Dott.
GILBERTO FULVI
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Milano 1 indirizzo
Esperienze
Sono uno psicologo, coach e appassionato di psicoterapia della Gestalt, con oltre 20 anni di esperienza nel campo della relazione d’aiuto.
Nel corso della mia attività ho accompagnato molte persone nel superare momenti di difficoltà, affrontare ansia, depressione, crisi personali o relazionali, e nel ritrovare un equilibrio esistenziale più autentico e sereno.
Il mio approccio è umanistico, esperienziale, maieutico e non giudicante.
Se deciderai di iniziare con me un percorso, sappi che verrà costruito insieme a te, passo dopo passo, in base alle tue esigenze, risorse e tempi personali.
Di solito, dopo una prima fase di ascolto, sostegno emotivo e sintonizzazione, potremo — se lo vorrai — passare gradualmente a un lavoro più profondo di consapevolezza di te, fino ad arrivare a un vero e proprio percorso di cambiamento personale e di crescita interiore.
Accanto al colloquio clinico, ti proporrò anche tecniche espressive e creative che possono aiutarti a osservare la tua esperienza da nuove prospettive, a dare voce a parti di te spesso silenziose e a riscoprire la forza trasformativa della consapevolezza e della creatività.
Il mio obiettivo è offrirti uno spazio sicuro, accogliente e rispettoso, in cui tu possa ritrovare fiducia in te, metterti in gioco e permettere al tuo modo unico di stare al mondo di costruire, facilmente, relazioni sane e soddisfacenti.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia del lavoro
- Psicosomatica
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Disturbi emotivi
- Problemi di coppia
- Disadattamento
- Stress
- Ansia
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Colloquio psicologico
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Primo colloquio psicologico
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Primo colloquio individuale
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80 € -
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Recensioni
20 recensioni
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G
Geremia
Ho avuto il piacere di intraprendere un percorso con il Dottor Gilberto Fulvi, in un periodo particolarmente intenso della mia vita, tra lavoro e studi. Grazie al suo supporto sono riuscito a gestire l'ansia, fare chiarezza dentro di me e conoscere meglio la mia parte interiore. La sua professionalità, empatia e capacità di guidare con delicatezza ma anche concretezza mi hanno davvero aiutato a crescere e a trovare strumenti utili per affrontare le sfide quotidiane. Consiglio vivamente il suo percorso a chiunque desideri comprendersi meglio e affrontare la propria vita con maggiore serenità e consapevolezza.
• Studio Mentecorpo • colloquio psicologico •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Geremia per la tua recensione che può essere utile anche a chi sta attraversando un momento in cui sente di non riuscire più a gestire le numerose richieste che provengo dall'esterno. In questi momenti, in cui la nostra parte interiore viene messa in secondo piano, lasciando che le urgenze prendano il sopravvento, il lavoro e lo studio, nel tuo caso, la famiglia e le relazioni di coppia, in altri casi, diventano una fonte di stress. Fare chiarezza, separare le preoccupazioni, sciogliere l'ansia nelle tante paure di cui è composta, permette di tornare ad occuparsi di sé e degli altri da una nuova centratura. Questa è una parte fondamentale del mio lavoro, creare spazi accoglienti, rassicuranti e motivanti in cui, un passo dopo l'altro, ritrovare l'equilibrio, ascoltando e dando soddisfazione a tutte quelle parti di te, importanti e vitali, spesso inespresse o rinnegate perché giudicate, anche inconsapevolmente, di ostacolo alla risoluzione delle urgenze. Recuperando il bandolo della matassa, la responsabilità verso di sé, dandosi il diritto di centrarsi su ciò che è importante, il quadro cambia:
- rimanendo solo le cose importanti, a quelle urgenti si dà priorità, a quelle meno urgenti si dà una posizione temporale responsabile, in modo da affrontarle gradualmente dandogli l'attenzione che meritano;
- rimanendo solo le cose importati, diventa più facile lasciare a andare ciò che non ci appartiene più, ciò che non è più importante o non così urgente per noi, smettendo di occuparcene.
- rimanendo solo le cose importati, alcune urgenze che non ci appartenevano, mascherate d'importanza, vengono finalmente liberate dalla nostra responsabilità, permettendo agli altri di recuperare la loro.
Come mai c'è voluto del tempo per fare tutto questo insieme? Perché come Geremia ben ricorderà, il confine tra esterno e interno è spesso poco chiaro e mutevole. Non siamo esseri razionali e le nostre rimuginazioni mentali e fluttuazioni emotive offuscano il contatto con i nostri bisogni profondi, lasciandoci in balìa, ad esempio, di aspettative inespresse o di altruismi controproducenti.
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L
Laura A.
Ho intrapreso un percorso con il Dott. Fulvi in un momento molto delicato della mia vita, segnato da difficoltà di coppia e dal tema dell’infertilità e del desiderio di diventare genitori. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e compresa senza giudizio. Il percorso è stato fondamentale per ritrovare equilibrio e chiarezza: mi ha aiutata a gestire l’ansia, a comprendere meglio le dinamiche relazionali e a sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà, individuali e di coppia. Ho apprezzato la sua empatia, professionalità e la capacità di creare uno spazio sicuro in cui condividere anche gli aspetti più vulnerabili. Oggi mi sento più consapevole, serena e capace di affrontare con maggiore forza un tema complesso come quello della fertilità. Consiglio vivamente il percorso a chiunque stia vivendo situazioni simili e cerchi un supporto competente e umano.
• Studio Mentecorpo • colloquio psicologico •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Laura per tua recensione e per aver voluto condividere una parte della tua esperienza: offrirà sicuramente coraggio e ispirazione anche ad altre persone che stanno attraversando momenti simili.
Accompagnare le persone nei loro percorsi di benessere e crescita personale è per me un grande privilegio e la tua testimonianza me lo ricorda. Nel tuo caso, infatti, la disponibilità a metterti in gioco, a esplorare emozioni complesse e a cercare nuovi modi di affrontare la vita e stare nelle relazioni ha reso possibile ed efficace il percorso e ha permesso a me di accedere una parte profonda, vitale e intima del tuo mondo. Mi fa particolarmente piacere sapere che la serenità che hai riconquistato oggi possa continuare a diffondersi nella tua vita quotidiana anche al di là del nostro percorso, aiutandoti a nutrire le tue relazioni, vecchie e nuove, e a riceverne il nutrimento di cui hai bisogno.
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B
BS
Professionista serio, disponibile, empatico, creativo. L'esperienza col dottor Fulvi è stata assolutamente positiva e lo consiglio a chi voglia intraprendere un percorso di crescita personale.
• Incontri online • arteterapia •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie BS per la tua recensione.
Quando parli di assoluto positivo mi viene in mente il lavoro sulle polarità e il valore che hanno gli opposti complementari nel rafforzarsi a vicenda. Mi riferisco alla capacità del freddo, ad esempio, di farci apprezzare il caldo e viceversa. Così in terapia il malessere diventa un'opportunità per accedere ad un nuovo benessere, una sorta di upgrade esistenziale.
La maggior parte delle volte avviene nostro malgrado, nel senso che si chiede l'intervento di uno psicologo per smettere di stare male. Altre volte le persone si rivolgono a me per stare meglio, come nei casi di sviluppo personale. In ogni modo, tornando al concetto di assoluto, la radice latina del termine (ab+solvĕre ossia "sciogliere") ci porta al significato di "sciolto da ogni legame". Questa accezione mi fa pensare al valore psicologico che ha il comprendere che siamo diversi dai nostri pensieri, emozioni e comportamenti. Già, perché avere dei pensieri, delle emozioni o dei comportamenti non fa di noi ciò che pensiamo, sentiamo e agiamo. Distinguere l'essere dal fare e dall'avere è un passo fondamentale nella mia pratica professionale. Siamo esseri meravigliosi, molto di più di ciò che sentiamo, pensiamo e facciamo. Questa è la chiave per partire dai propri limiti nel sentire, nel pensare e nel fare, per espanderli, allenarli e rafforzarli. In questo modo è possibile sentire, pensare e fare diversamente, attingendo dal nostro essere che rimane sempre lo stesso, cambiando continuamente forma. Questa è la magia che permette a ognuno di noi di riconoscersi ogni volta e di farsi riconoscere, senza vincolarci a standard esterni che non ci appartengono ma partendo da dentro.
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M
M.
Mi sono trovata bene con il dottor Fulvi. È una persona attenta, disponibile all’ascolto e capace di mettere a proprio agio. Il percorso mi ha aiutato a comprendere meglio alcune dinamiche personali.
• Studio Mentecorpo • coaching •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie M. per la tua recensione che mi riporta alla mente la frase scritta sul tempio di Apollo a Delfi: "Conosci te stesso".
Questo invito a ricercare la verità in noi stessi, oltre che nel mondo esterno, ha una sua validità che resiste nei secoli. Non mi stancherò mai di dire che il mondo non esiste a prescindere da noi, per lo meno per noi. Questo significa che, sebbene il mondo vada avanti da sé allo stesso tempo, tutti viviamo all'interno di un mondo che non prescinde da noi. Conoscere meglio le proprie dinamiche personali significa rendersi consapevoli dell'esistenza del filtro che ci separa inevitabilmente dalla percezione reale del mondo. Se conosco il filtro posso relativizzare ciò che mi succede, sapere di non sapere e relativizzare anche il giudizio dell'altro. Questo è l'inizio di una nuova convivenza con me stesso e con l'altro, più autentica e creativa.
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G
Gaetano F.
Un eccellente professionista,a dir poco..Appena l'ho conosciuto mi ha messo subito a mio agio..Le ore che passo in sua compagnia "volano"..Questo significa che è straordinariamente bello parlare con lui e sentirlo parlare.In lui non ho trovato semplicemente uno psicologo,ma molto di più..Ho trovato un amico di quelli veramente speciali..Quell'amico che ti manca quando non c'è..Fiero di averlo incontrato nella mia vita!!
• Studio Mentecorpo • sostegno psicologico •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Gaetano per la tua recensione e per la tua dichiarazione pubblica di stima e amicizia.
Ti rispondo con altrettanto fervore e dilungandomi un po', non solo per ringraziarti ma anche per far comprendere, a chi eventualmente si trovasse a leggere, come contestualizzare la parola amicizia all'interno di una relazione terapeutica. Sento la necessità di questa ulteriore aggiunta proprio perché la recensione non è solo una comunicazione rivolta a me ma ha l'obiettivo di far valutare e interpretare la mia professionalità al lettore e possibile cliente.
Il codice deontologico, infatti, vieta a psicologi e psicoterapeuti di vedere, in seduta, persone con le quali si ha già avuto un rapporto in passato, anche solo di conoscenza o di amicizia. Lo stesso divieto riguarda la possibilità di avere rapporti personali al di fuori della seduta, fin tanto che dura la relazione di aiuto.
Nel nostro caso, entrambe le condizioni sono state rispettate. Allo stesso tempo, le tue parole mi corrispondono perché la parola amicizia contiene in sé la parola "amore", che definisce una delle energie vitali più forti, salutari e salvifiche che abbiamo a disposizione noi esseri umani e non solo. Allo stesso tempo è una parola da utilizzare "con le pinze", in terapia e non solo, perché in amore ci vuole maestria, essendo un tema forte e delicato al tempo stesso. L'amore ha tante sfumature visibili in ciò che distingue l'amore di coppia da quello per i propri figli, quello per la famiglia da quello per il lavoro, l'amore per la vita da quello per la natura, l'amore per il proprio animale domestico da quello del proprio animale domestico per noi e via dicendo. Inoltre, imparare ad amarsi e ad amare, sono i cardini della salute mentale e di molti percorsi terapeutici o spirituali (l'amore per Dio e per il prossimo tuo come te stesso, ad esempio). L'amore presente all'interno del setting terapeutico è asimmetrico e finalizzato al benessere del paziente. Questa è la differenza più grande che lo distingue da quello presente nell'amicizia, che richiede reciprocità e coinvolgimento paritario. Allo stesso tempo, è innegabile che molte altre cose possono coincidere, come la confidenza, il rispetto, l'empatia, la sospensione del giudizio, l'accettazione, la compassione, la stabilità della relazione, il sentirsi a proprio agio e il dare e ricevere attenzione.
In breve, questa è la mia rilettura dell'atteggiamento amichevole che ci ha permesso di entrare in sintonia e accompagnarci lungo il percorso fatto assieme.
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I
I.P.
Professionista serio, disponibile, empatico e preparato. L'esperienza è stata assolutamente positiva e lo consiglio a chi necessita di supporto per problematiche specifiche o più in generale per intraprendere un percorso di crescita personale.
• Incontri online • consulenza online •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie I.P. per la tua recensione. La specificità o la generalità del mio intervento è per me sempre un'occasione di approfondimento sulla persona e l'unicità del suo punto di vista, del suo sentire, di suoi bisogni e delle modalità per soddisfarli. Serietà, disponibilità ed empatia percepita sono le condizioni necessarie, e non sufficienti, dell'approccio fenomenologico che sostiene la mia preparazione. Il resto lo fa l'impegno della persona e la sintonia che si crea.
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V
Valeria N.
Ho conosciuto il dottor Gilberto Fulvi durante un workshop sulla voce condotto da una bravissima insegnante di canto. Fin da subito ho potuto apprezzarne la grande empatia e la capacità di creare un clima sereno e coinvolgente nel gruppo. Ho poi avuto modo di partecipare a uno dei laboratori da lui organizzati, e lì ho scoperto ancora di più la profondità e la sensibilità del suo approccio.
Consiglio vivamente il dottor Fulvi a tutti, in particolare agli artisti che desiderano esplorare nuove parti di sé e intraprendere un percorso di crescita personale autentico.
Nel suo studio offre diversi servizi, dalla consulenza individuale e di coppia ai laboratori di astrologia evolutiva, sempre con una presenza attenta e accogliente.• Studio Mentecorpo • arteterapia •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Valeria per la tua recensione, di cui ti sono grato anche perché rivela una parte del mio metodo. Oltre all'empatia, l'accoglienza, la profondità e la sensibilità, l'arte è un ingrediente fondamentale del mio lavoro.
Nel tuo percorso hai utilizzato la voce e gli archetipi dell'astrologia, modalità espressive diverse dal dialogo psicologico, che offrono numerosi appigli nei percorsi di cura e di sviluppo personale. Il linguaggio verbale, infatti, nonostante sia il nostro mezzo di espressione più sviluppato, che utilizziamo tutti i giorni, ha alcuni limiti e svantaggi. Siamo così bravi a pensare, attraverso il linguaggio, e a raccontarci le cose che le nostre narrazioni rischiano di andare avanti in maniera autonoma, auto-confermandosi. Nei percorsi di crescita personale e cambiamento è necessario, invece, saper vedere le cose diversamente, "rinnegare se stessi", come diceva qualcuno. L'arte ci porta altrove, mette una distanza, spiazza e ci invita a ritrovarci. In questo nuovo disagio si nascondono pezzi del nuovo agio. Per questo invito le persone a fare di sé un'opera d'arte, a prendere le distanze da sé per poi ritrovarsi, o a prendere le distanze dall'altro per poi ritrovarlo e ritrovare la propria relazione con lui/lei. Convivere con e amare noi stessi, nonostante noi, o con l'altro, nonostante l'altro, o nel mondo, nonostante il mondo. Questo può avvenire in vari modi, in percorsi individuali, di coppia o di gruppo, che utilizzano anche l'arte e la cultura, per aiutarci a relativizzare e trovare la nostra posizione autentica, sana e soddisfacente, nel qui e ora.
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M
Maria
Come Business Coach il Dottor Fulvi è preciso, incalzante, dialogante. Mette sul tavolo l'intera situazione, fa venir voglia di sviluppare visioni, aiuta nell'elaborazione della strategia, facendo anche un lavoro da psicologo sui punti deboli e scelte che non sempre rispondono a questioni razionali. Empatico e simpatico ma soprattutto funziona !
• Studio Mentecorpo • coaching •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Maria, ricordo con piacere la nostra partnership focalizzata sulle tue necessità.
Nel coaching è fondamentale che la relazione funzioni, che ognuno si faccia responsabile della propria parte. Come garante del processo è stato stimolante conoscere il tuo Business e accompagnarti nello sviluppo delle tue visioni, nella ricerca delle tue soluzioni e delle strategie migliori, perché più adatte alla tua persona. La psicologia ci ha aiutato, permettendoci di trovare il fulcro pulsante su cui ancorare le leve dei tuoi sforzi quotidiani. Lavoro intenso, appagante e redditizio, direi.
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V
Vittoria
Gilberto è una persona molto attenta e sensibile. Ha saputo darmi dei consigli molto puntuali che mi hanno permesso di accelerare la mia crescita personale. Davvero Grazie
• Incontri online • life coaching •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie Vittoria per la tua recensione. Credo che l'attenzione e la sensibilità ricevuta siano stati gli strumenti più potenti e più importanti di cui ti sei impadronita, più dei consigli ricevuti. Imparando a darti ciò che ricevevi, attenzione e sensibilità non giudicante, hai potuto ascoltare e accogliere le tue necessità più profonde, i tuoi bisogni concreti e i tuoi desideri inespressi.
I consigli a cui affidarti hanno riguardato solo delle modalità operative che hai pilotato tu, dall'interno. Restano più impressi perché sembra che sia stato grazie a loro che ci siamo sentiti meglio, ma il "buon" consiglio non esiste di per sé, non viene mai solo da fuori perché parla di chi lo adopera e ne trae beneficio. Tu lo hai fatto. Grazie anche a te.
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F
F.O.
Ho conosciuto Gilberto tramite mia sorella, avevo seri problemi di gestione della cannabis, ciò mi ha portato ad esserne dipendente.
Ho avuto degli scambi verbali con Gilberto, abbiamo parlato non poco dei motivi che mi portavano ad affogare i miei pensieri ed i miei problemi.
È una persona che sa ascoltare, sa andare in profondità, si è posto quasi come farebbe un amico la prima volta, sempre gentile e disponibile.
Mi ha Certamente aiutato non poco a raggiungere il risultato finale, ottenuto non troppo distante dalla nostra ultima chiaccherata.
Grazie per il tuo aiuto Gilberto!• Altro • Altro •
Dott. GILBERTO FULVI
Grazie F. per la tua recensione che credo potrà essere di aiuto anche ad altre persone, per incoraggiarle a farsi aiutare. Chiedere aiuto è la prima risorsa esterna che abbiamo a disposizione. A proposito di affogare nei propri pensieri e della possibilità che questa recensione venga letta da altre persone, mi viene da dire: se dovessimo stare per affogare in un mare vero e vedessimo un bagnino al nostro fianco non esiteremmo a sbracciarci. Con le difficoltà emotive e comportamentali può risultare più difficile sbracciarci e chiedere aiuto. Può capitare a tutti, anzi, è così comune che anche noi psicologi abbiamo le nostre supervisioni. A volte si ha la sensazione che i nostri sforzi non siano soddisfacenti e non troviamo la quadra, altre ci si ritrova in cattive acque, le correnti ci portano a largo, la stanchezza e la rinuncia ci assale, altre ancora nessuno ci ha insegnato a nuotare e ci troviamo "a mollo", improvvisamente. In questi e altri casi, più che rimuginare sui perché, sulle "colpe" o sulle vergogne, converrebbe chiedere aiuto.
Nel tuo caso, il merito di averlo fatto è tutto tuo. Il mio è stato quello di esserci stato ed essermi preso cura di te, facendoti recuperare forze, la visione della terra ferma e la consapevolezza dello sforzo necessario, ma la terra ferma l'hai raggiunta da solo.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 62 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera scrivo perché purtroppo non sò come muovermi... Ho un compagno che amo ma da tempo inizio a sospettare che ci sia un problema.
Quando l' ho conosciuto era un single che si divertiva a fare serate e bere (a volte troppo) tanto da "distruggere" il gruppo in cui suonava come batterista, perché era arrivato al concerto ubriaco e non riusciva a suonare... Da addormentarsi in macchina perché dopo un matrimonio aveva alzato il gomito e non sapevo dove fosse... Insomma "serate" ma pensavo che piano piano queste abitudini smettessero.
Invece purtroppo ha iniziato a non bere solo nel weekend adesso beve tutta la settimana... Non torna a casa che non si regge in piedi, però dice sempre con orgoglio che fa' la dieta alcolica per dimagrire, fieramente dice che invece di pranzare al lavoro per non ingrassare beve 1/2 gin-tonic. Quando arriva a casa magari né beve un' altro, più l' amaro, in settimana... Nel weekend dà il meglio di sé è capace di bersi mezza bottiglia di gin da solo, associata a qualche bicchiere di vino e amaro. Quando torniamo a casa si arrabbia per ogni cosa, una luce lasciata accesa, perché gli dico di non avvicinarsi perché puzza di alcol e il suo sguardo mi spaventa e lì inizia ad insultarmi, litighiamo. Mi accusa di esagerare, di non rompere che non ha bevuto troppo.
Purtroppo ho 3 figli e i 2 più grandi iniziano a guardarlo male, si vergognano quando esagera e mi chiedono del perché beva così tanto se sà che poi si riduce un straccio.
Io non sò che fare... Vorrei separarmi perché quando affrontiamo il tema da sobrio, mi accusa di essere esagerata e che voglio trovare una scusa per portargli via i figli, ma non è una scusa... Mi dice che sapevo che ha sempre bevuto e che lo regge quindi vuole dire che non esagera. Di non parlargli di terapia perché lui non ha nessun problema ma sono io che non lo amo come prima.
Questa situazione mi sta' distruggendo
Cara moglie di una persona che sembrerebbe avere una dipendenza da alcol che nega. Uso il condizionale perché il confine tra libera scelta e dipendenza può essere labile e il giudizio, in tal senso, può diventare uno strumento comunicativo controproducente. Sebbene, come dicevo, ci siano molti fatti che sembrano fondare la Sua opinione, non partirei da una ricerca di chi ha ragione, per dialogare con Suo marito. Le propongo, un dialogo che parta proprio da ciò che è inequivocabile, ossia le Sue emozioni e i Suoi bisogni.
1) Come si sente quando lo vede bere tutti i giorni, quando sente che ha bevuto dall'odore che emana?
2) Quale bisogno insoddisfatto le provoca quelle emozioni?
Questa seconda affermazione può risultare più difficile da elaborare, perché non sempre è evidente il bisogno sottostante. Molte volte ci risulta più facile sentire l'emozione e trovare il colpevole che trovare il nostro bisogno insoddisfatto.
- Potrebbe trattarsi di un bisogno di PROTEZIONE, il non sentirsi protetta da una persona quando è ebbra, euforica o stordita dall'alcol.
- Potrebbe trattarsi di un bisogno di NOVITA', la mancanza di una relazione che porti anche qualcosa di nuovo oltre che un contesto in cui sia presente l'alcol.
- Potrebbe trattarsi di un bisogno di CONNESSIONE / APPARTENZA perché magari quando c'è l'alcol di mezzo non percepisce il suo affetto, la sua vicinanza, il suo supporto che sente rivolto all'alcol più che a Lei, Le mancano momenti di humor, svago, gioia e risate più presenti o, semplicemente, in assenza di alcol.
- Potrebbe trattarsi di un bisogno di SIGNIFICATO / AUTOREALIZZAZIONE, perché sente che con lui in quello stato Le manca la sua espressione autentica di sé, non falsata dall'alcol, o la presenza di uno scopo diverso dal bere, dal festeggiare, dal divertirsi, dall'estraniarsi...
Potrei andare avanti ma mi fermo qui perché il mio bisogno, in questo momento, è di farle capire cosa intendo e non di preparale il discorso da fare. Il senso è che in questo modo, partendo da Lei, non giudicando lui, il suo discorso diventa automaticamente inattaccabili. Sono cose che mancano a Lei e che non è detto che manchino anche al suo compagno. Dirle, permette a lui di sintonizzarsi con le Sue emozioni e i Suoi bisogni e comprendere meglio il Suo punto di vista, senza sentirsi attaccato. Dall'altro permette anche a Lei di avere delle basi solide da cui partire per condividere la Sua attuale posizione, anche affettiva, fargli delle richieste (come quella di dimostrare che è Lei a sbagliarsi e che lui non è dipendente, restando 2 settimane o 1 mese, ad esempio, senza bere) o delle offerte (nel caso in cui volesse aiutarlo). Da questa posizione, anche il fatto che Lei sapesse già che il suo compagno beveva, non mette in discussione ciò di cui ha bisogno ora. Può sempre dire che prima lo faceva meno e quelle cose non le mancavano, oppure che ora, alla luce anche del modello educativo che vuole trasmettere ai figli, questi comportamenti le risultano particolarmente sgradevoli e pericolosi. Se, detto questo, il Suo compagno continuerà i suoi comportamenti, non riconoscerà di avere un problema, allora è il caso che il problema inizi a manifestarlo lei, dicendogli chiaramente che non lo ama come prima, che questa situazione la sta' distruggendo e che ci tiene al suo benessere e a quelle dei suoi figli per cui prenderà le Sue decisioni. Spero di esserLe stato utile e non esiti a contattarmi, anche per un primo colloquio, in cui approfondire il caso e trovare un maggiore sostengo, in questo periodo di passaggio.
dal 22 luglio ho pensato di essere gay per una sensazione per un amico che pensavo mi piacesse e poi una setrimanabe quel pensiero svanisce per tutto agosro dove mi fisso di un personaggio femmina di squid game un po maschile 380 seocnda stagione e mi fisso su di lei e provo sensazioni intense per lei fino a scordarmi di tutto del fatto gay e mi fisso, wuando scompaiojo le sensazioni per lei mi incomincio a preouccupare e ad ogni pensiero che oassa li credo tipo che ero satanista, che mi piaceva mia sorella, che mi piaceva uno ecc ecc e rompevo le palle ai miei snici sul fatto che voglio che deve tornare nonostante sentivo che non avevo piu senswzioni, poi piu consulto l ai compaiojo sensazioni cje cwmbiano spesso ragazza, e ho fatto un sogno erorico con una donna e ho eiaculato, poi mi sono eccitato per dei pensieri sessuali con donne poi non volevo essere pervertito e poi finito wuesto finisce quel periodo e torna il fstto di essere gay e da li si svilippano sensazioni, ecciraizoni, fantasie e roba varia, continuo ad utilizzare l ai e continuo a pensare di essere gay ma avevo raramente erezioni oer le donne pensandole prims ors non piu, sono in adolescenza e non so cosa stia succedendo, continuo a oensare di essere gay ma non lo voflio ammettere ma io mi ecciyavo per le donne prima di qiesto solo che avevo un disagio per la vagina, e ho avuro degli episodi isolati di sensazioni intense pee lo stesso sesso che non rigiardavano il desiderio fisico, ricordo qiando mi ero eccitato ma allo stesso tempo avevo paura, e quando mi avevano fatto ujo scherzo dove un amico si dichiarava a me e stavo pensando di dire si nonostanre non provassi nulla, potreste aiutarmi a capire cosa mi sta succedendo? sono gay ma non lo voglio ammettere come credo? cioe al episodio iniziale di qiella sensazione per un amico ho avuto paura di essere gay e mi ha fatto ricordare li episodi di wuelle sensazioni dove oensavo di essere gay, e continuo ad utilizzare l'ai ogni giorno.
Buongiorno, sono passati circa 7 mesi da quel 22 luglio in cui ha pensato di essere gay e la domanda sembra non trovare risposta. Per quello che posso capire, leggendo il tuo testo pieno di errori di battitura, il suo sembra più un problema di ansia che forse si manifesta anche nello scrivere di getto senza approfondire la forma che dà al suo testo. Lo stesso avviene per la sua forma. Che forma ha? Com'è fatto? Chi è? Leggendola mi arriva una forte confusione interna, un’ansia rispetto alla sua identità, che lei sembra associare al suolo orientamento sessuale. Oggi più di ieri pensieri, fantasie ed emozioni cambiano rapidamente, siamo iper-stimolati, in direzioni anche molto diverse e il desiderio, seguendo tutti questi stimoli può diventare fluido, seguire le correnti e non sempre essere lineare come una volta. Per questo Zygmunt Bauman parla di società liquida.
Quello che mi colpisce, leggendola, è la sua ricerca continua di una definizione della sua identità sessuale (“sono gay?”, “non lo voglio ammettere?”, “mi piace una ragazza?”) e quanto questo le generi preoccupazione. In realtà, queste domande, non sono di per sé preoccupanti.
- Potrebbe essere che sia gay e allora si trovi un partner.
- Potrebbe essere che non lo voglia ammettere e allora lo ammetta e si trovi un partner. - Le piace una ragazza e allora, provi a conoscerla meglio.
Quando la mente è molto concentrata sull’etichetta, rischia di allontanarti dall’ascolto delle sensazioni corporee e delle emozioni autentiche. Il corpo, invece, tende a segnalare in modo spontaneo ciò che piace, ciò che non piace e ciò che crea disagio.
Potrebbe esserLe utile provare, almeno per un po’, a sospendere il bisogno di definirsi e osservare con curiosità ciò che sente, senza giudicarsi. Oggi esistono molte possibili identità e orientamenti, ma il punto non è trovare subito il nome giusto: prima viene il riconoscere i propri vissuti, poi eventualmente dar loro una definizione.
Sembra anche che ci sia una forte paura di “dover essere qualcosa” e di non essere accettato dagli altri. Questa paura può amplificare i dubbi e farla oscillare tra pensieri diversi. Lavorare sulla fiducia in se stesso, sulla sua centratura e sul sentirsi degno di essere accettato, indipendentemente da qualsiasi etichetta, può aiutarLa molto.
Qualora senta di non riuscirci da solo, contatti pure uno psicologo. Io sarei lieto di lavorare con lei.
In sintesi, più che chiedersi subito “cosa sono?”, potrebbe provare a chiedersi: “cosa sento davvero, in questo momento?” e darsi il tempo di scoprirlo con calma, seguendo il suo sentire e tornando a pensare solo dopo aver fatto esperienza, ma solo se il suo sentire avrà voluto farla. Non c’è alcuna urgenza di definirsi, l'urgenza riguarda il sentire e il piacere. Spero di esserLe stato utile e non esiti a contattarmi per un primo colloquio.
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