Salve a tutti sono un ragazzo di 32 anni e non ho una ragazza da moltissimi anni perché ho problemi

Salve a tutti sono un ragazzo di 32 anni e non ho una ragazza da moltissimi anni perché ho problemi relazionali, detto questo, io ovviamente mi masturbo da solo una volta al giorno e dopo mi sento come se avessi fatto una cosa deplorevole, e a questo si aggiunge il fatto che uso plug anale che mi piace, ho anche il desiderio di assaggiare il mio sperma che non ho ancora fatto però una volta riuscivo a toccarmi il glande con la lingua, allora il mio quesito è questo rende di me gay? Perché comunque io non ho attrazione neanche minima per gli uomini, e mai avuto neanche pensieri intrusivi riguardo a questo , e per fare un esempio io anche solo parlando con una donna che mi piace mi viene l'erezione e penso che questo indichi che mi piacciono le donne. Vorrei qualche parere in merito, grazie.

7 risposte


Salve, quello che descrive è più comune di quanto si pensi e merita di essere compreso senza giudizio. Parto dal punto centrale: le pratiche sessuali che una persona svolge da sola non definiscono l’orientamento sessuale. L’orientamento (eterosessuale, omosessuale, bisessuale, ecc.) riguarda verso chi si prova attrazione affettiva, romantica e sessuale, non ciò che si fa durante la masturbazione. Nel suo caso, lei riferisce chiaramente di: provare attrazione per le donne non avere attrazione né fantasie verso uomini avere risposte fisiche (come l’erezione) in presenza o al pensiero di donne Questi elementi sono coerenti con un orientamento eterosessuale. Le pratiche che descrive (uso di stimolazione anale, curiosità verso il proprio corpo o verso il proprio sperma) rientrano invece nell’ambito della esplorazione sessuale personale. In particolare, la stimolazione anale può risultare piacevole negli uomini per motivi fisiologici (coinvolgimento della prostata), e questo non ha alcuna relazione diretta con l’essere gay. Il punto su cui vale la pena soffermarsi è un altro: il senso di colpa e la percezione di aver fatto qualcosa di “deplorevole” dopo la masturbazione. Questo tipo di vissuto può derivare da: educazione sessuale rigida o giudicante convinzioni morali interiorizzate difficoltà ad accettare alcune parti della propria sessualità oppure da una fragilità più generale nell’autostima o nelle relazioni Inoltre, lei accenna a difficoltà relazionali e all’assenza di una relazione da tempo: questo potrebbe contribuire a vivere la sessualità in modo più isolato e carico di conflitto interno. In sintesi: ciò che prova e le sue pratiche non la definiscono come gay la sua attrazione sembra chiaramente orientata verso le donne il disagio che sente merita attenzione, perché riguarda il modo in cui vive la sua sessualità, non la sua “identità” Per stare meglio, l’obiettivo non è cambiare ciò che prova, ma comprendere e integrare la propria sessualità senza giudizio, lavorando anche sulle difficoltà relazionali che riporta. Le consiglio quindi di approfondire questi aspetti con uno specialista, che possa aiutarla a esplorare in modo sereno sia la sfera sessuale sia quella relazionale. Un caro saluto, Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Salve, quello che descrive è più comune di quanto si pensi e non definisce automaticamente il Suo orientamento sessuale. Le pratiche che svolge da solo (masturbazione, uso di stimolazione anale, curiosità verso il proprio corpo) riguardano la sfera dell’esplorazione personale e del piacere, non l’orientamento. L’orientamento sessuale è legato all’attrazione affettiva e sessuale verso altre persone: nel Suo caso, da ciò che racconta, questa è chiaramente rivolta alle donne. Il senso di colpa che prova dopo, invece, è un elemento importante: spesso nasce da convinzioni o giudizi interiorizzati, più che da qualcosa di “sbagliato” in sé. Anche le difficoltà relazionali che accenna possono intrecciarsi con questi vissuti e meritano attenzione, senza giudizio. Un confronto con un professionista potrebbe aiutarLa a fare chiarezza, ridurre il senso di colpa e vivere la Sua sessualità in modo più sereno. Se desidera, possiamo approfondire insieme questi aspetti.

Dott.ssa Tonia Caturano

Dott.ssa Tonia Caturano

psicoterapeuta

Cernusco sul Naviglio

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Buongiorno, quello che descrivi non definisce il tuo orientamento sessuale. L’orientamento (etero, gay, bisessuale, ecc.) è legato principalmente a chi ti attrae emotivamente e sessualmente, non alle pratiche che fai da solo. Il corpo può rispondere al piacere in modi diversi: la zona anale è ricca di terminazioni nervose e può essere piacevole da stimolare, indipendentemente dall’essere etero, gay o bisessuali. Anche la curiosità verso il proprio corpo o fantasie rientrano in una dimensione di esplorazione personale e non sono, di per sé, un indicatore dell’orientamento. Quello che mi colpisce di più nel tuo racconto però, non è tanto cosa fai, quanto come ti senti dopo. Quel senso di aver fatto qualcosa di “deplorevole” è un segnale importante, spesso nasce da idee interiorizzate sulla sessualità, magari apprese nel tempo, che portano a giudicarsi con durezza anche quando non c’è nulla di sbagliato. Questo può creare una specie di conflitto interno: da una parte il piacere, dall’altra il senso di colpa. Vale la pena fermarsi un attimo su questo aspetto, perché la sessualità, anche quella solitaria, dovrebbe essere uno spazio in cui sentirsi a proprio agio, non qualcosa che lascia vergogna o disagio. A volte questi vissuti si intrecciano anche con le difficoltà relazionali che accenni, quando si fa fatica nelle relazioni, è più facile che la sessualità resti confinata a una dimensione privata e che venga vissuta con più giudizio. Un percorso sessuologico sicuramente potrebbe aiutarti ad esplorare queste tue dinamiche. Restando a disposizione. Buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


Salve, quello che descrive non definisce il suo orientamento sessuale. Il fatto che lei provi attrazione verso le donne è già un indicatore chiaro in questo senso. Secondo l’Analisi Transazionale, il disagio che sente dopo può essere legato a un “Genitore interno” critico, che giudica alcuni comportamenti come sbagliati o deplorevoli, anche se fanno parte della sua sfera privata e non danneggiano nessuno. Questo può creare un conflitto con la parte più spontanea e naturale (“Bambino”). L’aspetto importante non è etichettarsi, ma comprendere e integrare queste parti senza giudizio. Se il senso di colpa è forte, un confronto con un professionista può aiutarla a viverla con maggiore serenità. Saluti, Dott.ssa Donatella Valsi


No, usare plug anali, masturbarti o avere curiosità sul tuo sperma non ti rende gay in alcun modo. L'orientamento sessuale è definito dall'attrazione romantica e sessuale verso uomini, donne o entrambi, e tu descrivi chiaramente interesse solo per le donne (erezione con esse, zero attrazione per uomini). La stimolazione anale dà piacere a molti uomini eterosessuali (la prostata è una zona erogena universale, come il clitoride nelle donne). È una preferenza fisica, non un'identità: il 20-40% degli uomini etero la sperimenta. La masturbazione quotidiana è comune e sana; il senso di colpa post-orgasmo ("post-nut clarity") è un picco ormonale naturale (prolattina), non un segno morale.


No, quello che descrive non la rende gay. L’orientamento sessuale riguarda principalmente verso chi si prova attrazione affettiva e sessuale, non le pratiche che si sperimentano da soli. La masturbazione, l’uso di un plug anale o la curiosità verso il proprio corpo e i propri fluidi non determinano di per sé l’orientamento sessuale. Se lei riferisce attrazione verso le donne e assenza di attrazione verso gli uomini, non c’è motivo di dedurre il contrario dalle modalità con cui vive l’autoerotismo. Mi soffermerei piuttosto sul fatto che dopo la masturbazione si sente “deplorevole”: il senso di colpa, la vergogna e il bisogno di capire continuamente cosa significhino certe fantasie o pratiche possono diventare molto più problematici delle pratiche stesse. Un supporto psicologico può aiutarla a lavorare sul rapporto con la sessualità, sul giudizio verso sé stesso e sulle difficoltà relazionali che riferisce, senza patologizzare aspetti della sessualità che, di per sé, non indicano nulla di anomalo. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Caro utente, avere 32 anni, non avere una ragazza da molto tempo e provare piacere attraverso la stimolazione anale non fa di lei una persona omosessuale. L'orientamento sessuale riguarda l'attrazione affettiva e sessuale verso altre persone, non le singole pratiche attraverso cui sperimentiamo piacere. La stimolazione anale può essere piacevole anche per gli uomini eterosessuali, così come le fantasie o le curiosità legate al proprio corpo non determinano necessariamente un orientamento sessuale. Mi soffermerei però su due aspetti del suo racconto. Il primo è la preoccupazione che queste pratiche possano significare qualcosa sulla sua identità sessuale. Da dove nasce questa paura? Cosa cambierebbe per lei se scoprisse di avere desideri diversi da quelli che si aspetta? Il secondo è il senso di colpa che descrive dopo la masturbazione. Lei parla addirittura di qualcosa di “deplorevole”, e mi chiedo perché un momento di piacere vissuto con il proprio corpo debba trasformarsi successivamente in qualcosa di cui vergognarsi. Ci racconta inoltre di avere difficoltà relazionali che da molti anni sembrano limitarla nella possibilità di costruire una relazione. Credo che proprio questi aspetti, insieme al rapporto che ha con la sua sessualità, potrebbero essere interessanti da approfondire. Le consiglierei un percorso con uno psicologo esperto in sessuologia, non tanto per stabilire se sia gay oppure no, quanto per aiutarla a vivere la propria sessualità con maggiore libertà, senza sentirsi continuamente in dovere di giudicare ciò che le piace. Un caro saluto.

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