Buongiorno, 23 Anni A settembre ho avuto un incidente in moto, sono stato 5 mesi ricorvetato in osp

52 risposte
Buongiorno, 23 Anni
A settembre ho avuto un incidente in moto, sono stato 5 mesi ricorvetato in ospedale, tra cui 3 mesi fatti in rianimazione, mi sono rotto tutte e due le gambe , le costole, vertebre, spalla e clavicola e varie emorragie interne più una lieve ischemia e un coma farmacologico di una settimana.
Dopo una lunga riabilitaziome sono tornato come prima, sembra assurdo ma cammimo, corro, faccio sport ho solo un piccolo acufene nell'orecchio destro.
Mi dicono tutti che sono stato fortunato, i medici non pensavano ad un ripresa del genere.. insomma tutti mi guardano e sono sorpresi. Non capisco però perché non sono più felice come prima, certe volte mi blocco quando sono solo e penso ma il problema é che non penso a nulla di specifico ma sento angoscia non so come chiamarla un senso di nulla.
Un esempio: magari prima davo un po' di valore ai soldi al fatto di fare piu lavoretti per guardagnare di più ma ora é come se non mi importasse piu nulla
Devo parlare con qualcuno?
Dott.ssa Alessia Vaudano
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Torino
Buongiorno,
Sì certamente, a partire dal racconto che fornisce dell'incidente e della riabilitazione, mi sembra opportuno che lei possa costruirsi il suo spazio personale con uno psicoterapeuta per elaborare la situazione che ha vissuto. Può rivolgersi privatamente oppure può anche chiedere al suo medico di base informazioni per rivolgersi al Centro di Salute Mentale dell'ASL della sua zona di competenza.
Resto a disposizione. Cordiali saluti,
Alessia Vaudano

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Buongiorno, dalla storia che fornice dell'incidente e della riabilitazione successiva è stato un evento traumatico che ha cambiato la sua vita. per tale motivo il consiglio è quello di rivolgersi ad uno specialista così da poter costruire un percorso per riprendere in mano la sua vita e poter stare meglio.
Resto a disposizione. Mi contatti per ulteriori informazioni.
Stefania Caneparo
Dr. Ivano Ancora
Psicoterapeuta, Psicologo
Torino
Mi sembra che più di una sintomatologia da Disturbo da Stress Post Traumatico, Lei stia elaborando una nuova posizione esistenziale.
Farlo all'interno di una cornice terapeutica potrebbe esserLe d'aiuto.
Auguri.
Dott.ssa Monica Diamantini
Psicologo, Psicoterapeuta
Ravenna
Buongiorno. Non è affatto raro che eventi traumatici di questa portata, in cui si è rischiata la vita, abbiano delle conseguenze a livello psicologico. In una prospettiva più ampia, potrebbe anche capitare che l'essere sopravvissuti solleciti una riflessione sulla propria vita, sui propri valori e obiettivi. Consiglio senz'altro di parlarne con uno/una psicoterapeuta che l'aiuterà a comprendere il suo vissuto e a stare meglio. Cordiali saluti
Dott.ssa Carmen Piantadosi
Psicologo, Terapeuta
Napoli
Buongiorno,
dal suo breve racconto mi sembra che l’evento traumatico subito abbia lasciato una traccia in lei che le sta fornendo nuove domande sulla sua vita. Credo che iniziare un percorso psicoterapeutico possa aiutarla sia a rispondere a queste domande, sia ad affrontare l’evento in questione, che a mio avviso è ancora irrisolto. Resto a sua disposizione. Dott.ssa Carmelina Piantadosi
Dott.ssa Flaminia Vannini Froio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Sicuramente dopo l'incidente ha indossato delle "lenti" con cui vede il mondo in una prospettiva diversa e probabilmente mettendo in discussione la gerarchia delle sue priorità. La risposta psicologica che ne è seguita è certamente adattiva e protettiva in questo momento delicato della sua vita, nonostante questo un percorso terapeutico può essere un sostegno fondamentale nella fase che sta attraversando, con la finalità anche di dare un significato più ampio e completo a ciò che sta attraversando.
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova
Il vissuto traumatico ha cambiato la prospettiva con cui guarda alla sua vita, la scala dei valori che per lei contavano prima non è ovviamente più la stessa. Si dia tempo per rielaborare l'esperienza molto forte che ha vissuto e per darsi un nuovo equilibrio, magari con un supporto psicologico che l'aiuti a mettere a fuoco le sue mutate priorità. Resto a disposizione. Dr.ssa daniela Benvenuti
Dott. Cristian Maggiori
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta
Marino
Salve, l'evento che ha vissuto certamente ha cambiato la prospettiva con cui guarda alla sua vita, e gli sguardi sorpresi e i pareri degli altri contribuiscono a farla sentire diverso da prima. Una psicoterapia individuale potrebbe aiutarla a rielaborare l'accaduto e a riappropriarsi della sua vita per darle un nuovo significato e orientarla dove meglio vorrà.
Un caro saluto
Dr. Vincenzo Amarante
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Pagani
Si, parlare con un esperto del settore (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra) le sarebbe sicuramente d’aiuto.
Dott.ssa Fiammetta Favalli
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Salve, l'incidente da lei descritto, anche se la sua ripresa è stata eccezionale, ha portato delle conseguenze apparentemente non visibili. Ha subito un trauma ed è sotto disturbo post traumatico da stress. C'è bisogno di tempo affinchè si ripristini un nuovo equilibrio.
Certamente un percorso psicoterapeutico è indispensabile. Lo psicoterapeuta la supporterà ed accompagnerà in questa fase della sua vita.
Un saluto
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Penso che se ha posto il quesito evidentemente sente di non essere ancora pienamente in forma. Mi colpisce, infatti, la scissione che lei porta: il corpo è ok, ma la psiche sembra ancora "sotto shock". Non necessariamente serve una psicoterapia, ma almeno una valutazione della situazione psicologica odierna può aiutare a integrare le due parti:corpo-mente. Cordialmente le porgo i migliori auguri
Dott.ssa Rosaria Uglietti
Psicoterapeuta
Aversa
Gentile, molto probabilmente sta vivendo un disturbo post traumatico da stress, una condizione fisiologica per chi come lei hai vissuto un evento così forte. Certamente seppur a fin di bene le voci che le ruotano intorno, gli amici e i parenti acutizzano questo suo stato, perché, in lei sta sorgendo una sorta di colpa. Pensa che dovrebbe essere felice per il solo fatto di essere vivo, ma dentro di lei qualcosa è cambiato, qualcosa di profondo che non si limita allo stare bene fisico, che certamente è una gioia ed una fortuna, ma siamo esseri umani fatti di emozioni e non solo di funzioni. Credo che debba seguire un percorso per dialogare con queste sue emozioni contrastanti, anche l'appiattimento e la sensazione di non provare nulla sono emozioni. Mi faccia sapere come procede e mi contatti se ha bisogno. Cordialità.
Dott. Stefano Polidori
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Salve. Mi sembra che il suo problema sia il sentire che c è qualcosa che non va...che non le torna...forse un colloquio con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a chiarirsi. Sicuramente l'incidente che ha avuto ha inciso su questo ma la cosa potrebbe avere un origine antecedente all'incidente. Arrivederci
Dott.ssa Marina Greco
Psicologo, Psicoterapeuta
Sarnico
Buongiorno, dal racconto della gravità del suo incidente, è molto probabile che questo trauma abbia messo a dura prova non solo il suo corpo, ma anche la sua mente, influendo sul suo stile di vita, sul tono emotivo. Un aiuto a livello psicologico può permetterle di superare questo periodo difficile.
Dott.ssa Alessia Rita Candiloro
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Professional counselor
Napoli
Buonasera, data la gravità dell'evento che ha vissuto e della modificazione comportamentale conseguente, potrebbe esserle di aiuto un supporto psicologico. saluti.
Dott. Daniel Michael Portolani
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo clinico
Milano
Buonasera. Ciò che ha passato è sicuramente qualcosa di non comune, così come lo è di certo stato il carico emotivo e fisico ad esso associato. La ripresa che ha avuto è di certo qualcosa di cui essere felici, ma non per questo Lei non è autorizzato a provare difficoltà e sensazioni di insoddisfazione o ansia nella Sua vita quotidiana; le reazioni del contesto, in questo caso, La bloccano e non sono per Lei fonte di aiuto e di legittimazione a parlare e a manifestare queste difficoltà. È più che legittimo che Lei possa essere in scacco di fronte a situazioni richiestive da un punto di vista emotivo o cognitivo data l'esperienza traumatica vissuta. Certamente poter parlare con un professionista delle difficoltà che sperimenta potrebbe essere molto utile sulla via di un recupero che, risolta l'emergenza fisica, si gioca adesso sul versante emotivo. Contatti uno psicoterapeuta e si prenda uno spazio solo per se stesso, potrà senza dubbio averne giovamento. In bocca al lupo! Cordialità, DMP
Dott.ssa Mariella Saletti
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Brinzio
buongiorno, sembra che l'incidente in moto di cui lei è stato vittima sia stato serio, anche per la componente di trauma cranico - ipotizzabile dal coma farmacologico di 1 settimana che le è stato indotto in terapia intensiva e dall'ischemia (non definita in quale sede particolare) che lei cita -. A proposito della lunga riabilitazione successiva, sembra che in quel periodo non abbia usufruito, dato che non ne parla, dell'aiuto psicologico riabilitativo, che ha una sua specifica modalità di intervento in questi casi. In mancanza di questo apporto, c'è da considerare che la sua ripresa globale positiva può ancora avere degli aspetti non sempre consapevoli che si esprimono a livello emotivo e che emergono successivamente, in maniera sfumata e pervasiva, che hanno degli effetti psicologici riferiti alla percezione di sè, al disorientamento iniziale dopo il risveglio, all'esperienza dell'incidente il cui vissuto emotivo resta anche se non è ricordato come sia avvenuto, all'effetto della lunga ospedalizzazione, allo sconvolgimento, per fortuna temporaneo ma importante, dei riferimenti abituali della sua vita precedente. L'incidente che ha avuto è stato un evento improvviso, imprevisto e traumatico anche sul piano esistenziale, fatto che porta a sentirsi cambiati, a farsi delle domande sulla propria vita alla luce di quanto successo e questo può essere anche positivo, percorso personale che non sempre può essere effettivamente svolto da soli. Quindi può essere di beneficio il ricorso a uno o più professionisti preparati in questo campo (penso oltre ad uno psicologo, ad es. anche un logopedista per la componente della memoria) che l'aiutino a differenziare ed occuparsi degli effetti specifici dell'incidente e di quelli esistenziali, in maniera da completare il suo recupero positivo dall'incidente. Un cordiale saluto.
Dott. Andrea De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Salerno
Buonasera, "parlare con qualcuno" la aiuterebbe di sicuro, si rivolga tranquillamente ad uno psicoterapeuta vedrà che le sarà molto utile.
Ottime cose, Dott. Andrea De Simone
Dott.ssa Roberta Speziale
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Carissimo,
è possibile che lei abbia subito un trauma, rispetto al quale un sostegno esperto potrebbe esserle di grande aiuto per l'elaborazione.
La invito a raccogliere informazioni su EMDR, un approccio molto efficace in tal senso. Se desidera avere maggiori informazioni mi scriva pure e sarò lieta di rispondere alle sue domande.
In bocca al lupo
Dott.ssa Erika Benvenuti
Psicologo, Psicologo clinico
Pesaro
Salve. Non posso che farle i complimenti per la forza dimostrata in questa occasione..Dopo un evento tanto doloroso è comune che si avverta una "frattura" tra il prima e il dopo l' evento traumatico
Spesso, la sofferenza che abbiamo provato, mette in crisi valori, convinzioni, atteggiamenti del passato..Non è un passaggio necessariamente negativo e può rivelarsi un'occasione di crescita personale
Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla ad elaborare l' esperienza che ha vissuto e le emozioni che sta provando
Resto a disposizione e le auguro il meglio
Cordiali saluti
Dott.ssa Erika Benvenuti
Dott. Roberto Morlacchi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bergamo
Buongiorno, seppur indirettamente sta già provando a parlarne con qualcuno tramite questa sua domanda, quindi ora che il più è fatto si affidi a un terapeuta esperto e inizi con lui un percorso di psicoterapia per capire come fare, insieme, per stare meglio.

A disposizione per chiarimenti, in bocca al lupo!
Dottor Roberto Morlacchi
Dr. Manuel Marco Mancini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, le consiglio di mettersi in contatto con un terapeuta. Dal suo storico sembra che l'evento subito abbia lasciato delle profonde ferite emotive. Le auguro il meglio.
MMM
Dott. Alessandro D'Agostini
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Salve, l'evento che ha vissuto in prima persona ha destabilizzato la sua zona di sicurezza. Può succedere di sviluppare un disturbo da stress post traumatico in seguito all'esposizione ad un evento che mette in pericolo la nostra vita (o quella dei nostri affetti). Quando dice di non pensare a nulla, provi a riflettere e chiedersi "In questo momento cosa mi è passato per la mente? " Se oltre questi pensieri intrusivi si manifestano altri sintomi, le consiglio di prendere in considerazione di rivolgersi ad uno psicologo in modo da elaborare l'evento che ha vissuto.
La saluto
Dott.ssa Francesca Romana Blasi
Psicologo, Tecnico sanitario
Frascati
Sentirsi emotivamente distaccati dopo un evento drammatico è molto frequente e spesso risulta difficile anche parlarne. Si può provare vergogna e rabbia. Un trauma può costellare per un lungo periodo il vissuto di una persona e molto spesso rende difficili il coinvolgimento nelle relazioni intime. Per superare l'evento traumatico non basta la psicoterapia o lo psichiatra è necessario disporre di una valida rete di supporto che può costituire una reale protezione fatta non solo di professionisti ma di persone. Il trauma si può superare solo all'interno di un contesto relazionale.
Un saluto
Dott.ssa Fiorina Marra
Psicologo, Psicologo clinico
San Pietro di Scafati
Salve, non è raro che lei abbia delle ripercussioni psicologiche in seguito ad un’esperienza che ha messo a rischio la sua vita; essa è riconducibile sicuramente ad un trauma. Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso psicologico che le può consentire di elaborare l’esperienza vissuta e partire da quanto questa l’ha cambiata per riprendere in mano la sua vita.
Dott.ssa Federica Truglio
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Marano di Napoli
Salve. L'esperienza che hai vissuto è sicuramente un evento traumatico che ti ha cambiato modo di vedere le cose. Immagino quanto sia stato difficile per te affrontare questa esperienza. Eventi di vita così possono lasciare delle cicatrici non solo visibili, ma anche invisibili, creando un disagio che ha delle ripercussioni a livello comportamentale, emotivo e relazionale. É davvero importante che tu abbia deciso di fare questo primo passo, ovvero di iniziare a parlarne. Ora il passo successivo è affidarti alla tua rete di supporto e di iniziare un percorso psicologico che ti possa aiutare ad elaborare l'esperienza che hai vissuto.
Dott.ssa Alice Iuso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
innanzitutto grazie per la sua condivisione. Dalle sue parole l'incidente e il percorso successivo di riabilitazione sembrano rappresentare uno spartiacque tra un prima e un dopo, non solo da un punto di vista fisico e quindi visibile e tangibile all'altro, ma anche da un punto di vista psicologico ed emotivo e dunque interno ed apparentemente invisibile.
Al di là delle categorie diagnostiche, mi sembra importante considerare l'impatto che questo evento ha avuto ed ha tuttora su di lei. Adesso che le "ferite visibili" appaiono curate e superate, e quindi si è fatto un pò di spazio, sembrerebbero emergere quelle "fratture interne" lasciate fino ad ora in silenzio, per ovvi e comprensibili motivi connessi all'emergenza. Un percorso di psicoterapia potrebbe senz'altro aiutarla a dare un senso all'evento e gradualmente integrarlo nella propria storia personale.
Resto a disposizione per qualunque chiarimento,
un caro saluto ed un grande in bocca al lupo!
Dott.ssa Alice Iuso
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Dott. Luca Russo
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Varese
Gentilissimo utente , dalla sua narrazione lei ha vissuto un forte evento traumatico che ha avuto un decorso lungo e quindi questo ,evidentemente, a livello emotivo ha scaturito dei cambiamenti esistenziali; ora dopo aver investito nella sua guarigione fisica è arrivato il tempo di una ristrutturazione di quell'evento che attualmente sta processando.
Credo sia utile consigliarle un percorso psicoterapeutico che l'aiutera' in questo percorso consolidando una consapevolezza inconscia. Le potrebbe giovare una psicoterapia Ipnotica.
Resto a disposizione per incontro, chiarimento o qualsiasi domanda che vorrà sottopormi.
Un abbraccio forte .
Dr. Luca Russo
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Arese
Buongiorno gentile utente, dal suo racconto emerge un vissuto traumatico con un decorso piuttosto lungo, è possibile che in seguito a eventi che mettono a rischio la nostra vita, si manifestino delle problematiche di tipo psicologico.
Le consiglio di intraprendere un percorso di terapia così da far emergere questi vissuti.
Resto a disposizione e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Dott.ssa Martina Panerai
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Roma
Gentile giovane ragazzo, un evento come quello che ha segnato la sua vita recente può essere potenzialmente traumatico e dare origine a sintomi come pensieri, emozioni e reazioni che possono apparirci insoliti o inspiegabili. Purtroppo in questa sede non è possibile nè opportuno inquadrare con precisione la natura del suo disagio ma, sicuramente, è importante valorizzare la premura che ha dimostrato verso se stesso e la consapevolezza del malessere che sta sperimentando. Le suggerisco di non trascurarle e approfondire quanto le sta accadendo: è giovane, merita di recuperare il suo benessere emotivo proprio come è già riuscito a fare fisicamente, a riprova delle sue numerose risorse. Augurandole il meglio, la saluto cordialmente
Dott. Luca Rochdi
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Gentile utente, è fondamentale che intraprenda un supporto psicologico, i traumi come il suo lasciano strascichi a lungo tempo ma con l'aiuto di un esperto sono certo che supererà anche questa fase e riuscirà a vivere più sereno.
Resto a disposizione per consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Dott.ssa Sonia Semeraro
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile utente, dal suo racconto lei stesso ha constatato un cambiamento in sè dopo l’incidente che lo pone di fronte a quesiti o a comportamenti che prima non aveva. Per riuscire ad acquisire maggiore consapevolezza e ad elaborare l’evento traumatico potrebbe essere consigliabile un consulto psicologico ed un eventuale percorso terapeutico.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Semeraro Sonia
Dott.ssa Pinella Chionna
Psicologo clinico, Psicologo, Professional counselor
Mesagne
Gentile utente, innanzitutto vorrei esprimere la mia profonda solidarietà per quanto ha passato. L'incidente grave che ha vissuto e il lungo periodo di ricovero e riabilitazione sono state esperienze incredibilmente traumatiche e dolorose, che possono lasciare cicatrici profonde non solo fisiche, ma anche emotive.
È comprensibile che, nonostante il suo recupero fisico straordinario, lei possa sentirsi ancora emotivamente turbato e confuso. L'esperienza di un evento così grave e potenzialmente mortale può scuotere profondamente le nostre convinzioni e percezioni sulla vita, sul significato del nostro esistere e sulle priorità che attribuiamo.
Il fatto che lei provi un senso di vuoto, angoscia e disinteresse per le cose che un tempo trovava importanti è una reazione comune a esperienze traumatiche come la sua. Potrebbe essere utile parlare con qualcuno, come uno psicologo o un professionista della salute mentale, per esplorare e affrontare questi sentimenti in quanto l'aiuteranno a elaborare l'esperienza traumatica dell'incidente e del lungo periodo di ricovero e riabilitazione.
È normale provare paura e ansia dopo un'esperienza così traumatica e parlare con qualcuno può aiutarla a comprendere e affrontare queste emozioni in modo da poter vivere in modo più sereno.
L'esperienza di un evento così grave può portare a un cambiamento di prospettiva sulla vita e sulle priorità e parlare con qualcuno può aiutarla a esplorare questi cambiamenti, a trovare un nuovo senso di scopo, a trovare modi per ritrovare la gioia e il significato nella vita.
In conclusione, parlare con qualcuno potrebbe essere un passo importante per affrontare e superare i sentimenti di vuoto, angoscia e disinteresse che sta provando dopo l'incidente. Non esiti a cercare il supporto di uno psicologo o di un professionista della salute mentale che possa aiutarla nel suo percorso di guarigione emotiva. Se ha bisogno di ulteriori informazioni o supporto, non esiti a chiedere.





Dott. Diego Emmanuel Cordoba
Psicologo, Psicologo clinico
Bergamo
Ciao, mi dispiace molto per quello che hai passato, è sicuramente stata un’esperienza molto difficile da superare. È normale che tu possa sentirti confuso e angosciato dopo un evento così traumatico, anche se fisicamente sei riuscito a riprenderti in modo sorprendente.
Parlare con qualcuno potrebbe aiutarti a elaborare quello che hai vissuto e a trovare un senso a ciò che stai provando. Potresti considerare di rivolgerti a uno psicologo o a uno psicoterapeuta per affrontare le tue emozioni e i tuoi pensieri. Inoltre, potresti anche parlare con persone care o amici di fiducia che possono darti sostegno e comprensione.
Ricorda che è normale sentirsi così dopo un evento così traumatico, ma è importante affrontare le tue emozioni e non reprimerle. Non esitare a chiedere aiuto se senti di aver bisogno di supporto. Spero che tu possa trovare il sollievo e la serenità di cui hai bisogno. Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Dott. Cordoba
Dott.ssa Susanna Scainelli
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Albino
Buongiorno, da quello che descrive ha dovuto affrontare un'esperienza non facile, non solo da un punto di vista fisico ma anche psicologico. Finora ha dovuto concentrarsi sul recupero fisico che ha ottenuto ottimi risultati, ma il "blocco" di cui parla potrebbe essere legato proprio ad aver vissuto un'esperienza così emotivamente intensa e non ancora completamente elaborata. Sicuramente le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a rielaborare quanto accaduto e poter proseguire con maggiore consapevolezza la sua vita di giovane adulto. Se ne avesse la necessità sono a sua disposizione per un percorso di terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Saronno
Gentile utente, quella che riferisce può essere stata sicuramente un'esperienza fortemente traumatica per lei e questo può aver lasciato degli strascichi non ben elaborati. Il mio consiglio è di valutare la possibilità di parlarne con uno psicologo. Con un consulto potrebbe approfondire eventuali ferite o paure rimaste non ascoltate e finalmente affrontarle.
Resto a disposizione, anche online, in caso fosse interessato ad un colloquio conoscitivo e le faccio i miei migliori auguri.
Cordiali saluti, Dott.ssa Claudia Torrente Cicero
Buongiorno. La ringrazio per la condivisione di questa sua esperienza molto forte. Premetto che ciò che scriverò potrà apparire anacronistico, anticonvenzionale, poco concreto e poco pratico. Penso che sarà d'accordo con me nel dire che lei ha avuto un'esperienza estrema, al confine fra la vita e la morte. Non mi sorprenderebbe se lei, come è successo che mi venisse raccontato da altre persone, mi dicesse che durante il coma, o comunque durante tutto il periodo in cui ha combattuto fra la vita e la morte, ha vissuto esperienze extracorporee (ad esempio, aver visto il suo corpo mentre veniva operato come se fosse sul tetto della sala staccato dal suo corpo). A cosa voglio arrivare? Ogni essere vivente è dotato della psiche, che poi ha manifestazioni sia a livello mentale che corporeo. La più grande fonte energetica della psiche è l'inconscio, quella parte della psiche che, diversamente dalla sua controparte chiamata coscienza, riesce a percepire ogni cosa senza bisogno del controllo cosciente. L'inconscio contiene i segreti dei grandi perché dell'esistenza. La coscienza, però, ha bisogno di rimanere ancorata alla realtà, all'esterno, alla società, al ruolo, al lavoro, agli obiettivi della vita quotidiana (come lavorare, guadagnare, pagare le bollette, ecc.). Poi ci sono degli altri obiettivi, più profondi, alla quale la psiche aspira (esempio, la connessione con ogni cosa dell'universo, la comprensione del senso profondo dell'esistere, ecc.). Da questi ultimi fattori, a causa dell'impostazione del collettivo nel quale siamo immersi dalla nascita, abbiamo subito un intenso allontanamento. Ma questi elementi chiave per la psiche rimangono, non sono cancellati, sono sepolti negli strati sottostanti la coscienza. Badi bene, non sto intendendo dirle che la coscienza va demonizzata poiché ci permette di poter rimanere in contatto con il mondo e poter funzionare in modo adattato alle richieste della vita quotidiana. Voglio dire, però, che, per esperienza proveniente da altre storie simili, essere stato nel limbo fra la vita e la morte risveglia porte sigillate che portano a nuovi strati di esistenza. Non è raro che chi si è avvicinato alla morte subisca un risveglio che lo fa sentire più distaccato rispetto alle routine della vita collettiva. Lei lamenta di non sentire più il senso rispetto a varie cose e come esempi la sua psiche le fa selezionare il denaro e i lavoretti extra (attività della coscienza dirette all'adattamento al sociale). Gli esempi che scegliamo non sono mai casuali e privi di significato, bensì sono associati profondamente al nocciolo della questione pregnante. Mi viene da dirle che dunque ipotizzo che lei non sia privo di interesse o vuoto, ma che sta volgendo lo sguardo sul versante meno corrispondente a ciò che ha risvegliato dentro di lei questa sua esperienza. Inoltre, lei è sopravvissuto alla grande. Ci racconta che ha ripreso la vita con molta forza e che tutti sono sorpresi dalla voglia di vivere che ha dimostrato. Non è un caso. Il concetto di caso viene utilizzato dall'essere umano quando non sa darsi una spiegazione più profonda degli eventi. La sua psiche ha dimostrato, sopravvivendo a questo grave incidente, che non era il momento di lasciarsi andare. Neanche gli incidenti che ci capitano sono un caso. Se è successo proprio a lei di avere questo incidente, di combattere fra la vita e la morte, di sopravvivere e sentire questo "senso del nulla", allora questo ha un significato. Bisogna però ricostruire una trama narrativa che le permetta di rimettere insieme tutti i pezzi per donare senso a tutto ciò. Trovi il suo modo per riconnettersi a tutti i livelli dell'esistere. Può farlo tramite la psicoterapia, la natura, una filosofia spirituale a lei più confacente, e mille altri modi. In lei è contenuta la risposta: la cerchi e il vuoto lascerà spazio a frutti maturi e alla riappropriazione delle sue foreste interiori.
Le auguro un percorso colmo di scoperte, Dott. Francesco Puleo.
Dott.ssa Teresa De Ambrogio
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,
prima di tutto mi dispiace molto per il suo incidente per la sua infelicità dopo l'incidente. Penso che, se lo desidera, parlare con uno/a psicologo/a possa aiutarla a dedicare uno spazio a se stesso per mettere in luce queste nuove sensazioni che sta vivendo dopo l'incedente. Spero possa presto sentirsi meglio.
Dott.ssa Teresa De Ambrogio
Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Salve,sembra che lei stia soffrendo di una sindrome post traumatica. Questo significa che potrebbe aver si molto puntato al recupero fisico trascurando però al contempo la dimensione psichica e le conseguenze relative di ciò che gli è accaduto.
Con un percorso EMDR potrebbe ridurre gli effetti indotti e ricominciare a vivere serenamente.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Grazie per aver condiviso la tua storia. Hai attraversato un’esperienza estremamente intensa e traumatica, e il fatto che tu sia riuscito a riprenderti fisicamente è davvero straordinario. È comprensibile che tutti attorno a te siano sorpresi e vedano la tua ripresa come un segno di grande fortuna, ma riconosco che questa percezione esterna non sempre riflette come ti senti dentro.

Quello che stai descrivendo — questa sensazione di angoscia, vuoto e perdita di interesse per le cose che prima avevano valore per te — può essere una reazione comune dopo un trauma così significativo. Anche se il tuo corpo si è ripreso, la tua mente ha vissuto un’esperienza molto forte e complessa, che potrebbe richiedere ancora tempo per essere elaborata. Questo senso di “nulla” potrebbe essere legato al fatto che hai affrontato una situazione di vita o di morte, e ora stai cercando di trovare un nuovo equilibrio e un nuovo significato nelle cose che prima davi per scontate.

È normale sentirsi persi o disconnessi dopo un evento del genere. È come se la vita fosse cambiata in modo profondo, e ciò che prima ti motivava ora non riesce più a darti lo stesso senso di soddisfazione o felicità. Anche se hai recuperato la tua capacità fisica, il processo di guarigione emotiva può essere altrettanto impegnativo.

Parlare con qualcuno potrebbe aiutarti molto. Un professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per esplorare queste sensazioni di angoscia e vuoto, aiutandoti a elaborare l’esperienza che hai vissuto e a capire meglio cosa stai provando. Potrebbe aiutarti a ritrovare un senso di equilibrio e a ricostruire quella connessione con te stesso che senti di aver perso.

Se pensi che potrebbe essere utile esplorare queste emozioni con l’aiuto
Dott.ssa Desirèe Pesce
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Pavia
Gentile utente, quella che ci riporta è una situazione che porta con sè una fatica emotiva, fisica e cognitiva non da poco. L'essere stato a contatto con la reale possibilità di perdere la vita è una condizione che modifica molto le modalità di stare nel mondo di un individuo. Può essere definito come un vero e proprio spartiacque fra la sua vita precedente e la sua vita attuale. Di conseguenza, nonostante il decorso positivo della sua riabilitazione, è del tutto normale soffermarsi su aspetti insoddisfacenti della propria vita.
Ciò che le raccomando è di parlare con un professionista della salute mentale che la possa aiutare a riposizionarsi diversamente all'interno di queste nuove consapevolezze e che la possa aiutare a trovare una quadra nei suoi pensieri e nelle sue emozioni. Infine, non sottovaluterei la possibilità di fare una valutazione neuropsicologica, poichè in seguito anche a lievi ischemie (da capire anche la sede lesionale), è possibile che vi siano modificazioni del funzionamento chimico e neurotrasmettitoriale del cervello, che possono influire anche sul suo attuale stato umorale.
Se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti, sono a sua disposizione, Dott.ssa Desirèe Pesce.
Dott. Mauro Vargiu
Psicoterapeuta, Sessuologo, Psicologo
Milano
concordo con i colleghi
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Buongiorno,

Grazie per aver condiviso la tua storia. Quello che hai vissuto è stato un evento estremamente traumatico, sia a livello fisico che psicologico. È normale che, dopo un'esperienza così intensa, ci siano delle ripercussioni emotive. Il fatto che tu sia riuscito a recuperare fisicamente non esclude che la tua mente stia ancora elaborando quanto accaduto.

Questa sensazione di angoscia e di vuoto che descrivi potrebbe essere legata a una forma di stress post-traumatico o a una reazione naturale a un evento che ha messo in discussione molti aspetti della tua vita. Quando viviamo esperienze che ci portano così vicino ai nostri limiti, le priorità e la percezione delle cose possono cambiare. È normale sentirsi disorientati o provare un senso di distacco da ciò che prima aveva valore.

Parlare con qualcuno può essere molto utile per dare un nome a queste emozioni e iniziare un percorso di comprensione e guarigione. Un supporto psicologico ti può aiutare a risolvere l'accaduto e a ritrovare un equilibrio interiore.

Ti consiglio di rivolgerti a uno specialista per approfondire questi aspetti. È importante prendersi cura non solo del corpo, ma anche della mente.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Paola Rizzo
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Monteroni di Lecce
Ciao, grazie per aver condiviso la tua storia. Hai affrontato un momento incredibilmente intenso e traumatico, e il fatto che tu ne sia uscito fisicamente in salute è straordinario. Questo è molto importante come lo è ricordare che il trauma non riguarda solo il corpo, ma anche la mente e le emozioni.
Il senso di vuoto, l'angoscia e la difficoltà a provare felicità come prima sono segnali che il tuo corpo e la tua mente stanno ancora elaborando l'esperienza che hai vissuto. Quando attraversiamo eventi così forti, è normale che ci siano ripercussioni emotive. La perdita di interesse per le cose che ti importavano prima, come il lavoro o i soldi, può essere un sintomo di qualcosa chiamato "disturbo post-traumatico da stress" (PTSD) o semplicemente una reazione post-traumatica.
La tua domanda è se parlare con qualcuno può aiutarti. Io credo di si.
Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarti a comprendere meglio cosa stai vivendo e a rielaborare l’esperienza del trauma. Un approccio che potrebbe esserti particolarmente utile, dal mio punto di vista, è l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing),una terapia specifica per affrontare i traumi.
Ricorda, chiedere aiuto non è mai un segno di debolezza, ma un passo verso il benessere. Sei già molto coraggioso per aver riconosciuto il tuo malessere e per essere qui a parlarne. Un terapeuta esperto potrebbe davvero accompagnarti in questo percorso di guarigione.
Grazie e spero di esserti stata utile
Dott.ssa Ambra Bottari
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno,

prima di tutto, voglio esprimerti il mio rispetto per quello che hai attraversato. L’incidente che hai subito e il lungo percorso di recupero sono eventi estremamente significativi e complessi, sia dal punto di vista fisico che emotivo. È comprensibile che, dopo una prova così difficile, tu stia vivendo un cambiamento nelle tue percezioni e emozioni. La tua resilienza è evidente nel fatto che sei riuscito a riprenderti fisicamente in modo così incredibile, ma è anche naturale che tu stia affrontando delle difficoltà a livello emotivo.

Il senso di "nulla" e l’angoscia che descrivi, insieme a questo cambiamento nella tua visione della vita, sono segnali che qualcosa dentro di te sta cercando di adattarsi alla nuova realtà che stai vivendo. Dopo una prova così intensa, come un incidente grave e una lunga riabilitazione, le persone possono sperimentare una sorta di "crisi esistenziale", un momento in cui ciò che prima sembrava importante, come guadagnare soldi o raggiungere determinati obiettivi, perde di valore. Questo non significa che tu stia "perdendo la bussola", ma piuttosto che la tua prospettiva sulla vita è cambiata. Potresti trovarti a fare i conti con una rielaborazione dei tuoi valori, del senso della vita e delle tue priorità.

Inoltre, ciò che stai vivendo potrebbe essere legato anche al trauma psicologico subito, che spesso si manifesta con sintomi come angoscia, apatia o un senso di distacco. Anche se il tuo corpo si è ripreso bene, la mente potrebbe aver bisogno di più tempo per integrare l’esperienza traumatica e il suo impatto sulla tua vita.

Parlare con qualcuno potrebbe essere molto utile in questo momento. Un professionista, come uno psicoterapeuta, potrebbe aiutarti a esplorare questi sentimenti, a dare un nome a questa "angoscia" e a capire meglio cosa sta succedendo dentro di te. Potresti scoprire che, affrontando questo periodo di cambiamento con il supporto giusto, riuscirai a comprendere meglio il tuo nuovo modo di vedere la vita e a trovare un nuovo equilibrio.

L'importante è non ignorare questi sentimenti, ma dare loro il giusto spazio per essere elaborati. Non c'è niente di sbagliato nell’essere confusi o nel non sentirsi come prima. Quello che stai vivendo è una parte del processo di guarigione, anche se non sempre facile. La terapia può darti gli strumenti per affrontare questi momenti e aiutarti a ricostruire un senso di soddisfazione e felicità, che potrebbe sembrare smarrito in questo momento.

Ti auguro di cuore di poter trovare la serenità e la chiarezza che cerchi, e spero che tu possa affrontare questo percorso con il giusto supporto.
Dott.ssa Anna Bruti
Psicologo clinico, Psicologo, Psicoterapeuta
San Benedetto del Tronto
Buongiorno,
quello che ha vissuto è un evento traumatico molto intenso, e il corpo – nonostante la straordinaria ripresa fisica – non sempre riesce a lasciarsi alle spalle ciò che la mente ha attraversato.

Il senso di vuoto, l’angoscia improvvisa, la perdita di interesse per le cose che prima avevano valore, possono essere segnali legati a uno stato post-traumatico. È comprensibile e umano sentirsi così dopo aver affrontato qualcosa di così profondo.

Sì, parlarne con qualcuno può davvero fare la differenza. Un percorso psicologico può aiutarla a dare un senso a ciò che ha vissuto, a rielaborare l’esperienza e a ritrovare un nuovo equilibrio. Se lo desidera, sono a disposizione per accompagnarla in questo cammino.
Buongiorno,
l'esperienza di cui racconta è un evento traumatico, con delle conseguenze importanti non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. È importante notare che, anche se dal punto di vista fisico assistiamo ad un pieno recupero, le conseguenze emotive di un trauma possono emergere in un secondo momento, e con forme meno “visibili” ma allo stesso tempo significative.
Il senso di vuoto, la mancanza di motivazione, l’apatia, o la difficoltà nel dare valore alle cose che prima erano importanti, possono rappresentare la risposta psichica al trauma, indicano un bisogno di elaborazione e ascolto.
Rivolgersi a uno psicologo può aiutarla a dare senso a queste emozioni, riconoscerle e comprenderle, per affrontarle con maggiore consapevolezza. Non è solo una questione di “tornare come prima”, ma di dare spazio anche a ciò che è cambiato, e accompagnare questa trasformazione nel modo più sano possibile.
Resto a disposizione se volesse approfondire.
Un caro saluto,
Dott. Francesco di Maggio

Dott.ssa Daniela Fiorenzi
Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo
L'Aquila
Salve, dopo un trauma il ritorno alla "normalità" non è solo quello legato al fisico. Nel suo caso sembra che il suo corpo lo abbia fatto molto velocemente, non è detto che questo avvenga anche per la nostra mente. Per questo, se ne sente il bisogno, le consiglio di farsi seguire per affrontare quello che è un nuovo momento della sua vita.
Dott. Marco Soccol
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
uongiorno,
quello che stai vivendo è profondamente umano e molto più comune di quanto tu possa immaginare — anche se pochi ne parlano apertamente.

Hai attraversato un evento traumatico estremo. Un incidente gravissimo, mesi di ospedale, un coma, il dolore fisico, la paura, la solitudine della rianimazione, la riabilitazione… e poi un "ritorno alla vita" che ha del miracoloso. Tutti attorno a te vedono solo il miracolo, ma è possibile che tu stia ancora elaborando il trauma.

Cosa stai vivendo?
Quello che descrivi — mancanza di felicità, senso di vuoto, angoscia inspiegabile, distacco dalle cose che prima ti motivavano — non è un fallimento personale. È un possibile sintomo di un Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) o di una forma di depressione post-traumatica.
Il trauma non finisce quando il corpo guarisce: spesso, è allora che inizia a farsi sentire nel cuore e nella mente.

Frasi chiave che hai detto:
"Tutti mi dicono che sono stato fortunato, ma io non mi sento felice"

"Sento angoscia ma non penso a nulla di specifico"

"Ora è come se non mi importasse più nulla"

Queste sono spie emotive importanti. Il fatto che tu riesca a riconoscerle e a metterle in parole è già un primo passo fondamentale.
Dovresti parlare con qualcuno?
Sì. Parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta esperto di traumi è molto consigliato in casi come il tuo.
Non significa che essere deboli — significa che sei sopravvissuto a qualcosa che ha lasciato un segno, e ora meriti un supporto per capire, elaborare e ritrovare un senso.
Rimango a disposizione.
Un saluto
Dott.ssa Valentina De Chiara
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Brescia
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso un pezzo così intenso della sua esperienza. Quello che ha vissuto è un evento traumatico molto forte, tanto nel corpo quanto nella psiche. È vero, a guardare dall’esterno la sua storia sembra un miracolo: la ripresa fisica, la capacità di tornare a camminare, correre, vivere. Ma spesso ciò che si vede da fuori non racconta davvero tutto quello che accade dentro. Ed è normale che, proprio adesso che il corpo sembra “guarito”, emerga un altro tipo di dolore, più silenzioso, più difficile da afferrare, ma altrettanto reale. Lei parla di un senso di angoscia, di vuoto, di distacco dalle cose che prima contavano. Dopo un trauma, dopo aver toccato con mano la fragilità della vita, può succedere che tutto sembri diverso. È come se qualcosa dentro di noi fosse stato spostato, e all’improvviso le cose che prima davano senso alle giornate, il lavoro, i soldi, i piccoli obiettivi quotidiani sembrano sbiadite, quasi prive di significato. E non perché non le importi più della vita, ma perché è ancora nel mezzo di una rielaborazione profonda, che ha bisogno di tempo e di ascolto.
Le suggerisco di intraprendere un percorso psicologico, così da esplorare più a fondo la situazione e affrontare i pensieri e le emozioni legati ad essa, con l’obiettivo di trovare maggiore serenità.
Resto a disposizione per consulenze online.
Un caro saluto,
Dott.ssa Valentina De Chiara
Brescia
Buongiorno,
innanzitutto vorrei dirle che il percorso che ha attraversato è davvero intenso e straordinario: il suo corpo ha affrontato prove enormi e la ripresa che descrive è impressionante. È comprensibile che chi le sta vicino sottolinei la sua “fortuna” e il fatto che oggi possa correre e fare sport, ma dentro di lei c’è un’altra parte della storia che merita ascolto: quella delle emozioni, dei pensieri e del senso che tutto questo ha lasciato.
Quello che racconta – l’angoscia, il “senso di nulla”, la perdita di interesse per ciò che prima contava, come il lavoro o il guadagno – sono vissuti comuni dopo esperienze traumatiche e lunghe ospedalizzazioni. Non significa che ci sia qualcosa che “non va” in lei, ma che il corpo e la mente hanno reagito in modi diversi allo stesso evento. Spesso, quando si sopravvive a qualcosa di così grande, ci si ritrova a guardare la vita in maniera diversa, con domande profonde sul significato delle cose e con una sensibilità nuova che può portare anche smarrimento.
Parlare con uno psicologo potrebbe esserle molto utile: avere uno spazio sicuro in cui raccontare quello che sente, dare un nome a queste emozioni e ritrovare un filo che la aiuti a dare senso a questa esperienza. Non si tratta di “tornare quello di prima”, ma di scoprire come integrare ciò che ha vissuto nella sua vita attuale, per poter stare meglio con sé stesso.
Resto a disposizione.

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