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Esperienze

Mi chiamo Nicole Nanni, sono una psicologa e specializzanda in psicoterapia sistemico relazionale. Propongo percorsi di supporto psicologico in cui accompagno le persone in ogni fase della loro vita. Offro uno spazio sicuro e accogliente in cui essere ascoltati, riflettere e ricevere supporto, sia nei momenti di cambiamento o difficoltà, sia quando si desidera prendersi del tempo per conoscersi meglio. Le emozioni sono preziose guide: imparare a riconoscerle, accoglierle e utilizzarle consente di affrontare la vita con maggiore chiarezza e libertà. Il mio lavoro mira a sostenere lo sviluppo delle risorse e delle abilità interiori, che ci permettono di vivere le relazioni e le scelte quotidiane in modo più consapevole e chiaro. Il mio obiettivo è creare uno spazio protetto e non giudicante, in cui sentirsi compresi, esplorare se stessi e costruire insieme un percorso personalizzato.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    50 € - 60 €

  • Colloquio individuale

    50 €

  • Colloquio psicologico online

    50 €

  • Primo colloquio individuale

    40 €

  • Primo colloquio psicologico

    40 €

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Polispecialistico San Benedetto

Via Guido Cavalcanti 11, Cagliari 09128

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Telefono

0784 181...
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  • S

    La dottoressa Nanni , si è dimostrata fin da subito molto empatica , in grado di farmi sentire ascoltata e capita
    Mi sono sentita fin da subito a mio agio , e al sicuro di poter esprimere ogni tipo di pensiero ed emozione , senza mai trovarmi a disagio
    grazie al suo supporto, sto affrontando le mie difficoltà più serenamente, e sto imparando a conoscermi meglio
    Sono molto contenta di aver iniziato questo percorso con lei, lo consiglio

     • Studio Psicologico Online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Nicole Nanni

    Grazie mille S.L. per il tuo feedback, sono molto felice che tu ti senta a tuo agio, ascoltata e libera di poterti esprimere.
    Alla prossima settimana!!


  • M

    La dottoressa Nanni nonostante la giovane età si é dimostrata molto professionale ed empatica e mi ha fatto sentire al sicuro e non giudicato.

     • Studio Psicologico Online primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Nicole Nanni

    Grazie mille M.D per il suo feedback.
    Sono felice che si sia sentito al sicuro e non giudicato.
    Ci vediamo alla prossima seduta!


  • S

    Mi sono rivolta alla dottoressa Nanni per ansia legata allo studio. Mi sono trovata molto bene: è una professionista empatica, attenta e capace di ascoltare. Mi ha aiutata a sentirmi compresa e a gestire meglio l’ansia. La consiglio.

     • Studio Psicologico Online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Nicole Nanni

    La ringrazio tanto per il suo feedback.
    Sono molto felice che si sia trovata bene!


  • Z

    La dottoressa Nanni è molto attenta, empatica e professionale. Fin dal primo incontro riesce a mettere a proprio agio grazie al suo modo di ascoltare con sensibilità e senza giudizio. Nonostante la giovane età, dimostra grande preparazione e serietà. Consigliata a chi cerca un supporto umano e competente.

     • Studio Psicologico Online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Nicole Nanni

    Grazie mille Z.P. per il suo feedback.
    Sono felice che si sia sentita a suo agio, a presto!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ho 57 anni e da circa un anno e mezzo sto riscontrando un calo significativo della libido e difficoltà nel mantenere l’erezione.

Assumo da anni terapia antipertensiva (Giant e Lobivon). Tra il 2022 e il 2023 ho assunto anche Mirtazapina e Sertralina. Ho notato che questi problemi erano già presenti durante l’assunzione di questi due farmaci. Ora pare che sono proseguiti anche dopo, anche se è da circa un anno e mezzo che li avverto. E cioè dopo quasi due anni dal che ho terminato la terapia psicologica.
Ho una compagna con cui ho sempre avuto un’ottima intesa intima. Anche se negli ultimi tempi sono molto frequenti litigi e c'è stato molta preoccupazione personale per questioni lavorative ed economiche. Tuttavia, sebbene i litigi anche in passato, comunque l'intesa sessuale era ottima.
Ciononostante, nell’ultimo periodo sento un netto calo del desiderio, non solo verso di lei ma in generale: non provo più quel normale stimolo o attrazione che avevo prima.
Dopo alcune ricerche ho valutato l’uso del prodotto “Neradin”, che però non ho ancora iniziato ad assumere.
Vorrei capire:– cosa potrebbe aver causato questo cambiamento;– se può essere collegato ai farmaci assunti in passato o a quelli attuali;– quali accertamenti o rimedi sono consigliati.
Grazie.

Salve,
quello che descrive può avere sia un’origine fisica che psicologica, ed è importante considerare entrambe le dimensioni. In primo luogo, sarebbe utile effettuare alcuni accertamenti medici per escludere eventuali cause organiche o disfunzioni che potrebbero influire sul desiderio.
Qualora non emergessero fattori fisici rilevanti, diventa allora centrale esplorare la sfera psicologica e relazionale. Il corpo, infatti, è uno dei principali canali attraverso cui si esprime il nostro mondo interno: tensioni emotive, conflitti o difficoltà nella relazione possono riflettersi direttamente anche sul piano del desiderio e della sessualità.
In quest’ottica, mente e corpo non sono separabili, ma fanno parte di un unico sistema in continua interazione. Per questo motivo, potrebbe essere utile soffermarsi sulle dinamiche relazionali che caratterizzano il rapporto con la sua compagna, cercando di lavorare sugli elementi di conflitto che possono contribuire al calo della libido.
Un’attenzione più ampia a questi aspetti può aiutare a inquadrare meglio il significato di ciò che sta vivendo e a orientare eventuali passi successivi.

Dott.ssa Nicole Nanni

Buongiorno.
Sono una ragazza di 18 anni e questo lunedì sono partita per un erasmus a Tolosa. Sono di base una persona molto ansiosa che si fa paranoie e ossessioni si tutto, sola in una casa famiglia, ma a scuola condivido il tempo con altri 4 italiani, tra cui un mio amico di scuola, e ora ho molto tempo per riflettere e pensare.
I primi giorni sono andati alla grande, ho una relazione da quasi tre mesi e sentivo proprio una connessione profonda, non le ho mai detto ti amo soltanto perché è troppo presto. Poi, giovedì, ho scoperto che una ragazza era bisessuale come me, e quindi mi si è aperta una possibilità. Da lì ho cominciato ad avere ansia che mi piacesse e che non mi piacesse più la mia ragazza. Mi sono fatta talmente tante paturnie mentali che non ho più mangiato né dormito, mi sono convinta di provare veri sentimenti per quella ragazza conosciuta qui in erasmus, con l'ansia soltanto nel vederla. Questa ragazza non la conoscevo e non la conosco, la evito in ogni modo perché temo di alimentare i miei sentimenti che credo siano frutto soltanto della mia ansia. Quando penso al mio partner penso a lei. Costantemente. Non penso a lei in modo romantico, a volte cerco di crearmi scenari insieme per capire che emozioni provo. Quando parlo con la mia ragazza, sento soltanto questa sensazione di pesantezza e ansia e non riesco a fare niente per togliermela. Io e questa ragazza non ci parliamo, abbiamo scambiato qualche parola ogni tanto. Ammetto che da quando l'ho vista, essendo lei una ragazza bella e che mi attirava nel suo stile, volevo sorprenderla. Volevo che mi notasse. Allora ho iniziato a pensare che ci sia davvero interesse e che stia tradendo la mia ragazza. Sto davvero impazzendo, non mi sto godendo l'esperienza e non riesco più a provare sentimenti di nessun tipo.
È possibile essere innamorati follemente del mio proprio partner e dieci minuti dopo, soltanto per aver scoperto una cosa simile, perdere tutti i sentimenti? È possibile provare qualcosa di così forte per qualcuno che neanche si conosce? Che si riesce anche ad evitare?
In passato mi era stato detto di avere un doc per altri motivi, quindi la mia conclusione è che con lei ho solo questo pensiero ossessivo, perché avendone parlato con il partner mi sento di averla ferita profondamente, e quindi mi torna sempre in mente e metto in questione costantemente i sentimenti che provo per lei. Costantemente metto in questione i sentimenti che provo per la mia ragazza quando parliamo, quando chattiamo, quando mi dice cose carine e quando le dico a lei.
Nonostante razionalmente questa sia la mia risposta, irrazionalmente mi viene ansia e mi viene da pensare che io mi stia autoconvincendo che l'altra persona non la voglio. Perché io, anche se dovessi lasciarmi dal mio partner, non credo ci proverei mai con l'altra. È solo un'ossessione, come tutte le volte, non ho davvero intenzione di avere niente perché l'associo soltanto a dolore. Ma se in realtà mi stessi solo autoconvincendo di ciò? Se non amassi più la mia ragazza, da un giorno all'altro? La mia relazione è perfetta, lei è perfetta, ed io non riesco a lasciarla. Fino a due giorni fa il pensiero mi distruggeva, ora sono talmente presa dal pensiero di provare sentimenti per l'altra che non riesco a provare altro.
Ho pensato anche che lunedì, quando tornerò nella mia casa, vedendola raramente soltanto a scuola l'ossessione passerà, e mi renderò conto effettivamente della cosa stupida che sto facendo. Perché se lascio la mia ragazza adesso, mi mancherebbe e poi quando passerà l'ossessione per l'altra, perché non è detto che io le piaccia o che le piacerò, mi pentirò amaramente perché voglio davvero stare con chi sto adesso. Ho pensato che l'amore sia scegliersi, e io scelgo lei, ma se poi tornata a casa pensassi ancora all'altra ragazza in presenza del mio partener? Sempre per quell'ansia? Magari mi sono innamorata davvero e lo sto nascondendo. Ma io non voglio, e penso che se fossi davvero innamorata farei qualcosa per starci insieme, non riuscirei a reprimere così un sentimento come non riesco a reprimere il mio malessere attuale.
Ho rovinato il mio intero soggiorno qui e sto davvero male. Per favore, ho bisogno di sapere cosa mi sta succedendo e perché.

Quello che ti sta succedendo non è improvviso, né inspiegabile, e soprattutto non dice quello che temi che dica.
Sei partita per l’Erasmus: nuovo ambiente, distanza, meno punti fermi, più tempo per stare nella tua testa. Questo già da solo abbassa le difese e aumenta la sensibilità all’ansia. Dentro questo scenario compare uno stimolo: una ragazza che ti colpisce. Questo non è strano, è umano. Il punto è che, invece di rimanere una semplice apertura o curiosità, il tuo sistema mentale lo ha trasformato in una domanda urgente e minacciosa: “E se allora non amo più la mia ragazza?”
Da lì si attiva il circolo. Più cerchi di capire cosa provi davvero, più ti senti confusa. Più ti senti confusa, più aumentano ansia e bisogno di controllare. E più controlli, meno riesci a sentire qualcosa di spontaneo. È per questo che dici di non provare più niente: non perché i sentimenti siano spariti, ma perché sei attivata.
Il fatto che tu abbia iniziato a evitare questa ragazza è molto significativo: se ci fosse un sentimento reale e forte, la tendenza sarebbe avvicinarsi, non scappare. Qui invece c’è paura di quello che potresti provare, non un desiderio di viverlo. Anche l’idea di “dover capire subito” se sei innamorata dell’una o dell’altra è tipica dell’ansia. I sentimenti non funzionano come un interruttore che si spegne da un giorno all’altro solo perché hai visto un’altra persona.
Quello che sta succedendo con la tua ragazza è un effetto collaterale di questo meccanismo. Quando parli con lei, invece di stare nella relazione, entri in modalità analisi: “sto sentendo abbastanza? è giusto? è vero?” E questo rende tutto pesante. Non perché lei non sia più la persona giusta, ma perché il sistema ha associato quel momento a una verifica continua. È come se ogni interazione fosse diventata un test, e nei test sotto pressione è normale bloccarsi.
Anche il dubbio che hai – “e se mi stessi auto-convincendo?” – fa parte dello stesso schema. L’ansia non si accontenta mai di una risposta, nemmeno di quella razionale. Trova sempre un’altra possibilità per riaprire il dubbio. Non è un segnale nascosto di verità, è proprio il modo in cui funziona.
Se guardi i fatti, però, c’è qualcosa di molto chiaro: tu non vuoi stare con l’altra ragazza, non cerchi un contatto, non immagini davvero una relazione con lei. Quello che ti tiene agganciata non è il desiderio, è la paura di cosa quel pensiero potrebbe significare. E paura e amore sono due emozioni completamente diverse.
La cosa più importante adesso è questa: non devi prendere decisioni mentre sei in questo stato. L’urgenza di decidere (“devo capire se la amo o no”) è parte del problema. Più provi a chiudere il dubbio subito, più lo alimenti. In questo momento il tuo compito non è capire cosa provi in modo definitivo, ma smettere di interrogare continuamente quello che provi.
È molto probabile che, tornando a una quotidianità più stabile e con meno spazio per rimuginare, tutto questo si ridimensioni da solo. Non perché stai ignorando qualcosa di vero, ma perché stai togliendo carburante a un meccanismo che si è gonfiato in un contesto particolare.
In sintesi: sì, è possibile provare attrazione per qualcuno che non si conosce, ma non in questa forma così invadente e angosciante; no, non è realistico smettere di amare qualcuno da un giorno all’altro per un pensiero; e soprattutto, quello che stai vivendo ha molto più a che fare con l’ansia e il bisogno di certezza che con un cambiamento reale dei tuoi sentimenti.
Se riesci a fare un piccolo spostamento, anche solo questo: smettere di cercare una risposta definitiva e tollerare il “non lo so adesso”, vedrai che piano piano l’intensità scende. E quando l’ansia scende, i sentimenti – quelli veri – tornano a essere leggibili.

Dott.ssa Nicole Nanni

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