sapere che il percorso intrapreso insieme le sia stato utile è motivo di grande soddisfazione professionale.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 66 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao .ho 22 anni e Penso e spero di soffrire di doc riguardante l'orientamento sessuale, premetto che non sono assolutamente contro, ma è una cosa che io non voglio essere. Te la faccio breve, il pensiero mi é venuto completamente a caso.
Ho parlato con persone omosessuali e mi hanno detto che l'orientamento sessuale
forma da piccini e si assesta in pubertà, io a 14 anni ho provato a fare delle effusioni con una ragazza, però non ricordo di aver provato piacere. Sto con un ragazzo da 7 anni, il mio primo è vero amore, é stato la mia prima volta in tutto e lo amo con tutto il cuore e non voglio assolutamente perderlo e perdere il sesso con lui.le persone omosessuali con cui ho parlato mi hanno detto che se provo piacere e mi lubrifico quando facciamo l’amore vuol dire che sono attratta sessualmente e mentalmente da lui.Mi hanno anche detto che me ne sarei accorta a 14 anni durante quell’esperienza. Sono seguita da una psicologa e uno psichiatra. Volevo sapere se per te è doc o no. Io so solo che non voglio esserlo e che non voglio perderlo e che anche se fossi omosessuale io non lo lascio e non lo lascerò mai perché sento di provare un sentimento per lui. Non mi sono mai innamorata di una donna, nemmeno da piccina e tuttora non sento attrazione. Però mi capita che quando guardo una bella donna dí sentire una sensazione lì sotto, e la cosa mi manda in ansia totale . Oltre a lui l’ho fatto anche con un altro uomo e ho provato piacere anche lì. Prego Dio ogni giorno e ogni notte che mi dia un segno che non lo sono e che mi dica che starò con lui per sempre. Non voglio lasciarlo per nulla al mondo. Se fossi omosessuale non avrei così tanta paura di perderlo? Anzi per me sarebbe un sollievo? Piango ogni giorno perché NON VOGLIO PERDERLO. É la mia vita. Non voglio essere omosessuale per nulla al mondo. Dovrei provare con una ragazza per porre fine a tutto questo? Non voglio.Analizzo il passato, ripeto frasi mentali, mi lavo per evitare che il pensiero diventi reale, conto, odio i numeri pari perché portano male, amo i numeri dispari, faccio determinate cose con la mano destra e altre con la sinistra, e altri rituali, la prego mi dica che é doc, ho paura anche se non ho desiderio e ho anche paura di essere/diventare transessuale/transgender pur non avendo il desiderio né di andare con le donne né di cambiare sesso, la prego secondo lei é doc? Se non lo è voglio morire. Ripeto i rituali solo in numeri dispari perché così il pensiero non diventi reale. Ho letto che questo pensiero viene alle persone eterosessuali. La prego mi aiuti io non ce la faccio più. Se non é DOC io voglio morire, amo il mio ragazzo alla follia, me lo hanno diagnosticato ma io non ci credo e ho paura che mi abbiano mentito, i medici possono mentire e dare farmaci tanto per?

Buonasera,
Dalle sue parole si sente chiaramente quanto sia spaventata e quanto l’idea di perdere il suo compagno la faccia soffrire profondamente.
Più che il contenuto dei pensieri – “e se fossi omosessuale?”, “e se diventassi trans?” – colpisce il modo in cui questi pensieri funzionano dentro di lei, ovvero arrivano all’improvviso, le provocano un’ansia intensa, la spingono ad analizzare il passato, a controllare le sensazioni corporee, a chiedere rassicurazioni, a fare rituali con numeri, mani, lavaggi, ripetizioni mentali per neutralizzare il dubbio. Questo meccanismo di pensiero intrusivo, ansia e tentativi di controllo è tipico del funzionamento ossessivo. Non è il pensiero in sé a dire chi è lei, ma il fatto che quel pensiero la terrorizzi e la costringa a rituali per sentirsi al sicuro.
Le sensazioni corporee che descrive, come quella attivazione quando guarda una donna, possono essere amplificate dall’ansia stessa. Il corpo sotto stress reagisce, ma una reazione fisica non equivale automaticamente a un orientamento. Allo stesso modo, il fatto che ami il suo ragazzo, che desideri stare con lui, che non abbia mai provato innamoramento per una donna, sono elementi che parlano della sua esperienza affettiva reale, non di un’ipotesi costruita dalla paura.
Capisco il bisogno che qualcuno le dica con certezza assoluta “è DOC”. Tuttavia il disturbo ossessivo si nutre proprio della ricerca di rassicurazioni definitive, anche se oggi qualcuno glielo conferma, domani il dubbio potrebbe tornare. Il lavoro terapeutico non è dimostrare cosa lei è, ma aiutarla a tollerare l’incertezza senza ricorrere ai rituali e senza dare ai pensieri il potere di definirla.
Mi colpisce anche quanto il suo compagno rappresenti per lei un punto centrale, quasi vitale. Quando qualcosa è così importante, può diventare anche il bersaglio principale della paura. A volte il sintomo si aggancia proprio a ciò che amiamo di più.
È molto importante che continui a parlare apertamente con la sua psicologa e il suo psichiatra, anche del timore che possano averle mentito, questo dubbio rientra nella stessa dinamica di bisogno di controllo. E soprattutto, la prego, condivida con loro la frase “se non è DOC voglio morire”. Quando la sofferenza arriva a questo livello, non va tenuta dentro. Se mai dovesse sentire che il pensiero di farsi del male diventa concreto, chieda aiuto immediatamente ai servizi di emergenza.
Lei non sta soffrendo perché è omosessuale. Sta soffrendo perché è intrappolata in un circuito di paura e controllo che la sta sfinendo. Il percorso che sta facendo può aiutarla a sciogliere questo nodo. I pensieri, anche i più spaventosi, non sono profezie, ma eventi mentali. E non hanno il potere di decidere chi è lei né di portarle via l’amore che sente.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.

Dr. Roberto Lavorante

Ho appena 18 anni ed è da un po che inizio a pensare di avere un qualche problema nel relazionarmi in modo sano con le persone, è capitato più spesso che stringessi forti legami in amicizia con una sola persona che nel tempo inizia a deludermi o mi convinco che mi tratti male e perciò cerco di farglielo notare o di allontanarmi. Adesso sta risuccedendo per la terza volta con il mio migliore amico che però ora come ora sono convinto mi tratti male quando potrebbe semplicemente essere che non soddisfi le mie aspettative di amicizia. A lui ci tengo moltissimo ma ho già iniziato ad allontanarmi e ritrovo le stesse dinamiche delle volte precedenti. Credo che forse mi aspetto troppo da una amicizia e perciò tendo ad arrabbiarmi e pensare che le persone siano arrabbiate con me, allo stesso tempo quando mi allontano vorrei fare di tutto per non restare da solo. Queste situazioni mi cambiano drasticamente l’umore per intere giornate e spesso le mie giornate dipendono completamente da come il mio migliore amico mi tratta. So che dovrei iniziare un percorso ma ho anche bisogno di capire meglio cosa potrei avere che non va, sono io il problema o sono gli altri?

Buonasera,
Il fatto che a 18 anni lei si stia ponendo queste domande con tanta lucidità è già un segnale importante di consapevolezza. Molte persone vivono dinamiche simili senza mai fermarsi a riflettere su ciò che accade nelle relazioni.
Da quello che racconta sembra esserci uno schema che tende a ripetersi, in cui costruisce un legame molto intenso con una persona sola, quella relazione diventa centrale, quasi il punto di riferimento emotivo delle sue giornate, e col tempo iniziano a emergere delusioni, dubbi, la sensazione di essere trattato male o di non ricevere abbastanza. A quel punto prova a farlo notare o comincia ad allontanarsi, ma nello stesso tempo teme molto di restare solo. Questa oscillazione tra bisogno di vicinanza forte e paura della distanza può generare molta confusione emotiva.
In una prospettiva sistemico-relazionale non si tratta di stabilire se “il problema è lei o sono gli altri”. Le relazioni funzionano sempre come un sistema, ovvero ciò che porta una persona si intreccia con ciò che porta l’altra. Però è possibile che lei abbia una sensibilità molto alta rispetto ai segnali dell’altro e che tenda a investire molto in una singola amicizia. Quando una relazione diventa così centrale, è facile che nascano aspettative molto alte, ci si aspetta presenza, attenzione, reciprocità quasi costanti. Quando l’altro inevitabilmente non riesce a corrispondere sempre a queste aspettative, può emergere la sensazione di essere trascurati o trattati male.
Un altro aspetto che lei descrive è il fatto che il suo umore dipende molto da come l’amico si comporta con lei. Questo può accadere quando una relazione diventa il principale regolatore emotivo, dove se va bene, la giornata è buona; se qualcosa sembra non andare, tutto si colora di negativo. È una dinamica che può rendere le relazioni molto intense ma anche molto faticose.
Forse il punto su cui riflettere non è tanto “cosa non va in me”, ma “come funzionano per me i legami importanti”. Ad esempio, cosa significa per lei essere un buon amico? Di cosa ha più bisogno nelle relazioni? Quanto spazio riesce a lasciare all’autonomia dell’altro? E quanto la paura di restare solo può influenzare il modo in cui interpreta i comportamenti degli amici?
A 18 anni le relazioni sono ancora in costruzione e il modo di stare nei legami cambia molto con il tempo e con le esperienze. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a osservare questi schemi con più calma, senza giudicarsi, e a trovare modalità relazionali più equilibrate, dove l’amicizia resta importante ma non diventa l’unico pilastro del suo benessere.
Non significa che lei “abbia qualcosa che non va”. Significa piuttosto che sta iniziando a riconoscere un modo di vivere le relazioni che a volte la fa soffrire. E questa consapevolezza è già il primo passo per costruire legami più stabili, dove la vicinanza non si trasformi facilmente in paura di perdere l’altro.
Spero di esserle stato di supporto e le auguro una buona serata.

Dr. Roberto Lavorante
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