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Esperienze

Sono la Dott.ssa Raffaella Pia Testa, psicologa e psicoterapeuta in formazione ad orientamento psicoanalitico relazionale.

Nel mio lavoro accompagno bambini, adolescenti, giovani adulti, adulti e coppie in percorsi di ascolto, consapevolezza e cambiamento, offrendo uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio in cui poter dare voce ai propri vissuti e comprendersi più a fondo.

Accolgo persone che attraversano momenti di difficoltà emotiva o relazionale, come:

  • Ansia, attacchi di panico e gestione dello stress

  • Difficoltà emotive e vissuti depressivi

  • Difficoltà relazionali e affettive

  • Autostima e crescita personale

  • Fasi di cambiamento e momenti di crisi

  • Lutto e perdite significative

  • Violenza di genere

  • Identità di genere e orientamento sessuale

  • Supporto alla genitorialità

  • Depressione post-partum

  • Sostegno psicologico in adolescenza

  • Accompagnamento nelle dinamiche familiari

  • Spazi di ascolto e conoscenza di sé 

Lavoro sia con chi vive una sofferenza specifica, sia con chi sente il bisogno di fermarsi, prendersi cura di sé e conoscersi meglio, anche in assenza di una diagnosi.

Il mio approccio, di matrice psicoanalitico-relazionale, considera la relazione terapeutica il cuore del cambiamento: è all'interno di un incontro autentico, basato su fiducia ed empatia, che diventa possibile costruire nuovi significati, riconoscere parti di sé e sviluppare modalità più consapevoli di stare in relazione con se stessi e con gli altri.

Ogni percorso è unico e viene costruito insieme alla persona, nel rispetto dei suoi tempi, bisogni e risorse. Nel mio lavoro integro ascolto profondo, accoglienza e momenti di riflessione, accompagnando il paziente in un processo di maggiore consapevolezza e trasformazione.

Credo che chiedere aiuto sia un atto di consapevolezza e coraggio. Per questo offro uno spazio in cui sentirsi visti, compresi e sostenuti, con sensibilità, autenticità e professionalità.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

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Aree di competenza principali:

  • Psicoterapia
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  • Colloquio psicologico

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  • Sostegno alla genitorialità

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Via Carmine Vecchio 12, Lucera 71036

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5 recensioni

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  • F

    Ringrazio di cuore la Dott.ssa per avermi accompagnata in un lavoro profondo e delicato con la sua modalità professionale e umana. Molto attenta alla relazione

     • Consulenza privata colloquio psicologico  • 

  • M

    Mi sono rivolta alla dott.ssa Testa in un periodo particolarmente impegnativo, sia sul piano personale che lavorativo. La sua capacità di accogliere, riflettere e restituire con chiarezza ciò che porto ogni settimana mi sta aiutando a ritrovare equilibrio e lucidità. Una professionista preparata, delicata e attenta: la consiglio con convinzione.

     • Consulenza privata psicoterapia individuale  • 

  • A

    Ho iniziato da poco un percorso con la dottoressa Raffaella, ma fin da subito mi sono sentita accolta e capita. Ha un modo di ascoltare che fa sentire a proprio agio, anche quando si fa fatica a parlare di sé.
    In pochi incontri è riuscita ad aiutarmi a vedere le cose da una prospettiva diversa, con grande sensibilità e professionalità.
    Mi sento davvero di consigliarla a chi sta cercando un luogo sicuro in cui potersi ascoltare e capire meglio.

     • Consulenza online psicoterapia  • 

  • R

    Ho iniziato il mio percorso con la dott.ssa Testa in un periodo in cui l’ansia condizionava gran parte delle mie giornate. Sin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e capita, senza mai sentirmi giudicata.
    Con il tempo, grazie al suo modo delicato ma profondo di lavorare, sono riuscita a comprendere meglio le mie paure e a gestirle con maggiore consapevolezza. Ogni seduta è stata uno spazio sicuro, in cui ho potuto ritrovare fiducia in me stessa e riscoprire la calma che pensavo di aver perso.
    La dott.ssa Testa è una professionista attenta, empatica e capace di entrare in sintonia autentica con chi ha davanti.

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  • R

    La dottoressa Testa è un'ottima professionista. Unisce competenza e dolcezza e regala sempre ottimi spunti di riflessione. Ho girato diversi psicoterapeuti e posso dire che lei è di gran lunga la dottoressa con cui mi sono trovata meglio

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 94 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sono un ragazzo di 24 anni e vorrei parlare di un problema che ho riscontrato di recente e di un altro che sta durando da un certo periodo. Ultimamente con la mia ragazza ho avuto un rapporto, premetto che non ho mai avuto particolari problemi a livello di erezione o eccitazione, però sembra che questa volta non sia riuscito a venire a causa della troppa stanchezza. Il rapporto è stato fatto il giorno in cui è cambiata l'ora ed io ero già molto stanco dalla mattina inoltre soffro di un altro problema più serio. Effettuo troppe masturbazioni al giorno, talvolta anche 5 volte al giorno di solito ne faccio 4, inoltre sono in un periodo di forte stress e tristezza a livello psicologico che addirittura mi fanno venire i dubbi sulla mia eterosessualità quando ho sempre e solo amato e voluto ragazze con me sin da quando ero bambino. Diciamo che questi pensieri stanno iniziando ad infastidirmi parecchio perché intaccano la mia giornata quotidiana e non riesco a liberarmene. Il fatto che questo rapporto non sia riuscito da parte mia può essere dovuto al fatto che magari essendo in un periodo di forte stress e tristezza magari non sono riuscito a concentrarmi abbastanza? Inoltre io soffro anche di sudorazione eccessiva che causa più stanchezza del solito e soprattutto in questi periodi si fa sentire di più. Considerando che non ho molti soldi per intraprendere un percorso psicologico , potete indicarmi delle routine leggere da seguire per accentuare questi pensieri intrusivi ossessivi e diminuire il numero di masturbazioni al giorno dato che quest'ultime molte volte le faccio per combattere proprio la noia e lo stress e a lungo andare possono rischiare di compromettere ogni rapporto facendone così tante i giorni prima? Grazie

Caro ragazzo,
la tua domanda porta con sé più livelli di quanto possa sembrare a una prima lettura. Non stai parlando solo di un episodio sessuale o del numero di masturbazioni, ma sembra esserci qualcosa di più ampio che riguarda il tuo rapporto con te stesso, con il tuo corpo e con i tuoi pensieri in questo momento della tua vita.
Parto da ciò che è successo con la tua ragazza. Quell’episodio, di per sé, potrebbe anche essere legato a stanchezza, stress, cambiamenti momentanei. Ma ciò che sembra avergli dato peso è il modo in cui lo hai vissuto dopo. È come se quel momento avesse aperto una domanda su di te, sulla tua sicurezza, forse anche su come ti percepisci nel rapporto con l’altro.
Quando qualcosa che è sempre stato spontaneo smette di esserlo anche solo per una volta, può attivare un’attenzione nuova, quasi un controllo che prima non c’era.
Poi c’è il tema della masturbazione. Più che soffermarsi sul “quanto”, può essere interessante chiedersi che funzione ha per te. Da come lo descrivi, sembra entrare in gioco in momenti specifici: quando c’è noia, stress, un certo tipo di tensione interna.
Come se fosse un modo per gestire qualcosa che fatica a trovare un’altra via.
In questo senso, forse la domanda non è tanto “come ridurla”, ma “cosa sta succedendo dentro di me in quei momenti?”.
C’è una sensazione ricorrente? Un vuoto? Un’agitazione? Un pensiero da cui vuoi allontanarti?
Arriviamo ai pensieri sulla sessualità, che sembrano quelli che più ti disturbano. Il fatto che tu dica di aver sempre desiderato ragazze rende questi pensieri ancora più stranianti, quasi come se non ti appartenessero davvero.
Come se la mente producesse dei dubbi che non senti tuoi, ma che allo stesso tempo non riesci a ignorare.
In questi casi, a volte, più che il contenuto del pensiero, è il suo modo di presentarsi a creare disagio: il fatto che ritorni, che insista, che chieda una risposta certa.
E più si cerca di chiarirlo, di capire “se è vero oppure no”, più sembra diventare centrale.
Forse può essere utile fermarsi su questo: cosa provi nel momento esatto in cui quel dubbio compare? È paura? Confusione? Il bisogno di avere una certezza definitiva?
E cosa fai subito dopo? Cerchi di controllare, di rassicurarti, di darti una risposta?
C’è poi un aspetto che attraversa tutto quello che racconti: uno stato di stress e tristezza che sembra fare da sfondo. Come se il tuo sistema fosse già sotto pressione, e questi temi — il corpo, la sessualità, i dubbi — diventassero il luogo in cui questa tensione si esprime.
Non è raro che, in momenti così, il corpo e la sessualità diventino il punto in cui si concentrano domande più ampie su di sé.
Forse, più che trovare subito una soluzione o una “routine giusta”, può essere interessante iniziare a osservare questi movimenti interni: quando iniziano, come si sviluppano, cosa portano con sé.
Non per controllarli, ma per iniziare a riconoscerli.
Perché a volte ciò che appare come un problema da eliminare è anche un modo attraverso cui qualcosa dentro sta cercando di farsi sentire.
Ti ringrazio per la fiducia con cui hai condiviso qualcosa di così personale.
Un caro saluto,
Dott.ssa Raffaella Pia Testa

Dott.ssa Raffaella Pia Testa

Buongiorno dott. da tanti anni oramai sono in cura con il daparox per ansia e disturbo ossessivo... solo che faccio questo post perchè in questo periodo ho pensieri strani, mi era successo l'hanno scorso mi era durato 1 mese circa è adesso di nuovo si è ripresentato... ho pensieri del tipo se lascio l'acqua a qualcuno è dopo magari devo bere mi viene in mente non è che abbia messo qualcosa dentro, quindi prima di berla dico bevila tu cosi se c'è qualcosa ci sentiamo male entrambi, oppure se sono nel balcone è passa qualcuno mi passa in mente non che mi spara, oppure paura di avere allucinazioni anche se non ne ho mai avute in 34 anni, oppure paura di sera di girare per la casa come se prima o poi dovrei vedere qualcuno... cioè pensieri di questo tipo è questi sono alcuni degli esempi... in piu ho uscito questo discorso dei miei pensieri con i miei amici mi anno parlato di psicosi cosa che mi a fatto andare subito in ansia quindi per questo ho fatto questo post... anche perchè ho 34 anni quindi non so se possa essere un esordio di psicosi o schizofrenia... grazie per i vostri pareri

Buongiorno,
quello che porta ha un tono molto riconoscibile, non tanto per il contenuto dei pensieri — che possono cambiare — ma per il modo in cui sembrano presentarsi e per l’effetto che hanno su di lei.
Viene da chiedersi se questi pensieri arrivino come qualcosa che si impone, quasi all’improvviso, aprendo subito un dubbio o una possibilità che prima non c’era. E se, una volta comparsi, le venga spontaneo cercare una sorta di rassicurazione o verifica, come negli esempi che porta.
Potrebbe essere che, nel momento in cui il pensiero emerge, faccia fatica a lasciarlo andare così com’è, senza sentirsi spinto a dargli una risposta o a “controllarlo” in qualche modo?
Quando dice che l’anno scorso è durato circa un mese e poi è passato, e ora si ripresenta, viene da chiedersi che rapporto ha con queste fasi. Le riconosce mentre accadono, oppure ogni volta sembrano qualcosa di nuovo, magari più allarmante?
Il fatto che i suoi amici abbiano parlato di psicosi sembra aver aggiunto un ulteriore livello di preoccupazione. Che effetto ha avuto su di lei sentire quella parola? Ha cambiato il modo in cui guarda questi pensieri?
Forse può essere utile chiedersi cosa la spaventa di più: il contenuto dei pensieri in sé, oppure ciò che teme possano significare su di lei, sulla sua mente.
E quando questi pensieri arrivano, cosa accade subito dopo dentro di lei? Cerca di allontanarli, di contrastarli, di trovare una certezza che li neutralizzi?
Potrebbe esserci qualcosa, nel modo in cui questi pensieri si presentano e nel modo in cui prova a gestirli, che richiama dinamiche che ha già incontrato nella sua esperienza, anche rispetto al disturbo ossessivo che nomina.
Non come una risposta definitiva, ma come una possibile direzione da osservare: non tanto cosa dicono i pensieri, ma come funzionano dentro di lei.
Un caro saluto,
Dott.ssa Testa

Dott.ssa Raffaella Pia Testa
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