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Esperienze

Sono uno psicologo, coach e appassionato di psicoterapia della Gestalt, con oltre 20 anni di esperienza nel campo della relazione d’aiuto.
Nel corso della mia attività ho accompagnato molte persone nel superare momenti di difficoltà, affrontare ansia, depressione, crisi personali o relazionali, e nel ritrovare un equilibrio esistenziale più autentico e sereno.

Il mio approccio è umanistico, esperienziale, maieutico e non giudicante.
Se deciderai di iniziare con me un percorso, sappi che verrà costruito insieme a te, passo dopo passo, in base alle tue esigenze, risorse e tempi personali.


Di solito, dopo una prima fase di ascolto, sostegno emotivo e sintonizzazione, potremo — se lo vorrai — passare gradualmente a un lavoro più profondo di consapevolezza di te, fino ad arrivare a un vero e proprio percorso di cambiamento personale e di crescita interiore.

Accanto al colloquio clinico, ti proporrò anche tecniche espressive e creative che possono aiutarti a osservare la tua esperienza da nuove prospettive, a dare voce a parti di te spesso silenziose e a riscoprire la forza trasformativa della consapevolezza e della creatività.

Il mio obiettivo è offrirti uno spazio sicuro, accogliente e rispettoso, in cui tu possa ritrovare fiducia in te, metterti in gioco e permettere al tuo modo unico di stare al mondo di costruire, facilmente, relazioni sane e soddisfacenti.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia della gestalt

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del lavoro
  • Psicosomatica
  • Psicologia clinica

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  • Primo colloquio psicologico

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  • Primo colloquio individuale

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GILBERTO FULVI
Studio Mentecorpo

Via Giovanni Segantini 69, Milano 20143

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20 recensioni

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  • G

    Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con il Dottor Gilberto Fulvi, in un periodo particolarmente intenso della mia vita, tra lavoro e studi. Grazie al suo supporto sono riuscito a gestire l'ansia, fare chiarezza dentro di me e conoscere meglio la mia parte interiore. La sua professionalità, empatia e capacità di guidare con delicatezza ma anche concretezza mi hanno davvero aiutato a crescere e a trovare strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane. Consiglio vivamente il suo percorso a chiunque desideri comprendersi meglio e affrontare la propria vita con maggiore serenità e consapevolezza.

     • Studio Mentecorpo colloquio psicologico  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Geremia per la tua recensione che può essere utile anche a chi sta attraversando un momento in cui sente di non riuscire più a gestire le numerose richieste che provengo dall'esterno. In questi momenti, in cui la nostra parte interiore viene messa in secondo piano, lasciando che le urgenze prendano il sopravvento, il lavoro e lo studio, nel tuo caso, la famiglia e le relazioni di coppia, in altri casi, diventano una fonte di stress. Fare chiarezza, separare le preoccupazioni, sciogliere l'ansia nelle tante paure di cui è composta, permette di tornare ad occuparsi di sé e degli altri da una nuova centratura. Questa è una parte fondamentale del mio lavoro, creare spazi accoglienti, rassicuranti e motivanti in cui, un passo dopo l'altro, ritrovare l'equilibrio, ascoltando e dando soddisfazione a tutte quelle parti di te, importanti e vitali, spesso inespresse o rinnegate perché giudicate, anche inconsapevolmente, di ostacolo alla risoluzione delle urgenze. Recuperando il bandolo della matassa, la responsabilità verso di sé, dandosi il diritto di centrarsi su ciò che è importante, il quadro cambia:

    - rimanendo solo le cose importanti, a quelle urgenti si dà priorità, a quelle meno urgenti si dà una posizione temporale responsabile, in modo da affrontarle gradualmente dandogli l'attenzione che meritano;
    - rimanendo solo le cose importati, diventa più facile lasciare a andare ciò che non ci appartiene più, ciò che non è più importante o non così urgente per noi, smettendo di occuparcene.
    - rimanendo solo le cose importati, alcune urgenze che non ci appartenevano, mascherate d'importanza, vengono finalmente liberate dalla nostra responsabilità, permettendo agli altri di recuperare la loro.

    Come mai c'è voluto del tempo per fare tutto questo insieme? Perché come Geremia ben ricorderà, il confine tra esterno e interno è spesso poco chiaro e mutevole. Non siamo esseri razionali e le nostre rimuginazioni mentali e fluttuazioni emotive offuscano il contatto con i nostri bisogni profondi, lasciandoci in balìa, ad esempio, di aspettative inespresse o di altruismi controproducenti.


  • L

    Ho intrapreso un percorso con il Dott. Fulvi in un momento molto delicato della mia vita, segnato da difficoltà di coppia e dal tema dell’infertilità e del desiderio di diventare genitori. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e compresa senza giudizio. Il percorso è stato fondamentale per ritrovare equilibrio e chiarezza: mi ha aiutata a gestire l’ansia, a comprendere meglio le dinamiche relazionali e a sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà, individuali e di coppia. Ho apprezzato la sua empatia, professionalità e la capacità di creare uno spazio sicuro in cui condividere anche gli aspetti più vulnerabili. Oggi mi sento più consapevole, serena e capace di affrontare con maggiore forza un tema complesso come quello della fertilità. Consiglio vivamente il percorso a chiunque stia vivendo situazioni simili e cerchi un supporto competente e umano.

     • Studio Mentecorpo colloquio psicologico  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Laura per tua recensione e per aver voluto condividere una parte della tua esperienza: offrirà sicuramente coraggio e ispirazione anche ad altre persone che stanno attraversando momenti simili.
    Accompagnare le persone nei loro percorsi di benessere e crescita personale è per me un grande privilegio e la tua testimonianza me lo ricorda. Nel tuo caso, infatti, la disponibilità a metterti in gioco, a esplorare emozioni complesse e a cercare nuovi modi di affrontare la vita e stare nelle relazioni ha reso possibile ed efficace il percorso e ha permesso a me di accedere una parte profonda, vitale e intima del tuo mondo. Mi fa particolarmente piacere sapere che la serenità che hai riconquistato oggi possa continuare a diffondersi nella tua vita quotidiana anche al di là del nostro percorso, aiutandoti a nutrire le tue relazioni, vecchie e nuove, e a riceverne il nutrimento di cui hai bisogno.


  • B

    Professionista serio, disponibile, empatico, creativo. L'esperienza col dottor Fulvi è stata assolutamente positiva e lo consiglio a chi voglia intraprendere un percorso di crescita personale.

     • Incontri online arteterapia  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie BS per la tua recensione.
    Quando parli di assoluto positivo mi viene in mente il lavoro sulle polarità e il valore che hanno gli opposti complementari nel rafforzarsi a vicenda. Mi riferisco alla capacità del freddo, ad esempio, di farci apprezzare il caldo e viceversa. Così in terapia il malessere diventa un'opportunità per accedere ad un nuovo benessere, una sorta di upgrade esistenziale.
    La maggior parte delle volte avviene nostro malgrado, nel senso che si chiede l'intervento di uno psicologo per smettere di stare male. Altre volte le persone si rivolgono a me per stare meglio, come nei casi di sviluppo personale. In ogni modo, tornando al concetto di assoluto, la radice latina del termine (ab+solvĕre ossia "sciogliere") ci porta al significato di "sciolto da ogni legame". Questa accezione mi fa pensare al valore psicologico che ha il comprendere che siamo diversi dai nostri pensieri, emozioni e comportamenti. Già, perché avere dei pensieri, delle emozioni o dei comportamenti non fa di noi ciò che pensiamo, sentiamo e agiamo. Distinguere l'essere dal fare e dall'avere è un passo fondamentale nella mia pratica professionale. Siamo esseri meravigliosi, molto di più di ciò che sentiamo, pensiamo e facciamo. Questa è la chiave per partire dai propri limiti nel sentire, nel pensare e nel fare, per espanderli, allenarli e rafforzarli. In questo modo è possibile sentire, pensare e fare diversamente, attingendo dal nostro essere che rimane sempre lo stesso, cambiando continuamente forma. Questa è la magia che permette a ognuno di noi di riconoscersi ogni volta e di farsi riconoscere, senza vincolarci a standard esterni che non ci appartengono ma partendo da dentro.


  • M

    Mi sono trovata bene con il dottor Fulvi. È una persona attenta, disponibile all’ascolto e capace di mettere a proprio agio. Il percorso mi ha aiutato a comprendere meglio alcune dinamiche personali.

     • Studio Mentecorpo coaching  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie M. per la tua recensione che mi riporta alla mente la frase scritta sul tempio di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso".
    Questo invito a ricercare la verità in noi stessi, oltre che nel mondo esterno, ha una sua validità che resiste nei secoli. Non mi stancherò mai di dire che il mondo non esiste a prescindere da noi, per lo meno per noi. Questo significa che, sebbene il mondo vada avanti da sé allo stesso tempo, tutti viviamo all'interno di un mondo che non prescinde da noi. Conoscere meglio le proprie dinamiche personali significa rendersi consapevoli dell'esistenza del filtro che ci separa inevitabilmente dalla percezione reale del mondo. Se conosco il filtro posso relativizzare ciò che mi succede, sapere di non sapere e relativizzare anche il giudizio dell'altro. Questo è l'inizio di una nuova convivenza con me stesso e con l'altro, più autentica e creativa.


  • G

    Un eccellente professionista,a dir poco..Appena l'ho conosciuto mi ha messo subito a mio agio..Le ore che passo in sua compagnia "volano"..Questo significa che è straordinariamente bello parlare con lui e sentirlo parlare.In lui non ho trovato semplicemente uno psicologo,ma molto di più..Ho trovato un amico di quelli veramente speciali..Quell'amico che ti manca quando non c'è..Fiero di averlo incontrato nella mia vita!!

     • Studio Mentecorpo sostegno psicologico  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Gaetano per la tua recensione e per la tua dichiarazione pubblica di stima e amicizia.
    Ti rispondo con altrettanto fervore e dilungandomi un po', non solo per ringraziarti ma anche per far comprendere, a chi eventualmente si trovasse a leggere, come contestualizzare la parola amicizia all'interno di una relazione terapeutica. Sento la necessità di questa ulteriore aggiunta proprio perché la recensione non è solo una comunicazione rivolta a me ma ha l'obiettivo di far valutare e interpretare la mia professionalità al lettore e possibile cliente.
    Il codice deontologico, infatti, vieta a psicologi e psicoterapeuti di vedere, in seduta, persone con le quali si ha già avuto un rapporto in passato, anche solo di conoscenza o di amicizia. Lo stesso divieto riguarda la possibilità di avere rapporti personali al di fuori della seduta, fin tanto che dura la relazione di aiuto.
    Nel nostro caso, entrambe le condizioni sono state rispettate. Allo stesso tempo, le tue parole mi corrispondono perché la parola amicizia contiene in sé la parola "amore", che definisce una delle energie vitali più forti, salutari e salvifiche che abbiamo a disposizione noi esseri umani e non solo. Allo stesso tempo è una parola da utilizzare "con le pinze", in terapia e non solo, perché in amore ci vuole maestria, essendo un tema forte e delicato al tempo stesso. L'amore ha tante sfumature visibili in ciò che distingue l'amore di coppia da quello per i propri figli, quello per la famiglia da quello per il lavoro, l'amore per la vita da quello per la natura, l'amore per il proprio animale domestico da quello del proprio animale domestico per noi e via dicendo. Inoltre, imparare ad amarsi e ad amare, sono i cardini della salute mentale e di molti percorsi terapeutici o spirituali (l'amore per Dio e per il prossimo tuo come te stesso, ad esempio). L'amore presente all'interno del setting terapeutico è asimmetrico e finalizzato al benessere del paziente. Questa è la differenza più grande che lo distingue da quello presente nell'amicizia, che richiede reciprocità e coinvolgimento paritario. Allo stesso tempo, è innegabile che molte altre cose possono coincidere, come la confidenza, il rispetto, l'empatia, la sospensione del giudizio, l'accettazione, la compassione, la stabilità della relazione, il sentirsi a proprio agio e il dare e ricevere attenzione.
    In breve, questa è la mia rilettura dell'atteggiamento amichevole che ci ha permesso di entrare in sintonia e accompagnarci lungo il percorso fatto assieme.


  • I

    Professionista serio, disponibile, empatico e preparato. L'esperienza è stata assolutamente positiva e lo consiglio a chi necessita di supporto per problematiche specifiche o più in generale per intraprendere un percorso di crescita personale.

     • Incontri online consulenza online  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie I.P. per la tua recensione. La specificità o la generalità del mio intervento è per me sempre un'occasione di approfondimento sulla persona e l'unicità del suo punto di vista, del suo sentire, di suoi bisogni e delle modalità per soddisfarli. Serietà, disponibilità ed empatia percepita sono le condizioni necessarie, e non sufficienti, dell'approccio fenomenologico che sostiene la mia preparazione. Il resto lo fa l'impegno della persona e la sintonia che si crea.


  • Ho conosciuto il dottor Gilberto Fulvi durante un workshop sulla voce condotto da una bravissima insegnante di canto. Fin da subito ho potuto apprezzarne la grande empatia e la capacità di creare un clima sereno e coinvolgente nel gruppo. Ho poi avuto modo di partecipare a uno dei laboratori da lui organizzati, e lì ho scoperto ancora di più la profondità e la sensibilità del suo approccio.
    Consiglio vivamente il dottor Fulvi a tutti, in particolare agli artisti che desiderano esplorare nuove parti di sé e intraprendere un percorso di crescita personale autentico.
    Nel suo studio offre diversi servizi, dalla consulenza individuale e di coppia ai laboratori di astrologia evolutiva, sempre con una presenza attenta e accogliente.

     • Studio Mentecorpo arteterapia  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Valeria per la tua recensione, di cui ti sono grato anche perché rivela una parte del mio metodo. Oltre all'empatia, l'accoglienza, la profondità e la sensibilità, l'arte è un ingrediente fondamentale del mio lavoro.
    Nel tuo percorso hai utilizzato la voce e gli archetipi dell'astrologia, modalità espressive diverse dal dialogo psicologico, che offrono numerosi appigli nei percorsi di cura e di sviluppo personale. Il linguaggio verbale, infatti, nonostante sia il nostro mezzo di espressione più sviluppato, che utilizziamo tutti i giorni, ha alcuni limiti e svantaggi. Siamo così bravi a pensare, attraverso il linguaggio, e a raccontarci le cose che le nostre narrazioni rischiano di andare avanti in maniera autonoma, auto-confermandosi. Nei percorsi di crescita personale e cambiamento è necessario, invece, saper vedere le cose diversamente, "rinnegare se stessi", come diceva qualcuno. L'arte ci porta altrove, mette una distanza, spiazza e ci invita a ritrovarci. In questo nuovo disagio si nascondono pezzi del nuovo agio. Per questo invito le persone a fare di sé un'opera d'arte, a prendere le distanze da sé per poi ritrovarsi, o a prendere le distanze dall'altro per poi ritrovarlo e ritrovare la propria relazione con lui/lei. Convivere con e amare noi stessi, nonostante noi, o con l'altro, nonostante l'altro, o nel mondo, nonostante il mondo. Questo può avvenire in vari modi, in percorsi individuali, di coppia o di gruppo, che utilizzano anche l'arte e la cultura, per aiutarci a relativizzare e trovare la nostra posizione autentica, sana e soddisfacente, nel qui e ora.


  • M

    Come Business Coach il Dottor Fulvi è preciso, incalzante, dialogante. Mette sul tavolo l'intera situazione, fa venir voglia di sviluppare visioni, aiuta nell'elaborazione della strategia, facendo anche un lavoro da psicologo sui punti deboli e scelte che non sempre rispondono a questioni razionali. Empatico e simpatico ma soprattutto funziona !

     • Studio Mentecorpo coaching  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Maria, ricordo con piacere la nostra partnership focalizzata sulle tue necessità.
    Nel coaching è fondamentale che la relazione funzioni, che ognuno si faccia responsabile della propria parte. Come garante del processo è stato stimolante conoscere il tuo Business e accompagnarti nello sviluppo delle tue visioni, nella ricerca delle tue soluzioni e delle strategie migliori, perché più adatte alla tua persona. La psicologia ci ha aiutato, permettendoci di trovare il fulcro pulsante su cui ancorare le leve dei tuoi sforzi quotidiani. Lavoro intenso, appagante e redditizio, direi.


  • Gilberto è una persona molto attenta e sensibile. Ha saputo darmi dei consigli molto puntuali che mi hanno permesso di accelerare la mia crescita personale. Davvero Grazie

     • Incontri online life coaching  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie Vittoria per la tua recensione. Credo che l'attenzione e la sensibilità ricevuta siano stati gli strumenti più potenti e più importanti di cui ti sei impadronita, più dei consigli ricevuti. Imparando a darti ciò che ricevevi, attenzione e sensibilità non giudicante, hai potuto ascoltare e accogliere le tue necessità più profonde, i tuoi bisogni concreti e i tuoi desideri inespressi.
    I consigli a cui affidarti hanno riguardato solo delle modalità operative che hai pilotato tu, dall'interno. Restano più impressi perché sembra che sia stato grazie a loro che ci siamo sentiti meglio, ma il "buon" consiglio non esiste di per sé, non viene mai solo da fuori perché parla di chi lo adopera e ne trae beneficio. Tu lo hai fatto. Grazie anche a te.


  • F

    Ho conosciuto Gilberto tramite mia sorella, avevo seri problemi di gestione della cannabis, ciò mi ha portato ad esserne dipendente.
    Ho avuto degli scambi verbali con Gilberto, abbiamo parlato non poco dei motivi che mi portavano ad affogare i miei pensieri ed i miei problemi.
    È una persona che sa ascoltare, sa andare in profondità, si è posto quasi come farebbe un amico la prima volta, sempre gentile e disponibile.
    Mi ha Certamente aiutato non poco a raggiungere il risultato finale, ottenuto non troppo distante dalla nostra ultima chiaccherata.
    Grazie per il tuo aiuto Gilberto!

     • Altro Altro  • 

    Dott. GILBERTO FULVI

    Grazie F. per la tua recensione che credo potrà essere di aiuto anche ad altre persone, per incoraggiarle a farsi aiutare. Chiedere aiuto è la prima risorsa esterna che abbiamo a disposizione. A proposito di affogare nei propri pensieri e della possibilità che questa recensione venga letta da altre persone, mi viene da dire: se dovessimo stare per affogare in un mare vero e vedessimo un bagnino al nostro fianco non esiteremmo a sbracciarci. Con le difficoltà emotive e comportamentali può risultare più difficile sbracciarci e chiedere aiuto. Può capitare a tutti, anzi, è così comune che anche noi psicologi abbiamo le nostre supervisioni. A volte si ha la sensazione che i nostri sforzi non siano soddisfacenti e non troviamo la quadra, altre ci si ritrova in cattive acque, le correnti ci portano a largo, la stanchezza e la rinuncia ci assale, altre ancora nessuno ci ha insegnato a nuotare e ci troviamo "a mollo", improvvisamente. In questi e altri casi, più che rimuginare sui perché, sulle "colpe" o sulle vergogne, converrebbe chiedere aiuto.
    Nel tuo caso, il merito di averlo fatto è tutto tuo. Il mio è stato quello di esserci stato ed essermi preso cura di te, facendoti recuperare forze, la visione della terra ferma e la consapevolezza dello sforzo necessario, ma la terra ferma l'hai raggiunta da solo.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 69 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao, sono un ragazzo di circa 20 anni Parlando con una ragazza di circa 20 anni in chat privata durante la conversazione sono arrivato (dopo tot messaggi in un momento che mi sembrava adatto) a parlare di scopamicizie e le ho chiesto se cercava anche quel tipo di amicizie. Nella chat tutto bene, non si è lamentata minimamente, anzi, mi ha parlato pure di un esperienza passata con uno scopamico.

Poi la conversazione ha proseguito normalmente anche in altre direzioni. E premetto che è una ragazza che se sbaglio me lo fa notare, tipo quando ho fatto una domanda di troppo me l'ha detto e mi sono scusato subito senza se e senza ma.

Solo che in una chat pubblica abbiamo avuto dei diverbi più e più volte su cose che non c'entravano niente e lei per farmi fare la brutta figura in una chat pubblica ha deciso di dire a tutti che io le ho chiesto se cercava le scopamicizie, e la cosa grave è che io mi posso difendere su poco e niente perché anche se lei ha diffuso informazioni mie personali (ad esempio ha condiviso una mia canzone inedita) io non posso fare lo stesso per dimostrare che lei in realtà era d'accordo. Quindi mi ritrovo a mio parere diffamato in una chat pubblica e in qualsiasi modo io lo spieghi, quasi tutti cercano di andarmi contro. Solo due hanno compreso la mia situazione. Io nel dubbio mi sono scusato a prescindere in chat pubblica, anche se secondo me era tutta una cosa che lei ha fatto per ripicca e per andarmi contro su cose che non c'entrano niente, non le è andato giù che io avessi ragione su delle cose e allora si è vendicata così, la maggior parte delle persone di quel gruppo anche se non sanno niente comunque parlano e parlano, e lei insieme ad un altra si è inventata cose che non stanno né in cielo né in terra, tipo che ci ho provato con delle minorenni. È arrivata proprio a mentire. Cosa faccio? Sono nel torto? Non la voglio denunciare perché le donne sono molto più difese dalla legge e inoltre se ho fatto anche solo un mezzo errore sono cavoli amari. In quanto non sono perfetto e potrei anche aver sbagliato

Ho dei sensi di colpa enormi, non ho dormito un secondo sta notte. E stanno anche continuando la conversazione e non capisco nemmeno cosa sia vero e cosa sia falso, io cerco di essere sempre attento al millimetro, ma non sono infallibile, posso anche sbagliare. Non voglio stare tutto il giorno a rispondere, ho ammesso i miei errori e non capisco veramente cosa altro devo fare

Potrei anche aver mal interpretato la sua confidenza ma secondo me lei in pubblico ha finto di non averla

ma mettete caso che io veramente abbia sbagliato e comunque dopo che lei ha detto che ho esagerato ho smesso, che succede?

In chat privata sembrava una ragazza carina e simpatica, ma poi ho scoperto che ha più volte mandato i miei messaggi privati ad altre persone. Per farvi capire sono uno che per 7 anni di fila non ha mai abbracciato una ragazza per paura di essere molesto, penso che essere molesto è una delle mie paure più grandi. Per me eravamo arrivati al punto della conversazione in cui si poteva parlare di certe cose. Ho un'ansia assurda e sto davvero male, non capisco se ho sbagliato veramente, in quanto penso che non sia una cosa oggettiva e varia da persona a persona. Tipo una ragazza mi ha detto di tranquillizzarmi e ha detto che ci sta' che ho fatto questa domanda. Però me l'ha detto in privato e non mi ha difeso in pubblico, secondo me la gente ha paura di difendermi. Cosa è vero non importa a nessuno, lei si è addirittura inventata che ci ho provato con delle minorenni e io ho l'ansia di dovermi difendere ogni volta dalle bugie che dice (la cosa delle minorenni è falsa)

Ci tengo a dire un'ultima cosa. Ho fatto quella domanda proprio per chiarire tutto fin da subito e non creare problemi dal vivo. Purtroppo ho preso confidenza con la persona sbagliata.

Ciao ragazzo di 20 anni, il tuo racconto mi ha colpito e mi piacerebbe poterti aiutare pur sapendo che l'aiuto che posso darti qui è molto parziale.
Leggendo le tue parole mi arriva molta ansia, senso di colpa e soprattutto una forte paura di aver oltrepassato un limite senza accorgertene. Mi sembra che, in questo momento, tu stia cercando una risposta definitiva alla domanda: "Sono nel torto oppure no?". Tuttavia, nelle relazioni umane le cose raramente sono così semplici e credo che ti sarebbe molto utile valutare la possibilità di iniziare un percorso con me, anche breve, se vuoi, ma continuativo.

Per ora ti lascio una riflessione tratta dal modello della "Finestra dei Comportamenti" di Thomas Gordon. Questo approccio distingue con chiarezza due situazioni: in una il problema appartiene a noi, nell'altra appartiene all'altra persona.

Per esempio, chiedere a qualcuno se è interessato a un certo tipo di relazione non è automaticamente un comportamento scorretto. La parola "scopa amico" non è di per sé un'offesa, può diventarlo se l'altra persona esprime disagio e noi ignoriamo quel disagio, insistiamo o non rispettiamo i confini che l'altro ci ha espresso.

Da ciò che racconti, quando questa ragazza ti ha fatto notare che una domanda era eccessiva, ti sei scusato e hai corretto il comportamento. Se le cose sono andate effettivamente così, il tuo compito era ascoltare il limite espresso e rispettarlo. Questo è ciò che dici di aver fatto. Quello che non potrai mai fare è controllare come l'altra persona ha interpretato o interpreterà successivamente l'episodio o come lo racconterà ad altri, ossia non potrai controllare il suo problema.

Questo per dire che la tua responsabilità riguarda ciò che hai fatto, detto e scelto; non riguarda le reazioni, le interpretazioni o le eventuali strategie comunicative degli altri, che sono una loro responsabilità.

Quello che spesso succede è che, soprattutto quando siamo molto spaventati, tendiamo a passare rapidamente dai fatti alle interpretazioni.

Cercherò di essere chiaro, per quanto creda che riuscirei ad asserlo molto di più se ci incontrassimo, ad ogni modo. I fatti osservabili, nel tuo caso, sembrano essere:

1) hai posto una domanda su un tipo di relazione;
2) la conversazione è proseguita;
3) in seguito la ragazza ha raccontato quell'episodio in una chat pubblica;
4) questo ti ha causato disagio e preoccupazione.

Le interpretazioni, invece, sono affermazioni come:

1) "si è vendicata";
2) "voleva farmi fare una brutta figura";
3) "tutti mi stanno contro";
4) "nessuno si interessa alla verità".

Le interpretazioni sono utili perché sintetizzano i fatti e li rendo operativi, tuttavia la fregatura delle interpretazioni è che non possono mai essere vere al 100% come lo sono, invece, i fatti. Questo per dire che quello che pensi potrebbe essere vero, ma potrebbero anche esserci altre spiegazioni. Quando siamo molto agitati, il rischio è costruire una narrazione che ci rassicura perché sembra congruente ma aumenta ulteriormente la sofferenza.

Un altro fatto potrebbe essere: "Lei ha raccontato pubblicamente quella conversazione."

Un'altra interpretazione potrebbe essere: "Tutti mi considerano una cattiva persona."

Quando siamo feriti o spaventati, le interpretazioni tendono a moltiplicarsi e ad aumentare l'ansia.

Per questo motivo, prima di continuare a difenderti in ogni discussione, prova a chiederti quale sia il tuo bisogno in questo momento.

Hai bisogno di essere compreso? Di proteggere la tua reputazione? Di sentirti una persona rispettosa? Di avere chiarezza?

A volte rispondere continuamente alle accuse in una chat pubblica non soddisfa nessuno di questi bisogni e finisce solo per alimentare il conflitto.

Concludo con un doveroso avvertimento sulle comunicazioni in chat.

Le chat danno spesso un'illusione di confidenza che può essere ingannevole. Mancano il tono della voce, le espressioni del volto, i silenzi, le esitazioni e tutti quegli elementi che normalmente ci aiutano a capire se una persona è a suo agio oppure no.

Per questo motivo, quando una conversazione online si sposta verso temi più intimi o sessuali, può essere utile procedere con gradualità e verificare esplicitamente il consenso comunicativo dell'altra persona. Ad esempio:

"Posso farti una domanda un po' personale?"
"Se non ti va di parlarne dimmelo tranquillamente."
"Ti senti a tuo agio con questo argomento?"

Queste formule non eliminano ogni possibile malinteso, ma aiutano entrambe le persone a orientarsi meglio.

Un'altra caratteristica delle chat è che ciò che scriviamo può essere conservato, condiviso, decontestualizzato o letto da terzi. Non è necessariamente giusto, ma è una realtà della comunicazione digitale di cui è bene essere consapevoli.

Per quanto riguarda il presente, mi chiedo se continuare a difenderti in ogni messaggio della chat pubblica stia davvero aiutando la situazione. A volte, dopo aver chiarito la propria posizione e aver riconosciuto eventuali errori, proseguire la discussione alimenta soltanto il conflitto e l'ansia. Lascia agli altri il loro problema e ritorna in te.

Mi colpisce molto quando scrivi che per anni hai evitato perfino di abbracciare una ragazza per paura di risultare molesto. Questo mi fa pensare che il problema principale, oggi, potrebbe non essere soltanto ciò che è accaduto con questa ragazza, ma il peso enorme che attribuisci alla possibilità di sbagliare nelle relazioni. Qui c'è un bel tema da portare in terapia.

Nessuno può garantirti di non commettere mai errori e questo è un bene perché dagli errori si impara. Una relazione sana non nasce dall'essere perfetti al millimetro, ma dalla capacità di ascoltare, correggersi quando necessario e rispettare i confini dell'altro e ciò vale anche per l'altro, quando a sbagliare è lui/lei.

Forse la domanda più utile non è: "Sono una cattiva persona?", ma: "Alla luce di questa esperienza, cosa posso imparare sulla comunicazione, sui confini e sul modo in cui gestisco la paura di sbagliare?"

Questa è una domanda che può aiutarti a crescere, indipendentemente da chi abbia ragione nel conflitto attuale. Resto disponibile per continuare in privato. Buona vita!

Dott. GILBERTO FULVI

buongiorno ho 52 anni e ho perso mio marito di 50 anni in poco tempo per un tumore aggressivo
Lui era quello forte.. quello che mi sosteneva.. l'ottimista.. mentre io la parte fragile (sono trapiantata renale da 3 anni) abbiamo vissuto un amore di 13 anni e convissuto per 8 anni... ... sono passati più di tre mesi... non ho nessun familiare accanto ..non ne posso parlare..perchè dicono che devo reagire ..ho una mamma anziana ed un fratello più grande... vorrei che mi chiamassero e mi dicessero come va?
come sto.. invece nulla.... mia madre si chiama.... ma non posso dire che sto male... solo cosa hai mangiato tutto ok come va il lavoro.
Mio fratello non chiama mai ... dice che posso chiamarlo io... lui dice che non chiama nessuno e ha detto che non sono l'unica a soffrire ...
Ma sono io una pazza... ? nel senso io vorrei sentire il loro aiuto il loro sostegno invece sto impazzendo perché non ne posso parlare...
come se lui non fosse esistito? sbaglio a voler "pretendere " un loro aiuto?
sto malissimo si aggiunge anche i miei suoceri che sin dall'inizi non mi hanno "accettato"... perché ho portato loro via il figlio da casa...
e non ho mai avuto rapporti... tranne pranzi... qualche compleanno di mio marito...(ma questo è un problema minore... il problema serio che stanno facendo storie per l'eredità specialmente il padre ... ed io sono distrutta )
Sono nel vuoto assoluto.. io e lui eravamo sempre insieme.. uniti...
ora sono nella voragine e non trovo nessun sostegno da parte di persone che conosco... sto frequentando una psicologa ed un gruppo
ma è un incubo.. possibile che i familiari invece di avvicinarsi si allontanano? non capisco... se ad un familiare muore un compagno... io lo chiamerei .. msg di sostegno ecc. invece il vuoto assoluto.. così non supererò mai... perché mi sento ancora più sola.. già sapevo che potevo contare solo su di lui... ma ora che non c'è più non solo ne ho la conferma... ma ho un dolore allucinante che nessuno può capire... e devo pure recitare si ok.. ho mangiato si ok sto bene.. e di lui... basta non se ne parla... ma è mai possibile?

Buongiorno e grazie per aver condiviso una parte così dolorosa della sua storia.
Da ciò che racconta emerge anzitutto la perdita di una persona che per lei rappresentava non solo un compagno di vita, ma anche una fonte importante di sostegno, sicurezza e presenza. Tredici anni di amore e una quotidianità costruita insieme non scompaiono in pochi mesi, ed è comprensibile che dopo tre mesi il dolore sia ancora molto intenso.
Leggendo le sue parole, non mi sembra di vedere una persona "pazza". Mi sembra piuttosto una persona che sta vivendo un lutto profondo e che, oltre alla perdita del marito, sta soffrendo anche per la mancanza di vicinanza da parte delle persone che si aspetterebbe accanto.
Mi sembra che il suo caso sia un'esempio di come la sofferenza per un dolore possa aumentare quando alcuni bisogni importanti non trovano risposta. Nelle sue parole sento il bisogno di essere vista, ascoltata, compresa, sostenuta e accompagnata in questo momento così difficile. Sono bisogni profondamente umani e legittimi che la invito a portare in terapia.
Quello che posso consigliarle, dal mio punto di vista, è di distinguere ciò che osserva da ciò che interpreta. Lei osserva che sua madre e suo fratello non la chiamano come vorrebbe e che tendono a parlare di altri argomenti. Da qui nasce comprensibilmente la sensazione di essere sola e non compresa. Tuttavia, non sappiamo con certezza quali siano le loro motivazioni: alcune persone, di fronte al dolore, si avvicinano; altre si allontanano, si sentono impotenti o non sanno come affrontare certe conversazioni. Questo non significa che il suo bisogno sia sbagliato, né che il loro comportamento sia necessariamente una prova di mancanza di affetto. Parla del loro modo di relazionarsi al dolore.
La domanda, in questo modo, non è più trovare delle spiegazioni o dei "manchevoli", ma riconoscere con chiarezza ciò di cui lei ha bisogno oggi e chiedersi dove e con chi questo bisogno possa trovare spazio. A volte il sostegno che desideriamo da alcune persone non arriva nella forma che vorremmo, e diventa importante costruire o rafforzare altri legami capaci di offrire ascolto, amicizia e presenza.

Mi sembra significativo che lei abbia già iniziato un percorso con una psicologa e che frequenti un gruppo. Le chiedo: in quel contesto riesce a parlare liberamente di suo marito e del dolore che sta vivendo? Ci sono persone con cui sente almeno un minimo di comprensione o vicinanza?

Vorrei anche capire meglio qualcosa del suo percorso. Da quanto tempo è seguita dalla psicologa? E che cosa l'ha spinta oggi a richiedere questo consulto, oltre alle difficoltà che sta vivendo con il lutto e con la sua famiglia?

Resto in ascolto.

Dott. GILBERTO FULVI
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