Ho 57 anni e da circa un anno e mezzo sto riscontrando un calo significativo della libido e difficol
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Ho 57 anni e da circa un anno e mezzo sto riscontrando un calo significativo della libido e difficoltà nel mantenere l’erezione.
Assumo da anni terapia antipertensiva (Giant e Lobivon). Tra il 2022 e il 2023 ho assunto anche Mirtazapina e Sertralina. Ho notato che questi problemi erano già presenti durante l’assunzione di questi due farmaci. Ora pare che sono proseguiti anche dopo, anche se è da circa un anno e mezzo che li avverto. E cioè dopo quasi due anni dal che ho terminato la terapia psicologica.
Ho una compagna con cui ho sempre avuto un’ottima intesa intima. Anche se negli ultimi tempi sono molto frequenti litigi e c'è stato molta preoccupazione personale per questioni lavorative ed economiche. Tuttavia, sebbene i litigi anche in passato, comunque l'intesa sessuale era ottima.
Ciononostante, nell’ultimo periodo sento un netto calo del desiderio, non solo verso di lei ma in generale: non provo più quel normale stimolo o attrazione che avevo prima.
Dopo alcune ricerche ho valutato l’uso del prodotto “Neradin”, che però non ho ancora iniziato ad assumere.
Vorrei capire:– cosa potrebbe aver causato questo cambiamento;– se può essere collegato ai farmaci assunti in passato o a quelli attuali;– quali accertamenti o rimedi sono consigliati.
Grazie.
Assumo da anni terapia antipertensiva (Giant e Lobivon). Tra il 2022 e il 2023 ho assunto anche Mirtazapina e Sertralina. Ho notato che questi problemi erano già presenti durante l’assunzione di questi due farmaci. Ora pare che sono proseguiti anche dopo, anche se è da circa un anno e mezzo che li avverto. E cioè dopo quasi due anni dal che ho terminato la terapia psicologica.
Ho una compagna con cui ho sempre avuto un’ottima intesa intima. Anche se negli ultimi tempi sono molto frequenti litigi e c'è stato molta preoccupazione personale per questioni lavorative ed economiche. Tuttavia, sebbene i litigi anche in passato, comunque l'intesa sessuale era ottima.
Ciononostante, nell’ultimo periodo sento un netto calo del desiderio, non solo verso di lei ma in generale: non provo più quel normale stimolo o attrazione che avevo prima.
Dopo alcune ricerche ho valutato l’uso del prodotto “Neradin”, che però non ho ancora iniziato ad assumere.
Vorrei capire:– cosa potrebbe aver causato questo cambiamento;– se può essere collegato ai farmaci assunti in passato o a quelli attuali;– quali accertamenti o rimedi sono consigliati.
Grazie.
Buongiorno,
la situazione che descrive è piuttosto frequente e merita di essere letta in modo integrato, considerando sia gli aspetti medici sia quelli psicologici e relazionali.
Possibili cause del calo della libido e delle difficoltà erettili
Nel suo caso possono concorrere più fattori:
Farmaci antipertensivi: alcuni beta-bloccanti (come Lobivon) possono avere effetti collaterali sulla funzione sessuale, tra cui calo del desiderio e difficoltà erettile.
Farmaci antidepressivi assunti in passato (Mirtazapina e Sertralina): è noto che gli SSRI (come la Sertralina) possono influire sulla libido e sulla risposta sessuale. In alcuni casi, anche dopo la sospensione, possono persistere effetti residui, seppur non molto frequenti.
Età e fattori ormonali: intorno ai 50–60 anni può verificarsi un fisiologico calo del testosterone, che incide su desiderio ed erezione.
Stress e preoccupazioni: le difficoltà lavorative ed economiche che riferisce possono incidere molto sul desiderio sessuale. La libido è strettamente collegata al benessere mentale.
Aspetti relazionali: i litigi frequenti con la partner, anche se in passato non incidevano, nel tempo possono aver modificato il clima emotivo e la spontaneità sessuale.
Ansia da prestazione: le prime difficoltà possono aver generato un circolo vizioso (preoccupazione → difficoltà → ulteriore preoccupazione).
È collegato ai farmaci?
È possibile che i farmaci abbiano avuto un ruolo iniziale, soprattutto gli antidepressivi. Tuttavia, considerando che i sintomi persistono da tempo dopo la sospensione, è probabile che oggi siano mantenuti da una combinazione di fattori (organici, psicologici e relazionali). Anche la terapia antipertensiva attuale potrebbe contribuire.
Accertamenti consigliati
Le suggerisco di effettuare alcuni controlli per chiarire meglio la situazione:
Valutazione andrologica/urologica
Esami ormonali (testosterone, prolattina, tiroide)
Controllo cardiovascolare e metabolico (glicemia, colesterolo)
Revisione della terapia antipertensiva con il medico curante
Riguardo a “Neradin”
Si tratta di un integratore a base di estratti naturali. Può avere un effetto lieve, ma non rappresenta una soluzione strutturata se alla base ci sono cause mediche o psicologiche. È sempre meglio confrontarsi con il medico prima di assumerlo, soprattutto in presenza di altre terapie.
Possibili interventi
Eventuale modifica della terapia farmacologica (se indicato dal medico)
Supporto psicologico o sessuologico per lavorare su stress, desiderio e dinamiche di coppia
Miglioramento dello stile di vita (attività fisica, sonno, alimentazione)
Comunicazione nella coppia, anche con un eventuale percorso condiviso
In sintesi, il suo quadro è verosimilmente multifattoriale e affrontabile, ma è importante non ridurlo a una sola causa o a una soluzione “rapida”.
Le consiglio di approfondire con uno specialista (andrologo e psicoterapeuta/sessuologo) per una valutazione completa e personalizzata.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la situazione che descrive è piuttosto frequente e merita di essere letta in modo integrato, considerando sia gli aspetti medici sia quelli psicologici e relazionali.
Possibili cause del calo della libido e delle difficoltà erettili
Nel suo caso possono concorrere più fattori:
Farmaci antipertensivi: alcuni beta-bloccanti (come Lobivon) possono avere effetti collaterali sulla funzione sessuale, tra cui calo del desiderio e difficoltà erettile.
Farmaci antidepressivi assunti in passato (Mirtazapina e Sertralina): è noto che gli SSRI (come la Sertralina) possono influire sulla libido e sulla risposta sessuale. In alcuni casi, anche dopo la sospensione, possono persistere effetti residui, seppur non molto frequenti.
Età e fattori ormonali: intorno ai 50–60 anni può verificarsi un fisiologico calo del testosterone, che incide su desiderio ed erezione.
Stress e preoccupazioni: le difficoltà lavorative ed economiche che riferisce possono incidere molto sul desiderio sessuale. La libido è strettamente collegata al benessere mentale.
Aspetti relazionali: i litigi frequenti con la partner, anche se in passato non incidevano, nel tempo possono aver modificato il clima emotivo e la spontaneità sessuale.
Ansia da prestazione: le prime difficoltà possono aver generato un circolo vizioso (preoccupazione → difficoltà → ulteriore preoccupazione).
È collegato ai farmaci?
È possibile che i farmaci abbiano avuto un ruolo iniziale, soprattutto gli antidepressivi. Tuttavia, considerando che i sintomi persistono da tempo dopo la sospensione, è probabile che oggi siano mantenuti da una combinazione di fattori (organici, psicologici e relazionali). Anche la terapia antipertensiva attuale potrebbe contribuire.
Accertamenti consigliati
Le suggerisco di effettuare alcuni controlli per chiarire meglio la situazione:
Valutazione andrologica/urologica
Esami ormonali (testosterone, prolattina, tiroide)
Controllo cardiovascolare e metabolico (glicemia, colesterolo)
Revisione della terapia antipertensiva con il medico curante
Riguardo a “Neradin”
Si tratta di un integratore a base di estratti naturali. Può avere un effetto lieve, ma non rappresenta una soluzione strutturata se alla base ci sono cause mediche o psicologiche. È sempre meglio confrontarsi con il medico prima di assumerlo, soprattutto in presenza di altre terapie.
Possibili interventi
Eventuale modifica della terapia farmacologica (se indicato dal medico)
Supporto psicologico o sessuologico per lavorare su stress, desiderio e dinamiche di coppia
Miglioramento dello stile di vita (attività fisica, sonno, alimentazione)
Comunicazione nella coppia, anche con un eventuale percorso condiviso
In sintesi, il suo quadro è verosimilmente multifattoriale e affrontabile, ma è importante non ridurlo a una sola causa o a una soluzione “rapida”.
Le consiglio di approfondire con uno specialista (andrologo e psicoterapeuta/sessuologo) per una valutazione completa e personalizzata.
Un cordiale saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
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Quello che mi descrivi mi pare molto significativo, perché non riguarda solo un calo di libido o una difficoltà erettile, ma un cambiamento più ampio nel modo in cui abiti il tuo corpo, la relazione con la compagna e la tua vita in generale.
Quello che emerge dal racconto è un distacco progressivo: il desiderio che prima era più spontaneo ora sembra lontano, quasi “estraneo”, e questo accade non solo verso di lei, ma in generale. Il corpo non risponde più come prima, le erezioni sono più fragili, e questo genera un’ansia che si nutre di sé stessa: più pensi alla prestazione, più il corpo si irrigidisce e meno si fa spazio al desiderio.
Dal punto di vista clinico, mi colpiscono diversi strati che si sovrappongono. Da un lato c’è la storia dei farmaci: la mirtazapina e la sertralina, che hai assunto in passato, possono aver lasciato una traccia nel modo in cui il sistema nervoso regola il piacere e il desiderio; anche i farmaci antipertensivi attuali (Giant e Lobivon) influenzano circolazione ed energia generale, e possono contribuire a quella sensazione di fatica e di difficoltà di risposta. Poi c’è l’età, intorno ai 57 anni, in cui il corpo inizia a cambiare lentamente la sua fisiologia ormonale e il suo tono generale, senza che per questo si tratti di una “malattia”, ma di una trasformazione che richiede una ri‑negoziazione con il proprio corpo.
Nel frattempo, però, il contesto psicologico e relazionale è diventato più pesante: i litigi, i conflitti con la compagna, le preoccupazioni lavorative ed economiche creano un clima di ansia che non favorisce certo la sessualità. Quando il corpo è già in difficoltà e la mente è occupata dalla paura di fallire, la sessualità diventa un luogo di tensione, più che di incontro. Il desiderio si spegne, non solo perché il corpo è cambiato, ma perché il desiderio è stato “guardato” con occhi carichi di paura, giudizio e senso di inadeguatezza.
Per quanto riguarda il prodotto “Neradin”, che hai valutato ma non hai ancora iniziato, lo vedo come un gesto di cura verso il tuo stesso corpo, ma non come una soluzione che da sola riattacca il desiderio. È un supporto, un messaggio che ti dici: “mi sto occupando di me”, ma non sostituisce il lavoro di comprensione di quello che è realmente cambiato in te, nella relazione, nel modo in cui vivi il tuo corpo.
Nel mio lavoro, quindi, propongo spesso un percorso che tenga insieme diversi livelli: una valutazione medica (ormoni, pressione, stato vascolare, farmaci) per capire come il corpo sta cambiando, e un lavoro psicologico, anche di coppia, per ricominciare a stare dentro il corpo e dentro la relazione in modo meno ansioso, più morbido. Il nostro obiettivo non è ritornare all’uomo di vent’anni fa, ma incontrare chi sei oggi, con le tue modificazioni, le tue fragilità, la tua storia di farmaci e di fatica. Il desiderio può tornare a farsi strada, anche debole, anche diverso, quando il tuo sguardo su di te stesso diventa più benevolo e meno giudicante.
Se ti va, potremmo provare a ricostruire insieme il momento in cui ti sei accorto per la prima volta di questo cambiamento, e come quel momento si è legato ai litigi, alle preoccupazioni economiche, ai farmaci: sarà un modo per dare parola a un vissuto che, finora, ha parlato soprattutto attraverso il corpo e il silenzio del desiderio.
Attendo tue
Quello che emerge dal racconto è un distacco progressivo: il desiderio che prima era più spontaneo ora sembra lontano, quasi “estraneo”, e questo accade non solo verso di lei, ma in generale. Il corpo non risponde più come prima, le erezioni sono più fragili, e questo genera un’ansia che si nutre di sé stessa: più pensi alla prestazione, più il corpo si irrigidisce e meno si fa spazio al desiderio.
Dal punto di vista clinico, mi colpiscono diversi strati che si sovrappongono. Da un lato c’è la storia dei farmaci: la mirtazapina e la sertralina, che hai assunto in passato, possono aver lasciato una traccia nel modo in cui il sistema nervoso regola il piacere e il desiderio; anche i farmaci antipertensivi attuali (Giant e Lobivon) influenzano circolazione ed energia generale, e possono contribuire a quella sensazione di fatica e di difficoltà di risposta. Poi c’è l’età, intorno ai 57 anni, in cui il corpo inizia a cambiare lentamente la sua fisiologia ormonale e il suo tono generale, senza che per questo si tratti di una “malattia”, ma di una trasformazione che richiede una ri‑negoziazione con il proprio corpo.
Nel frattempo, però, il contesto psicologico e relazionale è diventato più pesante: i litigi, i conflitti con la compagna, le preoccupazioni lavorative ed economiche creano un clima di ansia che non favorisce certo la sessualità. Quando il corpo è già in difficoltà e la mente è occupata dalla paura di fallire, la sessualità diventa un luogo di tensione, più che di incontro. Il desiderio si spegne, non solo perché il corpo è cambiato, ma perché il desiderio è stato “guardato” con occhi carichi di paura, giudizio e senso di inadeguatezza.
Per quanto riguarda il prodotto “Neradin”, che hai valutato ma non hai ancora iniziato, lo vedo come un gesto di cura verso il tuo stesso corpo, ma non come una soluzione che da sola riattacca il desiderio. È un supporto, un messaggio che ti dici: “mi sto occupando di me”, ma non sostituisce il lavoro di comprensione di quello che è realmente cambiato in te, nella relazione, nel modo in cui vivi il tuo corpo.
Nel mio lavoro, quindi, propongo spesso un percorso che tenga insieme diversi livelli: una valutazione medica (ormoni, pressione, stato vascolare, farmaci) per capire come il corpo sta cambiando, e un lavoro psicologico, anche di coppia, per ricominciare a stare dentro il corpo e dentro la relazione in modo meno ansioso, più morbido. Il nostro obiettivo non è ritornare all’uomo di vent’anni fa, ma incontrare chi sei oggi, con le tue modificazioni, le tue fragilità, la tua storia di farmaci e di fatica. Il desiderio può tornare a farsi strada, anche debole, anche diverso, quando il tuo sguardo su di te stesso diventa più benevolo e meno giudicante.
Se ti va, potremmo provare a ricostruire insieme il momento in cui ti sei accorto per la prima volta di questo cambiamento, e come quel momento si è legato ai litigi, alle preoccupazioni economiche, ai farmaci: sarà un modo per dare parola a un vissuto che, finora, ha parlato soprattutto attraverso il corpo e il silenzio del desiderio.
Attendo tue
Buongiorno,
la situazione che descrive è abbastanza frequente e può avere una natura multifattoriale, cioè legata a più elementi contemporaneamente.
Da un lato, alcuni farmaci possono incidere sulla sfera sessuale. In particolare, gli antidepressivi come Sertralina e Mirtazapina possono determinare, durante l’assunzione e talvolta anche dopo la sospensione, un calo della libido e difficoltà erettive. Anche alcuni antipertensivi possono contribuire a queste difficoltà.
Dall’altro lato, è importante considerare anche gli aspetti psicologici: lo stress lavorativo ed economico, così come le tensioni nella relazione di coppia, possono influire significativamente sul desiderio e sulla risposta sessuale, anche in presenza di una buona intesa pregressa.
Le consiglierei di procedere su più livelli:
– effettuare una valutazione medica (andrologo o urologo) per escludere cause organiche e valutare anche eventuali aspetti ormonali;
– confrontarsi con il medico curante o lo specialista che segue la terapia antipertensiva, per verificare se i farmaci possano avere un impatto;
– considerare un supporto psicologico o sessuologico, utile per lavorare su stress, dinamiche di coppia e vissuto personale legato alla sessualità.
Per quanto riguarda prodotti come quello che ha citato, è sempre preferibile evitare il “fai da te” e confrontarsi prima con uno specialista, per individuare un intervento realmente mirato.
Con un inquadramento corretto, nella maggior parte dei casi è possibile comprendere l’origine del problema e intervenire in modo efficace.
Un caro saluto
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
la situazione che descrive è abbastanza frequente e può avere una natura multifattoriale, cioè legata a più elementi contemporaneamente.
Da un lato, alcuni farmaci possono incidere sulla sfera sessuale. In particolare, gli antidepressivi come Sertralina e Mirtazapina possono determinare, durante l’assunzione e talvolta anche dopo la sospensione, un calo della libido e difficoltà erettive. Anche alcuni antipertensivi possono contribuire a queste difficoltà.
Dall’altro lato, è importante considerare anche gli aspetti psicologici: lo stress lavorativo ed economico, così come le tensioni nella relazione di coppia, possono influire significativamente sul desiderio e sulla risposta sessuale, anche in presenza di una buona intesa pregressa.
Le consiglierei di procedere su più livelli:
– effettuare una valutazione medica (andrologo o urologo) per escludere cause organiche e valutare anche eventuali aspetti ormonali;
– confrontarsi con il medico curante o lo specialista che segue la terapia antipertensiva, per verificare se i farmaci possano avere un impatto;
– considerare un supporto psicologico o sessuologico, utile per lavorare su stress, dinamiche di coppia e vissuto personale legato alla sessualità.
Per quanto riguarda prodotti come quello che ha citato, è sempre preferibile evitare il “fai da te” e confrontarsi prima con uno specialista, per individuare un intervento realmente mirato.
Con un inquadramento corretto, nella maggior parte dei casi è possibile comprendere l’origine del problema e intervenire in modo efficace.
Un caro saluto
Dott.ssa Iolanda Mastromonaco
Psicologa – Sessuologa
Buongiorno. Da ciò che descrive è probabile che il calo del desiderio e le difficoltà erettili abbiano una natura multifattoriale, più che una causa unica.
I farmaci che ha assunto in passato (come antidepressivi) possono aver inciso sulla sessualità durante l’assunzione, ma è meno frequente che gli effetti persistano a distanza di anni. Più rilevanti, nel suo caso, sembrano essere alcuni fattori attuali: terapia antipertensiva (alcuni farmaci possono influire sulla funzione sessuale), stress prolungato, preoccupazioni lavorative ed economiche e le tensioni nella relazione. Tutti questi elementi possono ridurre il desiderio e rendere più difficile il mantenimento dell’erezione.
Il fatto che il calo riguardi non solo la partner ma il desiderio in generale è un segnale importante: spesso indica un abbassamento globale dell’attivazione, più che un problema legato alla relazione in sé.
Può essere utile un inquadramento integrato: un confronto con il medico per valutare eventuali effetti della terapia antipertensiva e, parallelamente, uno spazio adeguato per lavorare sui fattori emotivi e sullo stress, che sembrano avere un peso significativo
I farmaci che ha assunto in passato (come antidepressivi) possono aver inciso sulla sessualità durante l’assunzione, ma è meno frequente che gli effetti persistano a distanza di anni. Più rilevanti, nel suo caso, sembrano essere alcuni fattori attuali: terapia antipertensiva (alcuni farmaci possono influire sulla funzione sessuale), stress prolungato, preoccupazioni lavorative ed economiche e le tensioni nella relazione. Tutti questi elementi possono ridurre il desiderio e rendere più difficile il mantenimento dell’erezione.
Il fatto che il calo riguardi non solo la partner ma il desiderio in generale è un segnale importante: spesso indica un abbassamento globale dell’attivazione, più che un problema legato alla relazione in sé.
Può essere utile un inquadramento integrato: un confronto con il medico per valutare eventuali effetti della terapia antipertensiva e, parallelamente, uno spazio adeguato per lavorare sui fattori emotivi e sullo stress, che sembrano avere un peso significativo
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