Esperienze

Sono la Dott.ssa Cristina Moretti, psicologa.
Mi occupo di psiconcologia, disturbi alimentari e psicologia del lavoro, ambiti nei quali ho maturato un’esperienza significativa sia in ambito clinico che di ricerca.

Il mio obiettivo è accompagnare le persone nella comprensione profonda del legame tra mente e corpo, per aiutarle a gestire con maggiore consapevolezza le sfide emotive, fisiche e relazionali che la vita presenta.

Nel mio lavoro creo uno spazio sicuro e accogliente, dove i pazienti possono sentirsi ascoltati, accolti e liberi di intraprendere un percorso di guarigione e crescita personale. Integro diverse metodologie psicologiche, includendo anche interventi basati sulla mindfulness, per rispondere in modo mirato ai bisogni di ciascuno.

Tra le mie aree di intervento rientra anche la sessuologia clinica, che affronto sia in presenza che online. In questo ambito mi occupo di problematiche legate alla sfera sessuale, alla relazione con il proprio corpo e alla comprensione della propria identità sessuale.

Credo profondamente nel potere trasformativo della relazione terapeutica, come strumento capace di attivare risorse interiori, favorire l’autonomia e promuovere resilienza.
Se senti il bisogno di un supporto psicologico, sono qui per aiutarti a ritrovare equilibrio, ascolto e benessere.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia del lavoro
  • Psicologia della salute
  • Psiconcologia

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1 recensione

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 101 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera mio marito dopo 12 anni si ritrova ad affrontare di nuovo gli attacchi di panico. Ha 40anni ed all'età di 19 anni ha preso efexor seguito da uno psichiatra ed ha smesso di prenderlo completamente dopo 8anni. Ora lui ha paura a prendere di nuovo il farmaco perchè conosce gli effetti indesiderati iniziali,perchè ci sono voluti anni prima di poterlo interrompere e poi riflettendo pensa che non sia stato il farmaco ad aiutarlo ad uscire da questo limbo,ma altro. In questo momento non sà proprio cosa fare,ha paura di stare male come ai vecchi tempi,situazione invalidante anche per il lavoro,abbiamo due bimbi piccoli,ma non sappiamo cosa sia giusto fare. Visita psicologica,visita psichiatrica o altro? Grazie mille dell'attenzione,sono una moglie disperata che passa il suo tempo libero sotto l ufficio del marito perchè lui solo così si sente al sicuro e non ha paura di morire.

Buonasera,

capisco molto bene la vostra preoccupazione. Gli attacchi di panico, quando tornano dopo molti anni, possono essere molto spaventosi perché riattivano il ricordo di ciò che si è vissuto in passato. È comprensibile quindi che suo marito abbia paura di tornare a stare male come allora e che abbia timore di riprendere i farmaci.

In questi casi il primo passo più utile è una valutazione psicologica, per capire cosa ha riattivato gli attacchi e come iniziare a gestirli. Parallelamente può essere utile anche un consulto psichiatrico, non necessariamente per riprendere subito una terapia farmacologica, ma per avere una valutazione completa.

Il fatto che suo marito si senta più tranquillo quando lei è vicino è molto comune negli attacchi di panico: in questi momenti la persona cerca una base di sicurezza.

Il consiglio è di non affrontare questa situazione da soli: con il supporto giusto gli attacchi di panico si possono gestire e ridurre nel tempo.

Un caro saluto.

Dott.ssa Cristina Moretti

Buongiorno ho 46 anni e per vari motivi solo ora con mio marito abbiamo pensato di avere il.primo figlio. Da un anno ho smesso la pillola ho farro gli esami pre concezionali( ok) e visita ginecologica ( Amh 0.30 con ovaio multifollicolare). Il ciclo è regolare. Ho iniziato a prendere acido folico. Nonostante segua gli step corretti una preoccupazione mi perseguita: che il bimbo non sia sano. Già ci vuole tempo a restar incinta ma poi con questo timore! Ho avuto nia zia con sindrome di down proprio perché mia nonna l'ha partorita a 46 anni.
Mia mamma ha avuto me a 44 ma per fortuna sana.
Sono veramente combattuta per questa ricerca della gravidanza e non so se sto facendo un errore.
Non abbiamo neppure aiuti vicini: io sono orfana e figlia unica, i suoceri anziani e lontani. Io e mio marito ci sentiamo pronti per diventare genitori e abbiamo pensato anche ad altre strade (adozione).
Vorrei aver preso la decisione giusta anni fa ma indietro non si torna. Non sono più serena, ho tanti pensieri e non so con chi parlarne. Mio marito è più tranquillo perché in caso di gravidanza naturale non deve affrontarla, lui dice " continuiamo a provare "è ottimista. Io invece no. Necessito di un supporto. Grazie!

Buongiorno,

quello che sta vivendo è molto comprensibile. Quando si cerca una gravidanza, soprattutto più avanti negli anni, è normale che accanto al desiderio compaiano anche molte paure: paura di non riuscire a concepire, paura per la salute del bambino, timore di non avere abbastanza supporto familiare. Tutti questi pensieri possono diventare molto intensi proprio perché il progetto di avere un figlio è qualcosa di molto importante.

La preoccupazione che il bambino possa non essere sano è un timore abbastanza frequente nelle donne che cercano una gravidanza dopo i 40 anni. È vero che con l’età materna aumenta il rischio di alcune anomalie cromosomiche, ma questo non significa automaticamente che la gravidanza porterà a un problema. Oggi esistono diversi strumenti di diagnosi prenatale e screening che permettono di monitorare con molta precisione la salute del feto e accompagnare la gravidanza con maggiore serenità.

Nel suo racconto emergono anche altri aspetti che meritano attenzione:
• il senso di aver iniziato questo percorso “tardi” e il pensiero di aver forse sbagliato scelta in passato;
• la sensazione di dover affrontare molte responsabilità senza una rete familiare vicina;
• una differenza nel modo in cui lei e suo marito vivete emotivamente questa fase.

Tutti questi elementi possono generare un forte carico mentale. A volte, quando il desiderio di un figlio è accompagnato da tante preoccupazioni, la mente entra in una specie di ciclo continuo di pensieri e dubbi, che rendono difficile vivere questo percorso con serenità.

Può essere utile ricordare alcune cose importanti:
• non sta facendo nulla di “sbagliato”: state semplicemente valutando un progetto di vita importante;
• è possibile tenere aperte più strade (gravidanza naturale, eventuali percorsi di medicina della riproduzione, oppure l’adozione);
• il fatto che lei senta il bisogno di parlarne e di chiedere supporto è un segnale molto positivo.

In una situazione come questa potrebbe essere molto utile un supporto psicologico, anche solo per alcuni colloqui. Non perché ci sia qualcosa che “non va”, ma per avere uno spazio in cui elaborare paure, aspettative e decisioni insieme a un professionista. Spesso questo aiuta a ritrovare maggiore chiarezza e serenità nel percorso.

Il desiderio di diventare genitori non ha un’unica forma né un unico tempo. L’importante è poter prendere le decisioni sentendosi accompagnati e ascoltati, senza restare soli con i propri pensieri.

Un caro saluto.

Dott.ssa Cristina Moretti
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